7 febbraio 2010

29.0) La porcata del legittimo impedimento

Il legittimo impedimento è una legge in discussione al Parlamento che ha il solo scopo di salvare Berlusconi dai suoi processi, e per fare in modo che questo provvedimento non sia etichettato come legge “ad personam” è stato esteso anche ai ministri e ai sottosegretari.

Del tutto intenzionalmente si è preferito mettere uno scudo alle eventuali malefatte di chi ci governa, con l’affermare attraverso una legge apposita che il semplice fatto di dover provvedere al governo della cosa pubblica costituisce di per sé stesso un notevole e legittimo impedimento a partecipare alle udienze processuali.




Siamo così in presenza di una nuova legge che, in contrasto col dettato costituzionale, fornisce ulteriori privilegi ad alcune persone ben definite, rispetto alla generalità dei cittadini e quindi definire “porcata” questa legge è ancora dir poco.

Chi ci governa, se non vuole, non va davanti ai giudici. perché ha cose ben più importanti da fare.
Eppure, quando gli conviene, davanti ai giudici il nostro attuale Presidente del Consiglio ci va,e di corsa, come ha fatto alcuni giorni fa nella causa di divorzio a lui intentata dalla moglie, perché aveva necessità di trovare un giudice che dichiarasse esorbitanti e spropositate le richieste economiche della sig.ra Lario. Gli conveniva, nel suo interesse economico presentarsi all’udienza davanti ai giudici, e si è presentato.

Ma guarda un po’ com’è la vita
In quei giorni, egli è forse venuto meno ai suoi compiti istituzionali?
Non doveva forse anche in quei giorni esercitare le sue funzioni di governo della cosa pubblica?
E come ha fatto a trovare il tempo di partecipare alle udienze?
Ha forse provvisoriamernte abdicato a favore di qualche suo subalterno?
Per qualche ora l’Italia è stata governata da qualcun altro, all’insaputa di tutti?
E com’è che certe volte il governare è un legittimo impedimento a recarsi davanti ai giudici, ed altre volte non lo è?

Evidentemente quando conviene il tempo lo si trova.
E’ quando non conviene che non lo si trova mai e si accampa la scusa che si ha altro di più importante da fare ,
E’ quando si ha paura di essere smascherati che non si ha il tempo di rispondere alle legittime domande dei giudici, ed è proprio allora che si fa il modo che il Parlamento legiferi su una bella legge "ad personam" , per trarti dagli impicci.


Eppure, è un grave handicap per un grande della comunicazione come lui ama essere definito, il non sapere che esistono anche le videoconferenze che ti permettono senza spostarti dal tuo ufficio, comodamente seduto in poltrona nel tuo studio, circondato e attorniato dai consigli dei tuoi più fidi avvocati, di rispondere alle domande dei giudici al riguardo della liceità o meno delle tue ricchezze , dei tuoi beni,e dei tuoi affari.

Volendo, quindi il tempo lo si potrebbe anche trovare , ma è l’imbarazzo delle risposte da dare che ti attanaglia l’anima e ti fa rodere dentro.
Meglio, molto meglio, che i giudici,brutte toghe rosse, vecchi curiosoni comunistoidi, sappiano che lui, per inderogabili impegni di governo , è legittimamente impedito, per legge, a rispondere alle loro domande.

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