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9 marzo 2010

41.0) L’unica soluzione sensata al pasticcio italiano

L’unica soluzione sensata al pasticcio italiano


E adesso come se ne esce dal pasticcio che il PDL si è autocombinato, dimenticando di presentarsi in tempo utile e con firme non sospette alle elezioni amministrative?

Dopo aver fatto pressioni perché il Presidente della Repubblica avesse a firmare in fretta e nottetempo, come un criminale, il decreto autogol interpretativo che riammetteva in lizza le liste del Lazio e della Lombardia scartate dai giudici, ora, visto che tutto ciò non ha prodotto la sanatoria sperata, non rimane al governo che un’unica strada costituzionalmente ineccepibile, e cioè quella delle dimissioni.

In tal caso il Buon Napolitano avrebbe la possibilità di indire entro tre mesi , e cioè in giugno, in contemporanea, sia le elezioni politiche che quelle amministrative, e con ciò il caso sarebbe risolto, senza stravolgimenti della Costituzione né approvazione di leggi o leggine o de-cretini a favore di una sola parte politica.
La democrazia sarebbe salva e la parola passerebbe al popolo che nelle urne darà il suo responso.

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  • 6 marzo 2010

    39.0) Non vi è mai capitato di leggere in un libro la descrizione di quello che sta accadendo oggi?

    Non vi è mai capitato di leggere in un libro la descrizione di quello che sta accadendo oggi?

    Oggi accade questo.



















    Da quando Berlusconi è entrato in politica, le regole non valgono più per tutti, ma solo per gli altri.
    C’è sempre Qualcuno che è al di sopra di esse.
    Oggi il governo ha approvato una norma con la quale vengono riammesse in lizza le liste elettorali del PDL in Lazio e in Lombardia, anche se presentate fuori tempo massimo e infarcite di firme false e contraffatte.





    Nel 1852 Victor Hugo ne “I miserabili” scriveva questo: 

    "…Era dunque vero, si diceva, che esistevano le eccezioni, 
    che l’autorità poteva essere confusa,  
    che la regola poteva cadere dinanzi a un fatto, 
    che non tutto si inquadrava nel testo di un codice, 
    che l’imprevisto si faceva obbedire, ….
    che il destino poteva tendere di queste imboscate.
    …Che l’infallibile non è infallibile, 
    che vi può essere un errore nel dogma, 
    che quando il codice ha parlato non è ancora detto tutto, 
    che la società non è perfetta, 
    che l’autorità subisce delle titubanze, 
    che si aprono dei crepacci nell’immutabile, 
    che i giudici sono uomini, 
    che la legge può ingannarsi 
    e i tribunali possono sbagliare!
    …Si danno dunque dei casi in cui la legge deve ritirarsi dinanzi al delitto 
    balbettando delle scuse?
    …Dunque la penalità, 
    la cosa giudicata, 
    la forza dovuta alla legislazione, 
    le sentenze delle corti sovrane, 
    la magistratura, 
    il governo, 
    l’accusa, 
    la repressione, 
    la saggezza ufficiale, 
    l’infallibilità legale, 
    il principio d’autorità, 
    tutti i dogmi sui quali è basata la sicurezza politica e civile, 
    la sovranità, 
    la giustizia,
    la logica che emana dal codice, 
    l’assoluto sociale, 
    la verità pubblica, 
    tutto ciò diventava rovina, ingombro, caos.
    …Tutto questo non era sopportabile.
    E' uno…"Stato violento quant’altro mai.”

    Victor Hugo stava certo parlando dell'Italia di oggi!
    ah! le grandi menti!




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