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31 maggio 2009

256) Susanna e i vecchioni, fa rima con minorenni e Berlusconi.




Susanna e i vecchioni, fa rima con minorenni e Berlusconi.

In questi giorni Berlusconi è al centro dell’attenzione mediatica per la vicenda di alcune sue frequentazioni poco chiare con una minorenne, e per alcune foto scattate a sua insaputa nella sua villa di Sardegna nel corso di una festa di capodanno alla quale aveva invitato una cinquantina di ragazze minorenni, ma non i componenti della sua famiglia.
Egli non è accusato esplicitamente di nessun reato, eppure la pruderie e la prurigine sollevata da queste vicende piccanti è elevata e mantenuta viva nell’opinione pubblica dai giornali della parte politica a lui avversa.
La vicenda in sé non avrebbe nulla di eccezionale o di particolarmente riprovevole.

Da che mondo è mondo le persone anziane, il cui corpo è inevitabilmente in degrado e con prestazioni sessuali in declino, sono sempre state attirate dalla bellezza e dalla freschezza della carnagione degli adolescenti e dei minorenni.
La legislazione di ogni Nazione civile vieta espressamente e con pene severe ogni attività sessuale non consenziente tra anziani e minorenni, ed è particolarmente severa se vi sono di mezzo degli adolescenti.

Nessuno ha mai vietato però che una persona anziana si possa circondare di belle ragazze minorenni in pose disinibite, da accarezzare con lo sguardo o che si faccia fotografare in loro compagnia.

Qiueste cose chi se le può permettere le ha sempre fatte, ma, tanto più si è importanti agli occhi della società, tanto più sarebbe bene farle con la massima discrezione perchè chi non se le può permettere vuole vivere le sue stesse emozioni attraverso il resoconto della stampa e dei giornali scandalistici, che ci speculano sopra, specialmente nell’era mediatica nella quale oggi viviamo .

Un po’ quello che è successo nell’antichità a Susanna e i vecchioni.
Questi, uomini anziani ricchi e sfaccendati , passavano il loro tempo a guardare di nascosto la bella Susanna mentre si toglieva i vestiti e faceva il bagno davanti a loro.
Probabilmente si sono vantati con altri vecchioni ed ecco che il numero di sguardi intenti alla contemplazione della Susanna al bagno aumentava ed aumentava, sino ad allarmare il marito che metterà fine allo scandalo.
Se avessero agito con discrezione probabilmente questi vecchioni sarebbero oggi ancora lì a godere della vista del giovane corpo della bella Susanna.
Così il nostro Presidente del Consiglio, se avesse agito con più discrezione, chissà quante altre feste di capodanno avrebbe potuto celebrare in compagnia di belle ragazze minorenni disinibite.
Adesso invece non lo potrà più fare.
Eh! sì, minorenni e Berlusconi fa proprio rima con Susanna e i vecchioni.
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18 ottobre 2008

57) Persone anziane nel condominio


Nel condominio



Da tempo dedico i ritagli del mio tempo libero a una associazione che aiuta le persone disabili e svantaggiate. Praticamente faccio da autista volontario per il trasporto di queste persone bisognose da casa ai luoghi di cura per terapie o ricoveri.
L'altro giorno, dall’ospedale da cui era stata dimessa, ho accompagnato a casa, con il pulmino dell'Associazione, una gentile signora di 83 anni, in carrozzella, con una vocina tanto simpatica e un sorriso accattivante.
Una delizia di vecchiettina!
Entrando nell’ascensore condominiale le ho chiesto a quale piano abitasse e mi ha risposto con la sua vocina, di abitare al terzo piano.
Saliamo ed eccoci davanti al suo appartamento:
-“Signora, mi dà le chiavi che le apro la porta?”-
La chiave non entra nella serratura.
-“Signora, ma è sicura di abitare qui? Guardi che sulla targhetta del campanello, non risulta il suo cognome.”-
Per farla breve, questa povera signora disabile, in carrozzella, bisognosa di ogni aiuto, scoppia improvvisamente in un pianto discreto e silenzioso: evidentemente l’umiliazione per il vuoto di memoria momentaneo di fronte a degli estranei è per lei un peso grosso come un macigno.
-“Non si preoccupi signora.
Adesso suono il campanello dei suoi vicini di casa, e risolviamo subito: Stia lì tranquilla.”-
Suono.
Dopo qualche istante, si affaccia una signora da un appartamento del pianerottolo, e subito dopo un'altra da un altro appartamento.
-“Scusate, siamo dei volontari della tal associazione e stiamo riportando a casa la signora dall'ospedale, ma sembra che non abiti in questo pianerottolo.”-
-"Non sappiamo, non l'abbiamo mai vista.
Ma signora è sicura di abitare in questa scala?
Ah! si, forse, ci pare che abiti qui sotto al primo o al secondo piano. Provate a vedere".-
-"Grazie, gentili signore, e scusate il disturbo”.-
Rumori di chiavi: si sono rinchiuse nei loro appartamenti.
Ed effettivamente, al primo piano, troviamo l'appartamento della cara vecchiettina.
-"Arrivederci, signora, se ha bisogno ancora di noi nei prossimi giorni, ci telefoni in Associazione. E su col morale".-

Ho ripensato a questo piccolo episodio tutta la sera.
Ma è possibile che in un condominio, addirittura nella stessa scala, non ci si conosca per niente?
Ma dove è andato a finire l'amore per il prossimo?
Altro che cercare di far del bene agli altri.
Neppure li vediamo più gli altri, dietro le nostre serrature di sicurezza, dietro i nostri portoncini blindati.
Eppure potrebbe capitare anche a noi di aver bisogno di aiuto dai vicini, che so, per un principio d'incendio, per un malore improvviso, per una caduta dalle scale, per il guasto dell'ascensore.
E i vicini non sanno neppure che abitiamo lì.

Vicini sì, perché magari da loro ci separa solo un muro o un pavimento, ma lontani nell'indifferenza dei loro cuori.
Allora vediamo di fare in modo che non sia così per il condominio nel quale abitiamo.
Nel nostro piccolo diamoci da fare.



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