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16 giugno 2014

57.4) Se uscissimo dall'euro, che disastro ragazzi!

 Se uscissimo dall'euro, che disastro ragazzi!


Anche se alcuni pensano e scrivono che, per risolvere i problemi dell'Italia sarebbe meglio tornare alla lira, in realtà sarebbe un disastro.
La lira, non appena ritorna in circolazione, si svaluterà di un 40%. i turisti stranieri, soprattutto tedeschi, americani, russi e canadesi, invadono le nostre città, spiagge e alberghi per i prezzi bassi, ma il PIL crolla e la benzina (il petrolio si compra in dollari) va alle stelle per un cambio decisamente a nostro svantaggio.
I minori costi della manodopera, visti i salari degli italiani  sempre più bassi, ridurranno i costi di produzione. ma le materie prime, comprate sui mercati internazionali, saranno sempre più costose, rispetto al cambio in lire con il risultato che gli effetti positivi della svalutazione della lira svaniranno in fretta.
Inoltre, essendosi rotta l'Unione Europea, sparirà la libera circolazione delle merci e Francia e Germania reintrodurranno tasse e dazi sull'ingresso di prodotti italiani.
Nel frattempo la maggior parte delle banche saranno fallite, perché all’ annuncio della svalutazione della lira,molti risparmiatori hanno ritirato in fretta e furia i propri risparmi, velocizzando il crollo del sistema bancario.
Per evitare questo tracollo bancario tuttavia potrebbe succedere che il governo approvi un decreto che stabilisce un limite di 100 euro alla settimana ai prelievi bancari, ed anche che, per non dover spendere troppi soldi nell'emissione della nuova moneta , vengano timbrate le banconote euro in circolazione in Italia con l'indicazione "euro lira."
Questa nuova moneta però nel commercio internazionale sarebbe rifiutata dagli altri Paesi sia europei che mondiali a meno che non si deprezzi subito di almeno il 40%, così da permettere almeno la libera circolazione delle merci e dei lavoratori all'interno di quel che resta dell’Unione Europea.
In un anno il 30% degli italiani sarà costretto ad emigrare nei Paesi che mantengono l'euro , soprattutto verso Olanda, Germania e Francia. L'emigrazione italiana diventerà un problema da Terzo Mondo .
Considerando tutti questi fattori il PIL crollerà tra il 30 e il 50% e il debito pubblico non sarà più sostenibile, diventando carta straccia per i possessori di titoli del Tesoro (BOT, BTP, CCT …), obbligando il governo a dichiarare l’impossibilità di rimborsarlo, e causando così nuovi sfracelli non solo a livello di famiglia, industrie ed economia italiana, ma anche sull’intero mercato mondiale.
Facciamo adesso un piccolo ragionamento terra terra.
Il sig. Rino Ceronti nel 2000 aveva in banca circa dieci milioni di lire.
Con questa cifra si sarebbe potuto permettere di comperare una automobile di media cilindrata, ad es. una Golf dell’epoca .
Entrato in scena l’euro, il Sig. Rino si è trovato sul c/c  circa 5000 euro. (cambio lira euro = 1936, 27, praticamente 2000 lire per avere 1 euro.)
Il governo del tempo, invece di vigilare per impedire un rialzo abnorme dei prezzi, si limitò a regalare ad ogni nucleo familiare una piccola calcolatrice tascabile e poi se ne lavò le mani.
Data l’astrusità del cambio e la mancata vigilanza, il cambio che tutti per comodità bene o male accettarono o subirono, fu di mille lire contro un euro.
Con i suoi 5 mila euro in banca il sig. Rino adesso poteva comperarsi una quantità di merce non più pari ai suoi 10 milioni iniziali, ma pari solo a 5 milioni di vecchie lire.
Quindi poteva più comperarsi la golf dei suoi sogni, ma solo la metà di essa.
Se avesse voluto viaggiare su una macchina intera, avrebbe dovuto sborsare altri 5 mila euro.
Da questo piccolo esempio si vede subito  che con l’introduzione dell’euro gli italiani hanno dovuto subire un furto della metà del loro capitale.
Sono stati derubati del 50% dei loro averi, e questo purtroppo è pacifico, perché proprio questo è avvenuto.
Adesso che si vuol tornare alla lira, però cosa succede?
Che il sig. Rino, ( che non ha più comperato l’automobile) si ritrova ancora ad avere in banca i suoi soliti 5 mila euro, che secondo lui ,con la reintroduzione della lira, si trasformeranno di nuovo nei suoi vecchi dieci milioni di lire che possedeva nel 2000 e  che gli permetteranno di farsi la macchina nuova.
Non immagina , il tapino, che uscendo l’Italia dall’euro, il concambio tra la moneta europea e la nostra vecchia lira nazionale, non sarà più di 1936,27 ( o di 2000 per comodità di calcolo), ma bensì probabilmente di circa 500 lire per un euro.
Cioè, per i suoi 5000 euro che porta in dote, gli verranno probabilmente date non più di 2.500.000 lire, venendo con ciò egli a perdere un ulteriore 50% del suo capitale .
Riassumendo, Rino  aveva 10 milioni di lire nel 2000, divenuti 5mila euro .
Nel 2014/2015 ( o quando sarà), i 5000 euro di Rino diventano 2 milioni e 500 mila lire.
Perdita secca uguale a 7 milioni e mezzo di lire. ( In pochi anni i 3/4 quarti del suo capitale iniziale sono svaniti nel nulla).
E questo è quello che avverrà se gli sciagurati che vogliono farci uscire dall'euro avranno  la possibilità di governare l’Italia, ma a quel punto la presa d'atto della realtà non sarà più tanto pacifica, perché gli italiani come minimo prenderanno i forconi e daranno la caccia agli sciacalli che li hanno cacciati in simili guai.













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28 ottobre 2013

80.3) Elogio del sistema proporzionale.

Elogio del sistema proporzionale.



Poiché Renzi dice “ mai più il proporzionale”a noi invece viene spontaneo   dire  “sempre e solo il proporzionale.”
Perché col proporzionale   tanti voti hai ricevuto e tanti  parlamentari  hai.

Col maggioritario basta che tu abbia avuto un solo voto in più degli altri partiti  e ottieni un numero spropositato di deputati e senatori.

Il proporzionale  è meglio perché rispetta la volontà degli elettori.
Il maggioritario no,  il maggioritario non è giusto.

 Se gli elettori avessero voluto darti la maggioranza   ti avrebbero dato più voti.
Se non lo hanno fatto è perché  il popolo, nella sua infinita saggezza, ha ritenuto    che  tu non  meriti di governare da solo, ma che per governare tu ti debba alleare con altri partiti.

Fare una legge che assegni  un cospicuo premio di maggioranza a chi ottiene anche un solo voto in più degli altri, è un abuso  che   stravolge la volontà degli elettori e dà dei meriti a chi non ne ha ricevuti.

Negli anni cinquanta   un tal progetto di legge fu chiamato “Legge truffa”.

Per i fautori del maggioritario in teoria questo sistema    dovrebbe garantire maggior governabilità, e una  maggior durata dei governi nel tempo, ma se prendiamo in considerazione gli ultimi anni  ci accorgiamo che in pratica non è  stato così.
  I governi risultanti da elezioni  col premio di maggioranza sono durati   tal e quale come i governi  basati sulla legge proporzionale.
Forse che  sono stati  stati meno litigiosi? No, tutt'altro.

E allora perché questo accanimento nel volere a tutti i costi  imporre il sistema maggioritario?
Ma perché è più comodo   avere un numero spropositato di   parlamentari rispetto  ai voti ottenuti perché così puoi fare le leggi  che vuoi , non fa niente se stupide o cattive o ingiuste o "ad personam"  perché tanto   l’opposizione non ha i numeri per bocciartele.

Il proporzionale invece, ti obbliga a confrontarti con  gli altri partiti, a mediare tra i tuoi e i loro programmi,  a discutere, forse anche a perdere del tempo , ma in compenso poi le leggi così  elaborate, proprio perché   contemplano   punti di vista diversi saranno  abbastanza  giuste e comunque non   faranno  prevalere   il punto di vista  di  pochi prepotenti contro  i desideri della massa  popolare.

E allora diciamoglielo a Renzi:  guarda che  sbagli  a non volere  più il proporzionale,  lascia che a volere il maggioritario siano  quei ducetti che devono   portare avanti i loro inconfessabili  interessi privati  e proprio per questo non ne vogliono sapere di confrontarsi con gli altri.

 Chi ha intenzioni  e programmi seri e onesti non deve aver paura di  portare avanti le proprie idee, e di sottoporle eventualmente al vaglio degli elettori, senza  ricorrere a  scorciatoie di premi di maggioranza  spropositati   o  di leggi truffa .


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30 marzo 2013

26.3) Napolitano nomini sé stesso a capo del governo

Napolitano nomini sé stesso a capo del governo.

Non resta che una soluzione.
Di fronte ai veti incrociati di PD, PDL, Grillo e grillini,  Monti e scelta civica  gli uni contro gli altri armati  per impedire la formazione di un nuovo governo, non si vede altra strada che  un atto di imperio di Napolitano.
Egli in questo momento non può sciogliere le Camere perché è alla fine del suo mandato e allora alcuni  gli propongono di dimettersi per favorire la nomina di un nuovo Presidente della Repubblica   che, con il pieno dei poteri a lui conferiti , possa   mandare a casa questo Parlamento uscito dalle recenti elezioni, e rimandarci tutti a votare entro il 15 giugno.
Ma in questo modo le cose non cambierebbero gran che, in quanto  probabilmente gli elettori italiani non farebbero altro che confermare il loro voto di febbraio e allora saremmo daccapo.
L’unica soluzione, anche se un po’ azzardata, è che Napolitano nomini sé stesso capo del governo  in via provvisoria, con una durata limitata e per fare solo alcune cose.
ISTITUZIONI
- Abolizione del rimborso elettorale ai partiti.
- Diminuzione del numero dei parlamentari  a 100 per la camera e 100 per il Senato con max   due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica ed eliminazione per essi  di ogni privilegio particolare, tra cui  il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo-
- Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
- Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
- Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
- Nuova legge elettorale  con sbarramento al 10% per i partiti in modo da far esistere solo due partiti o due coalizioni e con  un premio di maggioranza del 52%  per il partito o la coalizione  che ha raccolto più voti, per far sì  che  possa governare il Parlamento ed anche che  a causa di defezioni, assenze, malattie e altro,  l’opposizione ogni tanto, possa  mettere i bastoni tra le ruote e far approvare dei suoi provvedimenti.
- Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati dopo almeno due gradi di giudizio-
 - Abolizione delle province
ECONOMIA
- Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche
- Allineamento delle tariffe di  benzina, energia, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei
-Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
- Abolizione di qualsiasi commissione bancaria su prelievi, versamenti  o pagamenti con carte di credito o  bancomat
 - Riduzione delle spese militari
- Rimborso immediato  dei debiti dello Stato verso le aziende sue creditrici
- Sostegno alla scuola pubblica  e alle famiglie in difficoltà
- Permettere ai comuni virtuosi lo sblocco delle proprie  risorse  per  l’erogazione di servizi  ai cittadini

- DIMINUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO (attualmente di 2000 miliardi ) CON LA CREAZIONE   DI UN FONDO D’INVESTIMENTO (Fondo Italia o altro nome ) al quale lo Stato italiano e le pubbliche amministrazioni dovranno conferire i propri immobili, le proprie partecipazioni azionarie e i propri diritti demaniali.
Le quote di questo Fondo  saranno  scambiate con gli attuali titoli di stato, eventualmente a condizioni di favore per i detentori di titoli pubblici, e lo scambio, quindi, genererebbe una immediata riduzione del debito pubblico di 500- 600 milardi di euro. (Io ti do una  quota parte di proprietà del Colosseo e tu mi restituisci  i Bot che hai in mano.)
La gestione di questo Fondo Italia verrà affidata a una o più società di amministrazione internazionali, con il  compito di valorizzare i beni confluiti nel Fondo, ovviamente a vantaggio e beneficio dei detentori delle quote del Fondo stesso.
Per chi è già possessore di titoli pubblici, la soluzione proposta gli darebbe tutta una serie di vantaggi e cioè la quota parte di possesso diretto dei beni  demaniali dello Stato italiano ed un immediato beneficio economico, venendo premiato  con prezzi di favore  al momento dello scambio tra quote del fondo e i titoli di stato posseduti, e successivamente dai proventi della valorizzazione del patrimonio ben  gestito da  manager  internazionali di indiscussa professionalità.

L’unico governo che può attuare questi provvedimenti che l’Italia intera  chiede è  un governo diretto da Giorgio Napolitano, cioè l’attuale Capo dello Stato, che pur con la sua veneranda età  ha dimostrato di avere più cervello ed energia di tanti giovani  politici rampanti  con le idee bizzarre o  di regime.

Speriamo che Napolitano raccolga questo appello che l’Italia intera gli rivolge dal fondo del cuore. e che incarichi sè stesso di formare il nuovo governo.


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27 marzo 2013

23.3) Che delusione Grillo e i grillini!



Che delusione Grillo e i grillini!


Vogliono tutto e subito.

Hanno un programma in venti punti  e vogliono che si realizzi interamente  ora, subito.

Ma non hanno la maggioranza del parlamento e quindi  non lo possono fare. Anche loro hanno bisogno che i loro provvedimenti vengano approvati dagli altri partiti. E’ la regola della democrazia parlamentare.

C’è un Presidente del Consiglio incaricato che propone loro  di realizzare almeno 8 dei loro 20 punti, ma essi rifiutano. O tutti  venti o niente.

Ma si può? Se io  vivo e dormo in strada perché non ho una casa,  ed ho  nella mia testa  il sogno di  possedere  prima o poi una villa da 500 mila euro, con parco e giardino annessi,  se qualcuno, per cominciare mi offre di andare a vivere in una casa popolare di tre stanze più bagno e servizi,  forse che rifiuto?

Per cominciare a realizzare il mio sogno,  accetto e poi, man mano cercherò di ingrandirmi, di  arrivare dalla casa popolare al villone agognato.

I grillini invece,  vedono che la casa Italia va a fuoco, vedono che senza governo non  si può stare, eppure invece di prender la canna dell’acqua e contribuire  anche loro a spegnere le fiamme, continuano a dire e a  gridare sul web  che non sono stati loro a provocare l’incendio, e che quindi  se tutto brucia  la colpa non è loro.

Non si accorgono, i tapini, che già le fiamme  stanno per lambire anche i loro vestiti  e che se  tutto brucia, anche loro  faranno la stessa fine.

Santo Iddio, cosa ci vuole a capire che  è meglio cominciare a realizzare, in comunione con altri parttiti,   otto punti del loro programma  invece che niente e che i restanti dodici punti , se ci si tira tutti fuori dal burrone, poi sarà un gioco da ragazzi realizzarli con l’aiuto e il consenso di tutto un popolo, ormai rivitalizzato anche grazie alla loro partecipazione a un governo  capace finalmente di   governare  con onestà equità e  impegno.

Invece, no. Un governo così non s’ha da fare.  Crepi  Sansone con tutti i Filistei.

E l’Italia, grazie anche alla loro  ostinazione negativa  farà la fine di Cipro e della Grecia.

Ma allora, che li avranno votati a fare i  milioni di Italiani che speravano  di ottenere tramite loro un buon governo formato da gente meno spocchiosa e superba del  Professor Monti e dei suoi ministri tecnici del cavolo?   Se lo chiedano un pò,il buon  Grillo e i suoi  grillini e  poi agiscano per il bene del Paese, anche se  non potranno fare tutto e subito quello che sognano di fare.






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23 marzo 2013

21.3) Che figura di m.. il governo Monti (Bisogna mandarlo a casa al più presto)


Che figura di m.. il governo Monti  (...bisogna mandarlo  a casa al più presto)




 C’è bisogno di mettere in piedi al più presto un nuovo governo,  anche  se solo per mandare definitivamente a casa  l’attuale gruppo  di  professori e tecnici che ci fa fare delle figuracce in modo industriale davanti a tutto il mondo.



L’ultima in ordine di tempo  è quella di aver  voluto  mostrare  al mondo i muscoli  di una Italietta ormai  allo sfascio economico e morale,   facendosi garanti di fronte al mondo della sporca e balorda  intenzione  di voler  trattenere in Italia  i marò accusati di assassinio in barba agli accordi con l’India,   per poi calare improvvisamente le brache rimangiandosi la parola    in modo vergognoso di fronte alle prime giuste critiche , e rimandando questi due malcapitati militari   di fronte a una Corte di giustizia indiana ormai incarognita dal nostro comportamento e certamente non più disposta a giudicarli con imparzialità.



Poveracci, questi due soldati,  lasciati  perciò soli a marcire per chissà quanto tempo  in un carcere indiano per aver obbedito  a ordini   imbecilli dei loro superiori militari a causa  di  leggi  stupide  che prevedono  l’utilizzo di militari dell’esercito su navi mercantili,  e soprattutto per  l’incapacità dei nostri attuali governanti di  tutelarli di fronte alla giustizia internazionale.



N.B.- Se la legge prevede   l’utilizzo dell’esercito  per difendere le proprietà private  degli armatori mercantili  italiani,  perché  allora non  schierare i militari anche a difesa delle proprietà private dei gioiellieri,  delle industrie, delle banche, delle poste,  delle scuole e  perché no, anche a difesa delle proprietà fisiche delle   nostre belle ragazze che  vogliono recarsi in una sala da ballo dopo le ore venti e che hanno paura ad uscire da sole la sera?


Che diritti avranno mai  in più delle gente normale questi armatori di navi mercantili, per avere il privilegio di essere tutelati dall’esercito,  risparmiando così sull'utilizzo di guardie private?


La realtà è che  questa della scorta delle navi  è una legge ingiusta e stupida, fatta da un Parlamento che abbiamo  sconfessato,   che mette a repentaglio la vita dei nostri militari e il buon nome del nostro esercito, ed anche,  come si è visto,  la reputazione dell’Italia di fronte al mondo intero per colpa di governanti  pavidi, banderuole  e mangiaparola, che è ora di mandare a quel paese al più presto.
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12 marzo 2013

16.3) L’ultima carognata(in ordine di tempo) del governo Monti

L’ultima carognata(in ordine di tempo) del governo Monti

Questo governo( che non c’è più) perché tra due o tre giorni si apriranno le nuove Camere  e ( a Dio piacendo)  verrà formato il nuovo esecutivo, prima di esalare il fatal   respiro   ha regalato alla nostra Nazione  l’ultima figuraccia di emme .
Un ministraccio della Difesa, ha voluto  tramandare  il suo nome alla storia , compiendo l’ultima  cretinata che si poteva fare, e cioè quella di non mantenere la parola data di restituire  all'India i due marò accusati di omicidio in quella nazione.
La vicenda è nota: due  fucilieri di Marina italiani, imbarcati su una nave commerciale italiana  per difendere il carico di quest’ultima dagli abbordaggi dei pirati in acque internazionali, hanno in acque indiane sparato a due  pescatori indiani .
“Li abbiamo uccisi perché pensavamo che fossero pirati”, si sono poi difesi i due militari, ma la magistratura dell’India vuole andare più a fondo nella vicenda e li ha incarcerati.
E fino a qui  non si può far  altro che una considerazione e cioè di come sia  stupida la norma che impone all’esercito italiano di difendere le navi  commerciali in giro per il mondo.
Gli armatori di queste  navi per la tutela dei loro interessi commerciali dovrebbero invece assoldare e pagare di tasca propria  delle guardie giurate private, degli uomini mercenari debitamente assicurati  contro i rischi della pirateria e con la garanzia della  difesa forense  da parte di un  comitato di giuristi internazionale , invece  di utilizzare gratuitamente   le Forze Armate italiane mettendo a rischio il buon nome e la reputazione militare dell’Italia.  

Ma continuiamo con la  narrazione della vicenda.
Date per scontate le lungaggini della magistratura indiana, ( ma proprio noi italiani non ci dovremmo meravigliare  più di tanto  per la durata dei processi,visto  che qui da noi  è stabilito il record mondiale), i due marò se ne sono stati per mesi e mesi in cella  (o per meglio dire agli arresti domiciliari in India) in attesa del processo.
Ad un certo punto,  dato che si avvicinavano le feste natalizie,  le autorità indiane hanno permesso a questi nostri fucilieri  di tornare a casa per quindici giorni , con la parola del governo italiano che  al termine della licenza se ne sarebbero tornati   agli arresti, e così è stato e  il governo e il popolo italiani ci hanno fatto una bella figura.
Poi è arrivata la data delle elezioni politiche in Italia ed è stata concesso  un’altra volta il permesso di rientrare  in Italia per il voto  con la promessa di ritorno in India, agli arresti,  dopo  una quindicina di giorni.

Ma  questa volta così non è stato.
Si è intromesso lo sciagurato  proposito del Ministro di turno  della Difesa italiano di passare alla storia, che, negli ultimi giorni del suo mandato ministeriale  ha preso la stupida decisione di non  riconsegnare  i due marò all’India, facendo così fare  all’Italia la solita  figuraccia di emme. 

E si, perché noi italiani siamo famosi nel mondo per  non mantenere la parola data,  per iniziare la guerra da una parte e finirla dall’altra, esponendoci così al ridicolo mondiale.
Con governanti così, come quest’ultimo ministro, siamo ormai diventati da  diversi anni  delle macchiette   internazionali. 

Questo ministro dice che gli eventuali reati dei due fucilieri, essendo appartenenti alla Forze militari italiane,  devono essere  giudicati da un tribunale italiano, mentre invece l’India afferma  esattamente l’opposto, e cioè che, ed essendo stato il reato commesso in acque indiane ed  essendo indiane le vittime la competenza è della loro magistratura.

 Si dimentica lo sciagurato incompetente ministro italiano  che quanto afferma l’India è esattamente quello che affermò a suo tempo l’Italia  nei confronti degli Stati Uniti, quando due  appartenenti alle Forze  statunitensi , giocando a fare gli stupidi con i loro aereitranciarono i cavi di una funivia del Cermis facendo decine di vittime.
Dissero allora i magistrati italiani che, essendo le vittime italiane ed essendo stato il reato commesso in Italia, la competenza del giudizio apparteneva all’Italia e non agli Stati Uniti, che tuttavia con un atto di forza, trattennero i due sciagurati piloti in patria per essere da quella magistratura giudicati ( e probabilmente  poi assolti).

Questo ministro dovrebbe imparare la Storia, invece di esporre l’Italia a delle figuracce  internazionali.
E chi si fiderà più, d’ora in avanti della parola di un italiano?
Non godevamo già di una buona fama, ma adesso  abbiamo autorizzato il mondo a ridere e a dubitare di noi.
Quello che fa più rabbia è che tutto questo accade ad opera di un governo che abbiamo cacciato a casa con il nostro recente voto alle elezioni politiche e che tuttavia continua a fare danni.


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1 marzo 2013

12.3) Verso un nuovo governo Monti per fare solo alcune cose



Verso un nuovo governo Monti per fare solo alcune cose






Ci avviamo verso un nuovo governo Monti, sostenuto da PD e PDL con l’opposizione dei soli grillini, sia alla Camera che al Senato?


E’ questa la possibilità più concreta per riuscire a fare un nuovo governo, dopo i risultati elettorali  appena sfornati .


Ci si accorderà su  qualche   progetto da attuare immediatamente, quali la riforma della legge  elettorale  e la revisione della costituzione per quanto riguarda  l’apparato politico, provinciale e regionale,   la diminuzione delle aliquote dell’Imu,  il sostegno bancario alle imprese , la parziale detassazione del lavoro e il  quoziente familiare   per quanto riguarda  il fisco.


Tutto questo dovrebbe durare  al massimo un anno, poi si farà una nuova  tornata elettorale, con la segreta speranza che  nel frattempo sia stata riassorbita  la protesta dei grillini  e che il movimento 5 stelle non ottenga più tanti voti favorevoli.


Successivamente, con  risultati elettorali più normali, si vedrà cosa fare.


Nel frattempo Monti  avrà sedato la sua sete di potere,  standosene ancora in sella al governo per un altro anno.


E’ una bella prospettiva?

Mah!, forse però non è la peggiore.



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29 gennaio 2013

6.3) Monti adesso vuole strafare, ma inciampa..

Monti adesso vuole strafare, ma inciampa...

Lui vuole regolamentare tutto adesso, ci ha preso gusto.

Ha dato le dimissioni da capo del governo, ma vuole rimanere attaccato alla sedia del potere che evidentemente gli è piaciuta.

Per questo ha fondato una coalizione di partiti che lo rieleggano Presidente, perchè lui, meno di quello niente vuol fare. 

Poi si mette a parlare e a rilasciare interviste a tutti i giornali e a partecipare a tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive, a tutti i convegni possibili e immaginabili con lo scopo di riuscire a  tornare a fare il Presidente del Consiglio.
 Ma egli, che parla, parla e parla, e dice cose a proposito e a sproposito, ecco che alla fine inciampa sulla scuola. 

Lui che aveva il compito di cercare di ridurre il debito pubblico dello Stato italiano, e non c'è riuscito perchè invece di ridurlo lo ha aumentato, adesso in compenso vuole diminuire le vacanze degli studenti italiani aumentando i loro giorni di scuola, ma non sapendo più ormai quel che dice non si è accorto che mettersi curvi sui banchi di scuola ad agosto in certe regioni d'Italia è una tortura bella e buona. 

Inoltre con questa bella idea del menga, così facendo mette in crisi ancora di più l'industria vacanziera  e quella del turismo con quanto ad esso collegato, che seppur con sacrifici stavano cercando di restare a galla in questa difficilissima crisi economica. 

Succederà così che in Italia le vacanze ad agosto le potranno fare solo i ragazzotti tedeschi, mentre i loro coetanei italiani suderanno sui banchi di scuola  sotto il solleone a studiare matematica e quisquilie simili. 

E bravo il buon Monti.
E provare a parlare un pò di meno e raccontare meno castronerie, no?


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