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22 febbraio 2012

24.2) Signore,perché mi hai dato un figlio disabile?

P.S.
Questa è, grosso modo e scritta e ripensata  da me  in modo superficiale la trama del libro “Zigulì” di Massimiliano Verga,  padre di Jacopo, Cosimo e Moreno.
 Quest'ultimo è un bellissimo bambino di otto anni, nato sano e diventato gravemente disabile nel giro di pochi giorni. 
Queste pagine sono una raccolta di immagini  e pensieri  quotidiani su che cosa significhi vivere accanto a un disabile grave   (la rabbia, lo smarrimento, l'angoscia, il senso di impotenza),  pensieri molto duri su una
realtà che per diverse ragioni  (disagio, comodità, pietà)  tutti noi preferiamo spesso ignorare.
E che forse, proprio per questo, nessuno ha mai raccontato con una così spietata crudezza
Il libro è bellissimo e lo si racconamda ai lettori di questo blog. 



Zigulì, di Massimiliano Verga, Mondadori, pagine 192, euro 16.50 
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Signore,perché mi hai dato un figlio disabile?


Mio figlio è nato handicappato, ha un cervello piccolo piccolo, non ci vede né mai ci vedrà e oggi che ha otto anni  le uniche parole che sa dire sono pappa, cacca, nanna.
Signore, Tu  ogni tanto permetti che nascano dei bambini con handicap.
Perchè?
Sono destinati a diventare presto i Tuoi angioletti preferiti, dicono i preti.
Ma  perché hai voluto che uno di questi fosse mio figlio?
Perché proprio a me mi hai dato un figlio disabile?


Ah, lo so quello che dicono : che  il Signore le sofferenze le dà a quelli che ama in modo particolare, che il Signore l’oro lo vaglia nel fuoco per distinguerlo da quello fasullo, che le prove della vita  le dà a quelli che hanno le spalle larghe per sostenerle e sopportarle.
Ebbene, Signore, con me Ti sei sbagliato!


Io ho delle spalle deboli , lo sai, me le hai date Tu così, e allora come Ti è venuto in mente di caricarle di un fardello così insopportabile?

Hai dato incautamente a un cieco il compito di condurre un altro cieco, che è una cosa da piangerci sopra , se ci pensi, e difatti Tu stesso nel tuo Vangelo l’hai citato come esempio di cose da non fare.

Ma Ti rendi conto che hai dato a un essere debole e meschino come me il compito impegnativo di accudire, di amare, di sopportare e di rendere persino tollerabili i disagi fisici e morali che comporta il tirar grande un
figlio con un cervello grosso come una caramella, con crisi continue di epilessia  e per giunta cieco e incapace persino dipronunciare la parola papà?

Ebbene,Signore, Ti sei sbagliato, questa volta hai toppato.

 Evidentemente hai dato a me  troppa importanza , Ti sei fidato troppo dei talenti che mi hai affidato e che io, come il servo sciocco della Parabola, non ho saputo mettere a frutto.

Ma che credevi Signore?
 Mi facevi più forte, vero? 
Ti ho deluso, vero?
Ebbene Signore, si, la mia vita con il figlio handicappato che mi hai dato è una vita che io non riesco a sopportare più. 

Io penso addirittura o Signore (e lo so che sto bestemmiando), che Tu ti dovresti scusare con me  per esserTi così grossolanamente sbagliato sul mio conto , ma so  anche che  il solo pensare una cosa simile è una cosa ingiusta e cattiva , e   Ti chiedo allora,  o mio Signore , di ridarmi un briciolo di vita e di speranza, riprendendoti al più presto tra le schiere dei tuoi angeli il figlio mio tanto malato e per questo tanto più amato  che mi hai dato.

Guarda, Signore, che se non lo farai e presto e bene ,  la mia anima andrà persa  perché la mia disperazione è ormai giunta a un livello altissimo e non vorrei , come novello Giuda, dover disperare della Tua misericordia e del Tuo perdono.

Tienimi una  mano sulle spalle, Signore, su quelle stesse spalle che Tu credevi così forti da sopportare una vita disastrata con un figlio così, e che invece hai scoperto essere deboli e malaticce, e così,  tenendomi vicino a Te, dammi conforto e speranza per il futuro , o mio buon  Dio! 








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1 febbraio 2012

16.2) Sono diventato di nuovo nonno. Che bello!

Sono diventato di nuovo nonno. Che bello!





E’ nata Martina.
Dopo quell’altro che tutto il mio tempo libero mi impegna,
ora una nuova nipotina. 
Dovrò dividermi in due. 


Per il momento è troppo piccola perché io possa starle vicino,
tocca ai genitori preoccuparsi e darsi da fare.


Per il momento come nonno io posso solo amare e guardare
questo scricciolo bello e d’oro
che tiene due manine chiuse a pugno sulla testa,
che mangia, dorme, piange e fa la cacca,
e però quando mi vede chino su di lei mi sorride e mi fa festa.

Per me, nonno,
più dei figli ormai grandi adulti e vaccinati
che hanno ormai trovato la loro strada ,
i  nipoti sono tutto.
Sono il mio mondo, la mia gioia, la mia voglia di vivere, il mio futuro.
Sono certo che anche la nonna che non c'è più 
dal cielo sorride e condivide con me questi  pensieri. 

Il mio cervello vecchio ha ormai compiuto per intero il suo giro
e adesso è quasi adiacente a quello dei piccini agli inizi  del cammino.
E’ per questa vicinanza dei cervelli 
che nonni e nipoti ci capiamo come fossimo gemelli.
Perché abbiamo "vicino vicino" il nostro sentire.

Veder loro gioire è il mio mondo,
le loro gioie son le mie
e non sto bene se li vedo soffrire.

Il loro sorriso è per me un raggio di sole,
e vorrei sempre che sui loro visi
 la sofferenza e le preoccupazioni fossero assenti 
mentre la gioia, la bontà d’animo e la bellezza
abbondassero in loro  per tutta la  vita.

Si dice che 
nipotini felici faccian  nonni felici, 
e allora io spero pure  che
nonni felici facciano  di riflesso  nipotini felici. 

Ciao birbante di un Fabio, 
e ciao anche a te, nuova arrivata,  Martina!
Che la vita vi sorrida.

================
             Il Nonno
                          filastrocca di Jolanda Restano
 
 
                          C'è un amico assai speciale
                         con cui gioco niente male;
                         con lui scherzo, parlo, rido,
                         e felice a lui m'affido.
                         Se ho i compiti da fare
                         o se invece vo' a giocare,
                         non importa, sai perché?
                          Lui è sempre accanto a me!
                          Che sia giorno, notte o sera,
                          alba, inverno o primavera,
                          che sia estate oppure autunno
i                         io sto bene con il nonno!


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24 novembre 2011

180.1) Tutte le donne incinte del mondo verranno in Italia a far figli?

Tutte le donne del mondo verranno in Italia a far figli?


Oggi ha diritto di cittadinanza italiana soltanto chi è nato da genitori italiani, ( ius sanguinis, diritto derivante dal sangue) ma si vorrebbe che accanto a questo ci sia anche il diritto di cittadinanza derivante dal fatto di essere nati in Italia ( ius soli, diritto derivante dal luogo di nascita) .
Essere quindi registrati nell’anagrafe di qualche Comune italiano, far parte di una famiglia residente da qualche anno in Italia con permesso di soggiorno, frequentare scuole italiane e intrattenere rapporti sociali con  altri ragazzi italiani, dovrebbe far maturare  ai nati in Italia , pur se da genitori di altra nazionalità, il diritto di considerarsi italiani.

I nostri i figli,  ormai,  a scuola intrattengono rapporti con ragazzi di etnia e colore di pelle diversi dal loro, ma nati in Italia e abitanti con i genitori nel nostro stesso quartiere da alcuni anni.
Perché devono considerare costoro come degli extracomunitari?
Sono nati qui come loro, abitano qui come loro, vanno nelle stesse scuole che frequentano loro, amano l’Italia come loro.



Eppure qualcuno vuole che costoro non siano considerati italiani.
Perché?

Perché così’ dice e così  vuole la Lega Nord , la quale aggiunge a questa cretineria anche un’altra cazzata del tipo :
“Se diamo la cittadinanza italiana a tutti quelli che nascono in Italia, verremo ben presto invasi da tutte le donne incinte del mondo, che verranno qui a far figli.”


Oh, perbacco! Ma dici davvero?
E che cavolo! Voi della Lega continuate a dire che vivere in Italia fa schifo, e che vorreste secessionare in un posto felice come la vostra fantasiosa  Padania, e poi venite a dirci che il diventare italiani e magari il vivere in Italia è l’aspirazione di tutte le donne incinte del mondo?
Qualcosa non quadra nel vostro ragionamento.
Che ci fossero stranezze nelle testoline di Bossi, Maroni, Castelli, Calderoli, Borghezio e quant’altri già lo avevamo intuito, ma adesso ce ne date pure la conferma.
Forse è bene che vi facciate visitare.
Una bella Tac  all'encefalo a volte può  rimuovere ancestrali idee sballate.


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12 giugno 2011

103.1) Battere il quorum?: si può fare.

Battere il quorum: si può fare




Oggi rechiamoci tutti alle urne entro mezzogiorno.
Che votiamo per il si o per il no, 
o che mettiamo scheda bianca,
non è importante.

Importante è dare un segnale agli indecisi, 
a coloro che dicono: io vado al mare, 
tanto dei referendum, che me ne frega?

Pensate: 
Se oggi i tg delle ore tredici, 
dessero la notizia che nelle prime ore di stamane 
il 40% si è recato al voto, 
volete mettere che effetto trascinamento avrebbe tale affluenza?

Si prospetterebbe per l’Italia una giornata memorabile, 
una di quelle giornate 
che un domani ti farenbbbero dire: 
ebbene, io c’ero.
Anch’io nel tal giorno c’ero 
e ho contribuito a rendere migliore l’Italia, 
per me, per la mia famiglia, per i miei figli, per i miei nipoti, 
per gli italiani del futuro.

Ebbene, rechiamoci tutti e presto alle urme stamani,
diamo buon esempio agli indecisi 
e vedrete che il quorum lo si può raggiungere.

Il quorum? Si è potuto fare
Io c’ero.



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16 aprile 2011

69.1) Razzisti dentro, ma cristiani all’apparenza o per interesse.

Un centinaio di tunisini tra quelli sbarcati recentemente a Lampedusa, in viaggio sotto scorta della polizia verso il Nord Italia o l’Europa, sono stati fatti scendere a Roma per una visita alla Città Eterna di cui avevano sempre sentito parlare.



La popolazione romana che li ha visti scendere dai pulmann si è allarmata e subito ha chiesto provvedimenti di restrizione alle autorità comunali.
“Qui ci sono i nostri figli che giocano nei parchi”, dicono le mamme spaventate.
“Non è possibile che queste persone siano fatte scendere nel nostro quartiere.
C’ è in pericolo la vita dei nostri figli.
Che ne sarà selle nostre ragazze in balia di questo centinaio di delinquenti?

Ecco qui il vero razzismo italiano che viene a galla , che viene sempre fuori nei confronti di chi è troppo debole per poter reagire.
La paura del diverso, la paura di persone che non conosciamo, anche se hanno l’età dei nostri figli , la paura di persone dagli usi diversi dai nostri, soprattutto la paura nei confronti di persone più povere e malandate di noi che subito noi etichettiamo come malintenzionate verso noi e i nostri averi.

Se fossero stati un centinaio di persone dalla pelle bianca, elegantemente vestiti all'occidentale,con orologi d'oro ai polsi, con borse o borsoni di Versace , ma soprattutto col bel portafoglione pieno bene in vista, siamo sicuri che le stesse mamme di cui sopra non si sarebbero allarmate per la virtù delle loro figlie.
Anzi.

Ma come è possibile che Roma, la città che attende per i prossimi giorni di maggio , per la beatificazione di Giovanni Paolo II milioni di pellegrini da tutto il mondo, con voluttà per le ricadute economiche che ne deriveranno per bar, alberghi, ostelli, ristoranti, guide turistiche , musei, ebbene, come è possibile che questa Roma abbia paura di un centinaio di migranti tunisini scortati dalla polizia che attraversano l’Italia in cerca di un posto dove vivere e lavorare che si fermano due giorni in città come turisti?

La Roma razzista ha fatto capolino nelle paure di questi cittadini romani che rifiutano di cercare anche solo di capire il dramma che stanno vivendo questo centinaio di persone dalla pelle scura, giunto da noi dopo aver attraversato il mare su barconi che affondavano ancora prima di essere calati in acqua.

Eppure queste donne, queste mamme , questi onesti cittadini romani così cristianamente disposti verso la presenza in città di cento tunisini, saranno certamente in prima fila a recitare preghiere,corone di rosari e giaculatorie in Piazza san Pietro, nei prossimi giorni di Pasqua e durante la santificazione del papa Woityla, anche se di cristianesimo e di carità verso il prossimo non hanno neppure la minima cognizione.

Razzisti dentro ma, vivendo a Roma, cristiani all’apparenza o per guadagnarci qualcosa...
Cioè brutta gente.




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    2 marzo 2011

    38.1) Come mai Dio non ha protetto Yara? O l’ha invece protetta?

    E’ giusto chiedersi il  perché Dio abbia abbandonato Yara in quei momenti, così come  potrebbe fare magari un domani con altri nostri figli?

    Come mai Dio non ha protetto Yara? O l’ha invece protetta, e tanto anche?

    Dopo lo sbigottimento per la scoperta che la piccola Yara è stata uccisa, a molti di noi è venuto da chiedersi il perché Dio abbia permesso un tale crimine.
    Possibile che le preghiere di tutta una comunità, di tutto un popolo, siano rimaste così inascoltate?
    Se Dio non ascolta più le nostre preghiere, vale ancora la pena di pregare?
    Se Dio smette di proteggere i nostri figli, noi che cosa possiamo fare contro la criminalità e la cattiveria delle persone sedotte dal Male?
    Il solo porsi queste domande ha creato dei turbamenti interiori in molti di noi, ed addirittura può aver messo in dubbio la solidità della nostra fede religiosa .

    Per molti di noi Dio ha purtroppo abbandonato Yara al suo destino, incurante delle preghiere dei fedeli, e purtroppo sembra essere questo il sentimento prevalente nei discorsi tra noi cristiani poco praticanti.
    Ma inaspettatamente da un  sacerdote,  un certo Don Panfilo, per il tramite di una sua lettere pubblicata sul giornale "L’Eco di Bergamo" , ci viene presentato un altro punto di vista , diametralmente opposto .
    No, dice il prete, Dio non ha abbandonatao Yara, Egli l’ha invece protetta e le è stato sempre vicino.

    E’ certamente giusto e lecito, dice questo sacerdote, chiedersi come mai Dio non sia intervenuto a proteggere Yara. Anche Gesù sulla croce si è sentito abbandonato e l’ha ha gridato a Dio.
    Ma la Sua stessa resurrezione ha dato la risposta: Dio non l’aveva abbandonato nel momento del pericolo, semplicemente Dio lascia sempre liberi gli uomini di compiere anche il male se lo desiderano, ma prepara immediatamente per la vittima l’esaltazione e la gloria eterna.

    Egli è sempre accanto a noi per proteggerci e così quel 26 novembre 2010 era vicino a Yara nei momenti del rapimento e non l’ha abbandonata, anzi era lì per proteggerla.
    E quando la cattiveria umana ha infierito su di lei senza pietà, Egli con un tenero abbraccio eterno, perché Yara non avesse a subire ulteriori oltraggi, l’ha accolta in Paradiso, dove essa ora non ha più niente da temere da nessuno.

    Questo espresso da don Panfilo è  un punto di vista sul quale vale la pena di soffermarsi a meditare, è una considerazione che ci dà la possibilità di elevare la nostra mente alla speranza cristiana, invece di deprimerci come potrebbe invece fare il pensiero opposto.

    Dio non ci abbandona mai, anche nella cattiverai umana Egli sa tenerci per mano e proteggerci perché dal male nasca il bene.
    E difatti ora noi tutti abbiano un angelo in più in Paradiso.
    Se il Male voleva la distruzione di Yara, ha invece ottenuto che essa venisse trasformata in un Essere di luce che dal cielo, tramite le sue suppliche a Dio, saprà dare forza e grandezza d’animo ai suoi famigliari e alla nostra intera comunità nazionale..
























    E, continua nella sua lettera don Panfilo, un’altra cosa il Signore farà, ne siamo certi.
    Egli prima o poi riuscirà ad aprire il cuore dell’orco , e nel rispetto della libertà dell’uomo, che può essere così cattivo da rimanere chiuso a qualsiasi richiamo alla pietà, farà entrare nel cuore dell’assassino, come una spada affilata, la domanda che fece a Caino: - Caino che hai fatto?- - Caino, perché?-
    Possiamo stare certi che, a partire da questa domanda l’assassino sarà pronto a pagare il suo immenso debito con la giustizia umana, e auguriamoci che Dio gli dia la forza di aprirsi alla grazia e al pentimento che gli potranno cambiare il cuore.

    I sentimenti espressi da Don Panfilo nella sua lettera al giornale, mi hanno intrigato e commosso, ed ho deciso di proporli, in un modo purtroppo ben più misero, su questo blog.
    Che Dio stia sempre vicino a noi e ai nostri figli!


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    8 gennaio 2010

    5.0) miracolose e meravigliose mamme.

    E’ molto probabile 
    che una mamma riesca a  provvedere 
    e a mantenere dieci figli. 



    E’ invece risaputo
    che dieci figli non riescono a mantenere una mamma.



    Ah! l'amore di una mamma!
    Miracolose e meravigliose mamme!
    Esseri straordinari che non siete altro!




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    5 novembre 2009

    421) La parabola del primo omicidio nella storia umana.

    La parabola del primo omicidio nella storia umana.

    Adamo ed Eva, cacciati dall’Eden, misero al mondo due figli: Caino e Abele.
    Caino era agricoltore.
    Abele faceva il pastore.
    Il povero contadino Caino sudava come un cammello mentre arava la terra.
    Abele si abbronzava al sole mentre pascolava le capre e le greggi.

    Il Creatore chiese ad entrambi i fratelli di offrirgli un sacrificio, ed essi d’amore e d’accordo decisero di offrire un sacrificio al loro Creatore. perché erano grandemente ripieni di timore e di paura e non volevano di certo contrariare quel Dio che, secondo la Genesi, aveva appena condannato a morte l’intera umanità costituita per il momento da papà, mamma e loro due fratelli.

    Costruirono allora sopra un rialzo di terra un altare ammassando l’una sopra l’altra alcune grosse pietre lisce e piatte.
    Caino, dopo aver lavorato mesi e mesi a dissodare e seminare la terra, tutto felice ed entusiasta porta in dono a Dio sull’altare le primizie del suo lavoro: ortaggi e frutta.
    Abele, sbadigliando di noia tra un abbronzatura e l’altra, prende un piccolo agnellino appena nato, e lo sgozza sull’altare offrendolo a Dio. Avrebbe potuto offrirgli un bel montone grasso e grosso ma era troppa fatica per Abele catturarlo e sgozzarlo. Con un agnellino se la cavava con poco.
    Purtroppo per noi in quel periodo il Creatore non era ancora diventato il Dio dell’amore e del perdono come viene descritto da Gesù nel nuovo Testamento. Il Dio di quei tempi aveva una particolare predilezione per lo spargimento di sangue e lo evidenzierà ancor di più e meglio nei successivi libri della Bibbia.
    Per questo motivo il Creatore decise di accettare con più gradimento l’agnellino scannato da Abele piuttosto che la frutta e gli ortaggi di Caino e quindi snobbò la verdura di costui.
    Il quale Caino, deluso e amareggiato per il rifiuto, si incazzò come solo un contadino sa fare.
    «Ma come? – Caino pensò– ci hai scacciati dal Paradiso Terrestre perché papà e mamma ti hanno fregato una mela e adesso che io te ne porto un cesto pieno, insieme a primizie d’ogni genere … ti metti a fare il difficile e rifiuti il mio dono?
    Hai preferito accettare con più gradimento il sangue di un povero agnellino sgozzato sull’altare da quello sfaticato e nullafacente di mio fratello Abele che per giunta porta le pecore a pascolare nei campi seminati e coltivati da me, dove l’erbetta è più gustosa per il loro palato?
    Allora è proprio vero quello che papà Adamo mi raccontava nelle lunghe notti d’inverno e cioè che Tu hai condannato l’umanità a crepare e soffrire solo perché la cosa ti divertiva, e non per la famosa mela rubata!»

    A questo punto, Caino, incazzato come una bestia, si alzò ed andò ad ammazzare suo fratello.


    ==
    Ma scusate, il Signore, non poteva accettare entrambi i doni fattigli dai due fratelli?
    Certo che no! Altrimenti come avrebbe potuto seminare zizzania tra i due?
    In seguito mandò suo Figlio sulla terra a dire che la zizzania la seminavano gli altri.
    Comunque, al Creatore fece schifo l’offerta vegetale di Caino e la rifiutò.
    Questo atteggiamento di Dio si potrebbe chiamare : “Istigazione a delinquere?". E infatti più tardi Gesù , insegnandoci a pregare, per correggere un po’ il tiro, ci farà dire: "Padre nostro, non indurci in tentazione", non metterci in condizione di compiere il male .
    In ogni caso, il primo omicidio della storia umana fu provocato da una disputa religiosa.
    Niente da fare, l’uomo da che esiste, fa la guerra al suo prossimo in nome di Dio , un Dio che fin dagli albori dell’umanità dimostrò di divertirsi a veder colare il sangue.
    Se non fosse stato così Egli avrebbe scelto il sacrificio incruento di Caino, o per lo meno avrebbe accettato di buon grado anche quello.


    racconto liberamente tratto da Le radici della follia



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    1 ottobre 2009

    382) Non ha più la moglie!



    Non ha più la moglie!

    Alle nozze di Cana, c'era una coppia di novelli sposi alla quale, durante il pranzo di matrimonio, è venuto a mancare il vino per gli ospiti.
    Immaginiamo in quale situazione di disagio si saranno trovati!
    Tuttavia essi non si sono angustiati più di tanto!
    Sapendo che tra i loro ospiti c'era la mamma di Dio, a Lei si sono rivolti con garbo facendole presente la loro momentanea difficoltà,
    e la Madonna, rendendosi subito conto della situazione,
    anch'essa così ,semplicemente,
    ha, diciamo così, "costretto" suo Figlio a fare il suo primo miracolo pubblico,
    anche se francamente Lui non ne aveva voglia.
    La Madonna non ha fatto tanti giri di parole!
    Ha solo detto a Gesù:"Non hanno più vino"!
    Poche parole, ma Dio, suo Figlio, ha capito ed è intervenuto.

    Per questo, anch'io che mi trovo nelle angustie,
    mi rivolgo alla Madonna perchè convinca Dio ad aiutarmi,
    anche se forse Egli non ne ha voglia
    o ha altro di più importante da fare.
    Io non ho più la moglie da più di dieci anni,
    e avrei voglia di avere di nuovo accanto a me una persona che mi voglia bene,
    che mi capisca,
    con la quale confrontare le mie idee e i miei pensieri,
    alla quale interessarmi,
    alla quale voler bene,
    e con la quale condividere in amore gli anni di vita che ancora mi rimangono da percorrere.

    Invio questa e-mail alla Madonna,
    perchè dica semplicemente a suo Figlio:
    "Non ha più la moglie".
    Poche parole, ma Dio, suo Figlio, capirà e interverrà.
    Ciao, Mamma celeste, potente Avvocata nostra, e grazie!


    (da "Preghiere" di Mario Locatelli - 1911/1949)

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    Radio Maria- ogni tanto vale la pena di ascoltarla

    22 settembre 2009

    374) Tuo figlio è nato in Cina?

    ====================

    Tuo figlio è nato in Cina?

    E allora perchè lo vesti, lo nutri, lo fai giocare con prodotti fabbricati in Cina?

    Compra italiano.

    Torna a dar vita al made in Italy,
    e boicotta le ditte italiane che hanno spostato la produzione in Cina,
    tanto esse in Italia non danno più lavoro neanche a un precario

    Torniamo a far vivere il made in Italy


    .
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    23 agosto 2009

    344) Papà mi attaccano, si lamenta il figlio di Bossi pisciandosi addosso.




    Papà mi attaccano, si lamenta il figlio di Bossi pisciandosi addosso.

    In questi giorni, proveniente da Facebook, gira sul sito ufficiale della Lega Nord un giochino:- “Rimbalza il clandestino”,- molto istruttivo sull’ideologia dei padani. Nel videogame appare l’immagine della nostra Penisola circondata e assalita da barconi di clandestini.
    Bisogna, col mouse, farli sparire, confortati dall’eroico ideale di liberare il popolo italiota dal pericolo dell’invasione da parte degli extracomunitari, e di quelli neri in particolare, di quelli provenienti dall’Africa.

    Mentre nel Canale di Sicilia l’attualità ci descrive decine di esseri umani inghiottiti dal mare, mentre nei Centri di identificazione ed espulsione le dure condizioni di vita e la rabbia per una detenzione ingiustificata spingono i migranti ad atti estremi di protesta, la scelta dei tempi per il lancio di questo video gioco rivela la follia e l’ignoranza del suo ideatore.

    “Rimbalza il clandestino” fa diventare un gioco il drammatico esodo di esseri umani in fuga dalle guerre, persecuzioni e sfruttamento, ride sulle tragedie di migliaia di uomini, bambini e donne incinte, e gioca a rigettare in mare queste persone, a respingerle sulla sponda di provenienza, ne simula la strage per puro divertimento.
    E’ quindi un gioco schifoso e chi si è autodichiarato l’inventore di tale gioco, andrebbe penalmente perseguito per diffusione di idee razziste imbecillifere.

    Probabilmente perché non aveva capito niente delle implicazioni sociali di questo videogame, ma desideroso di crearsi pubblicità e fama gratuita all’interno della Lega Nord, anche per smarcarsi dall’abbraccio di papà Umberto, il finalmente neo diplomato sig. Renzo Bossi si è attribuita la paternità dell’invenzione di “Rimbalza il clandestino”.

    Da subito, anche al più sprovveduto dei leghisti padani, è sembrato inverosimile che la piccola mente ripetente del figlio di Bossi, abbia saputo partorire l’idea di un simile giochino, e poi addirittura magistralmente costruirlo e farlo girare su Facebook.
    Egli, in cerca di fama, si è sicuramente avvalso dell’opera di qualche ingegnere informatico(che ha prudentemente preferito rimanere nell'anonimato) e, non capendo neppure di cosa si trattava, ci ha messo il suo imprimatur e la sua faccia.
    Adesso però che alcune Associazioni hanno deciso di denunciare il video gioco e chi se n'è attribuita la paternità, egli, il meschinello, si è subito rivolto con fare piagnucoloso e pisciandosi addosso dalla paura, a papà Umberto: -“Papà, mi attaccano, mi attaccano,papà, ma lo fanno contro di te. Difendimi papà, difendimi”.
    E subito il celebre padre, dal palco della festa della Lega Nord a Schio, ha preso le difese del figlio dagli attacchi del Maligno.
    Cosa non farebbe un padre per i propri figli!
    Eppure, in questo caso, secondo noi, invece di difenderlo avrebbe dovuto prenderlo a pedate nel sedere, per l’ennesima dimostrazione di ignoranza manifestata dal figlio, che non riesce a diventare adulto.

    il figlio di Bossi si è diplomato. Che festa in casa Bossi
    vedi anche

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    17 agosto 2009

    340) Le parole dell’inno d’Italia? Va bene, cambiamole, comincio io.

    Le parole dell’inno d’Italia? Va bene, cambiamole, comincio io.


    Parapon
    Parapon
    Parapon zipon zipon

    Fratelli d’Italia
    L’Italia è una sola,
    sembriamo divisi
    ma un sol popolo siam.
    I nostri figli
    al nord sono biondi
    mentre al sud
    essi sono abbronzati.
    Questo popolo di santi,
    di navigatori e di poeti,
    vive nel posto
    più bello del mondo.
    I monti, il sole e il mare
    han forgiato il nostro carattere.
    Per secoli e secoli
    siamo stati dominati,
    ma ora che siamo uniti
    più niente e nessuno
    dividerci potrà.

    … Parapon
    Parapon
    Parapon zipon zipon
    ...
    Il popolo d’Italia
    è diviso in tante regioni.
    Ha tanti dialetti,
    ed anche molti e tanti difetti.
    Ma uno su tutti
    noi qui promettiam
    solennemente di estirpare.
    Non si dovrà più dire
    che l’Italia è mafiosa,
    perché quell’orrida cosa
    qui da noi non abita più.
    Ci siamo riuniti
    e l’abbiam messa a morte,
    l’abbiam messa a morte,
    la mafia or non c’è più.


    vedi anche il precedente articolo sull'inno d'Italia


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    15 agosto 2009

    338) Belle ragazze in abiti succinti, tentazioni continue!




    Belle ragazze discinte, tentazioni per anziani, malintenzionati e preti dell'oratorio.






    Cammina oggi e cammina domani , nel corso di una di queste camminate salutari che faccio ogni giorno per pompare sangue nelle mie arterie malandate, ad un tratto vengo affiancato da un altro podista, un signore più o meno della mia età, che mi fa. “Buona passeggiata”. “ Buona passeggiata a lei”, rispondo io.
    E, come se fosse scattata tra di noi una sorta di intimità, quel signore, dandomi di gomito nel fianco, :”Ha visto quella ragazza che è appena passata in bici?” “No- dico io, ed invece era già da trecento metri che la fissavo, “perché? Cosa aveva di speciale quella ragazza?”
    Niente,” -mi dice – “non aveva sotto niente.Non portava biancheria intima, le si vedeva tutto “
    “Ullallà, -dico io – ma come ha fatto ad accorgersene?”
    “Eh, caro mio, le ragazze oggi sono sfacciate . Ma si immagini se, invece che da me, si fosse fatta vedere così da un’altra persona che magari poi la seguiva, con tutto quello che ne consegue.
    Io, per me, può andare in giro vestita o svestita come vuole, che ne ho viste tante nella vita.
    Ma su una persona meno equilibrata, magari avrebbe potuto far scattare degli impulsi sessuali irrefrenabili, e poi è inutile che si lamentino se vengono violentate.

    “Beh, adesso non esageriamo, nessuno è autorizzato a violentare o a stuprare le belle ragazze solo perché si vestono in un modo un po’ troppo succinto. La differenza tra l’uomo e gli animali è che l’uomo deve sapersi controllare.



    Si, è vero, forse io e lei si, ma gli altri? Ci può sempre essere in giro qualche squilibrato, e per lui, magari a digiuno sessuale, una provocazione così diventa irresistibile.





    Ma lo sa cosa mi è capitato domenica scorsa all’oratorio? “- e intanto mi ficca un’altra volta il gomito nello stomaco, quasi a rinnovare la nostra complicità ormai sancita da queste orrende confidenze-“ero andato lì per accompagnare le mie nipotine ed ho notato una ragazza sui vent’anni che si aggirava con naturalezza tra gli altri giovani dell’oratorio, con addosso un paio di pantaloncini di quelli, ma di quelli tutti bucherellati che le aderivano addosso come una seconda pelle e lasciavano intravedere tutto."
    “Perbacco, l'ha osservata bene”- dico io.
    "Eh, si, anche se alla mia età e dopo averne viste di tutti i colori, come le ho detto, non è facile rimanere turbati da simili spettacoli. Allora mi sono avvicinato al prete dell’oratorio, un pretino giovane giovane forse appena uscito dal seminario e gli ho detto : Senta Padre, ma Lei ha visto come va in giro vestita quella ragazza là? Lei non le dice niente?
    L’ho vista si, ed è per questo che mi trattengo con altri giovani da questa altra parte del cortile.



    Che vuole farci? Oggi ci si veste così e non possiamo noi preti proibire sempre tutto o fare sempre prediche, altrimenti i ragazzi non vengono più all'oratorio. Toccherebbe semmai ai genitori controllare come escono da casa vestiti i loro figli.



    Ecco vede, caro amico, -(ormai per lui lo eravamo diventati)-" anche sui nostri preti, queste sgualdrinelle hanno messo gli occhi e li tentano in continuazione e dopo magari la gente si meraviglia nel sapere che il tal sacerdote si è spretato per correre dietro ad una di loro.
    Laciamo perdere, vah che è meglio.”
    “Si lasciamo perdere- dico io, essendo ormai giunti ad un bivio della strada e sperando di diversificare il mio cammino dal suo - "non se la prenda più di tanto e faccia una buona passeggiata"

    “Anche lei, buona passeggiata anche a lei" - risponde incamminandosi, grazie a Dio,dall’altra parte .

    Perché ho raccontato questa storia?
    Sinceramente non lo so.
    Forse solo per dire che noi tutti siamo sempre pronti a vedere il male nelle azioni degli altri mentre noi invece siamo diversi, assolutamente, anche perché ne abbiamo già viste tante che più niente o nessuno ci può meravigliare.
    Ormai.
    Peccato, però. averlo perso, il senso dello stupore e della meraviglia verso le cose belle della vita.

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