
La Val di Scalve si trasforma in autunno in una tavolozza di calde tinte. Per festeggiare la terra e il raccolto i valligiani bergamaschi invitano a gustare i sapori genuini e tradizionali della loro terra offerti negli spazi rustici del centro di Viminore dove ogni anno, l'ultima settimana di settembre, una infinita tavolata allieterà i convenuti con serate gastronomiche fatte di tortelle di patate, minestre,polenta taragna con salamelle di lepre, succo di mele e pere spremute sul posto, vini, dolci e formaggi tipici, allietati dal suono di un'orchestrina e alla luce della luna.
Un invito a immergersi nei caldi colori autunnali con Sentieri sicuri , percorso di natura e curiosità, tra i paesaggi, gli alberi antichi e la biodiversità della Val di Scalve, sullo sfondo della Presolana, a visitare le aziende agricole, i mercatini e l’esposizione dei prodotti tipici artigianali quali le pietre cote per l'affilatura del ferro e dell'acciaio e quelli agroalimentari, come il miele di sughero e di rododendro delle api dei Campelli di Schilpario e del passo del Vivione, e la rinomata frutta secca: noci, nocciole e e mandorle lavorate in circa una cinquantina di diverse varietà e prenotata da sempre dalle Industrie dolciarie e torroniere cremonesi.
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La sceneggiata del carcere a vita.
In Italia la pena, anche la più grave come l'ergastolo ormai è diventata una pinzillacchera.
Noi restiamo dell'idea che chi è stato condannato al carcere a vita, deve restarsene dietro le sbarre per tutta la vita.
Alcuni dicono: ma se si comporta bene ha diritto ad uno sconto di pena.
E ci mancherebbe pure che uno in carcere non si comportasse bene.
Se così fosse, per le infrazioni commesse in carcere, una volta gli sarebbero state comminate delle pene extra.
E poi cosa vuol dire:comportarsi bene in carcere? Vuol dire che per ottenere sconti di pena il carcerato deve fare amicizia con le guardie, oppure dire che il cibo è ottimo e abbondante e che la cella è degna di un hotel a quattro stelle?
Certo che un carcerato deve comportarsi bene in carcere, e non per questo deve aver diritto ad anni ed anni di sconto di pena. Ci mancherebbe!
Valerio Fioravanti, condannato al carcere a vita per la strage di Bologna del 2 agosto 1980, nella quale morirono 85 persone, da qualche giorno è un uomo libero.
E’ uscito definitivamente dalla prigione e non ha più alcun obbligo da rispettare nei confronti della società per quanto ha commesso.
Valerio Fioravanti ha oggi 51 anni dei quali 26 trascorsi in carcere, ed ora se la ride di brutto.
Carcere a vita doveva significare che fino alla morte egli avrebbe dovuto starsene in carcere. Invece, a 51 anni è libero e vivrà da uomo libero gli altri 30 o 40 che la vita gli riserverà.
La certezza della pena, in Italia è un' utopia, ed è riservata esclusivamente alle vittime e ai loro familiari.
In questo Paese sono meglio garantiti i diritti dei delinquenti rispetto a quelli delle persone oneste.
Tra l’altro, il Fioravanti non solamente ha trascorso in carcere solo un'esigua parte degli anni totali per cui era stato condannato, ma lo Stato italiano gli ha messo a disposizione anche una cella matrimoniale per i suoi svaghi sessuali.
 Egli si è sposato in carcere con una ergastolana, sua complice nella strage di Bologna, se l’è spassata per chissà quante notti in una cella matrimoniale, ed hanno fatto insieme un figlio in carcere, il quale, sia detto per inciso , è da compatire per i genitori che ha avuto.
Speriamo solo che le guardie carcerarie non siano state obbligate da qualche giudice buonista a portare al mattino alla coppia di sposini qualche bicchierino di Vov per ritemprare gli ergastolani coniugi dalle stressanti fatiche sessuali notturne.
Speriamo anche che il buon Valerio Fioravanti non faccia causa allo Stato adesso che è libero per non avergli messo a disposizione un intero harem per spassarsela meglio, altrimenti gli si dovrà ricordare, a pedate nel sedere, quanti detenuti nella prigione di Guantanamo hanno avuto il trattamento di favore (chissà poi perchè, ad uno che ha ammazzato 85 persone) riservato a lui.
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 Duemila e passa anni dopo Cristo, che cristiani siamo?Two thousand and more years later Christ, that Christians we are? Duemila e passa anni fa un certo Gesù detto il Cristo, l’Unto, l’Eletto, lo Scelto, Gesù il Figlio di Dio, dopo aver autorizzato Pietro a fondare una Chiesa per riunire in essa tutti quelli che avrebbero deciso di seguire i suoi insegnamenti, lasciò come testamento ai suoi seguaci, l’impegno di osservare due soli comandamenti:1°)"Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza" 2°) "E il secondo è questo: " Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questo". La religione cristiana fondata da Gesù è dunque tutta qui.  In questi due nuovi comandamenti, Gesù ha riassunto magistralmente, con poche parole, tutte le tavole della legge e i famosi dieci comandamenti che Dio aveva consegnato agli israeliti attraverso Mosè perché fossero per loro norma di comportamento morale e di vita pratica. L'Apostolo san Paolo dice espressamente: « Chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti, il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L'amore non fa nessun male al prossimo: l'amore è il pieno compimento della legge » Per essere cristiani, dunque, bisogna seguire questi due comandamenti, amare Dio e amare il prossimo.Noi che nel 2009 ci diciamo cristiani, ci comportiamo quindi veramente da cristiani, o invece questo è per noi semplicemente un aggettivo che ci è stato appiccicato addosso fin da piccoli, quando siamo stati battezzati, oppure semplicemente perché siamo nati in una Nazione cosiddetta cristiana? Analizziamo un poco il nostro comportamento!  La regola del vivere cristiano, il segno della sua vitalità è quella di dover essere come un albero che porta molti frutti. L’albero che secca, dice sempre Gesù, viene abbattuto, tagliato, e gettato nel fuoco. Quindi i cristiani dovrebbero essere persone coraggiose, impegnate, veritiere, testimoni e diffusori di fede tra il prossimo. Invece, la maggior parte di noi, non possiamo che vergognarci di noi stessi.Siamo ignavi, passivi, neutrali, muti di fronte allo scempio che si fa della legge di Dio per applicare quella degli uomini. Siamo diventati incapaci di indignarci e di protestare contro l’esaltazione del male, contro il potere mediatico politico economico, contro l’illegalità e l’immoralità, contro la conquista di sempre più ampi consensi e di sempre più largo potere, contro il disprezzo della vita, della donna, del matrimonio e della famiglia. Siamo muti e silenziosi di fronte al plateale travisamento della verità, ai nuovi idoli che hanno sostituito quelli pagani e che si chiamano opinione pubblica, sondaggi, consenso, veline, grandi fratelli e isole dei famosi, di fronte alla domenica retrocessa da “giorno del Signore” a “giorno dei centri commerciali e degli autosaloni”. Abbiamo perso il senso della moralità privata e pubblica, in famiglia, sul posto di lavoro, e sui banchi di scuola. Per il successo si sacrifica la moglie, la famiglia, l’amore. Si esalta l’ipocrisia. Si applaude l’arroganza dei potenti. Ci si inchina ai prepotenti. Si considera furbo chi evade il fisco, chi corrompe e chi si lascia corrompere, chi si arricchisce con disonestà. Così la gente non sa più distinguere tra il lecito e l’illecito.Così la criminalità è sempre più arrogante. Così la crisi economica colpisce coloro che sono già poveri, mette sul lastrico migliaia di lavoratori, impoverisce milioni di famiglie. Così aziende, banche, multinazionali e furbetti a vario titolo “capitalizzano gli utili”, quando ci sono e “socializzano le perdite”, che ci sono sempre. Abbiamo perso il coraggio che aveva Gesù: di fare il bene, denunciare il male, e indignarsi come quando cacciò a frustate i mercanti dal tempio.  Se ci diciamo cristiani, diamoci una mossa!Decidiamo una volta per tutte cosa vogliamo essere: paurosi o coraggiosi, muti o loquaci, veritieri o menzogneri? Se siamo paragonati agli alberi, vediamo di portare qualche frutto, non troppi, non si sa mai, ma almeno ogni tanto una mela un pò meno marcia del solito la potremmo produrre, o no? Spunti da una conversazione con frate Antonio da Bergamo. Scegli altri articoli tra gli argomenti della Sitemap. 
Tra qualche ora, Oggi, compio gli anni.
Sono tanti, forse troppi.
Accetto auguri.
Grazie a Blogger che mi da modo di esprimere, ogni tanto, i miei pensieri, le mie elucubrazioni mentali, le mie cretinate.
E grazie a voi tutti che avete la pazienza di leggerle.
Ciao.
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Cinque anni fa il futuro sindaco promise: “Farò qui, farò là”: Non ha fatto un tubo e ora si ricandida e qualcuno lo voterà. Perdio, che schifo!Al mio paese, cinque anni fa, per ottenere il voto dagli elettori,colui che poi sarebbe diventato sindaco, promise, tra le altre cose, che avrebbe fatto sistemare a parcheggio pubblico un’area abbandonata attorno alla stazione ferroviaria, al fine di agevolare i pendolari della provincia , che così avrebbero potuto avere a loro disposizione uno spazio per la sosta delle loro auto.  Tale area abbandonata è di proprietà di un’altra Istituzione pubblica, i cui Dirigenti si affrettarono ad affermare che il progetto di costruire in quello spazio la nuova sede dell’Ente, era rimandato di venti o trenta anni, e che pertanto, per tale periodo di tempo essi nulla avevano da eccepire se il Comune l’avesse utilizzata in comodato semigratuito, col canone simbolico di 1 euro annuo, per farne nel frattempo un parcheggio pubblico.L' eletto, divenuto Sindaco, anche solo per dignità personale avrebbe dovuto dare seguito alle sue promesse elettorali, ma cominciò da subito ad accampare le scuse più strampalate , quali ad esempio che quell’area doveva essere bonificata perché potevano esserci nel sottosuolo dei residuati bellici o delle bombe aeree inesplose.(Si noti per inciso che nel mio Comune è stato eretto nel dopoguerra un Tempio Votivo alla Madonna, in ringraziamento del fatto che nessun bombardamento aereo vi era avvenuto). Poi, la sua Giunta cominciò a dire che il futuro parcheggio pubblico non avrebbe dovuto essere gratuito, bensì custodito, a garanzia dell’integrità delle auto dei pendolari lì parcheggiate. Quindi sorsero diatribe sull ’incarico di custodia da attribuire a questa o a quell’altra Associazione, e su quanto avesse dovuto essere la tariffa oraria da incassare. Morale della favola, sono cinque anni che l’area del costruendo parcheggio è sempre più degradata, e abbandonata, e Dio sa quanto farebbe comodo avere un centinaio di posti auto attorno alla stazione ferroviaria, ma tutto tace. Eppure, l'attuale Sindaco, ha deciso di ricandidarsi e, almeno coerentemente, tra le sue nuove promesse elettorali non figura più quella di costruire un parcheggio nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Cinque anni buttati via, eppure lui aveva detto “ Datemi quell’area e in un mese con 100 o 200 camionate di ghiaia e la trasformo in un parcheggio.” Probabilmente aveva voluto scimmiottare una frase ben più famosa di un Tale vissuto duemila anni fa, sui giorni necessari per ricostruire un Tempio, dimenticandosi però che Quello la Sua promessa l’aveva mantenuta.
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I miei soldi del canone a Bonolis? Non voglio.My money of the canon to Bonolis? I don't want. Se c’è una cosa che mi dà fastidio, è il dover pagare ogni anno il canone Tv.Per quello che vedo io la Rai, probabilmente 5 euro all’anno basterebbero. Invece quest’anno 107 euro.Adesso ho saputo che a Bonolis, per la presentazione del prossimo festival di Sanremo. gli verrà corrisposta la somma di un milione di euro.Ma si può? Prima prosciugano a 107 euro a famiglia le tasche degli italiani, poi li regalano al primo imbonitore di passaggio. Non era meglio lasciarli in tasca a noi, che già abbiamo mille e mille problemi economici? Siamo certi che probabilmente Bonolis saprà far bene il proprio mestiere di presentatore del festival, ma a tutto ci deve essere un limite.Un milione è un milione. Il festival dura 5 o 6 giornate e ad essere generosi, tra preparazione, scelta delle canzoni e organizzazione della trasmissione, ci avrà lavorato un mese, forse due, forse tre mesi.. E un milione è un milione. Dice, ma anche i calciatori e gli attori guadagnano quelle cifre. Perché lui no? Dico, perché i calciatori e gli attori li paga qualcuno che si ripromette di incassare di più di quello che paga, o che evidentemente ha soldi da buttare. E soprattutto noi, se non vogliamo, non siamo costretti a pagare per lo spettacolo che offre quel calciatore o quell’attore. Ma qui si, qui noi contribuenti da 107 euro, pur non avendo soldi da buttare, siamo stati costretti e pagare, pena la sigillatura del televisore, e la consapevolezza di rendere sempre più gonfio con i nostri soldi il portafoglio di Bonolis ci dà estremamente fastidio.  Io personalmente guferò contro questa trasmissione, sperando che sia un fiasco colossale, in modo che determini la cacciata dalla Rai di certi dirigenti oltremodo spendaccioni coi nostri soldi, e ridimensioni il ruolo e le richieste economiche di Bonolis e dei suoi colleghi presentatori e di chi li vorrà in futuro imitare. Sia chiaro che personalmente non ce l’ho con Bonolis, che oltretutto mi piace, ma con chi campa a spese dei soldi di tutti, guadagnando troppo oltre un tetto minimo di decenza, e parlo degli stipendi dei politici nazionali e locali, degli amministratori di Enti pubblici, e via rubando dalla fiscalità pubblica. Clicca su OK se il post ti è piaciuto. Oppure su NO. Scegli altri articoli tra gli argomenti della Sitemap.  altri articoli su : Internet Televisione e Telefonia
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