Visualizzazione post con etichetta paese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paese. Mostra tutti i post

29 dicembre 2012

101.2) Ma chi è che lo voterà davvero un uomo cosi?


Ma chi è che lo voterà davvero un uomo cosi?
 Un  Presidente del Consiglio   “salito in politica” un anno fa  con l’incarico di ridurre il debito pubblico e rilanciare l’economia, e che al volontario termine del suo mandato  presenta questo conto:
-      Il debito pubblico aumentato a dismisura

-      La disoccupazione non ne parliamo

-      Ha introdotto  tasse a più non posso

-      Ha fatto in modo che le banche  non  dessero più prestiti alle imprese e alle famiglie, ma  utilizzassero i soldi  depositati sui c/c per speculare  malamente in borsa; 

 ebbene, adesso che quest’uomo   si  vuole presentare  come capo di un partito o  di una colazione di partiti  che adottino il suo programma da lui  denominato “agenda Monti” ,  ma chi lo voterà?

Bisogna essere proprio dei masochisti per  aspirare ad essere governati di nuovo da un uomo  così fallimentare sotto ogni punto di vista.

 Ma è proprio vero che gli italiani sono così? 
C’è chi spera di no, ed anzi  spera che lo mandino a quel paese quest’uomo,  cioè che torni  a fare il professore universitario,  che a scuola di danni più di tanti non ne può fare.


Altri articoli di Politica

Home page

3 marzo 2012

28.2) Saper governare vuol dire......!

La Corea del Nord ha deciso di fermare gli insediamenti nucleari in cambio di cibo e aiuti economici per la sua popolazione.




Invece di buttar soldi nel programmare test nucleari e costruire e lanciare missili a lungo raggio, le autorità coreane avrebbero fatto meglio a fare investimenti in agricoltura.
Saper governare vuol dire fare gli interessi del popolo, non quelli personali o del partito di appartenenza..
Ma questo noi italiani ormai l’abbiamo capito, a nostre spese, purtroppo.


Altri articoli sull'argomento POLITICA

Home page

22 novembre 2011

179.1) Chi è l’anima nera dell’ Italia?

Chi è l’anima nera dell’ Italia?



Dopo la crisi del berlusconismo, 
nei sondaggi era in ascesa Casini 
col suo UDC e il Terzo Polo.

Puntuale come un orologio svizzero
è piombata su di lui
la folgore dello scandalo Enav Finmeccanica. 

Casini, l'UDC e il suo Terzo Polo
per questo scandalo
saranno ben presto ridimensionati.

C’è forse ancora qualcuno
in Italia 
che pensa che sia tutto una casualità?

Evidentemente qualche anima nera
non vuole 
che l’Italia diventi un Paese normale.

Nel nostro interesse 
dobbiamo scoprire chi è,
quest'anima nera,
per metterla fuori gioco.


Altri articoli sull'argomento POLITICA

Home page

8 agosto 2011

137.1) In economia , per l’Italia, serve il piano B e sarà doloroso

In economia , per l’Italia, serve il piano B e sarà doloroso.





Come fare per ridurre il debito pubblico italiano?
l nostro debito pubblico è tra i più alti al mondo, arrivando alla smisurata cifra di circa 1.850 miliardi di euro, facendo  equivalente  a oltre 30 mila euro il debito di  ciascun cittadino.
Un debito pubblico elevato impedisce di fatto a un Paese di spiccare il volo della ripresa, visto che ogni anno decine di miliardi di euro, invece di essere  investiti per lo sviluppo delle imprese e per il mondo del lavoro in generale, se ne vanno per pagare gli interessi corrisposti ai detentori delle obbligazioni statali e dei buoni del Tesoro.

Per ridurre drasticamente il livello del debito pubblico ci sono sul tavolo alcune proposte.
1) Imposta patrimoniale (per tutti)
 Secondo questa ipotesi lo Stato dovrebbe prelevare in media a ogni italiano (a seconda del patrimonio posseduto) circa 10.000 euro (pari a un terzo del debito pubblico pro capite) e in modo graduale, al fine di abbassare il debito dal 120% all’80% del Pil.
Questa ipotesi, oltre che dall’enormità della cifra da prelevare dalle tasche degli italiani pari a 600 miliardi di euro, e a un pesante costo politico per il governo che la dovesse varare , trova però una contestazione di merito: chi ci garantirà che, una volta pagata questa sovrattassa, il debito non torni a salire per effetto di nuove incapacità politiche dei nostri governanti?


- 2) Imposta patrimoniale (solo per ricchi)
Secondo alcuni studiosi occorre varare una patrimoniale sulle grandi ricchezze per mettere il Paese al riparo dalla speculazione finanziaria, accanto a una riforma fiscale che riesca a ridare fiato ai redditi da lavoro dipendente e alle pensioni.
C’è chi ha rilevato come questa proposta sia inattuabile, perché le persone intestatarie di grandi ricchezze sono in Italia in numero esiguo, sia per l’alta evasione fiscale che le contraddistingue, sia perchè leggi di favore per i ricchi sono sempre state approntate dai nostri parlamentari di ogni tempo e partito, che hanno fatto in modo di consentire ai ricchissimi di occultare in mille modi i loro capitali.

- 3) L’Italia venda il patrimonio pubblico
Per alcuni occorrerebbe un grande progetto di privatizzazione del patrimonio pubblico, da cui si ricaverebbero risorse per l’abbattimento del debito pubblico.
 L’ obiezione è che ormai in Italia ci sia rimasto ben poco da dismettere , se non vendere quell’ulteriore parte del patrimonio immobiliare pubblico, a cui già attingono, tra l’altro, molti enti locali per sanare le loro  casse sempre più in rosso.

4) - Tassazione dei redditi da capitale
Altra proposta è quella di aumentare la pressione sulle rendite finanziarie , cioè sui redditi da capitale e sulla speculazione di borsa,  oltre la media attuale del 12,5 per cento. 
Tuttavia si dovrebbero esentare dall’aumento quegli investimenti con funzione “previdenziale” adottati dalle fasce medio - basse, che hanno acquistato titoli di Stato, azioni, e fondi comuni per investire i rispami di tutta una vita lavorativa.
5) - Lotta all’evasione
L’Italia è al primo posto in Europa, con circa il 50% del reddito imponibile evaso. Le imposte sottratte all’erario ammontano a 159 miliardi di euro l’anno.
E proprio dalla lotta agli evasori, con tutte le difficoltà che comprende una tale operazione, potrebbe provenire una somma da destinare all’abbassamento del debito.

6) il consolidamento del debito pubblico
E’ l’ipotesi peggiore perché implicherebbe che lo Stato non garantisce più il rimborso dei propri titoli e delle proprie obbligazioni a coloro che li hanno sottoscritti.
Avete prestato dei soldi allo Stato?
Cittadini miei, avete fatto male i vostri conti. 
In cassa non c’è  più una lira per rimborsarvi.
I vostri crediti sono diventati carta straccia.
Lo Stato sanziona in questo modo il proprio fallimento economico, e si troverà ben presto  a dover fronteggiare una probabile insurrezione popolare di piazza, con rischio di guerra civile tra le classi sociali.



A tutte queste ipotesi molte delle quali facilmente realizzabili con un governo che voglia governare sul serio ed altre a volte dolorose e catastrofiche, si possono aggiungerne altre che vengono discusse tra gli studiosi in questi giorni.
  Il governo sta  infatti studiando il piano B per intervenire ad attenuare le conseguenze del crollo del mercato borsistico, con queste ipotesi sul tavolo:

A) Tassa sui depositi bancari
A quanto ammontano i depositi bancari italiani?
La consistenza dei depositi bancari è in Italia di oltre 600 miliardi di euro.
Se il governo dovesse decidere di tassarli con una tassa patrimoniale, da applicarsi direttamente dalle banche sui depositi dei clienti, si avrebbero questi risultati:
con una tassa del 10% ricaverebbe circa 60 miliardi di euro.
con una tassa del 20% ne ricaverebbe circa 120
con una tassa del 50% ne ricaverebbe circa 300.
Gli italiani diventerebbero meno ricchi per una quota parte o addirittura per la metà esatta dei loro risparmi, ( nel caso peggiore) .
Lo Stato avrebbe subito a disposizione da 60 a 290 miliardi liquidi da investire obbligatoriamente  per la riduzione del debito pubblico.

Oltre a questa drastica decurtazione e dolorosa sforbiciata , ogni anno andrebbero poi destinate alla riduzione del debito pubblico le seguenti altre misure:

B) L’abolizione delle provincie, che garantirebbe risparmi di spesa di 2,5 miliardi all’anno. 

C) I tagli agli stipendi dei politici, con relativa abolizione delle auto blu, costi di rappresentanza, uffici stampa, e segreterie generali e particolari che garantirebbero meno spese per 1 miliardo annuo.

D) la riduzione delle spese militari
Oggi, queste spese ammontano a 20  miliardi annui, , molto  di più di quanto si investe per l’educazione., la scuola e l’università.
Queste spese militari si potrebbero ridurre almeno della metà ogni anno.

Fermiamoci qui.
Un governo che voglia tirarci fuori dalla palude in cui siamo caduti, se davvero lo vuole, le risorse per risollevarci le può trovare.
A volte dolorose, a volte meno, ma quasi tutte necessarie per il bene dell’Italia.



Altri articoli sull'argomento Economia, banca e finanza

Home page

13 giugno 2011

105.1) E adesso attenti a non stravincere.

E adesso attenti a non stravincere,
che si fa presto a tornare antipatici.
Piuttosto è il momento delle cose da fare.
Delle proposte concrete .

Siamo  ancora il Paese del sole?
E allora,
che si mettano pannelli solari
sul tetto di ogni casa d’Italia.
 Che per far ciò lo Stato intervenga
a dare prestiti
e sgravi fiscali.

Che si facciano leggi giuste 
per tutti e non favorevoli solo a pochi.
Che si torni a governare bene l’acqua, il mare, il paesaggio, le opere d’arte , la scuola e  l’economia nell’interesse comune
evitando sprechi e favoritismi.

Queste son le cose da fare.
Il cantar vittoria è stato fatto.
Adesso rimbocchiamoci le maniche.


Altri articoli sull'argomento POLITICA

Home page

21 maggio 2011

86.1) A quanto pare è’ proprio vero: Berlusconi e Bossi ci sono rimasti male.

Davvero, Bossi e Berlusconi ci sono rimasti male.



Il colpo deve essere davvero stato grosso se ha dato luogo alle reazioni scomposte del duo governativo Pdl-Lega Nord.
Insultare gli avversari in politica è per costoro quasi una normalità, quindi non c’è da stupirsi che la strategia adottata per cercare di ribaltare l’esito del primo turno a Milano sia di agitare il fantasma di una città comandata da un matto che la trasformerà in baraccopoli, con una moschea per ogni quartiere, in preda agli zingari, ai terroristi islamici e alle devastazioni dei centri sociali e dei no global.
Che fine faranno i progetti per l’Expo 2015, proprio adesso che tutto era stato programmato con la spartizione degli appalti e la suddivisione dei benefici economici tra i soliti quattro nomi predestinati?
Se la Moratti non vince neanche il ballottaggio, saranno grossi guai anche economici per gli amici e gli amici degli amici.
Che Dio ce ne scampi e liberi:

E allora giù insulti sugli avversari politici e diffusione di panico tra i cittadini moderati .
Ma sia Berlusconi che Bossi, questa volta non si accorgono che la gente, presa da problemi contingenti e di fronte allo sfacelo in cui versa il Paese, non accetta più che il primo continui a combattere una battaglia personale mettendo i suoi problemi davanti a quelli degli altri, lavorando solo per i suoi interessi e che il secondo gli faccia da cagnolino ubbidiente e un po’ leccaccione.
Fa davvero un po’ pena vedere il Bossi che si è messo sullo stesso piano dell’Emilio Fede e del Lele Mora, e poi si lamenta se perde dei voti.

Ma non di solo terrorismo psicologico è fatta la campagna del trio Berlusconi. Moratti , Bossi.
Anche di promesse da marinaio essa è infarcita: 
“Cari elettori, ridurremo le tasse, toglieremo il pedaggio dell’Ecopass, stiamo studiando un grande colpo a sorpresa che vi lascerà a bocca aperta., etc. etc. “
“Analizzate bene, cari cittadini milanesi i due candidati sindaco.
Di là un comunista come ai tempi di Stalin, ladro di auto e pronto a consegnare la città agli zingari, ai comunisti, alla feccia dei miserabili che saranno poi privilegiati nell’assegnazione delle case popolari, nei posti di lavoro comunali, nelle graduatorie dei concorsi, e verranno finanziati con i vostri soldi nella costruzione di moschee islamiche per ogni quartiere. 

Dall’altra parte invece una donna , simbolo della parità sociale tra i sessi, che ha già governato la città e che la renderà ancora più bella e importante , con la costruzione di tre nuove linee metropolitane, la riduzione delle tasse , l’edificazione di immensi grattacieli e la programmazione dell’Expo 2015 che porterà benefici economici  e diffusione di benessere tra tutte le fasce sociali e in particolar modo tra i più deboli.
Pazienza se non ha fatto tutto questo nei cinque anni che ha governato, ma davvero tutto non si può fare in una volta sola. “

Non c’è che dire: per il duo Berlusconi Bossi la perdita del governo di Milano sarebbe un duro colpo, forse mortale per le loro ambizioni.

I risultati elettorali del primo turno proprio se li aspettavano diversi.
Ci sono rimasti così male che, dopo qualche giorno di silenzio, ora hanno adottato la tattica dell’ ”insulta l’avversario e prometti tutto a tutti.”
Ma forse ormai è troppo tardi.
La gente si sta stufando di loro due, e nel ballottaggio forse glielo dimostrerà.


Altri articoli sull'argomento POLITICA

Home page


4 maggio 2011

77.1) Bossi abbaia ma non morde

Bossi abbaia ma non morde

Bossi aveva promesso ai suoi elettori che l’Italia non sarebbe mai entrata in guerra.
Adesso, a guerra in corso, ci viene a dire che le richieste della Lega , in particolare quella che indica il termine temporale ultimo della missione in Libia, sono state accettate da Berlusconi, mentre invece il testo approvato dal governo dice che tale data dovrà essere stabilita in accordo con gli organismi internazionali e con i Paesi alleati.
Viene il dubbio che i leghisti non leggano i comunicati che sottoscrivono
o che non sappiano l’italiano ma solo il padano, oppure che addirittura non capiscano quello che dicono.
Infatti da Bruxelles arriva a stretto giro di posta , la secca replica: “Le operazioni si concluderanno non quando lo diranno la Lega o il governo italiano ma solo con la resa di Gheddafi”.

E allora: chi credono di infinocchiare il Bossi e il Berlusconi?
Forse sono gli unici , loro due, a credere ancora, per motivi elettorali a quello che dicono.
Gli italiani a questi due ormai non ci credono più.

Abbaiano, abbaiano, ma non mordono.
Hanno troppa paura delle elezioni.
Non sono poi più così tanto sicuri di vincerle.



Altri articoli sull'argomento POLITICA


Home page



27 settembre 2010

178.0) Relativismo spicciolo. Com’è tutto così relativo nella vita!

Relativismo spicciolo.
Com’è tutto così relativo nella vita!

Ci sono Paesi nel mondo in cui vivere è più difficile che in altri.
E ci sono Paesi in cui vivere è relativamente più facile.
L’Italia, pur con tutti i suoi problemi, è tra questi Paesi privilegiati.

Eppure noi italiani siamo forse le persone più lamentevoli del mondo.
Non ci va mai bene niente, ci lamentiamo per delle cretinate , siamo sempre insoddisfatti.
Inconsciamente capiamo che, se fossimo ben guidati, potremmo veramente stare bene, e quindi ci fa rabbia l’insipienza dei nostri litigiosi governanti.
Ma dobbiamo imparare ad accontentarci di quanto ci passa il convento, perché quel che abbiamo ricevuto in doti nazionali è già tanto, rispetto a quello che hanno ricevuto gli altri.
Confrontiamoci con loro ogni tanto .
Ci farà bene.

Ad esempio, I Trasporti





Ad esempio, La donna nella società
.


Siamo nati e abbiamo la fortuna di vivere in un Paese dove le nostre mogli e le nostre figlie, grazie a Dio, hanno pari possibilità e opportunità di cultura e di lavoro di quelle dei maschi , eppure anche qui siamo sempre insoddisfatti e vorremmo sempre qualcosa di più, senza sapere bene cosa.
Ricordiamoci che ci sono Paesi dove la femminilità di una persona è un handicap: nascere femmina è un problema. Essere donna è sinonimo di dover crescere senza cultura e senza diritti in uno stato di permanente schiavitù e sottomissione ai capricci e alle voglie arbitri dei maschi prepotenti.
Ci sono Nazioni in cui la donna che frequenta un uomo viene lapidata, mentre all' uomo che ha avuto con Lei rapporti sessuali tutto viene perdonato per una idiota legge di superiorità maschile.
Se fossi nato a cinquemila km di distanza da qui, le mie figlie altro che laureate , girerebbero col Burka e non saprebbero forse nemmeno scrivere il loro nome , e io avrei avuto più di cinquanta mogli e forse, con varie scuse capricciose, ne avrei fatto lapidare una ventina.

Confrontiamoci con queste culture barbare, ogni tanto.
Ci farà bene.
Impareremo a stare al mondo, a capire che tutto è relativo e ad accontentarci della nostra realtà, pur senza tralasciare di volerla migliorare nei suoi aspetti negativi.





Ad esempio, La casa di Montecarlo.


Tutto è relativo nella vita.
Impariamo a stare al mondo.

Siamo in 6 miliardi di persone su questa Terra.
E a chi interessa sapere chi sia il proprietario dell’appartamento di Montecarlo?
A Berlusconi, a Fini, a Feltri e a Belpietro.
Quattro persone quattro.
E guarda che can can che hanno fatto per mesi e mesi questi quattro!
Per una vicenda privata, poi, dove non c’entrano né soldi pubblici, né corruzionee, concussione o quant’altro. 
Semplicemente,  un privato abita un appartamento  a Montecarlo e con insistenza si vuol sapere se egli sia un inquilino e quanto paga di affitto o se invece non ne sia il proprietario, e quanto allora ha pagato l’appartamento .
Ma che ce ne frega a noi?
Se la cosa avesse interessato che so, centomila persone, che marasma avrebbero combinato i quattro sunnominati personaggi?
Minimo la terza guerra mondiale.

Ragazzi,
impariamo a stare al mondo.
Tutto è così relativo nella vita!


  • Altri articoli su Costume e società




  • 127.0)
    Cocaina, vip, jet set, belle donne ...


    13 aprile 2010

    66.0) Il turismo sexual pedofilo

    Il turismo sexual pedofilo.




    Si parla di turismo sessuale pedofilo   quando un reato sessuale è commesso all’estero nei confronti di un minore.
    Si stima che annualmente 300.000 bambini   siano  vittime di pedofili provenienti in maggioranza dall’Europa (e l'Italia vi contribuisce con 30 mila!) e dagli Stati Uniti.
    Gli autori di tali reati sfruttano le differenze esistenti tra la legislazione penale della Nazione dove ci si reca e quella del proprio Paese d’origine.
    Questi maledetti turisti approfittano dell’ingenuità, della povertà e della fragilità che contraddistinguono una parte della popolazione dei Paesi sottosviluppati ,nei quali  il fenomeno del turismo sexual pedofilo è particolarmente diffuso.


    Ritratto del turista sexual pedofilo.





    Generalmente  i turisti sessuali  sono uomini e donne che spinti da certi “impulsi” apparentemente incontrollabili accettano di trasgredire mettendo in atto comportamenti illeciti quali l’adescamento, lo sfruttamento, la violenza e la schiavitù nei confronti di individui più fragili o addirittura minori.

    Sono persone con un’età compresa tra i 30 e i 45 anni,  con una certa cultura, a volte persino intellettuali, spesso professionisti e benestanti, che utilizzano gli incarichi prestigiosi ricoperti  nel loro Paese  per potersi recare frequentemente nelle Nazioni del Terzomondo   con l’intenzione di entrare in contatto con i minori per abusarne sessualmente.
    Il pedofil turista  è in genere una persona debole che attraverso  la trasgressione sessuale  crede  di sentirsi apparentemente più forte , più "uomo", più "macho".
    E' in libreria in questi giorni un libro nel quale un Ministro dell'attuale governo francese rivela di essere dedito al turismo pedofilo, e di averne approfittato a spese dello Stato per recarsi in Paesi dove gli era possibile praticare  giochini erotici con  una  dozzina di ragazzi maschi  adolescenti alla volta.
    Pover'uomo, questo ministro: Non ha neanche il pudore morale di dimettersi!
    Egli pensa forse, nella sua mente bacata , di aver vissuto  chissà quali avventure  erotiche, mentre non ha fatto altro che rovinare  dei poveri ragazzini, che probabilmente, tra  di loro, avranno riso dei suoi goffi tentativi di sesso  pedofilo.

    Il pedofil turista    ritiene che col denaro tutto gli possa essere permesso  e si considera perciò  al sicuro  da eventuali denuncie penali, del resto facilmente ripianabili  con esborso di  mazzette e regalie varie ,   ed infatti  a questo proposito è  davvero troppo  esiguo il numero di coloro che sono effettivamente perseguiti dalla legge.

    Il turismo sexual pedofilo  è una piaga  devastante soprattutto se associata alle forme di violenza e sfruttamento precedentemente citate, ed è praticato da persone affette da disturbi mentali che tuttavia non impediscono loro di mettere in atto pensieri, fantasie o comportamenti di tipo pedofilo senza  averne dei disagi apparenti nello svolgimento delle loro normali attività relazionali, sociali e lavorative.

    Le vittime del turista sexual pedofilo.



    Per quanto riguarda le vittime del turismo sexual pedofilo sia  maschile che femminile appare evidente in loro  un denominatore comune: la povertà.
    Infatti, in questi Paesi le storie che possono essere raccontate da coloro che si prestano alla mercificazione dei corpi hanno tendenzialmente le stesse fondamenta. Sono ragazze adolescenti    per la maggior parte, ma anche giovani uomini che imparano a vendere il proprio corpo come unica fonte di guadagno e quindi di sopravvivenza.
    La povertà e l’ignoranza distruggono la dignità di queste persone che sin dalla pubertà  si ritrovano ai margini della società costrette a svolgere un “mestiere” che non hanno scelto,  ricco solamente di frustrazioni e violenze. Spesso infatti, le giovani vittime del turismo sessuale sono abbandonate a loro stesse, essendo considerate solo dei corpi “oggetto” che, una volta  usurati, devono essere buttati via.
    Ecco allora che lo sfruttamento e la schiavitù conducono non solo ad una costante povertà, ma anche a  una serie di conseguenze ed invalidità legate essenzialmente alla diffusione  di  certe malattie sessuali.

    Si calcola che siano circa 2 milioni i minori sfruttati sessualmente nel mondo, per un giro d’affari di oltre 5 miliardi di dollari all’anno. Soltanto in Brasile sono  500mila  gli  adolescenti maschi e femmine  dediti alla prostituzione,mentre in  Thailandia sembra che superino  gli  800mila.
    In India i bambini che lavorano nell’industria del sesso sono 400-600 mila: il 20% delle ragazze hanno meno di 12 anni e la metà di loro è sieropositiva.












    Maledetti turisti sexual pedofili, vi odierò!







    altri articoli su : Costume e Società

    26 marzo 2010

    55.0) E’ primavera; che belli quei prati in fiore pieni di margheritine e Ugì de la Madona!

    La primavera rinfranca il cuore

    E’ primavera; che belli quei prati in fiore pieni di margheritine e Ugì de la Madona!





    Gli "occhi della Madonna" mi riportano all'infanzia.

    Crescevano sul prato dell'asilo del mio paese e mi sono sempre piaciuti così azzurri e teneri.

    Indimenticabili...gli occhi della Madonna!

    Ricordo ancora bene quando mi insegnarono a distinguere gli - occhi della Madonna -dal -myosotis, dal non ti scordar di me-.

    Mi diceva il nonno: non ti puoi sbagliare perchè gli- ugì de la Madona - hanno solo 4 petali, mentre il - non ti scordar di me - ne ha 5.

    Ma il nonno non solo quello mi diceva.
    Mi insegnò a guardare ed ammirare tutti i tipi di prati in fiore.



    Mi insegnò ad ammirare la bellezza della primavera , ed ancora oggi, mentro spiego al mio nipotino i colori e i nomi dei vari fiori, un senso di gioia mi prende il cuore alla vista di certi spettacoli della natura.


    Mi si apre il cuore.


    Mi si apre.






    altri articoli su : Casa Ambiente Ecologia

    24 marzo 2010

    52.0) Berlusconi quà, Berlusconi là, mannaggia, che rottura!

    Berlusconi quà, Berlusconi là,
    Mannaggia, che rompimento!



    I giornali non parlano che di Berlusconi
    La televisione non parla che di Berlusconi.
    Al bar non si parla che di Berlusconi.
    Mia suocera non fa altro che parlare bene di Berlusconi.

    E basta!
    Non se ne può più!
    Finiamola di mettere Berlusconi al centro della nostra vita.

    Ci sono altri mille argomenti di cui interessarsi e di cui parlare.

    Ci sono argomenti belli.
    Ei in arrivo la primavera.
    Forse a breve avrò un colloquio per un posto di lavoro.
    Qualcuno di noi sta per diventare mamma o papà.
    Tra qualche mese le vacanze.
    Io mi sono fatto l’amante.

    Ci sono argomenti brutti.
    Il precariato di mia figlia forse non terminerà mai.
    La busta paga da mesi non arriva più in casa mia.
    L’inquinamento atmosferico è alle stelle.
    In Italia non funziona più niente, tranne la mafia e il festival di Sanremo.
    Mia moglie si è fatta l’amante.

    Ci sono argomenti misti.
    L’Inter sta per perdere lo scudetto?
    La mia auto ha bisogno di una visita urgente dal meccanico.
    Io mi sono fatto l’amante, alla faccia di quella cornutaccia di mia moglie.
    Mia moglie si è fatta l’amante, e mi sta facendo cornuto, mannaggia a me.


    Volendo, ce ne sono di cose di cui parlare.
    Lasciamo allora che Berlusconi se ne vada a quel paese, lui e tutti i suoi impicci giudiziari.
    E noi ,ragazzi, finalmente ,parliamo d’altro, dai che è meglio.


    altri articoli su : Costume e Società

    9 gennaio 2010

    6.0) Se a me, negro, mi sparassero addosso perchè negro, io metterei a ferro e fuoco il paese dello sparatore.




    Se a me negro mi sparassero addosso perchè negro, io metterei a ferro e fuoco il paese dello sparatore.





    E’ successo che a Rosarno, un paese della Calabria dove la mafia e la 'ndrangheta la fanno da sempre da padroni, tre imbecilli razzisti abbiano sparato alcuni colpi con dei fucili da caccia caricati a pallini ad alcuni extracomunitari che gli stavano antipatici.
    Non c’era nessun motivo contingente per sparare loro addosso.
    Erano dei negri,e al piccolo cervello dei tre bastardi questo bastava.
    Gli immigrati feriti e tutti gli altri come loro sono arrivati qua a Rosarno per lavorare nelle serre alla raccolta di pomodori e peperoni, e dopo aver lavorato come cani per almeno dieci ore al giorno, al chiuso di quelle serre dove la temperatura supera i 50 gradi, al termine di ogni giornata lavorativa pretendono pure di essere pagati e di ricevere la paga di 20-25 euro concordata al mattino.
    Sono una razza inferiore, altro che con i listini paga, con le fucilate devono essere pagati.
    Non gli va bene?
    Se ne stiano a casa loro, in Africa, tra le loro guerre, nella loro miseria, nei loro villaggi, a morire di fame.
    Invece vengono qua a lavorare e pretendono pure di essere pagati.
    E poi di notte, ma avete mai visto come vivono e dove vivono?
    Si riuniscono a decine tutti ammassati in case fatiscenti, in ruderi abbandonati, su materassi stesi per terra e lì trascorrono la sera e la notte in mezzo alla sporcizia , ai loro escrementi e a colonie di topi.
    Nessuno di loro al mattino si fa la doccia e si lava i denti, ma così sporchi e puzzolenti sono lì in piazza già verso le quattro di mattina ad aspettare il caporale della mafia che li scelga e li invii a lavorare nelle serre.
    Noi di Rosarno, e degli altri comuni vicini ormai invasi da questa gentaglia nera e puzolente, non ne possiamo più, non li sopportiamo più.
    Qualcuno ha finalmente sparato loro addosso? Bene, l’avrei forse fatto anch’io, più prima che poi.

    E guarda un pò, questi per reazione hanno chiamato a raccolta da ogni dove altri individui neri e sporchi come loro e adesso se ne vengono qua a mettere a ferro e fuoco il nostro paese, a spaccare le vetrine, a creare barricate per le strade, a gettare bottiglie incendiarie e sassi contro la nostra amata polizia.
    Noi cittadini di Rosarno non siamo ormai più sicuri nemmeno a casa nostra, per colpa di questa gentaglia senza permessi di soggiorno, che pretende di essere trattata come fossero esseri civili, mentre invece non sono che degli scimmioni che fino a ieri si arrampicavano sulle piante di banano dell’Africa.
    Il governo, il governo che finora è stato capace solo di sciogliere il Consiglio Comunale, perché accusato di essere infiltrato dalla mafia, ci difenda da quest’orda scatenata di extracomunitari impazziti, e metta in campo la nostra amata polizia a preservare i nostri beni e le nostre attività mafiose.

    Adesso sono tutti lì a dire che non doveva succedere, che finora si è stati troppo tolleranti nei confronti degli extracomunitari, che bisogna fare leggi meno permissive , che la ragione e la tolleranza reciproca devono tornare ad essere rispettate, e forse è anche tutto vero.

    Ma se a me, negro, dopo aver trascorso in un Paese straniero le mie giornate in mezzo all’indigenza e allo sfruttamento lavorativo (che posso anche sopportare perché per me è prioritario guadagnare qualche soldo da poter inviare a casa mia in Africa ai miei familiari che stanno crepando di fame) , ebbene, se a me negro, dicevo, un imbecille mi sparasse addosso solo perchè negro, io metterei a ferro e fuoco il paese dello sparatore.
    Se poi gli imbecilli a sparare sono in tre, non solo il paese dello sparatore metterei a ferro e fuoco, ma pure i paese confinanti, perchè vorrebbe dire che l'imbecillità è diffusa in quei dintorni.
    E il torto non starebbe certo dalla mia parte.

    VOTA su OKnotizie.



    altri articoli su : Costume e Società

    1 dicembre 2009

    435) E saremmo noi italiani i razzisti!!

    E saremmo noi italiani i razzisti!!


    Quelli di Malta i barconi di disperati che attraversano il Mediterraneo ed entrano nelle loro acque territoriali, li respingono.
    Al più gli danno qualche bottiglia di acqua e qualche scatolone di viveri di prima necessità e li lasciano lì in mezzo al mare, al loro destino.
    Non li vogliono sulle loro coste. Non devono sbarcare da loro.
    Che vadano in Italia.


    Nelle acque territoriali italiane questi sfortunati concittadini del mondo vengono soccorsi, rifocillati, aiutati nella navigazione e infine fatti sbarcare sulle spiagge di Lampedusa.
    Quì vengono smistati, gli ammalati vengono ricoverati negli ospedali delle provincie siciliane, e gli altri in un centro temporaneo di accoglienza per essere identificati, nutriti e ospitati per i primi tempi, in attesa di decisioni sul loro futuro.
    Certo, questi centri non sono degli alberghi di prima classe, sono in realtà dei campi di prigionia mascherati, ma le condizioni di vita cui questi disgraziati vengono sottoposti non sono molto diverse da quelle che subiscono in Italia molti barboni o mendicanti o disoccupati o pensionati sociali al minimo.
    L'Italia non è il Paese di Bengodi che questi migranti avevano sognato o avevano intravisto nelle pubblicità dei canali televisivi italiani che ricevevano nei loro Paesi.
    Ma intanto essi sono qui, vivi,curati, nutriti e rifocillati.
    Nessuno li ha lasciati naufragare in mezzo al mare, nessuno ha sparato loro addosso. E superati i doverosi controlli , tra qualche mese se ne potranno andare liberi per l’Italia o in altri Paesi europei. Qualcuno di loro si vedrà negato il permesso di soggiorno, e sarà munito di un foglio di via per il rimpatrio nel Paese dal quale proviene, ma nessuno controllerà mai che venga eseguito.



    Quelli della Svizzera, hanno votato un referendum con il quale viene bocciata la possibilità di costruire minareti sul loro territorio. Non si vuole che la religione islamica si diffonda da loro.



    In Italia, ormai quasi ogni città o grosso centro urbano ha una moschea o un capannone industriale dismesso adibito a centro di preghiera e di raccolta per gli aderenti alla religione islamica.
    Noi rispettiamo la religione degli altri, anche se purtroppo essi non rispettano la nostra.

    Eppure, agli occhi dell’ Europa e di certi intellettualoidi nostrani, noi italiani saremmo un Paese razzista.
    Per non essere considerati tali, che dovremmo fare di più?.
    Ma togliere i crocifissi dalle scuole e o dai luoghi pubblici, ad esempio.
    Ma evitare di cantare le canzoncine di Natale negli asili o nelle scuole elementari, ad esempio, per non urtare la suscettibilità dei nostri ospiti.
    Ma lasciare che essi spaccino droga, che rubino, violentino, stuprino, e dovremmo anche smetterla di prenderne uno ogni tanto e condannarlo a qualche anno di carcere, ad esempio.

    Se noi italiani siamo razzisti, gli abitanti di altre Nazioni , cosa sono? 




    E' mai possibile che siano tutti cittadini con l'auerola?





    VOTA
    se ti è piaciuto l'articolo clicca OK sul logo qui sotto, altrimenti clicca NO



  • Altri articoli in questo blog sull'argomento POLITICA
  • 26 novembre 2009

    432) Ci vuole un minuto per tagliare una pianta, ma decine di anni per farla crescere.



    Ci vuole un minuto per tagliare una pianta, ma decine di anni per farla crescere.






    Nel paese vicino al mio stanno costruendo la nuova Chiesa parrocchiale.
    Quella vecchia era ormai piccola e angusta e una chiesa nuova ci voleva. Quel che non ci voleva però era di creare un piazzale da adibire a parcheggio delle auto accanto alla nuova costruzione. Perché lì accanto c’era fino a ieri un parco comunale, con cinque bei pini di alto fusto , con scivoli e giochi e altalene per i bambini e panchine per stare seduti all’ombra degli alberi.
    C’era, dicevo, perché ora, per creare un parcheggio per le persone che si recheranno in chiesa con la macchina, tutto è stato spianato ed asfaltato, e tre dei cinque pini sono stati abbattuti.
    Con una motosega, alcuni operai esperti, in pochi minuti hanno tagliato alla base gli alberi, li hanno fatti a pezzi, caricati su camioncini e portati via.
    Kaputt. Gli alberi non ci sono più.
    Al loro posto una bella colata di asfalto su cui verranno disegnate tante belle righe bianche per creare tanti bei posti auto per i tanti bei fedeli della domenica.

    E siccome il male non viene mai da solo e trova sempre degli imitatori che lo diffondono a macchia d’olio, in questi giorni anche nel mio paese stanno tagliando degli alberi.
    E’ successo che la piantumazione del marciapiede accanto al piazzale adibito a mercato settimanale degli ambulanti, forse dava fastidio a qualche bancarella e così il sindaco ha pensato bene di far abbattere la decina di piante che contornavano il piazzale.

    Questi non sono che due degli ennesimi scempi programmati da sindaci, coerenti, democratici e, soprattutto, ambientalisti.
    In entrambi i Comuni , il taglio delle piante, ha provocato la reazione di alcuni cittadini che hanno inviato diverse lettere di protesta. E qualcuno ha messo degli striscion con la scritta: "Rivogliamo gli alberi”
    A questi sindaci occorre ricordare che le vie alberate apportano un certo senso di bellezza al paese e quindi altro che tagliare le piante, bisognerebbe piantarne di più nelle vie del paese, non solo per migliorare il decoro urbano ma anche per consentire ai cittadini di passeggiare nei mesi estivi senza rischiare un'insolazione.
    Il territorio comunale, più che delle macchine, dovrebbe essere a disposizione dei pedoni che quindi avrebbero bisogno di marciapiedi più larghi per facilitarne il transito, e nei quali siano previsti spazi adeguati per la posa di nuove piante. Purtroppo così non succede; anzi la direttiva corrente è quella di eliminare dalle strade le piante laddove esse creano presunto intralcio.
    Peccato!
    I sindaci attuali sembrano credere che i loro predecessori, creando viali e strade alberate, siano stati degli stupidi mentre è vero esattamente il contrario.
    Per una giunta comunale migliorare la vivibilità e l'arredo urbano del proprio paese, è l’impegno che sta alla base del mandato ricevuto attraverso le elezioni.E i sindaci precedenti bene o male lo hanno portato avanti.
    Mentre è sempre bene ricordare agli attuali amministratori che con una motosega ci vuole un minuto per tagliare una pianta, ma occorrono poi decine di anni per farla crescere.
    VOTA
    se ti è piaciuto l'articolo clicca OK sul logo qui sotto, altrimenti clicca NO


    scegli altri articoli su :Casa Ambiente Ecologia

    17 settembre 2009

    371) Di quante mancate costruzioni di moschee dobbiamo ringraziare il ministro Calderoli non lo sapremo mai.


    Di quante mancate costruzioni di moschee dobbiamo ringraziare il ministro Calderoli non lo sapremo mai.

    L’attuale ministro per la semplificazione burocratica On. Roberto Calderoli, leghista della prima ora, si è sempre opposto con tutte le sue forze alla diffusione di moschee islamiche sul territorio
    italiano.
    Non gli piacciono quelle distese di uomini scalzi sdraiati su un tappetino sui marciapiedi delle strade, tutti rivolti in direzione delle Mecca, che pregano salmodiando in lingua araba e neppure vuole che ad essi lo stato italiano conceda terreni e agevolazioni edilizie per costruire i loro luoghi di culto.

    Egli afferma che i Paesi di origine di tutti questi musulmani mai e poi mai concederanno sul loro suolo ad una comunità di cristiani, ammesso che sia lecitamente tollerata, di erigere una chiesa cattolica per celebrarvi la liturgia cristiana.
    Pertanto egli si oppone, da sempre, con tutte le sue forze alla costruzione di moschee in Italia, e in Padania in modo particolare.

    Qualcuno ha incautamente fatto sapere al nostro ministro che i musulmani non possono esternare il loro culto religioso su luoghi immondi, luoghi cioè nei quali abbiano pascolato dei maiali, da essi ritenuti esseri impuri.
    Come colpito da improvvisa illuminazione mentale, il Calderoli, per impedire la realizzazione pratica di moschee sul suolo patrio, per mesi ha girato l’Italia con un piccolo gregge di maialini facendoli pascolare sui luoghi dove era prevista l'odiata costruzione.

    Siccome tuttavia il tenere sempre in efficienza un branco di maiali, cui bisogna dare adeguato nutrimento, e spostarlo da un luogo all’altro d’Italia con dei camion appositamente attrezzati comportava un certo costo economico che anche per le tasche della Lega cominciava ad essere rilevante, un alto dirigente del suo partito, forse per levarselo di torno e dalle scatole per un po’ di tempo, gli ha consigliato tra il serio e il faceto, di sostituirsi ai maiali e di recarsi egli stesso di persona a calpestare il terreno edificabile da trasformare in moschea, in quanto i musulmani consideravano ormai lui impuro al pari dei maiali.

    Detto fatto, il Calderoli si è disfatto del gregge ed ora, si reca lui stesso a pascolare dove si caldeggia la costruzione di culto tanto odiata.
    E siccome egli è un grande ed indefesso viaggiatore, è in continuo movimento per spostarsi a pascolare da una località all’altra.


    Quante mancate costruzioni di moschee in Italia siano da conteggiare a merito del suo indomito pascolare forse non lo sa nemmeno lui, ma sicuramente sono tante.


    La sua fama di oppositore del musulmanesimo ha varcato i confini nazionali ed è giunta perfino in Vaticano, dove oggi hanno pensato bene di assegnargli il premio internazionale “Giovanni Paolo II°, riconoscendo al Calderoli di avere, “nella sua azione politica, tutelato e promosso la sacralità della vita in armonia con i principi cristiani e con i valori ereditati dalla Dottrina Sociale della Chiesa cattolica.”.

    E questo premio non gliel’ho assegnato io, ma il Presidente dell’Associazione Culturale cattolica Continente Uomo mons. Espedito De Marino assieme a mons. Giovanni Fabiano Presidente dell’Ordine dei Padri Mercedari.

    Boh! Forse questi due non avevano niente di meglio da fare, perché assegnare un premio di tal fatta al ministro Roberto Calderoli è stata proprio una gran maialata.
    Scegli altri articoli tra gli argomenti della Sitemap.

    altri articoli su : Religione