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25 giugno 2014

59.4) Tutta colpa di Grillo!

Tutta colpa di Grillo!




Se Grillo si fosse da subito alleato col PD di Letta e Renzi, invece di tenere i suoi parlamentari in freezer a far niente,  adesso  non saremmo qui a parlare di una legge che abolisce/non abolisce il Senato e di una proposta di legge elettorale  se possibile peggiore del Porcellum.

E forse forse,( ma guarda un pò cosa mi vien da dire) l’Italia non sarebbe uscita dai Mondiali e Prandelli sarebbe ancora l’allenatore della nazionale  (mentre di Abete e delle sue  100 volte annunciate  dimissioni non ce ne frega niente).

Ah! Grillo, Grillo,  quanto male ci hai fatto!

Ma adesso pentiti, e  tu e Renzi insieme,  riprenderemo il cammino  verso una felice libertà svincolata da Alfano  Casini e Berlusconi.



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13 giugno 2014

54.4) Povero Corradino Mineo, Renzi ti ha fatto la bua, quanto devi soffrire!

Povero Corradino  Mineo, ti hanno fatto la bua, quanto devi soffrire!




Il  Mineo faceva parte  fino a ieri della Commissione Affari Costituzionali del Senato, ma  il governo lo ha allontanato dal suo incarico perché  portava avanti delle sue idee personali invece di quelle decise dalla maggioranza del partito.

Dice  l'art. 72. Della costituzione che ogni disegno di legge, presentato ad una Camera   venga esaminato da una commissione e successivamente dalla Camera stessa, che lo deve approvare  articolo per articolo e con votazione finale.

Le Commissioni Parlamentari sono perciò  organi collegiali ristretti che rispecchiano le proporzioni numeriche dei gruppi parlamentari, e  si possono immaginare, dunque, come piccole assemblee che riproducono “in scala” la Camera e il Senato.

Ogni commissione è molto importante per il buon funzionamento del Parlamento, perché  di solito  è specializzata su un ristretto insieme di argomenti, su cui (almeno in teoria) ha maggiori possibilità di analisi e intervento rispetto all’ insieme di  tutti i parlamentari raccolti indistintamente in aula.
 La commissione analizza gli articoli dei disegni di legge, propone e vota modifiche, integrazioni e soluzioni per migliorarli prima del loro passaggio in aula.

La linea che nella pratica stanno seguendo i partiti maggiori è  in sostanza  quella di  non procedere  alla costituzione delle Commissioni fino a quando non ci sia un governo, così da individuare in Parlamento la maggioranza che lo sostiene e muoversi di conseguenza. 
Agendo in questo modo le presidenze delle varie commissioni possono  essere “calibrate” sulla composizione numerica  della maggioranza e delle opposizioni,  consentendo a tutti i partiti di essere rappresentati.

L’allontanamento di Corradino Mineo dalla Commissione Affari costituzionali del Senato che si sta occupando delle riforme,  è dovuto al fatto che  il  Mineo, ex direttore di Rai News 24, da tempo manifestava la sua contrarietà sia  al cosiddetto Italicum, la nuova legge elettorale il cui impianto era stato concordato fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, sia alla riforma del Senato.

Il suo voto nella commissione Affari Costituzionali poteva essere decisivo e questo ha influito sul suo allontanamento,  in quanto in quella commissione c’è un solo voto di scarto tra maggioranza e opposizione, e una critica radicale come la sua poneva l' alternativa tra il fare e il non fare le riforme.

Questa mossa  del governo  non è piaciuta a quella parte del Pd che fa capo alla minoranza di Pippo Civati che parla di «epurazione delle idee non ortodosse e non allineate con quelle del Capo», e perciò  tredici senatori  dissidenti si sono autosospesi  dal partito e chiedono «chiarimenti».

 La presa di posizione dei 13  crea un bel problema per  il Pd, e non potrà essere ignorata da Renzi e dal gruppo dirigente del partito, anche perché da un punto di vista numerico la situazione rischia di complicarsi.  
Infatti la maggioranza governativa  al Senato è di 161 (il plenum è composto dai 315 membri più cinque senatori a vita); lo scorso 25 febbraio;il governo Renzi ottenne la fiducia con 169 «sì». Qualora i 13 «ribelli» decidessero di mettersi di traverso , il premier avrebbe la certezza di soli 156 voti, cinque in meno della soglia di maggioranza.
Purtroppo molti parlamentari  che si rispecchiano tra le minoranze nel Pd, non hanno ancora capito che, stando al governo, il partito è il luogo di confronto delle idee,  ma lì, dopo il confronto, devono necessariamente  essere  assunte delle decisioni
nell'interesse del Paese e perciò  nelle aule parlamentari ci si deve sforzare di esprimere una posizione unica, quella della maggioranza del partito,  che ha deciso la linea.


Il  Mineo  stesso  adesso dice che  è tutto un equivoco perché: “ Non ho mai posto un veto - ha precisato -, io voglio una nuova  legge elettorale  e la riforma  del Senato quanto Renzi.
Solo che le vorrei migliorare un po’. È assurdo quindi  che mi si accusi  e mi si sostituisca."

Sta però il  fatto che tra di noi, nel nostro gruppo di discussione al bar  in attesa della partita dei Mondiali,   ci  sembra che la sostituzione del Mineo non sia stata  altro che la conseguenza logica e ineccepibile  del suo modo dissidente  di partecipare  alla commisione Affari Costituzionali del Senato, dove egli praticamente  contrastava, avversava  e criticava   la posizione del partito che egli stesso rappresentava  in quella commissione.


Assodato che non si può sempre tenere il piede in due scarpe, se  le idee del Pd al Mineo stanno strette,  bene, che  si dimetta  dal partito o che  almeno  non lo rappresenti   in Commissione.
 Faccia le sue critiche nelle riunioni della Direzione del partito, e poi, una volta che questo abbia assunto una decisione a maggioranza,   quella decisione   venga  da lui per primo come da  da tutti gli altri   rispettata e portata avanti.



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20 gennaio 2013

4.3) Se cinque anni vi sembran pochi….


Sarò sincero: per l’antipatia che ho di lui, io al Fabrizio Corona gli avrei dato dieci anni.

Ma io non sono un giudice, in  me giocano forse l’antipatia e l’  invidia  per tutto quello che lui ha e che io non ho.

Un giudice invece  non deve avere sentimenti personali. Deve solo applicare la legge.

E applicarla con buon senso.

Il Fabrizio è accusato di aver  estorto al calciatore  Trezeguet  un importo  di circa trentamila euro.

E che sarà mai di  fronte al patrimonio e ai guadagni milionari annuali del Treze!

 E’ come se  avesse  rubato  dieci centesimi a me, pensionato sociale del menga.

Certo, nessuno deve rubare niente a nessuno, non si devono   compiere cattive azioni o   estorcere denaro a chicchessia.

Ma santo Iddio! Trentamila euro di fronte ai  milioni  del ricattato sono bruscolini, e per dei bruscolini non si deve mandare in galera nessuno.

Al massimo lo si condanna al risarcimento  decuplicato di quanto  rubato,  e  gli si installa in casa per qualche tempo  un ispettore di Equitalia a fargli le pulci su ogni  sia pur minima spesa che compie.

Gli si rovina cioè la vita  colpendolo  sui soldi, e chissà che questo non lo faccia rinsavire e  che in futuro egli riesca a dar loro  meno importanza .

Il buon Corona, poi, fuggendo, ha aggiunto scemenza a scemenza, e così adesso, appena lo prenderanno  gli si dovrà fare un nuovo processo, con soldi a carico della comunità,  e lo si dovrà condannare ad  essere mantenuto a nostre spese  in carcere per altro  tempo .

Ci sono giudici  in Italia che  lasciano ai domiciliari   stupratori di ragazze , o politici  razziatori di miliardi di denaro pubblico o emeriti personaggi che tutti sanno essere  delinquenti, e  poi  c’è è anche questo giudice  che condanna  il Corona a cinque anni  per un furto equivalente a dieci centesimi.

Non c’è proprio giustizia!


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26 luglio 2012

68.2) La legge elettorale perfetta


La legge elettorale perfetta deve essere basata su pochi principi ma chiari:



1)Deve essere basata sul sistema proporzionale
che assicura a ciascun partito un numero di seggi in Parlamento in proporzione ai voti ricevuti.

2) assegnazione delle preferenze da parte degli elettori
Ogni partito o coalizione presenta i propri candidati , che saranno scelti dagli elettori con il sistema delle preferenze.
Saranno così di fatto premiati, nel conteggio dei voti ricevuti dal proprio partito di appartenenza, i candidati che gli elettori avranno sentito come più meritevoli, o come più vicini ai propri interessi o alle proprie convinzioni politiche o sociali.

3) Clausola di sbarramento
È la soglia minima di voti che bisogna raggiungere per avere accesso al Parlamento.
In quasi tutte le democrazie occidentali per avere propri rappresentanti in Parlamento il partito deve avere ottenuto almeno il 5% dei voti degli elettori.
Se non raggiunge questa soglia vuol dire che neppure 5 elettori su 100 ritengono meritevoli di successo le idee del partito, il quale quindi non avrà nessuna rappresentanza parlamentare

4) nessun premio di maggioranza
Il termine premio di maggioranza viene usato per indicare la quota di seggi che vengono assegnati in aggiunta a quelli spettanti in base al solo calcolo dei risultati elettorali.
Quest'attribuzione non è moralmente accettabile per l'elezione di un'assemblea legislativa che deve esprimere la volontà popolare , e dato che il premio di maggioranza realizza l'incapacità del Parlamento di rappresentare veramente la società civile, esso non deve quindi essere previsto , ma è anzi espressamente vietato.

5) conteggio dei voti
I voti ottenuti dai partiti che non hanno superato lo sbarramento del 5% vengono assegnati in proporzione ai partiti che hanno oltrepassato tale limite.
Quindi I voti utili per l’assegnazione dei seggi saranno quelli risultanti dalla differenza tra il totale dei voti espressi dagli elettori meno il totale dei voti non assegnati ai partiti scartati, cioè il voto netto.
Per ogni partito si determinano i voti ricevuti (es:10.000.000) sul totale dei voti espressi dagli elettori(es. 50.000.000) e si vede se ha superato lo sbarramento:
nel nostro caso:= 20%

Ammettiamo che i voti andati a partiti che non abbiano superato il 5% siano 10.000.000 ed avremo perciò il totale dei voti utili per l’assegnazione.

Esempio.
Voti espressi dagli elettori 50.000.000
Voti non assegnati per non aver superato il 5% 10.000.000
Voti utili per l’assegnazione dei seggi 40.000.000

A questo punto per ogni partito che abbia superato lo sbarramento, si confrontano i voti ottenuti non più sulla base dei voti espressi dagli elettori, ma sul’ammontare dei voti utili per l’assegnazione:

Continuando nell’esempio:
Si confrontano i voti ricevuti dal tal partito (10.000.000) con il totale dei voti utili (40.000.000) e si ottiene la percentuale effettiva di assegnazione dei seggi: = 25%


E' una legge di buon senso, senza trucchi nè inganni , ma che tiene conto solo della volontà degli elettori, non dando rappresentanza parlamentare ai partiti che non hanno raccolto nppure il 5% dei voti , ma ripartendo in percentuale sui partiti maggiori i voti scartati.

E' la legge elettorale perfetta, Vivaddio!
Semplice e facilmente applicabile, basta che lo si voglia
.
Se poi a tutto questo si aggiungesse anche la riduzione del numero dei parlamentari ( max 100 per la Camera e max 100 per il Senato), con la soglia massima di stipendio di 10 mila euro netti e l'obbligo, per chi voglia il portaborse, di pagarselo con i propri soldi, la perfezione della legge sarebbe ancora maggiore.
Ma le cose semplici, in Italia, si possono e si vogliono fare?

==================


Alle elezioni politiche del 2008, alla Camera dei Deputati, i partiti avrebbero ottenuto i seguenti voti e i seguenti seggi:





partito

voti
ricevuti

%
sui
voti
ricevuti

voti
dispersi
inferiori
al
5%

voti
assegnati

% sui voti
assegnati

deputati
eletti

P.D.L.

13.629.069

37,39%


13.629.069

41,55%


LEGA NORD

3.04.758

8,30%


3.024.758

9,22%


M.P.A.SUD

410.487

1,13%


410.487

1,25%


Totale
coalizione A

17.064.314

46,81%


17.064.314

52,02%

327
P.D. 12.092.969 33,17%
12.092.969 36,86%
II.D.V. 1.593.532 4,37%
1.593.532

Totale
coalizione B
13.686.501 37,55%
13.686.501 41,71% 263
U.D.C. 2.050.309 5,62%
2.050.309 6,255
Totale
coalizione C
2.050.309 5,62%
2.050.309 +6,25% 40
sin.arcobaleno. 1.124.428 3,08% 1.124.428


destra.fiamma 885.226 2,43% 885.226


p.socialista 355.575 0,98% 355.575


p.com.lavorat. 208.173 0,57% 208.173


sin.critica 167.664 0,46% 167.664


S.V.P. 147.666 0,41% 147.666


difesa vita 135.577 0,...% 135.577


bene comune 119.419 0,...% 119.419


forza nuova 108.837 0,...% 108.837


P.L.I. 103.754 0,...% 103.754


ALTRI 14 PARTITI. ........... ........... ..........


.............. .............. ............. ...........


........................ .................. ............... .............


TOTALI 38.502.595 100% 3.651.162 34.851.433 100% 630




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28 agosto 2011

144.1) Con tutto quello che c’è da fare, guardate che leggi (che) approva il nostro Parlamento!

Con tutto quello che c’è da fare, guardate che leggi (che) approva il nostro Parlamento!





Dal 1° settembre entrerà in vigore la legge sul libro che prevede non possano essere più effettuati sconti superiori al 15% sul prezzo di copertina, tranne poche eccezioni (tra di esse le campagne promosse dagli editori col limite del 25% e le promozioni sui titoli invenduti da tempo).

Ma è mai possibile che vengano emanate leggi così stupide?

Girano sempre meno soldi nelle nostre tasche e adesso ci viene imposto di non chiedere sconti sui libri. 
Ma perchè?
Ma che gliene frega ai politici se noi riusciamo a spuntare un prezzo più favorevole per le nostre tasche?

Secondo loro, invece, noi dobbiamo pagare sempre di più,  specialmente per quei prodotti, come i libri che ci possono allargare la mente ed aiutarci ad andare al fondo di alcune questioni illustrandoci il perché di tanti privilegi e di tante anomalie.
Forse i nostri politici hanno paura che le idee si diffondano e sapendo di avere la coda di paglia, cercano di ostacolarne in ogni modo la circolazione. 
Tra un pò nulla vieterà loro di emanare una legge (che ne so) che ci proibisca di ricevere dai negozianti il resto per i nostri pagamenti fatti in eccesso.
Cioè una legge idiota, alle quali ormai  ci abbiamo fatto il callo.

Oppure che obblighi ogni cittadino italiano a fare dieci telefonate al giorno per incrementare i guadagni di qualche ente di telefonia, o a guardare obbligatoriamente certe trasmissioni televisive di qualche guru miliardario che ha deciso di plagiare le nostre menti con le idee trasmesse dai suoi palinsesti.

E’ un brutto mondo quello in cui chi detiene il potere si sente autorizzato a dirci che cosa dobbiamo e possiamo fare nella nostra vita, proibendoci cose elementari e necessarie ed obbligandoci a fare quanto da lui desiderato.
Negli anni venti del secolo scorso tale fenomeno si chiamò fascismo, ed oggi, più elegantemente si chiama regime.



E noi in Italia , con questa casta di parlamentari,  in pieno regime siamo.


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12 agosto 2011

140.1) L’art. 81 della costituzione non deve essere abolito, ma semmai integrato

L’art. 81 della costituzione non deve essere abolito, ma semmai integrato




In questi giorni si fa un gran parlare dell'art. 81 della Costituzione. 
E' un articolo scarno, che recita così:


Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo 
L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese.

Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte

.L’on Tremonti addebita alla formulazione dell’art. 81 della Costituzione ( che non obbliga il governo ad ottenere il pareggio di bilancio, ma non gli impedisce di aumentare le passività, ) il fatto che ora in forza di questa norma siamo arrivati ad avere il terzo o quarto debito pubblico del mondo.

Egli, propone quindi di riformare tale articolo, con una modifica costituzionale, immettendovi l’obbligo del “pareggio di Bilancio”. cosicché non si possa spendere un ero in più di quanto previsto, se non con l’imposizione di nuove tasse.


Cosa potrebbe accadere un domani se l’attuale governo modificasse, d’accordo con le opposizioni,  l’art, 81 della costituzione,  e  facesse davvero approvare la norma per cui fosse obbligatorio ottenere il pareggio nel bilancio dello Stato?
Un legge di questo tipo impedirebbe  di fatto ogni elasticità di spesa e finirebbe con gli anni per produrre enormi tensioni sociali e  ulteriore povertà, creando ritardi nelle infrastrutture e nel complesso delle opere pubbliche, e  tagliando anche,  di fatto,  ogni risorsa per le spese sociali a favore della parte più bisognosa della società.
E’ certamente giusto stabilire il principio che lo Stato non possa "spendere e spandere " oltre un certo limite della propria capacità di ricchezza,  e che debbano esistere dei vincoli al deficit statale, ma è senza alcun dubbio ingiusta una legge che imponga l’obbligo costituzionale del pareggio, con i risultati catastrofici elencati sopra.

Non per voler fare i pessimisti, ma, come del resto è accaduto sovente, supponiamo che un qualunque disastro naturale e umano provochi danni per miliardi, che la terra tremi e distrugga le case, che ci sia un’alluvione disastrosa, che il maltempo si accanisca sulle colture e metta in moto qualcuna delle mille frane in agguato sul nostro trascurato territorio.

Ebbene, con questa norma del pareggio di bilancio, a parte il primo intervento frutto di accantonamenti statali già previsti e predisposti, non si potrà più fare niente per la ricostruzione e per la vita di chi è stato colpito, se non rinunciando ai progetti, oppure imponendo nuove tasse o svendendo qualcosa per fare cassa, per non dire poi del rischio di finire nelle mani ricattatorie della finanza  malavitosa  internazionale.

Non potendo spendere un euro in più del previsto, verrebbero colpiti al cuore sia la progettualità che lo sviluppo del nostro Paese.





Viviamo in tempi economici difficili e siamo disposti ad approvare qualsiasi cosa ci aiuti a uscire dal tunnel al più presto, ma le nuove norme devono essere fatte e studiate con ponderatezza, non con il furore di buttare tutto a mare, anche le cose che finora ci hanno tenuto a galla, e l’art. 81 permettendo, in casi di eccezionale gravità , di effettuare spese straordinarie è una di queste.

Invitiamo quindi tutti assieme il nostro Parlamento a pensarci bene prima di abolire tale articolo dalla Costituzione. ma semmai di integrarlo con le parole che “il pareggio di Bilancio è sempre obbligatorio, tranne che nei casi eccezionali dichiarati tali dal governo e avallati dal Capo dello Stato e dal Parlamento entro 10 giorni da tale dichiarazione”.
Facendo così si può attuare il giusto rigore nei conti dello Stato, e nello stesso tempo lasciare aperta la porta per gli accadimenti di gravità eccezionale che (Dio ci aiuti!) dovessero verificarsi. 



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13 giugno 2011

104.1) Chissà poi perchè i referendum sono inutili se e quando si perdono.

Chissà poi perchè i referendum sono inutili
se e quando si perdono.




Hanno vinto i si:
Ha vinto la volontà della gente
di togliere alcuni articoli
da quattro leggi truffaldine e pasticciate.
Evitando di pubblicizzare i referendum,
anzi tentando di boicottarli, oscurarli, sabotarli e nasconderli in ogni modo,
non si è fatto altro che ingenerare nella pubblica opinione
il sospetto che qualcosa di marcio sotto sotto vi fosse davvero
nel mantenere in vigore quelle leggi ,
e ciò non gradendo,
la maggioranza popolare ha reagito
esprimendo la propria voce
con una affluenza e una partecipazione massiccia al voto.

Ora da parte degli astensionisti dei referendum
non vi sono che alte grida e lamentazioni
per farci sapere che il popolo è stato ingannato,
ancora una volta ,
dai soliti maneggioni di sinistra senza Patria e senza Dio.

E’ un bel concetto di democrazia
per una maggioranza che continua a dire che governerà l’Italia per almeno altri due anni,
quello di non tenere in alcuna considerazione la volontà del popolo,
ed anzi di considerare gli italiani come un popolo bue
che vota non sapendo cosa vota.

Chissà poi perchè i referendum sono dichiarati inutili
se e quando si perdono....
Perché ancora una volta non si vuol capire
che la gente è stufa di una politica fatta di odio e menzogne?
E che sarebbe forse ora di mettersi a governare sul serio questo Paese
che ha bisogno come il pane di buoni e capaci governanti,
che si dedichino più al benessere del popolo
che a tutelare i loro interessi personali?
Forse, a furia di batoste,
si spera che la lezione gli attuali governanti l’abbiano capita.
Ed agiscano di conseguenza.
Mettendosi a governare finalmente come si deve.


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10 giugno 2011

102.1) Dopo il referendum una scappatoia la si trova sempre.

pDopo il referendum una scappatoia la si trova sempre.





Chi vuol governare fregandosene bellamente dei desideri del popolo, non ha mai paura dei referendum abrogativi di una legge.
Il popolo magari ti boccia la legge incriminata, ma niente paura.

Trascorso qualche anno la legge viene riproposta tal quale a prima, avendo semplicemente l’accortezza di cambiarne il nome.
Et voilà, il gioco è fatto.

Qualche tempo fa un referendum abrogò (non so più per quali motivi) il ministero dell’Agricoltura.
Forse che oggi il Ministero dell’Agricoltura non esiste più?
Certo che esiste, semplicemente si chiama Ministero delle Politiche Agricole.
Ed ha un suo bel palazzo e una sua corte di Dirigenti e impiegati, come e più di prima.
Così hanno fatto col Ministero della Sanità, che oggi si chiama ministero della Salute.

Qualche tempo fa un referendum abrogò la legge che permetteva in Italia la costruzione di centrali nucleari.
E allora? Non si potranno mai più costruire centrali nucleari?
Il governo attuale, e forse anche quello di prima, ha fatto approvare una legge per cui tra qualche anno in Italia si potranno di nuovo costruire una ventina di centrali nucleari.
Subito nasce un comitato per l’abrogazione di tale legge tramite referendum.
Il governo allora che ti fà?
Elimina la legge soggetta a referendum abrogativo e mette la stessa norma in un’altra legge chiamata “decreto Omnibus”.
Ma siccome i giudici hanno capito l’inganno, anche se essendo di sinistra, come dice Berlusconi, avrebbero dovuto essere scemi, la Corte di Cassazione e poi la Corte Costituzionale approvano una norma per cui il referendum antinucleare abrogherà, non più la vecchia legge eliminata dal governo, ma l’articolo nuclearista contenuto nella "Omnibus".

Eppure,  vogliamo scommettere che tra qualche anno, il governo, un governo qualsiasi che voglia fregarsene delle aspettative del popolo, ci riproporrà di nuovo  la questione della costruzione di centrali nucleari?

Semplicemente, invece di centrali nucleari, le chiamerà ad es. centrali per la produzione di energia derivata  dall’ atomo, e noi e i nostri referendum abrogativi saremo stati fregati un’altra volta.


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26 aprile 2011

74.1) 25 APRILE.Tutti sono stati fischiati.

25 APRILE.Tutti sono stati fischiati.

A Milano, a Roma in ogni dove, i politici che hanno tenuto comizi il 25 aprile sono stati fischiati.



La gente non ne può più dei politici,
arruffoni,
incompetenti,
ignoranti,
che vivono nel lusso
alle nostre spalle.
Che non pagano le tasse che paghiamo noi. 
Che hanno solo privilegi, che non si fanno processare.

Che sono inutili e dannosi per la società.

Andate, andate sul palco a tenere comizi.
Per oggi possono bastare i nostri fischi.
Ma continueremo a fischiarvi, a incalzarvi,  a non darvi tregua,
a rompervi i timpani  finchè  dentro il Parlamento
non vi adeguerete a noi, 
facendo delle leggi finalmente non più per voi,
ma per il popolo.

Capitela, politici di ogni dove e di ogni schieramento:
il momento della pacchia per voi è passato.
Rinsavite .
Lavorate .
Siete i nostri rappresentanti.
Lavorate per l’Italia,
lavorate per noi e dateci leggi eque e giuste.



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11 aprile 2011

65.1) Calderoli propone di usare i soldati per respingere gli immigrati.

Calderoli propone di usare i soldati per respingere gli immigrati.

Il ministro Calderoli propone di ritirare i soldati italiani dal Libano o dall’Afganistan, dove sono stati inviati per proteggere la popolazione  dal terrorismo o dalla prepotenza dei governanti locali, e dislocarli alle frontiere sud dell’Italia per respingere l’invasione degli immigrati e dei clandestini.

Evidentemente a certuni la storia non ha insegnato niente.

Il buon Calderoli dovrebbe sapere che gli antichi romani , per respingere gli assalti dei nemici, si affidarono alle oche capitoline, lasciando  stare i soldati.

Ebbene, senza far terminare le nostre missioni di pace all’estero, si propone qui di respingere l’immigrazione clandestina con schiere di maiali, (animali odiati dagli invasori quasi tutti di religione musulmana), capitanati dal maiale per eccellenza di nome Calderoli, visto che egli stesso dice che le sue leggi, quelle che lui propone, sono delle maialate.


Almeno, la sua presenza nella politica e nel governo comincerebbe ad avere un senso ben preciso: il general- maiale Calderoli alla guida delle truppe maial- padane del reggimento "Fora di Ball", schierate alla difesa dei confini Italo- Padani e per la difesa dei privilegi celtici ormai acquisiti ai danni della popolazione che non la pensa come loro.
Perchè la politica, per certi maialoni, è sempre fonte di ricchezza e portatrice di posti di favore da distribuire a figli, familiari, conoscenti e amici , come ben insegna il comportamento del boss Bossi, capo del partito leghista, a cui il fido Calderoli fa da servo sciocco.



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4 febbraio 2011

16.1) un primo bilancio sugli anni di governo di Berlusconi

un primo bilancio sugli anni di governo di Berlusconi

Ai governi Berlusconi che si sono succeduti negli ultimi due decenni, a mio parere vanno riconosciuti i seguenti

sei grandi meriti:

1) la  legge sul fumo,

2)l'introduzione della patente a punti;

3) la legge sui fari accesi  in auto e in moto;

4) la diminuzione degli sbarchi dei clandestini a Lampedusa e dintorni;

5) i numerosi arresti di mafiosi, camorristi e 'ndranghetisti, sempre che se ne accerti quanti di essi siano poi rimasti effettivamente dietro le sbarre, a dimostrazione di indagini serie e non fatte per accontentare la pubblica opinione. 


6) la legge che abolisce, dal primo genaio 2011 le borse di plastica per la spesa nei negozi o supermercati.
Ci voleva poi così tanto?
Adesso che non verranno più distribuite, ognuno di noi, per il trasporto dei prodotti acquistati  si munirà di una borsa di panno o tessuto riutilizzabile più volte, con innegabili vantaggi per l'ambiente  ed anche per le nostre tasche, visto che  quelle borse di plastica piene di pubblicità le pagavamo profumatamente.

Per quanto riguarda tutto il resto
anche ad essere buoni non si trova più niente. 



Su tutti gli altri provvedimenti attuati 
dai vari governi Berlusconi,
è meglio stendere un velo pietoso.



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