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29 aprile 2012

47.2) Nascono nuovi partiti.


Nascono nuovi partiti.


A Firenze hanno dato vita al movimento "ALBA".
Casini ha appena fondato il suo “Partito della Nazione”e Berlusconi ha in mente di cambiare nome e finalità al PDL.
Le finalità che il Cavaliere ha in mente per il suo nuovo partito sono:
- Rincuorare i deboli.
- Abolire i passanti
- Avvincere i caustici
- Avvalorare gli scettici-
Per raggiungere questi nobili scopi il nome sarà "BOH!" mentre l’inno è ancora da definire.

Auguriamo tanta- felicità a questi nuovi parti della fantasia della attuale classe politica, sperando che nessuno li voti mai e che facciano al più presto la fine della Lega che, mentre accusava gli altri di latrocinio, si depredava da sé stessa al suo interno.

I demagoghi in Italia non sono i demagoghi di cui Napolitano blatera a vanvera, ma sono gli stessi partiti e il governo attuale, che si credono, tartassando i deboli e inchinandosi ai ricchi, di evitare che la gente li cacci via a pedate.
Ma il loro destino è già segnato: di nuovi partiti o di cambiamenti di nome la gente ne ha piene le scatole.


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19 aprile 2012

44.2) Potrebbe essere un falso il dossier contro Maroni? Si certo.


Il falso dossier di Maroni contro se stesso.



Se io volessi fare un dossier contro Maroni per screditarlò agli occhi della pubblica opinione, vi pare logico che lo riempia di inesattezze e di stupiderie ?
No di certo.
Elencherei misfatti e prove, testimonianze, circostanze e scritti.
Lo inchioderei alle sue responsabilità, di fronte all’evidenza di quanto contenuto nel dossier.
Maroni non avrebbe scampo.

Invece ieri il buon Maroni si è fatto intervistare bello bello dalla televisione, per dichiarare che qualcuno gli ha mostrato un dossier contro di lui, e che questo dossier non lo preoccupa affatto perché è pieno di inesattezze e di stupidità.
Ad esempio vi si dichiara che egli è tuttora proprietario di uno yacth ormeggiato a Portorose in Slovenia, mentre la piccola barchetta che egli davvero possedeva tempo fa veniva ormeggiata nel porticciolo di Portorosa nelle isole Eolie.
E via di questo passo, di inesattezza in inesattezza.

Ma vi pare logico che uno che compila un dossier contro qualcuno lo infarcisca di tali dati incompleti , inventati o dubbi o inesatti?
No, non è possibile; un minimo di fatti veri uno ce li deve pur mettere , se vuole davvero essere preso sul serio.

E allora? O il dossier è stato fatto da un cretino, e quindi è materia non di polizia giudiziaria, ma di visita medica psichiatrica, oppure è tutto inventato e messo lì per intorbidare le acque.

O magari, ed è il dubbio che sorge di fronte a tanta insipienza, è stato creato apposta per farsi passare da vittima sacrificale di oscure macchinazioni interne al partito ed essere perciò di fatto legittimato ad agire con epurazioni e diventare così l’uomo forte al comando per poter effettuare
cambiamenti di rotta politici.


Maroni, Maroni volevi farti incoronare nuovo capo del tuo partito denunciando complotti inesistenti contro di te, ma hai fatto preparare un dossier troppo fasullo per essere creduto vero, e quindi il tuo piano di conquista del potere, anche agli occhi del leghista più imbranato è destinato a non essere creduto.

Dovevi fare le cose meglio: qualche prova di qualche tua marachella ( che certamente anche tu come tutti noi avrai sicuramente commesso) dovevi farla mettere nel dossier che hai ordinato contro di te.
Il dossier sarebbe stato più credibile.
Così invece è
tutto troppo falso, e sarai presto smascherato.



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12 gennaio 2012

8.2) Che pena vederli cadere così in basso!

Erano due partiti 
che la gente credeva per bene, 
 ora invece 
sono entrambi partiti di testa!
 Sempre agli ordini 
del loro Padrone e signore, 
per un piatto di lenticchie, 
ormai scadute anche quelle.
Che pena 
vederli caduti così in basso!
Eppure 
speriamo che si sciolgano  
come neve al sole
e che di loro non rimanga più traccia
nell'Italia del futuro,
fatta di onestà e di lavoro,
che noi tutti sognamo.

dopo il no all'arresto di Cosentino

Radicali e Lega nord
siete diventati la barzelletta d'Italia!





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6 gennaio 2012

5.2) Gli anni del malgoverno della Lega Nord.

Gli anni del malgoverno della Lega Nord.





Adesso che su Berlusconi e i suoi governi è venuto il momento di stendere un velo pietoso, è però opportuno riconsiderare l’apporto che il suo principale alleato, la Lega Nord,  ha avuto nella distruzione dell’Italia.
Questo partito, sta adesso  facendo un’opposizione sguaiata e irresponsabile per cercare di risolvere a suo favore lo scontento e la rabbia sociale che il nuovo governo Monti dovrà , per forza di cose, alimentare con i suoi provvedimenti impopolari se vuole davvero porre rimedio ai guasti causati dai precedenti governi.

Governi nei quali la Lega Nord ha avuto una parte attiva.
Nell’ultimo decennio per ben otto anni i parlamentari della Lega Nord hanno governato , o meglio sono stati al governo con il PDL di Berlusconi.
Tra i vari ministeri di competenza hanno anche avuto quello delle Riforme, il cui titolare era nientemeno che il loro grande capo Bossi.
Ebbene, in tutti questi anni i leghisti non hanno fatto una riforma che è una, ma hanno invece contribuito ad approvare e rendere operative le peggiori leggi e nefandezze che si potessero fare, allo scopo di tutelare gli interessi di Berlusconi, dalle proposte di legge sui processi brevi, corti o lunghi o mediani , dalla negazione degli arresti per ministri e onorevoli accusati di mafia e di corruzione, al sostegno alla bugia dell’esistenza della finta nipote di Mubarak, alle leggi sull’immigrazione inapplicabili e razziste, alla distribuzione a piene mani di posti pubblici ben retribuiti a figli,  parenti ed amici.
Non hanno fatto niente per ridurre i lauti stipendi e gli odiosi privilegi della loro casta, hanno invece contribuito,  con leggi scriteriate,  ad alimentare il debito pubblico  dello Stato oltre ogni  misura .

Oggi queste persone, come se fossero appena sbarcate da Marte e non fossero invece in buona parte responsabili della situazione disastrosa in cui ci hanno portato, li vediamo affrontare in Parlamento un’opposizione, seppure legittima ma fatta in modo sguaiato , senza vergogna, da irresponsabili e da maleducati.
Un decimo della cagnara che fanno in Parlamento con i loro cartelli e le risse che provocano, non sarebbe tollerata da nessuna altra parte.
Essi non si considerano italiani e offendono la nostra bandiera, ma non si vergognano tuttavia di intascare il lauto stipendio che noi italiani contribuiamo, con le nostre tasse, a fornire loro mensilmente.
Sono stati incapaci di governare ed ora, senza il minimo pudore, improvvisano sceneggiate che ci fanno rimanere sconcertati.

Se pensano di agire in nome di tutte le genti del Nord Italia si sbagliano di grosso, perché qui ci sono cittadini che avranno anche molti difetti, ma non di certo quello di essere irresponsabili e di farsi rappresentare da un manipolo di politici sprovveduti e ignoranti.


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25 dicembre 2011

197.1) I nuovi terroni d’Europa.

I nuovi terroni d’Europa.


I leghisti vogliono uscire dall’Italia, ma la loro Padania, insieme a Italia, Grecia, Spagna, Portogallo formerà la Terronia dell’Europa.


I padani, insieme agli altri, saranno sempre visti dagli europei come cittadini di Stati del sud e quindi considerati come deboli, degni di disprezzo  e suscettibili di fallimento. 
Bel risultato diventare un terrone per chi i terroni se li mangiava anche di notte!

Eppure a questo condurranno le mene di politici svampiti e fusi come Bossi, Calderoli, Castelli, Borghezio e personaggi similari.



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6 dicembre 2011

190.1) Se c’è stato bisogno del decreto “SalvaItalia, è perché….



Se c’è stato bisogno
del decreto lacrime e sangue
“SalvaItalia”
è perché
il governo precedente 
"Berlusconi- Lega"
ha governato alla cazzona.


E ancora adesso 
Berlusconi mette i paletti
e i leghisti 
si atteggiano a salvatori della Patria.

Invece è quasi tutta colpa
del loro malgoverno
se ci siamo ridotti
con le gambe penzoloni sul burrone della morte.

Ricordiamocelo.



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15 novembre 2011

176.1) La buffonata del parlamento padano

La buffonata del parlamento padano.





La Lega fin quando è stata al governo con il PDL se ne è stata lì quieta e docile ai voleri del suo anfitrione Berlusconi.

Adesso che ha deciso di stare all’opposizione del governo Monti, si mette di nuovo a fare i capricci e a pestare i piedi minacciando di riaprire quel buffonesco parlamento padano che già alcuni decenni fa, in quel di Mantova aveva pomposamente aperto.

Questa volta si tratta di utilizzare un palazzo in provincia di Vicenza, ma il risultato buffonesco sarà il medesimo.

Che cos’è il parlamento padano?
E’ un palazzo nel quale si riuniranno i parlamentari della Padania.

E chi sono questi parlamentari padani?
Secondo il volere e il diktat di Bossi faranno parte del parlamento padano i Sindaci e i loro vice dei vari comuni italiani a guida leghista, i parlamentari eletti nel Parlamento nazionale di Roma, i capi zona della Lega Nord e gli scalmanati  militanti che più di altri hanno dimostrato attaccamento al pratone di Pontida e alla camicia verde.

I parlamentari padani sono quindi stati eletti dal pololo?
Nemmeno per sogno. 
Verranno insigniti della carica di parlamentare padano dallo stesso Bossi e dal suo entourage o cerchio magico, sulla base di criteri capricciosi e autoritari.

E quali compiti avrà il parlamento padano?
Nessuno sa dirlo. 
Ogni tanto i personaggi designati, si riuniranno lì, in quel bel palazzo vicentino,  faranno dei bei discorsi tra loro, ordineranno una pizza e qualche fiasco di vino e poi alla sera tutti a casa, per la meritata nanna.
Ogni tanto poi diranno che per gli abitanti della Padania essi hanno fatto questa e quella  legge che però, essendo la Padania uno Stato inesistente, nessuno avrà l’obbligo di rispettare e di mettere in pratica.

E come farà allora il parlamento padano a far rispettare le leggi che emana?
Chi al Nord, nelle pseudo regioni chiamate Padania non rispetterà le leggi promulgate dallo pseudo parlamento padano, sarà passibile di manganellate e olio di ricino da parte di militanti con le camicie verdi.
Con l’istituzione del parlamento padano in pratica il nord Italia tornerà indietro di 90 anni, quando invece delle camicie verdi i prepotenti indossavano quelle nere.

Conclusione.
Se io fossi il nuovo ministro dell’interno italiano, ordinerei alle forze dell’ordine di circondare il palazzo dove si riunisce il parlamento padano e di arresatare chiunque voglia entrarvi,  accusandolo di appartenere ad una banda che predica la disobbedienza, la secessione e l’insurrezione popolare contro i veri rappresentatnti del popolo italiano liberamente e legalmente eletti.


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9 novembre 2011

173.1) Quando la Lega fa ridere

Alcune   cose della Lega che fanno ridere gli Italiani  e forse incazzare  la base leghista.


 
- Il ventilatore, come simbolo del partito.
Altro che Sole delle Alpi, il simbolo della Lega richiama pù ad un ventilatore  che all'astro  nel cielo. 


- Il Federalismo fiscale
Chi lo sa che cos'è?
Chi l'ha visto?

- L'apertura di nuove sedi di ministeri a Monza.
Quattro stanzette  e due scrivanie spacciate per sedi di Ministeri al Nord.

- I falò  di Calderoli.
Ogni tanto il ministro getta alcuni pacchi di  riviste e giornali    usati e di ormai nessun valore  su una catasta di legna ardente  e ci fa sapere che sta bruciando le 350 mila leggi da lui abolite che con la loro  burocrazia   ci attanagliavano la vita.
Invece stava solo ripulendo  il suo ufficio dalle scartoffie e dalle varie riviste di Playboy e  foto omosessuali da lui accumulate.

- Gli sbadigli di Bossi in  Parlamento quando parla Berlusconi
 Qualcuno li ha contati:  Sono più di nove gli sbadigli nel quarto d'ora che Berlusconi  ha dedicato alla crisi economica italiana e al modo di venirne fuori.

- Il Trota  incoronato successore del padre alla direzione futura della Lega nord.
Alla faccia della meritocrazia, in Lega avanza chi più è parente del Capo, anche se già è stato investito di cariche e  prebende immeritate, ed è un perfetto ignorante .
Peggio della monarchia assoluta, dove se al re nasceva un figlio deficiente,  costui governava e il popolo  ne subiva i capricci e la  manifesta incapacità


- Ed altre cose ancora.....


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1 novembre 2011

169.1) La Padania, inesistente, la Padania inconsistente, la Padania non è niente!

La Padania, inesistente, la Padania inconsistente, la Padania non è niente!



Alcuni concetti  di pubblico dominio, che qualsiasi persona con un minimo di attività cerebrale dovrebbe sapere:

Il popolo è l’insieme dei cittadini di uno stesso Stato.
Non esistono quindi né il popolo padano, né quello veneto, o lombardo o siciliano. perchè non risulta ad oggi che la Padania si sia proclamata indipendente, e neppure il Veneto o la Sicilia, etc. 

Quindi l’unico popolo che esiste in Italia è il popolo italiano, perché è l’insieme dei cittadini dello Stato Italia, proclamatosi a suo tempo indipendente.

Gli altri pseudo popoli sono tutti dei popoli inesistenti, a meno che ci sia stato per tali regioni o parti d’Italia una dichiarazione di indipendenza unilaterale,  cioè senza nemmeno prendersi il disturbo di farlo sapere al resto degli italiani.

E poi da chi sarebbe formato questo popolo padano? 
I I lombardi odiano i veneti, che odiano i piemontesi, che odiano i liguri etc. etc.
I bresciani odiano i bergamaschi, i veronesi odiano i vicentini, i milanesi sono tutti dei bauscia agli occhi dei piemontesi e i liguri sono degli avari strozzini da frequentare solo per 15 giorni all’anno nel periodo delle ferie al mare.
Che bell’insieme di popolo!
Per alcuni i veri padani sono quelli che stanno al di sopra del fiume Po, mentre per altri anche l’Emilia Romagna e la Toscana che pure stanno al di sotto del corso del fiume ne fanno parte .

Per alcuni il carattere distintivo della Padania sono gli stessi usi e costumi delle popolazioni attorno al fiume Po, ma se c’è un denominatore comune unificante tra queste popolazioni pur così diverse tra loro è solo ed esclusivamente l’odio e l’antipatia che esse dimostrano nei confronti degli abitanti del Centro Sud dell'Italia.

E d’altronde, se la Padania dovesse davvero  secessionare dall’Italia e costituirsi in uno Stato indipendente, come auspicano certe teste calde della Lega Nord, essa diventerebbe automaticamente per le popolazioni del Nord Europa una parte del profondo e antipatico Sud da odiare con tutto il cuore.

I nostrani nordisti padani, che si credono fautori e portatori di ideee del Nord Europa, si troverebbero così ad essere considerati appartenenti al Sud Europa, ventre molle e schifoso dell’Unione europea,  da mantenere e possibilmente tenere in una abissale economia di secondo ordine, gestita da mafia e ‘ndrangheta, in compagnia  dei  loro tanto disprezzati abitanti del Sud Italia.

Non c’è che dire: una Padania così considerata dagli europei sarebbe davvero per i padani  una bella conquista, e allora forse è meglio che i leghisti se la scordino in fretta e si dedichino ad altre attività per loro e per noi tutti più interessanti, quali il rispetto per la Patria Italia , per il suo pur brutto inno nazionale e per la nostra bella bandiera tricolore.



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15 settembre 2011

158.1) Tra poco salta, la Lega salta.

Salta, tra poco la Lega salta.


Chi crede più a Bossi?
Lui, con i vari Calderoli, Castelli, Borghezio e personaggi similari, se ne va in giro, con un gruppo di fedelissimi dall’elmo cornuto, a prelevare ampolle di acqua dalle sorgenti del Po per portarle a Venezia., tra l’indifferenza del popolo leghista che, adesso  che non c’è più un posto di lavoro, che le tasse aumentano, che il federalismo dei Comuni è morto prima ancora di nascere, di queste cerimonie del cavolo se ne frega altamente.
Maroni l’ha capito e per questo lui non vi partecipa, e per questo il popolo della Lega lo ha di fatto nominato nuovo capo del partito.
Perché vorrebbero i leghisti che il loro partito la smettesse di sostenere a Roma le miserabili miserie di Berlusconi, e tornasse ad avere le mani libere per far funzionare l’Italia, e di conseguenza la Padania. 




Chi obbedisce più a Bossi?
Lui ha ordinato che in Parlamento i leghisti votino contro l’arresto di Milanese, ma serpeggia la voce che una disobbedienza parlamentare sia in agguato e tra qualche giorno lo sapremo.
Di un partito a conduzione familiare, col suo “cerchio magico”come ormai è diventata la Lega, di un partito che non ha mai fatto un congresso per tracciare le linee guida e ideali del movimento e per selezionare gli uomini migliori, ormai molti degli elettori leghisti si dichiarano contrari e sono favorevoli ad un cambiamento epocale dell’attuale dirigenza, fatti salvi alcuni esponenti quali Maroni e Stucchi ed altri pochi loro seguaci.

Ormai in Lega siamo alla resa dei conti.
Bossi non lo caga più nessuno.
Tra poco tempo la Lega salta,
Cosa nascerà dalle sue ceneri?
Staremo a vedere. Speriamo un vero partito. non più a conduzione familiare, e meno incline alla corruzione e al latrocinio dei Palazzi romani.



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15 luglio 2011

126.1) E’ iniziato il trasferimento dei Ministeri al Nord.

E’ iniziato il trasferimento dei Ministeri al Nord.


Vivo in una zona geografica che tra qualche anno si secessionerà dall’Italia e, col nome di Padania, entrerà a far parte di quel gruppo di Nazioni che implorano di far parte dell’Europa e della zona dell’euro.

Tra qualche anno, quindi, volenti o nolenti, per il semplice fatto di abitare da queste parti , e di non avere possibilità economiche per trasferirci altrove, qui da noi si tornerà ad usare la lira ( che non sarà più chiamata italiana, ma padana) a meno che non  ci mettiamo ad usare la moneta che usavano i nostri padri Celti o Unni o Ostrogoti.
Se usare una moneta, e quale, o tornare al baratto lo decideranno i nostri politici padani riuniti nel Parlamento di Monza.

Dove, in questi giorni e più precisamente nella Villa Reale, si stanno svolgendo i preliminari di quel grande trasferimento di poteri e di ministeri che avverrà dall’Italia alla Padania.
Ieri alcuni operai hanno cominciato a scaricare scatoloni di mobili per iniziare il trasferimento degli uffici dei tre ministeri (Economia, Semplificazione e Riforme) che faranno da capofila al completo spostamento  governativo.
"Stiamo parlando di mobili pagati con i soldi della Lega Nord,"- ha detto il sindaco di Monza, alla testa di un gruppo di lavoro composto da due artigiani che si sono messi all’opera per allestire gli arredi.
"E sono mobili Padani, cioè fatti e costruiti nella nostra bella Brianza, la patria del mobile" - ha continuato il bugiardesco primo cittadino monzese, facendo finta di non vedere che gli scatoloni avevano la dicitura e il logo commerciale di una azienda che sorge a Scordia, cittadina che dista circa 30. km da Catania.
Dunque mobili del Sud per la Lega Nord.

I due operai, dopo aver scaricato e assemblato quattro scrivanie e due armadi che hanno poi dislocato in due stanze del piano terra all’ingresso dell’ala Sud del Palazzo, hanno salutato e se ne sono andati.
Dunque i ministeri della Lega Nord sono alloggiati nell’ala Sud.





Facendo un po’ di calcoli, o chi ha fatto gli acquisti si è sbagliato o gli operai hanno toppato.
Tre ministeri vuol dire tre scrivanie e tre armadi, e qui ci sono quattro scrivanie e  due armadi.
Vuoi vedere che vista l’importanza del momento , al Ministero dell’Economia sono state riservate due scrivanie, una per il Ministro e una per il suo vice? E data la mole di documenti che smuovono i due armadi sono tutti per loro?.

Beh!,Vorrà dire che al ministro della Semplificazione (Calderoli) e al ministro delle Riforme ( Bossi) che notoriamente tutto fanno tranne che lavorare, una scrivania a testa basta e avanza, anche solo per metterci sopra un bel posacenere per il sigaro su quella  di Bossi o una bella foto di un porcellum su quella di Calderoli.


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3 luglio 2011

117.1) Il Gioppino Calderoli col lanciafiamme .

Il Gioppino Calderoli col lanciafiamme vuol bruciare l’inmmondizia di Napoli.
Bruciasse  magari anche quella che le fabbriche del Nord inviano di nascosto e senza farlo sapere nelle regioni del Sud.
Anzi bruciasse lui che è meglio, visto che ha la mania dei falò e delle fiamme (non ha appena bruciato 350 mila leggi che lui dice di avere annullato in Italia?)



Recentemente è’ stato indetto un concorso di idee per la realizzazione di una installazione sulla rotatoria presso l’ingresso nord del Comune di Zanica.


L’installazione deve rappresentare la figura di Gioppino come personaggio che connota particolarmente il paese di Zanica; tale identificazione dovrebbe essere esplicitata con una scritta del tipo: “Benvenuti a Zanica, Paese di Gioppino”.


Al concorso di idee possono partecipare artisti, architetti, ingegneri ma anche  singoli cittadini o Associazioni. I partecipanti potranno riunirsi in gruppi o concorrere individualmente.
L’opera non dovrà superare il costo complessivo di € 15.000,00,( Paese ricco questo di Zanica, chissà se ha destinato una cifra simile in bilancio anche per le opere sociali  e per la solidarietà alle persone bisognose!) comprensivo di oneri di progettazione definitiva e di lavori di installazione.


Il progetto che avrà ottenuto il punteggio più alto verrà realizzato a cura del Comune di Zanica presso la rotatoria nord. L’autore verrà citato in calce all’opera e riceverà un premio di € 1.000,00.


Il Gioppino ha  un faccione furbo, rubicondo, è vestito di grosso panno verde orlato di rosso, pantaloni scuri da contadino e cappello rotondo con fettuccia volante, di mestiere fa il facchino e il contadino, professioni che di fatto non pratica preferendo guadagni occasionali meno faticosi.
Di modi e linguaggio rozzissimi, di buon cuore, porta sempre con sé un bastone che non disdegna di usare per far intendere la ragione, sempre comunque a vantaggio dei piccoli e degli oppressi.

Amante del vino e del buon cibo, ha assunto, tuttavia, anche una connotazione negativa, come persona furbastra e inaffidabile tanto che nel linguaggio comune si suole dire  che fà  la figura del Gioppino chi non mantiene la parola o usa mezzucci per concludere raggiri di poco conto.


Non so se  Calderoli sia nativo di Zanica, ma sicuramente è un gioppino e un gioppino vero .


Io propongo quindi  di mettere nel centro della rotatoria uno "statuone"  ( per le baggianate che dice  sicuramente   lo merita) di Calderoli col lanciafiamme intento a bruciare la monnezza.

Chissà quanti turisti "lumbard" arriveranno  a Zanica attirati  dal faccione rubicondo del Gioppino Calderoli!.

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19 giugno 2011

111.1) Sul pratone di Pontida si è capito questo.

Sul pratone di Pontida si è capito questo.



Che siamo in mano a un gruppo di persone poco interessate al bene della Nazione.
Che la coalizione Berlusconi- Lega è la rovina d’Italia, perché mentre Berlusconi ha a cuore solo il suo portafoglio e il venir fuori dai suoi guai giudiziari, la Lega è un partito che  tutela gli interessi solo di una parte di cittadini ( artigiani, commercianti, allevatori agricoli e popolo delle partite Iva) e non dell’Italia intera.
Che ci stanno a fare lì dentro  e sul pratone tanti lavoratori dipendenti, tante casalinghe, e tanti pensionati che votano Lega pur sapendo che i loro problemi non saranno mai risolti da questo partito ?
La Lega guarda solo agli interessi delle sue categorie di riferimento e dei problemi degli altri si disinteressa.
Ad esempio, l'assurda decisione leghista di opporsi nei giorni scorsi ai decreti urgenti  riguardanti  i rifiuti di  Napoli,  ha fatto sì che non si possa intervenire  per spostare i rifiuti dalle strade e portarli anche al di fuori della provincia .
Eppure il bene di Napoli dovrebbe essere  interesse anche della Lega che, quale forza di governo, dovrebbe sentirsi preoccupata dei problemi dell'Italia intera e non solo della  parte di popolazion che la vota.
Tra l’altro, i dirigenti leghisti sono così poco intelligenti che non capiscono che il danno internazionale  d'immagine di Napoli si ripercuoterà inevitabilmente anche sul resto dell'Italia, Nord e Padania compresi.
Ma tant'è.

In tempi di crisi economica , e con la mannaia del declassamento dell’Italia a livello Grecia a causa del troppo elevato debito pubblico e della corruzione dilangante, come emerge dall’inchiesta sulla loggia P4, in quel di Pontida gli esponenti della Lega, dopo averci  appena fatto spendere 300 milioni di euro, con il mancato accorpamento in un’unica data delle elezioni amministrative e dei referendum, farneticano di ministeri al Nord, senza far comprendere al proprio elettorato quanto costerebbe spostare anche un singolo ministero.
Sul pratone di Pontida si è assistito una volta di più al pressappochismo  e alla faciloneria verbale di esponenti del governo  quali Bossi, Calderoli e Castelli che farneticavano di soldi da trovare immediatamente per fare la riforma fiscale a favore delle loro categorie di elettori, e di spostamenti di ministeri a Monza, quasi a punire Roma ladrona che a suo tempo aveva a sua volta  farneticato di spostare a Roma il Gran Premio automobilistico.
Ecco a questo siamo.
Tu mi vuoi togliere il Premio di Formula Uno, e io ti  tolgo quattro ministeri, così impari.
Siamo alla la politica delle ripicche.
E intanto l’Italia affonda.
Sul pratone di Pontida si è capito questo: che siamo governati da una manica di persone alle quali dei problemi dell’Italia non gliene frega niente.
Dio, Dio, in che mani siamo finiti!
E  pensare che questi qui ci governeranno per altri anni ancora,  purtroppo!



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16 giugno 2011

107.1) La Lega sprecona adesso è diventata risparmiosa.

La Lega sprecona adesso è diventata risparmiosa.


La Lega Nord prima ci fa sprecare soldi ( tanti soldi) non accorpando la data dei referendum a quella delle elezioni amministrative, e adesso, dopo la batosta ricevuta (...sberla, la chiama Calderoli) corre ai ripari e si accorge che tra gli italiani esiste una eterna e dannata questione fiscale. 
Quei pochi e soliti che le pagano ( perchè in Italia c’è un’ evasione grande come una casa)  paga troppe tasse rispetto ai risultati e ai benefici ottenuti.
Questo malcontento la gente lo ha manifestato disobbedendo in modo plateale alle indicazioni di voto dei partiti di governo, incolpati di non aver saputo gestire l’economia e di aver anteposto ai bisogni primari della gente la risoluzione di problemi personali di politici eccellenti.

Solo adesso la Lega (partito di maggioranza governativa da anni) se ne accorge, dopo che un suo ministro, il ministro dell’Interno, che ora vuol farsi passare per risparmioso, allo scopo di far fallire il quorum per i referendum, ci ha fatto buttare alle ortiche 300 milioni di euro, facendoli svolgere in una data diversa dalle elezioni amministrative. 
Sempre questo ministro si è anche accorto che la partecipazione alla missione Onu- Nato contro il regime di Gheddafi è onerosa e ci costa notevolmente, ed allora esterna tutte le sue rimostranze e chiede la sospensione dei bombardamenti, non accorgendosi, il tapino, che così facendo consegna di fatto milioni di persone alla sanguinaria vendetta del dittatore beduino, ex amico e fino a qualche mese fa ricevuto con tanto di baciamani e inchini in quel di Roma.

Ma che bello che la Lega si accorga finalmente dei bisogni dei propri cittadini.
Che bello che se ne sia finalmente accorta dopo aver ricevuto in faccia due sonore sberle elettorali, assieme al suo socio Berlusconi. 
La lezione forse è servita. 

Ma una Lega così non ci interessa. 
Non interessa più alla gente del Nord una Lega incapace di capire gli umori e le necessità della gente.
Di una Lega ormai romanizzata, che ha fatto propri tutti i difetti della Roma Ladrona: la corruzione e il nepotismo, perdendo così il contatto con la gente, con la sua gente, che ce ne facciamo?

E adesso, per tornare a riconquistare i suoi ex elettori, sul pratone di Pontida ci elencherà i benefici di una riforma fiscale da lei voluta e promossa, anche in contrasto con gli alleati di governo, ma ormai il suo modo di fare non incanta più nessuno, se non quei suoi militanti irriducibili che accorrono sempre ai suoi raduni per motivi più folcloristici che politici.

La Lega impari, dopo averci illuso  col suo federalismo fiscale che ha di fatto aumentato le tasse, e  prima di volerci di nuovo sbalordire con l’abbaglio e gli effetti speciali di una riforma del fisco, a non farci spendere tanti soldi per compiacere le voglie antireferendarie dei  suoi alleati, altrimenti, ne può stare certa, oltre alle sberle tra un po’ arriveranno anche le pedate.


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19 marzo 2011

51.1) Politici italiani che odiano l’Italia

Politici italiani che odiano l’Italia.

Il sindaco di Bolzano
dice che Bolzano non è in Italia, e perciò lui non festeggia l’unità d’Italia.

Si dimentica di dire che è stato eletto sindaco durante una consultazione elettorale italiana, e che , oltre tutto lui riceve ogni mese la busta paga su carta intestata della Repubblica italiana.
E poi perchè nelle sue funzioni da sindaco indossa la fascia tricolore italiana?

Si metta la fascia austriaca, allora, per coerenza con sè stesso, e dica ai suoi concittadini (mentendo) che i soldi per la manutenzione delle strade e per il funzionamento delle spese comunali li riceve dalla Repubblica austriaca.
E si dimetta alla svelta, perchè se ha l’Austria nel cuore la deve smettere di ricoprire cariche amministrative italiane.

E lo stesso discorso vale per i politici della Lega Nord.




Se ne stanno al governo e non accettano di seguire le direttive del governo, che loro stessi , con la loro presenza nel Consiglio dei ministri, hanno contribuito ad emanare.
Il governo stabilisce che il 17 marzo si celebri la festa per l’unità d’Italia, e loro non la vogliono celebrare.
In Parlamento prima di una seduta si intona l’inno d’Italia, e loro escono e se ne vanno a passeggiare sul marciapiede come tante puttanelle in cerca di clienti.

Idem nei consigli regionali e nei consigli comunali.

A Milano hanno messo le loro scrivanie sul marciapiede (…sempre il marciapiede che ricorre nelle loro cretinerie) per far vedere che erano al lavoro, e la gente li ha pesantemente insultati ( e si trattava di gente della Padania, non del profondo odiato Sud).

Il governo stabilisce
di accettare la delibera dell’Onu per le sanzioni contro Gheddafi, e loro, che sono nel governo, non ne vogliono sapere.

Il loro comportamento è da buffoni, e noi purtroppo siamo nelle loro mani.
L’Italia è nelle mani di un branco di buffoni.

Se non hanno l’accortezza di accorgersi da soli delle loro incongruenze, noi non possiamo purtroppo menare le mani perché siamo persone civili, (... li abbiamo ahinoi! a suo tempo votati), e tuttavia niente ci impedisce di far loro sapere che sono dei buffoni e che quanto prima si tolgono dalle scatole meglio è per tutti.

Se ricevi la busta paga dall’Italia,
almeno ammettilo, buffone, che forse sei in Italia, e non in Padania o in Osterreich.
E regolati di conseguenza!



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3 gennaio 2011

3.1) Le cimici di Bossi.

Le cimici di Bossi.

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per accertamenti sulla base delle dichiarazioni di Umberto Bossi riguardo alla presenza di 'cimici' nel suo ufficio e nella sua abitazione romana.




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30 dicembre 2010

237.0) Due botti di Capodanno non fanno un attentato.

Due botti di Capodanno non fanno un attentato.



La Lega ha paura.
Paura che le prossime elezioni primaverili per cui tanto si è battuta non vadano come previsto.
Paura che molti leghisti ormai disgustati dall’alleanza di ferro con Berlusconi 
abbandonino il partito 
dopo essere stati ingannati per anni sui vantaggi del federalismo fiscale che non arriva mai.

E allora per ricompattare i propri potenziali elettori, 
cosa c’è di meglio che farsi scoppiare due botti di Capodanno davanti alla sede di Gemonio, 
il paese di residenza di Bossi, 
facendoli passare per bombe attentatrici poste da quei diabolici malviventi della sinistra?

Si dimostra così di essere al centro di oscure e oscuranti manovre 
tese a invalidare i sicuri futuri successi elettorali leghisti del 2011, 
e a fare della Lega la vittima sacrificale 
a causa della sua politica innovatrice praticata nei palazzi decisionali di Roma, 
perché le bombe attirano sempre la simpatia degli elettori su chi le subisce.

E mai come in questo momento la Lega ha bisogno di ricompattare i propri elettori, 
e se due botti di Capodanno servono allo scopo, 
ebbene che Capodanno anticipato sia.
Purchè i fuochi d’artificio vengano fatti passare per attentati dinamitardi.


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25 settembre 2010

176.0) La Lega e il Profumo dei soldi.


La Lega e il Profumo dei soldi.
I leghisti, che si dicono  estranei al maneggio dei soldi , in realtà possiedono al Nord  le più importanti Fondazioni bancarie, le quali  sono a loro volta proprietarie di alcune banche.
In una di queste, all'Unicredit, alla Lega adesso  i soldi  dell’ingombrante amicone  libico dell’ amico Silvio gli sono venuti a puzzare.
E hanno fatto cacciare Profumo, il fondatore dell’unica  vera grande  banca  italiana. 
Il fine odorato dei leghisti, che non fa distinzione sulla provenienza magari illecita o malavitosa di certi depositi bancari, pretende adesso  che i soldi non abbiano  odore musulmano e che soprattutto  siano spesi al Nord, nelle loro aziende, e magari a gratis.
Ah, i moderni economisti!
La Lega che parla di banche e fa dimettere i banchieri capaci!
La Lega che ne aveva una  di banca , anni fa , e l’ha fatta fallire in cinque mesi.
Si chiamava  CrediEuronord ed ancora non ha risarcito tutti i danni  ai poveri cristi che avevano creduto nell'operazione.

Che coerenza, ragazzi!
Ah, il Profumo dei soldi.
Tutto per qualche  voto in più
e  potersene stare  a Roma a comportarsi da ladroni
come tutti gli altri.


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447)
Ci vorrebbe un licenziatore di incapaci...


26 settembre 2009

378) La coerenza non è il punto di forza dell’ ex ministro Castelli





La coerenza non è il punto di forza dell’ ex ministro Castelli


Il buon Castelli assieme ad altri leghisti ieri si è messo ad applaudire il Papa che ha tuonato contro i divorzi e le convivenze, ritenute la causa principale del degrado della società attuale.
Il nostro ex ministro, un divorzio, due matrimoni e due famiglie allargate sulle spalle, probabilmente ha obbedito a ordini di partito che gli intimavano di applaudire i Pontefice per dissipare i malintesi tra le gerarchie ecclesiastiche e la Lega Nord, ma del discorso del Papa o non lo ha ascoltato o non ci ha capito un acca.
In effetti, nel suo ultimo discorso, il Papa ha versato i propri strali contro coloro che minano l’unità della famiglia con le separazioni, i divorzi e le convivenze.
Egli dice che lo stile di vita “relativistico” odierno (il relativismo, qualsiasi cosa voglia dire, è il suo pallino), attraverso produzioni letterarie, cinematografiche o televisive, porta ad esaltare una realtà nella quale le famiglie si compongono e si sfasciano ad ogni nuovo capitolo o ad ogni nuova puntata e dove il modello che viene proposto come normalità è quello di una famiglia senza più confini morali, in cui non si sa più chi è padre e chi madre, chi fratello e chi sorella, dove la fragilità dei legami familiari rischia di innescare problemi psicologici di identità e di ruolo, soprattutto nei bambini e negli adolescenti.

Questa analisi del Papa è oggi condivisa da molti studiosi delle dinamiche familiari .
In effetti, chiunque voglia guardare la realtà senza mettersi le fette di mortadella sugli occhi, può agevolmente notare che l’alto numero dei divorzi, la diffusione di famiglie allargate nelle quali ci sono padri e madri naturali assieme a padri e madri acquisiti, lo svolgersi di riti complicati per vedere o passare qualche ora con i figli nei fine settimana, tutto questo insieme di situazioni può provocare turbamenti psicologici in molti bambini, constatati anche da indagini dei medici di famiglia e di molti psicologi infantili.
Il Papa di tutto questo ha parlato con toni preoccupati, denunciando addirittura l’esistenza di bambini “orfani” non perché siano senza genitori, ma perché ne hanno troppi, con il rischio di creare nei figli una tipologia alterata di famiglia, non più basata sulla continuità di legami nei rapporti, ma sulla precarietà delle convivenze.

Molti hanno preso lo spunto da queste riflessioni papali, per sottolineare come la precarietà della famiglia sia in parte dovuta anche alla contrarietà della Chiesa a permettere che gli Stati legalizzino o diano normative certe e più vincolanti alle unioni di fatto e alle convivenze civili.
Da un lato, essi dicono, ci si lamenta per la situazione e dall’altro si ostacola la normalizzazione.

Chi al contrario si è dimostrato entusiasta e plaudente all’intervento del Pontefice è stranamente stato il leghista Roberto Castelli, viceministro attuale delle Infrastrutture ed ex ministro della Giustizia, il quale ha sulle spalle un divorzio, due matrimoni e due famiglie allargate.
"Il Papa" -ha detto il buon Castelli,- "ha perfettamente ragione, ed io credo che sui temi della famiglia , per la tutela dei nostri figli e dei minori, occorrerebbe iniziare una forte rivisitazione quantomeno culturale, al fine di accentuarne la vena fondamentalista e il positivismo che ad essa appartiene."
Qualsiasi cosa abbia voluto dire l’ex ministro, probabilmente lo ha capito solo lui, ma d’altronde da uno che si ritrova sulle spalle complicati problemi familiari come i suoi, non c’è da pretendere nè coerenza nei ragionamenti né coerenza nei comportamenti.
Forse egli avrebbe semplicemente fatto meglio a stare zitto e a non perdere l’occasione di tacere almeno per una volta, invece di commentare favorevolmente proprio lui, con la sua complicata situazione familiare, le legittime dichiarazioni del Papa, che probabilmente egli, il buon Castelli, non ha neppure capito.
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