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24 dicembre 2012

100.2) Auguri di un Natale di lutto per il dittatore Assad.



Le frasi che seguono non dovrebbero mai essere scritte, specie se da un cristiano e nella notte di Natale, ma giustizia vuole che debbano essere scritte. 

Tanti auguri che possa perdere al più presto il suo potere e venire imprigionato fino alla fine dei suoi giorni a marcire come un cane, al dittatore siriano Bashar al-Assad che sta massacrando il suo popolo, e fa bombardare nelle piazze anziani, donne e bambini in coda per comperare un pane con cui sfamarsi, mentre la sua signora è in giro per il mondo nei negozi più lussuosi a fare folli shopping. 

Sii tu maledetto Assad, e che la disfatta del tuo potere venga al più presto è l’augurio natalizio che le persone per bene ti rivolgono.


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14 novembre 2012

91.2) Ma come sarebbe bella una bella patrimoniale!!



Ma come sarebbe bella una bella patrimoniale!!


Dato per scontato che per definizione la patrimoniale  deve colpire il possesso o la proprietà dei beni a disposizione  e non il reddito dichiarato , è equo,  salutare e giusto  che per debellare il debito pubblico  il governo utilizzi anche  la tassazione patrimoniale. per far pagare di più a chi più possiede,  rispetto  alla  generale povertà che c’è in giro.

Se seguissimo il criterio della tassazione del reddito  continueremmo a  fare delle ingiustizie perché c’è gente , come certi  industriali  o artigiani, certi  professionist o il popolo  delle partite Iva, cher dichiara  un reddito di  20.000 euro annui e viaggia in Suv  del valore di un appartamento, c’ ha la “barca” ed abita in una villa con parco dove  si potrebbe fare equitazione e paga meno tasse  del suo più scalcinato dipendente .

Richiamata quindi la giustezza dell’introduzione di una tassa patrimoniale, si tratta di vedere come applicarla e di quale ammontare essa debba essere, perché  deve colpire la ricchezza in eccesso senza tuttavia  essere punitiva e scoraggiare i consumi.
Si poterebbero  fare degli esempi, seguendo il principio che chi più ostenta ricchezza più paga
.
1) Sulle auto possedute.  aliquota del  2%  sulla cilindrata 
-  Cilindrata 2000  imposta di 400 euro (2000 x 2 / 100)
-  Cilindrata  1200  imposta di 240 euro (1200 x 2 / 100)
-  Cilindrata 600  imposta  di 120 euro. ( 600 x 2 / 100)

2) Sulle case di proprietà (considerando di proprietà anche quelle su cui si sta pagando il mutuo, che diventeranno effettivamente di proprietà solo al termine delle rate pagate): aliquota  del 2 per mille  sul doppio  del valore di catasto, (fintanto che esso non sarà aggiornato all’effettivo  valore di mercato)
- Casa di 100 mq – valore catasto 60mila – imposta 240 euro.
( 60.000 x 2 x2 /1.000)
- Casa di 300 mq – valore catasto 250 mila . imposta  1.000
( 250.000 x 2 x2 /1.000)
- Casa di 500 mq – valore catasto 400 mila . imposta  1.600
( 400.000 x 2 x2 /1.000)

Questa tassazione degli immobili  andrebbe  anche a sostituire  l’IMU  appena introdotta dal governo Monti, e dovrebbe essere applicata a tutte le proprietà immobiliari, chiunque sia il proprietario e qualunque sia l’utilizzo che se ne fa.
Per il solo  fatto di essere censito a catasto l’immobile deve essere soggetto a imposta  e nessun Ente o Chiesa o Setta religiosa deve ottenere esenzioni.

3) Per le imbarcazioni da diporto,   cioè non quelle utilizzate dai pescatori per la pesca,  bensì per   fare vacanze o viaggi, se c’è, come credo, un catasto marino , sulla base dei valori di questo esse devono essere tassate.
Essendo del tutto digiuno in materia di  nautica  da nababbi  mi permetto di non indicare alcuna percentuale di tassazione perché  direi delle castronerie.

Sarà la capitaneria di porto a suggerire   le aliquote per una corretta, salutare ed equa tassazione  di tali  imbarcazioni.

Come si vede, ben lungi dall’essere una imposta odiosa e surreale, come molti dicono,  una bella tassa patrimoniale applicata con  aliquote ragionevoli metterebbe in grado la società italiana di ridurre, anche se di poco , l’ammontare del debito pubblico, senza  mandare sul lastrico coloro che ostentano ricchezza , ma facendoli così diventare, per una volta nella loro vita , dei  piccoli benefattori sociali.


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27 febbraio 2012

26.2) Qui qualcuno mente!

Finalmente qualcuno ha osato pubblicare una sacrosanta verità




Ma qui qualcuno mente!
Che in Italia i lavoratori fossero pagati meno degli altri, ognuno di noi lo sapeva.

Gli unici a non saperlo erano i politici e i giornalisti, e questo dimostra la grande incomprensione e lontananza tra le loro Caste di privilegi e il popolo.

Marchionne e gli industriali invece lo sapevano ma a loro serve un popolo bue, fatto di una classe operaia che si accontenti di poco, quindici giorni di ferie pagate al mare o in montagna con la famiglia ed è tutto.

Ed allora avanti con la menzogna che gli stipendi in Italia sono troppo alti etc. etc., che gli stabilimenti vanno trasferiti all’estero etc. etc, così gli operai, per paura di perdere il posto di lavoro  se ne starannno zitti, etc. etc.

Ma fino a quando il popolo italiano sopporterà tutte queste menzogne?

Di politici corrotti e di industriali menzogneri ne abbiamo fin sopra le tasche.
Forse è arrivato il momento di mollarli al loro destino e di riprenderci la Verità, sapendo che Qualcuno disse che " La Verità vi farà liberi".


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11 dicembre 2011

194.1) Che c'avrà da cantare, lo sa solo lui.

E’ da oggi in edicola il terzo CD  di Berlusconi.


In questo periodo gli italiani sono come un popolo in attesa di buone nuove 
davanti a un ufficio di collocamento
che però  non dà lavoro a nessuno.

Ed ecco che allora arriva  il Berlusconi col suo fido Apicella, 
e con tanto di chitarra e mandolino  
gli intonano  una allegra serenata.

In tempi così tristi 
che c’avrà da cantare lo sa solo lui; 
ma con il suo portafoglio pieno   
forse anche noi canteremmo tutti , 
alla faccia dell’ufficio di collocamento in sciopero.



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5 dicembre 2011

187.1) E la riduzione delle spese militari che fine ha fatto?

Quello che mi fa rabbia è che nei provvedimenti- stangata del nuovo governo che non c’è nessuna riduzione delle spese militari.





Bastava una frase del tipo:
" L’Italia non produrrà più, né comprerà da altri Paesi navi da guerra , aerei ed elicotteri da combattimento, per almeno i prossimi vent’anni.
Inoltre al termine già fissato  delle missioni in essere, verranno ritirati tutti i contingenti militari attualmente insediati all’estero, e non saranno più sostituiti.

Poichè In Italia ci sono persone che vivono con 480 euro al mese ed anche meno,  non possiamo più permetterci di spendere soldi per aiutare popoli lontani con economie virtuali più floride della nostra, a trovare una loro via di pace e di indipendenza.
Che costoro ce la facciano da soli è l’auspicio che l’Italia augura  loro.

Ma per il governo italiano il benessere sociale del nostro popolo italiano ha la prcecedenza su ogni altra considerazione anche umanitaria". 

Anche questo gli italiani  si aspettavano  che dicesse il nuovo governo Monti.

Invece non l'ha fatto ed allora  noi lo incalzeremo  fino a fargli cambiare idea.




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15 settembre 2011

158.1) Tra poco salta, la Lega salta.

Salta, tra poco la Lega salta.


Chi crede più a Bossi?
Lui, con i vari Calderoli, Castelli, Borghezio e personaggi similari, se ne va in giro, con un gruppo di fedelissimi dall’elmo cornuto, a prelevare ampolle di acqua dalle sorgenti del Po per portarle a Venezia., tra l’indifferenza del popolo leghista che, adesso  che non c’è più un posto di lavoro, che le tasse aumentano, che il federalismo dei Comuni è morto prima ancora di nascere, di queste cerimonie del cavolo se ne frega altamente.
Maroni l’ha capito e per questo lui non vi partecipa, e per questo il popolo della Lega lo ha di fatto nominato nuovo capo del partito.
Perché vorrebbero i leghisti che il loro partito la smettesse di sostenere a Roma le miserabili miserie di Berlusconi, e tornasse ad avere le mani libere per far funzionare l’Italia, e di conseguenza la Padania. 




Chi obbedisce più a Bossi?
Lui ha ordinato che in Parlamento i leghisti votino contro l’arresto di Milanese, ma serpeggia la voce che una disobbedienza parlamentare sia in agguato e tra qualche giorno lo sapremo.
Di un partito a conduzione familiare, col suo “cerchio magico”come ormai è diventata la Lega, di un partito che non ha mai fatto un congresso per tracciare le linee guida e ideali del movimento e per selezionare gli uomini migliori, ormai molti degli elettori leghisti si dichiarano contrari e sono favorevoli ad un cambiamento epocale dell’attuale dirigenza, fatti salvi alcuni esponenti quali Maroni e Stucchi ed altri pochi loro seguaci.

Ormai in Lega siamo alla resa dei conti.
Bossi non lo caga più nessuno.
Tra poco tempo la Lega salta,
Cosa nascerà dalle sue ceneri?
Staremo a vedere. Speriamo un vero partito. non più a conduzione familiare, e meno incline alla corruzione e al latrocinio dei Palazzi romani.



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10 settembre 2011

153.1) Che delusione vedere dei giovani che leccano e osannano Berlusconi.

Che delusione vedere dei giovani che leccano e osannano Berlusconi.






Ieri, si è svolto, non so dove non so perché,  un convegno di giovani rampolli della borghesia italiana, con  la partecipazione di Berlusconi e della ministro per le politiche giovanili on. Meloni.
Il convegno è stato quasi completamente trasmesso in diretta dal canale 48 Rai News e quindi si è trasformato in un comizio infinito trasmesso per l’intero popolo italiano.
Mi ha fatto un certo sentore di stantio, di andato a male, di nauseabondo già da subito il vedere riuniti migliaia di giovani con la maglietta nera a mezze maniche, su cui era stampigliato un logo giallo triangolare a scendere di uno dei tanti movimenti della galassia di cui è composto il Popolo Della Libertà.

Ma la delusione non è stata solo per il fatto estetico in sé , ma perché da questa platea giovanile non facevano che levarsi applausi in continuazione verso l’oratore di turno e più tardi ad interrompere ogni due parole il discorso del Presidente e della sua ospitante ministro.
È stato deprimente per me e per i miei amici (e forse anche per altri) vedere le giovani leve della nostra aristocrazia e della nostra borghesia, cioè di coloro che tra qualche anno prenderanno in mano le redini politiche ed economiche dell’Italia, che applaudivano ad ogni piè sospinto frasi come questa: 
“ Presidente, la tua lungimiranza ci ha portato e ci porterà lontano”, oppure come 
“ noi giovani grazie a te e alla tua lungimiranza ( e dagli…) abbiamo di fronte a noi un avvenire di certezze e di grandi responsabilità”.
Naturalmente di fronte a queste sfacciate manifestazioni di lecchismo partitico, credo che i milioni di giovani precari senza lavoro certo né avvenire sicuro, ringrazieranno i partecipanti al convegno per il sostegno sociale e per le aperture mentali  che ne sono derivate al mondo del precariato.
Ma  il culmine del lecchismo e dell’ovazione è stato quando, quasi in delirio e scandendo ad una ad una le parole che andava pronunciando, calcando sempre più il tono della voce, in un autoparossismo verbale, il Presidente Berlusconi ha detto che:
“ nessun governo e nessun governante al mondo avrebbe potuto fare meglio di lui in questa situazione di crisi drammatica per l’Italia.”

Qui si è avuto il clou dell’ovazione da parte dei lecchini in maglietta nera con logo giallo stampigliato sul davanti seduti in platea, che sono balzati come furie in piedi ad osannare lo stupidario  solenne che il Nostro riversava su di loro, e attraverso loro e Rai News,  su di noi.


Ma mentre noi a casa spegnevamo a questo punto  (avendo capito dove andava a parare)  la telecronaca del convegno, sicuramente i giovani eredi della nostra borghesia, avranno continuato chissà per quanto tempo  negli osanna e nei leccamenti al loro anfitrione che, assieme ai soldi  e alle fabbrichette di papà,  garantirà ad essi, come hanno dichiarato nel convegno, un futuro certo di successi sia politici che economici.

Alla faccia dei milioni di precari che nel loro futuro, grazie all’operato anche ( e non solo) dei governi Berlusconi, nel loro futuro vedono nero e più che nero ( senza loghi gialli da mettere in mostra).


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10 giugno 2011

102.1) Dopo il referendum una scappatoia la si trova sempre.

pDopo il referendum una scappatoia la si trova sempre.





Chi vuol governare fregandosene bellamente dei desideri del popolo, non ha mai paura dei referendum abrogativi di una legge.
Il popolo magari ti boccia la legge incriminata, ma niente paura.

Trascorso qualche anno la legge viene riproposta tal quale a prima, avendo semplicemente l’accortezza di cambiarne il nome.
Et voilà, il gioco è fatto.

Qualche tempo fa un referendum abrogò (non so più per quali motivi) il ministero dell’Agricoltura.
Forse che oggi il Ministero dell’Agricoltura non esiste più?
Certo che esiste, semplicemente si chiama Ministero delle Politiche Agricole.
Ed ha un suo bel palazzo e una sua corte di Dirigenti e impiegati, come e più di prima.
Così hanno fatto col Ministero della Sanità, che oggi si chiama ministero della Salute.

Qualche tempo fa un referendum abrogò la legge che permetteva in Italia la costruzione di centrali nucleari.
E allora? Non si potranno mai più costruire centrali nucleari?
Il governo attuale, e forse anche quello di prima, ha fatto approvare una legge per cui tra qualche anno in Italia si potranno di nuovo costruire una ventina di centrali nucleari.
Subito nasce un comitato per l’abrogazione di tale legge tramite referendum.
Il governo allora che ti fà?
Elimina la legge soggetta a referendum abrogativo e mette la stessa norma in un’altra legge chiamata “decreto Omnibus”.
Ma siccome i giudici hanno capito l’inganno, anche se essendo di sinistra, come dice Berlusconi, avrebbero dovuto essere scemi, la Corte di Cassazione e poi la Corte Costituzionale approvano una norma per cui il referendum antinucleare abrogherà, non più la vecchia legge eliminata dal governo, ma l’articolo nuclearista contenuto nella "Omnibus".

Eppure,  vogliamo scommettere che tra qualche anno, il governo, un governo qualsiasi che voglia fregarsene delle aspettative del popolo, ci riproporrà di nuovo  la questione della costruzione di centrali nucleari?

Semplicemente, invece di centrali nucleari, le chiamerà ad es. centrali per la produzione di energia derivata  dall’ atomo, e noi e i nostri referendum abrogativi saremo stati fregati un’altra volta.


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17 maggio 2011

84.1) Verso la fine di un incubo?

Verso la fine di un incubo?


I risultati elettorali di PDL e Lega, deludenti rispetto alle loro aspettative , fanno intravedere e presumere che l’incubo del perpetuarsi per i prossimi anni di questa sciagurata santa alleanza governativa stia forse per imboccare la sua parabola discendente.

Il PDL paga il fatto di essersi appiattito sulle esigenze personali di Berlusconi, che sono state nell’ordine:
- Guerra ai magistrati
- Insulti alla magistratura
- Inchieste sulla magistratura
- Delegittimazione dei giudici
- Istituzione dei vari lodi Alfano e similari.
- Istituzione del processo breve.
- Istituzione dl processo lungo
- Istituzione della prescrizione breve
- Istituzione della prescrizione lunga.
- Istigazione e sfruttamento di prostituzione minorile con distribuzione a piene mani di viagra a insulsi politici e a giornalisti e amici lecchini.
- Plagio sessuale di povere ragazze attirate dal miraggio dei soldi facili e della carriera televisiva.
- Esternazione d barzellette idiote in ogni occasione pubblica.


La Lega paga l’alleanza a tutti i costi e contro il manifesto volere della sua base, con Berlusconi, dopo averne avallato per anni le sciagurate scelte e sostenuto in ogni occasione il punto di vista, anche quando questo era obiettivamente insostenibile.

Agli elettori puoi mettere una volta o forse due volte le fette di salame sugli occhi perché non vedano, ma alla terza occasione gli elettori, a passare da salami essi stessi, non ci stanno più.

Alla luce di questi risultati chissà che gli anni del berlusconismo  stiano per finire e che in Italia si torni finalmente ad un’alternanza di governo tra partiti democratici che hanno a cuore non più  i problemi personali dei loro leader, ma quelli del popolo italiano, che sono le  giuste tasse per tutti, il lavoro precario o difficile da trovare,  la scuola pubblica allo sfascio, l' economia che non gira più, la salute nostra e dei nostri congiunti  e la giustizia vera, non quella fatta da processi brevi o lunghi ma soprattutto ingiusti.

E’ un sogno? Forse si.
Per intanto godiamoci il probabile avvicinarsi della fine dell’incubo politico che da 15 anni ci appesantisce le palpebre e ci rende passivi e rassegnati.


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6 maggio 2011

78.1) Marina, ma non hai proprio niente da fare che venire a….?

Marina, ma non hai proprio niente da fare che venire a….?


La Marina Berlusconi minaccia di entrare in politica.
I leccapiedi di suo padre le hanno promesso il loro sostegno e i loro spregevoli servizi nel caso lei decidesse di scendere in politica quale successore del padre.

Lei quasi quasi ci casca ed è tentata di sostituirsi al genitore alla guida del governo.

D’accordo col padre vuole instaurare la Berlusconi dynasty.

Ma cara la mia Marina. ma non hai proprio niente da fare alla Mondadori e nelle tue altre aziende di famiglia, sei così tanto annoiata nella tua vita da decidere di darti una mossa e di venire a rompere le scatole a noi poveri italiani belli che di tuo padre e dei suoi consanguinei ormai non ne possiamo più?

Ma chi ti ha detto che gli italiani ti vogliono come capo partito o capo popolo?

Guarda che non siamo mica tutti degli Emili Fdede, dei Leli Mora, dei Capezzoni, dei Gasparri, degli Scilipoti o giù di lì, da scioglierci in in brodo di giuggiole e di pisciarci addosso all’annuncio della tua discesa in campo.

Ma stattene a casa tua , che se vuoi di cose da fare ne hai in abbondanza.
E lascia in pace noi, che di problemi ne abbiamo già tanti.


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26 marzo 2010

54.0) Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole.

Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole.

Questo verso famosissimo di Dante significa che Dio può fare ciò che vuole.
Solo Dio.
Ogni cosa gli salti in mente di fare, Egli la può fare.
E la farà sicuramente nel migliore dei modi possibili, non c’è scampo.
Dio quindi, e solo Dio, può realizzare qualsiasi cosa gli venga in mente di fare.
Egli è Uno, e quindi la sua volontà non entra in conflitto con altre volontà.
Gli uomini, no.
Gli uomini sono miliardi di persone e non possono mettersi a fare quello che ognuno di essi vuole.
Ogni realizzazione di un desiderio, si scontrerà inevitabilmente con la volontà di un’altra persona che magari desidera esattamente il contrario.
Gli uomini quindi nella realizzazione dei loro desideri e per il mantenimento della pace sociale, hanno il dovere di seguire delle regole e delle leggi.
Loro non possono fare ciò che vogliono.
Gli uomini non sono Dio.



Però ogni tanto nascono sulla Terra degli uomini che si credono Dio.
Nel senso che credono che ad essi tutto sia lecito.
Che si credono di poter fare quello che vogliono, infischiandosene di leggi e decreti.
Essi pensano che, per loro, le leggi non valgano.
Si sentono investiti di una missione superiore, e fanno di tutto per non venire confusi con la massa del popolo bue, creando per se stessi una serie di privilegi, di agevolazioni e di eccezioni.

Sfortunato quel popolo dove viene a instaurarsi una casta di Unti dal Signore di tal genere.
I soprusi che ne deriveranno saranno di cattivo esempio e deleteri per l’intera Nazione.

Nel nostro caso, in Italia, da decenni assistiamo a una sarabanda di privilegi sia economici , che normativi per i nostri parlamentari che perciò vengono indicati dal popolo come appartenenti a una " Casta" di persone inutili, da vituperare e biasimare, e contro le quali brontolare.

A questi esseri privilegiati al di sopra delle norme comuni, si è aggiunta da alcuni anni, anche la supponenza di un Presidente del Consiglio, che si crede in diritto di battagliare contro la Magistratura che pretende da Lui il rispetto delle leggi comuni, e si crede inoltre in diritto di inveire contro i partiti dell’opposizione, qualificandoli come entità inutili, pericolose e composte da persone certamente in malafede, perché altrimenti lo osannerebbero come sarebbe per loro più giusto fare.

Aggiungasi a questo disordine che alterna regole e norme per privilegiati ad altre valide per tutti i cittadini, anche l’attività di ministri incompetenti che non accettano la benché minima critica al loro operato, e l’esempio deleterio di personaggi pubblici in malafede, quale quello dell’ attuale Ministro delle finanze che dichiara redditi da fame, invogliando così il popolo a evadere le leggi tributarie che egli stesso ha imposto e che egli per primo non rispetta.

Il verso dantesco"Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole" è stato da queste persone interpretato e adattato a se stesse in modo da fargli dire: ("questa è la volontà di noi che detieniamo il potere e nessuno la metta in discussione"), per mantenere inalterati e sempre più ad esse favorevoli una serie di privilegi, sostituendosi a Dio nella loro abissale ignoranza di ogni regola di comportamento sociale indirizzata alla pace e alla convivenza civile tra gli uomini.

Ma Dante, nella tomba, si indignerà, e prima o poi suggerirà a qualche suo emulo, un verso adatto alla pochezza mentale e alla smania di potere di questi dannosi italici politicanti.

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  • 3 dicembre 2009

    437) Craxi docet.







    Craxi docet.




    Se un personaggio politico di prima grandezza è accusato di aver commesso dei reati, può indire migliaia di volte le elezioni anticipate ed essere eletto migliaia di volte a maggioranza bulgara, ma le accuse di reato rimangono lì e prima o poi egli dovrà presentarsi davanti ai giudici per cercare di smontarle e dimostrare così la propria innocenza o estraneità ai fatti contestatigli, perchè vincere in continuazione le elezioni ed essere nelle grazie della gente non gli dà automaticamente l’assoluzione o l’impunità.

    E gli elettori, prima o poi gli possono voltare le spalle e allora saran dolori, perché un popolo preso in giro per anni e anni poi non perdona.

    Meglio quindi, molto ma molto meglio, presentarsi davanti ai giudici fintanto che sei ancora nelle grazie della gente, e farsi passare per vittima innocente in caso di condanna, piuttosto che aspettare la futura ira popolare.
    Perché il popolo arrabbiato è una belva feroce che non ha pietà di niente e di nessuno.

    La vicenda di Craxi dovrebbe pur insegnare qualcosa.
    Sempre benvoluto, era all’apice della sua popolarità politica, quando la gente, accortasi di essere stata presa in giro e derubata per anni, gli si è rivoltata contro costringendolo, per evitare conseguenze più pesanti, ad andare in esilio e perfino morire in un Paese straniero.

    Craxi docet.

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  • 13 settembre 2009

    366) La mucillagine della politica italiana.

    La mucillagine della politica italiana.

    I partiti politici di una volta erano e cercavano di essere un traino pedagogico per le masse popolari.
    Facevano azioni di cultura, elencavano ideali e obiettivi da raggiungere.
    I temi sociali e le battaglie da combattere per cambiare il volto della società erano l’anima dell’azione dei partiti, sia che essi fossero al governo oppure all’opposizione.
    Oggi invece, di tutto questo lavorio intellettuale e di ricerca di miglioramento, non è rimasta traccia.
    Oggi i due schieramenti politici maggiori, quelli che sono rimasti in Parlamento con delle rappresentanze di deputati e senatori, sembrano avere alla base della loro attività una identità collettiva basata sulla condivisione di uno stile di vita costruito sul trionfo della giovinezza e della bellezza fisica, sul trionfo della chiacchera da salotto gossiparo che si è sostituita alla civile conversazione e al confronto delle idee, e sulla volontà della ricerca della notorietà facile.

    I nostri politici sono ormai rimasti senza più la voglia di cimentarsi in battaglie sociali, senza più i vasti orizzonti dell’idealità della giustizia, del benessere sociale ed economico da far raggiungere al popolo italiano.
    Non sono rimaste loro ormai che la voglia e la capacità di spiare dal buco della serratura quel che accade di là dalla porta per osservare la vita e le avventure sessuali di ragazzotte o veline o escort a tutto disponibili e il loro protagonismo per emergere agli occhi di telecamere come “Studio Aperto” o di riviste patinate e perfettamente inutili come “Chi” o “Novella duemila “ o “tremila” in su contando.

    Il loro parossismo di goduria raggiunge il massimo se poi, spiando spiando dal buco della serratura, si imbattono nelle avventure erotico sentimentali del nostro Capo del Governo, il quale si lamenta di essere spiato ma poi fa di tutto per invogliare a spiarlo.

    E’ ormai come se una schifosa mucillagine si fosse abbattuta sulla politica italiana e nelle menti dei nostri parlamentari.




    La mucillagine è una malattia schifosa ed inquinante
    e dalle menti dei politici si propagherà ben presto nelle menti degli italiani, affossandone gli ideali e la voglia di pulizia e di giustizia sociale ed economica.
    E un popolo senza più ideali è un popolo morto, finito.
    Noi dell’area geografica italiana poi ne abbiamo avuto l’esempio in casa.
    L’antico Impero Romano si sfaldò quando la mucillagine entrò nelle menti dei senatori romani, facendo venire loro a mancare gli stimoli e gli ideali vitali.

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    17 agosto 2009

    340) Le parole dell’inno d’Italia? Va bene, cambiamole, comincio io.

    Le parole dell’inno d’Italia? Va bene, cambiamole, comincio io.


    Parapon
    Parapon
    Parapon zipon zipon

    Fratelli d’Italia
    L’Italia è una sola,
    sembriamo divisi
    ma un sol popolo siam.
    I nostri figli
    al nord sono biondi
    mentre al sud
    essi sono abbronzati.
    Questo popolo di santi,
    di navigatori e di poeti,
    vive nel posto
    più bello del mondo.
    I monti, il sole e il mare
    han forgiato il nostro carattere.
    Per secoli e secoli
    siamo stati dominati,
    ma ora che siamo uniti
    più niente e nessuno
    dividerci potrà.

    … Parapon
    Parapon
    Parapon zipon zipon
    ...
    Il popolo d’Italia
    è diviso in tante regioni.
    Ha tanti dialetti,
    ed anche molti e tanti difetti.
    Ma uno su tutti
    noi qui promettiam
    solennemente di estirpare.
    Non si dovrà più dire
    che l’Italia è mafiosa,
    perché quell’orrida cosa
    qui da noi non abita più.
    Ci siamo riuniti
    e l’abbiam messa a morte,
    l’abbiam messa a morte,
    la mafia or non c’è più.


    vedi anche il precedente articolo sull'inno d'Italia


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    21 luglio 2009

    310) Adesso anche il Presidente della Repubblica fa l’offeso e a sua volta offende.




    Adesso anche il Presidente della Repubblica fa l’offeso e a sua volta offende. Sarà colpa di questo pazzo clima di luglio con le sue vampate di caldo e i devastanti temporali.

    Ieri il Presidente della repubblica se ne è venuto fuori con una frase che da lui non ci saremmo mai aspettati. "Chi mi critica non conosce la Costituzione ".
    Vale a dire, che chi ha manifestato dei dubbi sul suo comportamento istituzionale è un ignorante, perchè ignora i compiti che la Costituzione ha affidato allo stesso Presidente.
    Ora, dire a dei politici navigati e ad eminenti studiosi della Costituzione che essi sono degli ignoranti, cioè che ignorano la materia oggetto dei loro studi , è una frase sicuramente poco elegante e il nostro Presidente della Repubblica se la poteva risparmiare.

    Meglio, molto meglio avrebbe fatto se avesse detto che nella fattispecie della promulgazione della legge sulla sicurezza, egli aveva apposto la sua firma solo dopo aver lungamente valutato e ponderato i pro e i contro di un eventuale rifiuto, dopo aver preso in esame diverse soluzioni e di essere addivenuto a quella presa tra molti dubbi e perplessità di coscienza.
    Se avesse detto così avrebbe di colpo spazzato via le critiche a lui rivolte e avrebbe ancora una volta dimostrato la sua signorilità comportamentale.
    Invece egli, stranamente approfittando, dall’alto del suo scranno presidenziale, dell' autorità che il popolo sovrano gli ha conferito, ha preferito questa volta mostrarsi insofferente ad ogni pur lecita critica, ed anzi rifiutatandola in toto e dando dell’ignorante a coloro che l’ avevano esternata.

    Non si è trattato certamente del comportamento solito del nostro Presidente, il quale finora si era sempre signorilmente dimostrato molto attento sia alla forma che alle parole usate nei suoi interventi.

    Io penso che su questa anomalia comportamentale abbia avuto qualche ruolo ed abbia fortemente inciso il caldo torrido di questa prima parte del mese di luglio, che si è alternato a devastanti temporali con grandinate e alluvioni un po’ dovunque, e che ha forse scombussolato anche le nostre energie mentali.

    Forse il Presidente della Repubblica ha bisogno di un periodo di riposo, come tutti noi del resto, ed è bene che almeno lui, che può, se lo prenda e riposi in pace (per un bel mesetto, non di più,intendiamoci).





    Poi, sicuramente rinfrancato e con l’ausilio di un clima settembrino meno altalenante nei suoi umori, egli potrà riprendere con la consueta signorilità ed amabilità il suo delicato ruolo istituzionale.
    Glielo auguriamo e ce lo auguriamo.

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    5 maggio 2009

    238) Moralismo e moralità dei sapientoni ignoranti.





    Odio gli intellettuali
    quando dicono che "l’Italia è un Paese che non sa distinguere tra moralismo e moralità".

    Oh! perbacco! Questo è grave!

    Io sono uno di quelli che non lo sanno fare.

    Io distinguo moralismo da moralità soltanto perché il primo finisce in -ismo e la seconda in -ità.

    Che cavolo di altre differenze ci possono essere?
    Solo degli intellettuali pieni di sé le sanno trovare, per poi magari rinfacciare agli altri l’ignoranza in materia.
    Ne abbiamo piene le tasche di personaggi che compaiono spesso in televisione in qualità di esperti, non si sa bene a che titolo, e che emettono sentenze senza appello su ogni argomento.
    Lo dicono loro che è così, e così il popolo deve credere.
    Boh!
    Sono magari gli stessi che, pur dopo tre mesi di scosse tra dicembre e marzo 2009, ancora ai primi giorni di aprile ci certificavano che non c'era nessun pericolo etc.etc. etc.
    E ancora oggi in televisione queste persone continuano ad essere invitate, e loro a ripeterci che noi italiani non sappiamo distinguere tra moralismo-ismo e moralità-ità.

    A costoro va detto che è meglio essere un ignorante normale, piuttosto che un sapientone ignorante pieno di superbia intellettuale.









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