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24 giugno 2012

65.2) Che figura! E’ arrivato prima il Dalai Lama del Papa.


Che figura! E’ arrivato prima il Dalai Lama del Papa.


Nelle zone terremotate dell’Emilia è giunto oggi un omino vestito di arancione per portare parole di sollievo, di speranza e di coraggio alla popolazione stremata dalle violenze della serie infinita di scosse telluriche.

Il Dalai Lama è il rappresentante di una religione che nessuno In Emilia sa cosa sia e quali norme di vita predichi.
Eppure deve essere una religione buona se il massimo suo rapprsentante in terra si è preso la briga di venire a portare parole di sollievo a chi in questi giorni è tanto provato dal destino.

Veramente queste parole di speranza e sollievo la gente diell’Emilia se le sarebbe aspettate prima di tutto dal rappresentante della religione che essa professa, come testimoniano le varie chiese e i luoghi di culto spazzati via e distrutti dal terremoto.

E questo rappresentante vestito di bianco, che abita nello sfarzo di palazzi a meno di trecento chilometri da qui, cioè a un ‘ora di viaggio in aereo o due in elicottero, non ha invece ancora trovato il tempo di venirci in questi luoghi.
Ma si sa, è tutto preso da corvi, lettere e trame oscure tra cardinali e prelati da non avere più probabilmente nè tempo nè voglia da dedicare al prossimo sofferente.

Ma ci verrà, è stato finalmente deciso che, per emulazione, nei prossimi giorni egli visiterà questi luoghi e porterà il suo sostegno morale e le sue preghiere alla popolazione che sta portando la croce, come ha portato la croce, senza lamentarsi ma anzi accettando la volontà di Dio, quel fondatore della Chiesa che egli rappresenta.

Comunque che figura: è arrivato prima di lui, proveniente da 10 o 20 mila chilometri di distanza, a portare sollievo e parole buone un omino vestito di arancione.
Che Dio lo benedica.

E se non è amore e comprensione del prossimo, questa!!!



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26 luglio 2011

132.1) E’ forse notizia da prima pagina di un giornale nazionale che Travaglio legga le notizie in mutande il 25 luglio?

E’ forse notizia da prima pagina di un giornale nazionale che Travaglio legga le notizie in mutande il 25 luglio? 
Dove sta la notizia? 
Nelle mutande? 
“Il Giornale”: Oh, che giornale di gossip!




Il “Giornale” pubblica in prima pagina una sequenza di 4 foto in cui si vede il giornalista Travaglio mentre sta leggendo alcune notizie ripreso da una telecamera.
Nella località  piemontese da cui si sta trasmettendo improvvisamente avviene un terremoto e il giornalista, stupito e allarmato per l’ondeggiare della stanza, si alza in piedi per mettersi al sicuro.
Si può notare così che egli era in tenuta estiva, per così dire, con addosso soltanto maglietta e boxer.

Ebbene , ieri era il 25 luglio 2011 e si sa che luglio è il mese più caldo dell’estate.

Merita forse la notizia di prima pagina di un giornale nazionale il fatto che Travaglio legga le notizie seduto dietro la scrivania in mutande il 25 luglio?
No di certo, con tutto quello che è accaduto nel mondo in quel tal giorno, che difatti sugli altri giornali è riportato.

La fotosequenza citata si spiega solo con l’intenzione di voler ridicolizzare il Travaglio, reo di essere un bravo giornalista e vicedirettore a sua volta di un’altra testata di successo, ma con idee completamente opposte a quelle del direttore del Giornale.
E gli oppositori, si sa, vanno smascherati, vanno denudati e possibilmente derisi, facendo in modo di offrirli all’opinione pubblica in pose ridicole.
E questo è stato fatto. 
Il direttore Sallusti può essere orgoglioso del suo “Giornale”, e specialmente dell'edizione del 25 luglio 2011. 
Complimenti a lui, ai suoi collaboratori e all' editore di tal notiziario di gossip.


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26 aprile 2011

73.1) Invece di lasciar marcire gli edifici pubblici abbandonati, teniamoli almeno parzialmente in efficienza. Ci potrebbero far comodo.

Invece di lasciar marcire gli edifici pubblici abbandonati, teniamoli almeno parzialmente in efficienza.
Ci potrebbero far comodo.



Che io sappia, nella mia città ci sono almeno 5 caserme abbandonate all’incuria del tempo, ma potrebbero essere anche di più, e in provincia ce ne saranno altrettante, oltre a un carcere ed altre costruzioni ormai svuotate e in disuso, lasciate in stato di completo abbandono.
Ai tempi d’oro in questi luoghi si potevano contare forse un migliaio di soldati e qualche centinaio di detenuti.

C’erano camerate, saloni , cortili, mense e refettori, oltre a spazi per i laboratori e le officine di riparazione per gli automezzi militari o per i laboratori di falegnameria, di sartoria, di tipografia nei quali si tenevano occupati i carcerati.
E’ una pena, passandoci accanto, vedere questi luoghi una volta pieni di animazione e di rumori, ormai abbandonati e con i muri scrostati e fatiscenti.
Oltre tutto è anche uno spreco di risorse, come se non ci fossero più al giorno d’oggi necessità sociali, ma tutti vivessero nell’abbondanza.
Invece i tempi in cui viviamo esigono che non si sprechi nulla di quanto già esiste, ma che lo si metta a disposizione dei nuovi bisogni e delle nuove necessità.

Ad esempio, se si desse alla Caritas o alla Protezione Civile il compito e i mezzi economici per riadattare e rimettere a posto almeno parzialmente queste costruzioni abbandonate, quanti bisogni di quante persone si potrrebero soddisfare!
Se in ogni caserma si rimettesse in ordine, che so, anche solo un’ala dell’edificio, qualche camerata con relativi servizi igienici e docce, la mensa e qualche salone di ritrovo comune, anche per utilizzo religioso, oltre a qualche laboratorio e ai cortili interni, pensate a quante persone si potrebbe dare una sistemazione, certamente provvisoria ma decorosa.
Parlo qui di persone immigrate dai Paesi nordafricani in fuga dalla guerra o in cerca dui posti di lavoro.

Se ognuna delle cento provincie italiane si fosse attrezzata in questo modo per dare ospitalità a 70 (settanta) persone, oggi settemila persone sbarcate a Lampedusa sarebbero sistemate non in campi profughi recintati per impedire la fuga, ma in condizioni di grande civiltà e decoro degne di un Paese civile come l’Italia.
Inoltre, a parte i profughi ai quali non tutti purtropppo riconoscono il diritto di vivere tra di noi, la sistemazione di alcuni edifici pubblici potrebbe consentire, in caso di calamità naturali, frane, terremoti o incendi di poter disporre di posti di emergenza in buon numero, senza dover improvvisare interventi magari sbagliati, costosi o pasticciati.



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    12 marzo 2011

    44.1) Quando in Italia avremo le centrali nucleari, un terremoto così…….. povera Italia!

    Quando in Italia  avremo le centrali nucleari, un terremoto così……..
    povera Italia!






    In Giappone avevano previsto il terremoto e da alcuni giorni avevano provveduto a chiudere  6 centrali nucleari.
    Appena accaduto hanno fatto chiudere  subito  anche le altre 11 ancora in funzione.
    E nonostante ciò  sembra che  alcune fughe di cesio radioattivo si siano verificate, e adesso si dovrà  valutarne  le conseguenze.

    Il Giappone da sempre è preparato ai terremoti e lì  stanno all’erta.
    Le costruzioni  superiori al piano terra  sono ormai tutte antisismiche e per questo nelle immagini del terremoto abbiamo visto  le persone starsene senza panico dentro i supermercati,  sicure che gli edifici avrebbero resistito  alla furia sismica.

    Anche l’Italia è una zona soggetta frequentemente ai terremoti.
    Eppure le nostre costruzioni non sono antisismiche.
    E grazie a Dio, e  grazie a un referendum popolare di qualche decennio fa, non abbiamo neppure le centrali nucleari.
    Tuttavia  nei prossimi anni ne verranno costruite una ventina.

    Immaginiamoci cosa accadrebbe  se , a centrali ultimate,  l’Italia venisse investita da un terremoto delle proporzioni di quello   accaduto ieri in Giappone.

    Per le case non ne parliamo. Il 90 percento di esse verrebbe distrutto.
    Ma siamo proprio sicuri che le centrali nucleari verranno immediatamente spente  e messe fuori pericolo?

    Io la vedo così:
    Il Prefetto( o chi per lui): - E’ in arrivo un terremoto. Spegnete subito il reattore nucleare.
    Il Direttore della centrale (o chi per lui): -  Io ricevo ordini  solo dai tuoi superiori.
    Il Prefetto(…)- Ti farò avere un  ordine  dal capo della Protezione Civile.
    Il Direttore(…) – ordine  scritto, mi raccomando. E fammelo recapitare a mano.
    Il Prefetto(..)- Signor Capo della Protezione Civile, mandi un ordine scritto di chiusura immediata della centrale al  Direttore. A me non mi ascolta.
    Il Capo della Protezione civile ( o chi per lui):- gli manderò un fax.
    Il Prefetto(..)-no, per carità,gli mandi  un ordine scritto con tutti i timbri e le firme in originale, mi raccomando, e glielo faccia recapitare a mezzo dei Carabinieri.  Altrimenti quello non si fida e chissà quante altre scuse si inventerà …

    Nel bel mezzo di  questa discussione la centrale nucleare è già crollata e …………………

    Mi dispiace per il Giappone e le sue vittime, ma il Giappone si rialzerà.
    Ma se dovesse succedere in Italia?................



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    21 dicembre 2010

    235.0 Forse è meglio se lo si manda in pensione.


    Forse è meglio se se ne va in pensione.

    Gli anni nei quali Silvio Berlusconi è Presidente del Consiglio sono caratterizzati da una serie di catastrofi ecologiche,  economiche e morali.

    Torri gemelle.
    Guerra in Irak.
    Guerra in Afganistan.
    Guerra a Gaza.
    Terremoti, maremoti e onde anomale in varie parti del mondo.
    Terremoto a L’Aquila.
    Vulcani che si risvegliano e nubi vulcaniche che offuscano il cielo.
    Pandemie e diffusione di virus contagiosi.
    Inondazioni e frane dappertutto sul territorio italiano.
    Recessione economica mondiale.
    Disoccupazione e precarietà giovanile alle stelle in Italia.
    Debito pubblico italiano e tasse in continuo aumento.
    Pil italiano sotto zero.
    Spazzatura eterna a Napoli.
    Declino economico italiano.
    Scomparsa del Made in Italy.
    La Ferrari che non vince più.
    I preti pedofili.
    Studenti, black bloc, cortei, G8 e rivolte di piazza.
    Ogni volta che piove o nevica l'Italia che va in tilt.



    E' Silvio Berlusconi il responsabile di tutto questo?
    Si, no, forse, mah!

    Comunque è meglio se  lo si manda in pensione.

    Non si sa mai.  Vuoi vedere che.....? 


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    17 gennaio 2010

    14.0) Può crollare il mondo, ma la notizia principale riguarda le malefatte di Di Pietro.

    Può  crollare il mondo, ma la notizia principale
    riguarda le malefatte di Di Pietro.


    Anche oggi, 17 gennaio, i due fogli del regime, “Il
    Giornale
    “ e “ Libero
    nei titoli principali della prima pagina, descrivono il diavolo, sotto
    le sembianze di Di Pietro, che non si sa bene che
    cosa ci facesse alle isole Seychelles, venti anni fa, quando era sulle
    tracce di un pregiudicato.

    Era lì per fare la spia?
    E la spia di chi?
    Di certo lavorava per qualche servizio segreto segretamente ostile fin da
    allora al Grande Capo sul cui libro paga compaiono i nomi dei direttori dei due quotidiani.

    Ma sant’Iddio, sono cose forse accadute venti anni fa.
    In questi giorni tutti i giornali del mondo parlano del terremoto di Haiti.

    Possibile che voi dobbiate sempre fare qualcosa di diverso per potervi distinguere?
    E' mai possibile che voi due due siate convinti, che in questo momento la notizia principale, quella che l'opinione pubblica si aspetta, siano le presunte spiate di Di Pietro sul vostro esimio benefattore, già vent'anni fa?

    Non è che state esaltando in modo inverosimile le capacità di Di Pietro, se costui aveva già intuito da allora di quale inciuci si sarebbe macchiato il vostro pagatore?
    Ed è possibile che i giornalisti di questi due quotidiani non si vergognino di lavorare con due direttori simili?

    Un sussulto di dignità personale, è auspicabile in loro.
    Mentre, per voi due direttori, ormai non c’è più niente da fare.

    Più in basso di così non si va.

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    16 gennaio 2010

    12.0) L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

    L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

    E’ successo il finimondo a Haiti. Un terremoto devastante che ha fatto, sembra, più di duecentomila vittime.

    Povera gente, povere persone che, affamate, ferite e disperate, si aggirano per le strade alla ricerca di qualche parente superstite.
    Scene da apocalisse che ti fanno persino vergognare, quasi fossimo esseri privilegiati, di vivere in una città nella quale i terremoti e queste scene di distruzione non sono mai avvenuti.

    Sui giornali di tutto il mondo, questa catastrofe è descritta con titoloni di prima pagina e con ampi servizi e reportage all’interno.
    Solo due giornali italiani fanno eccezione.
    “Il Giornale” e “Libero”a questa immane tragedia non dedicano i titoli di apertura, ma solo dei servizi nelle pagine interne.
    I titoloni di prima pagina sono dedicati, pensate un po’ che novità, a Di Pietro e alle sue malefatte e a quelle delle cooperative rosse, vale a dire comuniste.
    Che notizie, ragazzi!
    Sono notizie vecchie di almeno dieci anni, o giù di lì.







    Il fine principale per i direttori di questi due giornali(?) non è quello di informare i lettori su quanto sta accadendo nel mondo, ma quello di parlare male di Di Pietro e dei comunisti, di seminare loro addosso odio e diffamazione.
    Hanno ridotto i fogli su cui scrivono a bollettini di partito, a enormi turiboli che spargono incenso e mirra sul Grande Capo che li tiene sul suo libro paga.
    No, niente notizie del terremoto di Haiti sulle prime pagine di questi due giornali(?).
    Piuttosto, i giornalisti tutti siano incaricati di controllare se Di Pietro per caso non abbia scoreggiato, per poter amplificare il tutto con un titolone del tipo “ Tremano i muri della casa di Di Pietro”, oppure “ Atmosfera inquinata attorno a Di Pietro”, oppure “ Inquinamento ambientale nel partito di Di Pietro”.
    Questo è giornalismo.
    Questo è quello per cui siamo pagati.
    Noi queste notizie dobbiamo diffondere.
    Noi odio contro Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo seminare.
    Noi Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo stroncare.

    Che ci importa dei duecentomila morti di Haiti? Che ci importa del vagare dei superstiti?
    Costoro non danneggiano di certo il nostro pagatore, colui che ci tiene sul suo libro paga:
    Noi l’interesse di costui dobbiamo tutelare.
    Noi costui dobbiamo leccare e incensare.
    Noi dagli attacchi di Di Pietro e delle Coop. rosse costui dobbiamo difendere.

    Non fa niente se al mondo siamo gli unici due giornali che non parlano del terremoto di Haiti in prima pagina: questo sta semplicemente a significare che siamo i migliori.

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    15 settembre 2009

    368) Un piccolissimo dettaglio





    Stasera 15 settembre 2009






    il signor Berlusconi sarà ad Onna, uno dei paesi maggiormenti colpiti dal terremoto, per mostrare agli italiani la ricostruzione avvenuta di quel piccolo centro abitato.
    Egli davanti alla televisione, nel corso della trasmissione Porta a Porta, accompagnato dal viscido cameriere conduttore di tale trasmissione, mentirà ancora una volta, spacciando per opera del governo i M.A.P. (moduli abitativi provvisori) donati dalla provincia di Trento, dalla raccolta fondi della Croce Rossa e dalla Germania al comune di Onna.
    Le casette sono novantadue e il Cavaliere farà trovare spumante e torte nei frigoriferi degli Onnesi così da offrire loro, e idealmente a tutti gli italiani, una bella festicciola.

    Stiamo per assistere alla glorificazione del nostro Capo del Governo grazie alle opere di altri e chissà se il viscido presentatore puntualizzerà questo piccolissimo – si fa per dire – dettaglio.









    Eliminiamo le barriere architettoniche.Rispettiamo i più sfortunati tra noi. Hanno i nostri stessi diritti.


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    13 maggio 2009

    247) Ma allora, è stato un terremoto di intensità 5.8 gradi della scala Richter, o di 6.3?


    Ma allora, è stato un terremoto di intensità 5.8 gradi della scala Richter, o di 6.3?
    But then it has been an earthquake of intensity 5.8 degrees of the staircase Richter, or of 6.3?



    Secondo quanto dichiarato da istituti americani e giapponesi,la scossa di terremoto che ha colpito l’Abruzzo in data 5 aprile è stata di intensità 6.3 gradi della scala Richter.

    Secondo il nostro Istituto di Vulcanologia invece si è trattato di una scossa di gradi 5.8.

    Come è possibile che gli strumenti di rilevazione diano dei dati così discordanti?
    Sarebbe come se misurandomi la febbre con un termometro italiano rilevassi di avere 37,5 gradi di febbre, mentre se la rilevassi con un termometro americano o giapponese la mia febbre in realtà risulterebbe essere di 39 gradi.

    A chi dobbiamo credere?
    Un dubbio sorge spontaneo:

    Siccome la normativa italiana ed europea prevedono che fino al sesto grado della scala Richter i rimborsi per i danneggiamenti siano pari al 33%, mentre dopo il sesto grado devono obbligatoriamente essere del 100%, non vorremmo che questi dati siano stati volutamente manovrati dall’alto, per evitare risarcimenti miliardari colossali.


    Inoltre, a dimostrazione che la scossa fu ben più elevata di quella ufficiale dichiarata dal nostro Istituto , c’è il fatto che una scossa di 5, 8 non avrebbe potuto causare danni di tale entità come in effetti è stato riscontrato.
    E gli ingegneri e le imprese di costruzione aquilane adesso respingono l’accusa di aver costruito una città di cartone e fanno notare come solo una scossa di grado superiore al 6° potesse essere così squassante da abbattere tali e tanti edifici.

    Che vergogna, se si fossero alterati i dati per motivi economici!

    Certo che se fosse proprio come il dubbio lascia intravedere, cioè che si sia arrivati al punto di mentire per motivi economici persino a coloro che in un solo attimo hanno perso familiari, case ed affetti , vuol dire che le nostre autorità, di qualsiasi tipo e colore, politico o religioso, stanno facendo un’opera di sciacallaggio ben triste, mascherando il tutto con un turbinio di visite, di dichiarazioni, di interviste e di promesse che sanno di non poter mantenere.

    E questo sulle spalle di gente che ha già perso tutto, ma che ha dentro di sé una grande dignità , e prima o poi la rabbia montante per essere stati presi in giro esploderà, e saranno cavoli amari per molti.



    Povera Italia, squassata dalla Natura ma soprattutto dalla insipienza e dalla piccineria economica di quelli che ci comandano.

    Ci è stata inviata la seguente precisazione che correttamente pubblichiamo:


    "Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Ma allora, è
    stato un terremoto di intensità 5.8 ...":
    La magnitudo della scossa principale è stata valutata sia
    come magnitudo Richter (Ml) 5.8 che come magnitudo momento (Mw) 6.3[...]

    La magnitudo Richter è ancora in uso grazie alla
    rapidità con la quale viene calcolata, ma la magnitudo
    momento è sicuramente la migliore stima della reale
    grandezza di un terremoto, essendo direttamente legata alle dimensioni
    e alla dislocazione della sorgente sismica.

    L'INGV ha fin da subito dichiarato questi valori di magnitudo nel proprio sito
    www.ingv.it , ti consiglio di rettificare, perchè il valoredi 6.3 è stato pubblicato sul sito dell'ingv appenadisponibile il dato."


    Ok:Prendiamo atto che ora anche il nostro Istituto di Vulcanologia ha
    accettato il valore degli studiosi giapponesi e americani.

    Adesso si capisce che in realtà i due valori a cui si fa
    riferimento (5.8 e 6.3) non sono in contraddizione tra loro, si tratta
    soltanto di due scale di misura diverse.

    Sempre di magnitudo Richter si parla ma la prima è la ML,
    cioè misurata su un tipo di onde sismiche, mentre la seconda
    è la MW, cosiddetta magnitudo momento.

    I due valori sono comunque equivalenti in termini di energia emessa.

    Il fatto che "americani e giapponesi" abbiano dato il valore di 6.3
    è solo perchè da loro si usa maggiormente la
    magnitudo Mw mentre in Italia la Ml, ma, a quanto pare , rappresentano
    assolutamene lo stesso valore di energia.
    Comunque la polemica non è ancora finita.
    leggi qui
    leggi qui

    Il governo, per evitare queste interpretazioni discordanti, in questi giorni ha dichiarato che verrà rimborsato il 100% dei danni subiti, e questa è chiaramente una concessione che viene elargita a titolo di liberalità, perchè sembra che per legge sia tenuto solo a rimborsare il
    33%.

    Questa liberalità è fatta in periodo elettorale, affinchè gli abruzzesi ne tengano conto al momento del voto e distinguano il ruolo di chi vuole il loro bene (i partiti di governo)
    da chi invece non lo vuole (i partiti di opposizione).





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    9 aprile 2009

    219) La Via Crucis del venerdì santo sui luoghi del terremoto? Sarebbe bello.




    La Via Crucis del venerdì santo sui luoghi del terremoto? Sarebbe bello.
    The Via Crucis of holy Friday on the places of the earthquake? It would be beautiful.






    Non sarebbe stato bello se il Papa, contravvenendo per una volta al rigido protocollo teutonico vaticano, questo venerdi santo 2009, quello del dopo terremoto in Abruzzo, si recasse a celebrare le funzioni religiose del Venerdi Santo in una tendopoli in mezzo ai superstiti?In fondo questo dramma è capitato quasi alla periferia di Roma, alla periferia della diocesi di cui il Papa è vescovo. Si può quasi dire che praticamente è capitato ai fedeli della sua diocesi. Quale sostegno morale avrebbe portato alla popolazione superstite la vicinanza del Papa , che recita la Via Crucis di Gesù sui luoghi del disastro, unendola alle tante Vie Crucis personali di ognuno di loro?

    Ma purtroppo per questo Papa le priorità sono altre.
    Prima vengono le celebrazioni della Pasqua, ben codificate da una liturgia collaudata, con tanto di discorsi pomposi magari tenuti da un trono tutto d’oro,e con la trasmissione in diretta televisiva degli auguri pasquali in tremila lingue dalla finestra del Suo studio per mostrare la vastità dello scibile papale.

    Poi, solo dopo, una volta passata la ricorrenza pasquale ci si potrà recare in mezzo a questa povera popolazione tanto martoriata per celebrare una Messa sotto un tendone facente funzioni di chiesa.

    Stiano però attente le malelingue a criticare questo modo di agire, perché esso è dettato non da indifferenza nei confronti dei terremotati, ai quali il Papa ha da subito dichiarato di essere vicino e le cui sofferenze ha fatto proprie, ma da problemi logistici di viabilità e di ordine pubblico.

    Il Papa che si rechi in quelle zone in questi momenti, così a ridosso dal sisma, distoglierebbe energie preziose dall’opera di ricerca delle vittime e di soccorso ai superstiti.
    Non fa niente se il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Presidente delle Repubblica Napolitano si siano già recati in quei luoghi, senza nessun inconveniente.
    Loro sono autorità civili diciamo così locali, non paragonabili di certo per importanza al Papa che è un’autorità religiosa Mondiale.
    E questo fa la differenza.
    Non è l'amore al prossimo che detta le priorità del Papa, ma la Sua agenda è dettata dalla preoccupazione della burocrazia vaticana se sia più conveniente fare una certa cosa in un certo momento, o se non sia meglio invece rimandarla .
    E' la burocrazia che lega le mani al Papa, ma un Papa che concepisse l'amore al prossimo come più importante dell'agenda dei Suoi impegni, a noi andrebbe benissimo e ci renderebbe fieri di dirci, almeno ogni tanto, cristiani.
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    7 aprile 2009

    218) Il terremoto è un castigo di Dio? I castighi di Dio non esistono.




    Il terremoto è un castigo di Dio? I castighi di Dio non esistono.


    Is the earthquake a punishment of God? The punishments of God don't exist.



    Ma perché Dio dovrebbe godere come un pazzo nel vederci soffrire?

    Ho sentito affermare da alcuni che i terremoti, le pestilenze, le carestie, avvengono perché nel mondo gli uomini si stanno comportando male, perchè offendono Dio in mille modi e quindi Egli li castiga inviando sulla terra delle calamità o delle malattie.
    E’ il Suo modo di difendersi dal male che gli procura l’umanità.

    Mi viene spontaneo pensare che ci sono in giro delle persone davvero stupide e veramente cattive d’animo.
    Siccome poi in genere queste cose le dicono delle persone che praticano la religione, e tra loro anche dei preti, credo sia giusto far loro notare come questo modo di interpretare Dio sia sbagliato prima di tutto nei confronti di Dio, e poi sia anche contrario alla religione che essi dicono di praticare o i cui insegnamenti dovrebbero diffondere.
    Ma volete che Dio ci abbia creato per poi farci soffrire?
    Ma nemmeno il più cattivo dei papà mette al mondo un figlio sperando che questi abbia sfortuna nella vita, ed anzi dandosi da fare per rendergli la vita difficile e piena di sofferenze.
    Se non lo facciamo noi uomini, volete che lo faccia Dio?
    Nel Vangelo stesso è riportato un episodio nel quale si narra che fu chiesto a Gesù come mai fosse accaduto ad alcuni Galilei di essere coinvolti in un fatto tragico. Gli interroganti volevano sapere se quei Galilei erano più peccatori di altri essendo incappati in tale triste sciagura.
    Gesù blocca immediatamente tutte le possibili supposizioni dei presenti circa l’accaduto, e afferma, in maniera perentoria, che quegli uomini non erano più peccatori di altri, pur avendo avuto quel triste destino.
    "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei per avere subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo".

    Quello di credere che Dio sia lì a godere come un pazzo nel veder soffrire gli uomini, ed anzi che proprio per vederli soffrire di più, ogni tanto mandi sulla terra delle calamità o delle pestilenze per farne strage, è un modo contorto di interpretare la religione.
    Ma in che religione credono costoro?

    Io non bazzico molto in liturgia o cose di Chiesa, ma credo che Dio (o con qualsiasi nome sia chiamato) sappia che gli uomini su questa terra hanno già il loro bel daffare nell’affrontare le azioni quotidiane per la sopravvivenza e la convivenza con gli altri, ed infatti si è limitato a chiedere a loro solamente un senso di riconoscenza e di amore verso di Lui e un impegno a prodigarsi per il prossimo.
    Due cose. Due comandamenti, che poi in pratica sono uno solo (amare gli altri uomini,il prossimo, dimostrando così di amare Dio che li ha creati).
    Nient’altro.

    La religione è tutta qui.
    Non è un ulteriore peso che grava sulle spalle dei noi uomini.
    E’ solo un invito a voler bene a Dio che ci ha creati e al prossimo con il quale dobbiamo convivere su questa terra.
    Poi Lui nell’aldilà giudicherà il modo come ci siamo comportati e ci darà il premio o il castigo.
    Ma mentre siamo qui non ci manda né castighi né sciagure.

    Nel caso particolare del terremoto in Abruzzo, accaduto in una zona da tutti riconosciuta ad alto pericolo sismico, i morti che ci sono stati si sarebbero potuti in gran parte evitare se gli edifici fossero stati costruiti con criteri antisismici oppure messi in sicurezza antisismica.
    Ad esempio, l’ospedale dell’Aquila, che è quasi del tutto completamente crollato, è stato costruito neanche dieci anni fa.
    Nessun castigo di Dio, solo pura e semplice imbecillità e responsabilità umana.






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