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11 febbraio 2013

8.3) Il Papa si dimette. Berlusconi si incazza ma poi si autonomina suo successore.

Il Papa si dimette. Berlusconi si incazza ma poi si autonomina suo successore. 


 Il Papa si dimette, e Berlusconi si incazza perché questa notizia gli toglie visibilità mediatica.
“Non poteva Benedetto XVI aspettare ad annunciare le sue dimissioni dopo la mia vittoria alle elezioni? “- i suoi lecchini lo hanno sentito piagnucolare così.-
 “E mò, adesso chi mi intervisterà più nei telegiornali e nelle trasmissioni radio e televisive?
 Non parleranno che di Lui e io calerò di brutto nei miei sondaggi .
 Ah! se invece si fosse consultato con me gli avrei consigliato di dimettersi solo dopo la mia elezione a Presidente del Consiglio, ed avrei promesso a Lui e agli italiani che nel mio primo CDM lo avrei nominato Segretario del mio partito, al posto di quell’inefficace di Alfano, oppure Ministro con delega particolare all’Inquisizione contro tutti quei comunisti che hanno votato Bersani e Vendola, ma anche Ingroia, Grillo e Monti.
 Invece adesso chi mi cagherà più? 
Beh! vorrà dire che se non vinco le elezioni politiche, questo rinunciatario Benedetto XVI me lo terrò buono buono perché dica una buona parolina a tutti i cardinali nel prossimo conclave che non si dannino l’anima nel ricercare il suo successore, perché tanto quello c’è già , ed è già lì bello e pronto , e sono Io, Silvius 1.0 e che non aspetto altro che la loro fumata bianca.
 Si, visto che non vincerò le elezioni politiche e che non hanno intenzione di eleggermi Presidente della Repubblica , chissà che da queste dimissioni papali, non ne esca qualcosa di buono per Me, Silvius Pontifex 1.0



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16 gennaio 2012

9.2) Come cambia la vita di un uomo per un minuto di follia!

Come cambia la vita di un uomo per un minuto di follia!




Sono, o meglio ero fino a venerdi 13 gennaio notte, il comandante della nave da crociera Costa Concordia.
Adesso non so più chi sono, perchè mi trovo sotto continuo interrogatorio in questa stanzetta buia di una piccola stazione dei carabinieri a Porto santo Stefano.
Un carabiniere in divisa sta battendo con due dita  sulla tastiera di un computer,  in Word,  le mie dichiarazioni in risposta alle domande che mi vengono rivolte da un gruppo di magistrati.
Devo spiegare loro  perchè con la mia nave  ero lì, così vicino alla riva, perchè sono sceso   dalla nave prima che tutti i passeggeri si fossero messi in salvo etc,. etc.
Mi  rendo conto che mi stanno trattando come fossi  un criminale, ma io criminale non mi sento e non lo sono.
Anzi sono un brav’uomo, legato alla famiglia e alle buone abitudini del mio paese:   appena messo piede  a terra ho subito telefonato alla mia anziana mamma Rosa per rassicurarla sulle mie condizioni di salute .Non volevo che stesse in pensiero per me, magari  vedendo la notizia della mia nave al telegiornale.

Guardate  che fino a tre giorni fa io ero un Comandante di nave. 
E non una nave qualunque: una nave da crociera, di quelle da sogno.
Ero qualcuno, non ero uno sciocco  come adesso mi state dicendo, ero responsabile della vita di 4300 persone.
Ero  una persona  riverita, ossequiata, forse anche un po’ sopravvalutata, lo ammetto, ma ero e rimango un bravo e onest'uomo.
Ho solo ceduto a un attimo di follia,che m'ha preso all'improvviso e che a parità di condizioni  avrebbe preso un pò tutti. 
Ascoltatemi:  come sempre, come d’abitudine ormai, con la mia nave, partita due ore prima da Civitavecchia  per Savona, al largo dell’isola del Giglio ho dato disposizioni di avvicinarsi il più possibile all’isola per far felici gli albergatori locali e  i tanti turisti  che avrebbero potuto filmare e fotografare  il passaggio vicino a riva della grande nave illuminata a giorno con le sirene spiegate per  salutare.
Persino il grande regista Fellini aveva immortalato una scena simile in un suo famoso film premiato con l'Oscar.
Far felici i passeggeri della mia nave e perchè no anche i turisti  delle località presso le quali  navigavamo era per me e per la mia Compagnia quasi un dovere. Il turismo in Italia si  incoraggia anche così.

Ascoltatemi, o voi che mi interrogate: tante volte l’ho fatta questa manovra , e non è mai successo niente, anzi mi venivano poi  inviati sulla nave dei fax di ringraziamento per l’attrattiva turistica che avevo in questo modo incoraggiato.
Ma quella maledetta sera di tre sere fa, uno spuntone di roccia che prima lì non c’era mai stato,non ti salta fuori dall’acqua e non si va ad incastrare nella chiglia della mia nave perforandola per una settantina di metri? 

Altro che ricevere i complimenti dell'Azienda Turistica provinciale, questa volta il mio destino in un minuto   è canbiato improvvisamente,   per colpa di quel  maledetto spuntone di roccia  che qualcuno ha messo lì per farmi dispetto, per rovinarmi, per incastrarmi. 
E forse anche per rovinare la mia Compagnia di navigazione, ma se è così son cose più grandi di me e non ci posso fare niente.

Insomma, salta la luce, i generatori di emergenza non  si attivano,  la nave sobbalza e si inclina, la gente si allarma, il panico si diffonde, e io non capisco più niente.
Mi sono avvicinato forse un pò troppo alla costa. Sono un uomo rovinato.
Sono un Comandante da cacciare via. Il mio cervello va in tilt.
Fusion!
Non sono più connesso!

Sento che mi  supplicano  di chiamare aiuto:  no, no e poi no, ma  lo volete capire che sarei un Comandante finito?
Proviamo invece a far finta di niente e lasciamo che la gente si spaventi un pò: avranno un'avventura in più da raccontare al termine della crociera.
Nel frattempo cerchiamo di raddrizzare la nave e andiamo avanti nella nostra rotta  verso Savona. 
Poi una volta là giunti, vedremo di capire cosa è successo  e  con qualche giorno di riparazione al massimo, la nave potrà riprendere la sua crociera.
Mi daranno qualche mese di sospensione dallo stipendio per essermi avvicinato troppo agli scogli, ma insomma, forse me lo merito. 
D'ora innanzi all'isola del Giglio girerò al largo.
 Perchè la nave, la nave che io comando,  la nostra nave è inaffondabile e  non sarà mica un  maligno spuntone di roccia che prima non c'era   a rovinarci la vita.
E così, preso dalla paura per le conseguenze sulla mia carriera, ho tentennato, ho tergiversato  e  solamente dopo un'ora ho dovuto dare ascolto a chi mi supplicava di dare l'allarme perchè la nave si piegava ancor  di più su se stessa.
Sempre più impaurito e frastornato mi sono anche reso conto che i miei marinai  non sapevano affrontare l'emergenza  e che  tutta una serie di ordini logici  essi  attendevano che io impartissi loro
Tutto io dovevo dunque fare!  Tutto sulle mie spalle!
Ma santo Iddio, se erano impreparati loro, perchè avrei dovuto essere proprio io l'unica persona preparata  ad affrontare  il rischio di naufragio?

La mia testa, appesantita da questi pensieri  mi rintronava  dentro , e per qualche istante ho temuto che mi  venisse un ictus  al cervello, il che, forse, ragionandoci adesso, mi è proprio successo, perchè  ho udito con le mie orecchie che stavo dando ordine di preparare una barca per  farmi calare a terra, quasi primo tra i primi a fuggire dalla nave maledetta. 
E sì che  sono sempre stato un marinaio coraggioso.
Ho riso di gusto  quando  mi dissero   di non passare troppo vicinio all'Isola del Giglio  il giorno di venerdì 13.
E ho riso anche  quando,  anni prima  al varo della nave, la bottiglia non si ruppe.
Ho riso, è vero,  ma forse avrei fatto meglio a non ridere. 


Adesso sono un uomo rovinato:  neanche l'accortezza di spiegare alla Capitaneria di porto e a questi giudici che mi interrogano che si, sono stato tra i primi a scendere dalla nave, ma l'ho fatto per poter spiegare a viva voce e di persona  ai soccorritori quanto stava accadendio sulla mia nave, insomma perchè essi  potessero organizzare al meglio i soccorsi.
Invece adesso sono qui accusato anche di esserte un vigliacco. 


Ma che ne so, io di quello che è realmente accaduto quella maledetta sera sulla mia nave?
Il mio cervelo è andato in tilt, ed ancora adesso non si è ripreso. 
Mi sembra ancora di vivere come in sogno, e che quanto accade non stia accadendo a me, ma a una persona che mi assomiglia , ad un altro comandante che però ha  il mio stesso nome  e che farebbero bene a punire perchè si sta spacciando per me. 
Io mai e poi mai sarei fuggito dalla mia nave. 
Questo codardo che si spaccia per me invece  lo ha fatto ed è bene che lo puniate. Ha lasciato nel panico 4300 persone  e forse ci saranno magari stati dei morti o dei dispersi.
Punitelo, punitelo e che la punizione sia esemplare!


Quanto a me , smettete di interrogarmi  e mandatemi invece a casa dalla mia mamma Rosa, che ormai  sarà davvero in pensiero per me.
Solo a casa mia, tra i miei, forse il mio cervello prima o poi riuscirà a riconnettersi, a ricostruire  e a farsi una ragione di quel che è veramente successo.
Ed allora un giorno ve lo racconterò.





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26 luglio 2011

132.1) E’ forse notizia da prima pagina di un giornale nazionale che Travaglio legga le notizie in mutande il 25 luglio?

E’ forse notizia da prima pagina di un giornale nazionale che Travaglio legga le notizie in mutande il 25 luglio? 
Dove sta la notizia? 
Nelle mutande? 
“Il Giornale”: Oh, che giornale di gossip!




Il “Giornale” pubblica in prima pagina una sequenza di 4 foto in cui si vede il giornalista Travaglio mentre sta leggendo alcune notizie ripreso da una telecamera.
Nella località  piemontese da cui si sta trasmettendo improvvisamente avviene un terremoto e il giornalista, stupito e allarmato per l’ondeggiare della stanza, si alza in piedi per mettersi al sicuro.
Si può notare così che egli era in tenuta estiva, per così dire, con addosso soltanto maglietta e boxer.

Ebbene , ieri era il 25 luglio 2011 e si sa che luglio è il mese più caldo dell’estate.

Merita forse la notizia di prima pagina di un giornale nazionale il fatto che Travaglio legga le notizie seduto dietro la scrivania in mutande il 25 luglio?
No di certo, con tutto quello che è accaduto nel mondo in quel tal giorno, che difatti sugli altri giornali è riportato.

La fotosequenza citata si spiega solo con l’intenzione di voler ridicolizzare il Travaglio, reo di essere un bravo giornalista e vicedirettore a sua volta di un’altra testata di successo, ma con idee completamente opposte a quelle del direttore del Giornale.
E gli oppositori, si sa, vanno smascherati, vanno denudati e possibilmente derisi, facendo in modo di offrirli all’opinione pubblica in pose ridicole.
E questo è stato fatto. 
Il direttore Sallusti può essere orgoglioso del suo “Giornale”, e specialmente dell'edizione del 25 luglio 2011. 
Complimenti a lui, ai suoi collaboratori e all' editore di tal notiziario di gossip.


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21 giugno 2011

112.1) Con notizie così il mondo può sperare di farcela.

Ci è sembrato giusto dare il massimo risalto e diffusione a questa notizia, perchè se al mondo c'è gente così forse c'è ancora speranza.
Con notizie così il mondo può sperare di farcela.


Gli anziani giapponesi si offrono volontari per andare a pulire Fukushima al posto dei giovani



Parliamo di una scelta che farà commuovere molti, almeno speriamo.
Un gruppo di anziani giapponesi ha chiesto il permesso di pulire la centrale nucleare contaminata di Fukushima.
Più di 200 pensionati si sono offerti volontari per prendere il posto dei giovani che stanno esponendo i loro corpi ad altissimi livelli di radiazioni. 

Il gruppo pensa di non avere ancora più di 20 anni di vita e che la maggior parte di loro sarà morto prima che le radiazioni possano far sviluppare il cancro. 
Diversa è la situazione per i giovani che da tre mesi lottano per limitare i rischi esponendo se stessi alla reale possibilità che il cancro sopraggiunga prima dell’età avanzata.
Adesso, sta alla burocrazia giapponese dare seguito alla generosa offerta dei 200 pensionati. (c.c.) 
[Fonte: Gizmodo USA]



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12 giugno 2011

103.1) Battere il quorum?: si può fare.

Battere il quorum: si può fare




Oggi rechiamoci tutti alle urne entro mezzogiorno.
Che votiamo per il si o per il no, 
o che mettiamo scheda bianca,
non è importante.

Importante è dare un segnale agli indecisi, 
a coloro che dicono: io vado al mare, 
tanto dei referendum, che me ne frega?

Pensate: 
Se oggi i tg delle ore tredici, 
dessero la notizia che nelle prime ore di stamane 
il 40% si è recato al voto, 
volete mettere che effetto trascinamento avrebbe tale affluenza?

Si prospetterebbe per l’Italia una giornata memorabile, 
una di quelle giornate 
che un domani ti farenbbbero dire: 
ebbene, io c’ero.
Anch’io nel tal giorno c’ero 
e ho contribuito a rendere migliore l’Italia, 
per me, per la mia famiglia, per i miei figli, per i miei nipoti, 
per gli italiani del futuro.

Ebbene, rechiamoci tutti e presto alle urme stamani,
diamo buon esempio agli indecisi 
e vedrete che il quorum lo si può raggiungere.

Il quorum? Si è potuto fare
Io c’ero.



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16 gennaio 2010

12.0) L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

E’ successo il finimondo a Haiti. Un terremoto devastante che ha fatto, sembra, più di duecentomila vittime.

Povera gente, povere persone che, affamate, ferite e disperate, si aggirano per le strade alla ricerca di qualche parente superstite.
Scene da apocalisse che ti fanno persino vergognare, quasi fossimo esseri privilegiati, di vivere in una città nella quale i terremoti e queste scene di distruzione non sono mai avvenuti.

Sui giornali di tutto il mondo, questa catastrofe è descritta con titoloni di prima pagina e con ampi servizi e reportage all’interno.
Solo due giornali italiani fanno eccezione.
“Il Giornale” e “Libero”a questa immane tragedia non dedicano i titoli di apertura, ma solo dei servizi nelle pagine interne.
I titoloni di prima pagina sono dedicati, pensate un po’ che novità, a Di Pietro e alle sue malefatte e a quelle delle cooperative rosse, vale a dire comuniste.
Che notizie, ragazzi!
Sono notizie vecchie di almeno dieci anni, o giù di lì.







Il fine principale per i direttori di questi due giornali(?) non è quello di informare i lettori su quanto sta accadendo nel mondo, ma quello di parlare male di Di Pietro e dei comunisti, di seminare loro addosso odio e diffamazione.
Hanno ridotto i fogli su cui scrivono a bollettini di partito, a enormi turiboli che spargono incenso e mirra sul Grande Capo che li tiene sul suo libro paga.
No, niente notizie del terremoto di Haiti sulle prime pagine di questi due giornali(?).
Piuttosto, i giornalisti tutti siano incaricati di controllare se Di Pietro per caso non abbia scoreggiato, per poter amplificare il tutto con un titolone del tipo “ Tremano i muri della casa di Di Pietro”, oppure “ Atmosfera inquinata attorno a Di Pietro”, oppure “ Inquinamento ambientale nel partito di Di Pietro”.
Questo è giornalismo.
Questo è quello per cui siamo pagati.
Noi queste notizie dobbiamo diffondere.
Noi odio contro Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo seminare.
Noi Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo stroncare.

Che ci importa dei duecentomila morti di Haiti? Che ci importa del vagare dei superstiti?
Costoro non danneggiano di certo il nostro pagatore, colui che ci tiene sul suo libro paga:
Noi l’interesse di costui dobbiamo tutelare.
Noi costui dobbiamo leccare e incensare.
Noi dagli attacchi di Di Pietro e delle Coop. rosse costui dobbiamo difendere.

Non fa niente se al mondo siamo gli unici due giornali che non parlano del terremoto di Haiti in prima pagina: questo sta semplicemente a significare che siamo i migliori.

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18 settembre 2009

372) In politica, Settembre è per gli italiani il mese del "Tutti a casa".


Settembre per gli italiani è il mese dei rientri.

Tutti a casa, si gridò l’8 settembre 1943, allorché lo Stato maggiore della Difesa italiano decise che era ora che gli italiani smettessero di fare la guerra al mondo intero.



Tutti a casa si grida oggi 17 settembre 2009, appena saputa la notizia della morte di 6 soldati italiani a Kabul, in Afganistan. dove il contingente militare italiano si era acquartierato per difendere la popolazione di quella Nazione dal malgoverno dei Talebani.

Evidentemente a settembre, dopo il gran caldo e le ferie di agosto, noi italiani ci poniamo sempre il problema di cosa fare,da che parte e con chi stare.
I rientri a casa vengono sempre decisi nel mese di settembre.
Evidentemente è il mese della nostra debolezza mentale.


Però, però: idea.
Le prossime elezioni politiche facciamole a settembre.Chissà che non mandiamo a casa tutti gli attuali partiti.

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25 giugno 2009

283) Care FS, ero in treno il giorno dell’incidente di Prato.




Ero sul treno l’altro giorno, il giorno dell’incidente di Prato.

Care FS,
lunedì,scorso, come sapete, è successo un deragliamento ferroviario.
Un treno merci è uscito dai binari.
Bene, cioè male, non doveva succedere, ma è successo.
Mi dite perché ad andarci di mezzo, a patire le conseguenze negative del fatto, sono sempre e solo le persone che hanno la sfortuna di viaggiare nella seconda classe dei vostri treni (volevo dire dei vostri carri bestiame)?

Ero sul treno quella mattina, quando giunto a Firenze, il treno si è fermato in stazione e non ripartiva.
Siamo stati fermi in stazione per ore e ore sotto il sole, in vagoni surriscaldati e puzzolenti.
Eravamo in attesa di notizie, di capire cosa fosse successo.
Nessuno ci considerava. nessuno ci diceva niente.
Il personale delle ferrovie che vedevamo agitarsi sul marciapiedi, rispondeva a monosillabi alle domande di noi viaggiatori sul perché di questa fermata prolungata e imprevista.
"Non si sa, ripartiremo presto, deve essere successo qualcosa, non sappiamo bene, non agitatevi."
Finalmente dopo un’ora di domande e risposte tra viaggiatori e personale , qualcuno ha fatto passare la voce che forse era successo un incidente verso Bologna, e che si stavano aspettando istruzioni per ripartire, e che comunque non eravamo l’unico treno in quella situazione di stallo e quindi dovevamo solo stare calmi, che a tutto avrebbero provveduto loro.

Ma ci rendevamo conto di essere dei viaggiatori di seconda classe?
Cosa pretendevamo?? Di venire magari informati attraverso le altoparlanti della stazione? Non sia mai, che magari poi le altoparlanti si consumano.
Nel frattempo il caldo dentro le carrozze si faceva sempre più insopportabile, e ci rendeva insofferenti.
Essendo fermi in stazione non si poteva accedere ai bagni anche solo per rinfrescarsi.
Alcuni di noi erano ormai in viaggio da una dozzina di ore,( io ero partito la sera prima da Catania in viaggio per Milano) e i bisogni fisiologici erano impellenti, ma non si potevano soddisfare.
Coloro che si erano avventurati ugualmente nei bagni, nonostante il divieto, ci descrivevano poi lo stato spaventoso dei cessi.
Nei bagni del treno, ormai privi di acqua, e di sapone liquido, c'era una sporcizia e un fetore da non credere.
La gente è già sporca di suo, è maleducata, è sozzona, e non ha pietà per chi dovrà usufruire dello stesso bagno dopo di lei.


Donne con bambini che piangevano, mamme stremate, viaggiatori sull’orlo di una crisi isterica, tutti che reclamavano dal personale di poter scendere dal treno per dissetarsi , ma con la scusa che il treno sarebbe ripartito a momenti , venivamo impediti dal farlo.



Veniva chiesta anche una pulizia straordinaria dei bagni, o che almeno per i treni fermi in stazione e non in aperta campagna, si fosse utilizzato il tempo dell’attesa per rifornire d’acqua il serbatoio dei cessi in modo da far defluire acqua corrente dai rubinetti, ma in risposta si ottenevano, da parte del personale Fs ormai in tilt per l'agitazione, solo dei grandi sorrisi di compatimento e di commiserazione.

La Protezione Civile, la tanto decantata Protezione Civile, qualcuno l’ha forse vista? Sono forse state distribuite bottiglie di acqua fresca ai disgraziati in attesa sul treno?
Nessuno si è visto.
Forse i volontari erano tutti in Abruzzo.
Forse non avevano bottiglie da distribuire.

Allora, per i bisogni fisiologici, ci si è arrangiati in qualche modo.
Una bottiglia di plastica vuota spezzata in due ed ecco un pratico contenitore delle urine, da gettare poi dal finestrino, lui e il suo contenuto, alla faccia della pulizia dei binari.


Care FS ,
senza parlare di chi ci risarcirà dei ritardi di ore e ore e degli impegni e appuntamenti mancati per ognuno di noi,diteci almeno questo: se il treno si ferma a causa del deragliamento di un treno merci, è forse colpa dei viaggiatori di seconda classe?
Voi dite che è una cosa imprevedibile e che non dovrebbe succedere, mentre invece ogni tanto purtroppo accade.
Perché non approntate dei piani di emergenza per dare un minimo di sollievo, un pò di acqua, un pò di pulizia alle persone stremate che state trasportando e che hanno pagato il biglietto?
Ricordatevi che non esistono solo i viaggiatori di Prima Classe o delle Frecce Rosse, per i quali, ne siamo certi, questi piani di emergenza esistono e sono stati predisposti nei minimi dettagli.
Uno straccio di piano minimo di emergenza anche per i viaggiatori di seconda classe dovrebbe pur esistere.

E allora predisponetelo, datevi da fare, santo Iddio!


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30 aprile 2009

232) Che vergogna le prime pagine dei giornali di oggi 30/04/09!

Che vergogna le prime pagine dei giornali di oggi 30/04/09!

E’ sempre stato così.
Un ladro dice che gli altri sono dei ladri.
Un evasore afferma che sono gli altri a non pagare le tasse.
Uno piccolo dice che i grandi sono fuori posto.
Uno grosso dice che i piccoli sono dei nani.
Lo zoppo dice che sono gli altri a zoppicare.

Ed ora succede che chi porta il pannolone da incontinente se ne venga fuori col dire che gli altri puzzano.
vedi il post






E i giornalisti italiani?
Che pena, mamma mia, le prime pagine dei giornali italiani di oggi!
Una battutaccia sul lezzo maleodorante degli avversari politici e un qualcosa che non è neppure una lite familiare, ed ecco che le notizie principali, quelle da prima pagina, sono belle che servite su un piatto d’argento:

1) i coniugi Berlusconi hanno pareri diversi sul ruolo delle donne in politica.
(mamma mia che notizia!)





2) chi non è del Pdl puzza.
(eppure si sa che il lezzo di una anima marcia è più maleodorante di chi non si fa spesso la doccia!)




Ma che notizie sono?

Se fossi un terremotato d’Abruzzo mi offenderei. E di tanto, anche.

I nostri lutti, i nostri bisogni, le nostre necessità quello che stiamo passando, le nostre paure, i nostri problemi, tutto questo è scomparso dalle prime pagine dei giornali, soppiantato dal battibecco familiare e dal giudizio olfattivo berlusconiano.

Che giornalisti lecchini che ci sono in giro!
Basta che Berlusconi faccia un peto, o dica che gli avversari politici puzzano,e basta che sua moglie invece di parlarne con lui la sera, di fronte al fuoco del caminetto, confidi i suoi segreti pensieri a un giornalista ed ecco che le nostre aziende della carta stampata ti sbattono in prima pagina, a caratteri cubitali, queste emerite cretinerie.
Cari giornalisti, , tornate a fare il vostro lavoro, parlate dei veri problemi dell’Italia e degli italiani, e smettetela di fare i passaparola e gli amplificatori delle sciocchezze che il capo del momento e il suo clan familiare dicono in continuazione.



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