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10 giugno 2014

52.4) Bergamo scimmiotta le città europee nella lotta contro i barboni.

Bergamo scimmiotta le città europee nella sua lotta contro i barboni.

Bergamo voleva essere considerata la città europea della cultura per il 2019, ma essendole stata preferita Mantova,    i suoi amministratori locali non hanno fatto di meglio che pensare di scimmiottare le città europee nella lotta contro i barboni e i senza tetto che  si sdraiano  di notte negli  gli spazi vuoti sotto un ponte, sotto un porticato, nell'atrio di un palazzo o  addirittura sulle panchine pubbliche per riposare le loro membra stanche.

Perbacco, si sono detti, se  vietano il bivacco città come Londra o Copenhagen  o Vienna,  noi chi siamo che invece tolleriamo il  degrado dello spettacolo  della gente sporca e puzzolente   nelle nostre strade o sulle nostre panchine?
Ragazzi, siamo in Europa ormai, e alle  usanze europee ci dobbiamo adattare.
D'altronde non sognavamo fino a poche settimane fa di andare in Europa  persino con la nostra Atalanta?.
E allora comportiamoci da europei e rendiamo vita dura ai barboni  che sono la feccia della società.


(N:B:Questi meschini  intellettuali da strapazzo   purtroppo non hanno ancora capito che invece la vera feccia della società  non sono i senza tetto o i barboni, che poverini non hanno colpa se la vita li  sta trattando più come  stracci che come esseri umani,  ma  bensì proprio quelle persone che pensano, parlano e agiscono come loro oggi, inventandosi sbarre e chiodi, e che troveremo magari domani    implicati in  vicende di concussione, corruzione  e  scandali tipo  Mose ed Expo). 


 Ma così purtroppo va la vita e allora  godiamoci purtroppo  le panchine  con la sbarra anti barbone,  e speriamo che quelli che verranno dopo,  un pò più intelligenti,  quella sbarra  la tolgano  via al più presto.











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26 luglio 2012

69.2) Quell'abuso delle ZTL. zone a traffico limitato


Le ZTL - zone a traffico limitato.


In ogni città si stanno estendendo le ZTL - zone a traffico limitato.

Praticamente alla maggior parte dei cittadini viene vietato l’ingresso in alcune parti della propria città.
Lì vi possono entrare solo i residenti.
Nessuno può passare di lì e andarli a disturbare.
Esistono dunque dei cittadini privilegiati che si sono impadroniti di una parte della città con il consenso delle autorità?
E chi gli dà il diritto a queste autorità di proibirmi di recarmi in alcune parti della mia città, per cui pago le tasse e di cui respiro l’aria inquinata?

Io sono contrario, dannatamente contrario a questi abusi di potere delle autorità locali, che in genere vanno a favorire persone già fortunate che abitano in zone di particolare pregio e che non vogliono avere tra i piedi la gente normale.

E se chiunque di noi proibisse agli altri , che so, di entrare nel suo quartiere, o di parcheggiare nelle strade davanti a casa propria?
Se ognuno di noi si creasse la propria ZTL personale?
Che succederebbe, allora?
La guerra civile?
Tu proibisci a me di passare sulle strade davanti a casa tua, ed allora anch’io ti proibisco di passare vicino a casa mia.
Io devo starmene nel mio quartiere ed allora tu stattene nel tuo!

Le nostre autorità locali invece di favorire abusi a favore di persone privilegiate, dovrebbero invece permettere a chiunque di percorrere a piedi, in bici, in moto, in auto, in bus , in camion tutte le strade della propria città, avendo però l’accortezza di creare, invece delle ZTL, delle zone 30,cioè dove la velocità massima effettivamente consentita sia di 30km all’ora.
Si andrà allora obbligatoriamente tutti più piano, ma si potrà andare tutti dappertutto, nella propria città.

E i privilegiati prepotenti e maniaci delle ZTL, che cambino città e se ne vadano,
con le autorità locali loro amiche, a vivere su un’isola dove potranno farvi i propri porci comodi senza avere nessuno che gli passi sui piedi.




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21 maggio 2011

86.1) A quanto pare è’ proprio vero: Berlusconi e Bossi ci sono rimasti male.

Davvero, Bossi e Berlusconi ci sono rimasti male.



Il colpo deve essere davvero stato grosso se ha dato luogo alle reazioni scomposte del duo governativo Pdl-Lega Nord.
Insultare gli avversari in politica è per costoro quasi una normalità, quindi non c’è da stupirsi che la strategia adottata per cercare di ribaltare l’esito del primo turno a Milano sia di agitare il fantasma di una città comandata da un matto che la trasformerà in baraccopoli, con una moschea per ogni quartiere, in preda agli zingari, ai terroristi islamici e alle devastazioni dei centri sociali e dei no global.
Che fine faranno i progetti per l’Expo 2015, proprio adesso che tutto era stato programmato con la spartizione degli appalti e la suddivisione dei benefici economici tra i soliti quattro nomi predestinati?
Se la Moratti non vince neanche il ballottaggio, saranno grossi guai anche economici per gli amici e gli amici degli amici.
Che Dio ce ne scampi e liberi:

E allora giù insulti sugli avversari politici e diffusione di panico tra i cittadini moderati .
Ma sia Berlusconi che Bossi, questa volta non si accorgono che la gente, presa da problemi contingenti e di fronte allo sfacelo in cui versa il Paese, non accetta più che il primo continui a combattere una battaglia personale mettendo i suoi problemi davanti a quelli degli altri, lavorando solo per i suoi interessi e che il secondo gli faccia da cagnolino ubbidiente e un po’ leccaccione.
Fa davvero un po’ pena vedere il Bossi che si è messo sullo stesso piano dell’Emilio Fede e del Lele Mora, e poi si lamenta se perde dei voti.

Ma non di solo terrorismo psicologico è fatta la campagna del trio Berlusconi. Moratti , Bossi.
Anche di promesse da marinaio essa è infarcita: 
“Cari elettori, ridurremo le tasse, toglieremo il pedaggio dell’Ecopass, stiamo studiando un grande colpo a sorpresa che vi lascerà a bocca aperta., etc. etc. “
“Analizzate bene, cari cittadini milanesi i due candidati sindaco.
Di là un comunista come ai tempi di Stalin, ladro di auto e pronto a consegnare la città agli zingari, ai comunisti, alla feccia dei miserabili che saranno poi privilegiati nell’assegnazione delle case popolari, nei posti di lavoro comunali, nelle graduatorie dei concorsi, e verranno finanziati con i vostri soldi nella costruzione di moschee islamiche per ogni quartiere. 

Dall’altra parte invece una donna , simbolo della parità sociale tra i sessi, che ha già governato la città e che la renderà ancora più bella e importante , con la costruzione di tre nuove linee metropolitane, la riduzione delle tasse , l’edificazione di immensi grattacieli e la programmazione dell’Expo 2015 che porterà benefici economici  e diffusione di benessere tra tutte le fasce sociali e in particolar modo tra i più deboli.
Pazienza se non ha fatto tutto questo nei cinque anni che ha governato, ma davvero tutto non si può fare in una volta sola. “

Non c’è che dire: per il duo Berlusconi Bossi la perdita del governo di Milano sarebbe un duro colpo, forse mortale per le loro ambizioni.

I risultati elettorali del primo turno proprio se li aspettavano diversi.
Ci sono rimasti così male che, dopo qualche giorno di silenzio, ora hanno adottato la tattica dell’ ”insulta l’avversario e prometti tutto a tutti.”
Ma forse ormai è troppo tardi.
La gente si sta stufando di loro due, e nel ballottaggio forse glielo dimostrerà.


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1 marzo 2010

36.0) Tempo e soldi buttati via.

Tempo e soldi buttati via.






Gli abitanti  delle città italiane  trascorrono ogni giorno nella propria auto o sui mezzi pubblici  una parte consistente  del loro tempo:
i Milanesi       105 minuti ( che moltiplicati per 74 anni di speranza di vita media dà 5, 3 anni)
i bolognesi     115 minuti      (pari a 5,9 anni)
i romani         135 minuti      (pari a 6,9 anni)
i napoletani    140 minuti     (pari a 7,2 anni).





Il Ponte sullo stretto della mafia  avrà un costo finale di  circa 8 miliardi di euro.
A parità di costo, per combattere l’inquinamento,  si potrebbero realizzare:
90 Km. di metropolitane
621 km. di rete tranviaria
oppure acquistare
3273 tram o 23.000 autobus ecologici.






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19 febbraio 2010

33.0) Questo giudice sbaglia.

Questo giudice sbaglia.

Se uno,
senza patente,
ubriaco,
ruba un’auto
e si mette a correre come un pazzo per le strade della città,
e investe e uccide due fidanzatini fermi ad un incrocio accanto al loro motorino,
questo è omicidio volontario,
e non omicidio colposo.
Perché uno che non ha la patente,
e che, dopo aver bevuto abbondante alcool,
si mette alla guida di un’auto rubata,
è consapevole che ammazzerà qualcuno.
Lo sa che qualcuno verrà da lui investito e ucciso.
Si rende conto che verrà coinvolto in un omicidio volontario.

Solo il giudice queste cose non le ha capite.

Se però i fidanzatini uccisi fossero stati suoi parenti,
la sentenza di questo giudice
sarebbe stata ancora di omicidio colposo?


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25 gennaio 2010

19.0) Che pavidi e interessati gli amministratori della città di Bergamo!

Che pavidi e interessati gli amministratori della città di Bergamo!


Le autorità comunali di Bergamo ieri, domenica 24 gennaio ,hanno stabilito il divieto di circolazione delle automobili vecchie di dieci anni per le strade della città.
Per combattere l'inquinamento atmosferico, hanno detto.
Ora, posto che l’inquinamento dell’aria è la risultante di quello prodotto sia dalle auto, che dal riscaldamento delle case, che dagli scarichi degli aerei in sorvolo a bassa quota sul cielo della città, molti cittadini avrebbero voluto sapere perché il divieto abbia riguardato solamente il fermo delle automobili vecchie e non anche il fermo degli aerei dall’aeroporto cittadino.
Il Comune e la Provincia possiedono quote di minoranza del capitale della società che gestisce l’aeroporto, ed allora forse è per questo che gli aerei non inquinano e non devono essare fermati, perché questa società deve guadagnare,e molto, altrimenti Comune e Provincia non ne traggono alcun beneficio economico.

Ma è proprio così intoccabile questa società proprietaria dell’ aeroporto, che le viene concesso di inquinare a tutto spiano, sia con gli scarichi che con il rumore dei decolli, degli atterraggi e dei sorvoli a bassa quota, la vita di una città che fino a vent’anni fa era considerata tranquilla e sonnolenta periferia di Milano, e che ora è diventata una rumorosa camera a gas?

Non è che il Comnune e la Provincia, enti che per loro natura dovrebbero curare la salute e il benessere dei cittadini che amministrano, non siano forse depositari di un conflitto di interessi, nel possedere quote del capitale di una società che inquina e rovina la vita a molte persone?

A cosa sia quindi servito il parziale fermo della automobili di ieri, è un fitto mistero, ma non si è lontani dal vero nel ritenere che sia servito solo a rompere le scatole alla parte più debole della popolazione, a coloro cioè che non possono permettersi, per motivi economici,di comperarsi un’auto o un suv nuovi.
Bel modo di governare la città: autorità comunali, e provinciali, forti con i deboli e deboli con i forti.
Come tutti, come sempre. 




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16 gennaio 2010

12.0) L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

E’ successo il finimondo a Haiti. Un terremoto devastante che ha fatto, sembra, più di duecentomila vittime.

Povera gente, povere persone che, affamate, ferite e disperate, si aggirano per le strade alla ricerca di qualche parente superstite.
Scene da apocalisse che ti fanno persino vergognare, quasi fossimo esseri privilegiati, di vivere in una città nella quale i terremoti e queste scene di distruzione non sono mai avvenuti.

Sui giornali di tutto il mondo, questa catastrofe è descritta con titoloni di prima pagina e con ampi servizi e reportage all’interno.
Solo due giornali italiani fanno eccezione.
“Il Giornale” e “Libero”a questa immane tragedia non dedicano i titoli di apertura, ma solo dei servizi nelle pagine interne.
I titoloni di prima pagina sono dedicati, pensate un po’ che novità, a Di Pietro e alle sue malefatte e a quelle delle cooperative rosse, vale a dire comuniste.
Che notizie, ragazzi!
Sono notizie vecchie di almeno dieci anni, o giù di lì.







Il fine principale per i direttori di questi due giornali(?) non è quello di informare i lettori su quanto sta accadendo nel mondo, ma quello di parlare male di Di Pietro e dei comunisti, di seminare loro addosso odio e diffamazione.
Hanno ridotto i fogli su cui scrivono a bollettini di partito, a enormi turiboli che spargono incenso e mirra sul Grande Capo che li tiene sul suo libro paga.
No, niente notizie del terremoto di Haiti sulle prime pagine di questi due giornali(?).
Piuttosto, i giornalisti tutti siano incaricati di controllare se Di Pietro per caso non abbia scoreggiato, per poter amplificare il tutto con un titolone del tipo “ Tremano i muri della casa di Di Pietro”, oppure “ Atmosfera inquinata attorno a Di Pietro”, oppure “ Inquinamento ambientale nel partito di Di Pietro”.
Questo è giornalismo.
Questo è quello per cui siamo pagati.
Noi queste notizie dobbiamo diffondere.
Noi odio contro Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo seminare.
Noi Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo stroncare.

Che ci importa dei duecentomila morti di Haiti? Che ci importa del vagare dei superstiti?
Costoro non danneggiano di certo il nostro pagatore, colui che ci tiene sul suo libro paga:
Noi l’interesse di costui dobbiamo tutelare.
Noi costui dobbiamo leccare e incensare.
Noi dagli attacchi di Di Pietro e delle Coop. rosse costui dobbiamo difendere.

Non fa niente se al mondo siamo gli unici due giornali che non parlano del terremoto di Haiti in prima pagina: questo sta semplicemente a significare che siamo i migliori.

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13 dicembre 2009

447) Ci vorrebbe un licenziatore di fannulloni e di incapaci in molti ospedali d’Italia

Ci vorrebbe un licenziatore di fannulloni e di incapaci in molti ospedali d’Italia

Una domenica pomeriggio dell' ottobre 2009.
Siamo al Pronto Soccorso dell'Ospedale di X, provincia di Y regione di Z.
Dietro il vetro della guardiola 4 infermieri fumano, ridono, scherzano e guardano la partita alla Tv.

Unici pazienti in attesa, io e il mio amico xx, immigrato di colore, in regola con i documenti, che ho trasportato con urgenza qui al pronto soccorso della città dove viviamo perchè ha avuto un improvviso e fortissimo attacco di tachicardia.
Purtroppo non è la prima volta che gli succede.

Lavorando nelle serre alla raccolta di pomodori o peperoni, il caldo torrido e umido, con il quale convive nelle dieci ore di lavoro quotidiano, gli ha minato il fisico e il suo cuore ne porta le conseguenze e comincia a cedere.

Un infermire ci guarda e :”Cos’ha? “ci chiede.
“E’ sotto un attacco di tachicardia”, dico io.
“Sedetevi lì, e aspettate il vostro turno.”
“Ma scusi, ma perchè dobbiamo aspettare se siamo gli unici pazienti?”
“Aspettate lì il vostro turno, vi ho detto, la tachicardia non è un codice da bollino rosso. Quando sarà il suo turno lo faremo passare”.
E se ne torna con gli altri a fumare a a guardare la partita.
La tachicardia, dal nervoso che mi ha preso, stava quasi per aggredire pure me, e già mi vedevo prendere una sedia e scagliarla contro la vetrata della guardiola, se uno sguardo paziente del mio amico, abituato evidentemente a subire in silenzio tali comportamenti nei confronti suoi o dei suoi connazionali, non mi avesse fatto desistere.
Ed anche perché mi ero accorto che le sedie erano tutte unite tra di loro a file e inchiodate per terra.
Eravamo lì nervosamente in attesa quando sono entrati al Pronto Soccorso due genitori con un bambino di neppure due anni in braccio.
Dopo qualche minuto di attesa il solito infermiere, che probabilmente era l’unico dotato di solerzia o forse era il responsabile del quartetto di fumatori dietro la vetrata, viene ad informarsi sui motivi del ricovero, ed appurato che solo di febbre a 39 gradi e mezzo si tratta, sentenzia che il caso non è da bollino rosso e quindi invita a sedersi e ad aspettare pazientemente il loro turno i malcapitati genitori.


Dopo più dei mezz’ora di attesa, probabilmente perchè era terminata nel frattempo la partita, è venuto il nostro turno e ci hanno fatto accomodare in uno studio medico, dove il mio amico è stato frettolosamente visitato e rimandato a casa con tante raccomandazioni perchè in futuro cercasse di evitare le occasioni per il ripetersi della tachicardia.

Usciti noi dallo studio del medico, finalmente sono stati invitati a farsi avanti i genitori del bambino con la febbre, e dallo sguardo del papà ho capito che l’incolumità del medico visitante sarebbe stata a rischio.

Questo episodio di malasanità, che probabilmente si ripete per ennesime volte nei Pronto Soccorso degli ospedali, mi ha convinto ancora di più che in Italia ci sia la necessità di una persona che si metta finalmente a licenziare i fannulloni , gli incompetenti e gli incapaci che pullulano nelle nostre strutture pubbliche.

Decine, centinaia, migliaia di Brunetta ci vorrebbero. Uno per ogni struttura pubblica.

E che cominicino la loro opera di disinfestazione dal Pronto soccorso dellOspedale di X, provincia di Y, regione di Z.dove, in barba a ogni regola, si fuma e si guarda la Tv infischiandosene dei diritti degli ammalati.

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25 settembre 2009

376) Altro che restarci: ormai Caino non ci va nemmeno più in galera!


Altro che restarci: ormai Caino non lo mettono nemmeno più in galera!




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25 agosto 2009

346) Che fastidio la spocchiosa superbia dei partecipanti al meeting di Rimini.




Che fastidio la spocchiosa superbia dei partecipanti al meeting di Rimini.

La terra di Romagna, con le sue spiagge infinite, con il mare che degrada lentamente e permette la balneazione di grandi e piccini, degli amanti del nuoto e dei principianti, e soprattutto con le migliaia di alberghi e pensioni di ogni tipologia e prezzo, è ormai da sempre presa d’assalto dai turisti in estate.

Specialmente nel mese di agosto quando le aziende e le fabbriche sono chiuse, si riversano in particolar modo nella città di Rimini centinaia di migliaia di persone e di villeggianti.
Il turismo è diventato vocazione per Rimini, tanto da essere ormai denominata la "città divertimentificio".
Infatti, oltre alle bellezze della città ,del mare e delle spiagge, i villeggianti possono usufruire di diverse discoteche e di luoghi di passeggio che richiamano le persone per lo shopping e il divertimento serale e notturno.
A Rimini proprio non ci si annoia, semmai è la mancanza di quel sano relax silenzioso e tranquillo che può dare fastidio.
E d’altronde la gente arriva qui dopo un anno di lavoro o di studio per ritemprarsi e divertirsi , rifuggendo dai soliti pensieri e dalle preoccupazioni del bilancio familiare e delle ristrettezze economiche, che vengono archiviate e rimandate a dopo le vacanze.
A Rimini si viene d’estate per divertirsi, per socializzare e per stare insieme in un mix di sana allegria, fatta anche di rumorosità pacchiana e plebea.

Nella stessa zona e nel mese più rumoroso e caldo nel quale centinaia di migliaia di persone si accalcano negli alberghi e sulle spiagge per celebrare il rito festaiolo delle vacanze, per ritemprare il proprio fisico e dare un calcio per qualche giorno ai pensieri e alle preoccupazioni economiche, è da ormai 30 anni che si svolge a Rimini anche il Meeting dell'amicizia tra i popoli.

E’ certamente un’iniziativa encomiabile, voluta direttamente dal fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione don Giussani, quella di riunirsi in migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo per discutere di problemi specifici e cercare e proporre delle soluzioni.

L’autorevolezza dei temi trattati e la partecipazione di personaggi famosi, di scienziati, scrittori, filosofi, di politici e di alte autorità religiose, fanno del Meeting di Rimini un’occasione intellettuale cui è doveroso partecipare per uno che ci tenga ad apparire e a far parlare di sé.
Sono discussioni e riunioni a livello di elite universitaria ed intellettualoide, anche un poco spocchiosa.
Ad esempio, oggi 25 agosto 2009,martedì, è intervenuto al meeting il successore di Don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione , don Julián Carrón ed ha trattato un argomento in tema con lo slogan di quest’anno , che è "La conoscenza è sempre un avvenimento".
Don Carron ha illustrato con la consueta bravura e competenza le lettere di san Paolo, intrattenendo le migliaia di partecipanti sui principi e i rischi di un’errata lettura ed interpretazione di tali lettere paoline.
Solo conoscendole e studiandole alla perfezione in ogni loro recondito significato, si potranno poi portare gli insegnamenti in esse contenuti al popolo cristiano assetato di sapere.

L’alto livello intellettuale degli interventi del Meeting, ha richiamato anche la presenza di giornalisti che hanno presentato i loro servizi intervistando alcune delle persone convenute alla manifestazione.
Ebbene, la risposta di un personaggio anche televisivamente noto, è stata quella di far rimarcare come a Rimini, in agosto, non si debba solo parlare di vacanze , di mare e di divertimenti, ma si possano pure affrontare discussioni su San Paolo e sulle implicazioni sociali e culturali delle sue lettere e del suo insegnamento.
E’ un modo come un altro per dire, meno brutalmente di quanto sto facendo, che grazie a Dio, in agosto, a Rimini, col caldo, non c’è solo il popolino che fa festa e rumore sulle spiagge e nelle discoteche, ma esiste anche una elite di persone, di cui lui , l’intervistato fa parte, che sa ancora dedicare un pò del proprio tempo e delle proprie energie per discettare su San Paolo e sui sommi problemi metafisici.
Il popolino se ne ricordi,se vuole veramente essere governato da persone serie, quando sarà il momento del voto, che lui nell'agosto 2009, a Rimini, col caldo, invece che sulla spiafggia o in discotecase ne stava lì in un congresso a parlare di san Paolo.

Forse a quel politico davvero non interessano le spiagge o le discoteche o lo shopping serale riminense, ed era veramente attirato dalla discussione su San Paolo, ma l'averlo fatto rimarcare così platealmente in una intervista televisiva, per diversificarsi dal popolino, è stato un atto di spocchiosa e fastidiosa superbia.
E chissà quanti altri, e non lo sapremo mai perchè non sono stati intervistati, lì al Meeting di Rimini ragionano allo stesso modo.
Così la penso io e se c'è qualcosa che mi irrita è proprio la superbia intellettualoide di certe persone che ti dicono:-Guardate che io non sono come gli altri. Io...,io...-.
Come non sei come gli altri? Forse che tu non sudi, e non hai gli stessi bisogni fisiologici che abbiamo noi?
E che sei? un canguro? No, sei solo uno come noi, che però si crede un canguro.

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