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17 luglio 2014

63.4) La Mogherini, chi???

La Mogherini, chi???



Che pretese che ha Renzi!

Vuole imporre  la sua pupilla Mogherini a Ministro degli esteri della Unione Europea. anche contro  la volontà  degli altri Paesi membri.
Su 28 Nazioni ,  la nostra attuale ministra degli esteri, in carica da ben  4 o 5 mesi,  è conosciuta solo da Renzi e si può addirittura  arrivare a dire che neppure gli italiani  sanno di averla al governo.

Ma che curriculum può mostrare  questa  nostra candidata italiana?
Nessuno, se non che probabilmente è stata compagna di studi universitari di Renzi, e questo  sembra  ben poco  agli occhi dei rappresentanti delle 28 nazioni della Comunità Europea,  per ambire al titolo di  Ministro degli esteri dell'Unione.
Sarebbe come se ciascuno di noi,  una volta che  sia riuscito  a diventare Presidente del Consiglio,  si portasse al governo  i suoi vecchi compagni della 5° C del Vittorio Emanuele II della città  dove ha fatto gli studi.
E magari  sono probabilmente anche  anche brave persone, e  forse potrebbero    diventare  dei competenti ministri, ma  agli occhi degli altri Paesi europei non sono nessuno.

Perchè non hanno esperienza.

La Mogherini in questi giorni ha tentato di porsi come mediatrice nel conflitto in Palestina tra Hamas e Israele, a quanto pare con scarsissimi risultati, se è vero come è vero che   la tregua o le tregue che si  sussseguono, non durano più di qualche mezza giornata o di qualche ora.

E' inutile a questo punto   prendersela con i Paesi europei dell'Unione e fare gli offesi e dire che non capiscono niente.


 Se proprio si voleva avere un ministro degli Esteri   europeo proveniente  dall'Italia, a loro andava proposto  un nome come quello di   Massimo D'Alema o di  Enrico Letta o  di Emma Bonino, cioè persone già ben conosciute e allora si che le probabilità sarebbero state maggiori.


Il bello è che risulta che glielo abbiano  anche detto al Renzi di  puntare su uno di questi  nomi ma lui, chissà perché si è intestardito sul nome della sua pupilla ottenendo così un netto rifiuto.


Che il  40% dei voti che ha preso alle elezioni europee gli abbia dato alla testa?

Speriamo di no,  perché noi italiani vogliamo, almeno per una volta, essere finalmente  governati da persone responsabili che sanno quello che fanno  e  vanno avanti per la loro  strada,  già di per sè  stretta e  piena di difficoltà, senza   inciampare in  ostacoli  da sè stessi creati, e senza indulgere in  personalismi o  favoritismi. 





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12 marzo 2013

16.3) L’ultima carognata(in ordine di tempo) del governo Monti

L’ultima carognata(in ordine di tempo) del governo Monti

Questo governo( che non c’è più) perché tra due o tre giorni si apriranno le nuove Camere  e ( a Dio piacendo)  verrà formato il nuovo esecutivo, prima di esalare il fatal   respiro   ha regalato alla nostra Nazione  l’ultima figuraccia di emme .
Un ministraccio della Difesa, ha voluto  tramandare  il suo nome alla storia , compiendo l’ultima  cretinata che si poteva fare, e cioè quella di non mantenere la parola data di restituire  all'India i due marò accusati di omicidio in quella nazione.
La vicenda è nota: due  fucilieri di Marina italiani, imbarcati su una nave commerciale italiana  per difendere il carico di quest’ultima dagli abbordaggi dei pirati in acque internazionali, hanno in acque indiane sparato a due  pescatori indiani .
“Li abbiamo uccisi perché pensavamo che fossero pirati”, si sono poi difesi i due militari, ma la magistratura dell’India vuole andare più a fondo nella vicenda e li ha incarcerati.
E fino a qui  non si può far  altro che una considerazione e cioè di come sia  stupida la norma che impone all’esercito italiano di difendere le navi  commerciali in giro per il mondo.
Gli armatori di queste  navi per la tutela dei loro interessi commerciali dovrebbero invece assoldare e pagare di tasca propria  delle guardie giurate private, degli uomini mercenari debitamente assicurati  contro i rischi della pirateria e con la garanzia della  difesa forense  da parte di un  comitato di giuristi internazionale , invece  di utilizzare gratuitamente   le Forze Armate italiane mettendo a rischio il buon nome e la reputazione militare dell’Italia.  

Ma continuiamo con la  narrazione della vicenda.
Date per scontate le lungaggini della magistratura indiana, ( ma proprio noi italiani non ci dovremmo meravigliare  più di tanto  per la durata dei processi,visto  che qui da noi  è stabilito il record mondiale), i due marò se ne sono stati per mesi e mesi in cella  (o per meglio dire agli arresti domiciliari in India) in attesa del processo.
Ad un certo punto,  dato che si avvicinavano le feste natalizie,  le autorità indiane hanno permesso a questi nostri fucilieri  di tornare a casa per quindici giorni , con la parola del governo italiano che  al termine della licenza se ne sarebbero tornati   agli arresti, e così è stato e  il governo e il popolo italiani ci hanno fatto una bella figura.
Poi è arrivata la data delle elezioni politiche in Italia ed è stata concesso  un’altra volta il permesso di rientrare  in Italia per il voto  con la promessa di ritorno in India, agli arresti,  dopo  una quindicina di giorni.

Ma  questa volta così non è stato.
Si è intromesso lo sciagurato  proposito del Ministro di turno  della Difesa italiano di passare alla storia, che, negli ultimi giorni del suo mandato ministeriale  ha preso la stupida decisione di non  riconsegnare  i due marò all’India, facendo così fare  all’Italia la solita  figuraccia di emme. 

E si, perché noi italiani siamo famosi nel mondo per  non mantenere la parola data,  per iniziare la guerra da una parte e finirla dall’altra, esponendoci così al ridicolo mondiale.
Con governanti così, come quest’ultimo ministro, siamo ormai diventati da  diversi anni  delle macchiette   internazionali. 

Questo ministro dice che gli eventuali reati dei due fucilieri, essendo appartenenti alla Forze militari italiane,  devono essere  giudicati da un tribunale italiano, mentre invece l’India afferma  esattamente l’opposto, e cioè che, ed essendo stato il reato commesso in acque indiane ed  essendo indiane le vittime la competenza è della loro magistratura.

 Si dimentica lo sciagurato incompetente ministro italiano  che quanto afferma l’India è esattamente quello che affermò a suo tempo l’Italia  nei confronti degli Stati Uniti, quando due  appartenenti alle Forze  statunitensi , giocando a fare gli stupidi con i loro aereitranciarono i cavi di una funivia del Cermis facendo decine di vittime.
Dissero allora i magistrati italiani che, essendo le vittime italiane ed essendo stato il reato commesso in Italia, la competenza del giudizio apparteneva all’Italia e non agli Stati Uniti, che tuttavia con un atto di forza, trattennero i due sciagurati piloti in patria per essere da quella magistratura giudicati ( e probabilmente  poi assolti).

Questo ministro dovrebbe imparare la Storia, invece di esporre l’Italia a delle figuracce  internazionali.
E chi si fiderà più, d’ora in avanti della parola di un italiano?
Non godevamo già di una buona fama, ma adesso  abbiamo autorizzato il mondo a ridere e a dubitare di noi.
Quello che fa più rabbia è che tutto questo accade ad opera di un governo che abbiamo cacciato a casa con il nostro recente voto alle elezioni politiche e che tuttavia continua a fare danni.


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12 giugno 2012

62.2) Ma cacciate via quella Fornero lì!


Ma cacciate via quella Fornero lì!


A fare il ministro del welfare come lo sta facendo lei, sono capaci tutti.
Prima dice che gli esodati sono 95 mila mentre i sindacati parlano di quasi 400mila.
Poi emette un decreto per cui dei 95 mila ne salva solo 65 mila ( suoi amici? suoi ex studenti? suoi parenti? Mah!)
Gi altri 30 mila che avanzano , forza, che tornino a lavorare.
Magari !! Magari fosse così semplice!!
Ma se non ci sono più neanche le fabbriche ormai in Italia!

Adesso salta fuori che l’Inps dice che gli esodati altro che 95 mila: sono in realtà 390 mila.
Euforia dei sindacati che dicono : avete visto? avevamo ragione noi.

Rabbia e sconcerto della Fornero che piagnucola, come sua abitudine: mi avevano dato dei dati parziali.
E va bene, vuol dire che invece di farne tornare al lavoro solo 30 mila come sopra, quelli che devono tornare nelle fabbriche saranno 390 mila meno 65 mila , cioè 325 mila.

E brava la Fornero: almeno in aritmetica, e con l’ausilio di una calcolatrice, i conti ha imparato a farli.
Ma come la mettiamo con le fabbriche che non ci sono più o hanno delocalizzato in Cina o in Romania o vattelapesca?
Gli mandiamo là i lavoratori esodati che non rientrano nel numero dei 65 mila raccomadati cari alla Fornero?

Io direi che forse è meglio delocalizzare, nel senso di mandare a casa o a quel Paese , la stessa Fornero, e facciamo prima, che è meglio per tutti.

12 maggio 2012

52.2) Ah! le perle della ministra Fornero.

Ogni giorno una nuova perla della ministra Fornero.




Secondo la ministra Elsa foriero l’Italia non cresce perché in famiglia gli uomini sono diventati figure imbolsite, con la pancia e continuamente sdraiate sul divano a vedere le partite.

Ed ecco allora la ricetta :"Gli uomini dovranno fare di più in famiglia"



Dunque, via i divani dalle case, e poi basterà armare gli uomini di aspirapolvere, scopini e moci per ottenere sia la riduzione dello spread che il tanto decantato, ma ancora insperato, pareggio di bilancio.

Come faremo quando la piagnucolosa ministra , esaurito il suo compito e tornata in università non ci delizierà più con queste perle di saggezza quotidiane?



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26 novembre 2011

181.1) Senti da che pulpito!!!




Senti da che pulpito!!!

Il vechio ministro delle riforme
(Bossi)
che è stato al governo per tre anni
e non ne ha fatta una che è una
di riforma,
adesso dice al nuovo governo
che è in carica da meno di 15 giorni,
che è un governo di pasticcioni
 che non combineranno niente.
Senti da che pulpito!!!

Il vecchio ministro della semplificazione
(Calderoli)
che è stato al governo per tre anni
e che più che fare dei falò
delle leggi che fingeva di aver abolito
nient’altro ha fatto,
(ah!,no, scusate
ha anche aperto delle sedi distaccate dei ministeri
nella ex villa reale di Monza:
tre stanzette senza telefono né luce),
adesso dice al nuovo governo
che è in carica da meno di 15 giorni,
che è un governo di pasticcioni
 che non combineranno niente.
Senti da che pulpito!!!

Il vecchio ministro degli Interni
(Maroni)
che più che dire
che in Italia c’era la guerra civile,
e che saremmo stati invasi da 300mila libici,
senza essere capace di predisporre misure
per quelle poche migliaia di profughi
effettivamente poi sbarcati a Lampedusa,
che ha dato la caccia ai no-Tav in Val di Susa
ed anche  ai tifosi di calcio
sprovvisti della tessera da lui inventata,
e poi nient’altro ha fatto, 
se non prendersi il merito 
di azioni delle Forze dell'Ordine andate a buon fine
per la capacità  di magistrati, poliziotti e carabinieri,
adesso dice al nuovo governo
che è in carica da meno di 15 giorni,
che è un governo di pasticcioni
e che non combinerà  niente di buono.
Senti da che pulpito!!!


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10 settembre 2011

153.1) Che delusione vedere dei giovani che leccano e osannano Berlusconi.

Che delusione vedere dei giovani che leccano e osannano Berlusconi.






Ieri, si è svolto, non so dove non so perché,  un convegno di giovani rampolli della borghesia italiana, con  la partecipazione di Berlusconi e della ministro per le politiche giovanili on. Meloni.
Il convegno è stato quasi completamente trasmesso in diretta dal canale 48 Rai News e quindi si è trasformato in un comizio infinito trasmesso per l’intero popolo italiano.
Mi ha fatto un certo sentore di stantio, di andato a male, di nauseabondo già da subito il vedere riuniti migliaia di giovani con la maglietta nera a mezze maniche, su cui era stampigliato un logo giallo triangolare a scendere di uno dei tanti movimenti della galassia di cui è composto il Popolo Della Libertà.

Ma la delusione non è stata solo per il fatto estetico in sé , ma perché da questa platea giovanile non facevano che levarsi applausi in continuazione verso l’oratore di turno e più tardi ad interrompere ogni due parole il discorso del Presidente e della sua ospitante ministro.
È stato deprimente per me e per i miei amici (e forse anche per altri) vedere le giovani leve della nostra aristocrazia e della nostra borghesia, cioè di coloro che tra qualche anno prenderanno in mano le redini politiche ed economiche dell’Italia, che applaudivano ad ogni piè sospinto frasi come questa: 
“ Presidente, la tua lungimiranza ci ha portato e ci porterà lontano”, oppure come 
“ noi giovani grazie a te e alla tua lungimiranza ( e dagli…) abbiamo di fronte a noi un avvenire di certezze e di grandi responsabilità”.
Naturalmente di fronte a queste sfacciate manifestazioni di lecchismo partitico, credo che i milioni di giovani precari senza lavoro certo né avvenire sicuro, ringrazieranno i partecipanti al convegno per il sostegno sociale e per le aperture mentali  che ne sono derivate al mondo del precariato.
Ma  il culmine del lecchismo e dell’ovazione è stato quando, quasi in delirio e scandendo ad una ad una le parole che andava pronunciando, calcando sempre più il tono della voce, in un autoparossismo verbale, il Presidente Berlusconi ha detto che:
“ nessun governo e nessun governante al mondo avrebbe potuto fare meglio di lui in questa situazione di crisi drammatica per l’Italia.”

Qui si è avuto il clou dell’ovazione da parte dei lecchini in maglietta nera con logo giallo stampigliato sul davanti seduti in platea, che sono balzati come furie in piedi ad osannare lo stupidario  solenne che il Nostro riversava su di loro, e attraverso loro e Rai News,  su di noi.


Ma mentre noi a casa spegnevamo a questo punto  (avendo capito dove andava a parare)  la telecronaca del convegno, sicuramente i giovani eredi della nostra borghesia, avranno continuato chissà per quanto tempo  negli osanna e nei leccamenti al loro anfitrione che, assieme ai soldi  e alle fabbrichette di papà,  garantirà ad essi, come hanno dichiarato nel convegno, un futuro certo di successi sia politici che economici.

Alla faccia dei milioni di precari che nel loro futuro, grazie all’operato anche ( e non solo) dei governi Berlusconi, nel loro futuro vedono nero e più che nero ( senza loghi gialli da mettere in mostra).


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23 luglio 2011

129.1) Tre ministri in una stanza.

Tre ministri in una stanza.
Alla presenza di Umberto Bossi e dei caporioni del Carroccio, oltre che della ministra Michela Brambilla,(che non c'entrava niente ma è come il prezzemolo: dove uomini maschi si riuniscono lei è lì immancabilmente con i suoi capelli rossi e le sue scollature), sono state inaugurate oggi alla Villa Reale di Monza le strombazzate sedi distaccate dei ministeri dell’Economia, delle Riforme e della Semplificazione.
In pratica degli sgabuzzini nudi e crudi con alle pareti i ritratti di Napolitano, Bossi e Alberto da Giussano.



Una pagliacciata, simbolo del degrado politico e istituzionale mai raggiunto nel’Italia repubblicana”.
E Bossi, a chi gli ha fatto osservare che a Roma dell’apertura dei nuovi uffici, non sono molto contenti, ha replicato: “Sono contenti al Nord”.
Evidentemnente Bossi ha perso il suo famoso fiuto su quanto pensa la “sua”gente del Nord.


A chi volete che interessi recarsi a Monza in una stanzetta disadorna con all’esterno le targhette di tre ministeri ( Economia, Semplificazione e Riforme) , a fare che , poi?
Chi ha bisogno di parlare coi politici continuerà a recarsi a Roma, dove può sperare di incontrare quello giusto, capace di ascoltarlo e magari risolvere i suoi problemi.
E poi a Monza, in quella stanzetta disadorna, i tre ministri, quando eventualmente dovessero incontrarsi, cosa faranno?
Alla faccia dei problemi dell’Italia, non potranno che starsene lì a tirar sera giocando magari  a tressette.
Il popolo leghista, voleva ben altro , che tre fannulloni a giocare a carte nei ministeri decentrati del Nord. 
Ma Bossi questo non l'ha ancora capito.


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15 luglio 2011

126.1) E’ iniziato il trasferimento dei Ministeri al Nord.

E’ iniziato il trasferimento dei Ministeri al Nord.


Vivo in una zona geografica che tra qualche anno si secessionerà dall’Italia e, col nome di Padania, entrerà a far parte di quel gruppo di Nazioni che implorano di far parte dell’Europa e della zona dell’euro.

Tra qualche anno, quindi, volenti o nolenti, per il semplice fatto di abitare da queste parti , e di non avere possibilità economiche per trasferirci altrove, qui da noi si tornerà ad usare la lira ( che non sarà più chiamata italiana, ma padana) a meno che non  ci mettiamo ad usare la moneta che usavano i nostri padri Celti o Unni o Ostrogoti.
Se usare una moneta, e quale, o tornare al baratto lo decideranno i nostri politici padani riuniti nel Parlamento di Monza.

Dove, in questi giorni e più precisamente nella Villa Reale, si stanno svolgendo i preliminari di quel grande trasferimento di poteri e di ministeri che avverrà dall’Italia alla Padania.
Ieri alcuni operai hanno cominciato a scaricare scatoloni di mobili per iniziare il trasferimento degli uffici dei tre ministeri (Economia, Semplificazione e Riforme) che faranno da capofila al completo spostamento  governativo.
"Stiamo parlando di mobili pagati con i soldi della Lega Nord,"- ha detto il sindaco di Monza, alla testa di un gruppo di lavoro composto da due artigiani che si sono messi all’opera per allestire gli arredi.
"E sono mobili Padani, cioè fatti e costruiti nella nostra bella Brianza, la patria del mobile" - ha continuato il bugiardesco primo cittadino monzese, facendo finta di non vedere che gli scatoloni avevano la dicitura e il logo commerciale di una azienda che sorge a Scordia, cittadina che dista circa 30. km da Catania.
Dunque mobili del Sud per la Lega Nord.

I due operai, dopo aver scaricato e assemblato quattro scrivanie e due armadi che hanno poi dislocato in due stanze del piano terra all’ingresso dell’ala Sud del Palazzo, hanno salutato e se ne sono andati.
Dunque i ministeri della Lega Nord sono alloggiati nell’ala Sud.





Facendo un po’ di calcoli, o chi ha fatto gli acquisti si è sbagliato o gli operai hanno toppato.
Tre ministeri vuol dire tre scrivanie e tre armadi, e qui ci sono quattro scrivanie e  due armadi.
Vuoi vedere che vista l’importanza del momento , al Ministero dell’Economia sono state riservate due scrivanie, una per il Ministro e una per il suo vice? E data la mole di documenti che smuovono i due armadi sono tutti per loro?.

Beh!,Vorrà dire che al ministro della Semplificazione (Calderoli) e al ministro delle Riforme ( Bossi) che notoriamente tutto fanno tranne che lavorare, una scrivania a testa basta e avanza, anche solo per metterci sopra un bel posacenere per il sigaro su quella  di Bossi o una bella foto di un porcellum su quella di Calderoli.


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16 giugno 2011

107.1) La Lega sprecona adesso è diventata risparmiosa.

La Lega sprecona adesso è diventata risparmiosa.


La Lega Nord prima ci fa sprecare soldi ( tanti soldi) non accorpando la data dei referendum a quella delle elezioni amministrative, e adesso, dopo la batosta ricevuta (...sberla, la chiama Calderoli) corre ai ripari e si accorge che tra gli italiani esiste una eterna e dannata questione fiscale. 
Quei pochi e soliti che le pagano ( perchè in Italia c’è un’ evasione grande come una casa)  paga troppe tasse rispetto ai risultati e ai benefici ottenuti.
Questo malcontento la gente lo ha manifestato disobbedendo in modo plateale alle indicazioni di voto dei partiti di governo, incolpati di non aver saputo gestire l’economia e di aver anteposto ai bisogni primari della gente la risoluzione di problemi personali di politici eccellenti.

Solo adesso la Lega (partito di maggioranza governativa da anni) se ne accorge, dopo che un suo ministro, il ministro dell’Interno, che ora vuol farsi passare per risparmioso, allo scopo di far fallire il quorum per i referendum, ci ha fatto buttare alle ortiche 300 milioni di euro, facendoli svolgere in una data diversa dalle elezioni amministrative. 
Sempre questo ministro si è anche accorto che la partecipazione alla missione Onu- Nato contro il regime di Gheddafi è onerosa e ci costa notevolmente, ed allora esterna tutte le sue rimostranze e chiede la sospensione dei bombardamenti, non accorgendosi, il tapino, che così facendo consegna di fatto milioni di persone alla sanguinaria vendetta del dittatore beduino, ex amico e fino a qualche mese fa ricevuto con tanto di baciamani e inchini in quel di Roma.

Ma che bello che la Lega si accorga finalmente dei bisogni dei propri cittadini.
Che bello che se ne sia finalmente accorta dopo aver ricevuto in faccia due sonore sberle elettorali, assieme al suo socio Berlusconi. 
La lezione forse è servita. 

Ma una Lega così non ci interessa. 
Non interessa più alla gente del Nord una Lega incapace di capire gli umori e le necessità della gente.
Di una Lega ormai romanizzata, che ha fatto propri tutti i difetti della Roma Ladrona: la corruzione e il nepotismo, perdendo così il contatto con la gente, con la sua gente, che ce ne facciamo?

E adesso, per tornare a riconquistare i suoi ex elettori, sul pratone di Pontida ci elencherà i benefici di una riforma fiscale da lei voluta e promossa, anche in contrasto con gli alleati di governo, ma ormai il suo modo di fare non incanta più nessuno, se non quei suoi militanti irriducibili che accorrono sempre ai suoi raduni per motivi più folcloristici che politici.

La Lega impari, dopo averci illuso  col suo federalismo fiscale che ha di fatto aumentato le tasse, e  prima di volerci di nuovo sbalordire con l’abbaglio e gli effetti speciali di una riforma del fisco, a non farci spendere tanti soldi per compiacere le voglie antireferendarie dei  suoi alleati, altrimenti, ne può stare certa, oltre alle sberle tra un po’ arriveranno anche le pedate.


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23 maggio 2011

88.1) Il 12 giugno tutti a votare i referendum: le ragioni del no e del si

Rechiamoci tutti alle urne Il 12 e il 13  giugno per a votare i referendum- vediamo le ragioni  del no e del si
I quattro quesiti proposti riguardano l'abrogazione o meno di alcune leggi che prevedono:
1-2) la privatizzazione dell'acqua e problemi connessi (si vota SI se si vuole cancellare la legge , si vota NO se si si vuole mantenere in vigore la legge),
3) la produzione di energia nucleare (si vota SI se si vuole cancellare la legge , si vota NO se si si vuole mantenere in vigore la legge),
4)  il mantenimento del legittimo impedimento del Presidente del Consiglio e dei Ministri (si vota SI se si vuole cancellare la legge , si vota NO se si si vuole mantenere in vigore la legge).










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15 marzo 2011

47.1) Le palle della ministra Prestigiacomo

Le palle della ministra  Prestigiacomo


La ministra Prestigiacomo:
"anche dopo quanto sta accadendo in Giappone
noi non abbiamo paura del nucleare".

Forse tu no, ma noi si.

Vuoi forse farci sapere che sei una ministra con le palle?

Leggiti il vocabolario:

Avere le palle significa aver coraggio, non incoscienza.



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    16 marzo 2010

    47.0) Un ministro delle Finanze che dichiara redditi minimi ti invoglia a pagare le tasse? Non mi pare, anzi mi fa venire voglia di evaderle….!.


    Un ministro delle Finanze che dichiara redditi minimi ti invoglia a pagare le tasse? Non mi pare, anzi mi fa venire voglia di evaderle….!. 

     
    Che voglia può avere  un cittadino italiano di pagare le tasse, se lo stesso Ministro delle Finanze dichiara solamente 40 mila euro di reddito  netto   nel suo 730?

    Vediamo di chiarire il concetto  con un esempio.
    Nel  conteggio  mensile della pensione   di un ex dirigente di banca, cioè di una persona che ha raggiunto sul lavoro una importante posizione, fatta di impegni e  responsabilità,  e  con una lauta pensione lorda di  5.000 euro, gravano  all’incirca 2.000 euro di  imposte statali,  trattenute e addizionali regionali e comunali che portano il netto a 3000 mensili.
    Pertanto  il reddito netto annuo,  per 13 mensilità,  è uguale a 39.000 euro che è e rimane comunque  una buona pensione, non c’è che dire.

    Ora facciamo due conti:sulla busta paga del  buon ministro Tremonti 
    • Indennità varie di ministro :2.700al mese x 13 mensilità  uguale  35100 all’anno
    • stipendio da parlamentare  5.200mila  lorde al mese x 12 mensilità uguale 62.400 all’ anno
    Totale 97.500
    Inoltre,  come parlamentare ha diritto a  varie indennità  e benefits  non tassabili per  circa altri  7.000 euro mensili, così distribuiti.
    • Un rimborso forfettario di  4.190 euro;
    • Una tessera gratuita per non pagare autostrade, ferrovie, traghetti e aerei.
    • Una indennità di 1.100 euro per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma Fiumicino e la sede del Parlamento ;
    • oppure di 1.300  euro  se l’onorevole  deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di  residenza.
    • Una indennità di rimborso  spese telefoniche, di 3.098,74 euro all’anno . (258  mensili)
    Totale 97.500 +84.000 (7000*12) uguale 181.500  euro.


    E come mai allora il ministro nella sua dichiarazione dei redditi dice di averne guadagnati solamente  40 mila?

    Dove sta il trucco?
    Nello specifico, il reddito complessivo di Tremonti è stato pari a 176.897 euro, ma il ministro  ha potuto usufruire di oneri deducibili dal reddito per 137.225 euro che hanno fatto scendere l’ammontare dichiarato a 39.672 euro netti..
    Il trucco  quindi sono gli oneri deducibili:

    Adesso ditemi voi quanti lavoratori dipendenti nella loro busta paga  possono  contare su oneri deducibili  pari a 2/3 dell’imponibile?
    Noi  popolo bue, sulle cui spalle grava  l‘economia del Paese, niente oneri deducibili, mentre  i parlamentari e i ministri  si!
    Porca vacca,  ma  la vogliamo finire di considerare quelli che  vengono eletti parlamentari o ministri come fossero delle persone da incensare,  da riverire e da mettere su un piedestallo?
    Queste persone hanno scelto di fare quel lavoro, e va bene, probabilmente faranno una vita agevolata  e non  si asciugheranno tanto spesso il sudore perché  non faticheranno molto, ma che almeno paghino le tasse  in egual misura a quanto le paga il popolo bue, perbacco.
    Egregio signor ministro dell’economia e delle finanze on.. Tremonti, concorda  o non concorda, con questo ragionamento?
    Lei non concorda, e ne eravamo certi.
    Lei continuerà  ad essere favorevole a  una distinzione  tra  le poche imposte  riservate  alla casta degli eletti e le tante invece  da addossare al  gregge .
    Eppure, guardi che  a lungo andare  il popolo  si può trasformare da gregge  in  mandria di lupi., con le conseguenze del caso  verso  chi lo conduceva in  pascoli  poco  appetibili.
    E’ già capitato,  e più di una volta, nel corso dei secoli.
    E può  capitare di nuovo!
    Perché la rabbia del popolo, di fronte a certe dichiarazioni  fasulle dei redditi , monta, monta monta, e prima o poi esploderà.



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    14 gennaio 2010

    11.0) Due o tre fanfaroni al governo dell’Italia.


    1) Silvio da Arcore rientra a Roma dopo l’aggressione subita a Milano nel dicembre scorso, e vuole stupire gli italiani con una battuta ad effetto probabilmente studiata durante le ore di convalescenza trascorse negli studi del dentista o nella clinica maxillo facciale :
    “Ragazzi, nel 2010 ridurrò le tasse a due sole aliquote, 23% (per i ricchi?) e 33% ( per i lavoratori ?).”
    Giubilo e feste in piazza tra i sostenitori della coalizione governativa.
    Sconcerto e certezza di una presa per i fondelli da parte dell’opposizione.

    Neanche tre giorni dopo questo glorioso annuncio, foriero di presagi di vittoria alle incombenti elezioni amministrative di primavera, il buon Silvio fa marcia indietro:
    “Ragazzi, io ho solo detto che mi sarebbe piaciuto ridurre le tasse, a due sole aliquote, 23% (per i ricchi) e 33% ( per i lavoratori ). ma, santo Iddio, voi non ve ne sarete accorti, mentre io si, ma vedete, in Italia c’è la crisi economica, le aziende chiudono una dopo l’altra, la disoccupazione è in aumento, etc. etc. etc. , e quindi la riduzione delle tasse in questo contesto non la si può fare.”

    Che fanfarone,” ha esclamato il mio amico frate Antonio da Bergamo, “che fanfaron dei fanfaroni!
    Forse che la crisi economica non c’era fino a tre giorni fa?.
    E lui se n’è accorto solo adesso?
    Forse il colpo ricevuto in testa tramite la statuetta lanciata dal buon Tartaglia, comincia a dare i suoi frutti,o forse il buon Silvio da Arcore sta rinsavendo, se ha scoperto che in Italia si sta vivendo una drammatica crisi economica e di conseguenza non si possono buttare soldi dalla finestra.
    Forse con altre statuette riusciamo anche a fargli eliminare gli stanziamenti per altre due opere completamente inutili o dannose, come la costruzione del Ponte sullo Stretto della mafia, o quella di dodici o venti centrali nucleari in Italia. (il numero esatto ancora non lo si sa: verrà estratto a sorte in una delle prossime tornate del superenalotto)”.



    2) Il buon ministro Calderon dei Calderoli , annuncia che essendo lui il ministro della semplificazione (qualcuno se n’era accorto?) ha provveduto nei due anni circa del suo mandato ad eliminare dalla legislazione italiana ben 225 mila leggi, che secondo lui non servivano a nient’altro che a complicare la vita degli italiani.

    Oh!, finalmente un ministro che ci semplifica la vita. E bravo il ministro!
    Però due semplici calcoli , a questo punto, si impongono:
    Giorni di governo del buon ministro = 365+ 365 = 730 . Arrotondiamo pure a mille.
    Leggi eliminate 225.000 diviso 1000 = 225 leggi eliminate ogni giorno.

    Il dubbio è di rigore: ogni giorno il Buon Calderon dei Calderoli , avrebbe letto, esaminato, ponderato, sviscerato in ogni sua parte, in ogni suo codicillo, in ogni suo comma, in ogni suo aggancio ad altre norme, ben 225 leggi per trarne la conclusione che esse tutte andavano eliminate e tolte dalla legislazione corrente.
    Ma neanche Pico della Mirandola, ci sarebbe riuscito, anche solo per  mancanza di tempo.
    La giornata è fatta di 24 ore, e nelle 8 ore che concediamo al ministro di aver lavorato egli avrebbe letto , sviscerato, etc, etc, ed eliminato una ventina di leggi all’ora.
    “Che fanfarone, ha esclamato il mio amico frate Antonio da Bergamo, che fanfaron dei fanfaroni! E chi gli crede è più fanfarone di lui. “


    3) Questa storia dei numeri a caso del ministro della semplificazione , mi ricorda la battutaccia del suo grande capo di partito, quel tal Boss dei Bossi di Cassano Magnago ,che anni fa esclamò, probabilmente uscendo da una bettola di Ponte di Legno dove aveva tracannato qualche fiasco di vino, che almeno trecentomila abitanti delle valli bergamasche erano pronti ad imbracciare il fucile per sostenere le balordaggini che la sua testolina sfornava a getto continuo.
    Dato che le valli bergamasche non raggiungono il numero di abitanti citato, e se ciò anche fosse vero, nel conto andrebbero inseriti anche i lattanti e i bambini, e non è comunque detto che tutti questi valligiani sarebbero stati disposti a combattere con il fucile per le idee balzane del bevitor Bossi, è stato facile per coloro cui l’attuale ministro delle Riforme stava antipatico, dimostrare che solo di fanfaronate si trattava. 


    Ed ecco citati, qui in fila, il nome e cognome di tre fanfaroni attualmente alla guida del governo in Italia.
    Ed è probabile che in quell’autorevole consesso ce ne siano altri di fanfaroni, ma, per motivi di spazio, al momento non ne parliamo.

    Povera Italia, poveri noi italiani, e pensare che siamo stati tutti bambini da piccoli..

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  • 11 gennaio 2010

    8.0) Ribellarsi alle ingiustizie.Ecco quanto ci hanno insegnato i nostri fratelli immigrati di Rosarno.


    Ribellarsi alle ingiustizie.Ecco quanto ci hanno insegnato i nostri fratelli immigrati di Rosarno.




    Gli immigrati, regolari o irregolari che fossero, di Rosarno, di fronte al cumulo di ingiustizie che dovevano sopportare, ad un certo punto si sono ribellati e hanno messo a ferro e fuoco i beni di quella società che li taglieggiava come schiavi, con orari di lavoro esagerati e buste paga insignificanti, oltre alle varie angherie che la loro condizione di neri comportava.
    Ci hanno insegnato che a tutto deve esserci un limite, e che la sopportazione non è infinita.

    Magari anche gli abitanti delle cinque regioni del sud in mano alla camorra, alla ‘ndrangheta e alla mafia, si ribellassero come hanno fatto i nostri fratelli immigrati, e mettessero a ferro e fuoco i beni dei mafiosi e dei malavitosi!.
    Saremmo di fronte ad un atto di civiltà che per ora appare solo come un sogno.

    Eppure, non c’è bisogno di mettersi a rischiare la vita o la propria incolumità fisica: basterebbe che ogni cittadino del sud utilizzasse il suo telefonino per denunciare alla finanza, ai carabinieri, alla polizia chi sta commettendo un reato o un ingiustizia, invece di continuare a vivere , lamentandosi dell’assenza dello stato, in completa omertà e facendo finta di non vedere.

    Gli abitanti del sud, devono imparare la lezione: basta con l’illegalità e la corruzione, che stanno strozzando come un cappio l’economia delle loro regioni, e non permettono ai loro figli di trovare uno sbocco lavorativo se non arruolandosi nelle file dalla mafia.

    Naturalmente lo Stato centrale deve fare la sua parte.
    Il ministro Maroni, invece di inviare 800 militari a Milano a spalare la neve, lasci che la neve se la spalino i milanesi, e mandi invece 800 militari in ogni città e in ogni grosso comune del sud per difendere i negozianti, i cittadini, le persone oneste dal ricatto, dalle richieste di pizzo e dalle estorsioni dei malavitosi.
    E se 800 non bastano, ne mandi ancora di più, invece di tenerli nelle caserme a grattarsi.


    Lo Stato controlli che tutte le attività lavorative avvengano alla luce del sole e combatta il lavoro in nero, e soprattutto la smetta di essere colluso con la mafia e fare accordi con essa.
    Mandi in galera i malavitosi e lì ce li tenga.
    Anche lo Stato centrale impari la lezione di civiltà che ci hanno dato i nostri fratelli immigrati di Rosarno: metta a ferro e fuoco , una volta per tutte la mafia e le mafiosità.
    E compia finalmente un atto di civiltà liberando così dal cappio gli abitanti delle cinque regioni meridionali ostaggio della malavita.

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    26 settembre 2009

    378) La coerenza non è il punto di forza dell’ ex ministro Castelli





    La coerenza non è il punto di forza dell’ ex ministro Castelli


    Il buon Castelli assieme ad altri leghisti ieri si è messo ad applaudire il Papa che ha tuonato contro i divorzi e le convivenze, ritenute la causa principale del degrado della società attuale.
    Il nostro ex ministro, un divorzio, due matrimoni e due famiglie allargate sulle spalle, probabilmente ha obbedito a ordini di partito che gli intimavano di applaudire i Pontefice per dissipare i malintesi tra le gerarchie ecclesiastiche e la Lega Nord, ma del discorso del Papa o non lo ha ascoltato o non ci ha capito un acca.
    In effetti, nel suo ultimo discorso, il Papa ha versato i propri strali contro coloro che minano l’unità della famiglia con le separazioni, i divorzi e le convivenze.
    Egli dice che lo stile di vita “relativistico” odierno (il relativismo, qualsiasi cosa voglia dire, è il suo pallino), attraverso produzioni letterarie, cinematografiche o televisive, porta ad esaltare una realtà nella quale le famiglie si compongono e si sfasciano ad ogni nuovo capitolo o ad ogni nuova puntata e dove il modello che viene proposto come normalità è quello di una famiglia senza più confini morali, in cui non si sa più chi è padre e chi madre, chi fratello e chi sorella, dove la fragilità dei legami familiari rischia di innescare problemi psicologici di identità e di ruolo, soprattutto nei bambini e negli adolescenti.

    Questa analisi del Papa è oggi condivisa da molti studiosi delle dinamiche familiari .
    In effetti, chiunque voglia guardare la realtà senza mettersi le fette di mortadella sugli occhi, può agevolmente notare che l’alto numero dei divorzi, la diffusione di famiglie allargate nelle quali ci sono padri e madri naturali assieme a padri e madri acquisiti, lo svolgersi di riti complicati per vedere o passare qualche ora con i figli nei fine settimana, tutto questo insieme di situazioni può provocare turbamenti psicologici in molti bambini, constatati anche da indagini dei medici di famiglia e di molti psicologi infantili.
    Il Papa di tutto questo ha parlato con toni preoccupati, denunciando addirittura l’esistenza di bambini “orfani” non perché siano senza genitori, ma perché ne hanno troppi, con il rischio di creare nei figli una tipologia alterata di famiglia, non più basata sulla continuità di legami nei rapporti, ma sulla precarietà delle convivenze.

    Molti hanno preso lo spunto da queste riflessioni papali, per sottolineare come la precarietà della famiglia sia in parte dovuta anche alla contrarietà della Chiesa a permettere che gli Stati legalizzino o diano normative certe e più vincolanti alle unioni di fatto e alle convivenze civili.
    Da un lato, essi dicono, ci si lamenta per la situazione e dall’altro si ostacola la normalizzazione.

    Chi al contrario si è dimostrato entusiasta e plaudente all’intervento del Pontefice è stranamente stato il leghista Roberto Castelli, viceministro attuale delle Infrastrutture ed ex ministro della Giustizia, il quale ha sulle spalle un divorzio, due matrimoni e due famiglie allargate.
    "Il Papa" -ha detto il buon Castelli,- "ha perfettamente ragione, ed io credo che sui temi della famiglia , per la tutela dei nostri figli e dei minori, occorrerebbe iniziare una forte rivisitazione quantomeno culturale, al fine di accentuarne la vena fondamentalista e il positivismo che ad essa appartiene."
    Qualsiasi cosa abbia voluto dire l’ex ministro, probabilmente lo ha capito solo lui, ma d’altronde da uno che si ritrova sulle spalle complicati problemi familiari come i suoi, non c’è da pretendere nè coerenza nei ragionamenti né coerenza nei comportamenti.
    Forse egli avrebbe semplicemente fatto meglio a stare zitto e a non perdere l’occasione di tacere almeno per una volta, invece di commentare favorevolmente proprio lui, con la sua complicata situazione familiare, le legittime dichiarazioni del Papa, che probabilmente egli, il buon Castelli, non ha neppure capito.
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