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29 gennaio 2013

6.3) Monti adesso vuole strafare, ma inciampa..

Monti adesso vuole strafare, ma inciampa...

Lui vuole regolamentare tutto adesso, ci ha preso gusto.

Ha dato le dimissioni da capo del governo, ma vuole rimanere attaccato alla sedia del potere che evidentemente gli è piaciuta.

Per questo ha fondato una coalizione di partiti che lo rieleggano Presidente, perchè lui, meno di quello niente vuol fare. 

Poi si mette a parlare e a rilasciare interviste a tutti i giornali e a partecipare a tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive, a tutti i convegni possibili e immaginabili con lo scopo di riuscire a  tornare a fare il Presidente del Consiglio.
 Ma egli, che parla, parla e parla, e dice cose a proposito e a sproposito, ecco che alla fine inciampa sulla scuola. 

Lui che aveva il compito di cercare di ridurre il debito pubblico dello Stato italiano, e non c'è riuscito perchè invece di ridurlo lo ha aumentato, adesso in compenso vuole diminuire le vacanze degli studenti italiani aumentando i loro giorni di scuola, ma non sapendo più ormai quel che dice non si è accorto che mettersi curvi sui banchi di scuola ad agosto in certe regioni d'Italia è una tortura bella e buona. 

Inoltre con questa bella idea del menga, così facendo mette in crisi ancora di più l'industria vacanziera  e quella del turismo con quanto ad esso collegato, che seppur con sacrifici stavano cercando di restare a galla in questa difficilissima crisi economica. 

Succederà così che in Italia le vacanze ad agosto le potranno fare solo i ragazzotti tedeschi, mentre i loro coetanei italiani suderanno sui banchi di scuola  sotto il solleone a studiare matematica e quisquilie simili. 

E bravo il buon Monti.
E provare a parlare un pò di meno e raccontare meno castronerie, no?


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29 settembre 2012

79.2) Libertà di stampa o di diffamazione?

Libertà di stampa o di diffamazione?


 Ieri è stato arrestato il regista israelo-americano autore del  film contro Maometto che ha offeso miliardi di musulmani praticanti e causato disordini con la morte di molte persone.
 Lui si difende dicendo che i reati di opinione non devono essere puniti e che quindi lui era libero di dire la sua su Maometto. 
Questa è la cosiddetta “libertà di stampa” e una Nazione che non la garantisce è una Nazione barbara, come barbari e antiquati sono coloro che reagiscono con la violenza. 

Per pura combinazione, negli stessi giorni  in Italia è accaduto un episodio che ha fatto gridare alla mancata libertà di stampa anche qui da noi. 
E’ successo che tempo addietro sul quotidiano “ Il Giornale” era apparso, firmato con uno pseudonimo, un articolo diffamatorio e pieno di falsità contro una persona e i suoi famigliari. 
 Invano i destinatari di questa diffamazione avevano  cercato di far rettificare l’articolo chiedendo una smentita e una ritrattazione al giornale.
 Niente da fare: si è dovuti andare per vie legali ed il Tribunale, in seconda istanza, ha condannato il direttore del quotidiano a 14 mesi di carcere per avere omesso il doveroso controllo di veridicità su quanto scritto e pubblicato.
 Anche questo nostro direttore di giornale, come il regista di cui sopra, si difende dicendo che così viene violata la libertà di stampa, etc, etc.  e che quindi il nostro Paese è una Paese barbaro etc, etc.

 Una considerazione viene spontanea: 
entrambi questi due personaggi non hanno ancora capito che la legge deve  tutelare  la libertà di pensiero , di espressione e di stampa, ma non  la libertà di diffamazione o di incitamento all’odio .
 E quindi la condanna ben gli sta a questi due  personaggi che con la  loro opera  o l' omissione di controllo hanno causato danni a persone innocenti.

 Nel caso poi del giornalista Sallusti, direttore del “Giornale”, posso esprimere la mia opinione personale e cioè che la condanna gli sta bene a prescindere, anche solo per l’antipatia che suscita in molte persone con quel suo fare arrogante e luciferino che assume quando appare in Tv;
 ma forse era meglio che invece del carcere gli fosse stata comminata una pena pecuniaria, che so, di un milione di euro, perché certe persone capiscono la lezione solo se vengono toccate nel portafogli ed inoltre con questa cifra si sarebbero  potute adeguatamente rimborsare le persone oggetto della diffamazione per il danno di immagine e di vita che hanno subito.


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15 febbraio 2012

21.2) Povero me! Non ho ascoltato la predica folle di Celentano!

Povero me! Non ho ascoltato la predica folle di Celentano!
E adesso come farò a sopravvivere?





Mamma mia, cosa mi sono perso ieri sera!
Per scelta televisiva non assisto mai al festival di Sanremo.
Ma così facendo, Mio Dio, che cosa mi sono perso! 

Sono rimasto a quando lo ascoltavo per radio: dicevano il titolo della canzone, il nome del cantante e partiva la canzone.
Mi ricordo ancora di “Vorrei volare come volan le rondini”, “Una marcia in fa, una marcia in fa, una marcia per favor, per la figlia del dottor.”
E poi “ nel blu dipinto di blu” , “Tu sei romantica,” “Ma piove piove sul mio amor”.
La trasmissione era suddivisa, mi pare già allora, in tre serate, ma durava al massimo  un’oretta per sera.
Non c’erano predicatori folli allora.
iL presentatore diceva " Cari amici vicini e lontani",  il titolo della  canzone, il nome del cantante, del direttore d’orchestra ,  del coro e via con la canzone.

Oggi invece è tutto più complicato e dilatato nel tempo.
Adesso c’è spazio , tra una canzonetta e l’altra, per i predicatori folli e super pagati.
Le canzoni, lasciamole perdere, non le voglio  giudicare,  ma la predica.. sono stato folle anch'io a non ascoltarla.
Cosa deve fare adesso  uno che come me non ha assistito alla predica?
Spararsi? Demoralizzarsi? Demordere? 
Come si può riparare a tanta poca avvedutezza nell’aver saltato di proposito la predica del folle?
Un’idea sul contenuto già me la sono fatta leggendone  il resoconto sui giornali odierni, ma meglio se me la farò riassumere dal mio amico frate Antonio da Bergamo, che sicuramente ha assistito all’evento mediatico 
(anche perchè alla sera nel convento hanno poco o niente da fare).
E il buon frate, mi rassicura: - Stai tranquiillo, che se non hai ascoltato la predica di Celentano, non hai perso niente e puoi continuare tranquillamente a vivere nella ignoranza del suo contenuto predicatorio.
Tanto più che, è parsa a molti una predica preparata a tavolino a favore del settimanale Famiglia Cristiana e del quotidiano l’Avvenire.-
Ma come- dico io- ma se ha attaccato pesantemente questi due giornali?
Questo all’apparenza, - mi fa il buon frate amico – ma in realtà tu sai che parlando male di qualcuno o di qualcosa in televisione, poi questo qualcuno o questo qualcosa diventa di moda e nel nostro caso, questi giornali così pesantemente tirati in ballo aumenteranno per qualche tempo la tiratura.
Quindi rassicurati, non siamo di fronte a una stroncatura di Famiglia e dell’Avvenire, ma a una vera e propria campagna pubblicitaria occulta e ben mirata.
Quindi, il consiglio è di non approfondire ma di lasciar perdere Celentano e le sue prediche folli, e vedrai che vivrai meglio.
E se come sembra, stasera ne farà un’altra di predica, tu vai fuori a cena con gli amici, invece di star lì come un ebete incollato al televisore in attesa del messaggio salvifico.
Ed anzi, a cena invita pure me, che stasera la predica del folle la voglio saltare pure io.-

E allora, caro il mio Celentano, tu stasera e nei prossimi giorni fai pure le tue prediche folli, che tanto  io e il mio gruppo di amici abbiamo di meglio da fare, di fronte ad una tavola ben  imbandita, che starti ad ascoltare.


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15 agosto 2011

141.1) E se provassimo anche a......?

E se provassimo anche a......?

Risparmiare sui contributi che lo Stato dà ai giornali.
Ogni anno lo stato finanzia a fondo perduto, con una media di 170 milioni di euro di contributi statali i giornali di partito o quelli editi da cooperative ed enti morali
Si tratta in genere di prodotti senza contenuto editoriale, di giornali stampati solamente per ricevere finanziamenti, fondati spesso con l'appoggio di qualche parlamentare.
Si chiede qui abbassare il fondo a 15-20 milioni, al fine di sovvenzionare ed aiutare solo i giornali meritevoli, secondo criteri ben precisi e stabiliti di informazione seria, di numero di lettori o di diffusione nazionale.
Gli altri giornali, cioè la carta straccia, lo Stato non li deve più sovvenzionare.
Se qualche politico o industriale, per motivi suoi lo vuole fare, nessuno glielo proibisce, ma la sovvenzione non sia a carico dello Stato.


Risparmiare sulle spese militari.


In tempi di crisi economica profonda come l’attuale, con il rischio di bancarotta dello Stato, è inutile voler fare i salvatori del mondo, mantenendo contingenti militari in varie Nazioni.
E’ certamente doloroso smettere di aiutare popolazioni che soffrono per la mancanza di diritti o sotto lo spauracchio di regimi dittatoriali o di tirannie di matrice pseudo religiosa e integralista.
Eppure, giunti a questo punto della catastrofe nazionale in cui si impongono restrizioni di varia natura, il nostro aiuto a tali popolazioni non può che diventare di natura morale e di vicinanza sentimentale ai loro problemi, lasciando che le parti più evolute di tali società riescano esse stesse a rivoltarsi contro i loro oppressori , come del resto sta dimostrando il vento rivoluzionario che spira dall’Africa settentrionale.
Il risparmio sulle spese militari può essere di alcune decine di miliardi all’anno.
Scrive un giornalista della Stampa in questi giorni:
“Tagliando le spese militari del nostro Paese si possono recuperare nuove risorse per mettere in ordine i conti pubblici e rilanciare l’occupazione.
Tagliando la commessa per i 131 caccia bombardieri F-35 si possono risparmiare 15 miliardi di euro.
Altri 5 miliardi si possono recuperare dall’ultima trance del programma per l’acquisto di 121 caccia Eurofighter (per il quale sono già stati spesi 13 miliardi).
Fermando l’acquisto delle 10 fregate ‘FREMM’ per la marina militare si risparmiano altri 5 miliardi di euro e
fermando la commessa per 100 elicotteri NH90 restano a disposizione altri 4 miliardi di euro.
Complessivamente si possono reperire ben 29 miliardi di euro, di più di quanto Tremonti sia riuscito a mettere nella sua Manovra di ‘lacrime e sangue’ per i cittadini più deboli.

Risparmiare con piccoli provvedimenti ad effetto immediato.

Senza parlare dei provvedimenti da attuarsi immediatamente contro la casta politica e i suoi abusi che sembra siano oggetto, finalmente, di una discussione nazionale e di una presa di coscienza collettiva, segnaliamo qui alcuni provvedimenti da prendere immediatamente per far risparmiare allo Stato o alla comunità lavorativa , volta per volta, delle somme piuttosto esigue ma che sommate insieme assumono una certa rilevanza sociale.

- Ai consiglieri comunali che siano anche lavoratori dipendenti, spetta nelle giornate di seduta il diritto di assentarsi dal lavoro fino ad un massimo di un giorno di permesso retribuito,  che il Comune rimborsa alla loro azienda.
Visto che il consigliere non è obbligato a servirsene, o a prendersi l'intera giornata, si abolisca del tutto tale facoltà, risultando all’atto pratico che il costo consiglieri più rilevante per i Comuni è dato da questa voce e non dal gettone di presenza ai lavori consiliari.

- Ai lavoratori dipendenti, spetta nelle giornate in cui si recano a donare il sangue all’Avis, facendo così un’azione volontaria di solidarietà, di assentarsi dal lavoro fino ad un massimo di un giorno di permesso retribuito dall’azienda.
Si obblighino invece i lavoratori donanti a rientrare immediatamente al lavoro dopo la donazione, con un  ritardo calcolato tenendo conto della lontananza del centro prelievi dalla propria azienda, senza che la ditta debba pagare alcuna indennità giornaliera.

- A coloro che nel corso di tornate elettorali politico- amministrative o referendarie , si recano a votare nel giorno di lunedì, è concesso il diritto di assentarsi dal lavoro fino ad un massimo di un giorno di permesso retribuito dall’azienda.
Si conceda invece, e solo ai lavoratori che dimostrino la loro pratica impossibilità di essersi potuti recare alle urne nella giornata di domenica ( e solo a quelli), di poter usufruire , nella giornata di lunedì, del lasso di tempo necessario per recarsi nel seggio elettorale e, dietro presentazione di una dichiarazione del presidente del seggio, di tornare subito  al lavoro senza che la ditta debba pagare loro alcuna indennità giornaliera.



Oltre a tutto quanto previsto dalla "manovra lacrime e sangue" , lo Stato provi a far suoi questi suggerimenti e queste piccole cose, perché, come diceva mia mamma, un milione, oltre che poter essere fatto con metodi illegali o prepotenti, è anche la somma di tante piccole lire messe insieme risparmiandole giorno dopo giorno.



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26 luglio 2011

132.1) E’ forse notizia da prima pagina di un giornale nazionale che Travaglio legga le notizie in mutande il 25 luglio?

E’ forse notizia da prima pagina di un giornale nazionale che Travaglio legga le notizie in mutande il 25 luglio? 
Dove sta la notizia? 
Nelle mutande? 
“Il Giornale”: Oh, che giornale di gossip!




Il “Giornale” pubblica in prima pagina una sequenza di 4 foto in cui si vede il giornalista Travaglio mentre sta leggendo alcune notizie ripreso da una telecamera.
Nella località  piemontese da cui si sta trasmettendo improvvisamente avviene un terremoto e il giornalista, stupito e allarmato per l’ondeggiare della stanza, si alza in piedi per mettersi al sicuro.
Si può notare così che egli era in tenuta estiva, per così dire, con addosso soltanto maglietta e boxer.

Ebbene , ieri era il 25 luglio 2011 e si sa che luglio è il mese più caldo dell’estate.

Merita forse la notizia di prima pagina di un giornale nazionale il fatto che Travaglio legga le notizie seduto dietro la scrivania in mutande il 25 luglio?
No di certo, con tutto quello che è accaduto nel mondo in quel tal giorno, che difatti sugli altri giornali è riportato.

La fotosequenza citata si spiega solo con l’intenzione di voler ridicolizzare il Travaglio, reo di essere un bravo giornalista e vicedirettore a sua volta di un’altra testata di successo, ma con idee completamente opposte a quelle del direttore del Giornale.
E gli oppositori, si sa, vanno smascherati, vanno denudati e possibilmente derisi, facendo in modo di offrirli all’opinione pubblica in pose ridicole.
E questo è stato fatto. 
Il direttore Sallusti può essere orgoglioso del suo “Giornale”, e specialmente dell'edizione del 25 luglio 2011. 
Complimenti a lui, ai suoi collaboratori e all' editore di tal notiziario di gossip.


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6 marzo 2010

38.0) Non è giusto

Non è giusto







Hanno dato 4 anni di carcere a quel bulletto  di fotografo di nome

Fabrizio Corona


perché ricattava qualche personaggio danaroso che si faceva fotografare con i trans oppure in qualche situazione imabarzzante,
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e poi dopo 9 anni di carcere rimettono in libertà


Omar Favaro 
 

uno che, in combutta con la sua fidanzata, ha ammazzato la mamma e il fratellino della fidanzata con più di 90 coltellate.



Certo, la pena definitiva per questo Omar era di 16 anni , ma poi, con gli sconti di pena, e varie riduzioni e permessi, il tutto si è ridotto a 9 anni di carcere, ed ora è in libertà.

Non c’è proporzione tra la pena inflitta al Corona e quella inflitta ad Omar.

Le coltellate assassine per la legge sono meno pesanti di qualche scatto fotografico  nei confrontiu del  Vip di turno che vuole farsi pubblicità gratuita sui giornali e sui media.
Non mi sembra giusto.
Quelli che hanno pagato con la vita la sfortuna di  essere stati presi di mira da un assassino hanno tutto il diritto di rivoltarsi nella tomba di fronte a certe ingiustizie della legge italiana.


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17 gennaio 2010

14.0) Può crollare il mondo, ma la notizia principale riguarda le malefatte di Di Pietro.

Può  crollare il mondo, ma la notizia principale
riguarda le malefatte di Di Pietro.


Anche oggi, 17 gennaio, i due fogli del regime, “Il
Giornale
“ e “ Libero
nei titoli principali della prima pagina, descrivono il diavolo, sotto
le sembianze di Di Pietro, che non si sa bene che
cosa ci facesse alle isole Seychelles, venti anni fa, quando era sulle
tracce di un pregiudicato.

Era lì per fare la spia?
E la spia di chi?
Di certo lavorava per qualche servizio segreto segretamente ostile fin da
allora al Grande Capo sul cui libro paga compaiono i nomi dei direttori dei due quotidiani.

Ma sant’Iddio, sono cose forse accadute venti anni fa.
In questi giorni tutti i giornali del mondo parlano del terremoto di Haiti.

Possibile che voi dobbiate sempre fare qualcosa di diverso per potervi distinguere?
E' mai possibile che voi due due siate convinti, che in questo momento la notizia principale, quella che l'opinione pubblica si aspetta, siano le presunte spiate di Di Pietro sul vostro esimio benefattore, già vent'anni fa?

Non è che state esaltando in modo inverosimile le capacità di Di Pietro, se costui aveva già intuito da allora di quale inciuci si sarebbe macchiato il vostro pagatore?
Ed è possibile che i giornalisti di questi due quotidiani non si vergognino di lavorare con due direttori simili?

Un sussulto di dignità personale, è auspicabile in loro.
Mentre, per voi due direttori, ormai non c’è più niente da fare.

Più in basso di così non si va.

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16 gennaio 2010

12.0) L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

E’ successo il finimondo a Haiti. Un terremoto devastante che ha fatto, sembra, più di duecentomila vittime.

Povera gente, povere persone che, affamate, ferite e disperate, si aggirano per le strade alla ricerca di qualche parente superstite.
Scene da apocalisse che ti fanno persino vergognare, quasi fossimo esseri privilegiati, di vivere in una città nella quale i terremoti e queste scene di distruzione non sono mai avvenuti.

Sui giornali di tutto il mondo, questa catastrofe è descritta con titoloni di prima pagina e con ampi servizi e reportage all’interno.
Solo due giornali italiani fanno eccezione.
“Il Giornale” e “Libero”a questa immane tragedia non dedicano i titoli di apertura, ma solo dei servizi nelle pagine interne.
I titoloni di prima pagina sono dedicati, pensate un po’ che novità, a Di Pietro e alle sue malefatte e a quelle delle cooperative rosse, vale a dire comuniste.
Che notizie, ragazzi!
Sono notizie vecchie di almeno dieci anni, o giù di lì.







Il fine principale per i direttori di questi due giornali(?) non è quello di informare i lettori su quanto sta accadendo nel mondo, ma quello di parlare male di Di Pietro e dei comunisti, di seminare loro addosso odio e diffamazione.
Hanno ridotto i fogli su cui scrivono a bollettini di partito, a enormi turiboli che spargono incenso e mirra sul Grande Capo che li tiene sul suo libro paga.
No, niente notizie del terremoto di Haiti sulle prime pagine di questi due giornali(?).
Piuttosto, i giornalisti tutti siano incaricati di controllare se Di Pietro per caso non abbia scoreggiato, per poter amplificare il tutto con un titolone del tipo “ Tremano i muri della casa di Di Pietro”, oppure “ Atmosfera inquinata attorno a Di Pietro”, oppure “ Inquinamento ambientale nel partito di Di Pietro”.
Questo è giornalismo.
Questo è quello per cui siamo pagati.
Noi queste notizie dobbiamo diffondere.
Noi odio contro Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo seminare.
Noi Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo stroncare.

Che ci importa dei duecentomila morti di Haiti? Che ci importa del vagare dei superstiti?
Costoro non danneggiano di certo il nostro pagatore, colui che ci tiene sul suo libro paga:
Noi l’interesse di costui dobbiamo tutelare.
Noi costui dobbiamo leccare e incensare.
Noi dagli attacchi di Di Pietro e delle Coop. rosse costui dobbiamo difendere.

Non fa niente se al mondo siamo gli unici due giornali che non parlano del terremoto di Haiti in prima pagina: questo sta semplicemente a significare che siamo i migliori.

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20 dicembre 2009

451) Qualcuno ci sta scambiando per dei Nababbi Natale.

Qualcuno ci sta scambiando per dei Nababbi Natale.







1° episodio
Ho l’impressione che i giornalisti del quotidiano principale della mia città non leggano neppure gli articoli che scrivono. o che quantomeno non li legga il gruppo di persone addetto alla impaginatura del giornale.
In prima pagina oggi un articolo afferma che il 21 per cento delle famiglie dei miei concittadini ha tagliato o ridotto la spesa per i consumi alimentari.
Per una famiglia su cinque  oggi la vita costa troppo  e quindi si compra sempre di meno e si riduce persino la spesa per i bisogni alimentari.
E’ un dato di fatto, non so se sia vero o meno, ma il giornale, in prima pagina, afferma questo.
In effetti la crisi economica c’è e tutti noi lo stiamo verificando sulla nostra pelle.
Tutti tutti proprio no, perché state a sentire cosa dice in altra pagina il giornale di cui stiamo trattando.
"P come panettone, il dolce simbolo del Natale.
Meglio affidarsi alle pasticcerie di consolidata fama per le paste lievitate: il costo elevato (tra i 25 e i 35 euro al chilo) è ampiamente giustificato dalla qualità degli ingredienti di base. Meglio mangiarne poco, ma buono".

Ma come? Un panettone a 25 – 35 euro al Kg?.E lo consigliate anche ?
Ma se in prima pagina proprio oggi avete scritto che non ci sono più i soldi per gli acquisti alimentari ? Ma se avete appena detto che le famiglie sono ormai costrette a tirare la cinghia?.
Ci avete forse preso per dei Nababbi Natale, visto che ci consigliate di acquistare dei panettoni a 25-30 euro al Kg??
Ma lo leggete il giornale che state stampando?

2° episodio

Ho trovato oggi nella mia cassetta per le lettere la fattura della Telecom. E già il riceverla qualche giorno prima di Natale mi ha dato fastidio.
Anche se aspettavano quindici giorni a inviarmela la Telecom non sarebbe di certo andata in rovina, o perlomeno non per causa mia.




Ma il colmo dell’incazzatura l’ho avuto quando ho aperto la lettera.
State a sentire.
Costo per consumi: telefonate, servizi 4,82
Costo per abbonamenti: linea, servizi, offerte 36,10
Altri addebiti / accrediti 0,79
IVA in addebito 8,85
IVA in accredito 0,56
Totale da pagare 50,00

A fronte di telefonate da me effettuate per euro 4,82 devo pagare 50 euro.
E poi quante volte che ricorre la parola servizi: caspita, vogliono proprio farmi sapere che mi fanno proprio un bel servizio!
E cosa saranno mai gli altri addebiti per 0,79?
E l’IVA in accredito?
Mah! Per me hanno solo voluto fare cifra tonda.
Pagherò, come al solito, ma è un’ingiustizia però, avrebbe detto il buon Calimero.
Per un consumo di 4,82 devo pagare 50.
Che forse la Telecom mi abbia preso per Nababbo Natale?


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27 settembre 2009

379) Il Giornale e Libero, visto che dicevano le stesse idiòzie, si sono fusi ne “Il Libero Giornale della Real Casa”.


Il Giornale e Libero, visto che dicevano le stesse idiòzie, si sono fusi ne “Il Libero Giornale della Real Casa”.





Cascasse il mondo, avvenisse la più grande catastrofe ecologica mai accaduta, scoppiasse la terza guerra mondiale a suon di bombe atomiche e miliardi di morti, immancabilmente Il Giornale e Libero titolerebbero le loro prime pagine con notizie sulle malefatte di Di Pietro e di Santoro e sui successi politici ed economici dell’azione del loro beneamato Padrone e Finanziatore.
Il quale,avendo finalmente preso atto che la crisi economica al di là delle sue parole di ottimismo non se ne vuole andare, e visto che le prime pagine dei due quotidiani di proprietà erano sempre in fotocopia, riportanti le stesse notizie inventate dalle due redazioni che lavoravano in sincronia di intenti, il loro Padrone e Benefattore, si diceva, ha deciso che oltre che sul Milan bisognava cominciare a risparmiare pure sugli stipendi dei giornalisti, ed ha così invitato le due testate giornalistiche a fondersi in una sola.

Dopo una drammatica seduta notturna svoltasi a Palazzo Grazioli, e nella quale sono volate parole grosse e coltellate alla schiena tra il direttore Feltri e il direttore Belpietro, alla fine il buon Letta è riuscito a convincere i giornalisti dei due quotidiani riuniti in assemblea, a votare per la fusione dei due giornali nel ben più importante e pomposo titolo de “Il Libero Giornale della Real Casa”, intendendosi per Real Casa quella di Berlusconi Silvio , fratello , figli e soci mediasettici e gallianatici.


Nel compromesso a fatica raggiunto dalle impareggiabili doti di mediazione del buon Letta, il Feltri dirigerà una redazione di giornalisti che avranno il compito di riempire le pagine dispari del nuovo giornale, e Belpietro l’altra redazione con lo stesso compito per le pagine pari.
L’ultima pagina sarà ogni giorno dedicata alla pubblicità gratuita a turno di una delle aziende di famiglia, mentre i titoli della prima pagina saranno sempre ispirati e dettati dal Padrone e Benefattore in persona che avrà ai suoi ordini, in uno sgabuzzino di Palazzo Chigi, un pool di giornalisti pronti a ricevere le sue veline, e magari con il tempo pronti a ricevere anche le sue Escort.
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14 settembre 2009

367) Piccola storia di malasanità, tanto più odiosa in quanto potrebbe essere evitata.




Piccola storia di malasanità, tanto più odiosa in quanto potrebbe essere evitata.


Il medico mi ha prescritto una risonanza magnetica.
Vuole verificare che la Tia, l’attacco ischemico che ho subito non mi abbia lasciato delle conseguenze.
Mi presento al Centro Unico di Prenotazione dell’ospedale e mi viene assegnata tra 90 giorni la data per l’effettuazione dell’esame.
Fino ad allora tutto occupato. Neanche un posto disponibile, neppure per le urgenze.
Bene, mi dico, forse il medico ha esagerato col suo allarmismo., col mettermi fretta.
All’ospedale sanno quello che fanno. Si vede che posso aspettare.

Leggo sul giornale che ieri, domenica, durante la partita di calcio che la squadra della città ha disputato in serie A, un giocatore ha preso un pestone al piede e si teme una frattura di non so quali ossa o metacarpi, ed oggi, lunedì, gli sarà effettuata, presso l’ospedale cittadino una risonanza magnetica per stabilire l’entità dell’infortunio.

Ma come, mi dico, ma se non c’era posto neppure per le urgenze?
No, non è un altro ospedale, è proprio quello presso il quale a me hanno detto che per 90 giorni tutto era occupato, e nessun posto era disponibile.
Lui si e io no? Perché?

Posso capire che la fama del giocatore e l’urgenza di curarlo in modo adeguato, gli facciano aprire le porte di una struttura medica privata- chi più paga più ha la precedenza- , ma un ospedale pubblico deve avere altri criteri di precedenza che non siano quelli economici.
In una struttura pubblica, io ammalato normale, siccome per me paga l’Asl, cioè un’altra struttura pubblica, trovo le apparecchiature mediche tutte occupate.
Siamo di fronte a una struttura pubblica che non si fida di un’altra struttura pubblica.
Nello stesso ospedale pubblico, io ammalato famoso, che posso permettermi di pagare in contanti una prestazione sanitaria , trovo le apparecchiature mediche libere e disponibili.
E' un caso di strutura pubblica messa a disposizione dei privati, purchè possano permettersi di pagare.
Ma si potrebbe sapere una volta per tutte se queste apparecchiature sono libere o sono occupate?
Probabilmente la verità sta nel mezzo.
Per gli ammalati normali sono sotto utilizzate, sono a disposizione per qualche ora al giorno, mentre per i privati danarosi quasi quasi le farebbero funzionare pure di notte.
E tutto questo accade in una struttura pubblica, cioè sostenuta coi soldi di noi tutti, cittadini non evasori.
D’accordo è una piccola storia di malasanità, tanto piccola che non ci facciamo più neanche caso, eppure essendo una piccola storia sarebbe bello se non succedesse, e ci vuole poco a fare in modo che di piccole storie simili non ne succedano più.

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9 agosto 2009

327) L’ISTAT e il costo della vita a zero. Brrr... che freddo!



L' ISTAT e il costo della vita a zero. Brrr... che freddo!







In questo periodo alcuni giornali sono passati da 1 euro a 1, 20 euro,
con un aumento del 20%
La benzina continua ad aumentare. E se aumentano i prezzi dei carburanti, siccome gran parte delle merci viaggia su strada, tutto costa di più.
Il prezzo delle bottiglie di acqua minerale, nei negozi e nei supermercati continua a salire, centesimo dopo centesimo.
Si registrano rincari nei prodotti turistici e sono in crescita i conti da pagare dopo le consumazioni in ristoranti, pizzerie, camping e agriturismo.
Tutti questi aumenti sono parzialmente controbilanciati dalle diminuzioni dei prodotti elettronici, perché l’hi-tech, computer e software, è l’unico settore dove i prezzi, grazie a Dio, continuano a calare.

In sintesi, l’inflazione, a giudicare dalle opinioni di negozianti e clienti consumatori , non è proprio così ferma.
Solo l’Istat dice che l’inflazione è a zero,e ancora una volta purtroppo siamo di fronte a dei dati che non sono affidabili.

Forse all’Istat non sanno usare i software avveniristici e costosissimi di cui dispongono.
Forse è meglio dare ai geni matematici dell’Istat delle semplici calcolatrici manuali, oppure dei bei pallottolieri colorati. E molti di loro, magari, mandiamoli per le strade a suonare l'organetto.
Clicca su OK.
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30 luglio 2009

321) Guerra tra L’Eco di Bergamo e l’Atalanta. Clamoroso autogol del giornale.




Guerra tra L’Eco di Bergamo e l’Atalanta. Clamoroso autogol del giornale.



Il nostro caro amico Frate Antonio da Bergamo ci ha tenuti in questi giorni informati sulla diatriba che è improvvisamente scoppiata tra il quotidiano locale “L’Eco di Bergamo” e la società calcistica Atalanta Bergamasca Calcio.

Dovete sapere che per moltissimi bergamaschi l’Atalanta è un’istituzione irrinunciabile, e che la vita senza il tifo per l’Atalanta sarebbe una vita priva di ogni senso.
A Bergamo non si dice: ”Vado allo stadio a vedere la partita tra l’Atalanta e qualsiasi altra squadra di calcio”. Si dice semplicemente: "Vado all’Atalanta”.
Con questo antefatto, qualche giorno fa il suddetto giornale se ne è venuto fuori con un articolo del Direttore, nel quale si informavano i lettori che d’ora innanzi sarebbero stati dedicati meno articoli e interviste all’argomento calcistico, in quanto la società Atalanta si era resa colpevole di lesa maestà nei confronti di qualche giornalista di quella testata forse un pò troppo invadente.

Beninteso, si premuniva di assicurare il Direttore, i servizi sulla cronaca e i risultati delle partite dell’Atalanta sarebbero stati comunque sottoposti al vaglio dei lettori del quotidiano, ma d’ora innanzi, essendo stati offesi i suoi giornalisti, il quotidiano avrebbe dedicato sempre meno spazio ed enfasi alle avventure o disavventure calcistiche di quella società.

Il giornale pensava così di ridimensionare la società calcistica in questione. dandole un bel calcione negli stinchi perché si rimettesse in riga e chiedesse scusa per le offese impartite ai suoi giornalisti, ma l’Atalanta, per la verità , di fronte a queste dichiarazioni di guerra, non ha mosso ciglio, non ha rilasciato nessun comunicato.



A questo punto il giornale nei due giorni successivi ha pubblicato lettere di plauso alla sua linea di dura intransigenza e già pregustava che i dirigenti atalantini si sarebbero recati a Canossa in ginocchio per chiedere scusa delle loro malefatte.
Invece, con sorpresa e grande scorno del direttore del giornale, nei giorni seguenti la redazione del quotidiano e il suo sito internet sono stati subissati da lettere indignate da parte di numerosi lettori che dichiaravano espressamente la loro rinuncia all’acquisto del giornale se esso non si fosse più interessato alle vicende dell’Atalanta con lo stesso spazio e la stessa enfasi di sempre.
E non si usavano giri di parole, come è nella natura dei bergamaschi.
La minaccia alla rinuncia all’acquisto del giornale, veniva anzi motivata con frasi esplicite del tipo: ”Caro Direttore, …del suo giornale mi interessa solo ed esclusivamente l’Atalanta. Letto quello, finito l’interesse.E se non sono stato sufficientemente chiaro, questa mia lettera vale anche quale disdetta dell’abbonamento al suo quotidiano”.
"Il suo giornale lo leggo solo perché pubblica qualche notizia giornaliera dell’Atalanta; smettete di dare queste notizie e non lo comprerò più".
"Del suo giornale mi interessa solo l’edizione del lunedì perché racconta la partita dell’Atalanta; anzi, se so che l’Atalanta ha perso, il suo giornale non lo compero neppure.

Certo che per il Direttore di quel quotidiano e per il suo staff di giornalisti queste lettere devono essere state di grande consolazione. La loro fatica e il loro impegno per confezionare un quotidiano con una sua certa linea politica, con certi suoi ideali, tutto viene messo in discussione e rifiutato da una buona fetta di lettori, ai quali non gliene frega niente di ideali e di linea politica.



Vogliono semplicemente che il giornale parli di Atalanta e basta. Anzi meglio ancora se cambia nome e diventa “L’Eco dell’Atalanta.”.





Un bell’autogol per quelli dell’Eco di Bergamo, non c’è che dire. Sono andati a stuzzicare la società calcistica Atalanta, e questa, senza neppure dire ne ao ne bao, attraverso i suoi tifosi gli ha fatto gol.
Quei giornalisti e quel Direttore non avevano capito molto, finora, dei loro lettori bergamaschi.
Eppure si fregiano della parola "Bergamo" nel titolo del loro quotidiano.

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28 giugno 2009

285) La tua solidarietà non la voglio e te la puoi tenere.


"La solidarietà è un farsi coraggio a vicenda. Siamo sulla stessa barca, capisco le tue angosce, che sono anche le mie. Remiamo insieme".



Adesso anche Berlusconi si è reso conto delle cretinate che "Il Giornale" di proprietà della sua famiglia pubblica in continuazione e, dopo l'ultimo articolo contro il segretario dell'UDC Lorenzo Cesa, ha espresso a quest'ultimo la sua solidarietà.

"Io non ho mai partecipato a festini, nè ho mai frequentato minorenni. Non accetto la solidarietà di nessuno, in particolar modo da questo Presidente del Consiglio".
"Noi non siamo soliti trafficare nella melma e non vogliamo solidarietà da chi pratica una politica così sporca".


Le risposte di Cesa e di Casini mi sono piaciute.
Essi non sono tra i miei politici preferiti, ma in questo caso esprimo loro tutta la mia solidarietà.

E spero che Berlusconi si renda conto ben presto anche degli sproloqui che quotidianamente vengono espressi dal TG4 e provveda a far inviare da Mediaset al direttore di quello pseudo telegiornale non i sensi della sua solidarietà, ma una bella lettera di licenziamento.


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31 maggio 2009

256) Susanna e i vecchioni, fa rima con minorenni e Berlusconi.




Susanna e i vecchioni, fa rima con minorenni e Berlusconi.

In questi giorni Berlusconi è al centro dell’attenzione mediatica per la vicenda di alcune sue frequentazioni poco chiare con una minorenne, e per alcune foto scattate a sua insaputa nella sua villa di Sardegna nel corso di una festa di capodanno alla quale aveva invitato una cinquantina di ragazze minorenni, ma non i componenti della sua famiglia.
Egli non è accusato esplicitamente di nessun reato, eppure la pruderie e la prurigine sollevata da queste vicende piccanti è elevata e mantenuta viva nell’opinione pubblica dai giornali della parte politica a lui avversa.
La vicenda in sé non avrebbe nulla di eccezionale o di particolarmente riprovevole.

Da che mondo è mondo le persone anziane, il cui corpo è inevitabilmente in degrado e con prestazioni sessuali in declino, sono sempre state attirate dalla bellezza e dalla freschezza della carnagione degli adolescenti e dei minorenni.
La legislazione di ogni Nazione civile vieta espressamente e con pene severe ogni attività sessuale non consenziente tra anziani e minorenni, ed è particolarmente severa se vi sono di mezzo degli adolescenti.

Nessuno ha mai vietato però che una persona anziana si possa circondare di belle ragazze minorenni in pose disinibite, da accarezzare con lo sguardo o che si faccia fotografare in loro compagnia.

Qiueste cose chi se le può permettere le ha sempre fatte, ma, tanto più si è importanti agli occhi della società, tanto più sarebbe bene farle con la massima discrezione perchè chi non se le può permettere vuole vivere le sue stesse emozioni attraverso il resoconto della stampa e dei giornali scandalistici, che ci speculano sopra, specialmente nell’era mediatica nella quale oggi viviamo .

Un po’ quello che è successo nell’antichità a Susanna e i vecchioni.
Questi, uomini anziani ricchi e sfaccendati , passavano il loro tempo a guardare di nascosto la bella Susanna mentre si toglieva i vestiti e faceva il bagno davanti a loro.
Probabilmente si sono vantati con altri vecchioni ed ecco che il numero di sguardi intenti alla contemplazione della Susanna al bagno aumentava ed aumentava, sino ad allarmare il marito che metterà fine allo scandalo.
Se avessero agito con discrezione probabilmente questi vecchioni sarebbero oggi ancora lì a godere della vista del giovane corpo della bella Susanna.
Così il nostro Presidente del Consiglio, se avesse agito con più discrezione, chissà quante altre feste di capodanno avrebbe potuto celebrare in compagnia di belle ragazze minorenni disinibite.
Adesso invece non lo potrà più fare.
Eh! sì, minorenni e Berlusconi fa proprio rima con Susanna e i vecchioni.
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