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4 giugno 2014

49.4) Magari sono nonno e non lo so!

Magari sono nonno e non lo so!



Io ho due figlie una delle quali  mi ha reso nonno di due nipotini.
Da questo lato io sono un nonno felice.
Li vedo quasi tutti i giorni,  li coccolo, mi coccolano.
Le loro felicità sono le mie
i loro  malanni sono i miei.

Però da anni non so niente dell’altra mia figlia, la maggiore.
Ci siamo verbalmente scontrati  e se n’ è andata col suo ragazzo.
Niente telefonate, nessun  sms,  non so dove sia.
So di un proverbio che dice:
nessuna nuova, buona nuova.
E spero quindi che sia felice,  che sia ricambiata nell'amore , che stia bene.

E magari  è diventata mamma e io non lo so.
E magari io sono  diventato nonno e non lo so.

Cara figlia mia,
sii felice  e goditi la vita
e sappi che il tuo papà  ti è sempre vicino col pensiero e con  gli affetti del cuore
e gli piacerebbe rivederti e riabbracciarti,
te, lui, il tuo compagno e i tuoi figli se li hai,
nipotini di un nonno che non hanno ancora mai visto
ma che   ha tanta  voglia di coccolarli e di essere da loro  coccolato.



Perché magari sono nonno, e ancora non lo so!
Ma se  fosse vero, che bellezza!
Sarei un nonno doppiamente felice!



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13 settembre 2011

156.1) Una storiella condominiale.

Una storiella condominiale.

Abito in un condominio formato da 4 villette a schiera con 20 famiglie in totale.
Le costruzioni si fronteggiano a due a due, con un vialetto di ingesso centrale, che termina con un cancello pedonale di entrata.
Ogni abitazione dispone di un proprio piccolo giardinetto recintato, a garantire la privacy di ogni nucleo familiare.
Davanti al piccolo cancello di entrata pedonale, oltre allo spazio dato dalla larghezza  del marciapiede,si crea anche  un vano di due metri quadrati .



Dunque, dovete sapere che da qualche tempo, e precisamente dal termine della scuola a giugno, in questo piccolo spazio di due metri quadrati oltre al marciapiede, si sono definitivamente installate quattro ragazzine con le loro bambole, le loro casette di Barbie e di Kelly, le loro raccolte di Puffi, le loro biciclettine, i loro monopattini e quant’altro loro serve per passare ore e ore a chiacchierare e giocare tra di loro.

E’ bello veramente, è bello vederle giocare. 
E’ bello assistere ai giochi dei bambini.
Immagini di altre parti del mondo ci mostrano invece bambini e adolescenti con in mano armi o fucili a imitazione di quanto vedono fare dagli adulti delle loro Nazioni purtroppo sempre o quasi in guerra.
Qui da noi, invece, grazie a Dio, i bimbi possono ancora trascorrere il loro tempo giocando e socializzando tra di loro.

Ma c’è un ma ...
La loro presenza fisica sul marciapiedi e davanti al cancellino d’ingresso al condominio, alla fine stanca e innervosisce gli inquilini  in quanto impedisce  il loro comodo ingresso .
Da adulti stressati e insofferenti quali siamo diventati, purtroppo ci può pure dar fastidio che i bimbi con i loro giochi occupino il già poco spazio che c’è per potere accedere alla nostra  abitazione.

E  io sono un tipo poco paziente  e poco incline a sopportare angherie, da chiunque esse provengano.
Così, in un giorno in cui le cose mi giravano particolarmente storte, vedendomi precluso il comodo accesso in casa mia, ho apostrofato le ragazzine in questo modo:
“- ma perché non andate a giocare nei vostri giardinetti, invece di star qui sull’ingresso condominiale?”.
Mal me ne incolse, perché non avevo ancora finito di parlare , che improvvisamente mi si materializzò davanti con fare minaccioso una delle mamme, e:
”-ma come si permette lei di rimproverare le nostre figlie? 
Abitando qui esse hanno gli stessi diritti che ha lei, e poi, che male le fanno? Che fastidio le possono mai dare delle bambine che giocano? 
Non si permetta mai più di rivolgersi con quel tono ai nostri figli. 
Impari l’educazione, impari!”- 
("Brutto vecchiaccio della malora", non lo disse, ma glielo si leggeva sulle labbra!)
Con la coda tra le gambe, chiesi immediatamente scusa, mi feci piccino piccino, estrassi di tasca le chiavi per aprire il cancellino d’ingresso al condominio, e attento a non calpestare nessuno dei giochi di quegli angioletti, riparai velocemente in casa mia, finalmente al sicuro.

L’avevo scampata bella.
Non c’è niente di più avvilente, secondo me, di una discussione o di un litigio tra persone che abitano nello stesso condominio e sono quindi obbligate a vedersi e frequentarsi per chissà quanti anni.
Una lite in condominio dura per sempre e.... una lite evitata in condominio è una pace salvata.

Ma poi, con calma, ripensandoci, mi resi conto che non avevo commesso nessuna ingiustizia, ma ero io stesso stato vittima di un’ingiustizia.
Mentalmente mi ripassai la scena di quanto accaduto e mi resi conto che avrei dovuto agire in ben altro modo.
Avrei dovuto, davanti alle ragazzine invadenti, apostrofarle con un tono di voce alto e forte, da persona autoritaria  che non ammette replica: 
“- Ragazzine, se andate a giocare nei vostri giardinetti anziché star qui sull’ingresso, vi do centomila euro a testa”-
Così avrei dovuto dire e imporre. 

Sono certo che allora, subito, mi si sarebbero materializzate davanti non una ma tutte quattro le mamme, che avrebbero a loro volta intimato, con voce forte che non ammette replica alle loro bimbe: 
“- Forza bambine, andate immediatamente a giocare nei vostri giardini”
E poi, rivolgendosi a me: 
“- E lei ci scusi per il fastidio che le hanno procurato. 
Vedrà che non capiterà più. 
Le nostre bimbe d’ora innanzi giocheranno nei loro giardini.
E, a proposito, quando possiamo passare ad incassare i centomila a testa?-”

Ah, la potenza dei soldi.
Ah, la potenza dell’euro.
E poi dicono che l'euro  è una moneta che si sta svalutando.
Avercene tante di monete così svalutate!
La pace condominiale sarebbe sempre assicurata.


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10 settembre 2011

154.1) Bergamo: Alle dieci di sera tutti a nanna. Alle sei di mattina l'aeroporto ti dà la sveglia

I cittadini di Bergamo sono  trattati come bambini:
Alle dieci di sera il Campanone li  invita, con cento rintocchi,  a chiudersi in camera da letto, 
Alle sei di mattina l’aeroporto dà loro la sveglia.




Per noi che viviamo in condominio ci sono orari e tempi da rispettare per non disturbare la quiete dei vicini o il loro silenzio.
Ad esempio prima delle otto di mattina non ti puoi mettere a tagliare la siepe del tuo giardino con la motosega elettrica o a scoppio.
Altro  esempio:  i bambini non possono giocare in cortile schiamazzando dalle tredici alle quindici, ore in cui i vicini di casa hanno diritto di farsi un pisolino.
Etc;etc: etc.

Questi comportamenti sono dettati dal fatto di mantenere la pace sociale e i rapporti di buon vicinato in uno stato di accattivante benessere .
Chi li viola è passibile di denuncia all’amministratore condominiale, con reprimende e multe per il suo comportamento, fino alla denuncia penale e relativa condanna.processuale.

Se tutto questo avviene in un condominio, non si capisce perché non possa accadere anche nei rapporti tra aeroporto e città di Bergamo e paesi limitrofi.
Quand’ero piccolo e in collegio, alle sei e un quarto suonava, con un suono stridulo e irritante, la campanella della sveglia e tutti noi dovevamo in fretta e furia alzarci, lavarci, vestirci, rifare il letto, andare in cappella per partecipare alla messa, recarci in refettorio a fare colazione, prendere la cartella già preparata la sera prima  e metterci in cammino  per essere alle otto davanti alla scuola ,  prima dello squillo della campanella di ingresso.

Ebbene mi sembra di essere tornato a quei tempi.
Ma allora ero giovane e forse la prendevo con più filosofia. 
Oggi invece che  gli anni sono tanti sulle spalle,  con irritazione sempre più crescente devo subire la sveglia da parte degli aerei dell’aeroporto lì intorno.
Infatti, alle sei e quindici di ogni giorno feriale ed anche festivo, mentre la maggior parte delle persone ancora dorme della grossa, improvvisamente i dirigenti aeroportuali decidono di dare la sveglia ai dormiglioni bergamaschi.
Ogni cinque minuti ti fanno partire un aereo cargo dopo l’altro, che ti fà sobbalzare nel letto, oppure sempre in quell’orario ti fanno atterrare sulla pista i jet che serviranno poi per il trasporto persone, ed inoltre  semore in quell'orario mattiniero fanno anche in modo che gli aerei già presenti nei piazzali di posteggio si mettano a scaldare i motori per farsi trovare pronti di li a poco per la partenza.
Per le tue orecchie, a quell’ora, ,un caos, un immensa improvvisa stonata grancassa di rumori infernali.
Si sa benissimo che alle sei e un quarto alcuni di noi sono già in viaggio fuori di casa per recarsi sul posto di lavoro, ma costoro hanno tutta la nostra comprensione umana, mentre la maggior parte di noi a quell’ora ancora vorrebbe dormire un’altra mezz’ora almeno.

Possibile che le autorità aeroportuali non abbiano ancora capito che gli aerei cargo, pieni di merci e di mercanzie, potrebbero iniziare a decollare senza rompere i timpani a nessuno, in un’ora più decente per i malcapitati nervi dei cittadini abitanti intorno all’aeroporto?
Come nel condominio di cui sopra, se coloro che comandano in aeroporto non sono in grado di intuirlo da soli, forse qualcuno dovrebbe farglielo capire con multe salate e richieste di riparazione dei danni acustici e nervosi provocati alla popolazione, fino a giungere alla chiusura  per qualche tempo di questo aeroporto sorto, in barba alle leggi e ad ogni logica urbanistica, , in un territorio troppo vicino alla città e ai paesi con essa confinanti.
Già gli abitanti  di Bergamo sono trattati come fossero dei bambini: 
alle dieci di sera il Campanone di Città alta suona cento colpi per invitare la popolazione a chiudersi in camera da letto, e poi, alle sei di mattina ci pensa l’aeroporto a dar ad essa la sveglia.

La gente continua a sopportare perché,  ci viene detto, l’aeroporto è una grande opportunità per le attività lavorative della zona. 
Ma se per noi è solo fonte di disagio  e malattie nervose da inquinamento acustico e ambientale, prima o poi , come è stato fatto per le aziende produttrici di amianto, speriamo che lo chiudano.

E pazienza, se per prendere l’aereo dovremo fare 50 km in più in direzione Milano o in direzione Brescia.
Ce la faremo, come dice una pubblicità televisiva di questi giorni.


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14 aprile 2010

67.0) Qual'è la pena giusta per un pedofilo?


Alcune ipotesi per la pena da dare al pedofilo

1) Castrazione chimica


Agisce sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone.
Purtroppo è fallita per i pesanti effetti collaterali dei farmaci usati che spesso hanno provocato l’arresto cardiaco o un ictus cerebrale.
Inoltre, il paziente pedofilo che abbia  retto la cura, dopo sei mesi dal termine di questa, sente di nuovo gli stimoli pedofili e torna ad agire, poiché quei farmaci non hanno più alcun effetto



2) castrazione fisica
Purtroppo, il pedofilo che ha subito questa amputazione fisica , una volta reinserito nella società è come incattivito e tende a replicare sui bambini quanto da lui subito.
Quindi da abusante sessuale dei bimbi, si trasforma in potenziale assassino di bimbi, o comunque in persona che compie del male fisico su di essi.


3) pena di morte. 


La minaccia della pena di morte per un pedofilo che venga scoperto, ne aumenta la pericolosità sociale. Infatti per non lasciare dei  testimoni  dopo aver sfogato le sue voglie, il pedofilo tende ad uccidere le sue vittime.







4) pena carceraria

Attualmente in Italia la condanna è di un anno di carcere per tentate molestie pedofile, di sei anni per violenza sessuale portata a termine e di 20 anni quando a questa si accompagni anche l' aggravantie che  la vittima sia sotto i 14 anni,  oppure abbia subito   una invalidità permanente fisica o psichica  ed infine l’ergastolo per i casi ancora più gravi di omicidio.

Per il futuro, 
inoltre bisognerebbe prevedere l’esclusione di questo tipo di reati da condoni o indulti o permessi domiciliari 
e, forse forse, lasciare per almeno un mese il pedofilo in balìa di  altri carcerati , 
per essere certi che, a pena espiata, delle antiche voglie pedofile in lui non rimarrà più traccia.

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9 aprile 2010

63.0) La Pedofilia è una malattia da curare e tuttavia merita la disapprovazione sociale.



 



La Pedofilia è una malattia da curare e tuttavia  merita la disapprovazione sociale.





Se abbiamo coscienza dei danni sociali, oltre che individuali, prodotti dalla pedofilia, vediamo di approfondire alcuni  concetti su questo tema.

La parola pedofilia deriva dalle parole  greche, “bambino” e “amicizia”, "affetto”, ma il pedofilo  i bambini li sfrutta, li violenta, li picchia.

La pedofilia è caratterizzata da fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente nei riguardi dei minori e non distingue tra vittima maschile o femminile.

La pedofilia è attualmente contemplata tra i disturbi mentali nella categoria delle Parafilie che appartiene al gruppo dei Disturbi Sessuali e della Identità di Genere.
La pedofilia costituisce, insieme al Voyerismo e all’Esibizionismo, la maggior parte dei crimini sessuali compiuti nel mondo.

Sappiamo ancora poco delle storture psico-patologiche della pedofilia,perché i pedofili giungono a contatto con una istituzione psichiatrica soltanto attraverso la via giudiziaria, quando abbiano commesso dei reati di gravità  eclatante che hanno   meritato la disapprovazione sociale dei mezzi di comunicazione.

Un pedofilo non è mai completamente adulto, bensì cerca, a livello inconscio, di rievocare simbolicamente la sua stessa infanzia, il che evidenzia in lui  uno stato di regressione psichica .
Egli vive sulla sua persona  una mancanza di maturità sessuale che  ha fissato il suo stato evolutivo psichico ad uno stadio pre-adolescenziale.
Il pedofilo, è quindi una persona malata psichiatricamente,  e tuttavia   capace di intendere e di volere, perché nel 99,9% dei casi, i comportamenti  pedofili sono  dettati da  ragionamenti ,  scelte  e condotte lucide  e volitive,  quindi perseguibili penalmente.
La pedofilia e' perciò una malattia che non implica una deresponsabilizzazione penale.
Il pedofilo oltre che curato, va perseguito penalmente, perché le azioni delittuose che compie sono frutto  di sue scelte lucide e razionali.


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19 gennaio 2010

16.0) Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti. Ma non mi sarà consentito.



Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti.Ma non mi sarà consentito.


Decine di migliaia di bambini orfani a Haiti, dopo il terremoto.
Bisogna intervenire per dare loro affetto e serenità.
Il destino che li attende, altrimenti, se gli va bene è una vita di sofferenze, di stenti, di orfanotrofi, fino all’età lavorativa e poi, arrangiarsi e barcamenarsi.

Io sono stato in orfanotrofio dall’età dei sei anni fino ai diciotto, e so cosa vuol dire la mancanza di affetto, so cosa vuol dire l’essere trattati come dei numeri dagli assistenti, alcuni dei quali simpatici ma per lo più odiosi e privi di ogni umanità.
Ecco, di fronte a questo immenso dramma mi piacerebbe versare nel mare della solidarietà il mio piccolo aiuto, la mia goccia per uno di questi piccoli orfani.

Mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti ed aiutarlo a diventare grande.
Farlo studiare, insegnargli un mestiere.
Farlo vivere qui da noi, trasmettergli i nostri valori: farlo diventare un bravo e onesto cittadino italiano di origini haitiane.
Ma sono sicuro che non si può fare, che non mi permetteranno di farlo.

Io ho ormai una certa età, sono nonno, e do una mano a mia figlia nel tirar grande il nipotino.
Potrei fare altrettanto anche per un bambino di Haiti.
Se ho ancora energie per uno, posso averle anche per due.
Certamente, e sono il primo a capirlo, non sono più fisicamente in grado di perdere le notti per badare a un lattante ma, per seguire un bambino dall’età scolare in su, le energie, la voglia e la capacità fisica ancora ce le ho.

Mi viene detto dagli amici: fai un’adozione a distanza.
Sì certo, so cosa vuol dire.
Negli ultimi quindici anni ho seguito le necessità economiche e la crescita. di una bambina del Malawi, attraverso l’adozione internazionale.
Dietro un mio versamento annuale, le buone suore della missione di laggiù hanno costantemente seguito,curato, mantenuto e vestito questa mia figlia adottiva.
Però quella bambina del Malawi, io non l’ho mai vista, se non in fotografia, non le ho mai sussurrato alle orecchie il mio amore di padre adottivo, non l’ho mai accarezzata, non l’ho mai portata a passeggio nei giardini.
Tutto questo l’hanno fatto le buone suore per me.
Ma io ora vorrei un intervento più diretto.

Non sono d’accordo con chi afferma che adottando i bambini di Haiti, praticamente si mette in atto una nuova devastazione dell’isola, privandola, dopo i disastri del terremoto anche della speranza di un futuro che questi bambini rappresentano, perché essi sono la parte migliore, sono ciò che resta di Haiti e sono forse l’ultima chance perché questa Nazione possa rinascere.
Portandoli via, adottandoli e trasferendoli in altri Paesi, praticamente non si fa che "rubare " a Haiti i suoi bimbi, il suo futuro. 


E’ un ragionamento teorico che potrebbe anche stare in piedi, se non fosse che così facendo si gioca con la vita di decine di migliaia di bambini, condannandoli ad un avvenire di orfanotrofi, di solitudine, di mancanza d' affetto e forse anche di estrema miseria e povertà.
Un avvenire senza speranza, in attesa di qualche nuova catastrofe per la loro isola, mentre invece, nel mondo, sono sicuro che decine di migliaia di persone, come me, ancora animate e sostenute da qualche energia fisica, riverserebbero sui bambini il loro amore e la loro umanità, per farne degli esseri, certamente lontani dalla loro patria, ma forse meno infelici.
E non è detto che si debba per forza di cose far loro dimenticare il legame con la loro Patria. bensì è vero il contrario, che si cerchi cioè piuttosto di instillare in loro, un domani, resi uomini indipendenti, il desiderio di tornare ad Haiti, sui luoghi della loro infanzia, alla ricerca dei loro veri e sfortunati genitori.

Io la vedo così, solo che così non la vedono gli assistenti sociali, e quindi questo mio non resterà che un pio desiderio irrealizzabile, ed è un vero peccato.

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9 gennaio 2010

7.0) Perché negli ospedali del Sud i medici sono così incompetenti?


Perché negli ospedali del Sud i medici sono così incompetenti?






Due recenti casi, entrambi nell’ospedale di Cosenza mettono in dubbio la preparazione professionale dei medici di quella istituzione pubblica e, per estensione, anche di tutte le altre istituzioni simili del Sud Italia.
I due casi sono quello della bambina alla quale è stato ingessato il braccio sbagliato e quello di un bambino, morto perché gli era stata fatta una ingessatura troppo stretta, che ha impedito la normale circolazione del sangue.

Come mai tutta questa incompetenza?
Si sa che le università del Sud sfornano laureati a pieno regime, perché lì la gente campa sulle borse di studio e sui premi di studio conseguenti alle votazioni eccellenti , mentre la preparazione universitaria lascia molto a desiderare.

Tutti noi abbiamo degli amici o dei conoscenti che, non riuscendo a superare degli esami nelle università del Nord, si iscrivono a quelle del Sud dove le possibilità di farcela, o di riffa o di raffa, sono maggiori.
Inoltre è risaputo che i concorsi pubblici per entrare nelle graduatorie degli Ospedali in alcune regioni del meridione sono agevolati da clientelismi ed esborsi di denaro da effettuare alla malavita mafiosa locale.

Il risultato è che un medico, che in un ospedale del Nord verrebbe invitato a darsi da fare come portantino o operatore ecologico per la raccolta della nettezza urbana, qui al Sud ha buone possibilità di fare una discreta carriera ospedaliera.


Non è di alcuna importanza sapere che ne andrà di mezzo la vita di molte persone e di bambini, mamme o anziani in particolare.
L’importante è che chi ha pagato la malavita per vincere un concorso ed entrare nell’azienda ospedaliera, possa operare tranquillamente e senza eccessivi controlli in quella struttura e magari, ottenenendo degli avanzamenti di carriera , possa fare fronte a richieste di pizzo sempre più onerose.

Con questi dati di fatto, non dobbiamo meravigliarci se alcuni medici non distinguono neppure il braccio destro da quello sinistro.
Dobbiamo piuttosto chiedere che le autorità nazionali diano disposizioni di controllare, ospedale per ospedale, i titoli di studio e le capacità operative di ogni medico e di ogni operatore sanitario, affinchè i capaci possano continuare a fare con coscienza il loro lavoro, e gli incapaci, i ladri, i collusi con la mafia e la 'ndrangheta vengano allontanati.

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8 novembre 2009

424) I love u, dad






I love u
I love u, dad
oh yay!
Happy Bday papi!
all the best wishes for u
i am happy now
i know i know. u missed me
I am, I will be always your child
='D



Ti voglio bene,  ti voglio bene papà
oh sì, sì!
Buon compleanno, papi!
tutti i migliori auguri per te.
Adesso io sono felice.
Lo so, lo so che non ci sei più.
Ma io sono e sarò sempre il tuo bambino
= 'D

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16 settembre 2009

370) In Cina vietato ai piccioni volare in città, fino all’8 ottobre.

In Cina vietato ai piccioni volare in città, fino all’8 ottobre.

In Italia abbiamo avuto l’estate dei divieti dei sindaci.
Tanti divieti e anche bizzarri, ma purtroppo da rispettare per evitare multe salate.

C’è chi le ha contate (evidentemente c’è qualcuno che non ha niente da fare) e fa sapere che sono state ben 556 le ordinanze vietatorie emanate dai sindaci di tutta Italia. Si va dai costruttori di castelli di sabbia, ai masticatori di chewing gum e a chi passeggia in piazzetta con gli zoccoli.

Il più stupido di tali divieti è sicuramente lo stop ai bambini sulla spiaggia con secchiello e paletta perché: "anche fare buche che modificano in modo pericoloso la percorribilità a piedi della spiaggia diventa un gioco molesto".
(Evidentemente il Sindaco o un Assessore erano inciampati in una buca o in un castello di sabbia costruito da un bambino).
Nel centro di molte località passeggiare con gli zoccoli non è consentito, c’è il divieto di sedersi sulle panchine dopo le ventitré in più di tre persone mentre, sempre in tema di panchine guai ad appoggiarci i piedi sopra.
Vietati i fuochi d'artificio eccetto il sabato. Niente più bagno di notte in molte località balneari.
Ed ancora, non si può girare a petto nudo per le strade cittadine né bagnarsi nelle fontane o sedersi sul bordo delle fioriere, se non si abbiano meno di dodici anni o più di sessanta, perché in quel caso scatta l'immunità.
E’ vietato mangiare e sdraiarsi nelle aiuole comunali. Non si può mangiare davanti alle fontane del centro cittadino e neppure lo si può fare seduti sui gradini dei monumenti.

Gli artisti di strada non possono sostare nello stesso punto più di quindici minuti.
I ristoratori non possono avvicinare i turisti per invitarli a sedersi e consumare presso il loro punto di ristoro.
Vietato anche il classico gelato o spuntino di mezzanotte con contorno di chiacchere tra amici sul marciapiede, e per chi canta fino a 500 euro di multa.
Sulla spiaggia vietato l’ingresso ai cani, multe a chi accende dei falò, non si può cucinare dentro le cabine degli stabilimenti, e vita dura per anche per i fumatori, in quanto sono vietate le sigarette se non si è provvisti di adeguato portacenere.

Dar da mangiare ai piccioni costerà una multa salata, così come per un bacio in auto si dovranno sborsare 500 euro. E poi, addio ai massaggi sulla spiaggia, per"prevenire gli effetti pericolosi che possono essere generati dalla pratica di prestazioni estetiche o terapeutiche da parte di persone non diplomate".

La maggior parte di questa pletora di divieti, in parte ovvii e in parte strampalati, è del tutto inutile perché quasi mai essi vengono fatti rispettare, e sono serviti solamente, lungo l’estate, a dare una certa effimera notorietà locale al sindaco che li ha imposti.
Infatti, e sarebbe assurdo se non fosse così, nei vari comuni le Forze dell'ordine sono impegnate in faccende più serie che multare un bambino che fa un castello di sabbia in spiaggia, o che getta qualche briciola ai piccioni, e questo porta alla conseguenza che i controlli sono inesistenti e le multe, grazie a Dio, molto rare.

Siccome tuttavia oggigiorno viviamo in un villaggio globale, le imprese dei nostri sindaci non sono passate inosservate sulla rete di Internet ed hanno trovato dei degni emulatori, che addirittura sono stati capaci di superarli in idiozia.

Il governo cinese ha oggi, 16 settembre 2009, emanato un decreto entrato immediatamente in vigore, con il quale viene proibito ai piccioni di sorvolare le città cinesi fino all’8 ottobre prossimo.

Sono stati immessi nei cieli cinesi migliaia di uccelli della famiglia dei falchi, appositamente addestrati per anni, in località segrete, alla cattura dei piccioni ed al loro abbattimento in volo.

Non è dato capire perché dopo l’8 di ottobre ai piccioni superstiti sia di nuovo concessa la libertà di tornare a volare nei cieli delle città cinesi.
Forse si spera che i falchetti predatori abbiamo sterminato e decimato a tal punto le colonie dei piccioni, che ormai questi debbano essere quasi considerati una razza in estinzione e quindi da tutelare.
E’ proprio vero. La stupidità si diffonde più in fretta delle idee intelligenti.
La stupidità dei nostri sindaci ha fatto scuola
e ha trovato dei proseliti.
In grande stile.
Perché è ovvio, in Cina tutto è più grande che da noi.


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19 agosto 2009

341) mai voler strafare




La legge contro il fumo nei locali pubblici è una delle poche leggi che gli italiani hanno accettato e rispettano senza tanti malumori.

Hanno capito che era una legge giusta
e che era sbagliato fumare in faccia agli altri ,
specie se bambini o donne incinte o malati.
Adesso però si vuole estendere il divieto anche nei parchi e nei giardini,
in strada, in spiaggia e in qualsiasi luogo all'aperto
e questo è certamente ingiusto.
Addirittura i giovani possono venire multati se hanno in tasca un pacchetto di sigarette.

Lo Stato che impone leggi giuste è rispettato.
Se invece vuole strafare più nessuno rispetterà le sue leggi.


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13 agosto 2009

334) L’arte moderna è provocazione, e arreca fama all’artista. Ma perché dobbiamo pagare noi?




L’arte moderna è provocazione, e arreca fama all’artista. Ma perché dobbiamo pagare noi?


Lo Studio dell’architetto Fabio Novembre ha proposto che a Milano per tutto il mese di agosto la via Montenapoleone, la via dei negozi di lusso sia trasformata in un’arteria ecologica, a forma di bosco urbano.
Nella via saranno “parcheggiate”, è il caso di dirlo, su tutta la sua lunghezza venti riproduzioni, a gradezza naturale, di altrettante scocche in vetroresina color mastice, di Fiat 500C trasformate in vasi da cui spuntano aceri, lecci e tigli.
Ogni auto-fioriera è dotata di ruote per il traino e di un sistema per lo scolo dell’acqua. Al loro interno 9 lecci, 5 ficus, 4 tigli, 1 acero e 1 carpino bianco: alberi con un'altezza di 4 metri per 2 e mezzo circa di chioma, il tutto mixato in modo da ottenere un forte impatto ornamentale.
Questo progetto, che farà discutere i milanesi, ma che soprattutto darà fama e lustro all’architetto ideatore, sarà sponsorizzato e sostenuto finanziariamente dal gruppo Fiat ( e ci voleva poco a immaginarlo), ma graverà anche sulle casse del Comune di Milano, e quindi dei cittadini, per 70 mila euro.
E qui cade a pennello l’interrogativo del titolo di questo post: perchè devono pagare i cittadini, ai quali magari non solo non piace il progetto ma forse ne sono anche infastiditi?

E di fastidio vero e proprio i cittadini milanesi dettero dimostrazione qualche anno fa, quando improvvisamente in una piazza un mattino i passanti videro le sagome di tre bambini impiccati ad un albero.
Lo choc fu tale che un signore si arrampicò sull’albero (e poi cadde ferendosi) per sciogliere il nodo scorsoio ai tre impiccati e solo allora si capì che non di bimbi veri si trattava, ma di tre manichini, di tre bambini fantoccio.
Era l'opera iperrealista di Maurizio Cattelan, un altro artista moderno che per autopromuoversi, reclamizzarsi, far parlare di sé, aveva partorito la trovata dei tre impiccati per smuovere la coscienza popolare, come se il nostro immaginario fosse talmente sazio, come se fossimo talmente assuefatti da non meravigliarci più di niente, essendo la nostra mente già ben nutrita dagli horror quotidiani che ci offre la realtà.
Ed anche questa provocazione artistica, respinta in toto dal semplice popolo milanese, ma approvata dalla intellighenzia, era stata serenamente finanziata dalla giunta comunale e da una fondazione di moda (chissà poi perchè).

Soldi pubblici per dare fama e lustro ad artisti che solo la nomenklatura apprezza.
Soldi pubblici che forse spesi in case popolari avrebbero fruttato di più e meglio.

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25 maggio 2009

253) Vecchiacci e minorenni. Niente di nuovo sotto il sole. Ci sono sempre stati, perché dunque tanta meraviglia questa volta?


Vecchiacci e minorenni. Niente di nuovo sotto il sole. Ci sono sempre stati, perché dunque tanta meraviglia questa volta?

Non a tutti fa piacere sentir parlare di sessualità degli anziani, anzi a molti l’argomento fa abbastanza schifo.
E tuttavia voglio oggi parlare di questo argomento, prendendola molto alla larga, e traendo spunto dal fatto che in questi giorni in Italia non si parla che di questo, e purtroppo in un modo molto ma molto malizioso.

Dunque, si fa un gran parlare delle frequentazioni e dell'interessamento di Berlusconi nei confronti di una ragazzina, fino a dieci giorni fa ancora minorenne, che lo chiama maliziosamente "papi".
Che la ragazzina in questione sia una persona in cerca di occasioni per procacciarsi fama e notorietà e con queste ottenere facilmente soldi e denaro per sbarcare il lunario ed approdare ad una vita facile e comoda sfruttando l’amicizia del nostro Presidente è una cosa che balza agli occhi in modo tanto evidente che non si capisce bene come abbia fatto un uomo navigato come lui a cadere così banalmente nel tranello.
Certo che se i suoi consiglieri sono del calibro di Emilio Fede, Vittorio Feltri e Mario Giordano, in trappole simili (forse da loro ad arte preparate, più che dall’opposizione incapace di finezze così subdole) ) cadrà molto spesso, perché costoro sono personaggi viscidi che baciano la terra che hai calpestato, ma nello stesso tempo sono pronti ad infilarti un pugnale nella schiena ( eufemismo) al primo presunto torto che credono di ricevere. Sono personaggi dei quali, sia detto per inciso, Berlusconi farebbe meglio a liberarsi quanto prima, magari pensionandoli o relegandoli in fantozziani sottoscala.

Non so se le accuse di Veronica Lario nei confronti del marito di frequentare minorenni siano vere oppure no, e d'altronde non è cosa che possa interessare agli italiani, sennonché giornali gossipari e motivi politici si sono ormai a tal punto impadroniti della notizia che tutti gli altri problemi italiani sono stati messi in secondo piano.

E tuttavia affermo che sono problemi familiari in cui è bene non entrare.

Qui voglio semplicemente prendere a pretesto la vicenda per fare delle considerazioni sul come sia abbastanza normale che una persona anziana venga cupidamente attirata verso la carne e la sfera sessuale dei giovinetti, e come sia altrettanto normale che costoro approfittino dell’occasione per mettere nei guai l’anziano oppure ottenere vantaggi da questa sua cupidigia.

Nella terza età la sessualità non cessa, contrariamente a quanto si riteneva fino a pochi decenni fa, ma evolve e si modifica rispetto a quella attuata negli anni della gioventù e della maturità.
Gli anziani in genere non rinunciano affatto alla sessualità all’interno del loro rapporto di coppia ed anzi il numero di rapporti sessuali, e più in generale la volontà di una di vita sessuale, negli anziani sembra maggiormente legata alla presenza di un partner giovane ed è in ogni modo un dato accertato che con l’aumentare dell’età gli uomini preferiscano partner sessuali sempre più giovani.
In oriente si crede che fare l’amore (forse è meglio dire “fare del sesso”) con persone vergini rinvigorisca e ritempri gli anziani che quindi cercano persone di ambo i sessi sempre più giovani, con i quali accoppiarsi.

E dunque perché ancora oggi ci meravigliamo se un potente diventa amico, papi, zio, nonno di una adolescente?
Ma gli anni della Storia sono forse trascorsi invano?
La Storia non è forse piena di narrazioni di persone anziane attirate dalla concupiscenza verso vergini o giovinetti?

I filosofi dell’antichità non avevano forse la consuetudine di avere rapporti sessuali con i loro discepoli più belli e giovani, anche contro la volontà di questi?

Ricordiamoci che la storia di Susanna e i vecchiacci concupiscenti è addirittura narrata nell’Antico Testamento.
Niente di nuovo sotto il sole.




P.S. = Che poi al mondo ci sia gente vigliacca, violenta, disperata, stupida e particolarmente frustrata che stupra o molesta minori non significa che sia l’attrazione stessa per i minori ad essere una malattia o un violento capriccio.
E’ questo non sapersi frenare o fermare nel desiderio sessuale verso persone sempre più giovani, come gli adolescenti o addirittura i bambini, che dà luogo al triste fenomeno della pedofilia.

Ma questi ragionamenti ci portano fuori dall'argomento che volevamo trattare.


vedi la storia di Susanna e i vecchiacci
altro brano su Susanna




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