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20 gennaio 2013

4.3) Se cinque anni vi sembran pochi….


Sarò sincero: per l’antipatia che ho di lui, io al Fabrizio Corona gli avrei dato dieci anni.

Ma io non sono un giudice, in  me giocano forse l’antipatia e l’  invidia  per tutto quello che lui ha e che io non ho.

Un giudice invece  non deve avere sentimenti personali. Deve solo applicare la legge.

E applicarla con buon senso.

Il Fabrizio è accusato di aver  estorto al calciatore  Trezeguet  un importo  di circa trentamila euro.

E che sarà mai di  fronte al patrimonio e ai guadagni milionari annuali del Treze!

 E’ come se  avesse  rubato  dieci centesimi a me, pensionato sociale del menga.

Certo, nessuno deve rubare niente a nessuno, non si devono   compiere cattive azioni o   estorcere denaro a chicchessia.

Ma santo Iddio! Trentamila euro di fronte ai  milioni  del ricattato sono bruscolini, e per dei bruscolini non si deve mandare in galera nessuno.

Al massimo lo si condanna al risarcimento  decuplicato di quanto  rubato,  e  gli si installa in casa per qualche tempo  un ispettore di Equitalia a fargli le pulci su ogni  sia pur minima spesa che compie.

Gli si rovina cioè la vita  colpendolo  sui soldi, e chissà che questo non lo faccia rinsavire e  che in futuro egli riesca a dar loro  meno importanza .

Il buon Corona, poi, fuggendo, ha aggiunto scemenza a scemenza, e così adesso, appena lo prenderanno  gli si dovrà fare un nuovo processo, con soldi a carico della comunità,  e lo si dovrà condannare ad  essere mantenuto a nostre spese  in carcere per altro  tempo .

Ci sono giudici  in Italia che  lasciano ai domiciliari   stupratori di ragazze , o politici  razziatori di miliardi di denaro pubblico o emeriti personaggi che tutti sanno essere  delinquenti, e  poi  c’è è anche questo giudice  che condanna  il Corona a cinque anni  per un furto equivalente a dieci centesimi.

Non c’è proprio giustizia!


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12 gennaio 2013

3.3) Di mamma NON ce n’è più una sola!

Di mamma NON  ce n’è più una sola!

Un giudice ha affidato in adozione un bimbo a una coppia di donne gay.
D’ora innanzi  esse saranno i suoi genitori.
Una di loro farà al bimbo  da madre e l’altra da padre.
Ma è più verosimile che il bimbo chiamerà  “mamma” entrambe le donne e a chi gli chiederà   qual è la sua mamma egli risponderà  che tutte e due sono la sua mamma.
In Italia un giudice ha inventato perciò la doppia maternità.
Si era sempre detto che di mamma ce n’è una sola, ma adesso non è più vero.
Sono state stravolte le regole generazionali mondiali.
Di mamma NON ce n’è più una sola.
Da ieri possono essercene anche due.
Complimenti a questo  giudice che probabilmente ha avuto da piccolo dei problemi  o un’ infanzia infelice.


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29 aprile 2011

75.1) Le paure di Berlusconi

Le paure di Berlusconi

Paura di Gheddafi
Gli telefono?, non gli telefono.
lo disturbo?, non lo disturbo- 
lo bombardo?, non lo bombardo
Ma adesso che è un po’ in difficoltà quasi quasi lo bombardo.

Paura di Sarkozy
Vuoi la Parmalat?. Prenditela
Vuoi che bombardi la Libia?. Agli ordini, mon general,  bombardiamo la Libia.
Vuoi che la Francia costruisca in italia dodici centrali nucleari? 
Adesso no, ma tra due o tre anni l'appalto è tuo.

Paura dei giudici
Volete processarmi?  eviterò i processi col lodo Schifani.
 Farò fare il lodo Alfano.
 Farò fare la prescrizione breve.
 Farò fare il processo lungo.
Farò fare il legittimo impedimento. 
Verrò in tribunale al lunedì.
Farò il consiglio dei ministri al lunedi.

Paura dei referendum
Rimandiamo il referendum  perchè ho paura che, dopo il disastro  del Giappone, col referendum il popolo italiano  bocci l’ipotesi nucleare.
Tra qualche anno ne riparliamo. 

Paura di Bossi
Non lasciarmi, non lasciarmi, altrimenti il governo cadrà. 
Proprio adesso che i miei sondaggi mi danno in calando.
Ti prego, ti prego,
insultami,  picchiami,  menami,
ma non lasciarmi nelle mani dei giudici.


Che ce ne facciamo noi, italiani, di un uomo così pieno di paure?
Rottamiamolo, e presto anche.





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18 aprile 2010

70.0) La bici di Vallanzasca


La bici di
Vallanzasca




Hanno rubato la bici a Vallanzasca.
Non è una gran notizia.
Nel mondo ne succedono di peggio.

Il fatto è che Vallanzasca
È stato condannato a quattro ergastoli.
E che ci fa allora il Vallanzasca
in giro per la città
con la bici?

Accortosi della scomparsa della bici
Pare che abbia detto
" è proprio vero,
al mondo non c’è più religione".

Eppure l’ateo non è il ladro della bici,
ma il giudice
e quella sciagurata legge
che gli permettono
di andarsene in giro per la città
pigiando sui pedali,
invece di starsene in cella
a meditare sulle sue malefatte.



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16 marzo 2010

48.0) Indietro tutta! Altro che dar ragione a Berlusconi. E’ il giudice di Trani che aveva ragione!

Indietro tutta! Altro che dar ragione a Berlusconi: ‘ E’ il giudice di Trani che aveva ragione!

In un articolo precedente ho affermato che davo ragione a Berlusconi, partendo dal presupposto che i fatti di Trani si fossero svolti in una certa maniera.
Alla luce delle nuove notizie emerse sui fatti invece ora capisco e affermo che aveva ragione quel giudice: Berlusconi andava inquisito.



Abbiamo visto che il reato di concussione si configura quando qualcuno vuole estorcere qualcosa da qualcun altro, approfittando della propria posizione sociale e del proprio potere di persuasione, e minacciando ritorsioni e gravi conseguenze in caso di mancata obbedienza.
Ebbene, nel caso della trasmissione televisiva Annozero il buon Berlusconi non si è limitato a dire per telefono "bisognerebbe sbarazzarsi di Santoro" una, due, tre volte, bensì diciotto volte, in 18 differenti telefonate. fatte a dei superiori del presentatore e addirittura al garante delle comunicazioni.

Questo significa che Berlusconi, forte del suo potere persuasivo in quanto Presidente del Consiglio in carica, stava facendo indebite pressioni sui suoi interlocutori telefonici, perché 18 volte vuol proprio dire esercitare pressioni su una persona, mettendola con le spalle al muro di modo che non potesse poi dire "non avevo capito di cosa si trattava" e rimarcando  che da essa ci si aspetta l'obbedienza, perché in caso contrario...

E qui scatta il reato di concussione.
Perciò quel giudice di Trani indagando Berlusconi non ha fatto niente di illegale ma solo il proprio dovere.
Altro che magistratura corrotta e arrogante.

 
Di arrogante in questa vicenda c’è solo il comportamento di Berlusconi, il quale crede che tutto gli sia lecito, e poi fa finta di meravigliarsi se qualcun non condivide o avversa queste sue convinzioni.
Tutto per accaparrarsi qualche voto in più e rimandare così sempre più in là la sua resa dei conti con la magistratura.

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  • 13 marzo 2010

    46.0) In questo caso, devo ammettere che Berlusconi ha ragione.

    In questo caso, devo ammettere che Berlusconi ha ragione.







    Beh Insomma!


    Adesso non si può più neanche dire
    che bisognerebbe cacciare via Santoro dalla Rai,
    perché il suo programma non mi piace?

    Se appena appena affermi questo concetto
    un giudice  si metterà subito ad indagare su di te per concussione,
    e  stai in guardia 
    perché  la concussione (dal  latino concutere, estorcere)
    è il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione
    quando c’è di mezzo un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio.



    Si va bene,
    ma io ho solo  detto che la trasmissione Annozero non mi piace,
    che mi sembra di parte,
    che parla sempre contro di me,
    e allora?
    Dove sta il reato?



    Immagina tu  quante volte ognuno di noi nella vita
    ha mai detto a conoscenti e ad amici
    che bisognerebbe prendere a pedate nel sedere  la tal persona,
    il tal personaggio,
    la tal suocera,
    il tal capoufficio,
    e allora?
    Dove sta il reato?



    Se poi la famosa pedata nel didietro  non la eseguo,
    di  che cosa posso venire indagato?
    Forse di aver espresso un'opinione in un modo certamente poco delicato
    o poco riguardoso delle norme del galateo?


    Ma santo Iddio,
    secondo me Berlusconi  potrà ben  dire che le trasmissioni di Santoro  non gli piacciono
    o non lo può dire?
    E che gli farebbero un gran favore
    se costui  venisse  allontanato dalla Rai ,
    lo può dire o non lo può dire?


    Perché  se poi  non mette in essere degli atti concreti per la  effettiva cacciata,
    di nulla può essere  incolpato,
    se non di avere in antipatia
    (del resto ricambiata )
    quel tal presentatore.
    E se ognuno di noi  dovesse essere indagato da qualche giudice 
    per le persone che ci stanno antipatiche,
    staremmo freschi.


    Pur con tutta la mia poca stima nei suoi confronti,
    tuttavia in questo caso
    devo  dire che  Berlusconi ha tutte le  ragioni
    di sentirsi vittima di un comportamento persecutorio da parte di quel giudice di Trani.
    Naturalmente se le cose raccontate stanno proprio così,
    e se le azioni per una  effettiva cacciata non sono ancora state messe in atto.

    Perchè in caso contrario il mio giudizio tornerebbe a essere..........

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    45.0) La vita di un familiare del giudice forse sarebbe valsa più di 231 euro. Perché quella di mio figlio no?

    La vita di un familiare del giudice forse sarebbe valsa più di 231 euro.
    Perché quella di mio figlio no?

    Due anni fa a Porto Cervo un ragazzo di vent’anni di Monza con la patente ritirata e alla guida di una Bmw che andava contromano, in un incidente spezzò la vita di Antonello Zara.
    Antonello Zara era noto specialmente al pubblico che segue il programma di Maria De Filippi “Uomini e Donne” dove aveva partecipato come tronista nella stagione 2003/04, ed era in Costa Smeralda per un periodo di vacanza .
    In questi giorni il padre tramite i canali televisivi denuncia all’opinione pubblica l’ingiustizia di una sentenza che il 16 settembre 2009, ha condannato l’investitore Matteo Sgariboldi – il ragazzo alla guida della Bmw –a una semplice sanzione amministrativa.
    "Una multa di 231 euro per eccesso di velocità, a chi ha ucciso una persona guidando contromano e con la patente che gli era già stata ritirata per 18 mesi per reati di guida precedenti."

    Non c’è che dire: La vita di un uomo vale 231 euro.
    Ma dove siamo?
    Ma cosa è scattato nella mente del giudice che ha emesso una simile sentenza?
    Qualche corto circuito che gli ha lesionato il cervello?

    Siamo proprio sicuri che se la vittima fosse stata un parente del giudice, la sentenza sarebbe stata la stessa?
    Francamente il sig. Zara padre ha tutto il diritto di affermare che questa sentenza è "Un insulto per tutti noi“. 
     Insomma, Antonello forse non avrà mai giustizia e Walter Zara ha ragione ad affermare che questi 231 euro sono un insulto e una beffa, come se la vita di Antonello valesse solo quei soldi e nient’altro.

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    9 marzo 2010

    41.0) L’unica soluzione sensata al pasticcio italiano

    L’unica soluzione sensata al pasticcio italiano


    E adesso come se ne esce dal pasticcio che il PDL si è autocombinato, dimenticando di presentarsi in tempo utile e con firme non sospette alle elezioni amministrative?

    Dopo aver fatto pressioni perché il Presidente della Repubblica avesse a firmare in fretta e nottetempo, come un criminale, il decreto autogol interpretativo che riammetteva in lizza le liste del Lazio e della Lombardia scartate dai giudici, ora, visto che tutto ciò non ha prodotto la sanatoria sperata, non rimane al governo che un’unica strada costituzionalmente ineccepibile, e cioè quella delle dimissioni.

    In tal caso il Buon Napolitano avrebbe la possibilità di indire entro tre mesi , e cioè in giugno, in contemporanea, sia le elezioni politiche che quelle amministrative, e con ciò il caso sarebbe risolto, senza stravolgimenti della Costituzione né approvazione di leggi o leggine o de-cretini a favore di una sola parte politica.
    La democrazia sarebbe salva e la parola passerebbe al popolo che nelle urne darà il suo responso.

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  • 19 febbraio 2010

    33.0) Questo giudice sbaglia.

    Questo giudice sbaglia.

    Se uno,
    senza patente,
    ubriaco,
    ruba un’auto
    e si mette a correre come un pazzo per le strade della città,
    e investe e uccide due fidanzatini fermi ad un incrocio accanto al loro motorino,
    questo è omicidio volontario,
    e non omicidio colposo.
    Perché uno che non ha la patente,
    e che, dopo aver bevuto abbondante alcool,
    si mette alla guida di un’auto rubata,
    è consapevole che ammazzerà qualcuno.
    Lo sa che qualcuno verrà da lui investito e ucciso.
    Si rende conto che verrà coinvolto in un omicidio volontario.

    Solo il giudice queste cose non le ha capite.

    Se però i fidanzatini uccisi fossero stati suoi parenti,
    la sentenza di questo giudice
    sarebbe stata ancora di omicidio colposo?


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    21 gennaio 2010

    17.0) Più che il processo breve, qui si sta introducendo la prescrizione breve.

    Più che processo breve, qui si sta introducendo la prescrizione breve.


    Diciamocelo francamente, la legge che è in discussione in questi giorni in Parlamento, denominata ” Processo Breve”, in realtà non ha lo scopo di ridurre i tempi biblici dei processi, ma semplicemente quello di fare in modo che, se un processo non venga svolto entro un determinato periodo di tempo, non lo si possa più fare, e quindi si debba lasciare andare libero l’imputato, con tanto di scuse.
    Dice questa legge che d’ora in avanti in Italia, un delinquente o viene processato entro un certo numero di anni, oppure lo si deve rimandare a casa libero e immacolato, magari rimborsandogli con tante scuse e profumatamente l’eventuale carcerazione preventiva subita.

    Alzi la mano chi non vorrebbe che i processi in Italia fossero meno lunghi, che durassero meno anni.
    Tutti noi certamente vorremmo che in un paio d’anni, giusto il tempo necessario alle forze dell’ordine, ai pm, agli avvocati, ai giudici per fare indagini, istruire, studiare e giudicare una causa, un processo venga avviato e portato a conclusione, con l’emissione di una sentenza definitiva e inappellabile
    .

    Sette anni e mezzo la durata media

    Ma così non è, e non può essere perchè attualmente la legge italiana pone, a garanzia degli imputati, addirittura tre gradi di giudizio ( Primo grado, Appello e Cassazione) con tutta una serie di norme, di paletti, di cavilli burocratici per cui i tempi del processo vengono immancabilmente dilatati fino ad assumere, talvolta, tra ricorsi, tempi tecnici e quant’altro, una durata abnorme tanto che il ministro Alfano, nella sua relazione al Parlamento sullo stato della giustizia, ha potuto affermare con cognizione di causa che in Italia la durata media del processo penale è di sette anni e mezzo.
    E’ convinzione di molti che in Italia i processi durino così a lungo perché ad un certo punto vanno in prescrizione. Se non ci fosse la prescrizione durerebbero di meno.
    I processi, dicono costoro, durano a lungo perché gli avvocati difensori hanno tutto l’interesse di farli durare a lungo per arrivare così a mandare tutto in prescrizione e risparmiare la condanna al loro cliente
    .
    In Francia non è prevista la prescrizione dei reati, e per questo motivo i processi durano assai poco, pochi sono quelli per i quali si va in appello e pochissimi quelli che giungono in Cassazione.

    Vediamo di analizzare il perchè delle lungaggini dei processi italiani.
    Oltre all’interesse economico dell’avvocato difensore, perché più dura il processo e più alto è il suo compenso, un espediente consentito dalla legge per allungare i tempi del processo è quello che, in caso di cambiamento del giudice del dibattimento (oppure di uno dei membri del Collegio giudicante se il processo si svolge davanti a un giudice collegiale) , gli atti compiuti fino a quel momento conservano efficacia solo se vi è consenso di entrambe “le parti” (Difesa e P.M.) altrimenti bisogna ricominciare il processo daccapo.
    Quindi quasi sempre, se ha interesse, la Difesa non consente perché vuole “allungare “ i tempi del processo per arrivare alla prescrizione.

    E perché mai, durante lo svolgimento di un processo viene cambiato il giudice o un componente del collegio?
    Purtroppo per come è impostata oggi la procedura giudiziaria, la persona del giudice può, durante un processo,  cambiare (per malattia, per trasferimento etc.) in quanto il dibattimento, invece di svolgersi in poche udienze che si susseguano l’una sull’altra, è “spezzettato” in un gran numero di udienze (molte delle quali “a vuoto”) a distanza di mesi l’una dall’altra.
    Ora, che un imputato “pretenda” di essere giudicato dalle stesse persone che hanno condotto il dibattimento, assunto le prove, risolto le questioni preliminari e non da altri, è un diritto di garanzia elementare; .e tuttavia avviene, accade, succede, che i giudici si debbano cambiare o avvicendare perché il processo è indecentemente lungo e non viceversa.
    Un seconda causa dei tempi lunghi del processo è perchè una serie di norme, tra cui quelle della famigerata legge “ex Cirelli”, stabiliscono che tutti i rinvii richiesti dagli avvocati comportino la sospensione del processo e dei tempi di prescrizione.
    Per quanto giusta e necessaria sia la richiesta dell’avvocato difensore, tuttavia a causa di essa si ferma il processo, si ferma l’orologio, si ferma il calendario e si ferma il tempo. Si fermano persino i tempi della prescrizione ed anzi, si dovrebbe dire che neppure il processo “si allunga”, appunto perché “è sospeso”, il tempo non corre.Quindi molti processi, per così dire, congelati,  arriveranno a sntenza definitiva dopo  decine di anni. E' capitato, è capitato!

    In Francia, dove i processi vengono esauriti in tempi decisamente brevi, c’è il solo obbligo per il Pubblico Ministero di iniziare il processo entro tre anni dal fatto e di fare in modo che il processo si concluda, in media, entro otto mesi. Stando così le cose c’è poco bisogno di termini di prescrizione che tuttavia esistono per alcuni limitati casi di conclamata necessità.
    Da noi, invece, se non fosse per la prescrizione, che quindi è giusto che ci sia, avremmo i vecchietti in tribunale sotto processo per reati che avrebbero commesso quando andavano ancora a scuola. La prescrizione è necessaria perché i processi, altrimenti, potrebbero non finire mai, tenendo un poveraccio per tutta la vita sotto la spada di Damocle di una giustizia dormigliona ma di lunghissima memoria.

    Quindi ridurre i tempi dei processi, si può,
    a patto che vengano eliminate tante norme e cavilli che nella legislazione delle altre nazioni europee non esistono, e a patto che, come in questi Paesi,  vengano ridotti i gradi di giudizio a uno solo ed anch’esso inappellabile.
    Ed anche a patto che venga riformata la preparazione giuridica e la testa dei magistrati, perchè alcuni di loro sono convinti di essere dei grandi i personaggi agli occhi dell’opinione pubblica solo se perseguono tutti i reati di cui vengono a conoscenza, solo se  incriminano, arrestano, fanno condannare, e impugnano tutte le assoluzioni.
    Così facendo le carceri scoppiano, i tribunali sono intasati, i processi vanno in prescrizione, perché tutti i reati anche quelli stupidi e insignificanti vengono obbligatoriamente perseguiti.

    I nostri cari politici devono capire una volta per tutte che se i processi sono lenti e durano troppo a lungo bisogna tagliare i tempi dei processi, non i tempi della prescrizione!

    E come si fa a tagliare i tempi del processo?
    -Evidentemente facendo concorsi per aumentare il numero dei magistrati,
    -facendo assunzioni di personale affinché nei tribunali si lavori tutto il giorno e non solo la mattina,
    -depenalizzando certi reati,
    -eliminando certe norme eccessivamente garantiste nei confronti degli imputati, quali quelle che riguardano i vizi di forma,
    -organizzando meglio i tribunali,
    -razionalizzando le energie, le forze, i mezzi
    -dando più soldi ai lavoratori della magistratura, per incentivarli alla produttività,
    -e poi soprattutto riducendo i gradi di giudizio

    Invece che cosa vogliono fari nostri cari politici?
    Vogliono accorciare i termini di prescrizione, sapendo che già oggi, ogni anno,vanno  in fumo, causa prescrizione, 200mila processi, il che vuole dire che ci sono  ogni anno  200mila imputati che la fanno franca senza che si possa stabilire se erano colpevoli o, peggio, dopo che si era stabilito, magari attraverso due gradi di giudizio che erano colpevoli, ma ora lo Stato per il troppo tempo trascorso si deve arrendere e non li può più punire.

    E questi 200 mila imputati , se ne vanno a casa facendosi beffe delle vittime dei reati, che quindi diventano vittime due volte, una volta  per i torti subiti dal delinquente, e una seconda per  l'incapacità dello stato di rendere loro giustizia.

    La decorrenza dei termini della nuova legge.
    Di solito le nuove leggi esercitano il loro compito dal giorno della promulgazione in avanti, invece questa legge esplica i suoi nefasti effetti retroattivamente dal 2 maggio 2006, e sapete perché? Perché bisogna far rientrare nei termini di prescrizione brevi il processo a Berlusconi,  il processo Mills e i processi per i diritti Mediaset, che sono tutti relativi a reati che, almeno a quanto si sa o a quanto hanno scoperto i magistrati, sono stati commessi prima del 2 maggio del 2006.
    Chi dice che trarranno beneficio da questi nuovi termini di prescrizione solo i reati di lieve entità,   punibili con pene inferiori a dieci anni, è bene che sappia quali sono i reati puniti con pena inferiore ai dieci anni:
    -associazione mafiosa,
    -peculato,
    -corruzione,
    -falsa testimonianza,
    -tutte le associazioni a delinquere mafiose e non,
    -omicidio colposo,
    -furto,
    -rapina,
    -estorsione,
    -le truffe,
    -le molestie sessuali,
    -le violenze sessuali.

    Questa nuova norma che si sta introducendo in Italia andrà a salvare soprattutto, oltre a Berlusconi, anche gli imputati dei maxiprocessi. Infatti dove ci saranno molti delinquenti o presunti tali da processare, come si farà a farlo in tre anni in primo grado, in due anni in appello e in un anno in Cassazione?
    Il ministro Alfano, che  sa che in Italia la durata media del processo penale è sette anni e mezzo,  se  poi fa approvare una legge che stabilisce che i processi devono durare sei anni, otterrà come conseguenza che  tutti i processi,  si prescriveranno  o in primo grado, o in appello, o in Cassazione.

    Volete davvero il processo breve? accorciate i processi allora, non la prescrizione.
    La prescrizione accorciata significa  che i processi continueranno  a durare a lungo ma, a un certo punto, dovranno estinguersi, dovranno morire.  Non è quindi una norma che abbrevia i processi, ma è una norma che, per salvare Berlusconi, uccide i processi e basterebbe chiamarla con il suo nome di  legge ammazza processi, di salva delinquenti, di salva ladri, di salva mafiosi, di salva camorristi,di salva corrotti, di salva estorsori, sequestratori, violentatori, pedofili etc. etc.
    Per salvarne uno si lasceranno in libertà centinaia di migliaia di fior di mascalzoni.
    E' giustizia, questa?

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    14 gennaio 2010

    10.0) Un giudice da cacciare dalla magistratura per manifesta incapacità .

    Un giudice da cacciare dalla magistratura per manifesta incapacità , quello che ha ridotto la pena al pluriomicida Delfino.








    Dunque, c’è un criminale che ha accoltellato a morte la sua fidanzata.
    E’ stato giudicato nel corso di un regolare processo ed è stato condannato col rito abbreviato a 16 anni di carcere.
    - P.S. - Il rito abbreviato è quella procedura per cui se uno si riconosce colpevole di un certo reato, gli viene diminuita di un terzo la pena da scontare in carcere.

    Questo delinquente si chiama Luca Delfino ed è tuttora inquisito perché sospettato di aver ucciso anche la precedente fidanzata, con le stesse modalità.
    Il suo comportamento in carcere non è certo dei più edificanti se è vero che è stato più volte coinvolto in tafferugli e risse tra detenuti e ha mostrato sovente atteggiamenti aggressivi verso le guardie.


    Ebbene, ora un giudice, su richiesta dell’avvocato difensore del Delfino ha incredibilmente concesso a questo disgraziato uno sconto di pena, per buona condotta, di 90 giorni all' anno per i 16 anni che aveva di reclusione.
    90 x 16 = 1440 giorni equivalenti a circa 4 anni...

    E’ proprio vero che viviamo in una nazione in cui il garantismo è garantito solo alla peggior specie di criminali e pluriomicidi.

    Di un giudice così sempliciotto, che non tiene conto dei verbali delle autorità carcerarie, e si lascia così ingenuamente abbindolare da una memoria del certamente bravo avvocato difensore che gli ha dimostrato come il suo assistito sia stato il più bravo e il più innocuo dei carcerati, tanto da garantire a un assassino uno sconto di pena di 4 anni su sedici, c’è da avere paura.

    Costui non sa amministrare la giustizia: è bravo invece nell’ amministrare l’ingiustizia.
    Un domani questo stesso giudice è capace di darti l’ergastolo se rubi una lametta da barba al supermercato, mentre concede la libertà agli assassini rei confessi.
    Cacciamolo via dalla magistratura.
    Forza Brunetta, forza Alfano, datevi da fare, che sono stato bambino anch’io da piccolo.

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    21 novembre 2009

    429) Il Crocifisso nei capolavori della pittura ( 1 )



    Ammiriamo questi quadri 
    prima che un giudice europeo
    sprovveduto 
    li faccia oscurare.


































    Ammiriamo questi quadri 
    prima che un giudice europeo
    sprovveduto 
    li faccia oscurare.
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    1 luglio 2009

    291) Nessuno dice che siano dei disonesti, ma certo è che questi due giudici si sono comportati da sprovveduti.




    Nessuno dice che siano dei disonesti, ma certo è che si sono comportati da sprovveduti.



    Due giudici della Corte Costituzionale, sono stati avvistati mentre cenavano in simpatica compagnia con Berlusconi, Letta ed altri dell’entourage governativo in un ristorante romano.

    Nulla di male, se non fosse che la Corte Costituzionale si dovrà occupare tra breve tempo della questione del lodo Alfano, cioè di quella legge che esenta le quattro più alte cariche dello Stato dall’essere sottoposte a indagini, processi penali o condanne nel mentre che rivestono tali incarichi di prestigio.

    Qualcuno ha sottoposto al giudizio di costituzionalità tale legge recentemente approvata, e i giudici della Corte Costituzionale, per un principio di opportunità di giudizio, dovrebbero almeno astenersi dal frequentare, in ambiti non strettamente lavorativi le persone beneficiarie di tale legge.

    Partecipando alla suddetta cena conviviale, i due giudici è come se avessero voluto dire al nostro Capo del Governo, che egli non deve temere alcun rigetto della legge in questione, ma di poter anzi contare su un giudizio favorevole per lo meno da parte di loro due.

    Tra persone potenti, e i giudici della corte Costituzionale lo sono, non è vietato sedersi a tavola e conversare amabilmente del più e del meno, ma anche solo per un principio di opportunità, è bene che si rimandino tali incontri di amicizia e di stima reciproca a dopo l’archiviazione della pratica che vede coinvolti in un giudizio i partecipanti alla cena conviviale.
    Questi due giudici si stanno comportando come i bambini che sono stati scoperti con le mani nel vasetto della marmellata, e strillano la loro innocenza a più non posso, inviando insulti di barbarie a chi li accusa quantomeno di sprovvedutezza, di faciloneria, di superficialità o di scempiaggine.

    Uno dei principi cardine di un giudice, è di non lasciarsi mai coinvolgere emotivamente nella diatriba tra accusato ed accusatore, ma di starne fuori, al di sopra, come fosse su un elicottero dal quale si può avere una visione d’insieme delle cose che accadono in basso e si possono quindi meglio cogliere i legami e gli intrecci.
    Questi due giudici non l’hanno ancora capito, a dispetto delle posizioni di prestigio che sono state loro affidate.
    Forse è bene che si dimettano e lascino il posto ad altri meno sprovveduti di loro.



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