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22 febbraio 2012

24.2) Signore,perché mi hai dato un figlio disabile?

P.S.
Questa è, grosso modo e scritta e ripensata  da me  in modo superficiale la trama del libro “Zigulì” di Massimiliano Verga,  padre di Jacopo, Cosimo e Moreno.
 Quest'ultimo è un bellissimo bambino di otto anni, nato sano e diventato gravemente disabile nel giro di pochi giorni. 
Queste pagine sono una raccolta di immagini  e pensieri  quotidiani su che cosa significhi vivere accanto a un disabile grave   (la rabbia, lo smarrimento, l'angoscia, il senso di impotenza),  pensieri molto duri su una
realtà che per diverse ragioni  (disagio, comodità, pietà)  tutti noi preferiamo spesso ignorare.
E che forse, proprio per questo, nessuno ha mai raccontato con una così spietata crudezza
Il libro è bellissimo e lo si racconamda ai lettori di questo blog. 



Zigulì, di Massimiliano Verga, Mondadori, pagine 192, euro 16.50 
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Signore,perché mi hai dato un figlio disabile?


Mio figlio è nato handicappato, ha un cervello piccolo piccolo, non ci vede né mai ci vedrà e oggi che ha otto anni  le uniche parole che sa dire sono pappa, cacca, nanna.
Signore, Tu  ogni tanto permetti che nascano dei bambini con handicap.
Perchè?
Sono destinati a diventare presto i Tuoi angioletti preferiti, dicono i preti.
Ma  perché hai voluto che uno di questi fosse mio figlio?
Perché proprio a me mi hai dato un figlio disabile?


Ah, lo so quello che dicono : che  il Signore le sofferenze le dà a quelli che ama in modo particolare, che il Signore l’oro lo vaglia nel fuoco per distinguerlo da quello fasullo, che le prove della vita  le dà a quelli che hanno le spalle larghe per sostenerle e sopportarle.
Ebbene, Signore, con me Ti sei sbagliato!


Io ho delle spalle deboli , lo sai, me le hai date Tu così, e allora come Ti è venuto in mente di caricarle di un fardello così insopportabile?

Hai dato incautamente a un cieco il compito di condurre un altro cieco, che è una cosa da piangerci sopra , se ci pensi, e difatti Tu stesso nel tuo Vangelo l’hai citato come esempio di cose da non fare.

Ma Ti rendi conto che hai dato a un essere debole e meschino come me il compito impegnativo di accudire, di amare, di sopportare e di rendere persino tollerabili i disagi fisici e morali che comporta il tirar grande un
figlio con un cervello grosso come una caramella, con crisi continue di epilessia  e per giunta cieco e incapace persino dipronunciare la parola papà?

Ebbene,Signore, Ti sei sbagliato, questa volta hai toppato.

 Evidentemente hai dato a me  troppa importanza , Ti sei fidato troppo dei talenti che mi hai affidato e che io, come il servo sciocco della Parabola, non ho saputo mettere a frutto.

Ma che credevi Signore?
 Mi facevi più forte, vero? 
Ti ho deluso, vero?
Ebbene Signore, si, la mia vita con il figlio handicappato che mi hai dato è una vita che io non riesco a sopportare più. 

Io penso addirittura o Signore (e lo so che sto bestemmiando), che Tu ti dovresti scusare con me  per esserTi così grossolanamente sbagliato sul mio conto , ma so  anche che  il solo pensare una cosa simile è una cosa ingiusta e cattiva , e   Ti chiedo allora,  o mio Signore , di ridarmi un briciolo di vita e di speranza, riprendendoti al più presto tra le schiere dei tuoi angeli il figlio mio tanto malato e per questo tanto più amato  che mi hai dato.

Guarda, Signore, che se non lo farai e presto e bene ,  la mia anima andrà persa  perché la mia disperazione è ormai giunta a un livello altissimo e non vorrei , come novello Giuda, dover disperare della Tua misericordia e del Tuo perdono.

Tienimi una  mano sulle spalle, Signore, su quelle stesse spalle che Tu credevi così forti da sopportare una vita disastrata con un figlio così, e che invece hai scoperto essere deboli e malaticce, e così,  tenendomi vicino a Te, dammi conforto e speranza per il futuro , o mio buon  Dio! 








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6 maggio 2011

78.1) Marina, ma non hai proprio niente da fare che venire a….?

Marina, ma non hai proprio niente da fare che venire a….?


La Marina Berlusconi minaccia di entrare in politica.
I leccapiedi di suo padre le hanno promesso il loro sostegno e i loro spregevoli servizi nel caso lei decidesse di scendere in politica quale successore del padre.

Lei quasi quasi ci casca ed è tentata di sostituirsi al genitore alla guida del governo.

D’accordo col padre vuole instaurare la Berlusconi dynasty.

Ma cara la mia Marina. ma non hai proprio niente da fare alla Mondadori e nelle tue altre aziende di famiglia, sei così tanto annoiata nella tua vita da decidere di darti una mossa e di venire a rompere le scatole a noi poveri italiani belli che di tuo padre e dei suoi consanguinei ormai non ne possiamo più?

Ma chi ti ha detto che gli italiani ti vogliono come capo partito o capo popolo?

Guarda che non siamo mica tutti degli Emili Fdede, dei Leli Mora, dei Capezzoni, dei Gasparri, degli Scilipoti o giù di lì, da scioglierci in in brodo di giuggiole e di pisciarci addosso all’annuncio della tua discesa in campo.

Ma stattene a casa tua , che se vuoi di cose da fare ne hai in abbondanza.
E lascia in pace noi, che di problemi ne abbiamo già tanti.


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14 dicembre 2009

448) E’ sempre un gesto vile picchiare un vecchio di 75 anni.


E’ sempre un gesto vile picchiare un vecchio di 75 anni.








Anche se quest’uomo è uno che se le va a cercare, le antipatie, col suo comportamento da Padre Eterno e con la sua convinzione di essere al di sopra della legge, non esiste nessun motivo valido per giustificare l’aggressione a un uomo di 75 anni.
Anche se lui è il Presidente del Consiglio in carica ed è osannato e vituperato da un italiano su due ed anche se è accusato delle nefandezze politiche più aberranti, nessuna giustificazione può esserci per un atto vigliacco di aggressione fisica.
Perché ho paura che questa aggressione ci ricacci indietro ai tempi del fascismo, quando chi non la pensava come noi era automaticamente un nemico degno di essere bastonato o picchiato dalle squadracce di energumeni che passavano di porta in porta a fare prepotenze vigliacche.
Ed ho anche paura che un clima di odio politico verso chi la pensa in modo diverso da noi , possa portare in breve tempo la democratica Italia a trasformarsi in una nuova ex Jugoslavia, dove la democrazia , le leggi e e la tolleranza verso il prossimo vennero distrutte e sostituite da una caccia all’uomo fino a sconfinare nella guerra civile che portò poi alla rovina e al disfacimento quella Nazione.

Dicono si sia trattato del gesto di un folle.





Speriamolo con tutto il cuore e speriamo pure che non nascano da adesso in avanti dei fenomeni di imitazione, perché a questo punto la vita e l’incolumità fisica di ogni uomo politico sarebbe a rischio.
Bisogna che in Italia si torni a ragionare e a far politica con animo pacato e sereno, senza che nessuno inciti all’odio verso chi non la pensa come noi.
Dobbiamo tornare ad essere una nazione civile, nella quale sia bello vivere.

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  • 26 settembre 2009

    378) La coerenza non è il punto di forza dell’ ex ministro Castelli





    La coerenza non è il punto di forza dell’ ex ministro Castelli


    Il buon Castelli assieme ad altri leghisti ieri si è messo ad applaudire il Papa che ha tuonato contro i divorzi e le convivenze, ritenute la causa principale del degrado della società attuale.
    Il nostro ex ministro, un divorzio, due matrimoni e due famiglie allargate sulle spalle, probabilmente ha obbedito a ordini di partito che gli intimavano di applaudire i Pontefice per dissipare i malintesi tra le gerarchie ecclesiastiche e la Lega Nord, ma del discorso del Papa o non lo ha ascoltato o non ci ha capito un acca.
    In effetti, nel suo ultimo discorso, il Papa ha versato i propri strali contro coloro che minano l’unità della famiglia con le separazioni, i divorzi e le convivenze.
    Egli dice che lo stile di vita “relativistico” odierno (il relativismo, qualsiasi cosa voglia dire, è il suo pallino), attraverso produzioni letterarie, cinematografiche o televisive, porta ad esaltare una realtà nella quale le famiglie si compongono e si sfasciano ad ogni nuovo capitolo o ad ogni nuova puntata e dove il modello che viene proposto come normalità è quello di una famiglia senza più confini morali, in cui non si sa più chi è padre e chi madre, chi fratello e chi sorella, dove la fragilità dei legami familiari rischia di innescare problemi psicologici di identità e di ruolo, soprattutto nei bambini e negli adolescenti.

    Questa analisi del Papa è oggi condivisa da molti studiosi delle dinamiche familiari .
    In effetti, chiunque voglia guardare la realtà senza mettersi le fette di mortadella sugli occhi, può agevolmente notare che l’alto numero dei divorzi, la diffusione di famiglie allargate nelle quali ci sono padri e madri naturali assieme a padri e madri acquisiti, lo svolgersi di riti complicati per vedere o passare qualche ora con i figli nei fine settimana, tutto questo insieme di situazioni può provocare turbamenti psicologici in molti bambini, constatati anche da indagini dei medici di famiglia e di molti psicologi infantili.
    Il Papa di tutto questo ha parlato con toni preoccupati, denunciando addirittura l’esistenza di bambini “orfani” non perché siano senza genitori, ma perché ne hanno troppi, con il rischio di creare nei figli una tipologia alterata di famiglia, non più basata sulla continuità di legami nei rapporti, ma sulla precarietà delle convivenze.

    Molti hanno preso lo spunto da queste riflessioni papali, per sottolineare come la precarietà della famiglia sia in parte dovuta anche alla contrarietà della Chiesa a permettere che gli Stati legalizzino o diano normative certe e più vincolanti alle unioni di fatto e alle convivenze civili.
    Da un lato, essi dicono, ci si lamenta per la situazione e dall’altro si ostacola la normalizzazione.

    Chi al contrario si è dimostrato entusiasta e plaudente all’intervento del Pontefice è stranamente stato il leghista Roberto Castelli, viceministro attuale delle Infrastrutture ed ex ministro della Giustizia, il quale ha sulle spalle un divorzio, due matrimoni e due famiglie allargate.
    "Il Papa" -ha detto il buon Castelli,- "ha perfettamente ragione, ed io credo che sui temi della famiglia , per la tutela dei nostri figli e dei minori, occorrerebbe iniziare una forte rivisitazione quantomeno culturale, al fine di accentuarne la vena fondamentalista e il positivismo che ad essa appartiene."
    Qualsiasi cosa abbia voluto dire l’ex ministro, probabilmente lo ha capito solo lui, ma d’altronde da uno che si ritrova sulle spalle complicati problemi familiari come i suoi, non c’è da pretendere nè coerenza nei ragionamenti né coerenza nei comportamenti.
    Forse egli avrebbe semplicemente fatto meglio a stare zitto e a non perdere l’occasione di tacere almeno per una volta, invece di commentare favorevolmente proprio lui, con la sua complicata situazione familiare, le legittime dichiarazioni del Papa, che probabilmente egli, il buon Castelli, non ha neppure capito.
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    11 settembre 2009

    364) Lo sfogo di Marina Berlusconi


    Lo sfogo di Marina Berlusconi.



    Marina Berlusconi si è arrabbiata perchè il padre viene sempre messo al centro dell'attenzione degli italiani.
    "Di mio padre si dice sempre e solo tutto il male possibile",- dice indignata.

    E tuttavia a Marina Berlusconi val la pena di ricordare che se suo padre non si fosse messo in testa di voler governare, male come solo lui sa ben fare, gli italiani, questi il suo esimio padre non se lo sarebbero manco filato , non lo avrebbero neppure mai cagato.

    E' lui che col suo malgoverno si è messo al centro dell'attenzione mediatica e della disistima di gran parte degli italiani.

    Grazie a Dio non è ancora obbligatorio incensare e adulare il Capo del governo.

    Si potrà criticarlo o no?
    Se poi lui si mette al centro di vicende poco edificanti, la colpa non è di chi quelle vicende le narra, ma di chi è andato a cercarsele.

    Invece di criticare gli italiani, la buona Marina affronti il padre a muso duro, e lo faccia rinsavire, come d'altronde sta facendo la moglie Veronica Lario.
    Crede forse Marina che agli italiani piaccia essere governati da un uomo che ritiene per lui lecita qualsiasi porcheria?
    Non siamo mica tutti stupidi, non ci chiamiamo tutti Fede o Feltri o Giordano.

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    vitamine per persone esaurite.

    16 agosto 2009

    339) L'evoluzione di Dio (c'è qualcosa che non quadra).



    L'evoluzione di Dio.
    Da Dio vendicativo e giustiziere, nei secoli si è trasformato in Padre che ama e perdona gli uomini.


    Quando ha creato l’uomo Dio sapeva che questi gli avrebbe disobbedito.
    E che, per ristabilire la giustizia Egli avrebbe dovuto condannare l’uomo a vivere una vita di difficoltà, di sacrifici e di rinunce.
    Ebbene, sapendo tutto ciò, perché lo ha creato ugualmente?.

    Dio forse gode delle sofferenze dell’uomo?
    Non poteva evitare di crearlo?

    Forse Dio, senza l’uomo che lo offende non sarebbe bastato a sé stesso?
    Gli serviva forse qualcosa o qualcuno che gli desse lo spunto per dimostrare la propria giustizia, la propria vendetta, oppure il proprio smisurato amore?

    E’ per questo che, nonostante tutto, Dio ha creato l’uomo?


    Adamo ed Eva offendono Dio ed è
    tutto sommato un'offesa ridicola
    fatta da due esseri sprovveduti che non sapevano quello che facevano.
    Ebbene, Dio che quasi sembra non aspettasse altro, li condanna per l’eternità a scontare la pena di vivere.


    Qui c’è qualcosa che non quadra.


    Gli uomini crocifiggono Gesù Cristo, il Figlio di Dio
    e non avrebbero potuto fare niente di più cattivo:
    uomini che tolgono la vita ad un altro uomo,
    addirittura, vogliono uccidere l' Uomo Dio!
    Ebbene,Gesù li perdona.

    C’è proprio qualcosa che non quadra.


    O Dio si è rammollito,
    oppure, toccando con mano e vivendo egli stesso le difficoltà del vivere quotidiano
    e la fragilità della carne,
    Dio si è fatto più umano.

    Ed allora su tutti i Suoi sentimenti, hanno prevalso in Lui l’Amore e il Perdono.
    Il Dio che noi oggi veneriamo non è più quell'Essere vendicativo e giustiziere dell'Antico Testamento, ma è un Padre che ama e perdona i suoi fragili figli umani.
    Adesso sì che tutto quadra.
    E l’uomo renda grazie a Dio, per avere un Padre così misericordioso.

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    7 giugno 2009

    264) La TRINITA’, per come la capisco io.





    La TRINITA’, per come la capisco io.









    Oggi la Chiesa cattolica celebra la festa cristiana della Santissima Trinità.
    Il concetto di Trinità ha da sempre fatto impazzire gli studiosi e i teologi, ed ha dato origine nel corso dei secoli a diverse eresie, e su di esso si sono a più riprese pronunciati alcuni Concili ecumenici.
    L’interpretazione che ne ha dato il Concilio di Nicea (325 d.c.). fu quella di dichiarare che Padre, Figlio e Spirito Santo formano la Trinità divina, per cui se ne deduce il concetto che Dio è Uno e Trino.

    E fin qui, se uno non è addetto ai lavori, non è che si capisca molto.

    Siccome dalle popolazioni barbare più primitive, non ancora abbastanza evolute culturalmente per accettare il raffinato concetto di Trinità, continuavano a sorgere dubbi ed interpretazioni discordanti con il principio stabilito, l'istituzione Chiesa, ormai entrata in collaborazione con gli Stati, ha imposto nei secoli un insegnamento della religione dogmatico, autoritario e fanatico.
    Furono stabilite delle "verità dogmatiche" (cioè da accettare senza discutere) e un po' alla volta venne gravemente limitata la libertà di pensiero. Le gerarchie ecclesiastiche divennero sempre più intolleranti e iniziarono a perseguitare anche coloro che si dichiaravano cristiani ma avevano idee differenti dall'unica opinione ufficiale permessa ( e incomprensibile alla maggioranza dei cristiani ) riguardante il concetto di Trinità divina.



    Per come lo possono capire i giovani degli anni Duemila, il concetto può essere semplificato in questo modo:

    Esiste un unico Dio.
    Egli vive da sempre, dall’eternità.
    Per lui il tempo non esiste.
    Il tempo inizia ad esistere quando Dio decide di creare l’universo.
    Dio entra nella storia umana (che è quella che ci interessa) manifestandosi così come Creatore, come Padre.
    Egli sapeva da sempre, sin da quando in Lui si manifestò l’idea di creare il mondo che sulla terra gli uomini avrebbero disobbedito ai suoi ordini (così come forse avranno disobbedito ai suoi ordini altre creature su altri pianeti).
    Per ristabilire l’ordine e l’amicizia con gli uomini, Dio sapeva da sempre che avrebbe dovuto assumere una natura umana, manifestarsi sulla terra, vivere un certo periodo di tempo in mezzo agli uomini , essere crocifisso e risorgere.
    Dio quindi in un certo periodo temporale ben preciso ( circa duemila anni fa) si è manifestato come Uomo Dio, come Gesù il Cristo, come Figlio di Dio.

    Dopo la resurrezione, ristabilito l’ordine sulla terra, c’era ancora bisogno che Dio rimanesse in mezzo agli uomini per indirizzarli, per consigliarli, per tenerli sulla buona strada, ed ecco che Dio assume allora le sembianze di Spirito Santo, del Paraclito, del Consolatore.


    Riassumendo, c’è un solo Dio, che assume di volta in volta le sembianze di Padre, di Figlio o di Spirito Santo.

    Dio può essere raffigurato (perché la nostra mente limitata possa impadronirsi del concetto) come un albero con tre rami.
    In ogni ramo scorre la stessa linfa vitale, la stessa sostanza, la stessa natura di albero, ma solo l’insieme del tronco e dei rami gli da la consistenza di albero.
    L’albero è Dio.
    Un ramo è Dio Padre, il Creatore.
    Un ramo è Gesù Cristo, il Figlio.
    Il terzo ramo è lo Spirito Santo, il Consolatore.
    Insieme formano l’albero chiamato Dio.
    Dio è Uno e Trino


    Un’altra raffigurazione della trinità può essere questa( che è ancora lo stesso concetto del primo disegno, solo un pò più moderno e colorato):


    Spunti da una conversazione con frate Antonio da Bergamo.

    leggi il discorso odierno del papa sulla SS.Trinità
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    7 marzo 2009

    192) Gli Ebrei. Il loro e il nostro razzismo. L'identità ebraica.




    Gli Ebrei. Il loro e il nostro razzismo. L'identità ebraica.
    The Hebrews. Theirs and our racism. The Jewish identity.





    Il razzismo degli ebrei.

    Un padre che fa preferenze nei confronti dei suoi figli, non è un buon padre, e neppure un padre giusto. Egli deve amare i figli nello stesso modo e con la stessa intensità; poi, è vero, un figlio gli darà più soddisfazioni di un altro, ma non per questo egli deve discriminarli nel suo cuore.
    Un Dio che preferisce un popolo rispetto a tutti gli altri popoli della terra, non è un buon Dio e neppure un Dio giusto.
    Il Dio in cui il mondo crede, con qualsiasi nome venga chiamato, Dio, Jahvè, Allah etc. è un Dio di giustizia, e possiamo stare certi che Egli ama con la stessa intensità sia un bimbo che vive nel Darfur , quanto un bimbo che vive a Gerusalemme.

    Questo lo sanno bene anche gli Ebrei, i quali tuttavia continuano a tramandarsi la convinzione di essere il popolo preferito da Dio, il popolo eletto. Tutti gli altri, il resto delle genti, i Gentili come dicono loro, sono masse di persone che Dio non si sa perchè abbia creato, forse solo per fare da zerbini ai loro piedi, a compensazione degli antichi periodi di schiavitù narrati nell’Antico Testamento.
    L’altezzosità degli Ebrei si basa su questa frase della Torà (=Pentateuco, i primi 5 libri della Bibbia): " Voi sarete per me un reame di sacerdoti, una gente consacrata, i sacerdoti dell'umanità”

    Questo atteggiamento di orgogliosa superbia degli Ebrei nei confronti del resto del mondo, questo considerare gli altri dall’alto in basso, forti della loro elezione a figli prediletti di Dio, è a mio modo di vedere una forma subdola di razzismo.
    Questa continua puzza sotto il naso che gli Ebrei hanno nei confronti delle altre genti, si, diciamolo pure, è razzismo.
    Considerare gli altri meno degni di te nella parentela con Dio, è razzismo. Razzismo religioso, se vogliamo, ma sempre razzismo.
    Essi ci tengono, eccome, alla loro diversità!
    Non si usa forse dire: il tale è un ebreo italiano, l’altro è un ebreo polacco, il terzo è un ebreo olandese etc.etc. invece di dire il tale è un italiano, l’altro è un polacco etc.?
    Non si dice mai, il tale è un cattolico italiano, l’altro è un protestante polacco, oppure è un ateo olandese; si dice il tale è un italiano, l’altro è un polacco, il terzo è un olandese.
    Perché questa distinzione, perché questo rimarcare la parola ebreo?
    La verità è che gli ebrei ci tengono ad essere ben distinti dal resto della società nella quale vivono, essi si credono al di sopra di essa, non vogliono essere confusi con essa.
    “Voi sarete per me un reame di sacerdoti, una gente consacrata, i sacerdoti dell'umanità”.
    Essi, in qualsiasi parte del mondo vivano , si ritengono ancora oggi persone e popolo prediletto da Dio. Gli altri, i gentili, il resto del mondo che non è ebreo, sono dei mentecatti, delle persone inferiori a loro.


    L'identità ebraica

    Gli ebrei non sono una razza.
    La legge ebraica, stabilisce che gli Ebrei, da 3300 anni ,si sposino solo fra di loro, non per motivi particolari , ma per mantenere l'identita' religiosa.
    Gli ebrei quindi hanno mantenuto una mappa genetica ebraica,confermata da recenti studi sul DNA.
    Se come definizione di " razza" s'intende che una persona abbia delle caratteristiche fisiche esterne ...allora gli ebrei non sono una razza: ad esempio l'ebreo dalla Germania e' biondo , e l'ebreo dello Yemen e' molto scuro. Esistono Ebrei dalla pelle gialla ed occhi a mandorla, in Cina e anche in Giappone

    Essere Ebreo significa appartenere alla "stirpe" di David, primo Re israelita della tradizione ebraica.
    Quando si dice ebreo,si suole generalmente indicare persone che professano la relativa religione.
    E’ possibile essere ebreo , secondo la legge ebraica solo in 2 casi :
    1- essere figlio di madre ebrea
    2-aver accettato la religione ebraica , ed essere stati accettati dal Comitato rabbinico, il quale accetta la conversione, spesso solo dopo molti anni di dura preparazione, ed e' una cosa che è accaduta rarissimamente.


    Un pò di storia – la diaspora


    Nel 70 d.C. il secondo tempio di Gerusalemme venne distrutto dalle legioni romane guidate da Tito. Da allora ebbe inizio la diaspora. Gli ebrei furono costretti a lasciare la loro terra e, stabilendosi in tutta la zona del Mediterraneo, diventarono cittadini dell'Impero Romano
    Quando il Cristianesimo diventò religione di stato iniziarono i guai: man mano che il potere della Chiesa cresceva, più aspra diveniva la discriminazione nei confronti degli Ebrei. L' antisemitismo ha visto la luce proprio all'epoca, con l'accusa di deicidio mossa dalla Chiesa all'intero popolo d'Israele.
    Gli Ebrei, con la loro mania di tenersi ben distinti dal resto della popolazione delle Nazioni in cui vivevano, sono stati costretti per due millenni a vivere ai margini: sono stati rinchiusi nei ghetti, sbeffeggiati, costretti a indossare ridicoli cappelli colorati, a portare ben in evidenza una Stella di Davide gialla; dalla Penisola Iberica fino alla Russia hanno subito persecuzioni; è stato loro impedito di possedere beni immobili, di esercitare professioni, se non quella di prestare danaro conquistandosi così anche la fama di usurai.



    Un pò di storia – in Italia
    Sin dal Medioevo in Italia gli Ebrei hanno sempre dovuto convivere e allacciare rapporti con una popolazione in maggioranza cristiana. In quel periodo, infatti, gli Ebrei italiani assumono un ruolo ben preciso all’interno della società cristiana, ovvero quello di prestatori di denaro.
    Essi sono stati sospinti verso questa attività perché era l’unica a non esser loro interdetta dalla legislazione ecclesiastica del tempo. Il prestare denaro darà origine allo stereotipo dell’ebreo usuraio, che si trasformerà poi in pregiudizio e sarà una delle giustificazioni dell’antisemitismo di matrice religiosa. Per i cristiani, del tempo, che vedono nell'Ebreo il deicida da convertire con la forza e con il terrore della tortura, la pratica del l’usura è peccato e quindi gli ebrei sono stati ritenuti per natura dei peccatori.
    A partire dalla seconda metà del XIX secolo si assiste ad un cambiamento. Dall’antisemitismo storico di matrice religiosa, si passa a quello moderno, laico, che vede nell'Ebreo l'oppositore politico (carbonaro o reazionario a seconda dei punti di vista) anche se per l'Unità Nazionale, molti di loro hanno sacrificato la vita nei Moti Risorgimentali. Il terreno è pronto per le teorie naziste e fasciste e la successiva eliminazione fisica dei nemici della Patria. Questo processo è visibile anche nelle opere di alcuni scrittori italiani che descrivono l’'Ebreo come personaggio che agisce nell’ombra e ordina , trama e compie azioni turpi, misfatti e nefandezze.
    La propaganda antisemita orchestrata dal Regime fascista iniziò nel 1936, e accumunò gli ebrei agli omossessuali e agli oppositori politici.



    Un pò di storia - in America

    Quella degli ebrei in America è una lunga storia fatta di conflitti tra integrazione nella nuova società e difesa dell'identità tradizionale. All'interno dello stesso gruppo ebreo, esistono molteplici tendenze che, a volte, vanno in direzioni opposte, verso l'assimilazione completa, verso un compromesso tra la propria cultura e la società circostante o verso accentuati tradizionalismi.
    Le immigrazioni ebraiche negli Stati Uniti iniziarono nel 1654 e hanno reso singolare il rapporto degli ebrei con New York, la città che ospita attualmente la più grande comunità ebraica del mondo. Naturalmente tra la generazione degli immigrati e quella dei loro figli e nipoti si sono succedute notevoli differenze nello stile di vita (il quartiere di abitazione, la religione, la filantropia e l'istruzione) e nei modi diversi di conciliare i problemi dell'identità etnica ebraica iniziale con i tentativi di integrazione col resto della società americana
    Le politiche statunitensi hanno tentato di risolvere la questione dell'integrazione degli immigrati garantendo agli Ebrei la possibilità di conservare la loro specificità culturale ebraica.



    La religione ebraica
    gli Ebrei sono stati considerati un popolo che fonda le basi del suo vivere su una sua propria e specifica religione immutata da millenni, anche se divisa al suo interno da correnti di Ebrei ortodossi , riformati, conservatori, liberali, progressisti.
    Si calcola che oggi gli ebrei sparsi nel mondo siano circa 13 milioni e sono concentrati soprattutto nello Stato d'Israele (circa 4.500.000), negli Stati Uniti d'America (5.500.000), in Europa (2 milioni, compresi i paesi dell'ex Unione Sovietica) e nei paesi del Sudamerica (Argentina e Brasile ).
    I principali testi sacri ebraici sono:
    1. la Bibbia, per la sola parte che i cristiani chiamano "Antico Testamento".
    2. la Mishnà (= ripetizione) testo del II secolo che è servito, una volta cominciata la diaspora, a mettere per scritto tutta la tradizione orale perchè non andasse perduta. Autore: Rabbi Yehudah ha-Nasi.
    3. il Talmùd (= studio, insegnamento) testo del VI secolo. Opera vastissima. Raccolta di discussioni sulla Mishnà.

    La religione ebraica non impone alcun modo particolare di vestire nella vita quotidiana, però tutti noi abbiamo visto quegli Ebrei che indossano vestiti neri abbinati a strani cappelli e che portano lunghe basette a ricciolo.
    Si tratta di una setta di persone pacifiche che dedicano gran parte del loro tempo allo studio delle Scritture e alla solidarietà.. Essi parlano un dialetto tedesco ritenendo l'Ebraico lingua sacra da non profanare nell'uso quotidiano. A loro parere, lo Stato d'Israele non dovrebbe neppure esistere, in quanto gli Ebrei non dovrebbero occuparsi di faccende degradanti come la politica, l'amministrazione, la difesa. Gli appartenenti a questa setta sono esentati dal servizio militare e li si protegge come una specie delicata a rischio d'estinzione.

    vedi
    anche Unione Comunità Ebraiche Italiane


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