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13 luglio 2011

125.1) L’Italia che non vogliamo più vedere (1)

ItaliaL’Italia che non vogliamo più vedere (1).

1)L'Italia che dà la libertà ai i mafiosi.

Nei giorni scorsi è accaduto che in un processo contro la mafia dodici imputati su 43 sono stati scarcerati per decorrenza dei termini.
Stiamo parlando di un processo che ha coinvolto le famiglie della 'ndrangheta di San Luca.
Sono tornati in libertà dei soggetti che da poco, in secondo grado, erano stati condannati ciascuno a otto anni di reclusione.
In Italia non devono più accadere queste cose sciagurate.
Va bene il non condannare degli innocenti, ma darla vinta a chi riesce a ritardare con ogni mezzo il corso della giustizia con mezzucci vergognosi, è altrettanto ingiusto .
I giudici badino più alla sostanza delle accuse e a alle prove provate, che ai cavilli e alle rimostranze degli avvocati difensori.
Lo Stato sia meno solerte e incline al perdono per dei delinquenti di tal risma .

2) L'Italia del dito di Bossi e Calderoli.


Ma da chi siamo governati in Italia?
Umberto Bossi non è certo nuovo a  gestacci  contro la bandiera italiana. Ma l’ultimo, con il dito medio esibito domenica sera a Besozzo mentre un cantante invocava le parole "l'Italia, il tricolore", ha sollevato feroci critiche contro il Senatur e Roberto Calderoli, presente con lui sul palco e anche lui protagonista dello stesso gesto.
Gestacci che , avrebbe detto mio nonno, tra carrettieri ci possono anche  stare.
Ma costoro non sono carrettieri ( o forse intimamente e psichicamente a quel livello sono rimasti), bensì uno è capo del partito della la Lega Nord ed è ministro delle Riforme (ne avesse fatta una in tanti anni di governo), e l’altro è ministro della Semplificazione ( parola che gli dà la possibilità di non combinare niente,  senza che nessuno abbia a ridire sulla sua operosità, perché può sempre dire di aver semplificato e abolito 350 mila leggi, che tanto chi gli dirà che non è vero?).
Costoro che sono chiaramente al potere in Italia ( e non nella loro tanto agognata e surreale Padania) ed hanno giurato fedeltà alla Costituzione italiana, abbiano almeno il pudore di non oltraggiare con gesti incivili la bandiera della Nazione che ha dato loro incarichi di governo, perché, se non ci vivono  bene in Italia, se ne possono tranquillamente andare da qualche altra parte, che nessuno li rimpiangerà.

Ma ci vivono bene, e talmente bene in Italia, che hanno sistemato in posti strategici  e ben retribuiti  figli e amici, e amici degli amici, emulando in ciò  gli onorevoli della  Roma ladrona da loro tanto criticata. 


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14 giugno 2011

106.1) La libertà è partecipazione

Ieri al referendum hanno partecipato 
il 57% deigli aventi diritto al voto.
26 milioni e 850 mila persone.

Partecipare significa essere o diventare liberi.




La libertà
Giorgio Gaber
(1972)
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.


Da "Dialogo tra un impegnato e un non so"



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6 marzo 2010

38.0) Non è giusto

Non è giusto







Hanno dato 4 anni di carcere a quel bulletto  di fotografo di nome

Fabrizio Corona


perché ricattava qualche personaggio danaroso che si faceva fotografare con i trans oppure in qualche situazione imabarzzante,
==============================================================================================================


e poi dopo 9 anni di carcere rimettono in libertà


Omar Favaro 
 

uno che, in combutta con la sua fidanzata, ha ammazzato la mamma e il fratellino della fidanzata con più di 90 coltellate.



Certo, la pena definitiva per questo Omar era di 16 anni , ma poi, con gli sconti di pena, e varie riduzioni e permessi, il tutto si è ridotto a 9 anni di carcere, ed ora è in libertà.

Non c’è proporzione tra la pena inflitta al Corona e quella inflitta ad Omar.

Le coltellate assassine per la legge sono meno pesanti di qualche scatto fotografico  nei confrontiu del  Vip di turno che vuole farsi pubblicità gratuita sui giornali e sui media.
Non mi sembra giusto.
Quelli che hanno pagato con la vita la sfortuna di  essere stati presi di mira da un assassino hanno tutto il diritto di rivoltarsi nella tomba di fronte a certe ingiustizie della legge italiana.


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4 giugno 2009

260) Mafioso liberato dal giudice perchè“talmente depresso che non riesce più a stare in carcere”



Adesso c'è anche il giudice che libera i mafiosi “fortemente depressi che non riescono più a stare in carcere”.

Il Boss mafioso era scoppiato in lacrime davanti ai giudici del tribunale di Catania sostenendo di "essere fortemente depresso e di non riuscire a stare in carcere".
Poverino, non riusciva più a tagliarsi da solo le unghie dei piedi, non gli piaceva più il vitto del carcere, e aveva realizzato che la cella era troppo angusta per lui, abituato a girare a cavallo nel vasto parco che circonda la sua mega villa.
Il giudice gli ha subito concesso gli arresti domiciliari perché, per un uomo così, "l’ambiente familiare appare allo stato insostituibile".

Per inciso, occorre dire a quel giudice che l’ambiente familiare sarebbe apparso insostituibile anche alle numerose vittime che giacciono sottoterra per colpa di quel mafioso e della sua organizzazione di morte.

Ma tant’è. Non si può pretendere che tutti i giudici sappiano cos’è la mafia. Alcuni di loro evidentemente pensano che sia un videogioco.

Appena sentita la notizia della libertà concessa al capo mafia, ho inviato un sms a mio zio Asdrubale, che è in carcere da tre mesi per essersi impossessato maldestramente ( nel senso che si è fatto scoprire dagli addetti alla vigilanza) di 10 confezioni di rasoi usa e getta, consigliandolo da domani mattina di mettersi a piangere davanti alle guardie e al direttore e di sostenere in continuazione di essere fortemente depresso e di non riuscire più a stare in carcere.
Chissà che la cosa non vada a buon fine per lui, e che pure lui trovi un giudice che lo rimandi a casa, agli arresti domiciliari.
Lo aspettiamo a casa presto.

vedi la notizia




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28 aprile 2009

231) No, no, non ci siamo! Perché sono stati rimessi in libertà gli stupratori di Guidonia?



No, no, non ci siamo! Perché sono stati rimessi in libertà gli stupratori di Guidonia?
No,we are not there not! Why have they been released the rapists of Guidonia?

Oggi un’amica mi ha detto:
Ma ti ricordi che neanche 10 anni fa io e il gruppo di amiche che frequentavo , uscivamo da sole la sera tardi per andare in discoteca, e tornavamo sempre da sole all’alba, fermandoci in qualche bar a gustare il primo caffè con panna e brioche della giornata?.
Ma ti rendi conto di quanto eravamo incoscienti? Com'è cambiato il mondo in pochi anni!
Grazie a Dio non ci è mai capitato niente, ma oggi non lo faremmo più.
Oggi c’è da aver paura ad uscire la sera con le amiche, e addirittura c’è da aver paura ad appartarti anche solo un attino in macchina col fidanzato.

Sono troppi gli episodi di stupro e di violenza che accadono ogni notte in Italia.
Ci sono in giro gruppi delinquenti assatanati di sesso, che non esitano ad accoltellarti se non soddisfi le loro brame.
Addirittura ormai essi agiscono in branco, e sanno anche di rischiare poco o niente se per caso qualche volta vengono presi.

Guarda la notizia di oggi:

Un giudice ha rimesso in libertà due degli stupratori
di Guidonia, quel branco di malfattori che, neanche tre mesi fa ha violentato per una intera notte una ragazza chiudendo nel bagagliaio dell’auto il suo fidanzato.


Chissà poi perché sono stati scarcerati!.


Io lo so, - le ho detto- sono stati rimessi in libertà perché le vittime non erano parenti del giudice.
Tutto qui.
E comunque ascolta i consigli di chi ne ha viste tante: tu e le tue amiche farete bene a non uscire più tanto spesso da sole la sera. Almeno state in gruppo e fatevi accompagnare dai vostri fidanzati.
Dio non voglia che vi capiti qualcosa e che incontriate sul vostro cammino un giudice buonista come quello di Guidonia, che invece di rendervi giustizia si mette a scarcerare i vostri stupratori.

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16 aprile 2009

223) Lumaca lumacon, io un giudice lento son.


  • Un altro giudice lumaca

  • C'è un giudice che ha scarcerato dei mafiosi da quindici mesi e non ha ancora depositato la sentenza.
    Coloro che avessero voluto fare ricorso contro questa sentenza non lo possono fare.
    Ministro Brunetta e ministro Alfano, cacciate questo lazzarone.


    Lumaca lumacon, io un giudice lento son.


    Si è vero.
    Quindici mesi fa ho fatto rimettere in libertà alcuni mafiosi.
    Non ho ancora avuto tempo di redigere la sentenza.
    Chi avesse voluto fare ricorso, non lo può ancora fare fin tanto che non avrò depositato la sentenza alla cancelleria del Tribunale.
    Che volete farci?
    Io lavoro con calma.

    E poi in questi quindici mesi, ho avuto l’influenza e mi sono beccato due volte il raffreddore. Mi gocciolava il naso, mi gocciolava, come volete che potessi star lì a scrivere le motivazioni della mia sentenza? Col fazzoletto in mano, forse? Questo si pretende da me?

    E poi in questi quindici mesi, la settimana bianca alla Marmolada è stata una settimana piovosa, mia moglie e i miei figli non si sono divertiti e così abbiamo dovuto ripetere la settimana bianca, questa volta in Trentino.

    E poi in questi quindici mesi, nel mio computer è entrato un virus e ho dovuto sobbarcarmi la spesa di un antivirus e leggermi tutto il manuale di istruzione, e anche questo ha richiesto del tempo.

    E poi in questi quindici mesi, sono dovuto andare tre volte dal meccanico, perchè la mia auto, con lo stipendio che mi passa lo Stato , non me la posso cambiare e ogni tanto mi lascia a piedi.

    E poi in questi quindici mesi, ......se vi dicessi tutto quello che ho fatto!

    E poi io lavoro con calma.

    E a voi che cosa vi interessa se alcuni mafiosi sono in libertà? Ce ne saranno a migliaia di mafiosi in libertà: uno più uno meno che differenza fa?
    Ministro Brunetta e ministro Alfano, aspettate a licenziarmi, come vi chiede l'estensore di questo blog: ve lo prometto, se mi date altri quindici mesi di tempo, in modo da lasciarmi fare le cose con calma questa benedetta sentenza che tanto vi sta a cuore,io ve la spiattello lì anche in duplice copia alla cancelleria del Tribunale.
    E poi saranno cavoli vostri.

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    18 marzo 2009

    205) Mafia -Mortal Anemy For Italian Activities.




    Mafia -
    M
    ortal Anemy For Italian Activities.
    Mafia -malattia mortale per l'economia italiana.




    E’ un dato di fatto che in molte regioni del Sud la mafia la faccia da padrona.


    Essa ha creato uno Stato nello Stato.
    Il cosiddetto “Antistato”.
    In particolar modo in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia,molte aziende e piccole attività commerciali sono in ostaggio del volere dei mafiosi.
    Poiché le regioni del sud sono più arretrate economicamente rispetto a quelle del nord, significa che la mafia è una malattia mortale che blocca l’economia delle regioni da lei soggiogate.




    Liberiamoci della mafia e l’Italia risorgerà.






    Un appello ai giudici ci vuole: Giudici, tenete in carcere i mafiosi!
    Non date loro privilegi o libertà sulla parola.
    Le uniche parole di cui i mafiosi sanno il significato sono “soldi”, "appalti", “droga” e “morte.”

    E se lasciati liberi, a queste parole daranno attuazione.




    vedi anche 1- mafia

    vedi anche 2- mafia
    vedi anche 3-mafia



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    23 ottobre 2008

    60) Ma che razza di processi abbiamo in Italia?












    Ma che razza di leggi, che razza di giudici, che razza di processi abbiamo in Italia?

    Un albanese di 34 anni.
    Clandestino, in Italia.
    Era ubriaco 3 volte oltre il limite consentito.
    Guidava un' auto rubata a fari spenti
    Di sera, in città.
    A 140 km all’ora.
    Ha investito 4 ragazzi.
    Ha ucciso 4 ragazzi.
    Il 28 giugno 2007.

    Ieri ha patteggiato tre anni di carcere per omicidio colposo plurimo
    e 1.180 euro di multa.
    Col condono è già fuori, in libertà.

    Ma si può?
    Uno che guida ubriaco, a 140 km all’ora, in città, a fari spenti, è uno che voleva uccidere, o uccidersi.

    Di omicidio volontario doveva essere accusato.
    E almeno a vent’anni di carcere doveva essere condannato.

    Dice: -"Ma questa sentenza è frutto di un patteggiamento tra gli avvocati difensori e il Pubblico Ministero o Pubblico Accusatore! Inoltre la sentenza è stata convalidata dal Gip , dal giudice per le indagini preliminari!"
    "E' vero, - dico io - ma il Pubblico Ministero non doveva accettare il patteggiamento e il Gip non lo doveva convalidare".
    Certi reati sono troppo mostruosi e non dovrebbero essere sottoposti a petteggiamento. Vanno condannati e basta!

    Ma che razza di leggi,
    che razza di giudici,
    che razza di processi abbiamo in Italia?



  • leggi anche il post 1) la certezza della pena

  • leggi anche il post 9) Se la vittima fosse un parente del giudice.

  • leggi anche il post 12) Certi giudici e i tifosi teppisti.

  • leggi anche il post 49) Sei ergastoli per dieci omicidi e… in libertà!

  • leggi anche il post 55)Libertà e Malagiustizia.




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    9 ottobre 2008

    50) In ricordo del “Che”





    In ricordo del “Che”
    Il 9 ottobre 1967 Ernesto Guevara, detto il “Che”, veniva assassinato a sangue freddo nella scuola di un villaggio boliviano da un gruppo di militari locali agli ordini di un agente della Cia americana divenuto consigliere dell’esercito boliviano.
    Dopo aver partecipato alla rivoluzione cubana di Fidel Castro contro il dittatore Fulgencio Batista, il Che aveva iniziato, con un ristretto gruppo di seguaci, una nuova impresa rivoluzionaria in Bolivia, per cercare di ridare dignità ad un popolo martoriato dalla povertà, dalle diseguaglianze economiche e dalle ingiustizie sociali.
    Egli era convinto che il consenso popolare fosse indispensabile per la rivoluzione, e quindi insieme a una cinquantina di guerriglieri intraprese piccole battaglie, numerosi atti di guerriglia e di sabotaggio contro alcune postazioni governative, con lo scopo di stimolare nella popolazione sentimenti rivoluzionari, che, ingigantendosi, avrebbero portato ad una insurrezione armata generale.
    Tuttavia in Bolivia il suo idealismo si scontrò ben presto con una realtà ben più complessa di quanto immaginasse.
    Il popolo dei contadini, influenzato dalla propaganda e dalla repressione governativa, guardò con diffidenza quegli stranieri che dicevano di combattere per loro, e il gruppo di Che Guevara rimase sempre più isolato nella considerazione generale.
    Si dice che il Che, incapace di compromessi con un mondo pieno di sopraffazioni verso i deboli, nel suo ultimo scontro a fuoco con l’esercito regolare della Bolivia, sia forse stato anche alla ricerca di una morte gloriosa e precoce, per rendere immortali i suoi principi di eterno rivoluzionario in conflitto con la società, della quale voleva riparare in un colpo solo tutte le storture e le ingiustizie .
    Ancora oggi,la figura di Ernesto Guevara, detto il Che, è il simbolo della lotta per la libertà e l’emancipazione dei popoli del terzo mondo, e la sua immagine di eroe ideale, incapace di compromessi anche a costo della vita, resta un mito per generazioni di giovani in tutto il mondo.

    A distanza di 41 anni dalla sua morte, anch’io ho voluto dedicargli un pensiero riconoscente.


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    49) Sei ergastoli per dieci omicidi e…..in libertà!!




    Sei ergastoli per dieci omicidi e....in libertà!!

    Attenzione alle date.
    Il 2 agosto 1980 avviene un attentato terroristico alla stazione di Bologna, che causa la morte di 85 persone e il ferimento di altre 218.
    Nel 1982 vengono incarcerati Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, indicati come responsabili della strage, eseguita assieme ad altre persone.
    Nel 1995 la Cassazione, dopo quindici anni dalla strage e cinque gradi di giudizio, condanna la terrorista Francesca Mambro a scontare sei ergastoli per dieci omicidi dei quali è ritenuta direttamente la responsabile.
    Nel 1998, cioè 3 anni dopo essere stata condannata a sei ergastoli, e aver scontato 16 anni di carcere, ottiene la semilibertà con la facoltà di poter lavorare all’esterno del carcere.
    Nel 2002 le viene concessa la detenzione domiciliare speciale in quanto le è nata una figlia dal marito Valerio Fioravanti, suo complice nella strage e diventato suo marito in carcere.
    Un bel carcere allegro, non c’è che dire: Ci si diverte di notte in quel carcere, e si fanno figli!
    Oggi il tribunale di Roma le ha concesso la libertà condizionata: la Mambro non potrà oltrepassare i confini del comune di Roma fino al 16 settembre 2013 ed ha inoltre l’obbligo di trascorrere la sera e la notte a casa propria.
    Fra cinque anni sarà una cittadina completamente libera, e il suo stato di detenzione, o semidetenzione, o semilibertà, o semilibertà condizionata sarà terminato.
    Ah! Le belle condanne definitive della Cassazione: sei ergastoli, carta straccia.
    Il giudice ha valutato che la Mambro, che si è iscritta all’Associazione “ Nessun tocchi Caino”, ormai si sia ben reinserita nella società e non sia più socialmente pericolosa.
    E bravo quel giudice, o quel comitato di giudici che così ha deciso.
    E brava la legge che tutela di più i delinquenti rispetto alle persone oneste.
    Ha trovato più facilmente lavoro la Mambro, in questa Italia di disoccupati e di precari, che mia figlia laureata.
    E’ un vero peccato che le vittime, che socialmente pericolose non lo sono mai state, non possano più tornare in vita per dire a quei giudici che loro trattamenti di favore non ne hanno mai avuti.
    La loro sì che è stata una condanna definitiva: la condanna alla morte a causa di Francesca Mambro e del suo esimio consorte. che si è divertito con lei a far figli in carcere.
    Il motto di questo blog è esattamente il contrario di quell’associazione di cui fa parte la Mambro, ed è “resti in galera Caino”.
    Traduzione: RESTI IN GALERA LA MAMBRO.

  • leggi anche il post 1) la certezza della pena


  • leggi anche il post 9) Se la vittima fosse un parente del giudice.


  • leggi anche il post 12) Certi giudici e i tifosi teppisti.



  • leggi anche il post 55)Libertà e Malagiustizia.

  • vedi un ulteriore caso di malagiustizia in data 09/01/2009




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    25 agosto 2008

    1) la certezza della pena





    la certezza della pena
    the certainty of the punishment





    Molti commettono dei reati, vengono presi dalla polizia o dai carabinieri, vengono processati, condannati e poi....... rimessi in libertà.

    Succede molto spesso, e questo fatto ingenera, nei cittadini un senso di sfiducia nella giustizia, e un senso di scoramento nelle forze dell'ordine ( chi me lo fa fare di inseguire uno spacciatore di droga, catturarlo mettendo a repentaglio la mia sicurezza personale se poi, domani, me lo ritrovo libero, pronto per spacciare di nuovo?)
    Capita anche che molti, condannati ad es. a 10 anni di carcere ,siano rimessi in libertà dopo 4 a 5 anni, in quanto hanno usufruito di pareri favorevoli di psicologi, assistenti sociali, medici psichiatri etc. che obbligano i giudici, per legge, a rilasciare i detenuti per buona condotta e per comportamento non più antisociale.
    C'è stato il caso di chi, appena uscito dal carcere per buona condotta ne ha subito approfittato per commettere altri omicidi. Eppure, a detta di tali psicologi, sembrava essere diventato una brava persona!
    Bisogna che i condannati scontino per intero la pena loro assegnata, magari anche in carceri meno comode di quelle attuali (i carcerati hanno pasti abbondanti assicurati, la televisione, una biblioteca interna, la doccia calda, le visite dei parenti, il bar, il cinema e il teatro, la palestra per lo sport, etc.) tutta roba che i pensionati sociali di questo benedetto Paese si sognano!!!!
    Si dice che se si lasciassero in galera tutti i delinquenti condannati, le carceri scoppierebbero ed è per questo che ogni tanto vengono fatte delle amnistie e degli indulti o vengono concesse delle agevolazioni ai condannati.
    Ebbene, si costruiscano più carceri!!
    I malfattori devono avere la certezza della pena, devono sapere che se commettono un certo tipo di reato dovranno scontare una certa pena per un certo numero di anni, e non c'è santo che tenga che gliela possa accorciare.

    Solo così si ripristinerà la fiducia dei cittadini nello Stato !! ----------------------------------------------------------------------------------- I nostri politici invece cosa dicono?
    Il presidente dell'associazione Antigone, che si batte per i diritti dei carcerati, spiega che il nostro sistema penitenziario non può reggere a questi numeri: i detenuti sono oggi 59.011, cioè ci sono ben 17 mila persone in più rispetto ai posti letto regolamentari".
    Noi cittadini, siamo stufi di veder trattare i carcerati meglio di tanti pensionati sociali, e non vogliamo più sentir parlare di amnistia e indulto,ma ci permettiamo di dare solo un consiglio .................SI COSTRUISCANO PIU' CARCERI


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