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16 giugno 2014

57.4) Se uscissimo dall'euro, che disastro ragazzi!

 Se uscissimo dall'euro, che disastro ragazzi!


Anche se alcuni pensano e scrivono che, per risolvere i problemi dell'Italia sarebbe meglio tornare alla lira, in realtà sarebbe un disastro.
La lira, non appena ritorna in circolazione, si svaluterà di un 40%. i turisti stranieri, soprattutto tedeschi, americani, russi e canadesi, invadono le nostre città, spiagge e alberghi per i prezzi bassi, ma il PIL crolla e la benzina (il petrolio si compra in dollari) va alle stelle per un cambio decisamente a nostro svantaggio.
I minori costi della manodopera, visti i salari degli italiani  sempre più bassi, ridurranno i costi di produzione. ma le materie prime, comprate sui mercati internazionali, saranno sempre più costose, rispetto al cambio in lire con il risultato che gli effetti positivi della svalutazione della lira svaniranno in fretta.
Inoltre, essendosi rotta l'Unione Europea, sparirà la libera circolazione delle merci e Francia e Germania reintrodurranno tasse e dazi sull'ingresso di prodotti italiani.
Nel frattempo la maggior parte delle banche saranno fallite, perché all’ annuncio della svalutazione della lira,molti risparmiatori hanno ritirato in fretta e furia i propri risparmi, velocizzando il crollo del sistema bancario.
Per evitare questo tracollo bancario tuttavia potrebbe succedere che il governo approvi un decreto che stabilisce un limite di 100 euro alla settimana ai prelievi bancari, ed anche che, per non dover spendere troppi soldi nell'emissione della nuova moneta , vengano timbrate le banconote euro in circolazione in Italia con l'indicazione "euro lira."
Questa nuova moneta però nel commercio internazionale sarebbe rifiutata dagli altri Paesi sia europei che mondiali a meno che non si deprezzi subito di almeno il 40%, così da permettere almeno la libera circolazione delle merci e dei lavoratori all'interno di quel che resta dell’Unione Europea.
In un anno il 30% degli italiani sarà costretto ad emigrare nei Paesi che mantengono l'euro , soprattutto verso Olanda, Germania e Francia. L'emigrazione italiana diventerà un problema da Terzo Mondo .
Considerando tutti questi fattori il PIL crollerà tra il 30 e il 50% e il debito pubblico non sarà più sostenibile, diventando carta straccia per i possessori di titoli del Tesoro (BOT, BTP, CCT …), obbligando il governo a dichiarare l’impossibilità di rimborsarlo, e causando così nuovi sfracelli non solo a livello di famiglia, industrie ed economia italiana, ma anche sull’intero mercato mondiale.
Facciamo adesso un piccolo ragionamento terra terra.
Il sig. Rino Ceronti nel 2000 aveva in banca circa dieci milioni di lire.
Con questa cifra si sarebbe potuto permettere di comperare una automobile di media cilindrata, ad es. una Golf dell’epoca .
Entrato in scena l’euro, il Sig. Rino si è trovato sul c/c  circa 5000 euro. (cambio lira euro = 1936, 27, praticamente 2000 lire per avere 1 euro.)
Il governo del tempo, invece di vigilare per impedire un rialzo abnorme dei prezzi, si limitò a regalare ad ogni nucleo familiare una piccola calcolatrice tascabile e poi se ne lavò le mani.
Data l’astrusità del cambio e la mancata vigilanza, il cambio che tutti per comodità bene o male accettarono o subirono, fu di mille lire contro un euro.
Con i suoi 5 mila euro in banca il sig. Rino adesso poteva comperarsi una quantità di merce non più pari ai suoi 10 milioni iniziali, ma pari solo a 5 milioni di vecchie lire.
Quindi poteva più comperarsi la golf dei suoi sogni, ma solo la metà di essa.
Se avesse voluto viaggiare su una macchina intera, avrebbe dovuto sborsare altri 5 mila euro.
Da questo piccolo esempio si vede subito  che con l’introduzione dell’euro gli italiani hanno dovuto subire un furto della metà del loro capitale.
Sono stati derubati del 50% dei loro averi, e questo purtroppo è pacifico, perché proprio questo è avvenuto.
Adesso che si vuol tornare alla lira, però cosa succede?
Che il sig. Rino, ( che non ha più comperato l’automobile) si ritrova ancora ad avere in banca i suoi soliti 5 mila euro, che secondo lui ,con la reintroduzione della lira, si trasformeranno di nuovo nei suoi vecchi dieci milioni di lire che possedeva nel 2000 e  che gli permetteranno di farsi la macchina nuova.
Non immagina , il tapino, che uscendo l’Italia dall’euro, il concambio tra la moneta europea e la nostra vecchia lira nazionale, non sarà più di 1936,27 ( o di 2000 per comodità di calcolo), ma bensì probabilmente di circa 500 lire per un euro.
Cioè, per i suoi 5000 euro che porta in dote, gli verranno probabilmente date non più di 2.500.000 lire, venendo con ciò egli a perdere un ulteriore 50% del suo capitale .
Riassumendo, Rino  aveva 10 milioni di lire nel 2000, divenuti 5mila euro .
Nel 2014/2015 ( o quando sarà), i 5000 euro di Rino diventano 2 milioni e 500 mila lire.
Perdita secca uguale a 7 milioni e mezzo di lire. ( In pochi anni i 3/4 quarti del suo capitale iniziale sono svaniti nel nulla).
E questo è quello che avverrà se gli sciagurati che vogliono farci uscire dall'euro avranno  la possibilità di governare l’Italia, ma a quel punto la presa d'atto della realtà non sarà più tanto pacifica, perché gli italiani come minimo prenderanno i forconi e daranno la caccia agli sciacalli che li hanno cacciati in simili guai.













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15 agosto 2012

70.2) Metafora degli italiani che godono sempre a vivere sull'orlo dell'abisso!!




Ormai è certo!
Agli italiani piace vivere sempre pericolosamente!
Potrebbero fare delle leggi semplici e giuste per tirarsi fuori dai pericoli, ma non le fanno.
Amano vivere nell'incertezza del domani e tutto sommato sono convinti che prima o poi un Uomo della Provvidenza arriverà e tutto risolverà per il meglio.

Ma di uomini della provvidenza ne abbiamo già avuti due ed entrambi sono stati un disastro per la nostra Nazione.
Uno nel Ventennio 1920-1940 e l'altro dal 1994 al 2011.

Forse è molto meglio che gli italiani evitino di emulare questi due ciclisti imbecilli che rischiano per niente la loro vita e si rimbocchino
invece le maniche dandosi da fare ad eleggere dei politici onesti e capaci di tirarli fuori dalle pettole!

Godiamoci il filmato di questi due pazzoidi e cerchiamo di non imitarli, che la vita è una cosa seria e il benessere della nostra Italia pure!




clicca sulla freccia e poi a destra sull'ingrandimwento immagine.



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11 dicembre 2011

194.1) Che c'avrà da cantare, lo sa solo lui.

E’ da oggi in edicola il terzo CD  di Berlusconi.


In questo periodo gli italiani sono come un popolo in attesa di buone nuove 
davanti a un ufficio di collocamento
che però  non dà lavoro a nessuno.

Ed ecco che allora arriva  il Berlusconi col suo fido Apicella, 
e con tanto di chitarra e mandolino  
gli intonano  una allegra serenata.

In tempi così tristi 
che c’avrà da cantare lo sa solo lui; 
ma con il suo portafoglio pieno   
forse anche noi canteremmo tutti , 
alla faccia dell’ufficio di collocamento in sciopero.



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23 settembre 2011

163.1) Povera Italia. Chi ti ha fatto finire così sul baratro?

Povera Italia.
Chi ti ha fatto finire così  sul baratro?



Questi due cattivoni.


Ma consolati
Italia
la loro fine è vicina.

Questione di giorni,
ormai.

e poi......
ben gli sta.



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26 maggio 2011

90.1) Sciagurato governo Berlusconi- Lega: ci avete ridotto come la Grecia.


Sciagurato governo Berlusconi- Lega: ci avete ridotto come la Grecia.


A questo ormai siamo.
Le agenzie di rating internazionale ci declassano a livelli da Terzo mondo.
Come Pil siamo all’ultimo posto in Europa.
Di lavoro non ce n’è più: le aziende chiudono e gli industriali preferiscono speculare in Borsa.
I nostri giovani sono senza avvenire.
I cinquantenni sono considerati lavoratori obsoleti e vengono buttati sulla strada.
Tutto ormai viene prodotto in Cina.
Più nessuno assume operai italiani.
Ma i mutui son lì da pagare. 
Ma vivere bisogna pure cercare di vivere. 
L’istruzione dei figli costa e la scuola privata che questo sciagurato governo appoggia incondizionatamente applica tariffe da ricchi.
I risparmi delle famiglie si stanno assottigliando, e tra breve non ce ne sarà più per nessuno.
La ricchezza nascosta dell’Italia, quella formata da milioni di formichine risparmiose per garantire l’avvenire ai figli e ai nipoti, è agli sgoccioli. 
Le riforme epocali che questo Paese attende vengono rimandate a dopo quella della giustizia, che interessa una sola persona, una, in Italia.
La facessero almeno, e che non se ne parli più.
Ma non sono capaci di fare nemmeno quella.
Berlusconi parla, straparla, promette, minaccia, insulta ma neanche la riforma della giustizia, che tanto gli sta a cuore, è capace di fare.

I leghisti poi, te li raccomando: sono cagnolini al suo servizio, guidati da uno che quando non ha argomenti ti fa le pernacchie, ed ha nel suo staff una persona che chiama porcate le leggi che propone ed altri personaggi di simile caratura.
Hanno ottenuto, forse, il federalismo fiscale ma neppure loro sanno bene cosa sia e a cosa serva.

In Italia quelle poche persone fortunate che ancora hanno un posto di lavoro, lavorano fino a giugno per pagare le tasse allo Stato.
Abbiamo le pensioni e le buste paga più basse d’Europa,ma  le tasse sono le più alte.
Dice l’Inps che la metà dei pensionati italiani campa con 500 euro al mese.
In compenso abbiamo i politici più pagati del mondo, e forse i più ignoranti.

Si vanta, questo sciagurato governo, di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani con nuovi balzelli come hanno sempre fatto i governi di prima.
Lo Stato centrale forse no, ma bloccando i trasferimenti ai Comuni, si sono obbligati questi ultimi a trovare nuove risorse sulle spalle dei cittadini per far quadrare i conti.
E' cambiato solo l'Ente di riferimento autorizzato a metterci le mani in tasca.

I Comuni hanno ridotto tutti i servizi sociali, in particolar modo verso le categorie più deboli, hanno incrementato le multe , etc, etc. etc.
Eppure anche con tutto questo il Debito Pubblico continua a salire.
Si vede che non sanno bene neppure loro, a livello centrale, quanto,e come e dove spendono e spandono.
Qualcosa evidentemente sfugge dai loro conti.

E adesso per sistemare un po’ il Debito entro il 2014 si preannunciano nuove stangate fiscali da 46  miliardi all’anno, che i soliti tartassati dovranno pagare e i soliti noti eviteranno di pagare.
Perbacco, questo governo è talmente inefficiente che non sa neppure combattere l’evasione fiscale: basterebbe controllare gli acquirenti di costosi Suv e auto di grossa cilindrata, per ricavarne qualche soldo.
Ma costoro, guarda caso, sono gli elettori di riferimento di questo sciagurato governo, e guai a chi li tocca.
Sarà poi in seguito compito dei comunisti e dei loro elettori senza cervello cercare di sistemare le cose.
Perché gfli elettori di sinistra saranno anche senza cervello, ma vedono benissimo le cose da fare.
La prima di tutte è di assestare una bella pedata elettorale a questo governo, che se ne vada presto a casa.
Ma forse ormai è già troppo tardi.
Siamo già oggi, dagli analisti finanziari, considerati la nuova Grecia, e ben presto l’Italia del G8 non sarà che un ricordo del passato e questo grazie ai disastri combinati dallo sciagurato governo Berlusconi-Lega.


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4 maggio 2011

77.1) Bossi abbaia ma non morde

Bossi abbaia ma non morde

Bossi aveva promesso ai suoi elettori che l’Italia non sarebbe mai entrata in guerra.
Adesso, a guerra in corso, ci viene a dire che le richieste della Lega , in particolare quella che indica il termine temporale ultimo della missione in Libia, sono state accettate da Berlusconi, mentre invece il testo approvato dal governo dice che tale data dovrà essere stabilita in accordo con gli organismi internazionali e con i Paesi alleati.
Viene il dubbio che i leghisti non leggano i comunicati che sottoscrivono
o che non sappiano l’italiano ma solo il padano, oppure che addirittura non capiscano quello che dicono.
Infatti da Bruxelles arriva a stretto giro di posta , la secca replica: “Le operazioni si concluderanno non quando lo diranno la Lega o il governo italiano ma solo con la resa di Gheddafi”.

E allora: chi credono di infinocchiare il Bossi e il Berlusconi?
Forse sono gli unici , loro due, a credere ancora, per motivi elettorali a quello che dicono.
Gli italiani a questi due ormai non ci credono più.

Abbaiano, abbaiano, ma non mordono.
Hanno troppa paura delle elezioni.
Non sono poi più così tanto sicuri di vincerle.



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12 febbraio 2011

23.1) Scilipoto bello, vittima delle toghe rosse?

Scilipoto bello, vittima delle toghe rosse?


Non vuoi essere indagato o spiato o intercettato?
Un sistema c’è.
Accontentati del tuo tran tran quotidiano: non metterti in amicizia con Silvio Berlusconi.


Perché questo sta capitando al buon on. Domenico Scilipoti, da quando incautamente ha abbandonato la sua parte politica, per fondare insieme ad altri il Partito dei Responsabili d’Italia, al fine di portare voti al mulino di Berlusconi ed accaparrarsi in futuro alcune poltrone di sottosegretario e quant’altro messe a disposizione dal Benefattor Silvio.

Da quest'amicizia interessata mal glie ne incolse al nostro futuro sottoministro, perchè essa non è sfuggita agli occhi vigili del Tribunale di Milano che con i suoi lunghi artigli ha messo sull'avviso le varie Procure italiane ed ha fatto riesumare, in quel di Messina, alcuni guai giudiziari forieri di tempesta per il buon Scilipoto che già si vedeva con la fantasia successore di Berlusconi a capo del governo.
Eppure, col senno di poi, il nostro onorevole avrebbe dovuto aspettarselo.
Non continua forse a dire il suo amicone che la rovina sua sono state le toghe rosse, che lo vogliono morto e si comportano nei suoi confronti peggio dei tribunali della Germani dell’Est?
E perché allora le toghe rosse comuniste dovrebbero fare sconti agli amici del Superindagato?

Certo che lo Scilipoti il conflitto con le toghe rosse se l’è proprio andato a cercare.

Forse farebbe bene a rientrare nei ranghi dell’opposizione, accontentandosi dello scalcagnato sgabello che l’IDV gli passava.

E forse farebbe bene anche a cambiare il cognome, visto che Scilipoti ormai per gli italiani fa rima con Sprovveduti.



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27 settembre 2010

179.0) Non ci mancava che il Gaucci, e poi...l’Italia peggio di così!

Non ci mancava che il Gaucci, e poi...l’Italia peggio di così!!


Non contenti dello squallidume della vicenda Fini- Berlusconi- Casa di Montecarlo, adesso si tira dentro pure il Gaucci, un miliardario grasso come un maiale, tanto insipiente da aver portato al fallimento la squadra di calcio del Perugia, e tanto carogna da essere scappato all'estero ed aver lasciato andare in prigione al posto suo i figli, e oltretutto destinatario, anni fa, (pensa un pò a volte la vita) di una cospicua vincita al superenalotto, da spartirsi con la sua amante, la Tulliani, cioè l' attuale compagna di Fini, a dimostrazione che la Dea bendata non è cieca, ma è guidata eccome, sempre verso le solite facce e le solite mani avide.

E' forse l'inizio di una nuova saga , destinata a tenere occupata la mente degli italiani per altri tre mesi , quella degli amori tra il Gaucci e la Tulliani sui lettoni degli alberghi di Montecarlo o di Santo Domingo o delle loro liti per la spartizione della vincita miliardaria?

Che trame avvincenti!!
Che spasimi d'amore!
Ma come abbiamo fatto a vivere finora ignorando il rotolare avvinghiato dei loro corpi o mostrando disinteresse sulla proprietà della casa di Montecarlo?
Incoscienti, incoscienti siamo stati noi italiani a seguire altri problemi: la disoccupazione,la precarietà, le buste paga sempre più vuote, la disperazione giovanile, etc. etc.

Ma dei problemi veri dell’Italia sta forse a cuore a qualcuno.?
Forse che ce li risolveranno con le loro chiacchere e le loro liti l'ammucchiata Fini – Feltri- Berlusconi- Belpietro, Tulliani e Gaucci?
O siamo noi italiani che non cacciandoli via a pedate in culo, meritiamo di essere trattati da costoro come una manica di fessucci?


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6.0)
Se a me, negro, mi sparassero addosso perchè negro...


25 settembre 2010

177.0) Il governo del fare?... boh!

Il governo del fare???

Berlusconi condanna le chiacchiere del "teatrino della politica" rivendicando al suo "governo del fare" di aver nel frattempo continuato a lavorare in silenzio su cose concrete, nell' interesse di tutti gli italiani.

Quali?
Elencare, prego.
Al primo posto 'Più sicurezza nelle nostre città'
(risultati:a Milano le donne ormai hanno paura ad uscire la sera. Immaginiamoci nei paesini di periferia).

Al secondo posto "Le grandi emergenze risolte:
si va da Alitalia che torna a volare, al terremoto in Abruzzo, con "una casa per tutti a tempo di record", senza dimenticare i "rifiuti in Campania: problema risolto".
(risultati: per Alitalia non tutto è poi così roseo, in Abruzzo basta vedere le continue manifestazioni di protesta dei cittadini contro i ritardi nella ricostruzione, a Napoli è tornata la spazzatura per le strade).

Al terzo posto 'Superare la crisi a fianco delle famiglie e difendere chi lavora con promesse di interventi per le famiglie e i lavoratori.
(Risultati: disoccupazione in aumento, insicurezza economica spaventosa, figli "precarizzati" senza lavoro e senza futuro.
La crisi economica per l’Italia comincia adesso, altro che "ne siamo usciti fuori meglio degli altri".
E il debito pubblico che ha ormai raggiunto livelli record!)

Al quarto posto" Più forza alle imprese, elencando tra i punti programmatici il rilancio delle Grandi Opere, l'Expo 2015, il favorire l'accesso al credito, meno burocrazia e fisco amico e il rilancio del Sud, con una banca appositamente creata per distribuire soldi alle regioni meridionali.
(Risultati: perfino l’Unione degli industriali ammette che il governo non sta facendo niente di concreto per farci uscire dalla palude economica) .


Caro Berlusconi, il governo del fare non esiste se non nella sua fantasia.

Per adesso c’è solo il governo delle promesse non mantenute che sta invece perdendo tempo in chiacchere e liti da pollaio.


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50)
In ricordo del “Che”


27 marzo 2010

56.0) E' sempre tutto cosi relativo!

E' sempre tutto cosi relativo.

Il vescovo Bagnasco ha invitato gli italiani a votare per i partiti che sono contrari all’aborto, e quelli della destra sono felici e contenti e dicono che non si può parlare assolutamente di ingerenza della Chiesa nelle cose italiane.


 
Eh no, assolutamente no.

Però se putacaso un giorno al Bagnasco gli venisse in mente di invitare gli italiani a votare contro coloro che hanno sulle spalle un divorzio o una famiglia non proprio regolamentare, siccome la cosa si ritorcerebbe a loro sfavore, allora certamente i partiti della destra parlerebbero di indebita ingerenza della Chiesa etc. etc.



Eh si, assolutamente si.

Nella vita è proprio tutto cosi relativo, che quasi quasi viene da piangere.




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  • 19 gennaio 2010

    16.0) Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti. Ma non mi sarà consentito.



    Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti.Ma non mi sarà consentito.


    Decine di migliaia di bambini orfani a Haiti, dopo il terremoto.
    Bisogna intervenire per dare loro affetto e serenità.
    Il destino che li attende, altrimenti, se gli va bene è una vita di sofferenze, di stenti, di orfanotrofi, fino all’età lavorativa e poi, arrangiarsi e barcamenarsi.

    Io sono stato in orfanotrofio dall’età dei sei anni fino ai diciotto, e so cosa vuol dire la mancanza di affetto, so cosa vuol dire l’essere trattati come dei numeri dagli assistenti, alcuni dei quali simpatici ma per lo più odiosi e privi di ogni umanità.
    Ecco, di fronte a questo immenso dramma mi piacerebbe versare nel mare della solidarietà il mio piccolo aiuto, la mia goccia per uno di questi piccoli orfani.

    Mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti ed aiutarlo a diventare grande.
    Farlo studiare, insegnargli un mestiere.
    Farlo vivere qui da noi, trasmettergli i nostri valori: farlo diventare un bravo e onesto cittadino italiano di origini haitiane.
    Ma sono sicuro che non si può fare, che non mi permetteranno di farlo.

    Io ho ormai una certa età, sono nonno, e do una mano a mia figlia nel tirar grande il nipotino.
    Potrei fare altrettanto anche per un bambino di Haiti.
    Se ho ancora energie per uno, posso averle anche per due.
    Certamente, e sono il primo a capirlo, non sono più fisicamente in grado di perdere le notti per badare a un lattante ma, per seguire un bambino dall’età scolare in su, le energie, la voglia e la capacità fisica ancora ce le ho.

    Mi viene detto dagli amici: fai un’adozione a distanza.
    Sì certo, so cosa vuol dire.
    Negli ultimi quindici anni ho seguito le necessità economiche e la crescita. di una bambina del Malawi, attraverso l’adozione internazionale.
    Dietro un mio versamento annuale, le buone suore della missione di laggiù hanno costantemente seguito,curato, mantenuto e vestito questa mia figlia adottiva.
    Però quella bambina del Malawi, io non l’ho mai vista, se non in fotografia, non le ho mai sussurrato alle orecchie il mio amore di padre adottivo, non l’ho mai accarezzata, non l’ho mai portata a passeggio nei giardini.
    Tutto questo l’hanno fatto le buone suore per me.
    Ma io ora vorrei un intervento più diretto.

    Non sono d’accordo con chi afferma che adottando i bambini di Haiti, praticamente si mette in atto una nuova devastazione dell’isola, privandola, dopo i disastri del terremoto anche della speranza di un futuro che questi bambini rappresentano, perché essi sono la parte migliore, sono ciò che resta di Haiti e sono forse l’ultima chance perché questa Nazione possa rinascere.
    Portandoli via, adottandoli e trasferendoli in altri Paesi, praticamente non si fa che "rubare " a Haiti i suoi bimbi, il suo futuro. 


    E’ un ragionamento teorico che potrebbe anche stare in piedi, se non fosse che così facendo si gioca con la vita di decine di migliaia di bambini, condannandoli ad un avvenire di orfanotrofi, di solitudine, di mancanza d' affetto e forse anche di estrema miseria e povertà.
    Un avvenire senza speranza, in attesa di qualche nuova catastrofe per la loro isola, mentre invece, nel mondo, sono sicuro che decine di migliaia di persone, come me, ancora animate e sostenute da qualche energia fisica, riverserebbero sui bambini il loro amore e la loro umanità, per farne degli esseri, certamente lontani dalla loro patria, ma forse meno infelici.
    E non è detto che si debba per forza di cose far loro dimenticare il legame con la loro Patria. bensì è vero il contrario, che si cerchi cioè piuttosto di instillare in loro, un domani, resi uomini indipendenti, il desiderio di tornare ad Haiti, sui luoghi della loro infanzia, alla ricerca dei loro veri e sfortunati genitori.

    Io la vedo così, solo che così non la vedono gli assistenti sociali, e quindi questo mio non resterà che un pio desiderio irrealizzabile, ed è un vero peccato.

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    16 dicembre 2009

    449) Finalmente svelata l’identità del diavolo


    Finalmente svelata l’identità del diavolo


    Sono convinto che Di Pietro, entro una decina di giorni, finirà per ben che gli vada, all’ospedale.

    E’ lui, infatti, il centro e l’ispiratore di ogni male italiano.
    E’ lui l’ispiratore del povero Tartaglia, è lui che lo ha armato di un souvenir del duomo di Milano ed è ancora  Di Pietro che materialmente ha alzato in alto il braccio e ha colpito al volto il nostro caro, il nostro amato, il nostro indifeso, il nostro tutta bontà Berlusconi.
    E’  Di Pietro l’artefice del male, di ogni male, persino dei reumatismi che da anni mi affliggono.
    Oh!, come sarebbe bella l’Italia se  Di Pietro non esistesse sulla scena politica, e se non fosse mai esistito sulla scena giudiziaria.

    Chi vuole il male di Berlusconi?  Di Pietro
    Chi vuole Berlusconi in galera ?  Di Pietro.
    Chi accusa Berlusconi di essersi arricchito con la complicità della mafia?  Di Pietro.
    Chi accusa il nostro di non essere capace di governare in modo democratico?  Di Pietro.
    Chi lo accusa di utilizzare la scena politica per farsi delle leggi ad personam?  Di Pietro.
    Chi lo invita a presentarsi davanti ai giudici a dire la sua verità per respingere le accuse che gli vengono rivolte, invece di far approvare dei lodi di immunità personale, delle leggi di abbreviazione dei termini processuali e di svicolare e inventarsi impedimenti di vario genere?
    Ma è sempre lui, il malefico, il giustzialista Di Pietro.
    Di Pietro, sempre e solo  Di Pietro.
    Il male fatto persona.
    Il diavolo incarnato.
    L’unghia incarnita di Berlusconi.

    E allora cosa si aspetta ad eliminare il male?
    Possibile che nessuno lo voglia fare?
    Sono questi gli interrogativi e le riflessioni che tra una lacrima e l'altra in questi giorni agitano in Parlamento e nelle interviste televisive gli esponenti e i portavoce del Popolo Della Libertà: e qualche imbecille che tradurrà in pratica queste lamentazioni, lo si troverà presto.

    Sono convinto che Di Pietro, entro una decina di giorni, finirà per ben che gli vada, all’ospedale,e secondo me gli italiani sanno già sin d'ora chi ringraziare.

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  • 6 dicembre 2009

    442) Sado-masochismo italiano

    Sado-masochismo italiano

    L’Italia geografica sta andando in malora.
    Terremoti, alluvioni, frane, smottamenti, piogge torrenziali, incendi, inquinamenti d’ogni genere, non bastano.
    Su un territorio così si vogliono costruire 12 centrali nucleari (e le faremo costruire ai francesi perchè le aziende italiane evidentemente, per i nostri governanti, sono stupide e incapaci!)



    A Messina, terra di terremoti e di smottamenti,  si sta iniziando la costruzione di uno dei ponti più colossali e inutili della terra: il cosiddetto ponte della mafia.

    La stupidità umana e in particolare quella dei nostri governanti ha bisogno di calcare sempre più la mano, e sfidare la Natura per incrementare pochi conti bancari e moltissimi cimiteri.


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    1 dicembre 2009

    435) E saremmo noi italiani i razzisti!!

    E saremmo noi italiani i razzisti!!


    Quelli di Malta i barconi di disperati che attraversano il Mediterraneo ed entrano nelle loro acque territoriali, li respingono.
    Al più gli danno qualche bottiglia di acqua e qualche scatolone di viveri di prima necessità e li lasciano lì in mezzo al mare, al loro destino.
    Non li vogliono sulle loro coste. Non devono sbarcare da loro.
    Che vadano in Italia.


    Nelle acque territoriali italiane questi sfortunati concittadini del mondo vengono soccorsi, rifocillati, aiutati nella navigazione e infine fatti sbarcare sulle spiagge di Lampedusa.
    Quì vengono smistati, gli ammalati vengono ricoverati negli ospedali delle provincie siciliane, e gli altri in un centro temporaneo di accoglienza per essere identificati, nutriti e ospitati per i primi tempi, in attesa di decisioni sul loro futuro.
    Certo, questi centri non sono degli alberghi di prima classe, sono in realtà dei campi di prigionia mascherati, ma le condizioni di vita cui questi disgraziati vengono sottoposti non sono molto diverse da quelle che subiscono in Italia molti barboni o mendicanti o disoccupati o pensionati sociali al minimo.
    L'Italia non è il Paese di Bengodi che questi migranti avevano sognato o avevano intravisto nelle pubblicità dei canali televisivi italiani che ricevevano nei loro Paesi.
    Ma intanto essi sono qui, vivi,curati, nutriti e rifocillati.
    Nessuno li ha lasciati naufragare in mezzo al mare, nessuno ha sparato loro addosso. E superati i doverosi controlli , tra qualche mese se ne potranno andare liberi per l’Italia o in altri Paesi europei. Qualcuno di loro si vedrà negato il permesso di soggiorno, e sarà munito di un foglio di via per il rimpatrio nel Paese dal quale proviene, ma nessuno controllerà mai che venga eseguito.



    Quelli della Svizzera, hanno votato un referendum con il quale viene bocciata la possibilità di costruire minareti sul loro territorio. Non si vuole che la religione islamica si diffonda da loro.



    In Italia, ormai quasi ogni città o grosso centro urbano ha una moschea o un capannone industriale dismesso adibito a centro di preghiera e di raccolta per gli aderenti alla religione islamica.
    Noi rispettiamo la religione degli altri, anche se purtroppo essi non rispettano la nostra.

    Eppure, agli occhi dell’ Europa e di certi intellettualoidi nostrani, noi italiani saremmo un Paese razzista.
    Per non essere considerati tali, che dovremmo fare di più?.
    Ma togliere i crocifissi dalle scuole e o dai luoghi pubblici, ad esempio.
    Ma evitare di cantare le canzoncine di Natale negli asili o nelle scuole elementari, ad esempio, per non urtare la suscettibilità dei nostri ospiti.
    Ma lasciare che essi spaccino droga, che rubino, violentino, stuprino, e dovremmo anche smetterla di prenderne uno ogni tanto e condannarlo a qualche anno di carcere, ad esempio.

    Se noi italiani siamo razzisti, gli abitanti di altre Nazioni , cosa sono? 




    E' mai possibile che siano tutti cittadini con l'auerola?





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  • 27 novembre 2009

    434) Ogni italiano pronuncia almeno tre volte al giorno la parola Berlusconi. E basta! Smettiamola!

    Ormai ogni italiano pronuncia almeno tre volte al giorno la parola Berlusconi.  E basta! Smettiamola!

    Non si può più parlare di niente in Italia senza che nel discorso qualcuno non ci infili la parolina magica “Berlusconi”.
    E che cavolo!
    Stavamo parlando dei diritti dei disabili l’altro giorno al bar, e qualcuno dice: “ si , ma Berlusconi…..”; : ma che c’entra? Mica è un disabile Berlusconi, o forse qualcuno pensa di si ?
    Si parla della sconfitta dell’Inter in Champions League e subito si sente dire” Sarà contento Berlusconi”.
    Si parla del pareggio del Milan ed ecco “ Ben gli sta a quello spilorcio di Berlusconi che non ha comperato il tal giocatore".
    Questo cognome di persona ormai entra a proposito e a sproposito in ogni discorso, è statisticamente dimostrato che ogni italiano adulto lo pronuncia almeno tre volte al dì, come fosse una medicina da prendere e credo anche che entri pure nei messaggini d'amore che due diciottenni piccioncini innamorati cotti si scambiano tra di loro.

    Così dico "Basta", non se ne può proprio più.

    Non è questione qui di entrare nel merito della simpatia o antipatia politica per quel personaggio, ma di certo ormai il sentir pronunciare quel nome in ogni occasione, a proposto o il più delle volte a sproposito, genera in me una sensazione di rigetto.



    Quindi tronco qui la questione, e invito le persone che mi conoscono a moderare la pronuncia di quel tal nome in mia presenza,o meglio ancora ad evitare di pronunciarlo.
    E che cazzo! E' da quindici anni che non parliamo che di lui. Non se ne può proprio più!
    Io ormai lo rigetto.






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