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25 giugno 2014

60.4) Che pena quel Buffon in area avversaria!

Che pena quel Buffon in area avversaria!




Ragazzi cerchiamo di non perdere  mai il senso delle proporzioni delle cose.
In fin dei conti non si è trattato di una tragedia nazionale  ma semplicemente di una sconfitta  sportiva di 11 uomini  in mutande super pagati, super valutati,  penosi atleticamente, e super  fragili emotivamente.


Cos’ è infatti quel  buttarsi di Buffon  nell’area avversaria  nei minuti  del recupero finale, alla ricerca della giocata fortunosa  e del tiro della domenica,  se non la dimostrazione di una disperazione  interiore  data dalla consapevolezza  di una situazione di   inferiorità non solo numerica , ma anche  atletica e di risultato?

Che pena il vederlo aggirarsi sotto la porta avversaria, lasciando sguarnita la propria, alla mercé di un contropiede o di un tiro da lontano .

Non poteva esserci dimostrazione più lampante di disperazione  sportiva e di  un rendersi conto  della propria inferiorità atletica e dei propri limitati  schemi di gioco,  ed allora, visto che nelle ultime due partite non siamo stati capaci neppure di impegnare una sola volta i portieri avversari, è giusto che una nazionale di calcio così scadente sia tornata a casa, e lasci ad altri  il compito di proseguire nelle sfide  calcistiche alla ricerca dell’undici mondiale  più meritevole  o semplicemente più in forma. 


A noi italiani, però. come a tutti  i tifosi delle altre squadre di calcio eliminate,   il compito di non demoralizzarci o di farne una tragedia nazionale, ché  la mancanza di lavoro, la disoccupazione, l’incertezza sul nostro domani  economico e di quello dei nostri figli, questi sì che sono problemi ben più importanti e  oserei dire veramente tragici.

Nella vita bisogna saper perdere, e a maggior ragione quando questo avviene  per  demeriti propri o perché non si era all'altezza.
Ci si deve accettare per quel che si è,   consapevoli che  il comportarsi umilmente e civilmente non è una sconfitta,  ma semplicemente il primo passo  verso una futura vittoria.

E all’Italia, che trova scritto nel proprio inno la frase “ Dov’è la vittoria?”, certamente   in futuro  queste  soddisfazioni  atletiche non mancheranno,  se tutti sapremo  trarre  umile lezione dalla odierna sconfitta.



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8 giugno 2014

50.4) I mondiali dell’Italia: comunque vada saranno critiche.

I mondiali dell’Italia: comunque vada saranno critiche.




Sta scritto  nell'inno nazionale  che le altre Nazioni  dovranno  umiliarsi  e porgere la chioma per essere rapata a zero,  in quanto saranno sconfitte da Roma, essendo nate per essere sue schiave. 


Nella mente e nei versi risorgimentali del Poeta dell’inno,  i fasti e le glorie italiane sarebbero stati immancabili e duraturi, proprio come ai tempi gloriosi degli antichi Romani e avrebbero fatto scuola a tutto il mondo.

Bello il mondo che  sognava il nostro Poeta!

Ma noi sappiano che non è andata così, anche se , cantando il nostro inno, per un momento ci illudiamo di  far rivivere quei tempi gloriosi.

Oggi questo nostro sogno è un po’ scaduto e annacquato: l’Italia è in una crisi profonda, economica e spirituale, e  se lo sarà anche calcisticamente, venendo estromessa malamente dai mondiali di calcio,  si dirà che  certo,  dopo  quasi vent’anni di  regime berlusconiano, non era neppure ipotizzabile la vittoria, dato il profondo baratro  buio in cui ci siamo cacciati.

Sembrerà paradossale, ma in caso di  eliminazione, ci sarà certamente  qualcuno che darà la colpa a Berlusconi e ai suoi malgoverni,  i  quali  però, in questo caso, con le vicende  del torneo calcistico mondiale  c’entrano come i cavoli a merenda.

Eppure qualche intellettuale, potete starne certi, di fronte alla sconfitta,  questa diagnosi la farà : “Estote parati”, siatene certi.

E anche  paradossalmente,  se  però al contrario dovessimo uscirne vincitori da questa avventura calcistica, si troverà comunque sempre qualcuno pronto alla critica, che dirà  che  con gli immancabili festeggiamenti si vuole ingannare il popolo distogliendone l’attenzione  e sviandola dai veri problemi del Paese che sono  la disoccupazione, la crisi sociale ed economica e la corruzione,i quali, vittoria o non vittoria,  rimangono sempre lì  ad offuscare  il nostro avvenire sociale, etc,etc,etc.

Quindi , siatene certi:  se perdiamo qualcuno dirà  che era previsto, stante la nostra inadeguatezza  economica e politica, e se vinciamo è perché come popolo siamo capaci n di batterci allo stremo per cose non essenziali, mentre  la nostra decadenza  sociale ed economica  è sempre lì ad ammonirci.

Nessuno che tirerà in ballo  le doti o le  lacune calcistiche della pattuglia  azzurra, addossandone a  calciatori ed  allenatori  i meriti o i demeriti  della vittoria o della sconfitta, ma tutti diventeremo intellettuali da strapazzo  capaci di muovere la lingua  solo per   trovare grandi enfasi oppure mille scuse  e pretesti nelle immancabili discussioni   da bar.


Insomma, comunque vada la spedizione azzurra ai mondiali di calcio, sarà un coro di critiche.
E' bene saperlo prima di cominciare.
.


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26 maggio 2014

46.4) Alle prime luci dell’alba del giorno dopo le elezioni.

Alle prime luci dell’alba del giorno dopo, il risultato delle elezioni europee si presenta grosso modo così:



PD   41 %
M5S 21%
FI:  16%
Quali  conseguenze se ne possono trarre?

Una considerazione risulta evidente:  e cioè, che se si cerca di fare giorno per giorno  del buon governo,  gli elettori ti premiano e almeno per un istante  abbandonano la rabbia, la protesta, e il populismo dei nuovi profeti di sventura   che hanno  la   smania di voler spaccare tutto e subito.

Occorre quindi cercare di andare avanti così, cercando i di mantenere il più possibile gli impegni presi con  le promesse fatte agli elettori e soprattutto   cercando di avere i nervi  saldi, senza lasciarsi travolgere dalla voglia di stravincere e di voler umiliare gli avversari sconfitti.

Questi ultimi tra l’altro  avranno già le loro gatte da pelare  con le diatribe e le lotte che avverranno al loro interno,  per cercare di capire cosa è andato storto e cosa non ha funzionato nella loro campagna elettorale.

Il Movimento 5 stelle  infatti dovrà iniziare un grande esame di coscienza sia  sul  linguaggio  hitleriano  usato durante la campagna elettorale, che  sull'uso inappropriato che ha fatto dei suoi parlamentari negli ultimi due anni, nei quali li ha tenuti in freezer invece di utilizzarli per  approvare leggi  utili al Paese.

Forza Italia  dovrà  anzitutto prendere atto che  l’aver scelto come successore ed erede designato e portavoce di Berlusconi  un  ex giornalista lecchino come Toti,   odiato persino dal vecchio apparato del partito e  capace solo di  portare avanti vecchie tesi complottistiche  della magistratura , invece di indicare all'opinione pubblica   nuove strade alternative di buon governo ,  è stato un gravissimo errore  che si è sommato alla  nuova patetica discesa in campo del 78-enne Berlusconi per cercare  di rinvigorire un po’ l’immagine sbiadita del suo partito,  tra l’altro alle prese con fughe eccellerti verso NCD di Alfano oltre che additato di collusioni  mafiose con  il fuggiasco dell’Utri  and company.
Ora Renzi veda di non voler strafare, ma  di mantenersi piuttosto calmo e impegnato nel  buon governo del giorno dopo giorno, lasciando agli sconfitti il compito   gravoso di auto-processarsi  per ricavare dalla  sconfitta un vigoroso rinnovamento interno.



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23 marzo 2013

21.3) Che figura di m.. il governo Monti (Bisogna mandarlo a casa al più presto)


Che figura di m.. il governo Monti  (...bisogna mandarlo  a casa al più presto)




 C’è bisogno di mettere in piedi al più presto un nuovo governo,  anche  se solo per mandare definitivamente a casa  l’attuale gruppo  di  professori e tecnici che ci fa fare delle figuracce in modo industriale davanti a tutto il mondo.



L’ultima in ordine di tempo  è quella di aver  voluto  mostrare  al mondo i muscoli  di una Italietta ormai  allo sfascio economico e morale,   facendosi garanti di fronte al mondo della sporca e balorda  intenzione  di voler  trattenere in Italia  i marò accusati di assassinio in barba agli accordi con l’India,   per poi calare improvvisamente le brache rimangiandosi la parola    in modo vergognoso di fronte alle prime giuste critiche , e rimandando questi due malcapitati militari   di fronte a una Corte di giustizia indiana ormai incarognita dal nostro comportamento e certamente non più disposta a giudicarli con imparzialità.



Poveracci, questi due soldati,  lasciati  perciò soli a marcire per chissà quanto tempo  in un carcere indiano per aver obbedito  a ordini   imbecilli dei loro superiori militari a causa  di  leggi  stupide  che prevedono  l’utilizzo di militari dell’esercito su navi mercantili,  e soprattutto per  l’incapacità dei nostri attuali governanti di  tutelarli di fronte alla giustizia internazionale.



N.B.- Se la legge prevede   l’utilizzo dell’esercito  per difendere le proprietà private  degli armatori mercantili  italiani,  perché  allora non  schierare i militari anche a difesa delle proprietà private dei gioiellieri,  delle industrie, delle banche, delle poste,  delle scuole e  perché no, anche a difesa delle proprietà fisiche delle   nostre belle ragazze che  vogliono recarsi in una sala da ballo dopo le ore venti e che hanno paura ad uscire da sole la sera?


Che diritti avranno mai  in più delle gente normale questi armatori di navi mercantili, per avere il privilegio di essere tutelati dall’esercito,  risparmiando così sull'utilizzo di guardie private?


La realtà è che  questa della scorta delle navi  è una legge ingiusta e stupida, fatta da un Parlamento che abbiamo  sconfessato,   che mette a repentaglio la vita dei nostri militari e il buon nome del nostro esercito, ed anche,  come si è visto,  la reputazione dell’Italia di fronte al mondo intero per colpa di governanti  pavidi, banderuole  e mangiaparola, che è ora di mandare a quel paese al più presto.
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3 febbraio 2013

7.3) Tutto sommato Bersani sembra il più credibile.

Tutto sommato Bersani sembra il più credibile.


 Non fa grandi promesse ma dice che cercherà di tirare fuori l’Italia dalla crisi con una certa graduale equità. 
Gli altri promettono e promettono cose roboanti ma senza alcuna possibilità di realizzazione. 

- Monti, dopo averci tassati e tartassati a dismisura ora afferma che diminuirà le tasse. Ma chi gli crede più ormai? 

- Il buon Berlusconi promette che ci toglierà l’Imu e istituirà una soglia del 22% per chi guadagna fino a 43mila lordi e del 33% sull’importo eccedente, ma è stato al governo per 15 anni e non è stato capace di combinar nulla (anche se lui dice di avere fatto tutto il bene possibile e immaginabile), tranne che intrattenerci ogni giorno per parlarci dei suoi processi e della lotta da lui ingaggiata contro la magistratura.

 Egli aveva nel suo governo un ministro delle riforme ( Bossi) che non ha riformato nulla e un ministro della semplificazione ( Calderoli) che non ha eliminato una legge che è una, anche se faceva ogni tanto dei falò per darci a intendere che bruciava le leggi da lui abolite.
 Sono stati governi con personaggi da baraccone circense, ma purtroppo egli, Berlusconi, continua sulla stessa falsariga e così adesso ci promette  che nel prossimo  suo primo Consiglio dei Ministri ci toglierà di dosso l’Imu sulla prima casa, ed anzi ci rimborserà i soldi versati, ma oltre a questo nient’altro più dobbiamo aspettarci da lui se non il tornare a parlare ogni giorno dei suoi processi. 
Con lui vittorioso alle elezioni , inoltre molto probabilmente ci metteremo a litigare con le altri Nazioni europee per uscire dall’euro e tornare alla vecchia lira, con risultati disastrosi per il bilancio di ogni famiglia italiana , perché, se abbiamo perso il 50% del valore delle nostre proprietà quando siamo entrati nell’ euro, adesso che ne vogliamo uscire , che Dio ce ne scampi e liberi, ma quando ci rimetteremo? 

-Ingroia e quelli di Rivoluzione civile ci parlano di un uso politico della giustizia, e cioè di come sia lecito per loro colpire con accuse o processi gli avversari politici , solo perché non la pensano come loro e sono quindi chiaramente fuori di testa e fuori da ogni concetto di democrazia.  

 - Di Grillo e del suo Movimento di protesta contro tutto e contro tutti è meglio non fidarsi, perché evidentemente anche qui,di democrazia all’ interno di questa formazione politica ce n’è poca. 

Tutto sommato non ci resta che fidarci del buon Bersani, e speriamo che almeno da lui non ci arrivino poi delle mazzate in testa, altrimenti , ragazzi miei, non ci resta che spararci.


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21 dicembre 2012

99.2) Un Paese piccino piccino picciò

Un Paese piccino piccino picciò



Alfano vieni qui. Alfano vai di là
Alfano io mi ritiro,  prendi tu il partito

Alfano fai le primarie
 No non fare le primarie
Alfano fai cadere il governo Monti: lo vedi che non governa bene.

Alfano hai fatto male e far cadere il governo Monti.
Alfano, torno io a dirigere il partito, perché  tu non sei stato all’altezza.

No, Alfano,  non dirigerò io il partito
Il partito lo offro a Monti  che ha governato bene il paese.
Se  viene Monti io mi faccio da parte.
Se Monti non vuole il mio partito,  tornerò io.

Alfano, su ,dai,  protesta, fai storie perchè si voti al più presto.
Ma caro Alfano, il 17 febbraio è troppo presto per  votare, è meglio rimandare di qualche tempo.

Alfano, qui,  Alfano là, Alfano su. Alfano giù….
 Se non diventa matto quest’uomo è proprio perché è un grand’ uomo.
Eppure, eppure  i grandi uomini  sono grandi proprio perché non si lasciano comandare a bacchetta dai burattinai di turno,  che un giorno  dirigono il tuo filo di quà e un giorno invece di là.

I grandi uomini non  si lasciano usare come dei pagliacci.
I grandi uomini  mandano a quel paese i  burattinai.

Solo quando Alfano avrà mandato a farsi benedire  Berlusconi,  le sue giravolte  e le sue stramberie,  solo allora egli diventerà un politico  degno di questo nome altrimenti rimarrà una persona piccina piccina picciò.


Cosi come l’Italia.
Solo quando gli italiani avranno mandato a quel paese  Berlusconi e le sue arie da salvatore della patria,  non votandolo più ma  mandandolo definitivanemte in pensione, solo allora l’Italia  smetterà di essere un Paese piccino piccino picciò e tornerà ad essere una grande Nazione.


Quanto  al pensionato  miliardario Berlusconi,  adesso che è di nuovo fidanzato,  invece di   limitarsi a guardare la sua bella e a toccarsi, come è logico alla sua veneranda età, libero da ogni ossessione politica potrà dedicarsi  al suo nuovo amore  gettando in esso tutte le energie fisiche che gli sono rimaste e che forse forse  ha ancora in cartuccia.
Se la goda, se la spassi  e  soprattutto ci lasci in pace.






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2 maggio 2012

49.2) Due proposte di economia per l’”economista” Monti.


Due pensieri di economia per l’”economista” Monti.



Ho trovato un sito che la pensa come me in materia di Governo Monti, e siccome chi lo cura è più bravo di me nell’ esposizione dei temi trattati, lo segnalo qui :

Se Monti volesse davvero il bene dell’Italia
e cerco di ricavare da esso qualche concetto riassuntivo.

Si consiglia in sostanza a Mario Monti in questo articolo di fare le seguenti due cose che vengono elencate qui sotto per far ripartire l’economia, invece di fare i pasticci che ha fatto sull’art. 18 e gli esodati.
Perché il peggio di tutto quello che si poteva fare, il governo lo ha finora fatto.
Guardate un pò.
Il vertiginoso aumento delle tasse , delle tariffe e delle accise sulla benzina , i mancati tagli alla spesa pubblica, l’allungamento dell’età pensionabile, il cedimento di fronte alle solite corporazioni (tassisti, notai, farmacisti, banchieri ecc.), la clamorosa presa in giro dell’IMU, (la maledetta imposta sulla ricchezza dei poveri cristi che nient’altro hanno se non il mutuo della casa da finire di rimborsare ) , il tentativo non ben riuscito di far pagare qualcosa di questo balzello anche alla Chiesa cattolica ma anche l’esenzione totale da esso per le fondazioni bancarie, sono tutte cose che dovrebbero far cambiare idea a coloro che a novembre esultavano per la cacciata del Cavaliere e per l’arrivo di Monti.

- Prima cosa da fare.
Estendere per ogni contribuente la tipologia delle spese deducibili dal reddito (cominciando da quelle sostenute per la manutenzione degli immobili, per l'istruzione e per la sanità, che dovranno essere dedotte al 100%), con lo scopo di favorire la diminuzione del lavoro in nero, combattere l’evasione fiscale e tradurre il tutto in una diminuzione delle tasse complessivamente pagate dal cittadino.

- Seconda cosa da fare.
Poiché siamo in anni di crisi economica , ed è necessario creare liquidità per rilanciare i consumi, una possibile soluzione (oltre alla riduzione dell'Iva, che però trova contrario il direttivo dell'Unione Europea), è legata al debito delle pubbliche amministrazioni che, in base alle ultime rilevazioni, ammonta a circa 112 miliardi di euro.
A fronte di questo debito il Tesoro dovrebbe valutare l’idea di emettere dei titoli cartacei che dovranno avere queste caratteristiche: essere infruttiferi; essere al portatore; essere accettati da chiunque sul territorio nazionale, incluse le amministrazioni pubbliche; non essere quotati in borsa; non poter circolare fuori dall’Italia.
Questi titoli non rinnovabili (che potremmo chiamare BIT, buoni infruttiferi del Tesoro) e che alla scadenza stabilita dovranno essere rimborsati, potrebbero funzionare quindi esattamente come il denaro contante, in quanto non aumentano il debito pubblico perché rappresentano un debito già esistente, e non ne producono di nuovo perché infruttiferi; inoltre non essendo quotati non consentono speculazioni e l’inflazione , trattandosi di titoli emessi a fronte di beni e servizi già erogati, non dovrebbe subire incrementi significativi.
Infine, trattandosi di titoli rappresentativi del debito (come BOT e BTP) non costituiscono emissione di moneta e non impattano quindi con le regole dell’Euro.

Questi titoli andrebbero utilizzati per sanare i debiti della Pubblica Amministrazione versi i propri fornitori di servizi.
L a liquidità prodotta andrebbe quindi immediatamente a beneficiare chi vanta crediti verso lo Stato e non riesce ad incassarli, ( vedi i tanti suicidi di piccoli imprenditori di questi giorni), mentre una parte di questi titoli rientrerà velocemente nelle casse dello Stato (che dovrà allora distruggerli) perché utilizzata in compensazione per pagare i debiti che cittadini ed imprese hanno a loro volta verso lo Stato.

Mario Monti dovrebbe essere contento se, l’economia italiana, attraverso questi due provvedimenti sopra elencati, ricominciasse davvero a crescere, perché un'Italia risanata produrrebbe ricchezza per tutti e darebbe fama di statista e di buon governante a lui stesso.

E allora, forza Monti, fallo finalmente questo buon governo che dici di avere in mente, e lascia da parte la paura delle lobby e dei potentati economici.

L'Italia finalmente risanata te ne sarà grata.




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6 gennaio 2012

5.2) Gli anni del malgoverno della Lega Nord.

Gli anni del malgoverno della Lega Nord.





Adesso che su Berlusconi e i suoi governi è venuto il momento di stendere un velo pietoso, è però opportuno riconsiderare l’apporto che il suo principale alleato, la Lega Nord,  ha avuto nella distruzione dell’Italia.
Questo partito, sta adesso  facendo un’opposizione sguaiata e irresponsabile per cercare di risolvere a suo favore lo scontento e la rabbia sociale che il nuovo governo Monti dovrà , per forza di cose, alimentare con i suoi provvedimenti impopolari se vuole davvero porre rimedio ai guasti causati dai precedenti governi.

Governi nei quali la Lega Nord ha avuto una parte attiva.
Nell’ultimo decennio per ben otto anni i parlamentari della Lega Nord hanno governato , o meglio sono stati al governo con il PDL di Berlusconi.
Tra i vari ministeri di competenza hanno anche avuto quello delle Riforme, il cui titolare era nientemeno che il loro grande capo Bossi.
Ebbene, in tutti questi anni i leghisti non hanno fatto una riforma che è una, ma hanno invece contribuito ad approvare e rendere operative le peggiori leggi e nefandezze che si potessero fare, allo scopo di tutelare gli interessi di Berlusconi, dalle proposte di legge sui processi brevi, corti o lunghi o mediani , dalla negazione degli arresti per ministri e onorevoli accusati di mafia e di corruzione, al sostegno alla bugia dell’esistenza della finta nipote di Mubarak, alle leggi sull’immigrazione inapplicabili e razziste, alla distribuzione a piene mani di posti pubblici ben retribuiti a figli,  parenti ed amici.
Non hanno fatto niente per ridurre i lauti stipendi e gli odiosi privilegi della loro casta, hanno invece contribuito,  con leggi scriteriate,  ad alimentare il debito pubblico  dello Stato oltre ogni  misura .

Oggi queste persone, come se fossero appena sbarcate da Marte e non fossero invece in buona parte responsabili della situazione disastrosa in cui ci hanno portato, li vediamo affrontare in Parlamento un’opposizione, seppure legittima ma fatta in modo sguaiato , senza vergogna, da irresponsabili e da maleducati.
Un decimo della cagnara che fanno in Parlamento con i loro cartelli e le risse che provocano, non sarebbe tollerata da nessuna altra parte.
Essi non si considerano italiani e offendono la nostra bandiera, ma non si vergognano tuttavia di intascare il lauto stipendio che noi italiani contribuiamo, con le nostre tasse, a fornire loro mensilmente.
Sono stati incapaci di governare ed ora, senza il minimo pudore, improvvisano sceneggiate che ci fanno rimanere sconcertati.

Se pensano di agire in nome di tutte le genti del Nord Italia si sbagliano di grosso, perché qui ci sono cittadini che avranno anche molti difetti, ma non di certo quello di essere irresponsabili e di farsi rappresentare da un manipolo di politici sprovveduti e ignoranti.


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7 novembre 2011

170.1) Crisi di credibilità e ipotesi di soluzione.

Crisi di credibilità e ipotesi di soluzione.





La crisi dell’ Italia si chiama Debito Pubblico.
Lo Stato italiano ha circa duemila miliardi di euro di debiti (chissà poi come si scrive in cifre!!)
Bisogna trovare il modo per rimborsarli, altrimenti d’ora innanzi più nessuno al mondo sarà disposto a prestare soldi all’ Italia.

Con questa spada di Damocle sul capo, il governo, il nostro attuale governo, riunitosi in seduta plenaria, con una grande trovata d’ingegno, che ti fa?
Rende più facili i licenziamenti .
Tutto qui? Ma Che c’entra?
Sarebbe come dare un biglietto del cinema a uno che ti muore di fame.
Dopo il film quello è più affamato di prima.

Berlusconi fa il gradasso e ci tiene a far capire ai principali Capi di Stato riunti a Cannes che gli italiani non vogliono fare sacrifici per rientrare dal loro enorme debito pubblico, in quanto del debito pubblico essi altamente  se ne fregano.
A riprova di ciò, egli dice, essi continuano a frequentare i ristoranti e le pizzerie, e a volare in giro per il mondo.
Così egli presenta in modo caricaturale gli italiani,  quasi fossero una scolaresca di marmocchi in vena di divertimenti e di esuberanze, tanto a casa c’è poi il papà che paga i danni  per tutti.
E quasi a dargli manforte difatti c’erano più di tremila italiani tra i partecipanti alla maratona di New York dei giorni scorsi.
Tremila ipersone che non hanno niente da fare e hanno soldi da buttare per realizzare un capriccio.

Ma Berlusconi si sbaglia citando come esempi del benessere italiano questi casi di persone ancora oggi benestanti perchè non sono ancora state toccate dalla crisi economica.
Egli mostra all’opinione mondiale una classe di italiani che continua a vivere e a sperperare in quanto non ancora raggiunta dalle difficoltà. 
Ma gli italiani non sono solo quelli che egli frequenta e che ci cita ad esempio: ci sono le persone che si rivolgono ormai alle mense della Caritas, per fare almeno un pasto decente al giorno, quelle che cercano qualche avanzo ancora commestibile negli scarti dei mercati ortofrutticoli., quelli che hanno perso il posto di lavoro e i giovani che il lavoro non lo troveranno mai.
Costoro non frequentano certo i ristoranti e i luoghi di divertimento citati dal nostro ormai anacronistico Presidente del Consiglio, il cui comportamento viene ormai deriso anche dagli altri Capi di governo europei.

Berlusconi si sbaglia, e di grosso, presentando i suoi concittadini come degli svampiti dediti solo a riempirsi la pancia e a volare per il mondo, perché gli italiani hanno capito che le difficoltà in cui si dibatte il loro Paese sono reali, e vorrebbero sinceramente che esso tornasse a rinascere.

La maggioranza degli italiani è ormai consapevole che il debito pubblico, prima o poi, con governanti capaci e all’altezza del loro compito, dovrà essere ridotto drasticamente.
Basta che il governo torni ad avere una sua credibilità., ed essi sono disponibili ad accettare i sacrifici necessari.
D’ora innanzi i futuri governanti si mettano a lavorare a tempo pieno per la Nazione, e non più a tempo perso, come l’attuale Presidente del Consiglio si è degnato di rivelarci.
Evidentemente , come già ampiamente si supponeva, più che la guida dell’Italia i suoi obiettivi principali erano il venir fuori dai guai giudiziari in cui si era cacciato negli anni in cui non era ancora sceso in politica, e il soddisfacimento di una sessualità senile sfrenata, schifosa e senza limiti.

Chi ci governerà abbia  sin d'ora ben chiaro che l’Italia è un Paese solvibile, con patrimoni privati in grado di coprire due volte il deficit pubblico, con banche più sane di quelle francesi o tedesche, e con una vitalità imprenditoriale di prima grandezza.

E’ necessario che chi ci governerà  lo sappia fare indirizzando e guidando il Paese con serietà e con fermezza, chiedendo e ottenendo sacrifici da tutte le classi sociali, in proporzione alle loro effettive capacità contributive, combattendo in primis quell’evasione fiscale cui è dedita, come fosse uno sport nazionale, almeno la metà della popolazione.

Debito pubblico e mancanza di credibilità politica sono le attuali grandi palle al piede del nostro Paese.
Per rimuoverle entrambe basterebbe che il Presidente della Repubblica, l’on. Napolitano, con la sua carica giovanile di saggezza e fermezza assumesse "ad interim"  per sei mesi, anche  la carica di Presidente del Consiglio e l’Italia tornerebbe a vivere nuovi e meritati fasti economici e sociali.
Viva l'Italia!



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1 novembre 2011

169.1) La Padania, inesistente, la Padania inconsistente, la Padania non è niente!

La Padania, inesistente, la Padania inconsistente, la Padania non è niente!



Alcuni concetti  di pubblico dominio, che qualsiasi persona con un minimo di attività cerebrale dovrebbe sapere:

Il popolo è l’insieme dei cittadini di uno stesso Stato.
Non esistono quindi né il popolo padano, né quello veneto, o lombardo o siciliano. perchè non risulta ad oggi che la Padania si sia proclamata indipendente, e neppure il Veneto o la Sicilia, etc. 

Quindi l’unico popolo che esiste in Italia è il popolo italiano, perché è l’insieme dei cittadini dello Stato Italia, proclamatosi a suo tempo indipendente.

Gli altri pseudo popoli sono tutti dei popoli inesistenti, a meno che ci sia stato per tali regioni o parti d’Italia una dichiarazione di indipendenza unilaterale,  cioè senza nemmeno prendersi il disturbo di farlo sapere al resto degli italiani.

E poi da chi sarebbe formato questo popolo padano? 
I I lombardi odiano i veneti, che odiano i piemontesi, che odiano i liguri etc. etc.
I bresciani odiano i bergamaschi, i veronesi odiano i vicentini, i milanesi sono tutti dei bauscia agli occhi dei piemontesi e i liguri sono degli avari strozzini da frequentare solo per 15 giorni all’anno nel periodo delle ferie al mare.
Che bell’insieme di popolo!
Per alcuni i veri padani sono quelli che stanno al di sopra del fiume Po, mentre per altri anche l’Emilia Romagna e la Toscana che pure stanno al di sotto del corso del fiume ne fanno parte .

Per alcuni il carattere distintivo della Padania sono gli stessi usi e costumi delle popolazioni attorno al fiume Po, ma se c’è un denominatore comune unificante tra queste popolazioni pur così diverse tra loro è solo ed esclusivamente l’odio e l’antipatia che esse dimostrano nei confronti degli abitanti del Centro Sud dell'Italia.

E d’altronde, se la Padania dovesse davvero  secessionare dall’Italia e costituirsi in uno Stato indipendente, come auspicano certe teste calde della Lega Nord, essa diventerebbe automaticamente per le popolazioni del Nord Europa una parte del profondo e antipatico Sud da odiare con tutto il cuore.

I nostrani nordisti padani, che si credono fautori e portatori di ideee del Nord Europa, si troverebbero così ad essere considerati appartenenti al Sud Europa, ventre molle e schifoso dell’Unione europea,  da mantenere e possibilmente tenere in una abissale economia di secondo ordine, gestita da mafia e ‘ndrangheta, in compagnia  dei  loro tanto disprezzati abitanti del Sud Italia.

Non c’è che dire: una Padania così considerata dagli europei sarebbe davvero per i padani  una bella conquista, e allora forse è meglio che i leghisti se la scordino in fretta e si dedichino ad altre attività per loro e per noi tutti più interessanti, quali il rispetto per la Patria Italia , per il suo pur brutto inno nazionale e per la nostra bella bandiera tricolore.



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31 ottobre 2011

166.1) Francia e Germania guardatevi dal ridere di noi!

Francia e Germania guardatevi dal ridere di noi!

Se vi capitasse un governante come è capitato a noi, 
poveri voi. 

Ma noi non rideremo di voi.
Vi sapremo compatire.








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23 settembre 2011

163.1) Povera Italia. Chi ti ha fatto finire così sul baratro?

Povera Italia.
Chi ti ha fatto finire così  sul baratro?



Questi due cattivoni.


Ma consolati
Italia
la loro fine è vicina.

Questione di giorni,
ormai.

e poi......
ben gli sta.



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21 settembre 2011

162.1) Sovrani , trote, popolo e cerchi magici.

Sovrani , trote, popolo e cerchi magici.


Ha detto il camicia verde Reguzzoni: - "Sulla secessione della Padania c’è la necessità che si possa esprimere il popolo, perché il popolo è sempre sovrano e quindi è l’unica figura che è sempre al di sopra del Capo dello Stato". 
O mamma  mia,  che idiozie che stai dicendo, caro Reguzzoni!  

Tu devi sapere una cosa: e cioè che per definizione, in una Repubblica, sopra il Capo dello Stato non c’è nessun Sovrano.
Sennò, che razza di repubblica sarebbe?
Ci sarebbe stato semmai, il Sovrano,  se l’Italia fosse ancora una monarchia. 

Ma da un po’ di tempo siamo una repubblica, e quindi sopra il Capo dello Stato non c’è nessun sovrano. 
Né tantomeno c’è il popolo, cioè quell’entità facilmente plagiabile e turlupinabile dai media televisivi e dalla carta stampata. che lo tengono volutamente nell’ignoranza su quanto veramente accade.

Forse il popolo sarà Sovrano nella tua tanto decantata Padania, ( se mai praticamente  essa vedrà la luce),  perché lì non ci saranno democraticamente nè Capi dello Stato nè Re, ma lì conterà solo il volere di Bossi e dopo di lui quello del suo cerchio magico formato da trote, pesci-spada, castelli, maroni , borghezi e porcelli. 

E allora  in quel contesto tu, caro Reguzzoni, ricordati di combattere perché  lì  il popolo Sovrano è bene che ci sia, così quando esso  non ne potrà più di faccendieri simili, li potrà spazzare  via e fare piazza pulita.

Intanto però, tieniti per te i tuoi consigli interessati , stupidi e sbagliati per l’attuale Presidente della Repubblica Italiana, che tutti noi amiamo e rispettiamo per la sua grande saggezza e per la sua giovinezza intellettuale.


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18 settembre 2011

160.1) Scandaloso. L’Italia non riconosce lo Stato Palestinese.

E' scandaloso. L’Italia non riconosce l’esistenza dello Stato della Palestina.




All’ONU, su 198 Stati sovrani, 120 sono favorevoli al riconoscimento dello Stato della Palestina.

L’Italia e la Germania sono tra quelli che dicono di no.
La Germania può essere capita:  i tedeschi hanno come una remora morale nei confronti dello Stato di Israele. Si sentono ancora colpevoli per quanto è successo nel secolo scorso.
Lo Stato di Israele potrebbe chiedere ancora oggi alla Germania qualsiasi favore, anche il più strampalato e inverosimile, e lo otterrebbe.
Ma e l’Italia?
L’Italia perché vota no?
A prescindere che facciamo parte dell’Europa Unita e dovremmo perciò avere una posizione comune alla maggioranza degli altri Stati fratelli europei.
Ci vorrebbe un' unica  politica estera dell’Europa, da dibattere nel Parlamento Europeo.

Possiamo, in attesa di ciò, essere orgogliosi della politica estera seguita dai governanti italiani?.
Noi siamo contemporaneamente con la Libia ( il famoso bacio a Gheddafi) e contro la Libia, teniamo sempre il piede in due scarpe, perché non si sa mai come va a finire, e vogliamo essere quelli che dicono : - ecco io l’avevo previsto -.
Abbiamo quindi una politica estera del cavolo.
Siamo proprio sicuri che la maggioranza del popolo italiano veda di buon occhio o sia favorevole alle ingiustizie che Israele compie quotidianamente contro i Palestinesi?
Su 100 persone che io conosco, 95 sono favorevoli al riconoscimento dello Stato della Palestina.
Possibile che le conosca tutte io, queste persone?
Siamo proprio così sicuri che se si facesse un censimento o un referendum , ne verrebbe fuori rafforzata la linea del governo?
Io credo che il popolo italiano voglia esattamente il contrario di quanto portato avanti dalla nostra politica estera.

Viva perciò Israele e viva la Palestina, due popoli fratelli in pace tra loro, entrambi riconosciuti dalla diplomazia internazionale come portatori di uguali diritti e doveri.


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15 luglio 2011

126.1) E’ iniziato il trasferimento dei Ministeri al Nord.

E’ iniziato il trasferimento dei Ministeri al Nord.


Vivo in una zona geografica che tra qualche anno si secessionerà dall’Italia e, col nome di Padania, entrerà a far parte di quel gruppo di Nazioni che implorano di far parte dell’Europa e della zona dell’euro.

Tra qualche anno, quindi, volenti o nolenti, per il semplice fatto di abitare da queste parti , e di non avere possibilità economiche per trasferirci altrove, qui da noi si tornerà ad usare la lira ( che non sarà più chiamata italiana, ma padana) a meno che non  ci mettiamo ad usare la moneta che usavano i nostri padri Celti o Unni o Ostrogoti.
Se usare una moneta, e quale, o tornare al baratto lo decideranno i nostri politici padani riuniti nel Parlamento di Monza.

Dove, in questi giorni e più precisamente nella Villa Reale, si stanno svolgendo i preliminari di quel grande trasferimento di poteri e di ministeri che avverrà dall’Italia alla Padania.
Ieri alcuni operai hanno cominciato a scaricare scatoloni di mobili per iniziare il trasferimento degli uffici dei tre ministeri (Economia, Semplificazione e Riforme) che faranno da capofila al completo spostamento  governativo.
"Stiamo parlando di mobili pagati con i soldi della Lega Nord,"- ha detto il sindaco di Monza, alla testa di un gruppo di lavoro composto da due artigiani che si sono messi all’opera per allestire gli arredi.
"E sono mobili Padani, cioè fatti e costruiti nella nostra bella Brianza, la patria del mobile" - ha continuato il bugiardesco primo cittadino monzese, facendo finta di non vedere che gli scatoloni avevano la dicitura e il logo commerciale di una azienda che sorge a Scordia, cittadina che dista circa 30. km da Catania.
Dunque mobili del Sud per la Lega Nord.

I due operai, dopo aver scaricato e assemblato quattro scrivanie e due armadi che hanno poi dislocato in due stanze del piano terra all’ingresso dell’ala Sud del Palazzo, hanno salutato e se ne sono andati.
Dunque i ministeri della Lega Nord sono alloggiati nell’ala Sud.





Facendo un po’ di calcoli, o chi ha fatto gli acquisti si è sbagliato o gli operai hanno toppato.
Tre ministeri vuol dire tre scrivanie e tre armadi, e qui ci sono quattro scrivanie e  due armadi.
Vuoi vedere che vista l’importanza del momento , al Ministero dell’Economia sono state riservate due scrivanie, una per il Ministro e una per il suo vice? E data la mole di documenti che smuovono i due armadi sono tutti per loro?.

Beh!,Vorrà dire che al ministro della Semplificazione (Calderoli) e al ministro delle Riforme ( Bossi) che notoriamente tutto fanno tranne che lavorare, una scrivania a testa basta e avanza, anche solo per metterci sopra un bel posacenere per il sigaro su quella  di Bossi o una bella foto di un porcellum su quella di Calderoli.


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