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29 settembre 2012

79.2) Libertà di stampa o di diffamazione?

Libertà di stampa o di diffamazione?


 Ieri è stato arrestato il regista israelo-americano autore del  film contro Maometto che ha offeso miliardi di musulmani praticanti e causato disordini con la morte di molte persone.
 Lui si difende dicendo che i reati di opinione non devono essere puniti e che quindi lui era libero di dire la sua su Maometto. 
Questa è la cosiddetta “libertà di stampa” e una Nazione che non la garantisce è una Nazione barbara, come barbari e antiquati sono coloro che reagiscono con la violenza. 

Per pura combinazione, negli stessi giorni  in Italia è accaduto un episodio che ha fatto gridare alla mancata libertà di stampa anche qui da noi. 
E’ successo che tempo addietro sul quotidiano “ Il Giornale” era apparso, firmato con uno pseudonimo, un articolo diffamatorio e pieno di falsità contro una persona e i suoi famigliari. 
 Invano i destinatari di questa diffamazione avevano  cercato di far rettificare l’articolo chiedendo una smentita e una ritrattazione al giornale.
 Niente da fare: si è dovuti andare per vie legali ed il Tribunale, in seconda istanza, ha condannato il direttore del quotidiano a 14 mesi di carcere per avere omesso il doveroso controllo di veridicità su quanto scritto e pubblicato.
 Anche questo nostro direttore di giornale, come il regista di cui sopra, si difende dicendo che così viene violata la libertà di stampa, etc, etc.  e che quindi il nostro Paese è una Paese barbaro etc, etc.

 Una considerazione viene spontanea: 
entrambi questi due personaggi non hanno ancora capito che la legge deve  tutelare  la libertà di pensiero , di espressione e di stampa, ma non  la libertà di diffamazione o di incitamento all’odio .
 E quindi la condanna ben gli sta a questi due  personaggi che con la  loro opera  o l' omissione di controllo hanno causato danni a persone innocenti.

 Nel caso poi del giornalista Sallusti, direttore del “Giornale”, posso esprimere la mia opinione personale e cioè che la condanna gli sta bene a prescindere, anche solo per l’antipatia che suscita in molte persone con quel suo fare arrogante e luciferino che assume quando appare in Tv;
 ma forse era meglio che invece del carcere gli fosse stata comminata una pena pecuniaria, che so, di un milione di euro, perché certe persone capiscono la lezione solo se vengono toccate nel portafogli ed inoltre con questa cifra si sarebbero  potute adeguatamente rimborsare le persone oggetto della diffamazione per il danno di immagine e di vita che hanno subito.


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15 settembre 2012

76.2) La "spending review" della Rai: finalmente!


La "spending review" della Rai: finalmente!


Finalmente in Rai qualcuno ha capito che non c’è bisogno di mandare sei o più giornalisti e tre squadre di tecnici e registi per trasmettere una partita di calcio, fosse anche della nazionale.

Un telecronista basta e avanza per commentare le azioni degli atleti in campo, mentre quando gli inviati sono due o tre succede che parlottano tra loro di tutto meno che della partita in corso.

Ed anche che non c’è bisogno di tanti registi o cameramen per trasmettere la partita e selezionare poi le immagini riassuntive.

L’hanno capito adesso, perché qualcuno fialmente ha fatto notare alla signora Rai che la “spendine review” riguarda anche il personale e i dirigenti di questa azienda che maneggia i soldi degli italiani e li spende e spande ad uso e consumo di pochi eletti.
Se sacrifici devono essere, che vengano fatti anche in Rai, tanto più che essa usa soldi pubblici non trovati per strada ma frutto di lacrime e sangue degli italiani attraverso tasse e canoni tanto più ingiusti in quanto ingiustificati per un servizio pubblico così scadente.




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13 giugno 2012

63.2) Cassano, an honest man - Cecchi Paone, a bully gay man.


Cassano, an honest man - Cecchi Paone, a bully gay man.


Tempo fa quando il calciatore Antonio Cassano faceva o diceva qualcosa, le sue esternazioni erano chiamate cassanate, nel senso che erano in genere delle stupidaggini o delle cose abbastanza folli.
Ora Cassano è maturato, si è sposato, credo abbia anche un figlio e ha capito che non è più il caso di sprecare tante parole con i giornalisti che comunque sono sempre lì pronti a spararti addosso qualsiasi cosa tu faccia o dica.
E' successo che l’altro giorno un personaggio equivoco, tal Cecchi Paone, ex conduttore televisivo mai del tutto affermatosi e sempre licenziato ogni cosa facesse, sposato dapprima e poi separato perché scopertosi gay, in cerca di rinnovata fama e notorietà, ha rilasciato una intervista radiofonica nella quale affermava che nella attuale formazione della nazionale di calcio italiana vi fossero più di un gay , le cui prestazioni sessuali egli chiaramente appetiva e desiderava.

Interpellato chissà perchè sull’argomento, il nostro buon Antonio Cassano ha candidamente risposto di non saperne niente, e che comunque a lui che ci fossero dei froci e dei gay nella nazionale di calcio non gliene fregava assolutamente niente.
Sono affari loro, disse.

Apriti cielo!
Il nostro campione torna a dire cassanate! - titolavano il giorno dopo i giornali, come se egli avesse detto chissà mai quale astronomica castroneria.
E invece, il Cassano, da uomo candido e onesto non aveva fatto altro che dire la verità: e cioè che se ad uno gli piacciono gli uomini invece che le donne, sono affari suoi e che si arrangi.
Non gli erano forse i giornalisti andati a chiedere se egli sapesse chi erano i gay citati dal Cecchi Paone?
Ebbene, lui ha risposto che addirittura non sapeva che nella nazionale ci fossero dei froci, e che se comunque c’ erano erano affari loro.

Dove sta la cassanata, dove sta lo scandalo? E’ una risposta onesta, che milioni di italiani sottoscrivono, approvano e apprezzano.
Lo scandalo, semmai, sta nell’intervistare e dare importanza alle stupidaggini solenni che racconta il Cecchi Paone, tipico bulletto da strapazzo di periferia, che le spara sempre più grosse quanto più la sua fama è in ribasso ed ha bisogno di essere risollevata.

Cassano, non sei un gay? Vivaddio, sei in buona compagnia di 60 milioni di italiani.
Cerchi Paone, sei un gay? Bene, allora fatti i cazzi tuoi e non rompere e non raccontare cazzate ai 60 milioni di italiani che onestamente cercano di tirare la carretta quotidiana e di vivere una vita magari abbastanza anonima ma basata sulle regole sessuali da secoli tramandate, secondo cui l’uomo trova la sua completezza nella donna, e non nel sesso di un altro uomo.
E la regola vale anche per le donne, checché ne dica il bully gay man Cecchi Paone.



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28 luglio 2011

134.1) La Lega Nord inventa scemenze per nascondere le proprie malefatte

La Lega Nord: inventarsi scemenze per nascondere le proprie malefatte





La Lega per distogliere l’attenzione della popolazione e nascondere le propri malefatte nepotistiche , si è inventata la buffonata del trasferimento dei ministeri a Monza.
Per la Lega è prioritario in questo periodo di lamentele popolari contro i politici, che si difenda con gli artigli e i denti la sistemazione del Trota a consigliere regionale e di una sua amichetta in una carica pubblica pagata dai contribuenti, così come non si deve assolutamente parlare di coloro che, amici e amici degli amici , sono stati da tempo sistemati in tutte le cadreghe e gli strapuntini possibili ed immaginabili, nelle province e nelle società municipalizzate del Nord.
I media non ne devono parlare di queste cose, perchè altrimenti la base leghista si incavola e magari nelle prossime elezioni il voto lo dà a qualche partito romano, che forse tutto sommato è anche meglio.
Per evitare riflettori e fasci di luce sul proprio operato, ecco perciò una bella sceneggiata con tanto di Tv nazionali e presenza di ministri vari per il trasferimento a Monza delle sedi distaccate di quattro ministeri ( due stanzette con alcune scrivanie e alcuni armadi).
E tanto peggio se tale cerimonia di inaugurazione è malvista da tutti e perfino  dal Capo dello Stato, che così le polemiche si susseguiranno per giorni e giorni sui giornali e telegiornali.
In tal modo l’attenzione pubblica non si interesserà al Trota e a simili amenità che fanno della Lega, purtroppo, il partito più romano ( nel senso di Roma ladrona) esistente sul suolo nazionale.

I partiti rubano tutti,   ormai è dimostrato, ma gli altri  almeno hanno il pudore di affrontare il tema e di sottoporsi anche se di malavoglia alle legittime domande dei giornalisti, mentre la Lega, per distogliere l'attenzione dal proprio operato, si inventa buffonate mediatiche affinchè  delle sue malefatte nessuno parli e non siano evidenziate. 



Nella strategia della Lega va bene pure che  quel personaggio grottesco di Borghezio  si dichiari deciso sostenitore delle idee del pazzo terrorista norvegese che ha ucciso in questi giorni un centinaio di suoi connazionale e feriti altrettanti.

Si parli pure di Borghezio, che  nel frattempo, per far durare di più  la polemica,  ha tirato in ballo anche la defunta Oriana Fallaci  così il dibattito si sposterà pure sulla cultura di sinistra  e durerà giorni e giorni di animate discussioni, così  nel frattempo nessuno metterà il dito sulla piaga delle raccomandazioni e del nepostismo  in essere   nella Lega Nord. 
Il  tempo passa e la gente dimentica: è il motto della Lega. 
Distraiamo la gente con  buffonate, ed essa non penserà più alle proprie miserie e a  quelle dei suoi  rappresentanti  politici, sia locali che  nazionali.



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31 dicembre 2010

238.0) Per par condicio, anche le due scampanellate notturne a Vendola non fanno un attentato.

Per par condicio, anche le due scampanellate notturne a Vendola non fanno un attentato.


Sull’onda della psicosi dell’attentato subìto, adesso anche Vendola dichiara di essere stato oggetto di manifestazioni notturne di ostilità da parte di un gruppo di avversari politici.
Qualcuno ha suonato nottetempo al citofono della sua abitazione, per cretineria, per balordaggine, per scemenza adolescenziale, e immediatamente si parla di un attentato all’integrità fisica del suddetto esponente politico.
Ma smettiamola!.
Per ricavarne benefici elettorali, di questo passo ogni giorno qualsiasi scalcinato e anonimo uomo politico, per acquistare fama e prime pagine dei giornali e dei Tg, dichiarerà di aver subìto ricatti o attentati.
Ha cominciato il giornalista Belpietro col falso attentato partorito dalla mente bacata del suo caposcorta, ed è poi continuato, sempre con Belpietro di mezzo, con la segnalazione di un futuro attentato a Fini.
Poi ci sono stati i cosiddetti ordigni dinamitardi alla sede della Lega, ed ora le scampanellate notturne al citofono di casa Vendola.


C’è di che preoccuparsi? Macchè!
Se nel mondo gli attentati fossero di questo tipo, potremo vivere sicuri e in pace per altri mille anni.
Garantito.


Non sono due balordi che mettono fuochi d’artificio o suonano campanelli , quelli di cui aver paura.
I veri attentatori alla pace politica e sociale del Paese sono piuttosto coloro che con i loro comportamenti dittatoriali fanno mettere al bando diritti fondamentali acquisiti da decenni quali lo Statuto dei Lavoratori, e introducono sul posto di lavoro tempistiche che neppure Stakanov avrebbe sopportato.
E tanto per non far nomi si chiamano Marchionne e industriali simili e dirigono con piglio feroce la Fiat ed altre aziende dopo aver per anni succhiato alla mammella del contributo statale.

Gli atti di arroganza messi in opera da questi personaggi si che possono essere definiti attentati. Infatti questo loro modo di agire rovinerà il rapporto di buon vicinato che si era instaurato tra industria e sindacati, introducendo spaccature e devastazioni nella società operaia.
Sono queste esplosioni di superbia economica quelle che sconvolgeranno per decenni il futuro del nostro Paese.
Gli scampanellatori notturni e i fuochisti di Capodanno anticipato alla sede della Lega sono cose da ridere.
Di Marchionne e dei suoi emulatori col maglioncino che ci fanno tornare indietro di 50 anni nei diritti, invece è bene avere paura.



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24 settembre 2010

175.0) Le dimissioni di Feltri. Bene.

Il direttore del Giornale Vittorio Feltri si è dimesso.



Bene.
Al suo posto, Alessandro Sallusti.
Male.E' un giornalista che odora di zolfo.

Lecca che ti rilecca, alla fine anche il potente più leccato del mondo ha capito che è meglio far fare ai suoi osannatori una pausa leccatoria nei suoi confronti.
Anche solo per tornare a guadagnare qualche voto o qualche deputato finiano in più.

E adesso, con l'emarginazione del loro servile Direttore, speriamo che i giornalisti del Giornale, tornino a lavorare con orgoglio, con la schiena diritta.
Basta con gli inchini a 90 gradi.



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8.0)
Ribellarsi alle ingiustizie.


23 settembre 2010

174.0) Ci sono frasi che.. sono frasi stupide.

Ci sono frasi che.. sono frasi stupide.




In occasione della morte di Sandra Mondaini, per la quale  ho un attimo pregato perché Dio se la tenga stretta accanto a sé,  alcuni giornalisti  hanno usato delle frasi che mi hanno lasciato perplesso per la loro stupidità.


1) Sandra aveva solo  79 anni.


Ma santo Iddio,  allora, che cosa si dovrebbe dire di quelli che muoiono a 20, 30, 40anni o anche prima ?
Forse che avevano vissuto già abbastanza a lungo?
Calcolando che  nella nostra società occidentale, grazie allo stile di vita e alle conquiste della scienza medica la vita media è di circa 80 anni,  si può tranquillamente dire a questi giornalisti sprovveduti che Sandra , a 79 anni, e malata da tempo,  era ormai quasi giunta nella stazione d’arrivo.
E allora perché quell’ aggettivo “Solo”?



2) Sandra non è sopravvissuta  che cinque mesi al dolore per la morte del marito  Raimondo

La traduzione di questa frase significa :  vedete quanto lo amava? Senza di lui  la vita per lei era diventata insopportabile e non è più riuscita  a vivere .
Secondo voi, giormalisti sprovveduti, la morte di Sandra non è da imputarsi, come invece è stato, alla malattia che da tempo l’aveva colpita, bensì al troppo amore che aveva per Raimondo.
Da un vero amore così forte tutte le coppie  dovrebbero essere legate.

E invece…... che tristezza il dover assistere  nella vita di tutti i giorni  al fatto che molte vedove  e molti vedovi  ancora insistono  nel continuare a  vivere, nonostante la dipartita dei loro congiunti.
E questo per voi, giornalisti sprovveduti, sta  a significare che  non era poi così vero amore quel legame che  teneva unite in vita quelle coppie.
Tra Sandra  e Raimondo invece….. quello era il legame del vero amore, perché  se muore un membro della coppia, anche l’altro ,malattia o non malattia,  a dimostrazione che veramente ama, deve lasciarsi morire.

Che cattivo esempio per le giovani  generazioni  il vedere quei vedovi e quelle vedove che continuano invece imperterriti a  condurre la loro grama esistenza solitaria magari ringraziando Iddio per ogni giorno di salute che viene loro concesso!

Giornalisti sprovveduti, ma lo rileggete l’articolo  dopo averlo scritto?
Forse alcune stupidaggini  vi sarebbero saltate  agli occhi.
E certamente i primi a ridere per le stupidaggini che  avete scritto , saranno, su in Paradiso, proprio Sandra Mondaini  e Raimondo Vianello



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    25 gennaio 2010

    20.0) Ah! La moda di far diventare eroi dei criminali!





    Ah! La moda di far diventare eroi dei criminali!

    Uno spaccia droga, si arricchisce come un porco, e rovina la mente e la vita di migliaia di giovani cretini.
    Lo prendono e lo sbattono in galera.
    Bene.
    Arriva un giornalista, si fa rilasciare un’intervista e lo convince a scrivere le sue memorie.
    Quello che fino a ieri non sapeva a malapena che leggere e scrivere, viene così trasformato in un personaggio di successo le cui interviste e apparizioni televisive nei salotti gossipari vengono contese a suon di migliaia di euro da giornali e televisioni.


    Uno è un fotografo e spia la vita intima di qualche personaggio famoso.
    Lo ricatta: distruggerà le foto solo in cambio di grosse somme di denaro.
    Molti pagano. Qualcuno si oppone, ed egli finisce in galera.
    Dopo 15 giorni lo lasciano andare.
    Ormai è un personaggio, e rilascia interviste e scrive libri di memoria che vanno a ruba.
    Ogni momento è in tv a parlare delle sue porcate e di quello che avrebbe ancora potuto fare se lo avessero lasciato continuare.
    E lo pagano, lo pagano, perché appaia in tutti i programmo e in tutti i telegiornali per dire sempre e in continuazione le stesse idiozie.
    Ormai è un eroe. Gli adolescenti gli chiedono autografi, e tengono la sua foto nello zainetto.

    Un altro spara al Papa e lo ferisce lievemente. Viene preso, processato e condannato a scontare l’ergastolo nella sua nazione di origine.
    Dopo 29 anni lo rimettono in libertà .
    Ormai è un farneticante. Dice di essere Gesù Cristo.
    Dice che vuole andare a convivere in Vaticano con il successore del Papa che ha ferito .
    Dice che rivelerà il terzo, il quarto e il quinto segreto di Fatima.
    Promette che scriverà un libro delle sue memorie. Che parlerà degli ante, dei fatti e dei misfatti da lui compiuti, in questa vita e nelle sue vite precedenti.
    Lo intervistano in mille. Fanno la coda davanti al suo albergo per intervistarlo.
    Lo invitano in tutte le televisioni del mondo.
    Lo coprono d’oro.
    Lo fanno diventare un eroe.
    Eppure non è altro che un povero demente bisognoso di cure psichiatriche , da far vivere tranquillo in qualche oasi di verde vicino al lago, che calma la mente.

    Ah! La moda di far diventare eroi dei criminali!
    La moda di non parlare mai degli atti di eroismo quotidiano delle persone normali.
    Solo il marciume, viene evidenziato ed eroizzato da questa povera società di merda in cui viviamo.

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    17 gennaio 2010

    14.0) Può crollare il mondo, ma la notizia principale riguarda le malefatte di Di Pietro.

    Può  crollare il mondo, ma la notizia principale
    riguarda le malefatte di Di Pietro.


    Anche oggi, 17 gennaio, i due fogli del regime, “Il
    Giornale
    “ e “ Libero
    nei titoli principali della prima pagina, descrivono il diavolo, sotto
    le sembianze di Di Pietro, che non si sa bene che
    cosa ci facesse alle isole Seychelles, venti anni fa, quando era sulle
    tracce di un pregiudicato.

    Era lì per fare la spia?
    E la spia di chi?
    Di certo lavorava per qualche servizio segreto segretamente ostile fin da
    allora al Grande Capo sul cui libro paga compaiono i nomi dei direttori dei due quotidiani.

    Ma sant’Iddio, sono cose forse accadute venti anni fa.
    In questi giorni tutti i giornali del mondo parlano del terremoto di Haiti.

    Possibile che voi dobbiate sempre fare qualcosa di diverso per potervi distinguere?
    E' mai possibile che voi due due siate convinti, che in questo momento la notizia principale, quella che l'opinione pubblica si aspetta, siano le presunte spiate di Di Pietro sul vostro esimio benefattore, già vent'anni fa?

    Non è che state esaltando in modo inverosimile le capacità di Di Pietro, se costui aveva già intuito da allora di quale inciuci si sarebbe macchiato il vostro pagatore?
    Ed è possibile che i giornalisti di questi due quotidiani non si vergognino di lavorare con due direttori simili?

    Un sussulto di dignità personale, è auspicabile in loro.
    Mentre, per voi due direttori, ormai non c’è più niente da fare.

    Più in basso di così non si va.

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    20 dicembre 2009

    451) Qualcuno ci sta scambiando per dei Nababbi Natale.

    Qualcuno ci sta scambiando per dei Nababbi Natale.







    1° episodio
    Ho l’impressione che i giornalisti del quotidiano principale della mia città non leggano neppure gli articoli che scrivono. o che quantomeno non li legga il gruppo di persone addetto alla impaginatura del giornale.
    In prima pagina oggi un articolo afferma che il 21 per cento delle famiglie dei miei concittadini ha tagliato o ridotto la spesa per i consumi alimentari.
    Per una famiglia su cinque  oggi la vita costa troppo  e quindi si compra sempre di meno e si riduce persino la spesa per i bisogni alimentari.
    E’ un dato di fatto, non so se sia vero o meno, ma il giornale, in prima pagina, afferma questo.
    In effetti la crisi economica c’è e tutti noi lo stiamo verificando sulla nostra pelle.
    Tutti tutti proprio no, perché state a sentire cosa dice in altra pagina il giornale di cui stiamo trattando.
    "P come panettone, il dolce simbolo del Natale.
    Meglio affidarsi alle pasticcerie di consolidata fama per le paste lievitate: il costo elevato (tra i 25 e i 35 euro al chilo) è ampiamente giustificato dalla qualità degli ingredienti di base. Meglio mangiarne poco, ma buono".

    Ma come? Un panettone a 25 – 35 euro al Kg?.E lo consigliate anche ?
    Ma se in prima pagina proprio oggi avete scritto che non ci sono più i soldi per gli acquisti alimentari ? Ma se avete appena detto che le famiglie sono ormai costrette a tirare la cinghia?.
    Ci avete forse preso per dei Nababbi Natale, visto che ci consigliate di acquistare dei panettoni a 25-30 euro al Kg??
    Ma lo leggete il giornale che state stampando?

    2° episodio

    Ho trovato oggi nella mia cassetta per le lettere la fattura della Telecom. E già il riceverla qualche giorno prima di Natale mi ha dato fastidio.
    Anche se aspettavano quindici giorni a inviarmela la Telecom non sarebbe di certo andata in rovina, o perlomeno non per causa mia.




    Ma il colmo dell’incazzatura l’ho avuto quando ho aperto la lettera.
    State a sentire.
    Costo per consumi: telefonate, servizi 4,82
    Costo per abbonamenti: linea, servizi, offerte 36,10
    Altri addebiti / accrediti 0,79
    IVA in addebito 8,85
    IVA in accredito 0,56
    Totale da pagare 50,00

    A fronte di telefonate da me effettuate per euro 4,82 devo pagare 50 euro.
    E poi quante volte che ricorre la parola servizi: caspita, vogliono proprio farmi sapere che mi fanno proprio un bel servizio!
    E cosa saranno mai gli altri addebiti per 0,79?
    E l’IVA in accredito?
    Mah! Per me hanno solo voluto fare cifra tonda.
    Pagherò, come al solito, ma è un’ingiustizia però, avrebbe detto il buon Calimero.
    Per un consumo di 4,82 devo pagare 50.
    Che forse la Telecom mi abbia preso per Nababbo Natale?


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    30 luglio 2009

    321) Guerra tra L’Eco di Bergamo e l’Atalanta. Clamoroso autogol del giornale.




    Guerra tra L’Eco di Bergamo e l’Atalanta. Clamoroso autogol del giornale.



    Il nostro caro amico Frate Antonio da Bergamo ci ha tenuti in questi giorni informati sulla diatriba che è improvvisamente scoppiata tra il quotidiano locale “L’Eco di Bergamo” e la società calcistica Atalanta Bergamasca Calcio.

    Dovete sapere che per moltissimi bergamaschi l’Atalanta è un’istituzione irrinunciabile, e che la vita senza il tifo per l’Atalanta sarebbe una vita priva di ogni senso.
    A Bergamo non si dice: ”Vado allo stadio a vedere la partita tra l’Atalanta e qualsiasi altra squadra di calcio”. Si dice semplicemente: "Vado all’Atalanta”.
    Con questo antefatto, qualche giorno fa il suddetto giornale se ne è venuto fuori con un articolo del Direttore, nel quale si informavano i lettori che d’ora innanzi sarebbero stati dedicati meno articoli e interviste all’argomento calcistico, in quanto la società Atalanta si era resa colpevole di lesa maestà nei confronti di qualche giornalista di quella testata forse un pò troppo invadente.

    Beninteso, si premuniva di assicurare il Direttore, i servizi sulla cronaca e i risultati delle partite dell’Atalanta sarebbero stati comunque sottoposti al vaglio dei lettori del quotidiano, ma d’ora innanzi, essendo stati offesi i suoi giornalisti, il quotidiano avrebbe dedicato sempre meno spazio ed enfasi alle avventure o disavventure calcistiche di quella società.

    Il giornale pensava così di ridimensionare la società calcistica in questione. dandole un bel calcione negli stinchi perché si rimettesse in riga e chiedesse scusa per le offese impartite ai suoi giornalisti, ma l’Atalanta, per la verità , di fronte a queste dichiarazioni di guerra, non ha mosso ciglio, non ha rilasciato nessun comunicato.



    A questo punto il giornale nei due giorni successivi ha pubblicato lettere di plauso alla sua linea di dura intransigenza e già pregustava che i dirigenti atalantini si sarebbero recati a Canossa in ginocchio per chiedere scusa delle loro malefatte.
    Invece, con sorpresa e grande scorno del direttore del giornale, nei giorni seguenti la redazione del quotidiano e il suo sito internet sono stati subissati da lettere indignate da parte di numerosi lettori che dichiaravano espressamente la loro rinuncia all’acquisto del giornale se esso non si fosse più interessato alle vicende dell’Atalanta con lo stesso spazio e la stessa enfasi di sempre.
    E non si usavano giri di parole, come è nella natura dei bergamaschi.
    La minaccia alla rinuncia all’acquisto del giornale, veniva anzi motivata con frasi esplicite del tipo: ”Caro Direttore, …del suo giornale mi interessa solo ed esclusivamente l’Atalanta. Letto quello, finito l’interesse.E se non sono stato sufficientemente chiaro, questa mia lettera vale anche quale disdetta dell’abbonamento al suo quotidiano”.
    "Il suo giornale lo leggo solo perché pubblica qualche notizia giornaliera dell’Atalanta; smettete di dare queste notizie e non lo comprerò più".
    "Del suo giornale mi interessa solo l’edizione del lunedì perché racconta la partita dell’Atalanta; anzi, se so che l’Atalanta ha perso, il suo giornale non lo compero neppure.

    Certo che per il Direttore di quel quotidiano e per il suo staff di giornalisti queste lettere devono essere state di grande consolazione. La loro fatica e il loro impegno per confezionare un quotidiano con una sua certa linea politica, con certi suoi ideali, tutto viene messo in discussione e rifiutato da una buona fetta di lettori, ai quali non gliene frega niente di ideali e di linea politica.



    Vogliono semplicemente che il giornale parli di Atalanta e basta. Anzi meglio ancora se cambia nome e diventa “L’Eco dell’Atalanta.”.





    Un bell’autogol per quelli dell’Eco di Bergamo, non c’è che dire. Sono andati a stuzzicare la società calcistica Atalanta, e questa, senza neppure dire ne ao ne bao, attraverso i suoi tifosi gli ha fatto gol.
    Quei giornalisti e quel Direttore non avevano capito molto, finora, dei loro lettori bergamaschi.
    Eppure si fregiano della parola "Bergamo" nel titolo del loro quotidiano.

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    21 giugno 2009

    280) Ci sono giornalisti senza spina dorsale e, guarda un pò, lavorano a “ Il giornale”.

    Ci sono giornalisti senza spina dorsale e, guarda un pò, lavorano a “ Il giornale”.

    Ci sono stati dei festini tra uomini politici e prostitute di lusso.

    E’ corso un bel fiume di denaro.
    Quelli si sono sollazzati e divertiti, queste hanno guadagnato un sacco di soldi.
    Per queste è il loro modo abituale di vivere, è il loro mestiere.
    Per i primi invece, avendo forse abusato della loro posizione sociale e del potere acquisito, sono partite delle denuncie penali.

    Un giudice, ricevute le denuncie, indaga per capire se sono stati commessi dei reati.
    I giornali tutti riportano la notizia delle indagini.
    Alcuni di essi si augurano che tutto finisca in un niente di fatto, mentre altri vedono in tutto ciò una possibilità di ribaltone politico a favore della parte avversa al governo.

    Nessuno se l’era presa col giudice che sta indagando.
    Nessuno tranne i giornalisti de “ Il giornale”.

    Costoro stanno indagando sul pubblico ministero che sta svolgendo le indagini sulla vicenda.
    Stanno mettendo a nudo tutte le frasi che dall’adolescenza ad oggi egli ha pronunciato ; stanno interrogando le suore dell’asilo che ha frequentato per capire se già da piccolo costui manifestava propositi reazionari contro le istituzioni ; stanno esaminando tutte le sue pagelle scolastiche per evidenziare ( mamma mia che scoop!!) che nel 1985 ha ricevuto un bel cinque in educazione fisica, il che lo rende di fatto inadeguato a proseguire nelle indagini.
    Hanno rintracciato e intervistato numerose signore che costui aveva frequentato o conosciuto negli anni della pubertà, per farsi illustrare da queste gli orientamenti sessuali o le sue eventuali devianze.
    Servizi su servizi per rintracciare qualche multa per divieto di sosta, qualche punto perso sulla patente, qualche conto d'albergo non saldato etc. etc.

    Perché questo giudice, secondo i giornalisti de “ Il giornale”, tutto può fare, su tutto e tutti può e deve indagare, ma non può permettersi di svolgere indagini sul fratello del proprietario del giornale, perché Il fratello del proprietario del giornale, a sua volta, tutto può fare, tutto può concedersi il lusso di fare, proprio perché è il fratello del proprietario del giornale e quindi è al di sopra della legge, al di sopra di ogni sospetto, al di sopra di ogni indagine, al di sopra di ogni giudice.


    Possibile che I giornalisti de “Il giornale”, non si rendano conto di quanto sono diventati risibili?.
    Il comitato di redazione del “il Giornale”, possibile che non si rifiuti di prendere ordini di servizio così grossolanamente stupidi da quell’emerito lecchino che è diventato o è sempre stato il loro direttore Mario Giordano?

    Comportandosi come stanno facendo essi dimostrano di essere dei giornalisti senza spina dorsale.
    Ma forse è proprio per questo che sono stati assunti a “Il giornale” e non presso altre testate giornalistiche.


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    29 maggio 2009

    254) Feltri e Giordano,giornalisti lecchini sempre più in basso





    Feltri e Giordano giornalisti lecchini sempre più in basso


    Franceschini ha indubbiamente detto una frase infelice quando ha detto, riferendosi a Berlusconi,accusato in questi giorni di equivoche frequentazioni di minorenni e impelagato in mezze reticenze e e in mezze verità: ” Fareste educare i vostri figli da un uomo così?”.
    Frase che voleva riecheggiare quella famosa di un candidato alle elezioni americane che diceva dell’avversario politico. “ Voi acquistereste una macchina usata da un uomo così?”

    Quando si scimmiottano gli americani, le cose in Italia non riescono bene.
    Franceschini quella frase se la poteva risparmiare, o poteva farsela formulare meglio dai suoi suggeritori di partito.

    la frase infelice di Franceschini


    I figli di Berlusconi hanno reagito in modo composto ed elegante, e Franceschini ha chiesto loro scusa per averli coinvolti nella diatriba politica.
    Forse farebbe meglio a scusarsi ancora, e per dieci giorni di fila, tanto è stata grande la sua gaffe.

    Alla indubbia eleganza e signorilità della reazione dei figli di Berlusconi, fanno da contrappeso i titoli delle prime pagine di oggi dei giornali filo-lecca-berlusconiani.
    Libero di Vittorio Feltri, accanto alla foto di Franceschini, titola in questo modo ” Fareste educare il vostro cane da un uomo così?"
    E lo stesso fa Il Giornale di Mario Giordano "Affidereste un partito ad un uomo così?".

    E’ proprio vero. E’ sempre stato così. Non c’è niente da fare: più si è piccoli e più ci si offende.
    Alle offese vere o presunte al monarca, fa sempre mostra di indignarsi di più il giullare rispetto alla composta indignazione dell’offeso.
    Perché il giullare, il buffone di corte, il leccapiedi, con questo suo scomposto modo di indignarsi, vuole dimostrare al re quanto gli sia affezionato, e quanto ogni offesa a lui lo colpisca e quindi lo faccia soffrire.
    Ma un re, un monarca intelligente non deve lasciarsi impressionare da queste scomposte manfrine giullaresche, ma le deve valutare per quello che sono, e con una pedata nel sedere deve ricacciare nel suo angolo il buffone di corte, e dedicarsi senza ulteriore perdita di tempo alle cose urgenti del suo governo.

    Caro Berlusconi, ti rinnoviamo l’invito a liberarti di questi giornalisti che fanno finta di indignarsi personalmente quando qualcuno ti attacca, ma che in realtà sono pronti a rivoltarsi contro di te con pugnalate nella schiena non appena un tuo giudizio o una tua frase nei loro confronti. verrà da essi mal interpretato.
    Mandali in pensione, mandali a lavorare in un sottoscala o scantinato fantozziano, tanto più in basso di così giornalisticamente non possono scendere.
    Ed a questi due, ti preghiamo, aggiungici pure anche l’ Emilio Fede, perché questi tre messi insieme, con il loro lecchismo ti fanno più danno che dieci giornalisti dell’opposizione.




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    30 aprile 2009

    232) Che vergogna le prime pagine dei giornali di oggi 30/04/09!

    Che vergogna le prime pagine dei giornali di oggi 30/04/09!

    E’ sempre stato così.
    Un ladro dice che gli altri sono dei ladri.
    Un evasore afferma che sono gli altri a non pagare le tasse.
    Uno piccolo dice che i grandi sono fuori posto.
    Uno grosso dice che i piccoli sono dei nani.
    Lo zoppo dice che sono gli altri a zoppicare.

    Ed ora succede che chi porta il pannolone da incontinente se ne venga fuori col dire che gli altri puzzano.
    vedi il post






    E i giornalisti italiani?
    Che pena, mamma mia, le prime pagine dei giornali italiani di oggi!
    Una battutaccia sul lezzo maleodorante degli avversari politici e un qualcosa che non è neppure una lite familiare, ed ecco che le notizie principali, quelle da prima pagina, sono belle che servite su un piatto d’argento:

    1) i coniugi Berlusconi hanno pareri diversi sul ruolo delle donne in politica.
    (mamma mia che notizia!)





    2) chi non è del Pdl puzza.
    (eppure si sa che il lezzo di una anima marcia è più maleodorante di chi non si fa spesso la doccia!)




    Ma che notizie sono?

    Se fossi un terremotato d’Abruzzo mi offenderei. E di tanto, anche.

    I nostri lutti, i nostri bisogni, le nostre necessità quello che stiamo passando, le nostre paure, i nostri problemi, tutto questo è scomparso dalle prime pagine dei giornali, soppiantato dal battibecco familiare e dal giudizio olfattivo berlusconiano.

    Che giornalisti lecchini che ci sono in giro!
    Basta che Berlusconi faccia un peto, o dica che gli avversari politici puzzano,e basta che sua moglie invece di parlarne con lui la sera, di fronte al fuoco del caminetto, confidi i suoi segreti pensieri a un giornalista ed ecco che le nostre aziende della carta stampata ti sbattono in prima pagina, a caratteri cubitali, queste emerite cretinerie.
    Cari giornalisti, , tornate a fare il vostro lavoro, parlate dei veri problemi dell’Italia e degli italiani, e smettetela di fare i passaparola e gli amplificatori delle sciocchezze che il capo del momento e il suo clan familiare dicono in continuazione.



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    7 novembre 2008

    74) Viva i ministri di una volta. Leggevano, invece di dire idiozie.



    Viva i ministri di una volta!! Leggevano, invece di improvvisare idiozie.
    L’Italia è stata governata per quarant’anni da governi di matrice democristiana.
    Di molti dei ministri che si sono succeduti si è persa la memoria, ma di nessuno di essi si è mai potuto dire che avesse raccontato cretinate come invece stanno facendo a raffica alcuni rappresentanti dell’attuale governo.
    Basti pensare alle dichiarazioni Gasparri e di Berlusconi a proposito dell’elezione di Obama.
    Uno dice che saranno contenti i terroristi di Bin Laden, l’altro, per non far vedere che pensa razzista, si vergogna di pronunciare la parola “nero” e dice che Obama è semplicemente “abbronzato”.
    Il suo lecchino Emilio Fede, lui sì che è abbronzato in sempiterno; Obama è semplicemente di pelle “nera”; che coraggio ci vorrà ad ammetterlo?
    I buoni ministri del tempo di cui sopra, forse non sapevano spiaccicare di inglese che “ok” o “good morning”, ma invece di improvvisare e poi ritrattare dichiarazioni insensate, si toglievano di tasca un foglietto sul quale era scritto quello che dovevano dire.

    Si narra che Moro, alle conferenze stampa, per rispondere alle domande dei giornalisti, estraesse da una sua cartellina dei foglietti sui quali era già stata prevista sia la domanda del giornalista che la risposta da dare.
    Questi attuali governanti pasticcioni, dovrebbero anch’essi imparare a gestire meglio le loro dichiarazioni, ma soprattutto, come diceva mia madre, prima di aprire bocca dovrebbero contare fino a dieci.



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