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19 settembre 2011

161.1) Belle frasi religiose.

Belle frasi religiose.

Non possono far male, i morti,
e perciò dopo molto tempo
si pensa di essi solo il bene.

Ho imparato a sopportare anche i rimorsi.

La mia fede mi fa certo di quel che credo, e credere in quel ch’è certo.

Il vero uomo religioso abita fuori del mondo, anche se il mondo abita in lui.

Di Dio gli uomini sono troppo compresi della Sua infinita lontananza, dimenticandosi sovente della Sua infinita vicinanza.

Noi uomini sulla terra, impariamo a volerci bene: in fin dei conti siamo tutti foglie del medesimo tronco.

Non bisogna mai leggere con occhi ciechi, ma aprire gli occhi alla verità.

Cercate le cose grandi e le piccole le avrete in dono, cercate le celesti e le terrene vi verranno in più.

Non facciamo come i vecchi, i quali diventano intolleranti d’ogni cosa che diverga dal loro modo di sentire.

Limiti e divieti di Dio:
Se per definizione Dio è Colui che è, Egli non può non essere.
E parimenti non può nascere, non può perire, non può mutare.
Dio inoltre non può sbagliare, non piò mentire, non può peccare, perché Egli non può, come dice San Paolo, negare sé stesso.
E non può non amare, dal momento che è amore
E non può volere l’ingiustizia, dal momento che è giustizia.
Dio, se è sapienza, non può non sapere.
Dio se è prescienza, non può non prevedere.
E inoltre (ascolta ancora quante altre cose Dio non può fare!) ,
se è volontà suprema, non può non volere
e se è onnipotenza, non può non potere.
Insomma,gli attributi di Dio possono diventare,
per chi abbia l’animo cattivo, 
tutt’a un tratto , altrettanti limiti e divieti.

Gli uomini , per come sono fatti dentro, hanno bisogno che Qualcuno dica loro la verità della verità. 
Ma per far ciò dovrebbero leggere i Vangeli in modo diverso.
Per iniziare una nuova vita religiosa, devono riprendere a leggerli con occhi rinfrescati, quasi che veramente li scoprissero per la prima volta.


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    9 settembre 2010

    165.0) L’inizio e l’origine

    L’inizio e l’origine

    Fu il Big Bang,  il grande scoppio tra masse di gas, che diede inizio all’espansione dell’universo come oggi lo conosciamo.
    Quindi non fu Dio a dar inizio all’universo.
    Ad un certo istante una reazione sconosciuta sopravvenne e causò un’esplosione tra miriadi di gas esistenti formati da particelle elementari.
    Da quel momento, dal fatale Big Bang esplosivo l'universo ebbe inizio e continuò ad espandersi.

    Quindi è stato un fattore meccanico, una legge fisica, a dar inizio al nostro mondo.
    Si giusto,hanno ragione gli scienziati, bisogna proprio usare la parola “inizio.”
    Ed inizio è diverso da “origine”

    Ma, chiediamoci a questo punto, Chi ha creato i gas, che poi si sono scontrati tra di loro?

    Il mondo ha avuto certamente inizio dal Big Bang, ma la sua origine risale a molto prima, cioè alla creazione dei gas.
    E chi dunque li ha creati, questi gas, se non quel Qualcuno che noi per comodità chiamiamo Dio, e che esisteva da prima dei gas?.

    Perché bisogna distinguere tra origine e inizio.
    Altrimenti non ci capiamo.
    All’"origine" c’è Dio, il quale poi ad un certo momento lasciò che le leggi fisiche da Lui dettate dessero "inizio" alla Sua creazione .
    E l'universo, e tutto ciò che contiene , iniziò con il famoso Big Bang.
    .....


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    283.0
    Care FS, ero in treno il giorno dell’incidente di Prato.

    284.0
    Una piscina a forma di mare o, se volete, un mare a forma di piscina.

    32.0
    E’ già il secondo deragliamento di un treno merci
    in pochi giorni.

    1 agosto 2010

    128.0) Temporali fuori e dentro di noi.

    Temporali fuori e dentro di noi.




    Stamattina, mentre guidavo l’automobile,  un temporale di una violenza inaudita mi ha colpito.
    Tuoni, lampi, fulmini e chicchi di grandine grossi come palline da ping pong.
    Buio sulla terra com fosse notte, tanto che i lampioni delle strade  si sono improvvisamente accesi, salvo poi spegnersi del tutto, dopo qualche momento, quando l’Enel, per paura dei fulmini sulle centraline,  ha staccato la spina.
    Semafori fuori uso e senza alcun  lampeggio.
    Il tutto è durato una buona mezz’ora e per fortuna sono riuscito a fermarmi  al riparo sotto un cavalcavia  della superstrada con altri malcapitati  automobilisti.
    Parlando tra di noi, quello che ci stupiva non era tanto il fatto che ci fossero dei temporali, che anzi in questa stagione, con il caldo che faceva erano i benvenuti, ma come mai  essi fossero  così’ potenti e distruttivi rispetto al passato.

    Il mio compagno di viaggio, l’amico fraterno Frate Antonio da Bergamo, si è  improvvisato allora "cicerone"  ed ha sfoderato agli astanti ,  riuniti in un gruppetto sotto il cavalcavia,  nel perdurare del temporale,  tutto il suo sapere sull’argomento “clima  temporalesco”.
    E' purtroppo vero ci informò, che oggi , a causa  del  surriscaldamento dell’atmosfera cittadina i temporali sulle città sono diventati più violenti, che nei decenni scorsi.
    La causa di questi temporali  quasi apocalittici  è dovuta al fatto che  l’aria umida e molto fresca di provenienza atlantica si scontra  con l’aria calda sospinta sulla Penisola da un robusto anticiclone africano,  formando così una miscela “esplosiva”.
    Lo scontro tra due masse d’aria così diverse, produce un numero incredibilmente alto di temporali particolarmente violenti e dagli effetti disastrosi, con grandinate eccezionali, trombe d’aria, fulmini e a volte catastrofiche alluvioni.




    Ma la vera causa di questo  incattivirsi dei temporali estivi è dovuta al fatto  che l’anticiclone delle Azzorre, che porta con sé aria fresca atlantica e  garantisce alla nostra penisola clima  stabile estivo,  da qualche tempo è latitante, e  lascia che  il vero padrone del Mediterraneo sia l’ anticiclone africano, portatore di aria  calda subsahariana.
    Se poi alla latitanza dell’anticiclone delle Azzorre si sommano anche il deterioramento dell’effetto serra, (a causa del buco dell’ozono)  e il surriscaldamento del Globo,  l’instabilità del clima estivo è assicurata  e gli scontri violenti tra masse di aria calda e fredda  si fanno sempre più numerosi e violenti.
    L’effetto serra è la capacità dell’atmosfera di trattenere più o meno calore al suo interno e quindi esso, regola le escursioni di temperatura fra il giorno e la notte e fra le zone in ombra e quelle illuminate.
    Infatti la superficie terrestre viene riscaldata sfruttando l'energia proveniente dal Sole in due modi: per 1/3 grazie all'assorbimento diretto dell'energia proveniente dal Sole e per 2/3 a causa della chiusura dell'atmosfera che  trattiene, grazie all'effetto serra, l'energia "solare" rimandata in alto  dalla superficie terrestre sotto forma di radiazione infrarossa (l'atmosfera infatti non è scaldata direttamente dai raggi solari ma dalla superficie terrestre  che assorbe   e respinge  in alto i raggi solari).
    Se non ci fosse l’effetto serra,la temperatura  media sulla superficie della Terra sarebbe di circa -18 C ( meno 18 gradi) mentre, grazie ad esso, il valore reale effettivo è di circa +14 C,( più 14 gradi)  ovvero molto al di sopra del punto di congelamento dell'acqua,  consentendo così la vita come la conosciamo.
    Nel sistema solare, oltre che sulla Terra, l'effetto serra regola le condizioni termiche su Marte, Venere e Titano ed è per questo che  qualcuno ogni tanto pensa che su tali pianeti forse ci sia possibilità di vita.




    Se l’effetto serra viene alterato, ad esempio con la creazione di buchi nell’ozono, i raggi  solari  penetrano più facilmente nell’atmosfera, producendo guai gravissimi di surriscaldamento.
    Infatti i buchi nell’ozono riducono  lo strato di ozono  che funge da filtro  contro  le radiazioni ultraviolette dei raggi solari che sono dannose oltre che per la salute dell’uomo,  per la fotosintesi delle piante (con conseguente rischio di diminuzione dei raccolti) e portano alla distruzione  di frazioni importanti del plancton che è alla base della catena alimentare marina.




    Purtroppo  l’uomo,  credendosi  il padrone della terra, contribuisce con i suoi comportamenti scriteriati a creare buchi nell’ozono inquinando l’ atmosfera  con la continua e crescente combustione di fonti fossili a scopo energetico, con  la deforestazione tropicale, e con la produzione   dei  gas CFC emessi quotidianamente dalle ciminiere  delle industrie: che determinano  un aumento in atmosfera dell'anidride carbonica (CO2), del metano (CH4), del protossido di azoto o ossido di azoto (N2O) e dell'ozono (O3) innalzando così di qualche grado  l'effetto serra naturale .


    Ricordandosi  della veste che portava, frate Antonio da Bergamo  ha poi approfittato dell’occasione per fare un parallelo  tra l’aumentata violenza dei fenomeni temporaleschi  della natura e  l’aumento della  violenza  dentro il cuore umano.
    Infatti delitti, ruberie, corruzione,  malversazioni  e comportamenti scorretti   anche  da parte di persone che  fino  ad ieri  venivano ritenute modello di virtù,  sono ormai all’ordine del giorno e ci fanno capire come anche nell’animo umano siano venuti a crearsi dei buchi  nello strato di  rispettabilità che  circonda la nostra coscienza.


    E tutto questo a causa dello smodato  desiderio di apparire, di possedere, di primeggiare , di  farsi notare, di distinguersi dalla massa  e dal gregge, avendo ormai abbandonato  la strada  che la millenaria  voce del Signore ci aveva  finora  indicato, magari fatta di  sentieri impervi e stretti, da percorrere con sacrificio  ma  che tuttavia portavano alla meta, per  imboccare l’autostrada dei nostri  vizi, larga, in discesa  e  ben asfaltata, ma ricca di  insidie e pericoli  mortali per la nostra sopravvivenza spirituale.










    Al termine di questa dotta lezione di "clima temporalesco  dentro e fuori di noi",  (il temporale nel frattempo si era  attenuato) ,  ci siamo lasciati ringraziando  con un caloroso applauso il nostro cicerone, e ripartendo ognuno di noi per la propria destinazione.


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    26 marzo 2010

    54.0) Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole.

    Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole.

    Questo verso famosissimo di Dante significa che Dio può fare ciò che vuole.
    Solo Dio.
    Ogni cosa gli salti in mente di fare, Egli la può fare.
    E la farà sicuramente nel migliore dei modi possibili, non c’è scampo.
    Dio quindi, e solo Dio, può realizzare qualsiasi cosa gli venga in mente di fare.
    Egli è Uno, e quindi la sua volontà non entra in conflitto con altre volontà.
    Gli uomini, no.
    Gli uomini sono miliardi di persone e non possono mettersi a fare quello che ognuno di essi vuole.
    Ogni realizzazione di un desiderio, si scontrerà inevitabilmente con la volontà di un’altra persona che magari desidera esattamente il contrario.
    Gli uomini quindi nella realizzazione dei loro desideri e per il mantenimento della pace sociale, hanno il dovere di seguire delle regole e delle leggi.
    Loro non possono fare ciò che vogliono.
    Gli uomini non sono Dio.



    Però ogni tanto nascono sulla Terra degli uomini che si credono Dio.
    Nel senso che credono che ad essi tutto sia lecito.
    Che si credono di poter fare quello che vogliono, infischiandosene di leggi e decreti.
    Essi pensano che, per loro, le leggi non valgano.
    Si sentono investiti di una missione superiore, e fanno di tutto per non venire confusi con la massa del popolo bue, creando per se stessi una serie di privilegi, di agevolazioni e di eccezioni.

    Sfortunato quel popolo dove viene a instaurarsi una casta di Unti dal Signore di tal genere.
    I soprusi che ne deriveranno saranno di cattivo esempio e deleteri per l’intera Nazione.

    Nel nostro caso, in Italia, da decenni assistiamo a una sarabanda di privilegi sia economici , che normativi per i nostri parlamentari che perciò vengono indicati dal popolo come appartenenti a una " Casta" di persone inutili, da vituperare e biasimare, e contro le quali brontolare.

    A questi esseri privilegiati al di sopra delle norme comuni, si è aggiunta da alcuni anni, anche la supponenza di un Presidente del Consiglio, che si crede in diritto di battagliare contro la Magistratura che pretende da Lui il rispetto delle leggi comuni, e si crede inoltre in diritto di inveire contro i partiti dell’opposizione, qualificandoli come entità inutili, pericolose e composte da persone certamente in malafede, perché altrimenti lo osannerebbero come sarebbe per loro più giusto fare.

    Aggiungasi a questo disordine che alterna regole e norme per privilegiati ad altre valide per tutti i cittadini, anche l’attività di ministri incompetenti che non accettano la benché minima critica al loro operato, e l’esempio deleterio di personaggi pubblici in malafede, quale quello dell’ attuale Ministro delle finanze che dichiara redditi da fame, invogliando così il popolo a evadere le leggi tributarie che egli stesso ha imposto e che egli per primo non rispetta.

    Il verso dantesco"Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole" è stato da queste persone interpretato e adattato a se stesse in modo da fargli dire: ("questa è la volontà di noi che detieniamo il potere e nessuno la metta in discussione"), per mantenere inalterati e sempre più ad esse favorevoli una serie di privilegi, sostituendosi a Dio nella loro abissale ignoranza di ogni regola di comportamento sociale indirizzata alla pace e alla convivenza civile tra gli uomini.

    Ma Dante, nella tomba, si indignerà, e prima o poi suggerirà a qualche suo emulo, un verso adatto alla pochezza mentale e alla smania di potere di questi dannosi italici politicanti.

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  • 5 novembre 2009

    421) La parabola del primo omicidio nella storia umana.

    La parabola del primo omicidio nella storia umana.

    Adamo ed Eva, cacciati dall’Eden, misero al mondo due figli: Caino e Abele.
    Caino era agricoltore.
    Abele faceva il pastore.
    Il povero contadino Caino sudava come un cammello mentre arava la terra.
    Abele si abbronzava al sole mentre pascolava le capre e le greggi.

    Il Creatore chiese ad entrambi i fratelli di offrirgli un sacrificio, ed essi d’amore e d’accordo decisero di offrire un sacrificio al loro Creatore. perché erano grandemente ripieni di timore e di paura e non volevano di certo contrariare quel Dio che, secondo la Genesi, aveva appena condannato a morte l’intera umanità costituita per il momento da papà, mamma e loro due fratelli.

    Costruirono allora sopra un rialzo di terra un altare ammassando l’una sopra l’altra alcune grosse pietre lisce e piatte.
    Caino, dopo aver lavorato mesi e mesi a dissodare e seminare la terra, tutto felice ed entusiasta porta in dono a Dio sull’altare le primizie del suo lavoro: ortaggi e frutta.
    Abele, sbadigliando di noia tra un abbronzatura e l’altra, prende un piccolo agnellino appena nato, e lo sgozza sull’altare offrendolo a Dio. Avrebbe potuto offrirgli un bel montone grasso e grosso ma era troppa fatica per Abele catturarlo e sgozzarlo. Con un agnellino se la cavava con poco.
    Purtroppo per noi in quel periodo il Creatore non era ancora diventato il Dio dell’amore e del perdono come viene descritto da Gesù nel nuovo Testamento. Il Dio di quei tempi aveva una particolare predilezione per lo spargimento di sangue e lo evidenzierà ancor di più e meglio nei successivi libri della Bibbia.
    Per questo motivo il Creatore decise di accettare con più gradimento l’agnellino scannato da Abele piuttosto che la frutta e gli ortaggi di Caino e quindi snobbò la verdura di costui.
    Il quale Caino, deluso e amareggiato per il rifiuto, si incazzò come solo un contadino sa fare.
    «Ma come? – Caino pensò– ci hai scacciati dal Paradiso Terrestre perché papà e mamma ti hanno fregato una mela e adesso che io te ne porto un cesto pieno, insieme a primizie d’ogni genere … ti metti a fare il difficile e rifiuti il mio dono?
    Hai preferito accettare con più gradimento il sangue di un povero agnellino sgozzato sull’altare da quello sfaticato e nullafacente di mio fratello Abele che per giunta porta le pecore a pascolare nei campi seminati e coltivati da me, dove l’erbetta è più gustosa per il loro palato?
    Allora è proprio vero quello che papà Adamo mi raccontava nelle lunghe notti d’inverno e cioè che Tu hai condannato l’umanità a crepare e soffrire solo perché la cosa ti divertiva, e non per la famosa mela rubata!»

    A questo punto, Caino, incazzato come una bestia, si alzò ed andò ad ammazzare suo fratello.


    ==
    Ma scusate, il Signore, non poteva accettare entrambi i doni fattigli dai due fratelli?
    Certo che no! Altrimenti come avrebbe potuto seminare zizzania tra i due?
    In seguito mandò suo Figlio sulla terra a dire che la zizzania la seminavano gli altri.
    Comunque, al Creatore fece schifo l’offerta vegetale di Caino e la rifiutò.
    Questo atteggiamento di Dio si potrebbe chiamare : “Istigazione a delinquere?". E infatti più tardi Gesù , insegnandoci a pregare, per correggere un po’ il tiro, ci farà dire: "Padre nostro, non indurci in tentazione", non metterci in condizione di compiere il male .
    In ogni caso, il primo omicidio della storia umana fu provocato da una disputa religiosa.
    Niente da fare, l’uomo da che esiste, fa la guerra al suo prossimo in nome di Dio , un Dio che fin dagli albori dell’umanità dimostrò di divertirsi a veder colare il sangue.
    Se non fosse stato così Egli avrebbe scelto il sacrificio incruento di Caino, o per lo meno avrebbe accettato di buon grado anche quello.


    racconto liberamente tratto da Le radici della follia



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    4 novembre 2009

    419) Italy: Kebab land




    Italy: Kebab land










    Dobbiamo togliere i Crocifissi dai luoghi pubblici, dalle scuole, dai Tribunali, dalle stanze degli ospedali, da ogni dove.
    Finora pensavamo che il Crocifisso fosse un simbolo di amore, rappresentando un Uomo che di propria spontanea volontà si è lasciato sottoporre ad una morte così terribile come quella di essere inchiodato su una croce, per salvare le nostre anime , le anime di noi povera gente sempre in lotta con la miseria, le tentazioni del denaro e della carne.
    Invece adesso scopriamo che quell’Uomo sulla croce è un violento, che il Crocifisso è simbolo di violenza: offende i delicati animi di milioni di persone di religione diversa dalla nostra, che sono venute ad abitare, magari illegalmente , tra di noi.
    La religiosità del nostro popolo era ben rappresentata da quel simbolo che ora l’Europa ci obbliga ad archiviare solo nelle nostre case e nelle nostre coscienze, e che anche da chi tra noi non era religioso o apparteneva a religioni diverse da quella cristiana, era tenuto in grande rispetto.
    Rappresentava le radici culturali del nostro popolo, e un' ideologia non violenta, ma di amore al prossimo che era ormai entrata nell’animo della nostra gente.
    Chi più, chi meno, tutti capivamo che il Crocifisso era un inno alla solidarietà verso i deboli e un richiamo ad avere comportamenti corretti e civili nei confronti delle persone e e delle Istitituzioni.
    Ora tutto questo termina.
    La Corte europea ha deciso che dobbiamo d’ora innanzi adottare comportamenti da mondo islamizzante.
    Prepariamoci a comprare milioni di tappeti da stendere sui marciapiedi per pregare tre volte al giorno con lo sguardo rivolto in direzione della Mecca.
    I nostri stilisti comincino a preparare collezioni di Burka e di taffetani per rivestirci alla moda araba, perché la suscettibilità delle persone immigrate tra noi ho idea che tra poco non sopporterà più di vederci vestiti alla moda occidentale.
    Vedrete che la Corte europea, su sollecitazione di queste persone, tra qualche anno vieterà anche di vestirci con jeans, giacca e cravatta o alle donne di usare gonne e collants.
    Ed anzi, mi spingo più in là prevedendo che tra qualche decennio, non piacendo più il nome “Italia” ai milioni di persone islamiche venute ad abitare magari illegalmente tra noi, e ormai divenute maggioranza, saremo costretti, sempre dall’ineffabile Corte europea, a cambiare il nome della nostra Nazione in “Kebab Italy land”.



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    15 agosto 2009

    337) La festa del 15 agosto che festa è?





    La festa del 15 agosto che festa è?





    Molti ritengono che la festa di oggi, 15 agosto, sia dedicata a
    festeggiare il Sole, per gli effetti benefici che la sua presenza apporta alla nostra vita.
    Non per niente si è scelta la data di metà agosto, quando
    il sole picchia alto nel cielo come se con un martello di ferro picchiasse sulla terra con il suo calore.
    Si dice infatti festa di ferragosto.


    Forse una volta era così,
    una festa civile , ma dalla metà del secolo scorso, da festa pagana il 15 agosto si è trasformato in una festa della religione cattolica la quale ha stabilito di celebrare in questa data la festa dell’Assunzione di Maria in cielo.

    Nessun ricercatore, nessun archeologo, nessuno speleologo secondo la Chiesa cattolica
    potrà mai trovare su questa terra la tomba dove siano riposti gli ultimi resti del corpo di Maria, perché essa è stata trasportata fisicamente in cielo.
    Come ciò sia avvenuto
    a dispetto delle leggi fisiche e della forza di gravità terrestre non è dato sapere perché nessuno ha assistito all’avvenimento né ci ha dato testimonianza di esso.
    La credenza popolare e gli artisti più famosi l’hanno celebrato in diversi quadri e madrigali, che raffigurano la Madonna portata in cielo sopra le nuvole da stuoli di angeli festanti.
    Qualcuno potrà sempre dire che
    si tratta di una bella favoletta per persone credulone ed anche un po’ ignoranti e tuttavia questo è l’oggetto della festa religiosa che oggi celebriamo.

    Se ci riflettiamo qualche secondo si vedrà che poi tutto questo non è così campato in aria o senza fondamento.
    Già fin dalla nascita Maria è stata una creatura eccezionale.
    Essa è nata senza la colpa del peccato originale che invece avvolge tutti noi fin dal primo istante.
    E’ stata concepita priva della macchia del peccato originale (
    Immacolata Concezione – festa dell’8 dicembre).
    Una delle conseguenze dell’atto di superbia di Adamo ed Eva fu l’introduzione nella vita dell’uomo di un limite, di una data di termine ad essa, l’introduzione del concetto di morte.


    Se Maria è nata priva del peccato originale, appare logica la deduzione che per essa la morte non poteva avvenire.






    Inoltre tutta la vita della Madonna è stata eccezionale.
    Essa, vergine, ha partorito un figlio, e tutti noi sappiamo che già questo è una bella contraddizione in termini.
    E che figlio essa poi ha partorito!. Addirittura il Figlio di Dio, esso stesso Dio, per cui si può tranquillamente dire che
    Maria , creatura di Dio, sia la madre di Dio, l’Essere infinito.
    Dante Alighieri celebra questo concetto in un verso memorabile:
    "Vergine Madre, figlia del tuo Figlio".
    Perché dunque meravigliarci se per una donna così le leggi fisiche e gravitazionali non sono valse?

    In questo giorno di festa dobbiamo rivolgere certamente a Dio un senso di
    ringraziamento per aver creato il Sole e per i benefici che questo apporta alla vita di noi tutti sulla Terra, ma soprattutto guardando in cielo sarà bene che eleviamo una preghiera a Maria assunta tra gli angeli, perché da nostra avvocata, essa porti al cospetto di Dio suo Figlio le nostre richieste di una vita migliore senza troppi sacrifici
    ed interceda perché Egli le esaudisca.

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    20 luglio 2009

    309) 40 anni fa lo sbarco sulla luna: sarà vero, non sarà vero? Sarah Ferguson.



    40 anni fa lo sbarco sulla luna: sarà vero, non sarà vero?
    Sarah Ferguson.







    Sarà poi vero che il 20 luglio 1969 l’uomo sia sbarcato sulla luna?
    L’atteggiamento trionfale della Nasa, l’Ente spaziale americano che ha curato l’allunaggio delle missioni Apollo, è sempre stato messo in discussione da vari studiosi della materia.
    Alcuni dettagli, che l’opinione pubblica non aveva notato, non sono però sfuggiti all’esame critico di diversi scienziati, come ad esempio le ombre che hanno misure diverse da come avrebbero dovuto essere, alcuni strani riflessi nella visiera degli astronauti, la bandiera degli Stati Uniti ben visibile nonostante si trovi in una zona d’ombra, ed altri dettagli ancora.

    L’insieme di queste anomalie, ha dato lo spunto per mettere addirittura in dubbio la veridicità dello sbarco, fino ad ipotizzare che esso non sia mai avvenuto, e che le foto scattate dai membri della missione Apollo 11 sulla Luna non siano altro, in realtà, che dei falsi realizzati sulla Terra in qualche studio fotografico particolarmente attrezzato.
    Molti sospettano che si tratti di una semplice messinscena causata dalla rivalità spaziale con l'allora Unione Sovietica, per dimostrare la superiorità della tecnologia spaziale americana.

    Un libro più volte annunciato dalla Nasa per rispondere a questi interrogativi è stato commissionato ad un esperto in questioni aerospaziali ma non è mai stato pubblicato
    Addirittura la Nasa ha affermato qualche anno fa di aver smarrito i nastri della registrazione originale dello sbarco sulla Luna contribuendo con ciò ad alimentare i dubbi.
    Vi sono tuttavia numerose pubblicazioni di altri scienziati che hanno risposto ai dubbi sollevati, ma nonostante ciò l'argomento continua a suscitare accese polemiche.
    40 anni fa lo sbarco sulla luna: sarà vero, non sarà vero?
    Sarah Ferguson.

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    23 maggio 2009

    251) Via i mafiosi dall’Italia, respingiamoli nel deserto libico


    Il deserto di Gheddafi, ovvero il respingimento dei mafiosi, che tanto piacerebbe agli italiani.


    Italia e Libia hanno recentemente trovato un accordo sul rimpatrio degli immigrati che cercano di sbarcare a Lampedusa.
    Le motovedette italiane respingeranno i barconi carichi di disperati e li faranno rientrare nelle acque territoriali libiche, dove la guardia costiera di quel Paese li prenderà in consegna, fino a farli sbarcare a terra.


    Da qui in avanti la sorte di questi sfortunati è avvolta dal più profondo mistero.
    Si narra che vengano trasportati con dei camion militari in qualche oasi del deserto libico e lì lasciati alla mercè dei mercanti di schiavi che agiscono impunemente in quella zona.


    Le giovani donne entreranno a far parte dell’harem di qualche riccone locale, mentre gli uomini, previa sodomizzazione , verranno tenuti in schiavitù e adibiti ai lavori agricoli sotto temperature da canicola .


    Ebbene, gli italiani a seguito di questi scellerati accordi , avranno sulle loro spalle la responsabilità della sorte di tanti esseri umani mandati al massacro e ad una vita ignobile.















    Per mitigare un poco questa responsabilità morale, nel 17° anniversario della morte del giudice Falcone, e della sua scorta per mano della mafia, il deputato on. XXX, del gruppo misto, ha presentato al Parlamento italiano una proposta di legge formata da un solo articolo, che così recita:
    "Il governo italiano faccia accordi con il governo libico affinché la Guardia costiera di quel Paese prenda in consegna le persone condannate in Italia per reati di mafia , e le trasporti nelle oasi del deserto libico con obbligo di consegna gratuita ai mercanti di schiavi, e si mettano in atto tutti gli accorgimenti necessari per prevenire od impedire qualsiasi tentativo di fuga".


    Bravo on. XXX, speriamo che ti facciano presto santo.

    Questi sono i respingimenti che gli italiani vogliono.

    Via i mafiosi dall’Italia, respingiamoli nel deserto libico, e facciamo in modo che, previa sodomizzazione, vengano adibiti in stato di schiavitù ai lavori agricoli per la bonifica di quelle terre desertiche.

    leggi qui




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    19 maggio 2009

    248) 20 maggio- Chissà che festa, oggi, lassù!


    20 maggio- Chissà che festa, oggi, lassù!

    Era il 20 maggio 1989 quando sei tornata lassù.
    Oggi, 20 maggio 2009, nel ventesimo anniversario del tuo arrivo, chissà che festa farete tutti voi lassù.


    Io vi immagino così:
    Una grande vallata
    , in fondo alla quale scorre un fiume pieno di colori e di riflessi argentei, e ai lati degli immensi prati in discesa sui quali sono stati messi tavoli per il picnic e dei palchi per il suono delle orchestrine angeliche.
    In ogni dove angeli che cantano e voi seduti sui prati ad ascoltare la musica celestiale.

    Divertitevi, e passate una buona giornata.

    Però, pur in mezzo ai divertimenti, tu e gli altri non dimenticatevi di noi quaggiù, che siamo in mezzo a un mare di problemi.
    Intercedete per noi presso il Padrone dei cieli, perché ci faccia trascorrere degli anni sereni.
    Ciao e buona festa.

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    7 maggio 2009

    240) Case, case! Costruiremo case, case vere!




    Case, case! Costruiremo case, case vere!
    Houses, houses! Will build houses true houses!






    “In duecento giorni costruiremo case per 13 mila persone.
    Il 20% sarà consegnato a settembre, il resto a dicembre
    Berlusconi, a Porta a Porta, fa queste promesse in data 5 maggio 2009.
    Le promesse precedenti e i patti con gli italiani esternati in questa trasmissione finora gli hanno sempre portato bene.
    Non è che questa volta, forse , l’ha sparata un po’ troppo grossa ?
    Qualcuno gli crede?
    Forse solo i soliti Vespa , Fede, Feltri e Giordano gli credono.
    Lo scetticismo con cui la stessa popolazione terremotata ha accolto le promesse del Premier, è lo specchio più fedele di quanto esse siano ritenute campate in aria e irrealizzabili.

    I 30 mila abruzzesi sfollati sulla costa adriatica, e gli altri 30 mila terremotati ricoverati sotto le tendopoli, finora si sono accontentati e hanno creduto alle promesse dei vari personaggi importanti che, con tanti bei caschi colorati in testa, si sono succeduti nelle visite alle loro macerie, da Berlusconi, a Napolitano, al Papa, dai ministri importanti ai politici minori della maggioranza e dell’opposizione, dai sindacati alle associazioni religiose.
    E tuttavia, a un mese esatto dalla terribile notte del terremoto, che ha fatto 298 vittime, la rabbia dei terremotati sta crescendo.
    Essi temono di finire nel dimenticatoio, soppiantati nella memoria pubblica anche da piccole vicende personali di corna e divorzi annunciati e forse non imminenti.



    Il popolo degli sfollati ha paura del "Gen. Inverno", che a 800 metri di altitudine fa sentire le sue avvisaglie di freddo già a settembre.
    Ha paura che la vita in tendopoli o da sfollati possa protrarsi ben oltre il mese di settembre o di dicembre.
    “Il 20% delle case lo consegneremo a settembre”, ha annunciato il capo del governo, “il resto a dicembre”
    “E saranno case vere per 13 mila persone”, assicura il premier.
    Questa frase, tradotta in cifre, significa che 2.600 persone avranno la casa entro settembre, gli altri 10.400 a dicembre.
    Considerando una famiglia composta da 4 persone, entro settembre verranno costruiti 650 appartamenti.
    Considerando una famiglia composta da tre persone, 870 appartamenti.
    Diciamo mille appartamenti, per comodità .

    Ma come ci si può riuscire a costruire mille appartamenti in 5/6/7 mesi?
    Perché fare sempre delle promesse così assurde?.

    I tempi tecnici per costruire delle case in muratura, dallo scavo delle fondamenta alle rifiniture elettriche e termosanitarie interne, sono sempre stati superiori ai 200 giorni.

    A meno che si costruiscano case di cartongesso: solo in questo caso in 200 giorni ci si può riuscire.
    Case, che poi, a una scossa di un grado e mezzo della scala Richter, ti si squaglieranno come burro al sole.
    In 200 giorni si possono costruire casette di legno, dei prefabbricati anche di una certa eleganza e comodità, ma non vere e proprie case in muratura.

    Perché promettere di più sapendo che non ci si può riuscire?
    E’ chiaro, tra un mese e mezzo , ci saranno le elezioni.
    E in tempo di elezioni vengono fatte le promesse più eclatanti.

    La paura degli abruzzesi di essere stati presi per il naso è motivata.
    A quanto pare i soldi per la ricostruzione ancora non ci sono, ma verranno raccolti attraverso lotterie e gratta e vinci, e forse con la lotta all’evasione fiscale.
    Gli 8,5 miliardi di euro promessi per i bisogni immediati provengono da risorse già stanziate per la realizzazione di alcune opere e progetti nel Mezzogiorno, che verranno pertanto rimandate a data da destinarsi.
    Gli aiuti dell’Europa sono stati promessi ma arriveranno quando arriveranno, e per il resto, si spera nel G8.
    A luglio si terrà a L’Aquila il convegno del G8: interverranno dal presidente Usa Barack Obama agli altri grandi della terra, e tutti costoro potranno rendersi conto di persona dei danni del sisma, e si spera che magari allarghino i cordoni della borsa con dei sostanziali aiuti economici.

    Bertolaso dice che si faranno dei miracoli.
    No, caro, tu e la tua creatura, la Protezione Civile, siete stati bravi e tempestivi, ma i miracoli lasciamoli fare a Dio e alla Madonna.
    Noi ai nostri governanti chiediamo che si diano da fare, per ricostruire in tempi ragionevoli, e non miracolistici quanto il terremoto ha distrutto.
    Chiediamo che mettano a disposizione le risorse finanziarie necessarie, che chiamino alla realizzazione della ricostruzione in tempi brevissimi le mille o le diecimila aziende edili europee con le loro ruspe, le loro maestranze, e tutta la loro tecnologia.
    Chiediamo che queste imprese vengano incentivate e celermente pagate in base allo stato di avanzamento dei lavori di ricostruzione, in modo che non avvengano defezioni o rinunce.

    E non dimentichiamoci poi, che alla fin fine stiamo parlando di costruire entro dicembre case per 13 mila persone.
    E le case per le restanti 47 mila persone sfollate?
    Che tempi di ricostruzione diamo loro?
    ==
    Noi del bar, abbiamo tutti un atroce dubbio.
    Non vorremmo che le vicende personali e private attuali della famiglia Berlusconi non siano altro che una bella scusa, inventata ad arte , per potersene poi venire fuori a settembre ad un’altra trasmissione di Porta a Porta, col dire: “Ah! Se mi avessero lasciato lavorare! Ah! Se l’opposizione e i giornalisti a me contrari non mi avessero messo i bastoni tra le ruote, mettendomi contro persino mia moglie, pur di impedirmi di mantenere gli impegni assunti!
    A causa di questo non ho potuto seguire con la mia solita grinta l’andamento dei lavori, ed è per questo che le case in muratura promesse non si sono potute realizzare.

    Ma cari abruzzesi, fidatevi di me.
    Entro marzo 2010 realizzeremo questo, e questo e questo e questo……..
    E non ci sarà più nessun divorzio in vista a distogliermi dal mantenimento di queste promesse.
    A meno che l’odiata opposizione e gli odiati giornalisti a me contrari, anche quelli delle mie reti televisive, non se ne vengano fuori con un’ altra diavoleria .
    Al lavoro, forza.
    A marzo, a marzo!”

    Speriamo che questo dubbio non diventi realtà.



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