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21 dicembre 2012

98.2) A me san Giuseppe mi è sempre piaciuto.



Il mio amico frate Antonio da Bergamo mi ha mandato per Natale queste due righe.


“- A me san Giuseppe mi è sempre piaciuto.
Che tipo strano san Giuseppe!
Era un bel giovanotto del suo paese con il volto incorniciato da una  barbetta  rossiccia e con   un buon mestiere in mano: un falegname che un giorno non lontano  avrebbe avuto  una bottega tutta sua.
Le ragazze del paese  se lo mangiavano con gli occhi, ma lui non le filava per niente: lui correva dietro a  una tredicenne , la Maria, che era  la più bella di tutte ma sempre in atteggiamento di preghiera  e che , per di più, stava facendo voto di verginità.
Non c’era  verso di  parlare di sesso con lei,  faceva la schiva,  ma a Giuseppe questo atteggiamento  responsabile piaceva  e aveva perciò voluto fidanzarsi  ufficialmente con lei.

Poi un giorno, un brutto giorno, la Maria gli viene a dire che è incinta, che è al secondo mese, che sta aspettando un bambino.
Ma santa madonna- dice san Giuseppe-   un bambino, ma un bambino da chi?
Con me niente, ma con gli altri ci sei andata a letto, vero?
Con me facevi la santarellina,   e invece….
E così  adesso  agli occhi   paese io   sarò fatto passare per cornuto, e tutti rideranno di me .
Me l’ha fatta proprio grossa, , la Maria.
 Va bene la ripudierò  e vada un po’ a farsi consolare da quello che l’ha messa incinta, così potrò sapere chi è e se mi gira   potrò anche dargli una bella lezione a suon di botte.

Ma no, ma no, è impossibile che la Maria  mi abbia fatto questo torto.
E’ mai possibile? Forse scherzava.  non vedi con che aria da innocentina mi ha detto che aspetta  un figlio, dice che è stato un angelo, dice che lei non ha fatto niente di male.

Sì  certo, un angelo, ma con una mazza grossa così in mezzo alle gambe,  che se lo prendo gli strappo via le ali.
Altro che di un  essere  tutto spirituale, di un angelo di carne  deve essersi trattato.
E la Maria, perché si sta inventando tutta questa storia dell’angelo invece di dirmi chiaramente che non le piacevo  e che ha preferito fare sesso con un altro, magari un giovanotto di un paese qui nei dintorni?
Se non le piacevo più me lo diceva e pazienza, libera lei di trovarsi un altro giovane e io di trovarmi un’altra ragazza.
Se mi dicesse, anche adesso,  la verità,  la verità vera, io a questo punto  magari la perdonerei,  ma essere preso in giro con delle storie assurde di angeli  sessuofobi, questo non mi garba perché  a nessuno piace passare per stupido.
Meglio la verità per nuda e cruda che sia. 

Povero Giuseppe.!
Mentre si rivoltava sudato  nel letto, con la febbre a quaranta gradi,  con questi pensieri in mente,  insonne, agitato  e incerto sul da farsi, non  succede che  gli si presenta davanti, come in sogno,  un angelo, forse quello stesso su cui voleva mettere le mani per suonargliele, che gli dice che è tutto vero quello che la Maria gli ha detto, che il figlio in arrivo non è suo, dell’angelo, ma addirittura di Dio  e che la Maria, la sua promessa sposa  non solo è ancora  vergine anche se incinta e tale rimarrà  anche dopo il parto, ma è quella  famosa vergine scelta da Dio per mettere al mondo il figlio di Dio   di cui da secoli parlano tutte le scritture  che egli   Giuseppe, assieme agli altri abitanti  del paese ascolta nella sinagoga tutti i sabato sera.
Roba da  svegliarsi con la mente rintronata .

Eppure,  sebbene frastornato, Giuseppe ritrova la   fiducia in  quello che Maria gli ha raccontato,  e  anche se con il pancione, se la sposa davanti a tutto il paese.
Di lì a qualche mese nasce il bimbo,  in un contesto di povertà tale che Giuseppe  potrebbe anche avere il diritto di pensare che non del figlio di Dio si tratti.
Ma subito  certi  avvenimenti  gli fanno intuire  che qualcosa di straordinario  attorno a  a lui, a Maria e al bambino  sta accadendo.
 Misteriose luci notturne di stelle cadenti , canti di angeli, pastori che accorrono con le loro greggi, Re Magi del lontano Oriente che portano doni : si, si,  ormai Giuseppe  ha capito che  quel bambino è un dono speciale venuto dal cielo, ed egli ha deciso: si comporterà verso di lui come il suo vero padre terreno.  
E’ costretto quindi col passare degli anni, per proteggere questo figlio dall’orrore del potente re Erode,  a fuggire  con la sua famigliola  in Egitto e stare esiliato  in una terra straniera.
Alla fine, calmatesi le acque,  il rientro in patria   e  lo stabilirsi a Nazareth   dove  si  ricomincia tutto da capo, col metter su bottega di falegname , cercare clienti e farsi apprezzare come artigiano per poter sfamare la famiglia.

E,  quando ormai non ci pensava più, è  Gesù stesso, ormai quasi adolescente, a  farlo passare per cornuto davanti  alla gente del suo nuovo paese.
Era successo che Giuseppe e Maria  avevano perso di vista il loro figliolo  durante un pellegrinaggio in carovana a Gerusalemme, e dopo averlo cercato con angoscia e timore  lo avevano ritrovato  dopo tre giorni  nel tempio, intento a predicare addirittura  ai sacerdoti.  
-Figliolo, non sapevi che tua madre ed io ti stavamo cercando?-
-E perché mi cercavate? Non sapete che io  devo fare  quello che mi dice di fare il padre mio?-

E qui a ognuno di noi, padri normali  di figli normali,  un bello scapaccione  sul volto del ragazzo ci sarebbe   uscito dalle mani,  ma a Giuseppe no.

Eppure, stava succedendo  che  davanti a tutti nel tempio, davanti  a  una folla e a una   schiera di sacerdoti e sapienti e potenti della città, quel marmocchio stava  dicendo a me, Giuseppe,  suo padre, che io non ero il suo vero padre,  che ero semplicemente  e nient’altro  che un cornuto bello e buono e che lui non aveva il dovere di obbedire ai miei ordini, ma che  obbediva solo agli ordini del suo vero padre, suscitando la curiosità e le risatine della gente lì attorno.
Gesù mi stava umiliando davanti a tutti!
E io Giuseppe, che cosa ho fatto?
Niente, ho chinato il capo, ho preso   per  mano  Gesù, ho stretto Maria   forte forte a me e ,  me  ne sono tornato con loro all’accampamento , alla carovana e poi a casa.

Oh!, San Giuseppe: sei un forte!
 A me san Giuseppe mi è sempre piaciuto.
Buon Natale a tutti”.-

Anche a te, caro  Frate Antonio da Bergamo, amico mio, tanti auguri.


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12 settembre 2012

75.2) Le guerre di religione sono le peggiori, perdio!


Le guerre di religione sono le peggiori, perdio!

Oggi sono scoppiati tumulti in Libia e in Egitto per motivi religiosi, e ci sono stati pure dei morti.

E non è la prima volta che accade.
Purtroppo ci dovremo abituare a questi momenti terribili, perché il mondo andrà sempre peggio.
Poveri noi, scoppieranno sempre più frequentemente delle guerre e ci scanneremo tra noi per motivi religiosi.
E’ questo il nostro destino?
E’ questo quello che ci aspetta?

Nei tempi bui che ci si prospettano davanti , è ormai chiaro che ci ammazzeremo tra di noi per dimostrarci reciprocamente che il Mio dio è più vero, è più bravo, è più buono, è più potente del Tuo.
Se Tu pensi che il dio in cui Io credo sia inferiore al dio in cui credi Tu, ebbene, eccoti qua una bella pallottola in fronte.
Così impari.

Ragazzi, ma siamo nel 2012 o nel 300 dopo Cristo, quando partivano crociate dall’ Europa per andare a liberare (???) i territori in cui era vissuto Gesù Cristo?
Crociate che si sono dimostrate storicamente dei veri e propri massacri e genocidi di popoli e di persone che avevano l’unica colpa di essere nate e di vivere negli stessi luoghi fisici di Gesù.
Quel Gesù che su in cielo di certo avrà poi preso a pedate in culo al termine della loro vita terrena , quegli stessi sacerdoti e crociati che , predicando odio e uccidendo per Lui in suo nome, non avevano capito un tubo del suo messaggio di fratellanza e di amore universale.


Ragazzi, la religione è un qualcosa che ci deve aiutare a vivere meglio , a darci il coraggio sopportarci a vicenda, a facilitarci la vita ricompensandoci nell’aldilà dei sacrifici fatti per amore del prossimo, e soprattutto deve servire ad aprirci la mente a cose meno terrene e più confacenti alla nostra natura di esseri fatti sì di carne e di desideri terreni, ma anche di spirito e di aneliti verso l’infinito e la conoscenza del sapere.
Questo deve essere la religione!
La religione non è una guerra, ma è un'aspirazione della nostra mente per cercare di capire il nostro vero destino.

E invece, siamo qui , ancora oggi, agli inizi del terzo millennio a fare i conti con un reverendo americano imbecille , tale Jones, che dalla sua chiesa di Ganesville in Florida predica odio contro i musulmani e brucia il Corano cioè il loro libro religioso, ed anche con un certo Sam Bacile, deficiente regista e produttore israeliano che ha diretto un film contro Maometto, facendo del sarcasmo gratuito contro di lui che è una figura cara a miliardi di persone musulmane.

Questi due personaggi invasati di odio contro i musulmani, (ma avranno mai letto le pagine del Corano?), stanno scatenando reazioni in tutto il mondo contro le ambasciate americane e in genere contro gli occidentali che sono visti come avversari della religione islamica.
Io non giustifico ma comprendo la reazione, anche scomposta, dei seguaci islamici contro chi offende gratuitamente la loro religione anche se personalmente non farei come loro dando violenza a chi ha usato violenza contro la mia religione, ma farei piuttosto in modo che su questi personagg squallidi e facinorosi scenda, come fitta nebbia, il più assoluto discredito, boicottando i loro film, i libri e le idee stramplate che diffondono, in modo da renderli dei personaggi da burletta e da presa in giro.

Io mi rifiuto di credere che saremo condannati a vivere in un mondo in cui ci combatteremo a vicenda per le nostre idee religiose.
Spero invece che il mondo evolva facendo in modo che ognuno porti avanti le idee del suo dio e lasci in pace gli dei degli altri.

E coloro che non parteggiano per nessun dio, gli atei, o coloro che per quieto vivere o per indifferenza non riconoscono l’autorità di nessun dio, da che parte si dovranno schierare in un mondo diviso tra seguaci del dio A e seguaci del dio B che si sparano addosso?

Ma che ognuno, nella sua cerchia, si spari addosso le sue idee religiose che vuole, ma lasci perdere e non derida ma rispetti invece le idee religiose degli altri.
Solo così il mondo vivrà in pace, e così i vari dei in cui credono
miliardi di esseri umani , su in cielo si potranno riunire insieme attorno ad una bella tavola imbandita e d’amore e d’accordo se la possano ridere dei vari reverendi Jones o dei registi alla Sam Bacile che fomentano odio religioso e si preparino a riceverli lassù, quando sarà il momento, a pedate in culo, chè questo si meritano questi due personaggi da burletta, così come i numerosi altri che nei vari secoli li hanno preceduti.





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29 marzo 2012

39.2) oggi sono pessimista

Ci sono giornate storte, in cui vedi tutto nero , in cui sei particolarmente demoralizzato, o forse sei solo  stanco e la vita ti pesa come un macigno.

Ebbene, in una di queste giornate ho scritto questo post, sotto l'impulso della  tristezza più nera.

Ma già, subito dopo averlo scritto, la vita mi è apparsa di nuovo più serena e lieta, come se  avessi vomitato fuori da me  tutto quello che di triste e repellente  mi stavo tenendo dentro.





Ci sono persone dalle piccole spalle fragili su cui Dio mette dei grandi pesi.

Ci sono giorni in cui questi pesi ti fanno crollare.
In quei giorni si vede tutto più nero del solito.
La vita diventa insopportabile.
ma,  ti dici, anche questa dovevo provare.

E ci sono delle persone ben messe  e con delle grandi spalle robuste  
su cui Dio pone solo dei piccolissimi pesi ,
quasi fossero dei confetti,
o sulle quali Dio non pone mai addirittura nessun peso.
Queste persone potrebbero vivere felici e sane e belle,
eppure non lo sono.
Forse la mancanza di pesi le rende tristi e insulse, stupide e corrotte.

E allora?
Allora è meglio avere grossi pesi sulle spalle
e vivere confidando e accettando la volontà di Dio,
oppure essere grandi e grossi e ricchi e belli, ma stupidi e insulsi e tristi?

Caro Dio, decidi Tu,  lascio fare a te.

Ma se mi hai dato spalle fragili,
Ti prego
non esagerare col caricarle di troppi pesi.

Non pensare sempre che io ce la possa fare,
perché a volte,in certi giorni,  
come oggi che sono pessimista e vedo tutto nero,
sono più debole di quanto Tu credi.

E prima che io crolli del tutto o che mi lasci andare
forse è bene che Tu mi tolga qualche peso,
senza necessariamente metterlo sulle spalle di altri
che,   se 
anche piccoli,   hanno già i loro.

Semplicemente, certi pesi, tienili lì sopra le nuvole
oppure annulllali,  falli sparire 
che si sciolgano come neve al sole 
e non esistano più per nessuna spalla umana  fragile o robusta che sia.



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27 dicembre 2011

200.1) Il rimorso, questo turpe sentimento!

Il rimorso, questo turpe sentimento!





I suicidi nelle carceri italiane sono in aumento.
Dispiace per queste persone che decidono di terminare qui la loro corsa, non fosse che le loro vittime da anni, per mano loro, l’hanno già conclusa.

Ora tocca a loro, i carnefici, i caini, che il rimorso spinge verso il suicidio. 

Hanno tolto la vita , ora se la tolgono da sé.

C’è una specie di legge di compensazione in tutto questo.

Loro però, anche se male , anche se in carcere , qualche anno di vita in più delle loro vittime l’hanno vissuto e di questo, prima del gesto fatale ringrazino Dio e la Provvidenza.


Poi lo facciano pure quel tragico gesto che il rimorso li spinge a fare e che Dio abbia misericordia di loro, come certamente a suo tempo l’ha avuta per le loro vittime innocenti. 

Magari poi in cielo, vittime e carnefici vi ritroverete e, tra baci e abbracci , passerete una bella eternità finalmente riconciliati.
Che Dio vi protegga tutti.


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25 settembre 2011

164.1) Promessa a Padre Livio di radio Maria.

Promessa a Padre Livio di radio Maria.





Ogni tanto ascolto Radio Maria.
Qui un certo Padre Livio dice che ormai molti cristiani si sono creati una loro propria religione particolare e personale e quindi, poiché non seguono più gli insegnamenti della Chiesa cattolica, perderanno certamente la loro anima.
Queste persone, egli afferma nel suo integralismo religioso, si sono messe in testa che “non è stato Dio a creare l’uomo , ma è l’uomo che ha creato Dio”.
La superbia di queste persone è tale che esse andranno a ingrossare le fila del Maligno.

Anch’io , che pur mi credo creatura di Dio  e non arrivo a formulare certe azzardate teorie, sarò purtroppo di certo tra le persone dannate, perché seguo ormai una mia religione particolare privata, ritenendo che la religione cattolica, per come ci viene attualmente, predicata, ci mostri un Dio ingiusto, un Dio creatore di tutti che però fa delle preferenze e delle ingiustizie tra gli uomini.
Ad esempio, chissà poi perché ci viene insegnato che Egli abbia voluto privilegiare il popolo ebreo, concedendogli tutto il suo aiuto e la sua benevolenza, lasciando andare in malora tutti gli altri popoli e facendo in modo che essi venissero sconfitti e sterminati dall’avidità di espansione dei sui protetti.
Del suo popolo prediletto.

Io, che sono certamente limitato nel mio modo di ragionare, riesco tuttavia a capire senza tanti sforzi mentali che, se ho messo al mondo dieci figli , tutti uguali per me devono essere e non devo privilegiarne uno a scapito degli altri.
Altrimenti non sarei un padre giusto.
La Chiesa cattolica, mostrandoci un Dio che fa privilegi tra le sue creature, ci mostra perciò un Dio ingiusto.
Il che non è vero.
E’la Chiesa a sbagliare presentandocelo così.
Essa ci predica una religione basata su concetti umani di migliaia di anni fa, quando si pensava che Dio fosse un’ Entità potente, capricciosa e lunatica che si divertiva sadicamente a martoriare l’umanità e quanto aveva creato.
Purtroppo la Chiesa, rifacendosi a questi ragionamenti antichi, sembra quasi comportarsi come se il suo fondatore Gesù Cristo non fosse mai esistito.

Continuando a metterci sotto gli occhi l’Antico testamento, essa ci mostra ancora oggi un Dio irascibile e scontento, mentre Gesù è venuto sulla terra per portare , in sostituzione di quello antico , un nuovo messaggio, il Vangelo, la nuova Buona Notizia, basata sul concetto che Dio è invece un Padre buono e premuroso verso tutte le sue creature.
E’ sbagliato, ci dice Gesù, continuare a pensare a Dio come un vecchio irascibile e pieno di rancore che fa preferenze tra i suoi figli.
E’ invece giusto raffigurarlo come è da Lui descritto il Padre della parabola del Figliol prodigo, e cioè un Padre attento e premuroso, pieno di felicità se i suoi figli sono felici e triste per loro se sono sbandati.
Con la venuta di Cristo l’Antico testamento è stato abolito, è stato superato.
Non deve più essere tramandato se non per tenere in vita la conoscenza storica dell’esistenza di un popolo che si credeva più bravo e più prediletto da Dio rispetto agli altri.

La Chiesa poi non si accorge di continuare a presentarci la religione sulla falsariga del Vecchio testamento, cioè come un insieme di divieti: -" Non fare questo, non fare quello" -mentre invece il suo fondatore Gesù Cristo, ci ha comandato di seguire solo due comandamenti, ed entrambi in positivo, non al negativo.
- “Ama Dio e" ,per dimostrare che lo ami davvero, -“ ama il prossimo”.
Dai da mangiare agli affamati, visita i carcerati, rivesti gli ignudi, soccorri gli orfani e le vedove.
Insomma datti da fare. Dai il tuo contributo per rendere il mondo più giusto.
Non limitarti a evitare il male, impegnati a compiere il bene.
Dio, che è Padre nostro buono e premuroso, non vuole più sacrifici basati sul sangue e l’orrore, ma desidera che gli uomini lo preghino non più da luoghi di culto faraonici , splendenti d’oro e pietre preziose ma dall’interno del loro cuore.

Quindi la vera Chiesa, quella fondata da Gesù Cristo, sulla forte schiena di quel roccioso marinaio Cefa, chiamato da allora per questo roccia, pietra, Pietro non deve basare la trasmissione dei suoi insegnamenti sulla liturgia ,cioè sulla celebrazione di riti misteriosi e quasi magici, dal significato oscuro e solo per iniziati, o sulla ritualità di certi gesti da compiere sempre nello stesso modo e con certe modalità, altrimenti non valgono, come invece accade oggi.
Oggi la gente non vuole più la celebrazione di un culto solenne e formale ma sostanzialmente vuoto, bensì vuole seguire una religione del cuore, cioè basata sui sentimenti genuini e semplici dell’anima.
Inoltre la vera chiesa di Cristo non si mette in testa di vedere peccati dappertutto come fanno Padre Livio e i gesuiti, per i quali non c’è azione, dalla più elementare, come il mangiare,  alla più complicata, che gli uomini compiano senza peccare.
La vera chiesa di Cristo guarda le intenzioni del cuore, non il comportamento.

Mi insegnava mia madre che se uno alla domenica sta dando assistenza a un malato e non può recarsi a messa, quello stare accanto al malato è la sua messa ed è più ben accetta a Dio che non l’andare fisicamente in Chiesa a curiosare e parlare di gossip con altre persone, magari malignando sui comportamenti del prossimo.

Io chiedo che la Chiesa cattolica torni a predicarci una religione attiva, una religione che non mi faccia sentire figlio poco apprezzato da Dio rispetto ad altri figli di popoli più prediletti.

Al termine dei miei giorni poi vorrò essere giudicato da quel Dio, Padre buono e premuroso rivelatoci da Gesù, per quello che ho fatto usando la ragione che mi ha dato, e non per la teatralità di quei riti magici o di quei bla bla di formulette ripetitive di preghiere che volutamente mi sono rifiutato di seguire.

Perchè è proprio questo che mi fa stare lontano da questa Chiesa, e cioè il fatto che essa ormai dia più importanza alla liturgia, cioè al rispetto quasi maniacale e alla ripetizione di certe formulette di preghiera e di certi suoi riti sacri e quasi magici, piuttosto che alla diffusione del messaggio di amore e di carità sociale che ha predicato il suo fondatore Gesù Cristo.

La Chiesa si è ormai scordata che se mai c’è stato al mondo Uno che non rispettava le regole questi era proprio Gesù.
In tempi in cui al sabato le uniche azioni che si potevano lecitamente fare erano la pipì e la popò mentre tutto il resto era proibito, i suoi discepoli raccoglievano spighe di grano anche al sabato per sfamarsi ed Egli, anche al sabato, compiva miracoli proprio per dimostrare che di queste proibizioni della liturgia umana occorreva non tenerne conto.

Ah! Se la Chiesa ritornerà a seguire le orme di Cristo, io, caro Padre Livio di radio Maria,  te lo prometto,  ritornerò nella Chiesa.


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    19 settembre 2011

    161.1) Belle frasi religiose.

    Belle frasi religiose.

    Non possono far male, i morti,
    e perciò dopo molto tempo
    si pensa di essi solo il bene.

    Ho imparato a sopportare anche i rimorsi.

    La mia fede mi fa certo di quel che credo, e credere in quel ch’è certo.

    Il vero uomo religioso abita fuori del mondo, anche se il mondo abita in lui.

    Di Dio gli uomini sono troppo compresi della Sua infinita lontananza, dimenticandosi sovente della Sua infinita vicinanza.

    Noi uomini sulla terra, impariamo a volerci bene: in fin dei conti siamo tutti foglie del medesimo tronco.

    Non bisogna mai leggere con occhi ciechi, ma aprire gli occhi alla verità.

    Cercate le cose grandi e le piccole le avrete in dono, cercate le celesti e le terrene vi verranno in più.

    Non facciamo come i vecchi, i quali diventano intolleranti d’ogni cosa che diverga dal loro modo di sentire.

    Limiti e divieti di Dio:
    Se per definizione Dio è Colui che è, Egli non può non essere.
    E parimenti non può nascere, non può perire, non può mutare.
    Dio inoltre non può sbagliare, non piò mentire, non può peccare, perché Egli non può, come dice San Paolo, negare sé stesso.
    E non può non amare, dal momento che è amore
    E non può volere l’ingiustizia, dal momento che è giustizia.
    Dio, se è sapienza, non può non sapere.
    Dio se è prescienza, non può non prevedere.
    E inoltre (ascolta ancora quante altre cose Dio non può fare!) ,
    se è volontà suprema, non può non volere
    e se è onnipotenza, non può non potere.
    Insomma,gli attributi di Dio possono diventare,
    per chi abbia l’animo cattivo, 
    tutt’a un tratto , altrettanti limiti e divieti.

    Gli uomini , per come sono fatti dentro, hanno bisogno che Qualcuno dica loro la verità della verità. 
    Ma per far ciò dovrebbero leggere i Vangeli in modo diverso.
    Per iniziare una nuova vita religiosa, devono riprendere a leggerli con occhi rinfrescati, quasi che veramente li scoprissero per la prima volta.


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    30 agosto 2011

    145.1) Più si va in alto, più si è vicini a Dio

    Ci sono posti e posti per fondare un monastero.
    Ma quello scelto da questi monaci buddisti è davvero originale.
    Va bene che  più si sta in alto più si è vicini a Dio, 
    ma stavolta un tantino hanno esagerato.
     Pensiamo solo alla fatica di trasportare
    i materiali edili fin lassù.
    Certamente Dio li ha protetti, ma se qualche vittima c'è stata
    se la sono proprio voluta cercare.


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    11 agosto 2011

    139.1) A Dio piace che gli uomini soffrano?

    Per me esistono degli interrogativi senza risposta plausibile, e uno di questi è quello del titolo di questo post.
    A Dio piace che gli uomini soffrano?


    Sta scritto nella Bibbia:
    “Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
    Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso.
    Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta.
    Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto….”.

    1) Come mai a Dio piacevano di più i sacrifici di Abele che sgozzava e uccideva gli animali e poi gli offriva il loro sangue , piuttosto che le offerte di Caino che gli dava i frutti e le primizie della terra e delle sue coltivazioni?
    Forse che a Dio piace veder versare il sangue ? Gli piace che qualcuno venga ucciso , che qualcuno soffra?

    2)Come mai Cristo dopo il sacrificio sulla croce è risorto ed è tornato glorioso in cielo, mentre l’umanità non è stata rimessa nello stato originario del Paradiso terrestre?
    La morte di Cristo non doveva forse servire a ristabilire lo stato di beatitudine e di amicizia tra il Dio creatore e l’ uomo sua creatura? A riportare il mondo a quel giardino originario dove Dio e l'uomo passeggiavano insieme nella brezza della sera.?
    Niente.
    Il sacrificio di Cristo si è compiuto, il suo sangue è stato versato, ma di rientrare nel giardino dell’Eden per l’umanità non se ne parla neppure.
    Viene il dubbio che a Dio piaccia di più l’uomo sofferente, quello che affronta le prove e le tribolazioni, che suda e lavora e si dà da fare per vivere decentemente , piuttosto dell’uomo che se ne stà a pancia all’aria nell’Eden a far niente, come all’inizio lo aveva progettato e creato?

    In fondo se, come sembra, l’umanità preferita da Dio è quella legata alla sofferenza, viene il dubbio che la disobbedienza di Adamo forse sia stata da Dio stesso prevista e sollecitata, per poterci poi punire adeguatamente nei secoli dei secoli amen.
    Perché a quanto pare , a Dio piace la sofferenza, gli piace il veder soffrire, e l’ha dimostrato facendo morire lo stesso Suo Figlio tra le sofferenze sulla croce.
    Egli avrebbe potuto perdonare gli uomini scegliendo tra  miliardi di modi, ha voluto invece il più cruento, quello addirittura dello spargimento del sangue umano di suo Figlio, che ha fatto soffrire perfino un Essere senza sofferenza per definizione come Lui.
    Perchè a Dio piace la sofferenza.
    Evidentemente per Lui è una cosa bella



    Oggi milioni di persone in Africa soffrono la fame e la sete (così come nei secoli miliardi di persone hanno patito sofferenze, per carestie, siccità malattie, guerre e altre cause).
    Cosa gli costerebbe a un Essere grandioso come Lui, rifocillare con modalità straordinarie quelle popolazioni? In fin dei conti lo ha già fatto, come racconta la Bibbia, per il suo popolo prediletto nel deserto, nutrendolo per anni con la miracolosa manna.

    Ma allora chi non è suo prediletto, così come Caino non lo era di fronte ad Abele, rischia e soffre?
    E a Dio così piace?

    Sono pensieri dolorosi, e forse in questo momento io sono più vicino a Dio di quanto pensi, perchè sto soffrendo nel descriverli.
    E se a Lui piace la sofferenza, in questo momento mi sta certamente guardando con simpatia.

    O Dio, come sarebbe bello il mondo senza la sofferenza.
    Come sarebbe stato  bello se tu avessi accettato i doni agricoli di Caino, invece  di preferire il sangue degli animali uccisi da Abele!
    Forse , rigettando lontano da te il sangue,  anche tu stesso  non avresti dovuto soffrire per la morte in croce di tuo Figlio ma avresti trovato un altro modo meno cruento per ristabilire la pace tra Te e gli uomini.

    Forse la sofferenza che, con la scelta del sangue versato,  hai dovuto così esperimentare , sarebbe rimasta per sempre una cosa sconosciuta per Te, che pure sei conoscenza di tutto.
    E per il mondo umano forse sarebbe stata tutta un’altra storia.
    Meno sangue, meno pena, meno  sofferenza, meno malattie,  meno sacrifici, ma più amore,  perdono  e carità tra gli uomini, che in fondo è quello che Tuo Figlio ci ha comandato di fare. 
    Oppure Tu non sei d'accordo con il Tuo Figlio?  


    Facci soffrire meno, Dio,  dai un pò di refrigerio a quelle popolazioni, anche se non  fanno parte del Tuo popolo prediletto, che tra l'altro   a volte è anche   antipatico.


    3) Ma perchè  poi dobbiamo soffrire così in questa vita?
    Genitori  che sopravvivono ai figli; malattie; stenti; fame e sete per interi popoli e continenti.
    Solo perchè i nostri progenitori Adamo ed Eva  hanno mangiato la mela? Solo perchè si sono sentiti  tentati dal desiderio di capire come fosse bello assomigliare a Dio?
    Eppure, guarda Dio,  se qualcuno offende me, essere incompleto e vendicativo, sono certo che dopo qualche anno o decennio l'offesa sarà probabilmente dimenticata. 
    E se è capace di perdono  un essere umano, a maggior ragione non dovrebbe forse  perdonare  l'Essere supremo e perfetto che vuole  tra le sue qualità  essere pregato  per la sua giustizia e il suo amore?

    Oh! Dio, Dio, non può essere che Tu ami la sofferenza.
      Mi pare che qui ci sia qualcosa che non quadra. 


    sullo stesso argomento

    421) La parabola del primo omicidio nella storia umana.

    25.1) Ma se Gesù ha sconfitto la morte, come mai si continua a morire?






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    29 marzo 2011

    59.1) Si spartiscono la Libia

    Si spartiscono la Libia


    Francia, U.s.a., Gran Bretagna e Germania oggi si riuniscono in conferenza per spartirsi la Libia.

    L’Italia grazie a Dio non c’è.

    Fin che c’era da prestare aiuto alle popolazioni libiche in rivolta contro le minacce di sterminio da parte di Gheddafi, è stato giusto esserci. 

    Ora che si tratta invece di colonizzare e dividersi la Libia, ( un tanto a me, il petrolio a te, etc. ) è bene che l’Italia se ne stia fuori. 

    E visto che non si tratta più di dare aiuto alla popolazione, ma di vera e propria colonizzazione, faremmo bene anche a ritirare subito gli aerei militari che abbiamo impiegato nell’operazione di soccorso e a togliere i permessi alle basi militari.

    Che facciano tutto da soli, i nuovi colonizzatori!

    Post Scriptum.
    Alla conferenza partecipa pure, come osservatore interessato, il Vaticano.
    Interessato a che? 
    Ragazzini libici dalla carnagione olivastra, statevenne accuorti!


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    18 marzo 2011

    50.1) Fondamentalismo e integralismo religioso.

    Integralismo religioso e fondamentalismo.

    Nell'uso corrente, termini come integralismo e fondamentalismo hanno acquisito il significato generico e approssimativo di propensione all'oppressione e alla violenza – che potrebbe essere anche solo verbale – da parte di gruppi religiosi nel portare avanti le loro idee e tradizioni.

    I due termini, che vengono usati semplicemente come sinonimi di “fanatismo”, hanno origini e significati diversi.
    Il fondamentalismo nasce in alcune chiese protestanti, e indica una serie di principî inderogabili e fondamentali, fra i quali ha un particolare rilievo il principio di fede secondo cui la Bibbia, in tutto ciò che afferma, è da considerarsi priva di errori, incluse le sue parti storiche e scientifiche, mentre, al contrario i cattolici, gli ortodossi, le Chiese protestanti storiche (luterani, calvinisti) e gli anglicani, invece, affermano che la Bibbia essendo ispirata da Dio sia perciò infallibile solo in materia di fede e di morale, ma non necessariamente esente da errori nelle sue parti storiche e scientifiche (come a voler dire che Dio non sbaglia mai quando ci indica dei principi morali da seguire, ma è completamente inaffidabile quando parla di cose scientifiche, proprio Lui che ha creato il mondo e le leggi fisiche, scientifiche e matematiche che lo governano).
    Mah, misteri del fanatismo religioso.

    In particolare, il principio di fondamentalismo in ambito cattolico , prevede che non possa essere negato ai cattolici il diritto-dovere di promuovere integralmente e portare avanti le proprie posizioni e rivendicazioni anche in ambito legislativo trasformando così praticamente alcune leggi, nel momento stesso in cui tali posizioni venissero forzosamente imposte anche ai non cattolici, in integralismo religioso.

    L'uso denigratorio del termine integralismo è conseguente alle polemiche sorte a causa delle differenze tra convinzioni religiose e leggi statali, cioè nasce dagli attriti tra la sfera politica e la sfera religiosa.
    Diversamente da un programma di azione politica, che deve necessariamente tenere conto dell’evolversi della società, dei nuovi costumi, delle nuove richieste della popolazione, e deve quindi essere mutevole ed adattabile alle nuove situazioni di fatto, le dottrine religiose tendono invece ad essere praticamente immutabili cambiando assai lentamente col passare del tempo, e rimanendo per questo motivo indietro anni luce rispetto alle mutate esigenze e richieste della società civile.
    Per dirla in parole povere, uno Stato governato dal fondamentalismo e dall'integralismo religioso, rimane indietro nelle sue leggi, rispetto alle mutate esigenze della società civile e diventa uno Stato ingiusto , perchè trasforma le convinzioni morali ed etiche di una sola parte in obblighi generalizzati per l’intera popolazione.

    Quindi è decisamente meglio tenere distinte le sfere della politica e dell'economia dalla religione, qualunque essa sia.
    E' auspicabile non essere mai governati dai preti, che si chiamino sacerdoti o ayatollah o imam o talibans, perchè uno Stato così è fonte di ingiustizie sociali e di arretratezza di costumi.
    E’ doveroso che lo Stato sia laico e quindi aperto, senza principi fondamentali o integrali da seguire, alle mutevoli istanze della società.



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    2 marzo 2011

    38.1) Come mai Dio non ha protetto Yara? O l’ha invece protetta?

    E’ giusto chiedersi il  perché Dio abbia abbandonato Yara in quei momenti, così come  potrebbe fare magari un domani con altri nostri figli?

    Come mai Dio non ha protetto Yara? O l’ha invece protetta, e tanto anche?

    Dopo lo sbigottimento per la scoperta che la piccola Yara è stata uccisa, a molti di noi è venuto da chiedersi il perché Dio abbia permesso un tale crimine.
    Possibile che le preghiere di tutta una comunità, di tutto un popolo, siano rimaste così inascoltate?
    Se Dio non ascolta più le nostre preghiere, vale ancora la pena di pregare?
    Se Dio smette di proteggere i nostri figli, noi che cosa possiamo fare contro la criminalità e la cattiveria delle persone sedotte dal Male?
    Il solo porsi queste domande ha creato dei turbamenti interiori in molti di noi, ed addirittura può aver messo in dubbio la solidità della nostra fede religiosa .

    Per molti di noi Dio ha purtroppo abbandonato Yara al suo destino, incurante delle preghiere dei fedeli, e purtroppo sembra essere questo il sentimento prevalente nei discorsi tra noi cristiani poco praticanti.
    Ma inaspettatamente da un  sacerdote,  un certo Don Panfilo, per il tramite di una sua lettere pubblicata sul giornale "L’Eco di Bergamo" , ci viene presentato un altro punto di vista , diametralmente opposto .
    No, dice il prete, Dio non ha abbandonatao Yara, Egli l’ha invece protetta e le è stato sempre vicino.

    E’ certamente giusto e lecito, dice questo sacerdote, chiedersi come mai Dio non sia intervenuto a proteggere Yara. Anche Gesù sulla croce si è sentito abbandonato e l’ha ha gridato a Dio.
    Ma la Sua stessa resurrezione ha dato la risposta: Dio non l’aveva abbandonato nel momento del pericolo, semplicemente Dio lascia sempre liberi gli uomini di compiere anche il male se lo desiderano, ma prepara immediatamente per la vittima l’esaltazione e la gloria eterna.

    Egli è sempre accanto a noi per proteggerci e così quel 26 novembre 2010 era vicino a Yara nei momenti del rapimento e non l’ha abbandonata, anzi era lì per proteggerla.
    E quando la cattiveria umana ha infierito su di lei senza pietà, Egli con un tenero abbraccio eterno, perché Yara non avesse a subire ulteriori oltraggi, l’ha accolta in Paradiso, dove essa ora non ha più niente da temere da nessuno.

    Questo espresso da don Panfilo è  un punto di vista sul quale vale la pena di soffermarsi a meditare, è una considerazione che ci dà la possibilità di elevare la nostra mente alla speranza cristiana, invece di deprimerci come potrebbe invece fare il pensiero opposto.

    Dio non ci abbandona mai, anche nella cattiverai umana Egli sa tenerci per mano e proteggerci perché dal male nasca il bene.
    E difatti ora noi tutti abbiano un angelo in più in Paradiso.
    Se il Male voleva la distruzione di Yara, ha invece ottenuto che essa venisse trasformata in un Essere di luce che dal cielo, tramite le sue suppliche a Dio, saprà dare forza e grandezza d’animo ai suoi famigliari e alla nostra intera comunità nazionale..
























    E, continua nella sua lettera don Panfilo, un’altra cosa il Signore farà, ne siamo certi.
    Egli prima o poi riuscirà ad aprire il cuore dell’orco , e nel rispetto della libertà dell’uomo, che può essere così cattivo da rimanere chiuso a qualsiasi richiamo alla pietà, farà entrare nel cuore dell’assassino, come una spada affilata, la domanda che fece a Caino: - Caino che hai fatto?- - Caino, perché?-
    Possiamo stare certi che, a partire da questa domanda l’assassino sarà pronto a pagare il suo immenso debito con la giustizia umana, e auguriamoci che Dio gli dia la forza di aprirsi alla grazia e al pentimento che gli potranno cambiare il cuore.

    I sentimenti espressi da Don Panfilo nella sua lettera al giornale, mi hanno intrigato e commosso, ed ho deciso di proporli, in un modo purtroppo ben più misero, su questo blog.
    Che Dio stia sempre vicino a noi e ai nostri figli!


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    31 gennaio 2011

    14.1) L’impatto della televisione berlusconiana degli ultimi trent’anni sulla società italiana.

    L’impatto della televisione berlusconiana degli ultimi tren’anni sulla società italiana.

    Ecco tutto ciò che la televisione berlusconiana degli ultimi trent’anni ha diffuso via etere e mostrato agli italiani:

    - pettegolezzi da salone di bellezza,
    - chiacchiericci da corridoi della politica,
    - scandali e scaldaletti da gossip,
    - paparazzate vere o presunte,
    - nudi maschili e fermminili a volontà,
    - format e trasmissioni basate su litigi e discussioni sempre più sbracate su qualsiasi argomento.

    Un’ evasione mentale totale dai problemi contingenti di ogni giorno e un rimbambimento catodico capace di far tenere accesa la Tv tutto il giorno alla casalinga tipo che si fa il mazzo tra pulizia di pavimenti e idrosanitari, cambio di pannolini, pile di panni da stirare e cibi da cucinare.

    La tv berlusconiana, non contenta dell’audience aziendale raggiunto, nel periodo preso in esame ha attuato inoltre numerose incursioni dentro la Rai per far posto a trasmissioni guidate da tal Bruno Vespa, giornalista sempre più filoberlusconiano, del quale vengono mostrate, durante le conferenze stampa successive ai Consigli dei ministri le pubblicità dei suoi libri.
    Il quale Bruno Vespa, fino all'altro ieri, cioè fino al trionfo del “signorinismo”, ha avuto vita fin troppo facile, con la sua trasmissione "Porta a Porta", su Rai Uno utilizzata per fare da leccapiedi al Cavaliere.
    Ma ormai la trasmissione di Vespa, quella che fino a ieri era considerata la Terza Camera dello Stato, ora diventata lo stanzino delle scope. non fa più opinione, è vecchia, noiosa e ripetitiva.
    E quindi controproducente.
    E va abbandonata al suo destino.

    Ultimamente è in auge sulle Tv Mediaset il fenomeno del "signorinismo", cioè del giornalista che ha inventato la gay tv italiana.
    Costui,Alfonso Signorini, ha recentemente dato il meglio di sé con la serie di trasmissioni "Kalispera", il programma praticamente prodotto dall’ ufficio stampa di Berlusconi.
    Signorini è al momento il successore morale di Bruno Vespa.
    Egli è l’ ascoltatissimo consigliere d’immagine del premier, è direttore di due vendutissimi settimanali di casa Mondadori, è ospite fisso al Grande Fratello.
    Egli riempie, in sintesi, con la De Filippi il vuoto pneumatico della televisione di casa Mediaset.
    Il suo modo di fare televisione è la via tronista al consenso, è cioè uno stile televisivo aggressivo, cool, ultrapop, glamour, animalier, “billionaire”, è lo stile Olgettina, che ha mandato in soffitta la maniera istituzionale, moderata e tranquillizzante, di Bruno Vespa il quale , pur animato dallo stesso scopo di essere servile nei confronti del potente di turno,mentre spiegava alla vecchiette e alle casalinghe timorate di Dio la cronaca e le vicende italiane teneva d'occhio e si preoccupava per le possibili reazioni delle Gerarchie ecclesiastiche.



    Il signorinismo invece inventa le notizie, le mistifica, e di nient'altro si preoccupa se non di presentarle solo dal punto di vista del suo Benefattore e Padrone.
    Il signorinismo è l’ultima frontiera di un regime culturale televisivo che, forse per la prima volta da quasi trent’anni, sta per essere rifiutato e respinto dalla gente comune che non si identifica più nei suoi modelli ed anzi li ritiene ormai inaccettabili, così come inizia a contestare i comportamenti dei personaggi televisivi che le vengono proposti.

    Forse per la Tv berlusconiana, dopo essere stata tanto ascoltata, ora inizia la fase del declino.

    Speriamo, perchè di amoralità in amoralità, chi in Italia ritiene di possedere ancora un pur minimo senso di dignità morale, non se la sente più di accettare questi modelli mediatici che imbarazzano e ti comunicano a priori un senso di sconfitta.


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    10 novembre 2010

    212.0) Di miracoli parlando.

    Di miracoli parlando.
    C’è una chiesa  di un convento a Santa Fè, nel Nuovo Messico,  la cui costruzione si dice sia stata ultimata niente di meno che da San Giuseppe in persona.
    Era successo che il progettista della Chiesa si fosse dimenticato  di prevedere una  scala che doveva portare le suorine  dal pianterreno della chiesa al  piano superiore, nel coro e da lì alle loro camerette, alle loro celle nel convento.
    Naturalmente i muratori, non avendo il progetto della scala non la costruirono mai e così le suorine  erano impossibilitate  ad accedere ai piani superiori  del convento.
    Un gruppo di altre persone   avrebbe a questo punto   impugnato causa al  progettista e alla impresa di costruzione o quanto meno non avrebbe pagato l’opera fino al termine  dei lavori.
    Ma le buone suorine,  non volendo inimicarsi col prossimo,  si raccolsero in preghiera  e pregarono, pregarono  incessantemente  Dio per nove giorni, dopo di che si presentò alla porta del convento una persona   che si qualificò come falegname e si mise a disposizione per costruire gratuitamente  la scala di cui si sentiva la necessità.
    Ottenuto l’assenso delle suore, si mise all’opera e in pochi giorni costruì la scala che si può ammirare  nelle fotografie seguenti.















    Questa scala presenta delle  particolarità fuori dal comune: Anzitutto essa non  è appoggiata a nessun pilastro  e non si capisce come faccia  ad esistere. Tutto il suo peso grava sul primo scalino.  Il che vuol dire che è sospesa senza nessun supporto


    Inoltre  è stata costruita senza l’utilizzo di nessun chiodo o colla.
    Praticamente è una scala che nessun falegname terreno avrebbe potuto  costruire.
    .
    Dopo sei mesi, terminata l’opera il falegname scomparve né chiese mai di essere pagato.
    Per questo si dice che la scala sia stata costruita da San Giuseppe in persona,  il falegname padre putativo di Gesù e viene chiamata “ la scala miracolosa”.
    A uno scettico come me la cosa fa sorridere, in quanto  ritengo che i santi, in Paradiso, abbiano qualcosa di meglio da fare che  divertirsi a stupirci con dei miracoli  strani e  bizzarri.
    Dio poteva in questo caso suggerire  alla buone suore di fare causa al  progettista  e fare in modo  che la vincessero obbligando così il progettista  a far costruire la scala dimenticata .


    Oppure poteva  mandare un falegname terreno disoccupato e desideroso di mostrare le proprie capacità a costruire la scala e a  ottenere il giusto salario per la sua opera.
    Che bisogno c’era di costruire una scala che  sta in piedi sfidando le leggi fisiche  ed è talmente ben fatta che non ha richiesto l’uso di colla o chiodi?
    In Paradiso volevano stupirci con effetti speciali, e certamente ci sono riusciti, perchè la scala esiste ed è lì da vedere.



    Però, viene da dire,  se hanno queste  facoltà, perché non le usano per  fare cose un pò più serie,  e necessarie all’umanità, quali ad esempio debellare la fame o le malattie nel terzo mondo ?
    Invece di tante scale miracolose, o di  ampolline di sangue che si liquefano  come accade a Napoli, perché  questi abitanti del Paradiso non supplicano Dio di  evitare  alle madri africane lo strazio di vedere i loro bimbi morire tra le loro braccia  di fame,  di sete, o  di Aids.?
    Sono così burloni questi santi del Paradiso che ci vogliono incantare  con effetti speciali?
    Perché non pregano Dio di fare in modo  che  per un giorno, un giorno solo, ogni tanto  su questa terra  nessun essere umano   muoia o si ammali, o che per un giorno, un giorno solo   in nessun luogo della terra  si spari  o si facciano guerre?
    Di santi che  ci aiutino a santificarci abbiamo bisogno noi uomini, non di  santi che fanno miracoli  stupidi  per stupirci  e farci dire degli “Oooooh! Ooooh!” di meraviglia.
    Poi, i Santi facciano quello che vogliono, anche i burloni, se lo desiderano, ma sappiano che non tutti rimarranno incantati dai loro giochetti di prestigio : qualche scettico come il sottoscritto in qualche parte del mondo  lo si trova sempre.


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