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22 maggio 2012

57.2) Ho scoperto di essere un razzista.


Ho scoperto di essere un razzista

Un mio amico mi ha recentemente raccontato questa sua esperienza, e si vedeva che soffriva, nel raccontarla.

- Da qualche tempo frequento, su consiglio del medico che mi ha trovato delle stenosi, (restringimenti delle arterie nelle gambe) , la piscina comunale per fare in acqua un po’ di ginnastica adatta alla mia età.

Si chiama ginnastica dolce, e siamo una decina di persone di entrambi i sessi a frequentarne i corsi.

Ora succede che entrato in acqua, immancabilmente dopo qualche minuto mi scappa di fare plin plin ( come dice una pubblicità) e anche se sono appena andato in bagno l’impulso è troppo forte e non resisto.

Così la faccio e la cosa finisce lì perché penso che sia uno stimolo comune a tutti, come accade quando si fa il bagno nel mare o si è sotto la doccia.

Bene, ma è successo che l’altro giorno si sia aggregata a noi una donna africana, una donna di razza nera, più o meno della nostra età e probabilmente anch’essa bisognosa di fare ginnastica in piscina.

Come l’ho vista entrare in acqua una parte del mio cervello è andata in tilt.

-Non si metterà mica adesso a fare anche lei plin plin in acqua, vero? –

Al che, l’altra metà del mio cervello rispondeva: - E allora? non l’hai forse fatta anche tu? E non l’hanno forse fatta anche tutti gli altri che stanno frequentando il corso?-

-Si- rispondeva la parte marcia del mio cervello - ma loro ed io siamo degli esseri umani che semplicemente non abbiamo resistito allo stimolo, ma lei, lei ……. lei non è come noi, che saremo belli o brutti,giovani o vecchi, magri o grassi, ma che tuttavia non ci facciamo schifo tra di noi.

Questa donna qui, invece, con quella sua pelle così nera e unta …..!!! no, non è possibile che……!

- E se si fosse trattato di Naomi Campbell???- incalzava la parte sana

-Beh, lei sì, certo , ma le altre , le altre no, ti prego, non devono fare plin plin in acqua vicino a me!- ragionava così il mio cervello bacato , e a questo punto io, essendomi accorto che non seguivo più l’istruttore , con una scusa qualsiasi sono uscito dalla piscina .

Aveva vinto la parte razzistica che evidentemente c’è in me e che io fino ad allora ignoravo bellamente di possedere. –

Poveraccio, questo mio amico, mi ha fatto pena.

Ha scoperto il suo lato razzista e ci è rimasto male.

Io invece, che di essere razzista dentro di me un po’ lo sospettavo, perché tempo fa , pensando che i miei nipotini tra 20 o 30 anni probabilmente avrebbero messo su famiglia con uno o una di razza nera o asiatica, mi ritrovai ad esprimere dentro di me il desiderio di non esserci più quando la cosa sarebbe accaduta , ma di andarmene tranquillamente prima per non essere coinvolto nell’avvvenimento che il mio cerrvello non approvava.

Perciò non mi meravigliai più di tanto per lo sconcerto del mio amico, ma gli feci anzi capire che insomma, un po’ tutti, chi più chi meno ……e che l’importante è di non farlo diventare un’ossessione il nostro piccolo lato razzista , ma di accettarci così come siamo , pieni di buone e cattive azioni ma anche consapevoli dei lati oscuri della nostra mente.

Ed un’altra cosa gli dissi al mio amico, e cioè che io, visto l’andazzo che c’era in quella piscina comunale nella quale tutti facevano i porci bisognini loro, io in quella piscina quest’estate di certo non ci avrei messo piede.

E dico piede per non dire dell'altra altra parte del corpo.






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24 novembre 2011

180.1) Tutte le donne incinte del mondo verranno in Italia a far figli?

Tutte le donne del mondo verranno in Italia a far figli?


Oggi ha diritto di cittadinanza italiana soltanto chi è nato da genitori italiani, ( ius sanguinis, diritto derivante dal sangue) ma si vorrebbe che accanto a questo ci sia anche il diritto di cittadinanza derivante dal fatto di essere nati in Italia ( ius soli, diritto derivante dal luogo di nascita) .
Essere quindi registrati nell’anagrafe di qualche Comune italiano, far parte di una famiglia residente da qualche anno in Italia con permesso di soggiorno, frequentare scuole italiane e intrattenere rapporti sociali con  altri ragazzi italiani, dovrebbe far maturare  ai nati in Italia , pur se da genitori di altra nazionalità, il diritto di considerarsi italiani.

I nostri i figli,  ormai,  a scuola intrattengono rapporti con ragazzi di etnia e colore di pelle diversi dal loro, ma nati in Italia e abitanti con i genitori nel nostro stesso quartiere da alcuni anni.
Perché devono considerare costoro come degli extracomunitari?
Sono nati qui come loro, abitano qui come loro, vanno nelle stesse scuole che frequentano loro, amano l’Italia come loro.



Eppure qualcuno vuole che costoro non siano considerati italiani.
Perché?

Perché così’ dice e così  vuole la Lega Nord , la quale aggiunge a questa cretineria anche un’altra cazzata del tipo :
“Se diamo la cittadinanza italiana a tutti quelli che nascono in Italia, verremo ben presto invasi da tutte le donne incinte del mondo, che verranno qui a far figli.”


Oh, perbacco! Ma dici davvero?
E che cavolo! Voi della Lega continuate a dire che vivere in Italia fa schifo, e che vorreste secessionare in un posto felice come la vostra fantasiosa  Padania, e poi venite a dirci che il diventare italiani e magari il vivere in Italia è l’aspirazione di tutte le donne incinte del mondo?
Qualcosa non quadra nel vostro ragionamento.
Che ci fossero stranezze nelle testoline di Bossi, Maroni, Castelli, Calderoli, Borghezio e quant’altri già lo avevamo intuito, ma adesso ce ne date pure la conferma.
Forse è bene che vi facciate visitare.
Una bella Tac  all'encefalo a volte può  rimuovere ancestrali idee sballate.


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5 gennaio 2011

4.1) Donne che piangono!

Il pianto delle donne.


La bellezza di una donna non è nei vestiti che porta,
nè nel suo viso,
o nella sua capigliatura.
La bellezza di una donna risiede nei suoi occhi.
Essi sono la porta d’entrata del suo cuore ;
la porta dove risiede l’amore.
Le lacrime di una donna
sono arma di difesa da un dolore lacerante
oppure arma di seduzione
ma sono anche espressione a volte di gioia infinita.
Ed è spesso con le lacrime che la donna ti mostra il suo cuore.
I volti delle donne che piangono diventano davvero potenti.
A volte sono di una bellezza terrificante.
Nessun uomo sopporta la vista di una donna che piange,
perché una donna che piange e singhiozza,
diventa terribile
e nessuno può rimanere indifferente.
da "Pensieri di un'umanità ferita" di Mario Locatelli (1911-1949)


Le lacrime di una mamma.

- Mamma, che hai? ma piangi? -
- O figlio, Credi davvero che se piangessi il dolore diminuirebbe? Ma dai!
-Mamma non sopporterei di vederti piangere...
Vedi mamma un figlio ha bisogno di sua madre,
tiene molto conto della sua presenza,
si fida,.. si abbandona... si lascia sostenere...
ma se una madre piange tutto cambia... -
- Cosa vuoi dire? -
- Voglio dire che una madre che piange potrebbe uccidere suo figlio -
- Spiegati -
- Se una madre piange, il figlio perde il suo punto di riferimento... lei diventa una persona da sollevare.., da proteggere..,
da sostenere... e una persona che ti fa compassione
non può essere la coperta che ti scalda quando hai freddo... –

- Parliamo a lungo. Mio figlio ed io.
Mi dice cose che conoscevo
e che pensavo di conoscere solo io.
Io che mia madre l'ho vista piangere fin troppe volte.
In quel momento ho capito perchè ai miei figli
ho cercato di evitare in tutti i modi
che conoscessero il sapore amaro delle lacrime di una mamma.
da "Pensieri di un'umanità ferita" di Mario Locatelli (1911-1949)


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    25 settembre 2010

    177.0) Il governo del fare?... boh!

    Il governo del fare???

    Berlusconi condanna le chiacchiere del "teatrino della politica" rivendicando al suo "governo del fare" di aver nel frattempo continuato a lavorare in silenzio su cose concrete, nell' interesse di tutti gli italiani.

    Quali?
    Elencare, prego.
    Al primo posto 'Più sicurezza nelle nostre città'
    (risultati:a Milano le donne ormai hanno paura ad uscire la sera. Immaginiamoci nei paesini di periferia).

    Al secondo posto "Le grandi emergenze risolte:
    si va da Alitalia che torna a volare, al terremoto in Abruzzo, con "una casa per tutti a tempo di record", senza dimenticare i "rifiuti in Campania: problema risolto".
    (risultati: per Alitalia non tutto è poi così roseo, in Abruzzo basta vedere le continue manifestazioni di protesta dei cittadini contro i ritardi nella ricostruzione, a Napoli è tornata la spazzatura per le strade).

    Al terzo posto 'Superare la crisi a fianco delle famiglie e difendere chi lavora con promesse di interventi per le famiglie e i lavoratori.
    (Risultati: disoccupazione in aumento, insicurezza economica spaventosa, figli "precarizzati" senza lavoro e senza futuro.
    La crisi economica per l’Italia comincia adesso, altro che "ne siamo usciti fuori meglio degli altri".
    E il debito pubblico che ha ormai raggiunto livelli record!)

    Al quarto posto" Più forza alle imprese, elencando tra i punti programmatici il rilancio delle Grandi Opere, l'Expo 2015, il favorire l'accesso al credito, meno burocrazia e fisco amico e il rilancio del Sud, con una banca appositamente creata per distribuire soldi alle regioni meridionali.
    (Risultati: perfino l’Unione degli industriali ammette che il governo non sta facendo niente di concreto per farci uscire dalla palude economica) .


    Caro Berlusconi, il governo del fare non esiste se non nella sua fantasia.

    Per adesso c’è solo il governo delle promesse non mantenute che sta invece perdendo tempo in chiacchere e liti da pollaio.


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    50)
    In ricordo del “Che”


    22 gennaio 2010

    18.0) Le donne intelligenti cambieranno in meglio il mondo.

    Donne che leggono...donne che pensano..

    Anche se non pratica del lago,
    una ragazza decide di uscire in barca.
    Accende il motore e si spinge ad una piccola distanza:
    spegne, butta l'ancora,
    e si mette a leggere un libro.


    Arriva, in barca, un Guardia pesca.
    Si avvicina e le dice:
    "Buongiorno, signora. Cosa sta facendo?"
    "Sto leggendo un libro"
    risponde lei (pensando "non lo vedi?").

    "Lei si trova in una zona di pesca vietata," le dice.
    "Mi dispiace, agente, ma non sto pescando.
    Sto leggendo".
    "Sì, ma ha tutta l'attrezzatura.
    Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento.
    Devo portarla con me e fare rapporto".

    "Se lo fa, agente, dovrò denunciarla per molestie sessuali"
    dice la donna.
    "Ma se non l'ho nemmeno toccata!"
    dice la Guardia.
    "Questo è vero, ma possiede tutta l'attrezzatura.
    Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento."
    "Le auguro buona giornata, signora"
    e la guardia se ne va.



    MORALE: Mai discutere con una donna che legge.
    E' probabile che sappia anche pensare
    .


    Rif: liberamente tratto da qui

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    19 agosto 2009

    341) mai voler strafare




    La legge contro il fumo nei locali pubblici è una delle poche leggi che gli italiani hanno accettato e rispettano senza tanti malumori.

    Hanno capito che era una legge giusta
    e che era sbagliato fumare in faccia agli altri ,
    specie se bambini o donne incinte o malati.
    Adesso però si vuole estendere il divieto anche nei parchi e nei giardini,
    in strada, in spiaggia e in qualsiasi luogo all'aperto
    e questo è certamente ingiusto.
    Addirittura i giovani possono venire multati se hanno in tasca un pacchetto di sigarette.

    Lo Stato che impone leggi giuste è rispettato.
    Se invece vuole strafare più nessuno rispetterà le sue leggi.


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    1 agosto 2009

    324) La Chiesa di Roma prende i fedeli a scomuniche in faccia.




    La Chiesa di Roma prende i fedeli a scomuniche in faccia.



    In seguito all’autorizzazione da parte delle autorità sanitarie italiane per la diffusione e la vendita della pillola abortiva Ru486, le autorità ecclesiastiche vaticane hanno espresso la determinazione di scomunicare la donna che utilizzerà tale pillola e il medico che glie l’avrà prescritta o che l'avrà aiutata nell'atto abortivo.

    Essendo completamente ignoranti sull’argomento scomunica noi del bar abbiamo chiesto a Frate Antonio da Bergamo alcune delucidazioni.

    La scomunica la dà il Papa, o l’autorità religiosa da lui delegata, per motivi religiosi.
    La persona scomunicata non fa più parte della comunità di quella religione, in questo caso la cattolica, perché ha rifiutato o ha compiuto degli atti, che hanno causato gravi infrazioni alla morale e alla dottrina riconosciuta e professata dalla Chiesa.
    La scomunica non significa strada aperta per l’inferno, non è una condanna certa per l’inferno, in quanto il giudizio finale lo può dare solo Dio, e non il Papa o un suo delegato, i quali per altro dopo aver condannato affidano lo scomunicato alla misericordia di Dio, e non è sempre detto che Dio la pensi allo stesso modo del Papa, anzi.

    Lo scomunicato, non facendo più parte della comunità ecclesiale, non può più partecipare ai sacramenti.
    Nella vita pratica, per chi riceve la scomunica non cambia niente. E' solo nell'interiorità dell' animo che avvengono i mutamenti, per alcune persone a volte devastanti e insopportabili.
    Peggiore sarebbe stato ricevere la scomunica da Cristo in persona, ma Lui è molto più lungimirante e tollerante di questi signori che pretendono di agire in Suo nome.
    L’atto di scomunica, è presente oltre che nella religione cattolica anche in quella ebraica, ed è di due tipi.
    1)latae sententiae
    Implica che lo scomunicando abbia compiuto degli atti talmente delittuosi o riprovevoli al punto tale che non è necessario che la scomunica gli venga esplicitamente notificata da un ente ecclesiastico.
    Chi compie un certo atto, per il semplice fatto di averlo compiuto, si trova ad essere automaticamente scomunicato.


    Negli anni del dopoguerra, in Italia, chi votava per il Partito comunista italiano, era automaticamente scomunicato Oggi non accade più anche perchè forse non c’è più nessuno che voti comunista.






    Ai nostri giorni è automaticamente scomunicato
    -chi ricorre all’aborto come pratica anticoncezionale e chi aiuta a procurare tale aborto.
    -i divorziati
    -chi è responsabile di apostasia, eresia, scisma o simonia.(e a parte il clero e gli addetti ai lavori, è chiaro che siano ben pochi i cristiani che sappiano il significato di questi reati).

    2) Ferendae sententiae,
    quando la condanna alla scomunica non è così automatica come nel precedente caso, ma deve essere nominativamente inflitta da un organismo ecclesiale.
    Lo scomunicato, dopo la notifica di questo atto non è più in comunione con la Chiesa, e cioè non fa più parte di essa, poiché non si è comportato secondo gli insegnamenti che essa professa.

    Ieri, 31 luglio 2009, avendo il sistema sanitario italiano autorizzato la diffusione e la vendita in Italia della pillola Ru486, le autorità ecclesiastiche hanno espresso la determinazione di scomunicare per latae sententiae la donna che utilizzerà tale pillola e il medico che glie l’avrà prescritta.
    Ora, a parte il fatto che non è ancora chiaro se rientreranno in tale scomunica anche i farmacisti che la vendono, coloro che lavorano nelle case farmaceutiche che producono tale medicinale, i pubblicitari che lo reclamizzano, e i tipografi che hanno materialmente stampato e confezionato l’imballaggio e la confezione cartacea contenente le pastiglie,ed anche i giornali stessi che riportano la notizia ed anche chi, magari attraverso un blog, ne parla, ci si deve porre la domanda se la religione cattolica sia una religione che, come dice il suo stesso nome, abbraccia tutta la Terra, o se invece certe leggi valgano solo per l’Italia, perché questo è il dubbio, che cioè noi italiani dobbiamo obbedire oltre a quelle del nostro parlamento anche alle leggi dello stato del Vaticano, vista la contiguità dei due Stati.
    La stessa pillola Ru486 venduta negli altri Stati, fa automaticamente entrare in vigore anche presso i cattolici di tali Nazioni la sconunica latae sententiae, o è solo da noi in Italia che entra in vigore tale decreto ecclesiastico?
    C’è anche da fare un appunto sul fatto che ogni tanto poi le scomuniche vengono revocate, com’è accaduto recentemente per quella che aveva colpito per venti anni i seguaci del vescovo Lefevbre, con ciò stesso venendo a dichiarare la fallibilità di tale strumento di condanna religiosa.
    Quindi gli scomunicati non devono disperare: tra qualche anno la Chiesa, pur senza ammetterlo esplicitamente, ma anzi con qualche scusa più o meno sensata, toglierà la scomunica e la smetterà di prendere a pesci in faccia, pardon a scomuniche in faccia, i suoi fedeli.
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    18 luglio 2009

    307) Questa è la storia del re Debito Pubblico e del principe Pil che avevano mire bastarde sulla principessina Italia, e volevano rovinarla.

    Qui si narra la storia del re Debito Pubblico e del principe Pil che avevano mire bastarde sulla principessina Italia, e l’avrebbero rovinata con piacere, ma lei non ci stava.




    Poi arrivò il Cavaliere azzurro, (chiamato papi dalle minorenni), con le sue televisioni commerciali, e lei si lasciò sedurre volentieri.


    Siccome in questi giorni sui giornali non si parla d'altro che di Debito pubblico e di Pil, noi del bar, che su tali argomenti ci sentiamo del tutto impreparati, ci siamo rivolti agli intellettuali della compagnia, il prof. Asdrubale e frate Antonio da Bergamo, perchè mettessero in grado anche noi poveri sempliciotti, di capirne qualcosa.
    Per una volta abbiamo accantonato le nostre discussioni sul calcio mercato e le donne e ci siamo messi diligentemente in ascolto dei due sapientoni.

    Il Debito Pubblico Italiano
    Le spese che uno Stato sostiene, sono finanziate o con le riscossioni fiscali o con l'emissione di titoli di Stato, da far acquistare a qualcuno che fornisce così la necessaria liquidità.
    L’ammontare dei titoli di Stato in circolazione non è altro che il Debito Pubblico e per attirare i capitali ed invogliare i privati o le banche a sottoscriverlo, è necessario su questo prestito, pagare un interesse.

    Se i capitali raccolti tramite il Debito Pubblico vengono utilizzati dallo Stato per
    - finanziare le spese spese correnti ordinarie, la situazione rischia di degenerare in poco tempo: spesi questi soldi non ci sono più le risorse per rimborsare il debito e pagare gli interessi, e lo Stato dovrà ricorrere alla formazione di un ulteriore debito e la spirale di interessi su interessi manderà in fallimento lo Stato.
    Fallire significa dichiarare non validi i titoli di Stato, cioè rifiutare il loro rimborso.In questo caso lo Stato non troverà più nessuno, per alcune generazioni, che sia disposto a sottoscrivere nuovi titoli del Debito Pubblico.

    - Se i prestiti vengono invece impiegati in investimenti strutturali, per esempio nella costruzione di strade, ferrovie, industrie, la capacità produttiva dello Stato aumenta, e con essa anche la produzione, quindi aumenteranno anche le entrate fiscali e tutto questo metterà in grado lo Stato di restituire sia il debito che gli interessi, restandogli magari ancora qualcosa in cassa.
    È esattamente quello che abitualmente capita nell'economia privata delle famiglie.

    In Italia, negli ultimi decenni i governi sono ricorsi sempre più frequentemente al prestito pubblico anche per finanziare, purtroppo, le spese ordinarie. Tali spese, che dovrebbero invece essere coperte dalle entrate ordinarie del fisco, sono state finanziate con l'emissione di nuovi titoli, che hanno accresciuto ovviamente l'ammontare del debito.
    Quasi tutti gli economisti concordano sul dovere, per uno Stato, di non mantenere un Debito Pubblico elevato, che può risultare inflazionistico, ma noi sappiamo bene quanta inflazione abbia creato la Banca d’Italia stampando soldi per pagare il Debito Pubblico.
    Tra tutte le critiche che sono state mosse all'euro forse l'unico vero vantaggio della introduzione di questa moneta unica europea consiste nell'indipendenza della Banca Centrale Europea dai governi dei singoli Stati e comportamenti così inflazionistici come quello attuato negli anni dal nostro Istituto bancario centrale non sono più possibili.
    Per giudicare se la la situazione del debito di una Nazione sia o meno allarmante, più che il suo ammontare assoluto, occorre considerare la capacità di quella Nazione di provvedere sia al rimborso del valore nominale dei titoli che al pagamento degli interessi, e poiché i soldi necessari devono venire prelevati da ciò che una Nazione produce annualmente (cioè dal suo prodotto interno lordo o PIL) è quindi essenziale che si mantenga una certa proporzione fra il debito pubblico e il PIL.
    Non esistono criteri fissi per stabilire tale proporzione; in effetti, oggi il Debito Pubblico raggiunge in tutti i Paesi percentuali elevate del PIL, fino ad oltre il 100%, e tale situazione può essere sostenuta in quanto i titoli del Debito Pubblico hanno scadenze molto lunghe o possono venire rimborsati alla scadenza naturale emettendo nuovi titoli, cioè contraendo nuovi debiti che sostituiscano quelli estinti.
    E’ ovvio che un simile meccanismo consente di trasferire, di fatto, l'onere del debito alle generazioni future (purtroppo noi addossiamo ai nostri figli e nipoti il fatto di aver voluto vivere al di sopra delle nostre possibilità economiche).
    Oggi i mezzi finanziari che servono per rimborsare il Debito Pubblico e i relativi interessi rappresentano una proporzione rilevante del bilancio di un Paese, e dato che il denaro per l'estinzione del Debito Pubblico viene raccolto principalmente attraverso la tassazione, l'ammontare del Debito Pubblico è un fattore importante per la determinazione del prelievo fiscale sul reddito prodotto da un paese (più alto è il debito pubblico di un Paese e più alte saranno le tasse di quel Paese,perchè oltre alle spese ordinarie c'è da rimborsare anche il Debito e gli interessi sul debito)

    Cos' è il PIL?
    Il PIL è un indicatore molto improprio, chiamato anche metro del benessere di una Nazione, ed è basato esclusivamente sull’ammontare delle transazioni economiche che avvengono in un determinato Paese. E’ un indicatore improprio in quanto accanto alle transazioni economiche creatrici di ricchezza (quali il reddito pro-capite, l’allungamento della speranza di vita e quindi l'andata in pensione più in là negli anni, le scoperte e i ritrovati della scienza e della tecnologia,un maggior tasso di alfabetismo e di scolarizzazione, la costruzione di strade,industrie, attività commerciali e di servizi, infrastrutture, etc.), esistono anche delle transazioni economiche derivanti da situazioni di malessere sociale (si pensi alle spese sostenute per disinquinare l’ambiente, per la lotta alle malattie derivanti da disastri ecologici, alle spese per combattere la mafia e la criminalità, a quelle per le controversie giudiziarie, per le separazioni coniugali e i divorzi. Tutte queste spese sono sintomi di un danno per l'ambiente e per la società, e non solo non aumentano la ricchezza di una Nazione, ma contribuiscono ad impoverirla).
    Molti economisti suggeriscono il superamento del concetto di PIL, ma ad oggi, pur con le sue imperfezioni, è l’indicatore più accettato nell’ economia mondiale.

    Un pò di Storia sul debito pubblico italiano .
    Dopo la Seconda guerra mondiale, ci fu in Italia una fase di stabilizzazione, caratterizzata da una politica di bilancio austera che fece scendere il Debito Pubblico al di sotto del 50% del PIL.
    Il debito ricominciò a crescere negli anni Sessanta per effetto della politica volta a stimolare lo sviluppo economico per mezzo degli investimenti pubblici, ( politica che fu una delle cause determinanti del cosiddetto "miracolo economico italiano").
    Negli anni Settanta il forte rallentamento della produzione e l'inflazione a due cifre accelerarono nuovamente la crescita del rapporto fra debito e PIL.
    Verso la fine degli anni Ottanta varie cause portarono ad una nuova incontrollata crescita del debito, fino a raggiungere il 125% del PIL.

    Il rapporto tra deficit e Pil
    Dal punto di vista economico è anche molto significativo osservare la relazione fra il disavanzo di bilancio (ossia l'ammontare delle spese non coperte da entrate fiscali o deficit) e il PIL.
    Nel 1994 questo rapporto superava il 10% (contro il 3% massimo richiesto dal trattato di Maastricht come requisito di ammissione all'Unione Monetaria Europea). L'energica politica di contenimento della spesa e di incremento delle entrate perseguita a partire dal 1994 (la famosa “tassa sull’Europa”) è riuscita a riportare il suddetto rapporto nei limiti richiesti dal trattato.

    Riassumendo:
    Sono due gli indici che il buon governo di una Nazione deve tenere sotto controllo;
    1) Il rapporto fra il Debito Pubblico e il PIL.
    L’Europa chiede agli Stati membri che l'ammontare ideale del Debito Pubblico non superi il 60% del rapporto con il PIL (cioè, se è fatto pari a 100 ciò che produce annualmente l’Italia come ricchezza, i titoli del Debito Pubblico in circolazione non devono superare l'ammontare di 60).
    Ad inizio 2009 l’Italia era al 106%, ed è chiaro che il rientro dell'ingente Debito Pubblico, ossia la sua riduzione verso il livello considerato accettabile del 60% del PIL, non potrà che avvenire lentamente e molto gradualmente negli anni.
    Ma purtroppo in questi giorni, anche se il Cavaliere azzurro al governo nega tale circostanza, il Debito Pubblico ha ricominciato a salire ed ha raggiuntro l'altezza considerevole del 117%.
    Ciò vuol dire che le nostre Autorità spendono sempre più di quanto incassano , e per spese non strutturali, cioè che non accrescono la ricchezza dell'Italia.
    E' quindi ipotizzabile che, con questo andazzo, a breve la luna di miele tra la principessina Italia e il cavaliere azzurro, che aveva fatto tante promesse mirabolanti che non ha saputo mantenere si stia avviando verso una fase di stanca se non di rigetto.

    2) Il rapporto fra il disavanzo di bilancio (deficit) e il PIL
    L’Europa chiede agli Stati membri che l'ammontare delle spese non coperte da entrate fiscali o deficit non superi il 3% del rapporto con il PIL (cioè, se viene fatto pari a 100 ciò che produce annualmente l’Italia come ricchezza, si possono programmare spese non coperte da entrate, cioè in disavanzo, fino a 3 e non di più).
    In altre parole, se il PIL italiano è uguale a 150 miliardi di euro, si possono effettuare spese non coperte da imposte fino a un massimo di 3*150miliardi)/100 = 4, 5 miliardi di euro.
    Attualmente l’Italia è al 5,3%, con tendenza al superamento anche di tale soglia già allarmante.
    E tuttavia, speriamo in bene.



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    16 giugno 2009

    274) Le donne intelligenti cambieranno in meglio il mondo (aneddoto)



    Le donne intelligenti cambieranno in meglio il mondo


    Ho letto questo aneddoto in un blog amico, e avendolo ritenuto degno di divulgazione, con tutte le cautele del caso e rispettando tutti i diritti di copyright, lo voglio qui riproporre per i fedelissimi del mio blog, ai quali forse potrebbe essere sfuggito.

    ""Donne che leggono
    Anche se non pratica del lago, una ragazza decide di uscire in barca.
    Accende il motore e si spinge ad una piccola distanza: spegne, butta l'ancora, e si mette a leggere un libro.
    Arriva un Guardia Pesca in barca. Si avvicina e le dice:
    "Buongiorno, signora. Cosa sta facendo?"

    "Sto leggendo un libro" risponde lei (pensando "non è ovvio?").
    "Lei si trova in una Zona di Pesca Vietata," le dice.
    "Mi dispiace, agente, ma non sto pescando. Sto leggendo".
    "Sì, ma ha tutta l'attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in
    qualsiasi momento. Devo portarla con me e fare rapporto".
    "Se lo fa, agente, dovrò denunciarla per molestia sessuale" dice la donna.
    "Ma se non l'ho nemmeno toccata!" dice la Guardia.
    "Questo è vero, ma possiede tutta l'attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento."
    "Le auguro buona giornata, signora" e la guardia se ne va.


    MORALE: Mai discutere con una donna che legge. E' probabile che sappia anche pensare.""




    L’originale si trova qui sul blog 31canzoni




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    13 giugno 2009

    270) Come siamo caduti in basso. Siamo ridotti ad attenderci perle di saggezza da un beduino.




    Come siamo caduti in basso. Siamo ridotti ad attenderci perle di saggezza da un beduino.




    Mamma mia le nuove amicizie dell’Italia.
    Abbiamo bisogno di petrolio e di gas per la nostra asfittica economia a causa della nostra insipienza nel non volerci dotare di energie rinnovabili pulite, quali l’energia eolica, l’energia derivante dal moto delle onde del mare e soprattutto l’energia solare.
    Siamo il "Paese del sole", e siamo quello con meno pannelli solari.
    Siamo circondati per tre quarti dal mare, ed abbiamo il maggior numero di persone inesperte di nuoto al mondo.

    Abbiamo bisogno di petrolio e di gas, si diceva.
    C’è un Paese vicino alla nostra Nazione nel quale il gas e il petrolio stillano in superficie non appena sposti una pietra.
    Facciamocele dare da loro queste energie.
    Ma guarda che ce le fanno pagare care!
    Eh, va bene, mica dobbiamo pretendere che ce le forniscano gratis.
    Ma guarda che è una Nazione dove un dittatore sanguinario tiene soggiogata con il terrore la popolazione, e nega ad essa ogni più elementare diritto civile.
    Eh, va bene, a noi interessano il petrolio e il gas, mica i diritti civili dei libici. Questi sono affari loro.
    Ma guarda che quel dittatore, oltre a farci pagare a caro prezzo l’energia che ci serve, ci accusa per l’invasione del suo territorio che, durante gli anni del fascismo, l’Italia effettuò nel tentativo di crearsi un impero coloniale.
    E adesso ci chiede pure i danni.
    Eh, va bene, gli promettiamo di costruire una bella autostrada di 5.000 km. , e poi smettiamola con l’accusa di colonialismo e colonialismo! Noi italiani abbiamo sfruttato talmente tanto quella Nazione che non siamo stati neppure capaci di capire che quei territori galleggiavano sopra un mare di petrolio.

    Ma questa è acqua passata.
    Oggi abbiamo bisogno di petrolio e gas.

    Ed anche abbiamo bisogno che i governanti di quel Paese si diano da fare per fermare l’onda anomala di disgraziati che cercano di sbarcare clandestinamente sulle spiagge di Lampedusa.
    Ma guarda che è lui, il dittatore, che incoraggia le bande di criminali a trasportare su carrette del mare, previa spoliazione di ogni loro avere, "tanto poi in Italia vedrete che bella vita che farete",queste persone disperate in cerca di una sorte migliore.
    Ma no che non è vero.
    Anzi il dittatore, lui in persona, ci ha chiesto di regalargli alcune veloci imbarcazioni militari , perché lui i soldi per comperarsele non li ha, con le quali poi ha promesso che farà dare la caccia agli scafisti .

    E noi tre motovedette gliele abbiamo regalate.







    Così adesso Gheddafi è diventato un nostro amicone, anzi l’Italia non ha amico più amico di lui.
    E siccome agli amici bisogna far festa, così invitiamolo in Italia e cerchiamo di conoscerlo meglio e facciamogli anche capire l’amicizia e l’ammirazione. che gli italiani nutrono nei suoi confronti.

    Invitiamolo a tenere discorsi nel nostro Parlamento e nelle nostre università .
    Chissà che altezze di alchimia politica ci farà raggiungere.
    Chissà che perle di saggezza beduina ci farà cogliere.
    Facciamolo anche parlare con la delegazione dei nostri industriali. Chissà che saggia riforma del lavoro e quali segreti utili per l’espansione delle loro aziende suggerirà ad essi.
    Facciamolo incontrare con le donne, le leggendarie belle donne italiane, le quali certamente si lustreranno gli occhi nel poter ammirare da vicino un simile maschione tutto tempestato di buffonesche divise militari e di ampi mantelli beduini.

    Poveri noi. Povera Italia.
    Siamo caduti talmente in basso che dobbiamo fingerci amici di un personaggio così mediocre che l’unica cosa degna di nota nel suo viaggio in Italia è stata questa perla di saggezza. "Nel mio Paese le donne sono considerate mobilio".
    E chissà cosa voleva dire.
    Forse voleva fare un complimento all’intraprendenza delle donne italiane, o forse voleva solo dire che ad esse preferiva le donne del suo Paese, che se ne stanno lì quiete ed immobili senza creare problemi, come il mobilio della sua mega tenda.


    I nuovi amici dell’Italia sono così.
    Il bisogno cosa ci fa fare!
    Una volta noi italiani esportavamo cultura ed intelligenza in tutto il mondo.
    Oggi siamo costretti a pendere dalle labbra di un dittatore beduino pieno di soldi per cogliere qualche perla della sua saggezza con la quale cercare di tirare avanti alla meno peggio.
    Mah!


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    30 aprile 2009

    232) Che vergogna le prime pagine dei giornali di oggi 30/04/09!

    Che vergogna le prime pagine dei giornali di oggi 30/04/09!

    E’ sempre stato così.
    Un ladro dice che gli altri sono dei ladri.
    Un evasore afferma che sono gli altri a non pagare le tasse.
    Uno piccolo dice che i grandi sono fuori posto.
    Uno grosso dice che i piccoli sono dei nani.
    Lo zoppo dice che sono gli altri a zoppicare.

    Ed ora succede che chi porta il pannolone da incontinente se ne venga fuori col dire che gli altri puzzano.
    vedi il post






    E i giornalisti italiani?
    Che pena, mamma mia, le prime pagine dei giornali italiani di oggi!
    Una battutaccia sul lezzo maleodorante degli avversari politici e un qualcosa che non è neppure una lite familiare, ed ecco che le notizie principali, quelle da prima pagina, sono belle che servite su un piatto d’argento:

    1) i coniugi Berlusconi hanno pareri diversi sul ruolo delle donne in politica.
    (mamma mia che notizia!)





    2) chi non è del Pdl puzza.
    (eppure si sa che il lezzo di una anima marcia è più maleodorante di chi non si fa spesso la doccia!)




    Ma che notizie sono?

    Se fossi un terremotato d’Abruzzo mi offenderei. E di tanto, anche.

    I nostri lutti, i nostri bisogni, le nostre necessità quello che stiamo passando, le nostre paure, i nostri problemi, tutto questo è scomparso dalle prime pagine dei giornali, soppiantato dal battibecco familiare e dal giudizio olfattivo berlusconiano.

    Che giornalisti lecchini che ci sono in giro!
    Basta che Berlusconi faccia un peto, o dica che gli avversari politici puzzano,e basta che sua moglie invece di parlarne con lui la sera, di fronte al fuoco del caminetto, confidi i suoi segreti pensieri a un giornalista ed ecco che le nostre aziende della carta stampata ti sbattono in prima pagina, a caratteri cubitali, queste emerite cretinerie.
    Cari giornalisti, , tornate a fare il vostro lavoro, parlate dei veri problemi dell’Italia e degli italiani, e smettetela di fare i passaparola e gli amplificatori delle sciocchezze che il capo del momento e il suo clan familiare dicono in continuazione.



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    29 marzo 2009

    213) Son simpatici i carabinieri. I loro verbali poi sono uno spasso


    Son simpatici i carabinieri
    I loro verbali poi sono uno spasso




    .... nonostante il portinaio lo avesse avvertito che sul palazzo vigeva il divieto di afflizione....


    ....Sotto falso nome il pregiudicato è riuscito ad imbarcarsi su un volo Air Franz.


    ...Sulla vittima sono state rilevate ferite allo stomaco, ed anche più in basso, nella zona pubblica.


    .... i due venivano alle mani coi piedi.


    ....entravamo nella stalla e rinvenivamo sette mucche di cui una toro.


    ...ha dichiarato di aver sparato un colpo di avvertimento, colpendolo al torace.


    .... Il soggetto è stato da me sorpreso a defecare in un vicolo.
    Alla contestazione del reato, il soggetto mi ha mandato a prenderlo nel....
    Preso, lo teniamo a disposizione del Sig. Comandante.


    ....notavamo autovettura Bmw sospetta e ci ponevamo all'inseguimento con la vettura (Fiat Panda)di servizio . Nonostante l'impegno profuso, autovettura sospetta si dileguava.


    ...Il fermato rispondeva alle domande con poco rispetto e mi dava del tu, mentre io per lui ero lei.


    .... Il cadavere presentava evidenti segni di decesso.


    ....Da ricerche prontamente effettuate, i tre sospetti risultavano entrambi pregiudicati.


    ...Il tale si definiva fotografo d'arte, nel senso che produce nudi femminili, sia di uomini che di donne.

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    ...Il sospetto fuggiva di corsa a gambe lavate.



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