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19 agosto 2011

143.1) Giustizia sportiva davanti alla Caf. Ma che processo è….?

Giustizia sportiva davanti alla Caf. : Ma che processo è….?





In questi giorni si sta celebrando il secondo turno del processo denominato “ calcio scommesse” davanti alla Caf, la Corte Federale Sportiva.
Le modalità  di celebrazione di questo processo sono davvero singolari e dettate dall'esigenza di far presto.
I difensori degli imputati hanno 5 minuti di tempo a testa per difendere i loro assistiti. 
La società di calcio Atalanta si trova ad avere incriminati i suoi giocatori Doni e Manfredini, oltre ad essere incriminata essa stessa.
Quindi tre avvocati, ognuno dei quali parlerà per 5 minuti. 
Cosa può dire un avvocato in cinque minuti?
“ Signori della corte, Vi raccomando di non commettere alcuna ingiustizia nei confronti del mio assistito.  Egli è innocente ed è stato portato in questo processo per sentito dire o perché alcuni suoi colleghi calciatori hanno fatto, per millanteria o  per vanteria di conoscenza, il suo nome.
Ma io vi assicuro che egli è completamente innocente e contro di lui non è stata  trovata alcuna prova plausibile.
Ebbene, o giudici della Corte Federale, io Vi chiedo: siate clementi”.

Forse qualche avvocato più bravo del normale, oltre a questo riuscirà a dire altre cose, ma certamente poche e più o meno dello stesso tenore.
Non riuscirà di certo a riassumere in così poco tempo tutte le circostanze e le testimonianze a favore del suo assistito.

E d’altronde, lo stesso Pubblico Ministero , nella sua introduzione al processo. ha ricordato alla Corte e agli stessi avvocati difensori che nel processo sportivo “ il fatto che non vi sia una prova specifica del contatto , non significa che il contatto non via sia stato”.
Ah!, si, è proprio una bella frase, è proprio una bella giustizia quella che si basa su un simile concetto, che parafrasato, potrebbe suonare così:
“il fatto che una persona non sia stata vista a rubare, non significa che quella persona non abbia rubato”. 
Oppure “il fatto che una persona non sia stata vista a compiere un reato, non significa che quella persona non abbia commesso quel reato”

Con argomentazioni e concetti simili un qualsiasi regime dittatoriale potrebbe mandare in galera milioni di persone.

Speriamo solo che i giudici, pur animati da una certa fretta di far presto, e di terminare in poco tempo il processo, non si dimentichino di essere lì per esercitare la giustizia, e non l’ingiustizia.
Se ci sono prove si condanni, altrimenti si assolva.
E questa regola deve valere non solo nei processi più o meno sportivi, ma nella vita di ogni giorno.



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9 agosto 2011

138.1) Invece di giustizia sportiva chiamiamola col suo vero nome di Processo Sommario sportivo.

Invece di giustizia sportiva chiamiamola col suo vero nome di Processo Sommario sportivo.





A che serve dichiararsi innocenti di fronte alla giustizia sportiva?
A niente, se non a incattivire il pubblico ministero, perché la sentenza è già scritta una volta che sei da costui accusato di un illecito.
A cosa è servito ai giocatori Doni e Manfredini dell’Atalanta e alla stessa società sportiva essersi recati davanti alla Corte di giustizia sportiva ad esporre le proprie ragioni di innocenza, a che pro essersi affidati ad un pool di avvocati difensori di indubbio valore?


A niente, visto che la Corte federale ha attribuito più valore alle dichiarazioni del pubblico accusatore rispetto a quelle della difesa.
Sembra quasi che l’orientamento dei giudici sia stato di questo tipo:
“Se costoro vengono accusati con tanta forza dialettica dal Pubblico Ministero è segno che qualcosa di illecito essi abbiano commesso, altrimenti come si spiega?
Con l’accanimento contro di loro? Ma via, che interesse avrebbe poi la pubblica accusa?
E costoro hanno un bel dire di proclamarci innocenti . Si è forse mai visto un colpevole che non si dichiarasse tale?
Suvvia, diamo spazio e parola al collegio dei difensori perchè hanno diritto anch’essi di dire la loro, ( son pagati per questo) , ma iniziamo da subito a stendere la nostra bella sentenza di condanna chè la giustizia sportiva deve essere veloce per definizione e non deve avere le lungaggini di quella ordinaria”.

E’ stato quindi perfettamente inutile far notare alla Corte che non c’è uno straccio di prova ed anche nessuna intercettazione telefonica contro di te, ma solo un sentito dire e delle generiche accuse da parte di personaggi millantatori e mitomani , perché per i giudici, se il pubblico accusatore ha tenuto per buone queste prove insignificanti di personaggi insignificanti, vuol dire che qualcosa c’è sotto.
Ed allora tu , accusato di colpe non commesse, sei finito.


Qualcuno ha fatto il tuo nome, come avrebbe potuto benissimo fare il nome di qualcun altro e quindi il tritacarne ha iniziato, con i suoi ingranaggi ben oliati, la sua opera di devastazione e se tu ci sei finito dentro allora non hai scampo.
E’ inutile che tu ti difenda o affidi la tua difesa al miglior collegio difensivo del mondo.
La sentenza di condanna è già stata scritta, ed al massimo , per dare un contentino anche al pool della difesa , ( che potrà così dimostrare di essersi guadagnato la pagnotta), dopo il secondo e definitivo grado di giudizio, ti si verrà incontro con delle piccole riduzioni di pena.
E questo è quanto, per ciò che riguarda la giustizia sportiva.

E allora la giustizia sportiva forse sarebbe meglio chiamarla Processo Sommario.
Alla faccia della giustizia!


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3 agosto 2011

135.1) Processo breve e processo lungo.

Processo breve e processo lungo.

Molti tra i miei amici hanno votato per la Lega Nord o sono simpatizzanti di questo partito.
Tra di loro è ormai grande l’imbarazzo per le recenti scelte dei loro dirigenti nazionali di appoggiare sempre e comunque, in cambio di una fetta di potere, le sciagurate guerre personali di Berlusconi contro la magistratura.
I provvedimenti che più li fanno arrabbiare sono le recenti discussioni in Parlamento del processo breve e del processo lungo.
Proviamo a ragionarci sopra.


Processo breve


Una persona è sotto processo.
Non volendo rischiare di terminare il processo con una condanna, essa incarica i suoi avvocati di tirarla per le lunghe con ogni motivo e pretesto , facendo eccezioni e ricorsi su tutto e su tutti, in modo che i tre gradi del giudizio (primo grado, corte d’Appello e corte di Cassazione) non si riesca a contenerli nel breve lasso di tempo previsto dalla legge.
Se questo accade , il processo deve essere interrotto e la sentenza viene  emessa  con la formula di  “non potersi procedere per la prescrizione dei termini”.
Si badi bene: non è che l’imputato sia stato assolto, ma non si può più continuare a processarlo perché il processo è già durato anche troppo, oltre i limiti fissati dalla legge.
La proposta di legge sul processo breve, che è stata approvata finora solo dal Senato, prevede che i tre gradi di giudizio terminino con la sentenza definitiva al massimo entro 9 anni dall’inizio della causa.

Chi  sono le persone che saranno agevolate dal processo breve, cioè dalla fissazione di un limite di tempo breve entro cui emettere il giudizio di innocenza o colpevolezza?
Certamente le persone innocenti, che vedranno accertare in pochi anni la loro innocenza .
Ma anche, e qui sta il trucco, gli imputati consapevoli di aver commesso i reati per i quali sono sottoposti a giudizio.
Infatti, se costoro dispongono di agiatezze o ricchezze personali,  sono in grado di contrastare le accuse affidandosi ad un pool di avvocati difensori ben pagati e ben retribuiti, e quindi disposti a far allungare i tempi del processo con ricorsi, motivazioni , eccezioni e pretesti vari.
Tutto entro i confini della legge , naturalmente.
Solo che la si tira per le lunghe, in modo da ottenere alla fine una sentenza di “non potersi procedere per la prescrizione dei termini”.
Comodo, vero, per chi dispone di un mucchio di soldi?
Col processo breve, e certamente con un elevato esborso di denaro, il riccone eviterà sempre il carcere , mentre il piccolo delinquente di periferia, coi suoi avvocati di periferia, in poco tempo riceverà la sua bella condanna definitiva.


Processo lungo


Andata male l’idea del processo breve, che non è ancora stato approvato dai due rami del l Parlamento, le stesse persone ricche e consapevoli di aver commesso i reati, che cosa si inventano?
Si inventano un proposta di legge per la quale i processi diventeranno di una lungaggine infinita,  col rischio quindi di non arrivare mai alla sentenza definitiva del terzo grado di giudizio.
Si dà facoltà agli avvocati della difesa, di produrre e di portare nel processo tutti i testimoni che ritengono opportuno per allungare i tempi del processo e non farlo finire mai.
Se il processo non termina, è il presupposto di questa legge, la sentenza di condanna non può essere emessa.
Quindi, anche in questo caso gli unici che verranno processati e sanzionati con anni di galera sono i soliti piccoli delinquenti di periferia che non hanno capacità economiche per pagarsi il meglio degli avvocati esistenti sulla piazza.
Invece i ricchi disonesti, i potentati mafiosi o le lobby dalle rilevanti capacità economiche, tutti costoro non vedranno mai più terminare un processo a loro carico, e quindi, fin che il processo dura, la galera è evitata.
Anche in questo caso, come nel processo breve, chi ci guadagna è la categoria degli avvocati, che percepiranno, anno dopo anno, le loro belle e salate parcelle per la difesa dei loro ricchi e potenti clienti.
E la pacchia per gli avvocati, probabilmente non terminerà mai, e già si intravede come nelle università stiano tornando in auge le iscrizioni per la laurea in avvocatura, cioè nella professione che questa legge del processo lungo,  se sarà approvata. avrà fatto diventare quasi un lavoro a tempo indeterminato,  perché la causa processuale, quand’anche venisse a mancare l’imputato ( la vita termina per tutti), potrà poi proseguire negli anni su eventuale incarico degli eredi non disposti a tollerare una condanna, anche se postuma, per il loro benefattore ormai defunto..

Non c’è che dire, abbiamo un Parlamento che se le inventa proprio tutte pur di stabilire che “ i cittadini non sono uguali di fronte alla legge”.
Purtroppo  noi questi parlamentari, invece di mandarli a casa, li manteniamo e paghiamo loro stipendi da nababbi.

A questo punto anche  i miei amici leghisti hanno capito che per tenersi buono Berlusconi, e non rinunciare alle poltrone romane,  in Italia si sta arrivando , anche con il contributo del loro partito, a questa assurdità giuridica per cui ci saranno migliaia di persone che non riusciranno ad ottenere giustizia e saranno quindi vittime di un’ "ingiustizia legalizzata”, mentre i veri malfattori, ricchi e potenti, riusciranno sempre ad evitare la galera.


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13 luglio 2011

125.1) L’Italia che non vogliamo più vedere (1)

ItaliaL’Italia che non vogliamo più vedere (1).

1)L'Italia che dà la libertà ai i mafiosi.

Nei giorni scorsi è accaduto che in un processo contro la mafia dodici imputati su 43 sono stati scarcerati per decorrenza dei termini.
Stiamo parlando di un processo che ha coinvolto le famiglie della 'ndrangheta di San Luca.
Sono tornati in libertà dei soggetti che da poco, in secondo grado, erano stati condannati ciascuno a otto anni di reclusione.
In Italia non devono più accadere queste cose sciagurate.
Va bene il non condannare degli innocenti, ma darla vinta a chi riesce a ritardare con ogni mezzo il corso della giustizia con mezzucci vergognosi, è altrettanto ingiusto .
I giudici badino più alla sostanza delle accuse e a alle prove provate, che ai cavilli e alle rimostranze degli avvocati difensori.
Lo Stato sia meno solerte e incline al perdono per dei delinquenti di tal risma .

2) L'Italia del dito di Bossi e Calderoli.


Ma da chi siamo governati in Italia?
Umberto Bossi non è certo nuovo a  gestacci  contro la bandiera italiana. Ma l’ultimo, con il dito medio esibito domenica sera a Besozzo mentre un cantante invocava le parole "l'Italia, il tricolore", ha sollevato feroci critiche contro il Senatur e Roberto Calderoli, presente con lui sul palco e anche lui protagonista dello stesso gesto.
Gestacci che , avrebbe detto mio nonno, tra carrettieri ci possono anche  stare.
Ma costoro non sono carrettieri ( o forse intimamente e psichicamente a quel livello sono rimasti), bensì uno è capo del partito della la Lega Nord ed è ministro delle Riforme (ne avesse fatta una in tanti anni di governo), e l’altro è ministro della Semplificazione ( parola che gli dà la possibilità di non combinare niente,  senza che nessuno abbia a ridire sulla sua operosità, perché può sempre dire di aver semplificato e abolito 350 mila leggi, che tanto chi gli dirà che non è vero?).
Costoro che sono chiaramente al potere in Italia ( e non nella loro tanto agognata e surreale Padania) ed hanno giurato fedeltà alla Costituzione italiana, abbiano almeno il pudore di non oltraggiare con gesti incivili la bandiera della Nazione che ha dato loro incarichi di governo, perché, se non ci vivono  bene in Italia, se ne possono tranquillamente andare da qualche altra parte, che nessuno li rimpiangerà.

Ma ci vivono bene, e talmente bene in Italia, che hanno sistemato in posti strategici  e ben retribuiti  figli e amici, e amici degli amici, emulando in ciò  gli onorevoli della  Roma ladrona da loro tanto criticata. 


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17 maggio 2011

84.1) Verso la fine di un incubo?

Verso la fine di un incubo?


I risultati elettorali di PDL e Lega, deludenti rispetto alle loro aspettative , fanno intravedere e presumere che l’incubo del perpetuarsi per i prossimi anni di questa sciagurata santa alleanza governativa stia forse per imboccare la sua parabola discendente.

Il PDL paga il fatto di essersi appiattito sulle esigenze personali di Berlusconi, che sono state nell’ordine:
- Guerra ai magistrati
- Insulti alla magistratura
- Inchieste sulla magistratura
- Delegittimazione dei giudici
- Istituzione dei vari lodi Alfano e similari.
- Istituzione del processo breve.
- Istituzione dl processo lungo
- Istituzione della prescrizione breve
- Istituzione della prescrizione lunga.
- Istigazione e sfruttamento di prostituzione minorile con distribuzione a piene mani di viagra a insulsi politici e a giornalisti e amici lecchini.
- Plagio sessuale di povere ragazze attirate dal miraggio dei soldi facili e della carriera televisiva.
- Esternazione d barzellette idiote in ogni occasione pubblica.


La Lega paga l’alleanza a tutti i costi e contro il manifesto volere della sua base, con Berlusconi, dopo averne avallato per anni le sciagurate scelte e sostenuto in ogni occasione il punto di vista, anche quando questo era obiettivamente insostenibile.

Agli elettori puoi mettere una volta o forse due volte le fette di salame sugli occhi perché non vedano, ma alla terza occasione gli elettori, a passare da salami essi stessi, non ci stanno più.

Alla luce di questi risultati chissà che gli anni del berlusconismo  stiano per finire e che in Italia si torni finalmente ad un’alternanza di governo tra partiti democratici che hanno a cuore non più  i problemi personali dei loro leader, ma quelli del popolo italiano, che sono le  giuste tasse per tutti, il lavoro precario o difficile da trovare,  la scuola pubblica allo sfascio, l' economia che non gira più, la salute nostra e dei nostri congiunti  e la giustizia vera, non quella fatta da processi brevi o lunghi ma soprattutto ingiusti.

E’ un sogno? Forse si.
Per intanto godiamoci il probabile avvicinarsi della fine dell’incubo politico che da 15 anni ci appesantisce le palpebre e ci rende passivi e rassegnati.


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21 gennaio 2010

17.0) Più che il processo breve, qui si sta introducendo la prescrizione breve.

Più che processo breve, qui si sta introducendo la prescrizione breve.


Diciamocelo francamente, la legge che è in discussione in questi giorni in Parlamento, denominata ” Processo Breve”, in realtà non ha lo scopo di ridurre i tempi biblici dei processi, ma semplicemente quello di fare in modo che, se un processo non venga svolto entro un determinato periodo di tempo, non lo si possa più fare, e quindi si debba lasciare andare libero l’imputato, con tanto di scuse.
Dice questa legge che d’ora in avanti in Italia, un delinquente o viene processato entro un certo numero di anni, oppure lo si deve rimandare a casa libero e immacolato, magari rimborsandogli con tante scuse e profumatamente l’eventuale carcerazione preventiva subita.

Alzi la mano chi non vorrebbe che i processi in Italia fossero meno lunghi, che durassero meno anni.
Tutti noi certamente vorremmo che in un paio d’anni, giusto il tempo necessario alle forze dell’ordine, ai pm, agli avvocati, ai giudici per fare indagini, istruire, studiare e giudicare una causa, un processo venga avviato e portato a conclusione, con l’emissione di una sentenza definitiva e inappellabile
.

Sette anni e mezzo la durata media

Ma così non è, e non può essere perchè attualmente la legge italiana pone, a garanzia degli imputati, addirittura tre gradi di giudizio ( Primo grado, Appello e Cassazione) con tutta una serie di norme, di paletti, di cavilli burocratici per cui i tempi del processo vengono immancabilmente dilatati fino ad assumere, talvolta, tra ricorsi, tempi tecnici e quant’altro, una durata abnorme tanto che il ministro Alfano, nella sua relazione al Parlamento sullo stato della giustizia, ha potuto affermare con cognizione di causa che in Italia la durata media del processo penale è di sette anni e mezzo.
E’ convinzione di molti che in Italia i processi durino così a lungo perché ad un certo punto vanno in prescrizione. Se non ci fosse la prescrizione durerebbero di meno.
I processi, dicono costoro, durano a lungo perché gli avvocati difensori hanno tutto l’interesse di farli durare a lungo per arrivare così a mandare tutto in prescrizione e risparmiare la condanna al loro cliente
.
In Francia non è prevista la prescrizione dei reati, e per questo motivo i processi durano assai poco, pochi sono quelli per i quali si va in appello e pochissimi quelli che giungono in Cassazione.

Vediamo di analizzare il perchè delle lungaggini dei processi italiani.
Oltre all’interesse economico dell’avvocato difensore, perché più dura il processo e più alto è il suo compenso, un espediente consentito dalla legge per allungare i tempi del processo è quello che, in caso di cambiamento del giudice del dibattimento (oppure di uno dei membri del Collegio giudicante se il processo si svolge davanti a un giudice collegiale) , gli atti compiuti fino a quel momento conservano efficacia solo se vi è consenso di entrambe “le parti” (Difesa e P.M.) altrimenti bisogna ricominciare il processo daccapo.
Quindi quasi sempre, se ha interesse, la Difesa non consente perché vuole “allungare “ i tempi del processo per arrivare alla prescrizione.

E perché mai, durante lo svolgimento di un processo viene cambiato il giudice o un componente del collegio?
Purtroppo per come è impostata oggi la procedura giudiziaria, la persona del giudice può, durante un processo,  cambiare (per malattia, per trasferimento etc.) in quanto il dibattimento, invece di svolgersi in poche udienze che si susseguano l’una sull’altra, è “spezzettato” in un gran numero di udienze (molte delle quali “a vuoto”) a distanza di mesi l’una dall’altra.
Ora, che un imputato “pretenda” di essere giudicato dalle stesse persone che hanno condotto il dibattimento, assunto le prove, risolto le questioni preliminari e non da altri, è un diritto di garanzia elementare; .e tuttavia avviene, accade, succede, che i giudici si debbano cambiare o avvicendare perché il processo è indecentemente lungo e non viceversa.
Un seconda causa dei tempi lunghi del processo è perchè una serie di norme, tra cui quelle della famigerata legge “ex Cirelli”, stabiliscono che tutti i rinvii richiesti dagli avvocati comportino la sospensione del processo e dei tempi di prescrizione.
Per quanto giusta e necessaria sia la richiesta dell’avvocato difensore, tuttavia a causa di essa si ferma il processo, si ferma l’orologio, si ferma il calendario e si ferma il tempo. Si fermano persino i tempi della prescrizione ed anzi, si dovrebbe dire che neppure il processo “si allunga”, appunto perché “è sospeso”, il tempo non corre.Quindi molti processi, per così dire, congelati,  arriveranno a sntenza definitiva dopo  decine di anni. E' capitato, è capitato!

In Francia, dove i processi vengono esauriti in tempi decisamente brevi, c’è il solo obbligo per il Pubblico Ministero di iniziare il processo entro tre anni dal fatto e di fare in modo che il processo si concluda, in media, entro otto mesi. Stando così le cose c’è poco bisogno di termini di prescrizione che tuttavia esistono per alcuni limitati casi di conclamata necessità.
Da noi, invece, se non fosse per la prescrizione, che quindi è giusto che ci sia, avremmo i vecchietti in tribunale sotto processo per reati che avrebbero commesso quando andavano ancora a scuola. La prescrizione è necessaria perché i processi, altrimenti, potrebbero non finire mai, tenendo un poveraccio per tutta la vita sotto la spada di Damocle di una giustizia dormigliona ma di lunghissima memoria.

Quindi ridurre i tempi dei processi, si può,
a patto che vengano eliminate tante norme e cavilli che nella legislazione delle altre nazioni europee non esistono, e a patto che, come in questi Paesi,  vengano ridotti i gradi di giudizio a uno solo ed anch’esso inappellabile.
Ed anche a patto che venga riformata la preparazione giuridica e la testa dei magistrati, perchè alcuni di loro sono convinti di essere dei grandi i personaggi agli occhi dell’opinione pubblica solo se perseguono tutti i reati di cui vengono a conoscenza, solo se  incriminano, arrestano, fanno condannare, e impugnano tutte le assoluzioni.
Così facendo le carceri scoppiano, i tribunali sono intasati, i processi vanno in prescrizione, perché tutti i reati anche quelli stupidi e insignificanti vengono obbligatoriamente perseguiti.

I nostri cari politici devono capire una volta per tutte che se i processi sono lenti e durano troppo a lungo bisogna tagliare i tempi dei processi, non i tempi della prescrizione!

E come si fa a tagliare i tempi del processo?
-Evidentemente facendo concorsi per aumentare il numero dei magistrati,
-facendo assunzioni di personale affinché nei tribunali si lavori tutto il giorno e non solo la mattina,
-depenalizzando certi reati,
-eliminando certe norme eccessivamente garantiste nei confronti degli imputati, quali quelle che riguardano i vizi di forma,
-organizzando meglio i tribunali,
-razionalizzando le energie, le forze, i mezzi
-dando più soldi ai lavoratori della magistratura, per incentivarli alla produttività,
-e poi soprattutto riducendo i gradi di giudizio

Invece che cosa vogliono fari nostri cari politici?
Vogliono accorciare i termini di prescrizione, sapendo che già oggi, ogni anno,vanno  in fumo, causa prescrizione, 200mila processi, il che vuole dire che ci sono  ogni anno  200mila imputati che la fanno franca senza che si possa stabilire se erano colpevoli o, peggio, dopo che si era stabilito, magari attraverso due gradi di giudizio che erano colpevoli, ma ora lo Stato per il troppo tempo trascorso si deve arrendere e non li può più punire.

E questi 200 mila imputati , se ne vanno a casa facendosi beffe delle vittime dei reati, che quindi diventano vittime due volte, una volta  per i torti subiti dal delinquente, e una seconda per  l'incapacità dello stato di rendere loro giustizia.

La decorrenza dei termini della nuova legge.
Di solito le nuove leggi esercitano il loro compito dal giorno della promulgazione in avanti, invece questa legge esplica i suoi nefasti effetti retroattivamente dal 2 maggio 2006, e sapete perché? Perché bisogna far rientrare nei termini di prescrizione brevi il processo a Berlusconi,  il processo Mills e i processi per i diritti Mediaset, che sono tutti relativi a reati che, almeno a quanto si sa o a quanto hanno scoperto i magistrati, sono stati commessi prima del 2 maggio del 2006.
Chi dice che trarranno beneficio da questi nuovi termini di prescrizione solo i reati di lieve entità,   punibili con pene inferiori a dieci anni, è bene che sappia quali sono i reati puniti con pena inferiore ai dieci anni:
-associazione mafiosa,
-peculato,
-corruzione,
-falsa testimonianza,
-tutte le associazioni a delinquere mafiose e non,
-omicidio colposo,
-furto,
-rapina,
-estorsione,
-le truffe,
-le molestie sessuali,
-le violenze sessuali.

Questa nuova norma che si sta introducendo in Italia andrà a salvare soprattutto, oltre a Berlusconi, anche gli imputati dei maxiprocessi. Infatti dove ci saranno molti delinquenti o presunti tali da processare, come si farà a farlo in tre anni in primo grado, in due anni in appello e in un anno in Cassazione?
Il ministro Alfano, che  sa che in Italia la durata media del processo penale è sette anni e mezzo,  se  poi fa approvare una legge che stabilisce che i processi devono durare sei anni, otterrà come conseguenza che  tutti i processi,  si prescriveranno  o in primo grado, o in appello, o in Cassazione.

Volete davvero il processo breve? accorciate i processi allora, non la prescrizione.
La prescrizione accorciata significa  che i processi continueranno  a durare a lungo ma, a un certo punto, dovranno estinguersi, dovranno morire.  Non è quindi una norma che abbrevia i processi, ma è una norma che, per salvare Berlusconi, uccide i processi e basterebbe chiamarla con il suo nome di  legge ammazza processi, di salva delinquenti, di salva ladri, di salva mafiosi, di salva camorristi,di salva corrotti, di salva estorsori, sequestratori, violentatori, pedofili etc. etc.
Per salvarne uno si lasceranno in libertà centinaia di migliaia di fior di mascalzoni.
E' giustizia, questa?

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14 gennaio 2010

10.0) Un giudice da cacciare dalla magistratura per manifesta incapacità .

Un giudice da cacciare dalla magistratura per manifesta incapacità , quello che ha ridotto la pena al pluriomicida Delfino.








Dunque, c’è un criminale che ha accoltellato a morte la sua fidanzata.
E’ stato giudicato nel corso di un regolare processo ed è stato condannato col rito abbreviato a 16 anni di carcere.
- P.S. - Il rito abbreviato è quella procedura per cui se uno si riconosce colpevole di un certo reato, gli viene diminuita di un terzo la pena da scontare in carcere.

Questo delinquente si chiama Luca Delfino ed è tuttora inquisito perché sospettato di aver ucciso anche la precedente fidanzata, con le stesse modalità.
Il suo comportamento in carcere non è certo dei più edificanti se è vero che è stato più volte coinvolto in tafferugli e risse tra detenuti e ha mostrato sovente atteggiamenti aggressivi verso le guardie.


Ebbene, ora un giudice, su richiesta dell’avvocato difensore del Delfino ha incredibilmente concesso a questo disgraziato uno sconto di pena, per buona condotta, di 90 giorni all' anno per i 16 anni che aveva di reclusione.
90 x 16 = 1440 giorni equivalenti a circa 4 anni...

E’ proprio vero che viviamo in una nazione in cui il garantismo è garantito solo alla peggior specie di criminali e pluriomicidi.

Di un giudice così sempliciotto, che non tiene conto dei verbali delle autorità carcerarie, e si lascia così ingenuamente abbindolare da una memoria del certamente bravo avvocato difensore che gli ha dimostrato come il suo assistito sia stato il più bravo e il più innocuo dei carcerati, tanto da garantire a un assassino uno sconto di pena di 4 anni su sedici, c’è da avere paura.

Costui non sa amministrare la giustizia: è bravo invece nell’ amministrare l’ingiustizia.
Un domani questo stesso giudice è capace di darti l’ergastolo se rubi una lametta da barba al supermercato, mentre concede la libertà agli assassini rei confessi.
Cacciamolo via dalla magistratura.
Forza Brunetta, forza Alfano, datevi da fare, che sono stato bambino anch’io da piccolo.

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11 dicembre 2009

446) Beatus es tu arcoreus Silvius

Beatus es tu arcoreus Silvius

Berlusconi si inventa sempre mille scuse e mille impegni per non partecipare ai processi a suo carico.

Eppure c’è un processo al quale non si opporrebbe e al quale si sottometterebbe più che volentieri: quello della sua beatificazione.

Il suo sogno è di assistere un giorno alla seduta plenaria trasmessa in mondovisione da Roma nella quale venga dichiarata in uno spettacolare processo la sua canonizzazione tra gli eletti di ogni tempo.

Ad honorem Sanctae Matrix Italiae, 
intercedentes Senatus ac Populusque Romanus 
ac nostra auctoritate muniti,
arcoreanum Silvium Berlusconem 
Beatum et Sanctum esse decernimus ac definimus,
statuentes eum pia devotione debet habere,
ac Sanctorum Catalogum adscribimus inter Sanctos, 
et eum protectorem merdaceorum politicorum ac mafiosorum fecimus.





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13 novembre 2009

426) Quali sono i processi che dureranno meno di due anni? Nessuno. Quindi d’ora in avanti tutti assolti.


Quali sono i processi che dureranno meno di due anni? Nessuno. Quindi d’ora in avanti tutti assolti.



Con la nuova legge in discussione in Parlamento, se un processo dovesse durare più di due anni, il reato si estingue e la persona processata deve essere assolta per prescrizione dei termini.
La durata media odierna dei processi è di circa otto anni, pertanto questa nuova norma che è stata voluta per impedire la celebrazione dei processi contro Berlusconi, manderà assolti, assieme a lui, anche quasi tutti coloro che sono sospettati di aver commesso un reato.
E' di fatto una amnistia.
Tutti potranno commettere dei reati con la certezza di non essere condannati.
Le carceri, col passare degli anni ,verranno chiuse.
Tutti i criminali, come già hanno fatto quelli albanesi o romeni, verranno in Italia, terra del nuovo Bengodi criminale.

Persino l’ avvocatucolo d’ufficio del più misero ladro di polli, con qualche cavillo riuscirà a fare in modo che il processo duri più di due anni, obbligando così il tribunale a mandare assolto il suo assistito.

Le belle leggi all’taliana! Intendendosi per italiana non una nostra bella concittadina, ma un modo di fare pasticcione, mafioso e confusionario.
Per salvarne uno, vengono salvati tutti.


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3 marzo 2009

186) Eppure bastava un fax o una telefonata!




Bastava un fax o una telefonata di sollecito per acquisire il documento mancante.
A fax or a phone call it was enough of prompt to acquire the lacking document.





Oggi è stato rimesso in libertà un delinquente perché un giudice si è accorto che dal fascicolo processuale mancava un verbale di interrogatorio.
Invece di cercare di fare in modo di acquisire al più presto il documento mancante, magari utilizzando una pattuglia di carabinieri, un corriere postale, oppure un fax o al limite una telefonata di sollecito, si è preferito rendere vano il lavoro di mesi di indagini da parte delle forze dell’ordine, scarcerando il malfattore.

Leggi buoniste, Magistratura burocraticamente antiquata e Giudici refrattari alla tecnologia, rendono la società in cui viviamo più debole e più insicura, alla mercè dei delinquenti che ringraziano e se la sguazzano.

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25 agosto 2008

1) la certezza della pena





la certezza della pena
the certainty of the punishment





Molti commettono dei reati, vengono presi dalla polizia o dai carabinieri, vengono processati, condannati e poi....... rimessi in libertà.

Succede molto spesso, e questo fatto ingenera, nei cittadini un senso di sfiducia nella giustizia, e un senso di scoramento nelle forze dell'ordine ( chi me lo fa fare di inseguire uno spacciatore di droga, catturarlo mettendo a repentaglio la mia sicurezza personale se poi, domani, me lo ritrovo libero, pronto per spacciare di nuovo?)
Capita anche che molti, condannati ad es. a 10 anni di carcere ,siano rimessi in libertà dopo 4 a 5 anni, in quanto hanno usufruito di pareri favorevoli di psicologi, assistenti sociali, medici psichiatri etc. che obbligano i giudici, per legge, a rilasciare i detenuti per buona condotta e per comportamento non più antisociale.
C'è stato il caso di chi, appena uscito dal carcere per buona condotta ne ha subito approfittato per commettere altri omicidi. Eppure, a detta di tali psicologi, sembrava essere diventato una brava persona!
Bisogna che i condannati scontino per intero la pena loro assegnata, magari anche in carceri meno comode di quelle attuali (i carcerati hanno pasti abbondanti assicurati, la televisione, una biblioteca interna, la doccia calda, le visite dei parenti, il bar, il cinema e il teatro, la palestra per lo sport, etc.) tutta roba che i pensionati sociali di questo benedetto Paese si sognano!!!!
Si dice che se si lasciassero in galera tutti i delinquenti condannati, le carceri scoppierebbero ed è per questo che ogni tanto vengono fatte delle amnistie e degli indulti o vengono concesse delle agevolazioni ai condannati.
Ebbene, si costruiscano più carceri!!
I malfattori devono avere la certezza della pena, devono sapere che se commettono un certo tipo di reato dovranno scontare una certa pena per un certo numero di anni, e non c'è santo che tenga che gliela possa accorciare.

Solo così si ripristinerà la fiducia dei cittadini nello Stato !! ----------------------------------------------------------------------------------- I nostri politici invece cosa dicono?
Il presidente dell'associazione Antigone, che si batte per i diritti dei carcerati, spiega che il nostro sistema penitenziario non può reggere a questi numeri: i detenuti sono oggi 59.011, cioè ci sono ben 17 mila persone in più rispetto ai posti letto regolamentari".
Noi cittadini, siamo stufi di veder trattare i carcerati meglio di tanti pensionati sociali, e non vogliamo più sentir parlare di amnistia e indulto,ma ci permettiamo di dare solo un consiglio .................SI COSTRUISCANO PIU' CARCERI


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