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3 marzo 2012

29.2) Soldi spesi male e soldi spesi bene!



Nella prima foto, Berlusconi come apparirebbe senza lifting, senza trucco, senza tinta.

A me mi piace di più.
Quanti soldi sprecati  per ridursi invece  così com'è oggi: tanti soldi spesi male.

Milioni di soldi buttati via per lifting e avvocati.

Adesso vuol riparare  diventando Presidente di una Fondazione che costruirà ospedali per bambini.
Finalmente dei soldi spesi bene. 


Un viso  simpatico, meno chiacchere e  buone azioni: questo è il Berlusconi che vogliamo.

la prima foto è tratta dal sito Italiani imbecilli.com



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14 febbraio 2012

20.2) Roma 2020. Olimpiadi e debito pubblico

Roma 2020. Olimpiadi e debito pubblico





Roma vuole organizzare le olimpiadi del 2020.
Ma se non sapete neppure organizzare la spalatura di 30 cm. di neve, che volete organizzare?
E se anche vi lasciassero fare, di quanto è destinato ad aumentare il debito pubblico italiano?

Un esempio:
A Bergamo si sta costruendo il nuovo ospedale.
Tempi previsti: 5 anni ( e siamo già a nove, e non è ancora finita).
Spesa prevista : 300 milioni ( e siamo già a 700 e non è ancora finita).
Per quest’opera Bergamo farà aumentare il debito pubblico, cioè il debito che grava sulle spalle di ogni cittadino di 400 milioni (e non è ancora finita).

Per il 2015 Milano vuole organizzare l’Expo mondiale.
A parte il fatto che tra tre anni probabilmente i lavori non saranno ancora terminati, e quindi non si potrà inaugurare un bel niente, lo sforamento della spesa rispetto a quella prevista è già oggi di 5 miliardi di euro, che andranno ad aumentare il debito pubblico, cioè quel debito che grava sulle spalle di ogni cittadino per bene (cioè di quelli che le tasse le pagano per davvero).

Adesso Roma con la sua richiesta di Olimpiadi 2020.

Di quanto aumenterà il debito pubblico? Vogliamo scommettere ? io dico 10 miliardi ad andarci leggeri.
Altri più competenti di me indicano la cifra in 20- 30 miliardi.

Non è meglio lasciare perdere?
Monti, pensaci tu!


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9 gennaio 2010

7.0) Perché negli ospedali del Sud i medici sono così incompetenti?


Perché negli ospedali del Sud i medici sono così incompetenti?






Due recenti casi, entrambi nell’ospedale di Cosenza mettono in dubbio la preparazione professionale dei medici di quella istituzione pubblica e, per estensione, anche di tutte le altre istituzioni simili del Sud Italia.
I due casi sono quello della bambina alla quale è stato ingessato il braccio sbagliato e quello di un bambino, morto perché gli era stata fatta una ingessatura troppo stretta, che ha impedito la normale circolazione del sangue.

Come mai tutta questa incompetenza?
Si sa che le università del Sud sfornano laureati a pieno regime, perché lì la gente campa sulle borse di studio e sui premi di studio conseguenti alle votazioni eccellenti , mentre la preparazione universitaria lascia molto a desiderare.

Tutti noi abbiamo degli amici o dei conoscenti che, non riuscendo a superare degli esami nelle università del Nord, si iscrivono a quelle del Sud dove le possibilità di farcela, o di riffa o di raffa, sono maggiori.
Inoltre è risaputo che i concorsi pubblici per entrare nelle graduatorie degli Ospedali in alcune regioni del meridione sono agevolati da clientelismi ed esborsi di denaro da effettuare alla malavita mafiosa locale.

Il risultato è che un medico, che in un ospedale del Nord verrebbe invitato a darsi da fare come portantino o operatore ecologico per la raccolta della nettezza urbana, qui al Sud ha buone possibilità di fare una discreta carriera ospedaliera.


Non è di alcuna importanza sapere che ne andrà di mezzo la vita di molte persone e di bambini, mamme o anziani in particolare.
L’importante è che chi ha pagato la malavita per vincere un concorso ed entrare nell’azienda ospedaliera, possa operare tranquillamente e senza eccessivi controlli in quella struttura e magari, ottenenendo degli avanzamenti di carriera , possa fare fronte a richieste di pizzo sempre più onerose.

Con questi dati di fatto, non dobbiamo meravigliarci se alcuni medici non distinguono neppure il braccio destro da quello sinistro.
Dobbiamo piuttosto chiedere che le autorità nazionali diano disposizioni di controllare, ospedale per ospedale, i titoli di studio e le capacità operative di ogni medico e di ogni operatore sanitario, affinchè i capaci possano continuare a fare con coscienza il loro lavoro, e gli incapaci, i ladri, i collusi con la mafia e la 'ndrangheta vengano allontanati.

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13 dicembre 2009

447) Ci vorrebbe un licenziatore di fannulloni e di incapaci in molti ospedali d’Italia

Ci vorrebbe un licenziatore di fannulloni e di incapaci in molti ospedali d’Italia

Una domenica pomeriggio dell' ottobre 2009.
Siamo al Pronto Soccorso dell'Ospedale di X, provincia di Y regione di Z.
Dietro il vetro della guardiola 4 infermieri fumano, ridono, scherzano e guardano la partita alla Tv.

Unici pazienti in attesa, io e il mio amico xx, immigrato di colore, in regola con i documenti, che ho trasportato con urgenza qui al pronto soccorso della città dove viviamo perchè ha avuto un improvviso e fortissimo attacco di tachicardia.
Purtroppo non è la prima volta che gli succede.

Lavorando nelle serre alla raccolta di pomodori o peperoni, il caldo torrido e umido, con il quale convive nelle dieci ore di lavoro quotidiano, gli ha minato il fisico e il suo cuore ne porta le conseguenze e comincia a cedere.

Un infermire ci guarda e :”Cos’ha? “ci chiede.
“E’ sotto un attacco di tachicardia”, dico io.
“Sedetevi lì, e aspettate il vostro turno.”
“Ma scusi, ma perchè dobbiamo aspettare se siamo gli unici pazienti?”
“Aspettate lì il vostro turno, vi ho detto, la tachicardia non è un codice da bollino rosso. Quando sarà il suo turno lo faremo passare”.
E se ne torna con gli altri a fumare a a guardare la partita.
La tachicardia, dal nervoso che mi ha preso, stava quasi per aggredire pure me, e già mi vedevo prendere una sedia e scagliarla contro la vetrata della guardiola, se uno sguardo paziente del mio amico, abituato evidentemente a subire in silenzio tali comportamenti nei confronti suoi o dei suoi connazionali, non mi avesse fatto desistere.
Ed anche perché mi ero accorto che le sedie erano tutte unite tra di loro a file e inchiodate per terra.
Eravamo lì nervosamente in attesa quando sono entrati al Pronto Soccorso due genitori con un bambino di neppure due anni in braccio.
Dopo qualche minuto di attesa il solito infermiere, che probabilmente era l’unico dotato di solerzia o forse era il responsabile del quartetto di fumatori dietro la vetrata, viene ad informarsi sui motivi del ricovero, ed appurato che solo di febbre a 39 gradi e mezzo si tratta, sentenzia che il caso non è da bollino rosso e quindi invita a sedersi e ad aspettare pazientemente il loro turno i malcapitati genitori.


Dopo più dei mezz’ora di attesa, probabilmente perchè era terminata nel frattempo la partita, è venuto il nostro turno e ci hanno fatto accomodare in uno studio medico, dove il mio amico è stato frettolosamente visitato e rimandato a casa con tante raccomandazioni perchè in futuro cercasse di evitare le occasioni per il ripetersi della tachicardia.

Usciti noi dallo studio del medico, finalmente sono stati invitati a farsi avanti i genitori del bambino con la febbre, e dallo sguardo del papà ho capito che l’incolumità del medico visitante sarebbe stata a rischio.

Questo episodio di malasanità, che probabilmente si ripete per ennesime volte nei Pronto Soccorso degli ospedali, mi ha convinto ancora di più che in Italia ci sia la necessità di una persona che si metta finalmente a licenziare i fannulloni , gli incompetenti e gli incapaci che pullulano nelle nostre strutture pubbliche.

Decine, centinaia, migliaia di Brunetta ci vorrebbero. Uno per ogni struttura pubblica.

E che cominicino la loro opera di disinfestazione dal Pronto soccorso dellOspedale di X, provincia di Y, regione di Z.dove, in barba a ogni regola, si fuma e si guarda la Tv infischiandosene dei diritti degli ammalati.

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14 settembre 2009

367) Piccola storia di malasanità, tanto più odiosa in quanto potrebbe essere evitata.




Piccola storia di malasanità, tanto più odiosa in quanto potrebbe essere evitata.


Il medico mi ha prescritto una risonanza magnetica.
Vuole verificare che la Tia, l’attacco ischemico che ho subito non mi abbia lasciato delle conseguenze.
Mi presento al Centro Unico di Prenotazione dell’ospedale e mi viene assegnata tra 90 giorni la data per l’effettuazione dell’esame.
Fino ad allora tutto occupato. Neanche un posto disponibile, neppure per le urgenze.
Bene, mi dico, forse il medico ha esagerato col suo allarmismo., col mettermi fretta.
All’ospedale sanno quello che fanno. Si vede che posso aspettare.

Leggo sul giornale che ieri, domenica, durante la partita di calcio che la squadra della città ha disputato in serie A, un giocatore ha preso un pestone al piede e si teme una frattura di non so quali ossa o metacarpi, ed oggi, lunedì, gli sarà effettuata, presso l’ospedale cittadino una risonanza magnetica per stabilire l’entità dell’infortunio.

Ma come, mi dico, ma se non c’era posto neppure per le urgenze?
No, non è un altro ospedale, è proprio quello presso il quale a me hanno detto che per 90 giorni tutto era occupato, e nessun posto era disponibile.
Lui si e io no? Perché?

Posso capire che la fama del giocatore e l’urgenza di curarlo in modo adeguato, gli facciano aprire le porte di una struttura medica privata- chi più paga più ha la precedenza- , ma un ospedale pubblico deve avere altri criteri di precedenza che non siano quelli economici.
In una struttura pubblica, io ammalato normale, siccome per me paga l’Asl, cioè un’altra struttura pubblica, trovo le apparecchiature mediche tutte occupate.
Siamo di fronte a una struttura pubblica che non si fida di un’altra struttura pubblica.
Nello stesso ospedale pubblico, io ammalato famoso, che posso permettermi di pagare in contanti una prestazione sanitaria , trovo le apparecchiature mediche libere e disponibili.
E' un caso di strutura pubblica messa a disposizione dei privati, purchè possano permettersi di pagare.
Ma si potrebbe sapere una volta per tutte se queste apparecchiature sono libere o sono occupate?
Probabilmente la verità sta nel mezzo.
Per gli ammalati normali sono sotto utilizzate, sono a disposizione per qualche ora al giorno, mentre per i privati danarosi quasi quasi le farebbero funzionare pure di notte.
E tutto questo accade in una struttura pubblica, cioè sostenuta coi soldi di noi tutti, cittadini non evasori.
D’accordo è una piccola storia di malasanità, tanto piccola che non ci facciamo più neanche caso, eppure essendo una piccola storia sarebbe bello se non succedesse, e ci vuole poco a fare in modo che di piccole storie simili non ne succedano più.

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24 giugno 2009

282) Ah! i soldi, come ti fanno avanzare in graduatoria nelle liste d’attesa degli ospedali!



Ah i soldi, come ti fanno avanzare in graduatoria nelle liste d’attesa degli ospedali!




Un dirigente della Apple, la compagnia produttrice di software per computer e telefonini, è stato recentemente operato per un trapianto di fegato .
Ora sta bene e tornerà ben presto al lavoro nella sua ditta.
Gli facciamo tanti auguri.

Succede che l’ospedale pubblico presso il quale è stato eseguito il trapianto, in questi giorni sia nella bufera in quanto sta montando nell’opinione pubblica statunitense la convinzione che per agevolare l’intervento sul dirigente Apple non ci si sia attenuti alla lista di prenotazioni precedenti.
Persone forse in attesa di trapianto da anni, si sono viste sopravanzare in graduatoria nella lista d’attesa dall’ultimo arrivato.
L’ospedale smentisce indignato ma il dubbio è che la potenza dei soldi abbia potuto fare il miracolo di farti passare da ultimo a primo.
D’altronde, non lo si dice, forse, che gli ultimi saranno i primi?
Tutto il mondo è paese, di fronte ai soldi.

Noi in Italia non ci meravigliamo più di tanto davanti a simili episodi di malasanità.
Ci abbiamno fatto il callo.
In genere, se hai necessità di una Tac o di una risonanza magnetica, devi metterti in lista e l’attesa può durare anche dei mesi.
Poi per esempio vieni a sapere che, durante una partita di calcio, un giocatore lamenta dei dolori in qualche parte del corpo, ed ecco che il giorno dopo al massimo gli hanno già fatto la sua bella Tac o la sua bella risonanza magnetica.

Dice: ma la società di calcio ha dovuto sborsare dei soldi per ottenere l’esecuzione immediata dell’esame richiesto.
Risponde: Certamente, ma anch’io che sono in lista d’attesa da mesi pago, anzi ho già pagato da anni, attraverso le trattenute sulla mia busta paga mensile proprio per far fronte alle cure mediche che in avvenire avrei dovuto sopportare.

Allora, qui da noi le cose funzionano così: chi ha pagato si metta in lista d’attesa e aspetti. Chi invece paga adesso ottiene subito il servizio.
Non mi sembra un bel modo di procedere.
Malasanità negli States, malasanità da noi: forse è venuto il momento di dare meno importanza ai soldi e più valore alla dignità delle persone, a qualsiasi classe sociale appartengano.


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19 giugno 2009

278) Scuola privata: gallina dalle uova d’oro

La scuola privata è una gallina dalle uova d’oro


Due fratelli, Asdrubale e Onofrio decisero di utilizzare il gruzzoletto lasciato loro in eredità dai genitori, per investirlo in qualche attività economica.

Asdrubale, che dei due era il più portato verso i lavori pratici e manuali , si indirizzò verso l’acquisto di una salumeria che al centro del paese era stata messa in vendita dagli anziani proprietari intenzionati a ritirarsi dal commercio.

Fece tutte le sue pratiche, acquistò il negozio, rinnovò le vetrine , fece mettere a nuovo l’esteriorità dello stabile e iniziò ad attirare clienti con offerte di qualità e prezzi ribassati rispetto alla concorrenza.

Era bravo, conosceva il suo mestiere, e in poco tempo la sua attività di salumiere dovette essere ampliata: ottenne dal comune i permessi necessari e trasformò il suo negozio in un piccolo supermarket di quartiere.

Assunse nuovo personale e ingrandì sempre di più la sua ditta, fino a trasformarsi in pochi anni in un vero e proprio supermercato che attirava clienti dai paesi vicini e che gli garantì enormi vantaggi economici .



Poi, negli ultimi anni, la crisi.
La gente non spende più.
Di fronte alla perdita del posto di lavoro, alla disoccupazione e alla messa in mobilità, la gente non riesce quasi più ad arrivare a fine mese con lo stipendio, ed ormai, dopo aver utilizzato i risparmi di una vita per tirare avanti, inizia a ridurre anche la spesa per il consumo alimentare.
Adrubale dovrà anch’egli ridurre la sua attività e licenziare del personale che ormai è in esubero rispetto al fatturato in declino delle vendite.
Si prospettano tempi duri per Asdrubale.

Dal canto suo, Onofrio, l’altro fratello, che dei due era il più portato verso una vita sedentaria ed intellettualoide e che aveva la testa sempre immersa nei libri, a suo tempo aveva deciso di investire il denaro ricevuto in eredità nell’acquisto di un piccolo asilo gestito dalle suore del paese, che, a causa della scarsità di vocazioni, esse stavano per abbandonare.
Convinse le suore a rimanere nell’asilo in qualità di maestre e si dedicò con loro alla sua nuova attività di educatore.
Le cose andarono bene e col passare degli anni accanto all’asilo si prospettò la necessità di aprire una scuola elementare.
I guadagni ricavati dall’attività dell’asilo e della scuola elementare, sfruttando le suorine ed incamerando delle rette elevate per ogni bambino assistito, permisero di ingrandire l’attività scolastica fino a giungere, col passare degli anni a fondare un plesso scolastico privato composto anche di una scuola media e di un liceo.
La fama del complesso scolastico privato attirava sempre più numerose le iscrizioni di studenti, anche grazie alla cattiva gestione delle scuole pubbliche del locale territorio.
Certo, i costi per l’insegnamento aumentavano in continuazione, ma la scuola pubblica sfornava annualmente sempre più numerosi i professori e i maestri da assumere a tempo determinato e con contratti e paghe da precari.
Tutto per Onofrio si era messo bene.

Ma negli ultimi anni la crisi.

La gente non spende più.
I genitori che hanno perso il posto di lavoro, o che sono stati messi in mobilità a causa della crisi economica sopravvenuta, dicono che il prossimo anno scolastico non iscriveranno più i loro figli alle scuole private di proprietà di Onofrio, perché non potranno più permettersi il lusso di pagare delle rette così alte rispetto a quelle praticate dalla scuola pubblica.
Per Onofrio sarà la fine.
Quante notti ha passato negli ultimi tempi a versare lacrime sul cuscino!
Perbacco, la sua riconosciuta e meritoria attività di educatore, di benefattore dell’umanità, di erogatore di un servizio sociale primario quale quello di portare istruzione, luce e verità alle giovani generazioni, tutto questo che gli ha permesso di tenere ben gonfi sia il portafoglio che il conto corrente bancario, ora verrà a mancare.
La società avrà un faro, una luce in meno!
Non solo Onofrio dovrà licenziare il personale scolastico dei suoi istituti, peraltro miseramente sottopagato, ma forse dovrà chiudere anche qualche sua scuola.

Ma il governo, cosa fa il governo? Perché non interviene, il governo?

Povero Onofrio, tanto deve aver pianto che le sue lacrime si sono sentite fino a Roma e hanno smosso il cuore della ministro Gelmini la quale oggi ha dichiarato che per non far morire le scuole private, sarà dato un bonus economico ai genitori che iscriveranno i loro figli in tali istituti.

Notare: Una ministro dell’Istruzione Pubblica che sostiene la necessità di dare dei soldi per far frequentare le scuole private a scapito di quelle pubbliche.
Sarebbe come se il ministro della Sanità dicesse agli italiani che sarà dato un bonus economico a coloro che per farsi curare si recheranno nelle cliniche private anzichè negli ospedali pubblici.


Ora dei due fratelli, Asdrubale e Onofrio, solo Onofrio ride.
Dei due è stato il più lesto a capire come va il mondo.
Ha capito che la scuola privata è una gallina dalle uova d'oro.

un parere discordante

un altro parere
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26 agosto 2008

4) due parole sull' Islamismo

L’islam è violenza?

L’Islam è la religione più diffusa nel mondo, ancora più del cristianesimo (un miliardo e trecento milioni di fedeli contro un miliardo e cento milioni).
Molti di noi, in Occidente, a causa del poco che sappiamo su questa religione, siamo convinti che l’Islamismo sia una religione che predica anche la violenza.
Questo, tuttavia, non è vero e va sfatato.

Il termine Islam significa “ sottomissione a Dio (Allah)” e ogni musulmano deve sottostare alla legge di Allah, manifestata attraverso i tutti i profeti riconosciuti, da Adamo fino a Cristo, e per ultimo al Profeta Maometto.

Questa legge divina impone non la violenza, ma l’amore tra tutte le persone a qualsiasi religione esse appartengano, il rispetto, l’aiuto vicendevole etc.
In pratica insegna lo stesso comandamento cristiano,” Ama Dio e ama il prossimo come te stesso”.

Gli insegnamenti che Maometto ha ricevuto da Allah, sono stati raccolti nel Sacro Corano, così come per i cristiani gli insegnamenti di Gesù sono raccolti nei Vangeli, negli Atti degli Apostoli e nell'Apocalisse.
Il Corano insegna “la diritta via”, cioè il vivere secondo le leggi di Allah, che indicano il dovere di operare il bene, fare la carità, non commettere peccati, aiutare i più deboli, difenderli contro le ingiustizie.

Per far si che l’uomo sia sempre con la mente rivolta al suo Dio, Maometto ha stabilito cinque momenti obbligatori per le preghiere giornaliere: mattino, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto e sera.
Questo poco spazio temporale tra una preghiera e l’altra, dovrebbe fare in modo che il fedele islamico non abbia il tempo per peccare, e qualora fosse soggetto a tentazione, l’imminenza della prossima preghiera dovrebbe dargli la forza per resistere.

Anche i musulmani credono nell’Inferno e nel Paradiso.
Dice il Corano:” Se chiedete perdono al vostro Signore e tornate a Lui pentiti, Egli vi darà piena soddisfazione in questa vita fino al termine prescritto, e darà ad ogni meritevole il merito suo. 
Se invece Gli volgerete le spalle, temo per voi il castigo nel gran giorno”.
“In verità il tuo Signore (Allah) è sollecito nel castigo ma sa anche perdonare con infinita misericordia”.
“Invocate il vostro Signore umilmente e in segreto. Egli non ama i trasgressori” 
“Non spargete la corruzione sulla terra. Invocatelo con timore e desiderio. La misericordia di Allah è vicina a coloro che fanno il bene”.
Praticamente sono gli stessi insegnamenti portati avanti da Gesù, il quale viene riconosciuto dai musulmani non come Figlio di Dio, ma come un Profeta, inferiore solo a Maometto.

Il Corano, è un insieme di norme religiose e di comportamenti di vita.
Infatti elenca alcune cose lecite ed altre che non si possono fare, dilungandosi in modo molto dettagliato sul modo di vestire, sull’alimentazione pura ed impura, sulle norme sessuali e matrimoniali, sul dovere di pagare le tasse, sulle norme ereditarie, etc.

“Ecco quello che vi comando : Non avvicinatevi , se non per il meglio, ai beni dell’orfano; riempite la misura e date il peso con giustizia; non imponete a nessuno oltre le sue possibilità; quando parlate siate giusti, anche se è coinvolto un parente;…”
“In verità questa è la mia “Retta via”, seguitela.”

L’islamismo è quindi una religione che predica il bene.
Come mai molti di noi sono convinti che invece sia una religione che predica la violenza?
Una differenza sostanziale con la nostra religione cristiana, è che l’Islam chiede ai propri seguaci di lottare per la causa di Allah,  darsi da fare cioè per estendere la parola di Dio per il mondo.
Questa parola “lottare”, "darsi da fare"  ( “jihad”), è purtroppo interpretata da alcuni fanatici come sforzo militare, come obbligo di combattere per la difesa e la diffusione della religione.

Ogni religione ha i sui seguaci tiepidi (che seguono solo alcune norme che fanno comodo a loro), i seguaci praticanti e i seguaci fanatici. Questi ultimi credono in un dio cattivo, pronto solo a castigare e punire chi non osserva anche un solo precetto,e con le loro interpretazioni della legge divina ci rendono la vita impossibile, e queste persone fanatiche esistono anche nel cristianesimo e nell'l’ebraismo.
Chi di noi non ha mai visto quegli ebrei vestiti di nero, col cappello piatto in testa, che si inginocchiano davanti al muro del pianto lacrimando come agnellini, recitando a memoria i versetti della Bibbia e giurando di non lasciar prevalere il male nella loro nazione?
Essi sono un problema persino per lo Stato di Israele.

Chi di noi non conosce qualcuno che rimpiange la Messa in latino, le preghiere biascicate senza comprendere quello che si diceva, i "bei tempi" in cui la Chiesa negava il funerale ai divorziati e ai suicidi, e se per caso ti lavavi i denti al mattino della domenica e qualche goccia d'acqua ti scivolava in gola poi non potevi accostarti alla comunione?
I "bei tempi" in cui al venerdì non si poteva mangiare la carne, ma ci si poteva però ingozzare con dei bei pranzi succulenti a base di pesce?

Tutte queste persone in fondo sono dei fanatici religiosi, che confondono il messaggio religioso con le esteriorità e perciò non dobbiamo meravigliarci che anche la religione islamica abbia i suoi seguaci fanatici.
Il problema è che questi fanatismi vengono finanziati, guidati, armati e fatti propri da personaggi ricchissimi e senza scrupoli, assetati di adulazione e avidi di potere, che non esitano a manipolare le menti dei loro seguaci, insegnando loro false interpretazioni dell’Islamismo e incitandoli a compiere stragi di infedeli, colpevoli solo di non credere nel loro Dio Allah.
Si dice che se Bin Laden avesse utilizzato le sue immense ricchezze , il suo carisma e i suoi seguaci per costruire ospedali, scuole, industrie invece di comprare armi e seminare odio e terrore,  sarebbe stato  l’uomo più amato e venerato nel mondo.

Ma l’interpretazione fanatica dell’Islamismo diffusa da Bin Laden, non è certo la religione predicata da Maometto che riconosce in Allah il Dio buono e misericordioso, capace di grandi imprese e di grandi perdoni.

L’Islamismo diventerà una grande religione di pace, come in effetti è, se tutti noi elimineremo  alla radice tutte quelle ragioni che inducono, sulla faccia della terra, migliaia di disgraziati, di sfruttati, di disperati a farsi saltare in aria o a simpatizzare con le centrali terroristiche.

Togliamo dal mondo lo sfruttamento e le ingiustizie, e che ognuno sia libero di credere nel Dio che vuole, perché Dio o Allah o Jahvè, o comunque lo si chiami, ha creato l’uomo per farne un essere felice, pur nelle difficoltà e nella fatica quotidiane.

Di certo, se Dio (comunque lo si chiami) volesse il nostro male e volesse distruggere la nostra vita, non avrebbe bisogno di utilizzare fanatici o terroristi, ma con  un Suo solo batter di ciglia potrebbe porre  fine al pianeta Terra.
E speriamo che ciò succeda il più in là possibile.