Visualizzazione post con etichetta Papa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Papa. Mostra tutti i post

13 marzo 2013

17.3) Francesco I°




Francesco I°

Già solo per aver scelto questo nome il nuovo Papa ci sta simpatico!
Crediamo che farà grandi cose Lui, e noi lo seguiremo come un gregge segue il suo bravo Pastore.
Un Papa semplice ed umano.
Sembrava emozionato e chissà se stanotte riuscirà a dormire.
Tanti auguri di buon cammino, caro Papa  Francesco!


Altri articoli di Religione

Home page

5 marzo 2013

13.3) A imitazione di Cristo



Imitazione di Cristo

Il Cristo, dopo tre anni di predicazione, è stato messo in croce.

Se, a imitazione di Cristo, anche il Papa, dopo tre anni venisse messo in croce, più nessuno vorrebbe essere eletto Papa e il Conclave andrebbe  deserto.



Altri articoli di Religione

Home page

12 febbraio 2013

10.3) Che cosa ci sta dietro le dimissioni del Papa?

Che cosa ci sta dietro le dimissioni del Papa? 



Con il nostro gruppo di amici al bar ci siamo ritrovati a parlare delle dimissioni del Papa. 
-Adesso perfino il Papa non vuole più fare il Papa-, comincia uno. - 
Ma no, - ma non vedi che è tutta una manovra della cricca dei cardinali che lo hanno sempre avuto in antipatia?- fa un altro. 
La verità è che c’è tutto un complotto : prima la pedofilia dei preti, e gli scandali della Banca vaticana e della Compagnia delle Opere, poi il corvo che fotocopia documenti riservati del Papa, e prima ancora la massoneria, con la vicenda della povera ragazza Orlandi che si dice fosse la figlia di un alto prelato, etc. etc. 

Ci sono da sempre trame oscure in Vaticano e siccome questo Papa voleva fare pulizia senza riguardo per nessuno, così hanno deciso di farlo dimettere obbligandolo a ritirarsi in un convento di clausura all’interno del Vaticano, che guarda caso già da alcuni mesi era stato svuotato delle monache che lo occupavano ed era in fase di restauro per ricavarne appartamenti per l’ ex Papa. 
E via di questo passo. 
Ognuno di noi ha la sua teoria , anzi la sua verità vera su questa vicenda.

In realtà nessuno di noi sa niente, ed allora appena fà il suo ingresso nel bar dell’oratorio il nostro amico Frate Antonio da Bergamo, gli saltiamo tutti addosso con le nostre domande, perché essendo un prete, siamo convinti che egli debba essere al corrente di tutto ciò che accade in Vaticano.
 Il nostro povero amico si smarca e con modestia ci fa sapere il suo parere sull’argonento: 
- Ma quale complotto e quale massoneria del menga- ci dice. 
 La verità è molto più semplice. 
Questo papa ha ormai 86 anni e tra qualche settimana lo aspettano al varco le cerimonie e le celebrazioni della settimana santa e della Pasqua, con ritiri spirituali,  con discorsi,  vie Crucis, messe solenni diurne e notturne, veglie di preghiera e chi più ne ha più ne metta.
 Ma non potete considerare, voi miscredenti che brontolate se una messa dura più di mezz’ora o uscite di chiesa per fumarvi una sigaretta se una predica più di cinque minuti, che una persona di 86 anni possa trovare fisicamente insopportabili  tutte queste lunghissime cerimonie e, magari oberato da problemi alla prostata o da qualche disturbo intestinale possa non farcela più a reggere e a mostrarsi sempre disinvolto e su di giri? 

Voi che se doveste fare un viaggio di 12 ore in aereo per recarvi in Brasile , poi non vi basterebbe una giornata di sonno per ritemprarvi le forze, non riuscite proprio a considerare che Il Papa invece, appena giunto all’aeroporto non ha un momento di relax, tra strette di mano ad autorità e personaggi sconosciuti, bagni di folla ai lati della strada da salutare e cerimonie religiose lunghissime  e discorsi e prediche senza interruzione di sorta,  e poi pranzi e interviste televisive, sempre sorridente e disponibile, anche se il suo desiderio sarebbe quello di schiacciare un pisolino o recarsi in bagno per un bisognino urgente? 
Cosa credete, che sia una bella vita quella del Papa?
 Certo, non morirà di fame ma se uno vuole fare il Papa come si conviene è una vita stressante.
 E a 86 anni il fisico forse non ce la fa più.-

 -Ma se  il papa di prima, il buon Wojtyla, invece non aveva remore nel farsi vedere malato e bisognoso di cure !
Perché questo invece vuole smettere di fare il Papa e se ne vuole andare?

- Vedi caro, grazie e a Dio noi non siamo fatti tutti allo stesso modo. 
C’è chi tollera di farsi compatire, perché dice che la malattia è uno stato normale della vita, ma c’è pure quello che gli dà fastidio essere compatito e un tedesco che ha sempre avuto il culto dell’efficienza fisica, evidentemente non sopporta di essere visto piagnucoloso e pieno di disturbi fisici e magari col passare degli anni anche mentali. 

Vedi, la mia stessa santa mamma, che aveva dedicato la sua vita a curare gli altri, quando da anziana ha avuto lei stessa  bisogno di cure e di assistenza continua, se ne vergognava e si è lasciata vincere dallo sconforto  e in poco tempo se n’è andata, mentre una zia, sua sorella, invece diceva senza alcuna vergogna:   - “Ai miei figli gli ho pulito il sedere fino alla maggiore età, e adesso è giusto che siano loro a pulire  me ”. 

Ognuno di noi è fatto a suo modo ed evidentemente questo Papa, a differenza dell’altro, non sopporta l’idea di essere piagnucolato e compatito, e quindi ha preferito ritirarsi e andarsene, diciamo così, in pensione.

E poi è stato coerente: Lui aveva fatto approvare la legge che un vescovo a 75 anni si deve dimettere  e Lui, che è ufficialmente il vescovo di Roma anche se con qualche anno in più doveva dare l'esempio.-

 Beh! dobbiamo dire che tutti noi del gruppo del bar abbiamo trovato più convincenti le parole di Frate Antonio rispetto a quelle vaghe e complottistiche che prima avevamo considerato come verità.
 E’ proprio vero. quando non si sanno le cose ci si immagina chissà che cosa, ed invece la realtà è molto più semplice anche se e alle volte meno prosaica.


Altri articoli di Religione

Home page

11 febbraio 2013

9.3) Era considerato un conservatore e si è dimostrato invece il più moderno dei Papi.

Era considerato un conservatore e si è dimostrato invece il più moderno dei Papi. 


In un periodo storico in cui l’uomo lega il proprio destino al potere e alla ricchezze, con le sue dimissioni dimostra che si può fare a meno sia di queste che di quello.
E’ un insegnamento profondo per certi politici nostrani, che non distolgono il proprio sedere dalla poltrona e dai privilegi economici in cui sono avviluppati, neanche a schiodargli e portargli via la poltrona da sotto: cacciati via da un a parte, te li ritrovi più potenti di prima in qualche altra realtà economica. 
E’ vero che la vita media dell’uomo si è allungata, ci dice col suo gesto il Papa, grazie alle medicine e ai ritrovati della scienza, ma a tutto deve esserci un limite, perché se fare il Papa  è gravoso,  a 86 anni lo è ancora di più e non si può attendere alle cose del Signore con il fisico devastato dalle malattie e dalla poca lucidità della vecchiaia.
 Certo, il Signore, lo Spirito Santo, ti aiuterà e ti darà la forza di andare avanti, ma il popolo di Dio si merita una guida spirituale che sia integra nelle proprie convinzioni, oltre che nel fisico. 

 Dalla croce non si scende, - ha sentenziato un cardinale alla notizia delle dimissioni del Papa, - ma questo cardinale ha capito ben poco,  perchè dimettersi non significa abbandonare le proprie convinzioni religiose che si sono fin qui seguite, bensì significa dire a Dio: - “ Guarda che io , povero essere umano che tu hai fatto Papa, ci ho messo e ci metto ancora tutta la buona volontà che è necessaria per guidare il Tuo popolo, ma le malattie e la vecchiaia che mi sono venute addosso, aggiungono condizioni di incapacità fisica alle mie già grandi indegnità morali che tu ben conosci. e quindi Signore forse è il momento che Tu consideri se non è il caso di affidare a qualcun altro il gravoso compito di Tuo rappresentante in terra,  perché la Croce, se va portata, deve esserlo con dignità e senza le limitazioni e i pianistei  del dolore fisico e della vecchiaia.

 A te Signore il compito di sceglierne uno più degno è più in gamba di me, e quando vorrai, io sono pronto a venire su da Te, a riposarmi un po’ e godere della Tua compagnia".


Altri articoli di Religione

Home page

8.3) Il Papa si dimette. Berlusconi si incazza ma poi si autonomina suo successore.

Il Papa si dimette. Berlusconi si incazza ma poi si autonomina suo successore. 


 Il Papa si dimette, e Berlusconi si incazza perché questa notizia gli toglie visibilità mediatica.
“Non poteva Benedetto XVI aspettare ad annunciare le sue dimissioni dopo la mia vittoria alle elezioni? “- i suoi lecchini lo hanno sentito piagnucolare così.-
 “E mò, adesso chi mi intervisterà più nei telegiornali e nelle trasmissioni radio e televisive?
 Non parleranno che di Lui e io calerò di brutto nei miei sondaggi .
 Ah! se invece si fosse consultato con me gli avrei consigliato di dimettersi solo dopo la mia elezione a Presidente del Consiglio, ed avrei promesso a Lui e agli italiani che nel mio primo CDM lo avrei nominato Segretario del mio partito, al posto di quell’inefficace di Alfano, oppure Ministro con delega particolare all’Inquisizione contro tutti quei comunisti che hanno votato Bersani e Vendola, ma anche Ingroia, Grillo e Monti.
 Invece adesso chi mi cagherà più? 
Beh! vorrà dire che se non vinco le elezioni politiche, questo rinunciatario Benedetto XVI me lo terrò buono buono perché dica una buona parolina a tutti i cardinali nel prossimo conclave che non si dannino l’anima nel ricercare il suo successore, perché tanto quello c’è già , ed è già lì bello e pronto , e sono Io, Silvius 1.0 e che non aspetto altro che la loro fumata bianca.
 Si, visto che non vincerò le elezioni politiche e che non hanno intenzione di eleggermi Presidente della Repubblica , chissà che da queste dimissioni papali, non ne esca qualcosa di buono per Me, Silvius Pontifex 1.0



Altri articoli su Relax e stupiderie

22 novembre 2012

95.2) Il bue e l’asinello di 2012 anni fa



Il bue e l’asinello

Secondo il Papa nel presepe non c’erano né il bue né l’asinello.

Sua santità vuol forse dire che che dobbiamo ritenere superati anche Maria, Giuseppe e lo stesso Gesù oppure  questi  ultimi, per Sua  Santa degnazione, ancora per un pò ce li lascia?

E’ certo che alla vigilia di Natale certe affermazioni  un tedesco con un pò di testa sulle spalle  poteva risparmiarsele e lasciare che quesi due poveri animali domestici, simbolo di noi tutti,   continuassero a vivere   nel cuore degli uomini semplici.
Ma tant'è : Lui la sua "lectio magistralis" ogni tanto la deve fare, e allora per l'umanità son tempi bui.  




Altri articoli di Religione

Home page

=== <

24 giugno 2012

65.2) Che figura! E’ arrivato prima il Dalai Lama del Papa.


Che figura! E’ arrivato prima il Dalai Lama del Papa.


Nelle zone terremotate dell’Emilia è giunto oggi un omino vestito di arancione per portare parole di sollievo, di speranza e di coraggio alla popolazione stremata dalle violenze della serie infinita di scosse telluriche.

Il Dalai Lama è il rappresentante di una religione che nessuno In Emilia sa cosa sia e quali norme di vita predichi.
Eppure deve essere una religione buona se il massimo suo rapprsentante in terra si è preso la briga di venire a portare parole di sollievo a chi in questi giorni è tanto provato dal destino.

Veramente queste parole di speranza e sollievo la gente diell’Emilia se le sarebbe aspettate prima di tutto dal rappresentante della religione che essa professa, come testimoniano le varie chiese e i luoghi di culto spazzati via e distrutti dal terremoto.

E questo rappresentante vestito di bianco, che abita nello sfarzo di palazzi a meno di trecento chilometri da qui, cioè a un ‘ora di viaggio in aereo o due in elicottero, non ha invece ancora trovato il tempo di venirci in questi luoghi.
Ma si sa, è tutto preso da corvi, lettere e trame oscure tra cardinali e prelati da non avere più probabilmente nè tempo nè voglia da dedicare al prossimo sofferente.

Ma ci verrà, è stato finalmente deciso che, per emulazione, nei prossimi giorni egli visiterà questi luoghi e porterà il suo sostegno morale e le sue preghiere alla popolazione che sta portando la croce, come ha portato la croce, senza lamentarsi ma anzi accettando la volontà di Dio, quel fondatore della Chiesa che egli rappresenta.

Comunque che figura: è arrivato prima di lui, proveniente da 10 o 20 mila chilometri di distanza, a portare sollievo e parole buone un omino vestito di arancione.
Che Dio lo benedica.

E se non è amore e comprensione del prossimo, questa!!!



Altri articoli di Religione

Home page

12 febbraio 2012

19.2) Jesus, Chi?????

Jesus, chi?????

Molti giornali riportano oggi la notizia che la Chiesa  ha tenuto un convegno di tre giorni radunando cardinali, vescovi, preti , frati e suore per parlare della figura di Gesù nella società moderna.

Viene da chiedersi: - Ma dove sta la notizia?-
Se non parla di Gesù la Chiesa, chi ne deve parlare?
Forse gli economisti o i politici?
Meglio di no, visto come stanno facendo andare le cose nei campi di loro competenza.
Bene fanno dunque i preti a parlare di Gesù.
E’ il loro compito principale e questo non dovrebbe costituire notizia per i titoloni dei giornali, a meno che si creda che la Chiesa sia rimasta quella che descriveva Dario Fo nella sua commedia “Mistero Buffo”:
Dunque, il Papa , i suoi Cardinali e vescovi e una grande folla stanno visitando in corteo principesco una parrocchia sui colli di Roma, quando la loro attenzione viene attratta da un rumoreggiare di altra folla giù nella vallata sottostante.
Avendo allora il Papa chiesto spiegazioni su cosa avvenisse e sul perché di tale assembramento popolare, gli fu risposto che la folla dei popolani stava seguendo un tale di nome Jesus, noto alla polizia come sobillatore che spargeva odio nei confronti della ricchezza e dei ricchi ed esaltava invece i poveri e i peccatori predicando la preferenza di Dio verso questi ultimi, etc. etc..
Al che, il Papa di rimando: “Jesus, chi????”
Ad evitandum allora  che la Chiesa e il Papa e i Cardinali e i Vescovi e i Preti e i Frati e le Suore si chiedano “Jesus, chi????” è bene dunque che parlino di Gesù, e tengano convegni su Gesù, invece di continuare a sproloquiare sul divieto ai preservativi o essere costretti a parlare di quanti danni facciano ai bimbi i  preti pedofili.

Di perdono, di amore per il prossimo, di Gesù e del suo messaggio i preti devono parlare, e lo facciano partecipando pure a convegni per tutti i giorni dell’anno, senza che ciò costituisca pruriginosa notizia per i nostri giornali così assetati di gossip e scandaletti vari specie se compiuti da persone con la tonaca.


Altri articoli di Religione

Home page

2 maggio 2011

76.1) L’ultimo miracolo di Karol Wojtyla.

L’ultimo miracolo di Karol Wojtyla.


Proprio nel giorno della consacrazione a Beato del nostro caro papa Wojtyla, arriva l’annuncio della morte di Bin Laden.

Costui era nascosto in Pakistan in una casa fortificata e difesa da numerose guardie del corpo e da oltre 5 metri in altezza di filo spinato.

Gli uomini tutti avevano paura di Bin Laden, dopo i vari attentati che la sua organizzazione terroristica aveva fatto nel mondo, e in modo particolare dopo l’11 settembre 2001, il giorno della distruzione delle Torri Gemelle con 2749 vittime innocenti.

Ma il Buon papa Wojtyla aveva detto a noi in vita:
“ Non abbiate paura”
e difatti il suo ultimo miracolo, compiuto proprio nel giorno della sua beatificazione, è stato quello di togliere, con la morte di Bin Laden , la paura dal cuore degli uomini.

Si caro Beato, adesso noi non abbiamo più paura.
Avremo ancora ogni tanto nei nostri cuori dei sussulti, ma la paura, la paura di essere vittima della cattiverai gratuita e insensata degli uomini ora non c’è più.
La morte di Bin Laden è in ordine di tempo il tuo ultimo miracolo, il tuo ultimo dono all’umanità.

Grazie Beato Karol.


Altri articoli su Religione

torna alla Home page


7 agosto 2010

136.0) I ricordi del Trofio: 4) il Don Foca

Il Direttore del collegio era 
il Don Foca .

Veniva soprannominato così perché a quei tempi il direttore era un tipo grassottello e rotondetto che sembrava a una foca, appunto.
Si chiamava Don Cherubino Z. e fu per qualche anno il mio primo Direttore all’orfanotrofio.
Egli era un sacerdote dai tratti signorili, e dai suoi modi si poteva intuire che era una persona rispettabilissima e istruita, e portava degli occhialini come quelli di Papa Pacelli, Pio XII.
Non ho particolari ricordi di lui, se non che era una brava persona.

Gli successe il nuovo Foca, Don Walter B., che fu mio Direttore fino alla mia uscita definitiva dal Trofio.
Qualche mese dopo il suo arrivo Don Walter apportò una serie di modifiche a tutto il regolamento del collegio.
Per prima cosa abolì le divise che le suore ci davano per le grandi occasioni, ad esempio quando dovevamo uscire per partecipare in corteo ai funerali di benefattori o di persone importanti della città. Queste divise erano quanto di più fastidioso ci potesse essere, perché di stoffa pesantissima in quanto dovevano durare per noi e per i nostri successori negli anni a venire, e mi ricordo che avevano all'altezza del collo un gancetto che ti strappava la pelle.
D’ora in avanti, con la riforma di Don Walter, niente più sfilate in gruppo per la città, ma al massimo una manciata di ragazzi , per quelle occasioni ben vestiti dalle Suore del guardaroba.


Poi pretese che le Suore della cucina ci facessero avere ogni giorno sulla tavola del pane fresco invece di quello raffermo di qualche giorno che esse ci davano.
Si era accorto che ogni mattina il fornaio portava alle suore delle grandi ceste cariche di pane fresco, eppure a noi le suore ci davano sempre da mangiare quello raffermo.
Chissà perché.
Misteri della mentalità delle suore!
Forse per abituarci al sacrificio, o forse perché erano convinte che dandoci ogni giorno del pane fresco noi saremmo diventati, crescendo, degli smidollati e dei fannulloni, o forse più semplicemente volevano che i nostri denti di adolescenti si rafforzassero masticando del pane duro.

Inoltre il Foca fece trasformare i refettori, cioè i saloni dove ci si recava per mangiare, composti fino ad allora da grandi tavoloni con sopra una lastra di marmo e con delle panche per sederci, in moderne sale con tavolini a quattro o sei posti e con coloratissime sedie di plastica di moplen.
Fece anche in modo che il cibo arrivasse dalla cucina non più in contenitori e poi distribuito, ma già disposto in porzioni abbastanza abbondanti su piatti veri e non di metallo come si usava fino ad allora, così come i bicchieri divennero dei veri bicchieri di vetro, e non più di latta.

Per dirla con una frase celebre, molte altre cose egli fece, ma in questo momento mi sfuggono.

Don Walter fu un bravissimo Direttore, anche se dovette espellermi per punizione per ben due volte dal collegio per alcuni giorni.
Di una volta mi ricordo il motivo, che un giorno qui racconterò, ma della seconda no.

Probabilmente però me lo meritavo, perché la mia stima nei suoi confronti è rimasta immutata negli anni.



altri articoli su : Personali

215) alcune cose che non si capisce perché ...






12 aprile 2010

65.0) preti pedofili

Il fenomeno dei preti pedofili.


 Si fa presto a dire che tutti i preti sono pedofili, ma questa affermazione è vera solo per gli anticlericali, perché generalizzare è sbagliato, e bisogna saper distinguere le affermazioni vere da quelle false.
Di fronte alle tempeste di questi giorni che parlano di preti pedofili , comunque la pensiamo, è bene evitare di esprimere giudizi sommari e ricette troppo facili.
Si deve essere ben consapevoli che l’intento di fondo di queste accuse è quello di mettere in discussione l’autorevolezza educativa della Chiesa cattolica. L’obiettivo dell’accerchiamento mediatico di cui essa è fatta oggetto è quello di convincere la pubblica opinione mondiale che questa Istituzione non può più essere considerata come maestra di vita e di virtù, essendo essa stessa portatrice di vizi odiosi e aberranti verso i più indifesi.

Si afferma che la pedofilia dei preti sia da ricercare nella legge ecclesiale che impedisce il loro matrimonio , senza tener conto che l’astinenza dei preti, quando c’è di mezzo una vera vocazione, non è che l’altra faccia del voto di povertà.
L’autentico sacerdote, infatti, - dal parroco di campagna al Papa, - deve poter chiudere la sua vita terrena senza lasciare legami materiali con le cose o con le persone, attraverso vincoli di possesso o di parentela, ma deve possedere in vita e lasciare e trasmettere quindi al termine di essa solo dei profondi insegnamenti e esempi morali e spirituali.

E tuttavia, è anche vero che anche in questo contesto di voti di povertà e di astinenza sessuale, il fenomeno della pedofilia si annida in modo subdolo e preoccupante.
Anche se è tutto da dimostrare che la percentuale di preti con esperienze di pedofilia sia superiore a quella della popolazione in generale, o di altre categorie di persone a stretto contatto con la gioventù, come gli educatori, i professori, gli allenatori o gli istruttori di palestra , non bisogna mai accettare di considerare del tutto "ovvio" e "inevitabile" che esista una certa quantità "statisticamente tollerabile " di preti pedofili .
Fa quindi meraviglia che alcuni intellettuali dicano che la cosa in sé non dovrebbe più nemmeno fare notizia e quindi è del tutto fuorviante che si creino inutili e inopportuni scandalismi contro la Chiesa, essendo anche la pedofilia dei preti in qualche modo un fenomeno "scontato" e "normale" dei tempi in cui viviamo.

La Chiesa non ha mai spiegato perché fare il prete cattolico non attenui, o perlomeno non ponga un freno morale, a queste disinvolte tendenze che, non dimentichiamolo, producono veri e propri crimini e non peccatucci veniali.
Da coloro che si proclamano predicatori di verità divine nonché strenui difensori della vita fin dallo stato embrionale, sempre pronti a condannare tutto e tutti, ci si dovrebbe attendere quantomeno un minimo di coerenza e di comportamenti esemplari, ma evidentemente così non è.




Al di là di questi aspetti viene da chiedersi perché alcuni preti diventino pedofili.
Molti ritengono che sia uno degli effetti del celibato forzato, ma se dipendesse semplicemente da questo, dovremmo osservare somiglianze statistiche con analoghe situazioni di castità obbligatoria,come ad esempio i vedovi o i carcerati, cosa che non risulta.
Del resto, se la condizione di celibato diventasse insostenibile per il prete, perché non ripiegare nella normale eterosessualità adulta, più o meno clandestina?
Ce ne sono stati in ogni epoca di preti che hanno mancato al loro voto di castità con prostitute o donne disponibili.
No, certamente il comportamento pedofilo non può essere spiegato con la semplice repressione sessuale, nemmeno se esasperata e prolungata negli anni. 

Sebbene la pedofilia sia un crimine particolarmente odioso perché colpisce le vittime più indifese e innocenti va tuttavia detto che essa evidenzia uno stato di regressione psichica da parte di chi la mette in atto. La mancanza di maturità sessuale da parte dei preti, l'aver represso fin dai tempi del Seminario la propria sessualità, potrebbe aver “fissato” lo stato evolutivo psichico ad uno stadio preadolescenziale.

 
Si è osservato che l’età media delle vittime è spesso compresa fra gli 8 e i 12 anni e che nella quasi totalità dei casi si tratta di pedofilia omosessuale, il che ci fa capire come il prete pedofilo abbia pesanti conflitti da risolvere con sé stesso, con la propria sessualità, con la propria storia e soprattutto con la propria identità.
Ed anche le occasioni in cui viene esplicata questa aberrante pratica sono da ricercare nella stessa missione dei preti , che per motivi educazionali sono in stretto contatto on il mondo dell’adolescenza come ad esempio nella gestione di un oratorio o di un collegio, oppure nella complice intimità che si viene a creare durante una confessione faccia a faccia tra un adolescente e un sacerdote nel confessionale, situazioni tutte queste dove possono crearsi minacciose influenze e stati di ricattabilità.


Fare il prete quindi oggi è sempre più difficile e comporta una vera vocazione, e una grande dose di virtù morali e un impegno di vita quasi eroico, viste le tentazioni e la seduzione dei sensi che il mondo moderno propone .
Eppure noi di preti così abbiamo bisogno, mentre per i preti pedofili auspichiamo una veloce riduzione allo stato laicale e un carcere duro e prolungato.

VOTA su OKnotizie.

altri articoli su : Religione

7 aprile 2010

60.0) Il Papa contro le lobbies dei pedofili.



Se c'è un Papa che combatte i pedofili
è proprio questo,
e allora perchè questo odio
contro di lui?
Non sarà perchè nella pedofilia
ci sono ormai troppi interessi economici
da difendere e da mantenere?

In questo mondo di perversioni adulte
assetato di sempre nuove emozioni
il mercato dei films hard, dei dvd, delle cassette
riguardanti la pornografia minorile
conta circa 250 milioni di copie di video vendute in tutto il mondo,
e l'editoria hard vanta quasi 260 differenti tipi di costose e patinate riviste mensili.

Quindi films,
dvd,
riviste settimanali o mensili,
compiacenti studi fotografici
e forse traffico di organi umani!

Pedofilia:
schiavitù minorile del nostro tempo.

Finchè il Papa taceva,
e gli interessi del business pedofilo non venivano messi in discussione,
il mondo ovattato della pedofilia campava e prosperava senza affanni.
Una campagna mondiale contro la pedofilia
potrebbe far vacillare
i guadagni del business pedofilo.

Ora che il Papa interviene
le lobbies della pedofilia
hanno scatenato la loro guerra santa contro Benedetto XVI°,
reo di voler fare finalmente piazza pulita dei pedofili nella Chiesa cattolica.

Ragazzi,
non cadiamo nel tranello,
dei potentati pedofili travestiti da moralisti:
accendiamo un cerino nella nostra mente
e cerchiamo di vederci chiaro.



VOTA su OKnotizie.

scegli altri articoli su : Religione

18 marzo 2010

50.0) Pedofilia: tolleranza zero.



Pedofilia: tolleranza zero.


Il Papa scrive una lettera per ordinare
che per i preti pedofili
d’ora innanzi
sia applicata la “tolleranza zero”.
Questo vuole forse dire
che fino ad ora vigeva la tolleranza uno?,
o due?,
o tre?,
( nel senso di numero di minori
che ogni pedofilo poteva lecitamente violentare
prima di essere punito?)

Mah!

Gesù invece,
cioè il diretto superiore del Papa,
non parlava di alcun tipo o grado  di tolleranza,
ma invitava colui che aveva scandalizzato un minore
a mettersi una pietra da mulino al collo
e buttarsi a mare.

Insegnamento semplice e diretto,
senza nessuna sfumatura
o invenzione di gradi di tolleranza.




VOTA su OKnotizie.

scegli altri articoli su : Religione

28 dicembre 2009

455) Il sogno di Berlusconi

Il sogno di Berlusconi

Il sogno di Berlusconi 
è che il Papa si dimentichi 
di esprimere parole di perdono
nei confronti della psicolabile 
che l’ha aggredito la notte di Natale, 
mentre lui
il povero Tartaglia 
lo ha mediaticamente
subito
perdonato

davanti alle televisioni di tutto il mondo.


Apparirebbe così chiaro, 
agli occhi della pubblica opinione universale 
chi, 
tra lui e Benedetto XVI 
abbia più diritto di essere chiamato 
con l’appellativo di
" Sua Santità".



VOTA su OKnotizie.
 

  • Altri articoli in questo blog sull'argomento POLITICA



  • 20 dicembre 2009

    450) Ma che pretese che ha la Chiesa cattolica. Vuole fare santo Pio XII senza chiedere il permesso agli ebrei! Questa è prepotenza pura.

    Ma che pretese che ha la Chiesa cattolica. Vuole fare santo Pio XII senza chiedere il permesso agli ebrei! Questa è prepotenza pura.


    In questi giorni le gerarchie della Chiesa cattolica hanno fatto sapere che è a buon punto il processo di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II ( Papa Wojtyla) e quello di Pio XII ( Papa Eugenio Pacelli).
    Apriti cielo!
    Il governo israeliano ha vivacemente protestato con quello del Vaticano perché sulla beatificazione di Pio XII gli ebrei avrebbero molte cose da dire , molte critiche da esternare, e quindi questa beatificazione non s’ha da fare.
    Gli israeliani contestano il fatto che Papa Pacelli nel suo pontificato sia dia dato da fare solo per salvare migliaia di ebrei italiani aprendo loro le porte del Vaticano affinchè sfuggissero alla persecuzione degli alleati fascisto- tedeschi che li volevano deportare nei campi di concentramento germanici.

    Egli è ai loro occhi colpevole di non averli salvati tutti, gli ebrei del mondo, come avrebbe dovuto fare un buon Papa che ha adesso anche la pretesa di diventare santo.

    Questo mite uomo investito del governo della Chiesa cattolica nei momenti più bui dell’umanità dell’epoca moderna, avrebbe dovuto, agli occhi degli attuali governanti israeliani, e dei rabbini ebrei prendere una pistola e andare di persona in Germania ad ammazzare con le proprie mani Hitler, per far terminare le angherie e le persecuzioni contro gli ebrei.

    Così non ha fatto, ha scelto un’altra strada per opporsi al nazifascismo, una strada fatta di ammonizioni verbali e di scomuniche contro i prepotenti e i guerrafondai, non ha fatto quello che gli israeliani oggi vorrebbero che avesse fatto, e allora non deve diventare un santo.
    Per dirla con l'odiata terminologia tedesca:“santificazione kaputt!”

    Questo ha sentenziato il governo di Israele, e si ricordi bene la Chiesa cattolica, che d’ora innanzi, ogni minima decisione, sia liturgica che pastorale o politica che essa volesse intraprendere dovrà passare prima sotto il vaglio delle autorità israeliane, che altrimenti si potrebbero incazzare.

    E siccome un eventuale incazzatura di Israele, che possiede con il consenso del mondo, la bomba atomica,e un attrezzato e super tecnologico esercito sempre in stato di allerta, può essere deleteria per il mondo e per il Vaticano stesso, è bene si sappia che è meglio non far innervosire gli israeliani con pretese di beatificazioni e di santificazioni non da loro autorizzate, perché poi l’eventuale inizio di uno stato di belligeranza non dovrà essere imputato ad Israele, bensì alla testardaggine di chi lo ha fatto incazzare con queste pretese.

    Il Vaticano e il mondo si ricordino che un ebreo incazzato ha molte e secolari ingiustizie da ripianare e milioni di morti da vendicare, e si ricordino anche che il perdono non fa parte della religione ebraica!

    VOTA su OKnotizie.
    scegli altri articoli su : Religione