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4 giugno 2014

49.4) Magari sono nonno e non lo so!

Magari sono nonno e non lo so!



Io ho due figlie una delle quali  mi ha reso nonno di due nipotini.
Da questo lato io sono un nonno felice.
Li vedo quasi tutti i giorni,  li coccolo, mi coccolano.
Le loro felicità sono le mie
i loro  malanni sono i miei.

Però da anni non so niente dell’altra mia figlia, la maggiore.
Ci siamo verbalmente scontrati  e se n’ è andata col suo ragazzo.
Niente telefonate, nessun  sms,  non so dove sia.
So di un proverbio che dice:
nessuna nuova, buona nuova.
E spero quindi che sia felice,  che sia ricambiata nell'amore , che stia bene.

E magari  è diventata mamma e io non lo so.
E magari io sono  diventato nonno e non lo so.

Cara figlia mia,
sii felice  e goditi la vita
e sappi che il tuo papà  ti è sempre vicino col pensiero e con  gli affetti del cuore
e gli piacerebbe rivederti e riabbracciarti,
te, lui, il tuo compagno e i tuoi figli se li hai,
nipotini di un nonno che non hanno ancora mai visto
ma che   ha tanta  voglia di coccolarli e di essere da loro  coccolato.



Perché magari sono nonno, e ancora non lo so!
Ma se  fosse vero, che bellezza!
Sarei un nonno doppiamente felice!



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8 marzo 2011

42.1) La on. Santanchè critica la Procura di Bergamo per le ricerche su Yara

La on Santanchè critica la Procura di Bergamo per le ricerche su Yara.

I magistrati dovrebbero dimettersi perché se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell'Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva”.

Che orrore! Solo chi  sta in politica  ed è  ormai abituato  a ogni depravazione morale può citare nella stessa frase  la nostra figlia Yara e le prostitutelle di Berlusconi,  senza coglierne la differenza  e senza capire che sta facendo un paragone sacrilego.

A' Santanchè, ogni tanto statte zzitta che è meglio. 




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    21 febbraio 2011

    31.1) L'Africa s'è desta!


    L’Africa caccia i vecchi tromboni 
    che l’hanno governata fino ad ora.
    E noi, invece ……..???

    Noi balliamo il bunga bunga.

    Noi con l’unità d’Italia 
     ci inventiamo nuove feste.

    Noi col federalismo 
    ci vengono messe nuove tasse.

    Noi ci teniamo un governo che non governa.

    Noi i nostri figli non hanno lavoro, 
    non hanno futuro, 
    non andranno in pensione.

    Noi pensiamo che il 6 aprile 
    B. sarà processato.
    Noi siamo dei poveri illusi.

    Lui continuerà a ballare il Bunga bunga,
    e noi a dargli le nostre figlie 
    in cambio di un po’ di soldi e di notorietà
    Noi siamo dei Leli Mora.

    Noi ,... che schifo!

    L’Africa invece………...s’è desta!



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    27 gennaio 2011

    11.1) Ma i genitori di queste scemette, dove sono? Che educazione hanno mai dato alle loro figlie?

    Ma i genitori di queste scemette, dove sono?
    Che educazione hanno mai dato alle loro figlie?

    La cosa che più colpisce nell’abisso dello squallore delle feste a luci rosse avvenute nelle ville del Premier italiano, è l’assenza educativa dei genitori di queste piccole puttanelle, che si vendono ai riti dei ricchi per poche migliaia di euro, per un paio di scarpe firmate da qualche stilista , per una borsa griffata, o per l’uso gratuito per qualche tempo di un appartamento da dividere con altre ragazze in vendita come loro.

    Nessuno ha mai detto a queste ragazze dell’esistenzxa di principi morali ai quali sarebbe bene attenersi lungo la vita?
    Agenzie pubblicitarie, Leli Mora o Emili Fede presso i cui uffici le loro madri le hanno iscritte fin da piccole, hanno da sempre instillato in loro il senso dell’arricchimento e dell’avanzamento sociale attraverso il mostrare o la vendita del loro corpo o l’elargizione di favori sessuali, per ottenere una particina in qualche squallido film a luci rosse, oppure una qualche apparizione come veline o meteorine in qualche trasmissione meteo, oppure l’invito a partecipare ad una festa, per poi essere sedotte e ingaggiate a far parte dell’harem personale dei i ricchi e potenti mascalzoni della politica o della mondanità .

    Eppure il legame con la famiglia, la mamma , il padre, i fratelli, queste piccole disgraziate lo tenevano ben stretto in pugno attraverso il telefono cellulare, come testimoniano le intercettazioni che la magistratura ha evidenziato.

    =Ciao mamma - stai tranquilla, stasera mi ha dato 10 mila euro. Vedrai che la prossima volta me ne scucirà di più.
    =Ciao mamma, - stasera sono arrabbiata, solo tremila euro mi ha dato. E pensare che a quella svergognata della Cicci so per certo che ne ha dati diecimila.
    - E certo – risponde la mammina- tu stai troppo sulle tue. Impara, impara dalla Cicci e non farti pregare più di tanto e a concederti senza troppi strilli.
    - Guarda, carina, che la bellezza sfiorisce presto, e se non la sfrutti adesso la tua mammina e i tuoi fratelli poi avranno ragione di vergognarsi di te .

    Non fare la schizzinosa.
    Buttati, tanto che vuoi che ti facciano di male quei vecchi porci festaioli che ti invitano alle loro feste?.
    Che tanto ormai più neanche il Viagra li può aiutare.
    Al massimo ti guardano bavosi mentre ti spogli.
    E tu spogliati allora,senza tante storie e porta a casa dei bei diecimila.
    Tra qualche anno poi, si troverà un bravo giovane figlio di qualche industrialotto brianzolo o lombardo , colla sua bella fabbrichetta sulle spalle, che sarà felicissimo di sposare una ragazza sessualmente esperta e navigata come te, con la quale cercare di rivivere, più in piccolo, s'intende, le feste e le porcate che ora ti permettono di diventare famosa.

    Vai figlia mia – buttati e torna con dei bei bonifici milionari .
    La mamma e i fratelli contano su di te per fare finalmente anch’essi una vita meno di merda di quella che tuo padre ci sta facendo fare.


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    19 gennaio 2010

    16.0) Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti. Ma non mi sarà consentito.



    Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti.Ma non mi sarà consentito.


    Decine di migliaia di bambini orfani a Haiti, dopo il terremoto.
    Bisogna intervenire per dare loro affetto e serenità.
    Il destino che li attende, altrimenti, se gli va bene è una vita di sofferenze, di stenti, di orfanotrofi, fino all’età lavorativa e poi, arrangiarsi e barcamenarsi.

    Io sono stato in orfanotrofio dall’età dei sei anni fino ai diciotto, e so cosa vuol dire la mancanza di affetto, so cosa vuol dire l’essere trattati come dei numeri dagli assistenti, alcuni dei quali simpatici ma per lo più odiosi e privi di ogni umanità.
    Ecco, di fronte a questo immenso dramma mi piacerebbe versare nel mare della solidarietà il mio piccolo aiuto, la mia goccia per uno di questi piccoli orfani.

    Mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti ed aiutarlo a diventare grande.
    Farlo studiare, insegnargli un mestiere.
    Farlo vivere qui da noi, trasmettergli i nostri valori: farlo diventare un bravo e onesto cittadino italiano di origini haitiane.
    Ma sono sicuro che non si può fare, che non mi permetteranno di farlo.

    Io ho ormai una certa età, sono nonno, e do una mano a mia figlia nel tirar grande il nipotino.
    Potrei fare altrettanto anche per un bambino di Haiti.
    Se ho ancora energie per uno, posso averle anche per due.
    Certamente, e sono il primo a capirlo, non sono più fisicamente in grado di perdere le notti per badare a un lattante ma, per seguire un bambino dall’età scolare in su, le energie, la voglia e la capacità fisica ancora ce le ho.

    Mi viene detto dagli amici: fai un’adozione a distanza.
    Sì certo, so cosa vuol dire.
    Negli ultimi quindici anni ho seguito le necessità economiche e la crescita. di una bambina del Malawi, attraverso l’adozione internazionale.
    Dietro un mio versamento annuale, le buone suore della missione di laggiù hanno costantemente seguito,curato, mantenuto e vestito questa mia figlia adottiva.
    Però quella bambina del Malawi, io non l’ho mai vista, se non in fotografia, non le ho mai sussurrato alle orecchie il mio amore di padre adottivo, non l’ho mai accarezzata, non l’ho mai portata a passeggio nei giardini.
    Tutto questo l’hanno fatto le buone suore per me.
    Ma io ora vorrei un intervento più diretto.

    Non sono d’accordo con chi afferma che adottando i bambini di Haiti, praticamente si mette in atto una nuova devastazione dell’isola, privandola, dopo i disastri del terremoto anche della speranza di un futuro che questi bambini rappresentano, perché essi sono la parte migliore, sono ciò che resta di Haiti e sono forse l’ultima chance perché questa Nazione possa rinascere.
    Portandoli via, adottandoli e trasferendoli in altri Paesi, praticamente non si fa che "rubare " a Haiti i suoi bimbi, il suo futuro. 


    E’ un ragionamento teorico che potrebbe anche stare in piedi, se non fosse che così facendo si gioca con la vita di decine di migliaia di bambini, condannandoli ad un avvenire di orfanotrofi, di solitudine, di mancanza d' affetto e forse anche di estrema miseria e povertà.
    Un avvenire senza speranza, in attesa di qualche nuova catastrofe per la loro isola, mentre invece, nel mondo, sono sicuro che decine di migliaia di persone, come me, ancora animate e sostenute da qualche energia fisica, riverserebbero sui bambini il loro amore e la loro umanità, per farne degli esseri, certamente lontani dalla loro patria, ma forse meno infelici.
    E non è detto che si debba per forza di cose far loro dimenticare il legame con la loro Patria. bensì è vero il contrario, che si cerchi cioè piuttosto di instillare in loro, un domani, resi uomini indipendenti, il desiderio di tornare ad Haiti, sui luoghi della loro infanzia, alla ricerca dei loro veri e sfortunati genitori.

    Io la vedo così, solo che così non la vedono gli assistenti sociali, e quindi questo mio non resterà che un pio desiderio irrealizzabile, ed è un vero peccato.

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    27 ottobre 2009

    409) Miracolo in corso d'opera

    Stiamo assistendo a un miracolo in corso d'opera!

    Il 15 agosto scorso, nel giorno della festa dell'Assunzione di Maria Vergine in cielo, abbiamo invocato qui su questo blog la Madonna ad intervenire per porre fine allo scempio della vista dei nostri figli disoccupati o impiegati in lavori precari e saltuari.

    Testualmente e col cuore abbiamo scritto:
    Oggi festeggiamo la Madonna assunta in cielo.
    Quando potremo festeggiare i nostri figli, lavoratori precari,
    finalmente assunti a tempo indeterminato?

    Orbene, in questi giorni il buon Tremonti se ne è venuto fuori col dire che per gli italiani è ora di ripristinare il lavoro a tempo indeterminato.
    Egli ha tessuto l'elogio del posto fisso, ed ha presentato il lavoro a tempo indeterminato come la risoluzione dei mali atavici dell'Italia,
    come la cosa che più si addice agli italiani.

    Ora ditemi voi, queste affermazioni non sono forse musica per le nostre orecchie?
    Ed è o non è un miracolo quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi?

    I miracoli non sempre si realizzano repentinamente.
    Per fare questo miracolo la Madonnna si è presa qualche mese di tempo( e neanche tanti a dire il vero), ed ora sta esaudendo le nostre richieste in tutto e per tutto.

    Quando le domande di grazie non sono assurde, la Madonna e il buon Dio intervengono sempre,
    e fanno fare una bella marcia indietro a certe ideee balorde che si stavano diffondendo.

    Grazie Dio, grazie Madonna e e grazie anche a te , nostro buon Tremontino, che non hai avuto paura di fare marcia indietro e di metterci la tua faccia.

    Ora però, avanti tutta.
    Lavoro a tempo indeterminato per chi ha voglia di lavorare.
    Il precariato solo per chi non se la sente di impegnarsi più di tanto.


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    29 settembre 2009

    380) E noi manderemmo in giro le nostre figlie (s)vestite così? No, questa è veramente una moda per puttanelle.






    E noi manderemmo in giro le nostre figlie (s)vestite così? No, questa è veramente una moda per puttanelle.

    Hanno ragione da vendere quelli che criticano le sfilate di moda che si svolgono in questi giorni a Milano.

    Ma davvero gli stilisti credono che noi manderemmo in giro per la città, le nostre figlie vestite in quel modo?
    Con tanti maniaci che ci sono in giro è come invitarli a nozze, è come dir loro, “forza rimbambiti datevi da fare”.
    O forse i maniaci esistono perché esiste una moda così, che invece di vestire le nostre donne le invita a mostrarsi svestite e invitanti alla seduzione.





    Ma che moda è?
    Ma sono forse questi i vestiti da indossare quando si cammina per strada. oppure quando si è sul posto di lavoro, o quando ci si siede sui banchi di scuola o dell’università?.
    Questi abiti, si fa per dire, sono pezzetti di stoffa che coprono a malapena qualche brandello di corpo, adatti ad essere indossati nelle ex case chiuse, se esistessero ancora, o nelle camere da letto di qualche puttanella o prostitutella che abbia deciso di vendere il suo corpo al miglior offerente.
    E noi abbiamo la presunzione di credere che le nostre donne puttanelle o prostitutelle ancora non lo siano diventate, anche perchè non hanno mai seguito la vostra moda.
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    DOLORES las bananas muy buenas

    le banane DOLORES sono le migliori e sono le preferite dai calciatori

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    6 giugno 2009

    262) Politici guardoni e schifosi con ragazzine assetate di denaro. E noi ce la prendiamo col fotografo!





    Aver scattato di nascosto delle foto violando la privacy di una persona è un reato, e su questo non ci piove!

    Ma è ancora più reato quello che le foto documentano:
    vecchiacci pederasti, guardoni e pedofili in mutande che insidiano delle ragazzine adolescenti e minorenni attirate con il miraggio dei soldi e della carriera cinematografica facile.

    Condanniamo pure il fotografo, ma nello stesso tempo liberiamoci anche di questi politici sozzoni che insidiano quelle che potrebbero essere le nostre figlie adolescenti e che credono, con i soldi ed il potere, che tutto per loro sia lecito.

    D'altrone anche il marito di Susanna si liberò dei vecchiacci che gli insidiavano la moglie, facendoli condannare e richiudere in carcere.



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    30 agosto 2008

    9) Se la vittima fosse un parente del giudice




    Parlando con conoscenti ed amici a proposito di avvenimenti delittuosi , sovente si sente dire che il tal giudice ha rimesso in libertà la persona arrestata dalle forze dell’ordine, anche se con prove schiaccianti, in quanto il fatto non era accaduto a lui o a uno dei suoi familiari.

    Si dice: -“Se la vittima della violenza fosse stata la figlia o la moglie del giudice, siamo sicuri che le persone arrestate sarebbero state rimesse in libertà?”

    Io personalmente sono dell’idea che certi giudici, oggigiorno, più che amministrare la giustizia siano diventati dei “controllori di ortografia e di grammatica “ peggio di “Word”:
    è sufficiente che un carabiniere nel suo verbale indichi il nome dell’arrestato con la lettera minuscola anzichè con la maiuscola, ed ecco che subito quel giudice, invocando un errore di identificazione, ti rimette in libertà l’arrestato.
    Oppure altri giudici lasciano passare degli anni prima di depositare la sentenza (è capitato, è capitato) facendo in tal modo venir meno (volutamente ? per sola pigrizia? o altro?) i termini di carcerazione.

    Se la vittima fosse stata la figlia o la moglie del giudice, Santo Iddio, credo che il giudice avrebbe lavorato anche tutta la notte e anche i giorni e le notti seguenti, per redigere la sentenza e depositarla nel più breve tempo possibile.

    Ma le vittime non sono suoi parenti, ed allora certi giudici, diventano dei burocrati che peggio non si può, ed invece di essere dei garanti della giustizia, sono generatori di ingiustizia.

    Le sopraccitate discussioni tra amici, però è sempre meglio terminarle con il concetto del non generalizzare, perché a fronte di pochi giudici burocrati , la maggioranza della categoria è costituita da persone intelligenti e per bene, che sanno svolgere con coscienza il difficile mestiere di giudicare gli atti delle persone e applicano la legge in modo “uguale per tutti”

    O almeno così mi piace credere!