Sarei un nonno doppiamente felice!
4 giugno 2014
49.4) Magari sono nonno e non lo so!
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8 marzo 2011
42.1) La on. Santanchè critica la Procura di Bergamo per le ricerche su Yara
A' Santanchè, ogni tanto statte zzitta che è meglio.
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21 febbraio 2011
31.1) L'Africa s'è desta!

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27 gennaio 2011
11.1) Ma i genitori di queste scemette, dove sono? Che educazione hanno mai dato alle loro figlie?
Che educazione hanno mai dato alle loro figlie?
Che tanto ormai più neanche il Viagra li può aiutare.
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19 gennaio 2010
16.0) Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti. Ma non mi sarà consentito.
Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti.Ma non mi sarà consentito.
Decine di migliaia di bambini orfani a Haiti, dopo il terremoto.
Bisogna intervenire per dare loro affetto e serenità.
Il destino che li attende, altrimenti, se gli va bene è una vita di sofferenze, di stenti, di orfanotrofi, fino all’età lavorativa e poi, arrangiarsi e barcamenarsi.
Io sono stato in orfanotrofio dall’età dei sei anni fino ai diciotto, e so cosa vuol dire la mancanza di affetto, so cosa vuol dire l’essere trattati come dei numeri dagli assistenti, alcuni dei quali simpatici ma per lo più odiosi e privi di ogni umanità.
Ecco, di fronte a questo immenso dramma mi piacerebbe versare nel mare della solidarietà il mio piccolo aiuto, la mia goccia per uno di questi piccoli orfani.
Mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti ed aiutarlo a diventare grande.
Farlo studiare, insegnargli un mestiere.
Farlo vivere qui da noi, trasmettergli i nostri valori: farlo diventare un bravo e onesto cittadino italiano di origini haitiane.
Ma sono sicuro che non si può fare, che non mi permetteranno di farlo.
Io ho ormai una certa età, sono nonno, e do una mano a mia figlia nel tirar grande il nipotino.
Potrei fare altrettanto anche per un bambino di Haiti.
Se ho ancora energie per uno, posso averle anche per due.
Certamente, e sono il primo a capirlo, non sono più fisicamente in grado di perdere le notti per badare a un lattante ma, per seguire un bambino dall’età scolare in su, le energie, la voglia e la capacità fisica ancora ce le ho.
Mi viene detto dagli amici: fai un’adozione a distanza.
Sì certo, so cosa vuol dire.
Negli ultimi quindici anni ho seguito le necessità economiche e la crescita. di una bambina del Malawi, attraverso l’adozione internazionale.
Dietro un mio versamento annuale, le buone suore della missione di laggiù hanno costantemente seguito,curato, mantenuto e vestito questa mia figlia adottiva.
Però quella bambina del Malawi, io non l’ho mai vista, se non in fotografia, non le ho mai sussurrato alle orecchie il mio amore di padre adottivo, non l’ho mai accarezzata, non l’ho mai portata a passeggio nei giardini.
Tutto questo l’hanno fatto le buone suore per me.
Ma io ora vorrei un intervento più diretto.
Non sono d’accordo con chi afferma che adottando i bambini di Haiti, praticamente si mette in atto una nuova devastazione dell’isola, privandola, dopo i disastri del terremoto anche della speranza di un futuro che questi bambini rappresentano, perché essi sono la parte migliore, sono ciò che resta di Haiti e sono forse l’ultima chance perché questa Nazione possa rinascere.
Portandoli via, adottandoli e trasferendoli in altri Paesi, praticamente non si fa che "rubare " a Haiti i suoi bimbi, il suo futuro.
E’ un ragionamento teorico che potrebbe anche stare in piedi, se non fosse che così facendo si gioca con la vita di decine di migliaia di bambini, condannandoli ad un avvenire di orfanotrofi, di solitudine, di mancanza d' affetto e forse anche di estrema miseria e povertà.
Un avvenire senza speranza, in attesa di qualche nuova catastrofe per la loro isola, mentre invece, nel mondo, sono sicuro che decine di migliaia di persone, come me, ancora animate e sostenute da qualche energia fisica, riverserebbero sui bambini il loro amore e la loro umanità, per farne degli esseri, certamente lontani dalla loro patria, ma forse meno infelici.
E non è detto che si debba per forza di cose far loro dimenticare il legame con la loro Patria. bensì è vero il contrario, che si cerchi cioè piuttosto di instillare in loro, un domani, resi uomini indipendenti, il desiderio di tornare ad Haiti, sui luoghi della loro infanzia, alla ricerca dei loro veri e sfortunati genitori.
Io la vedo così, solo che così non la vedono gli assistenti sociali, e quindi questo mio non resterà che un pio desiderio irrealizzabile, ed è un vero peccato.
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27 ottobre 2009
409) Miracolo in corso d'opera
Testualmente e col cuore abbiamo scritto:Oggi festeggiamo la Madonna assunta in cielo.
Quando potremo festeggiare i nostri figli, lavoratori precari,
finalmente assunti a tempo indeterminato?
Orbene, in questi giorni il buon Tremonti se ne è venuto fuori col dire che per gli italiani è ora di ripristinare il lavoro a tempo indeterminato.
Egli ha tessuto l'elogio del posto fisso, ed ha presentato il lavoro a tempo indeterminato come la risoluzione dei mali atavici dell'Italia,
come la cosa che più si addice agli italiani.
Ora ditemi voi, queste affermazioni non sono forse musica per le nostre orecchie?Ed è o non è un miracolo quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi?
I miracoli non sempre si realizzano repentinamente.
Per fare questo miracolo la Madonnna si è presa qualche mese di tempo( e neanche tanti a dire il vero), ed ora sta esaudendo le nostre richieste in tutto e per tutto.
Quando le domande di grazie non sono assurde, la Madonna e il buon Dio intervengono sempre,
e fanno fare una bella marcia indietro a certe ideee balorde che si stavano diffondendo.
Grazie Dio, grazie Madonna e e grazie anche a te , nostro buon Tremontino, che non hai avuto paura di fare marcia indietro e di metterci la tua faccia.
Ora però, avanti tutta.Lavoro a tempo indeterminato per chi ha voglia di lavorare.
Il precariato solo per chi non se la sente di impegnarsi più di tanto.
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29 settembre 2009
380) E noi manderemmo in giro le nostre figlie (s)vestite così? No, questa è veramente una moda per puttanelle.


E noi manderemmo in giro le nostre figlie (s)vestite così? No, questa è veramente una moda per puttanelle.
Hanno ragione da vendere quelli che criticano le sfilate di moda che si svolgono in questi giorni a Milano.
Ma davvero gli stilisti credono che noi manderemmo in giro per la città, le nostre figlie vestite in quel modo?
Con tanti maniaci che ci sono in giro è come invitarli a nozze, è come dir loro, “forza rimbambiti datevi da fare”.
O forse i maniaci esistono perché esiste una moda così, che invece di vestire le nostre donne le invita a mostrarsi svestite e invitanti alla seduzione.


Ma che moda è?
Ma sono forse questi i vestiti da indossare quando si cammina per strada. oppure quando si è sul posto di lavoro, o quando ci si siede sui banchi di scuola o dell’università?.
Questi abiti, si fa per dire, sono pezzetti di stoffa che coprono a malapena qualche brandello di corpo, adatti ad essere indossati nelle ex case chiuse, se esistessero ancora, o nelle camere da letto di qualche puttanella o prostitutella che abbia deciso di vendere il suo corpo al miglior offerente.
E noi abbiamo la presunzione di credere che le nostre donne puttanelle o prostitutelle ancora non lo siano diventate, anche perchè non hanno mai seguito la vostra moda.
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6 giugno 2009
262) Politici guardoni e schifosi con ragazzine assetate di denaro. E noi ce la prendiamo col fotografo!

Aver scattato di nascosto delle foto violando la privacy di una persona è un reato, e su questo non ci piove!
Ma è ancora più reato quello che le foto documentano:
vecchiacci pederasti, guardoni e pedofili in mutande che insidiano delle ragazzine adolescenti e minorenni attirate con il miraggio dei soldi e della carriera cinematografica facile.
Condanniamo pure il fotografo, ma nello stesso tempo liberiamoci anche di questi politici sozzoni che insidiano quelle che potrebbero essere le nostre figlie adolescenti e che credono, con i soldi ed il potere, che tutto per loro sia lecito.
D'altrone anche il marito di Susanna si liberò dei vecchiacci che gli insidiavano la moglie, facendoli condannare e richiudere in carcere.
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30 agosto 2008
9) Se la vittima fosse un parente del giudice

Parlando con conoscenti ed amici a proposito di avvenimenti delittuosi , sovente si sente dire che il tal giudice ha rimesso in libertà la persona arrestata dalle forze dell’ordine, anche se con prove schiaccianti, in quanto il fatto non era accaduto a lui o a uno dei suoi familiari.
Si dice: -“Se la vittima della violenza fosse stata la figlia o la moglie del giudice, siamo sicuri che le persone arrestate sarebbero state rimesse in libertà?”
Io personalmente sono dell’idea che certi giudici, oggigiorno, più che amministrare la giustizia siano diventati dei “controllori di ortografia e di grammatica “ peggio di “Word”:
è sufficiente che un carabiniere nel suo verbale indichi il nome dell’arrestato con la lettera minuscola anzichè con la maiuscola, ed ecco che subito quel giudice, invocando un errore di identificazione, ti rimette in libertà l’arrestato.
Oppure altri giudici lasciano passare degli anni prima di depositare la sentenza (è capitato, è capitato) facendo in tal modo venir meno (volutamente ? per sola pigrizia? o altro?) i termini di carcerazione.
Se la vittima fosse stata la figlia o la moglie del giudice, Santo Iddio, credo che il giudice avrebbe lavorato anche tutta la notte e anche i giorni e le notti seguenti, per redigere la sentenza e depositarla nel più breve tempo possibile.
Ma le vittime non sono suoi parenti, ed allora certi giudici, diventano dei burocrati che peggio non si può, ed invece di essere dei garanti della giustizia, sono generatori di ingiustizia.
Le sopraccitate discussioni tra amici, però è sempre meglio terminarle con il concetto del non generalizzare, perché a fronte di pochi giudici burocrati , la maggioranza della categoria è costituita da persone intelligenti e per bene, che sanno svolgere con coscienza il difficile mestiere di giudicare gli atti delle persone e applicano la legge in modo “uguale per tutti”
O almeno così mi piace credere!








