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13 luglio 2014

62.4) Caro Balotelli,non essere razzista di te stesso.

Caro Balotelli, non t’incazzare. ma accetta qualche consiglio da noi del bar che tutto sommato ti vogliamo bene e ti consideriamo un campione, anche se ancora un pò acerbo.




Caro Balotelli,  questo doveva essere il mondiale della tua consacrazione  a campione vero e  osannato da tutti.
Invece  guarda un pò che sfacelo.
Tutti a dire che l’eliminazione dell’Italia  è colpa tua, tutti a parlare male di te , tutti a volerti  in un’altra squadra magari  all’estero, purché fuori dal Milan e dalla nazionale.
A fronte di tante critiche, tu che fai? Ti fai un selfie  con un fucile mitragliatore in mano e ti metti a sparare  stupidate   su  twitter contro  chi non ti ama, cioè contro tutto e contro tutti?.
Ma và. Diventa adulto,  non sei più un bambino!

Pensa solo a una cosa: che cioè se quel tuo pallonetto contro  l’Uruguay invece di andarsene a lato,fosse entrato in porta a portiere già battuto, tu   saresti tornato in patria  osannato e celebrato da milioni di foche ammaestrate,  come il migliore, il più bravo, il più bello, il più intelligente dei calciatori esistenti sulla terra.
Invece, per una fatalità, per una decina di  centimetri, per un pallone maledetto che non  ha proprio voluto saperne di entrare in quella porta stregata,  ora tu  ti senti disprezzato, odiato e  colpito nel profondo del cuore.
Se invece  tutto fosse andato come nelle tue intenzioni, ora tu saresti felice.

Ma felice di cosa? La felicità sta nel vivere una vita normale, nell’essere quasi nessuno,  nel guidare una Panda invece che  un gigantesco Suv o una Ferrari o Maserati  di 5 mila di cilindrata, nell’accettarsi per come si è, belli o brutti, bianchi o gialli o neri, intelligenti o non,  vogliosi di vivere  serenamente  nell’ambito familiare e di amicizie umane nel quale la vita ci ha chissà perché inseriti.

Sappi che una vita esagerata, con gesti e comportamenti esagerati, suscita l’invidia e la gelosia dei poveracci senza arte ne parte i quali  godranno come forsennati  a vedere le persone famose  nella polvere .
Se tu, ad ogni imbecille che dagli spalti ti fa Buuu, o ti getta una banana ti fai vedere  incazzato, non fai altro che  gettare benzina sul fuoco, perché quello o quelli, falliti come persone ed  esseri insignificanti,  godranno come pazzi nel vedere la tua reazione e aumenteranno  la loro imbecillità gestuale.

Prendi esempio da quel calciatore che  la banana se l’è mangiata in campo, proprio davanti allo stupido lanciatore di frutta, con tutta naturalezza e forse anche con appetito,e poi è andato a segnare il gol della vittoria contro la squadra di quel povero tifoso mentecatto.
Questa si che è stata una reazione di civiltà contro  la stupidità della folla.

Se tu  ad ogni contrasto in campo con i calciatori avversari  ti lasci cadere per terra o reagisci in malo modo,  non fai altro che fare la felicità della  gente sugli spalti che ti vorrà vedere sempre più ferito o arrabbiato  fino a indurre l’arbitro a espellerti  dal campo di gioco.
Gioca invece, e corri e cadi e rialzati senza scene  o isterismi e vedrai che la gente, i giocatori avversari e lo stesso arbitro  impareranno  a rispettarti .

E smettila soprattutto di crederti  un nero, cioè un capitato in Italia per caso, perché tu sei stato adottato da una famiglia italiana, hai frequentato ambienti  e scuole italiane, hai   giocato con ragazzi della tua età italiani  e quindi sei un italiano a tutti gli effetti.
Che c’entra se hai la pelle nera? Non essere proprio  tu razzista di te stesso.

 Vuoi andare a giocare all’estero perché là  sono meno razzisti che in Italia? Ma chi te l’ha detto?  L’imbecillità trova casa  dappertutto, e la si sconfigge solo imparando a non  fomentarla e a non fare la vittima .
Ricordati che sei un ragazzo fortunato  perché hai  un fisico da Superman, un mestiere  redditizio e quasi senza fatica, fama e soldi a palate.
 Impara quindi  a confrontarti con chi è stato meno fortunato di te nella vita e adotta  dei comportamenti più normali e  vicino agli ultimi.


Un consiglio, per finire: vuoi tornare campione ed essere di nuovo nel cuore dei tifosi?
 Prenditi un anno sabbatico e a parametro zero  vieni  a giocare “ a gratis” e con umiltà per un anno nell’Atalanta .
 Vedrai che  avrai ai tuoi piedi  un’intera città  o forse due, perché la tua presenza in squadra  probabilmente  porterà anche la pace tra le due tifoserie avversarie  di Bergamo e Brescia,  perché tu sei bresciano, ricordati, e non africano o qualcosa di simile come ogni tanto su Twitter vai blaterando


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20 giugno 2012

64.2) Costruire la felicità


Costruire la felicità

Noi crediamo che la felicità
sia il tempo della disponibilità economica.

Invece essa è il tempo per noi stessi,
per le nostre relazioni più vere da coltivare e vivere ,
come ad esempio una passeggiata all'aria aperta,
da soli o con le persone che amiamo.


La perversione cui ci siamo ormai purtroppo abituati
ci fa vedere quasi solo nella disponibilità economica
la matrice della nostra felicità.


Noi mettiamo così in secondo piano i valori veri,
quali la presenza e la vicinanza dell'altro
le relazioni tra le persone,
il tempo da trascorrere insieme semplicemente,
magari passeggiando in un parco
accanto all'altro in silenzio,
senza bisogno di possedere chissà mai quale disponibilità economica
in banca o nel portafogli.

Vivere i veri valori
è la felicità.

Spendere e spandere,
circondarsi di lusso e di beni
per riempire la nostra vita,
è solo la dimostrazione di quanto aridi
siamo ormai diventati dentro.




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29 marzo 2012

39.2) oggi sono pessimista

Ci sono giornate storte, in cui vedi tutto nero , in cui sei particolarmente demoralizzato, o forse sei solo  stanco e la vita ti pesa come un macigno.

Ebbene, in una di queste giornate ho scritto questo post, sotto l'impulso della  tristezza più nera.

Ma già, subito dopo averlo scritto, la vita mi è apparsa di nuovo più serena e lieta, come se  avessi vomitato fuori da me  tutto quello che di triste e repellente  mi stavo tenendo dentro.





Ci sono persone dalle piccole spalle fragili su cui Dio mette dei grandi pesi.

Ci sono giorni in cui questi pesi ti fanno crollare.
In quei giorni si vede tutto più nero del solito.
La vita diventa insopportabile.
ma,  ti dici, anche questa dovevo provare.

E ci sono delle persone ben messe  e con delle grandi spalle robuste  
su cui Dio pone solo dei piccolissimi pesi ,
quasi fossero dei confetti,
o sulle quali Dio non pone mai addirittura nessun peso.
Queste persone potrebbero vivere felici e sane e belle,
eppure non lo sono.
Forse la mancanza di pesi le rende tristi e insulse, stupide e corrotte.

E allora?
Allora è meglio avere grossi pesi sulle spalle
e vivere confidando e accettando la volontà di Dio,
oppure essere grandi e grossi e ricchi e belli, ma stupidi e insulsi e tristi?

Caro Dio, decidi Tu,  lascio fare a te.

Ma se mi hai dato spalle fragili,
Ti prego
non esagerare col caricarle di troppi pesi.

Non pensare sempre che io ce la possa fare,
perché a volte,in certi giorni,  
come oggi che sono pessimista e vedo tutto nero,
sono più debole di quanto Tu credi.

E prima che io crolli del tutto o che mi lasci andare
forse è bene che Tu mi tolga qualche peso,
senza necessariamente metterlo sulle spalle di altri
che,   se 
anche piccoli,   hanno già i loro.

Semplicemente, certi pesi, tienili lì sopra le nuvole
oppure annulllali,  falli sparire 
che si sciolgano come neve al sole 
e non esistano più per nessuna spalla umana  fragile o robusta che sia.



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19 marzo 2012

35.2) In blogger è sparita la matita per modificare un post: come fare?

Da qualche giorno non si riesce più a modificare i posts.

Infatti al termine del post non esce più la matitina


Certo che quelli di blogger sono proprio bravi a complicarti la vita.
Ogni tanto fanno delle modifiche e le mettono in atto prima ancora di aver verificato che non succedano degli inconvenienti.
Come in questo caso: la matitina che permetteva di modificare un post è sparita perchè stanno modificando il nome di Blogspot. COM in Blogspot.IT

Per ovviare provvisoriamente e ritrovare la matitina di modifica, bisogna andare in bacheca/ modifica un post/modifica/ok e correggere il post

Per una risoluzione definitiva del problema quelli di Blogger avvertono che quanto prima faranno ricomparire la matitina di modifica (che loro chiamano Quick Editor).
Speriamo in bene.


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27 gennaio 2012

13.2) E se fosse stato un naufragio calcolato?

E se fosse stato un naufragio calcolato?



L’errore umano del capitano Schettino nel condurre la nave sulla rotta sbagliata è troppo evidente e paradossale, perché possa definirsi un semplice errore. 
Quanto è capitato alla nave Concordia  è' un incidente troppo inconsueto perchè possa essersi verificato  solo per caso.
Il naufragio della Costa Concordia sembra piuttosto una cosa voluta. 


L’imbecillità, la vigliaccheria e la manifestata incapacità di Schettino nel condurre gli eventi potrebbero essere tutte cose che ci vengono messe sotto gli occhi per dimostrarci  come  tutto sia riconducibile a lui  e alle sue manchevolezze. 
Il Nostro  ci viene presentato dalla società armatrice come  un capitano  da barzelletta, il che aggrava ancor di più la posizione della soc. Costa perchè dimostra come sia purtroppo stato un azzardo e uno sbaglio   l’aver affidato a lui il comando di una così grande nave da crociera e avergli messo in mano la vita di più di quattromila persone.
Ma, nonostante vengano a lui addossate da parte dell'armatore tutte le colpe e le responsabilità per l'accaduto, egli, il capitano Schettino, mostra tuttavia  di accettarle, facendo in modo di  tenere fuori da ogni sospetto e responsabilità la società Costa . 
Gli interessa  solo , per motivi di orgoglio umano,  di far sapere però e di precisare che egli non è poi un così grande sprovvedutio come lo descrive  la società  armatrice, perchè dice nell'immediatezza del naufragio:- "Ho fatto tutto il mio dovere e sono orgoglioso di aver  portato in salvo l'intero equipaggio e le persone che erano  a bordo".  
E allora il capitano Schettino non era poi così stupido.
Mai e poi mai avrebbe fatto una leggerezza e una cosa così paradossale come quella di portare per errore  la nave sugli scogli.


Diciamocelo allora chiaramente: un naufragio così strano e  inconsueto fa sorgere  quindi il sospetto che l’aver navigato in acque così basse tempestate  da scogli, più che un errore, possa essere stata  una deliberata scelta di opportunità per una sciagurata obbedienza  ad ordini superiori ben precisi che imponevano al Capitano  di far affondare la nave.
Il comportamento del capitano e le indecisioni dell’intero staff  di comando sembrano  suffragare tale ipotesi.
Ma è mai possibile che quella sera siano stati tutti così fuori di testa da andare a navigare deliberatamente sugli scogli?
Bisognava  far affondare la nave!  
Schettino, è un ordine! devi far affondare la nave!

Ma perchè poi  doverla far affondare?
Potrebbe forse essere un'ipotesi  quella  che vuole che la nave Costa Concordia da qualche tempo desse segnali qua e là di cedimenti strutturali e non garantisse più la stabilità di una navigazione tranquilla?

Forse  la Concordia non era più una nave affidabile?
C’era forse il dubbio che da lì a poco tempo non sarebbe stata più in grado di affrontare crociere in alto mare , dove la prima tempesta atlantica l’avrebbe inesorabilmente fatta affondare con il rischio di migliaia di vittime?
Se questi erano i dubbi e i timori della Società armatrice, meglio, molto meglio, allora far naufragare la nave sugli scogli dell’isola del Giglio, quella notte.
Questa si  che  sarebbe potuta essere la  soluzione per garantire  la quasi totale sopravvivenza delle persone imbarcate!
Fare naufragio a venti metri dalla riva  avrebbe permesso , pur nel caos totale dovuto alla simulazione di vigliaccheria da parte del Capitano e all'incompetenza e inefficienza del personale di bordo quasi tutto precario   e non addestrato,  il completo sbarco e salvataggio dei croceristi e dell’equipaggio .
Purtroppo qualcosa non è andato per il verso giusto, e ci sono state decine di vittime.
Ma il piano era ben congegnato!

Di un naufragio doveva trattarsi , principalmente dovuto a errore umano e a imbecillità del Comandante  (col quale poi in sede civile  la Società armatrice farà i conti),  e quindi la perdita della nave , ben assicurata e controassicurata darà luogo a rimborsi forse miliardari per la Costa Carnival proprietaria.

Fantascienza?
No, questi sopra espressi sono  solo  dei  dubbi dettati dal comportamento di un capitano troppo stupido  e da barzelletta per essere vero.
Io fossi il giudice indagherei però  anche su questa ipotesi , perché nella mia vita ho imparato a dubitare delle cose troppo chiare o che presentino colpevoli  troppo colpevoli.


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31 agosto 2011

146.1) A me stan scendendo delle lacrime che vaffanculo se mi vergogno!

A me stan scendendo delle lacrime che vaffanculo se mi vergogno!



Sul web ho trovato questa foto
e mi sono fermato a pensare.
E adesso ridetemi pure in faccia
o alle spalle,
che tanto non mi importa.

Crude immagini così ti dicono che
ogni tanto dovremmo dimenticare i nostri problemi
e pensare invece
che questa fottutissima vita vada vissuta
fino in fondo,
a testa alta,
lottando se serve,
piangendo se serve
e correndoci in contro con le braccia spiegate se serve.

Anche se ci vuole coraggio a stare a questo mondo,
coraggio ad allargare le braccia.
Coraggio a mettersi in gioco,
a tenere gli occhi aperti
e guardare il dolore che c'è e sostenerlo.

Perché noi...
tu,
la sorella di tuo cugino di terzo grado,
o quell'idiota che scrive questo post ora...
noi,
tutti insieme,  possiamo cambiare le cose.
Anche se abbiamo un limite.

E il limite è che
spesso noi chiudiamo gli occhi con la pancia piena
e non pensiamo che qualcuno,
magari due case più in là,
possa anche  non riuscire a chiudere gli occhi 
perché la pancia, invece, ce l'ha vuota.

Noi possiamo decidere
(basta che lo vogliamo)
di essere quel passante che neppure vede
oppure quella bambola.
A me,
e mica mi vergogno,
stan scendendo delle lacrime 
che vaffanculo, 
ma non mi vergogno.

Questo post non è mio. L'ho liberamente tratto, copiato e adattato, perchè post così, che fanno del bene, devono secondo me essere diffusi, da
daglielo te il titolo se ti riesce


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3 agosto 2011

136.1) A ognuno la sua carta igienica

A ognuno la sua carta igienica
(per ridere un pò  
in mezzo alle cose serie della vita)







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28 maggio 2011

91.1) Contador, sarà vera gloria?

Contador, sarà vera gloria?


Non voglio alimentare dubbi.
Non ne ho la voglia, la capacità e le conoscenze tecniche per poterlo fare.
Dico solo che è impressionante vedere un ciclista salire sulle strade di montagna con quel passo, quella andatura senza crisi, quella velocità.

Probabilmente Madre Natura gli ha dato muscoli d’acciaio nelle gambe.
Ha vinto oggi il Giro d’Italia, parteciperà al Tour e alla Vuelta per vincere anche quelle gare, e sarà forse il primo che nello stesso anno farà il pieno in queste tre corse.

Parlando al bar con gli amici. qualcuno alimenta dubbi che la sua forza fisica sia tale con l’aiuto di sostanze dopanti non ancora proibite dalla Federazione ciclistica.
Io non voglio pensare questo, e tuttavia dico sinceramente che più che per Contador ho fatto il tifo per Nibali .



La sofferenza di questo corridore in corsa, i suoi scatti, le sue crisi, i suoi rallentamenti, le sue rincorse, e di nuovo avanti con forza sui pedali , mi sembrano tutte cose più vicine alla mia mediocrità di vita, alle mie difficoltà, ai miei rimorsi, ai miei propositi, alle mie ricadute.
Vorrei arrivare primo, ma non ne ho le capacità.
Sento che Nibali è come me.
Per conquistare qualcosa nella vita dobbiamo soffrire in modo quasi inaudito, e poi la ricompensa non è mai il primo premio, ma una graduatoria in classifica mediocre e raramente ai primi posti.

Tanti auguri a Contador, che vinca Tour e Vuelta in modo pulito, ma tanta ammirazione e comprensione umana a Vincenzo Nibali, eterno mancato campione ed eroico mediocre come me.


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6 maggio 2011

78.1) Marina, ma non hai proprio niente da fare che venire a….?

Marina, ma non hai proprio niente da fare che venire a….?


La Marina Berlusconi minaccia di entrare in politica.
I leccapiedi di suo padre le hanno promesso il loro sostegno e i loro spregevoli servizi nel caso lei decidesse di scendere in politica quale successore del padre.

Lei quasi quasi ci casca ed è tentata di sostituirsi al genitore alla guida del governo.

D’accordo col padre vuole instaurare la Berlusconi dynasty.

Ma cara la mia Marina. ma non hai proprio niente da fare alla Mondadori e nelle tue altre aziende di famiglia, sei così tanto annoiata nella tua vita da decidere di darti una mossa e di venire a rompere le scatole a noi poveri italiani belli che di tuo padre e dei suoi consanguinei ormai non ne possiamo più?

Ma chi ti ha detto che gli italiani ti vogliono come capo partito o capo popolo?

Guarda che non siamo mica tutti degli Emili Fdede, dei Leli Mora, dei Capezzoni, dei Gasparri, degli Scilipoti o giù di lì, da scioglierci in in brodo di giuggiole e di pisciarci addosso all’annuncio della tua discesa in campo.

Ma stattene a casa tua , che se vuoi di cose da fare ne hai in abbondanza.
E lascia in pace noi, che di problemi ne abbiamo già tanti.


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24 gennaio 2011

10.1) Vecchiaia!

Vecchiaia.


Gli anni ahimè son passati.


Nella mia vita ho dato e ho avuto.

Adesso
Voglio solo
Respirare
Ogni giorno
Un pò
Di felicità.

Se Dio me lo concede.




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28 dicembre 2010

236.0) Siamo tutti scilipoti

chi è Domenico Scilipoti
Scilipoti contro tutti
la Repubblica degli scilipoti


Siamo tutti scilipoti


Lo sciliupotismo è il cambio di casacca, il trasformismo, lo stare un pò di qua e un po’ di là, a seconda dei vantaggi che ne derivano, la rinuncia ad avere proprie idee , il vendersi al miglior offerente.

Scilipoti è l’emblema di questi camminamenti ondivaghi, ma non è solo e non è neppure il capostipite di questo atteggiamento poiché, essendo tutti noi delle banderuole, egli è stato preceduto nei secoli da altri personaggi, a lui simili o forse ancora peggiori, il cui nome la società grazie a dio ha in fretta dimenticato

Quando le difficoltà cominciano a farsi sentire, ecco che noi in generale voltiamo pagina, ci dirigiamo dove supponiamo non esistano dolore e malattie, salvo poi ricrederci e tornare indietro non appena ci accorgiamo che là dove ci eravamo diretti non è che sia tutto un paradiso terrestre.
Anzi.

È proprio vero:siamo un po’ tutti degli scilipoti.

Cerchiamo vantaggi per noi in ogni dove.
Noi non siamo nessuno, ma ci crediamo indispensabili e crediamo che il mondo senza di noi, senza la luce che proviene dalla nostra testolina, non possa andare avanti .
Siamo dei poveri esseri che tutti possono prendere a pedate perchè per un pò di potere ci vendiamo,  e purtroppo col nostro comportamento scilipotiano li autorizziamo sempre più a trattarci male.

Possibile che non capiamo che dovremmo avere ogni tanto dei sussulti di dignità e cominciare finalmente a batterci per quelle poche idee, ma confuse, che ogni tanto il nostro cervellino riesce a partorire?
A volte tentiamo di farlo, ma il nostro viscidume, il nostro scilipotismo quasi sempre ha il sopravvento, e ci adagiamo subito di nuovo in un quieto vivere all’ombra dei potenti che ci garantiranno una vita priva di difficoltà ma completamente insulsa e indegna s di essere vissuta.

Preferiamo camminare in pianura piuttosto che sui sentieri di montagna.
Nelle nebbie e nell’inquinamento del pianeggiante invece che salire sentieri e tendere con fatica alla scoperta dell’azzurro del cielo.

Io per parte mia faccio il proposito, con l’anno nuovo, di mandare al diavolo lo scilipoti che c’è in me, ed accettare il rischio di farmi male con le mie gambe portando avanti le mie idee, piuttosto che essere il portavoce e il megafono di qualcuno che più di me ha solo i soldi e il potere (e..... mannaggia a lui, ... una vita molto più facile).

Ho capito che è meglio inerpicarsi su un sentiero stretto e difficile per cercare di ottenere alla fine delle soddisfazioni morali, piuttosto che percorrere le facili autostrade del servilismo pagando pedaggi e subendo curvature di schiena a 90 gradi.
E se l'ho capito io, penso che lo possano capire anche tutti gli altri scilipoti della terra.
E tanti auguri a tutti loro.


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23 settembre 2010

174.0) Ci sono frasi che.. sono frasi stupide.

Ci sono frasi che.. sono frasi stupide.




In occasione della morte di Sandra Mondaini, per la quale  ho un attimo pregato perché Dio se la tenga stretta accanto a sé,  alcuni giornalisti  hanno usato delle frasi che mi hanno lasciato perplesso per la loro stupidità.


1) Sandra aveva solo  79 anni.


Ma santo Iddio,  allora, che cosa si dovrebbe dire di quelli che muoiono a 20, 30, 40anni o anche prima ?
Forse che avevano vissuto già abbastanza a lungo?
Calcolando che  nella nostra società occidentale, grazie allo stile di vita e alle conquiste della scienza medica la vita media è di circa 80 anni,  si può tranquillamente dire a questi giornalisti sprovveduti che Sandra , a 79 anni, e malata da tempo,  era ormai quasi giunta nella stazione d’arrivo.
E allora perché quell’ aggettivo “Solo”?



2) Sandra non è sopravvissuta  che cinque mesi al dolore per la morte del marito  Raimondo

La traduzione di questa frase significa :  vedete quanto lo amava? Senza di lui  la vita per lei era diventata insopportabile e non è più riuscita  a vivere .
Secondo voi, giormalisti sprovveduti, la morte di Sandra non è da imputarsi, come invece è stato, alla malattia che da tempo l’aveva colpita, bensì al troppo amore che aveva per Raimondo.
Da un vero amore così forte tutte le coppie  dovrebbero essere legate.

E invece…... che tristezza il dover assistere  nella vita di tutti i giorni  al fatto che molte vedove  e molti vedovi  ancora insistono  nel continuare a  vivere, nonostante la dipartita dei loro congiunti.
E questo per voi, giornalisti sprovveduti, sta  a significare che  non era poi così vero amore quel legame che  teneva unite in vita quelle coppie.
Tra Sandra  e Raimondo invece….. quello era il legame del vero amore, perché  se muore un membro della coppia, anche l’altro ,malattia o non malattia,  a dimostrazione che veramente ama, deve lasciarsi morire.

Che cattivo esempio per le giovani  generazioni  il vedere quei vedovi e quelle vedove che continuano invece imperterriti a  condurre la loro grama esistenza solitaria magari ringraziando Iddio per ogni giorno di salute che viene loro concesso!

Giornalisti sprovveduti, ma lo rileggete l’articolo  dopo averlo scritto?
Forse alcune stupidaggini  vi sarebbero saltate  agli occhi.
E certamente i primi a ridere per le stupidaggini che  avete scritto , saranno, su in Paradiso, proprio Sandra Mondaini  e Raimondo Vianello



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  • 377) Dio, uomini e zanzare


    27 marzo 2010

    56.0) E' sempre tutto cosi relativo!

    E' sempre tutto cosi relativo.

    Il vescovo Bagnasco ha invitato gli italiani a votare per i partiti che sono contrari all’aborto, e quelli della destra sono felici e contenti e dicono che non si può parlare assolutamente di ingerenza della Chiesa nelle cose italiane.


     
    Eh no, assolutamente no.

    Però se putacaso un giorno al Bagnasco gli venisse in mente di invitare gli italiani a votare contro coloro che hanno sulle spalle un divorzio o una famiglia non proprio regolamentare, siccome la cosa si ritorcerebbe a loro sfavore, allora certamente i partiti della destra parlerebbero di indebita ingerenza della Chiesa etc. etc.



    Eh si, assolutamente si.

    Nella vita è proprio tutto cosi relativo, che quasi quasi viene da piangere.




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  • 24 marzo 2010

    52.0) Berlusconi quà, Berlusconi là, mannaggia, che rottura!

    Berlusconi quà, Berlusconi là,
    Mannaggia, che rompimento!



    I giornali non parlano che di Berlusconi
    La televisione non parla che di Berlusconi.
    Al bar non si parla che di Berlusconi.
    Mia suocera non fa altro che parlare bene di Berlusconi.

    E basta!
    Non se ne può più!
    Finiamola di mettere Berlusconi al centro della nostra vita.

    Ci sono altri mille argomenti di cui interessarsi e di cui parlare.

    Ci sono argomenti belli.
    Ei in arrivo la primavera.
    Forse a breve avrò un colloquio per un posto di lavoro.
    Qualcuno di noi sta per diventare mamma o papà.
    Tra qualche mese le vacanze.
    Io mi sono fatto l’amante.

    Ci sono argomenti brutti.
    Il precariato di mia figlia forse non terminerà mai.
    La busta paga da mesi non arriva più in casa mia.
    L’inquinamento atmosferico è alle stelle.
    In Italia non funziona più niente, tranne la mafia e il festival di Sanremo.
    Mia moglie si è fatta l’amante.

    Ci sono argomenti misti.
    L’Inter sta per perdere lo scudetto?
    La mia auto ha bisogno di una visita urgente dal meccanico.
    Io mi sono fatto l’amante, alla faccia di quella cornutaccia di mia moglie.
    Mia moglie si è fatta l’amante, e mi sta facendo cornuto, mannaggia a me.


    Volendo, ce ne sono di cose di cui parlare.
    Lasciamo allora che Berlusconi se ne vada a quel paese, lui e tutti i suoi impicci giudiziari.
    E noi ,ragazzi, finalmente ,parliamo d’altro, dai che è meglio.


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    13 marzo 2010

    45.0) La vita di un familiare del giudice forse sarebbe valsa più di 231 euro. Perché quella di mio figlio no?

    La vita di un familiare del giudice forse sarebbe valsa più di 231 euro.
    Perché quella di mio figlio no?

    Due anni fa a Porto Cervo un ragazzo di vent’anni di Monza con la patente ritirata e alla guida di una Bmw che andava contromano, in un incidente spezzò la vita di Antonello Zara.
    Antonello Zara era noto specialmente al pubblico che segue il programma di Maria De Filippi “Uomini e Donne” dove aveva partecipato come tronista nella stagione 2003/04, ed era in Costa Smeralda per un periodo di vacanza .
    In questi giorni il padre tramite i canali televisivi denuncia all’opinione pubblica l’ingiustizia di una sentenza che il 16 settembre 2009, ha condannato l’investitore Matteo Sgariboldi – il ragazzo alla guida della Bmw –a una semplice sanzione amministrativa.
    "Una multa di 231 euro per eccesso di velocità, a chi ha ucciso una persona guidando contromano e con la patente che gli era già stata ritirata per 18 mesi per reati di guida precedenti."

    Non c’è che dire: La vita di un uomo vale 231 euro.
    Ma dove siamo?
    Ma cosa è scattato nella mente del giudice che ha emesso una simile sentenza?
    Qualche corto circuito che gli ha lesionato il cervello?

    Siamo proprio sicuri che se la vittima fosse stata un parente del giudice, la sentenza sarebbe stata la stessa?
    Francamente il sig. Zara padre ha tutto il diritto di affermare che questa sentenza è "Un insulto per tutti noi“. 
     Insomma, Antonello forse non avrà mai giustizia e Walter Zara ha ragione ad affermare che questi 231 euro sono un insulto e una beffa, come se la vita di Antonello valesse solo quei soldi e nient’altro.

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    1 marzo 2010

    36.0) Tempo e soldi buttati via.

    Tempo e soldi buttati via.






    Gli abitanti  delle città italiane  trascorrono ogni giorno nella propria auto o sui mezzi pubblici  una parte consistente  del loro tempo:
    i Milanesi       105 minuti ( che moltiplicati per 74 anni di speranza di vita media dà 5, 3 anni)
    i bolognesi     115 minuti      (pari a 5,9 anni)
    i romani         135 minuti      (pari a 6,9 anni)
    i napoletani    140 minuti     (pari a 7,2 anni).





    Il Ponte sullo stretto della mafia  avrà un costo finale di  circa 8 miliardi di euro.
    A parità di costo, per combattere l’inquinamento,  si potrebbero realizzare:
    90 Km. di metropolitane
    621 km. di rete tranviaria
    oppure acquistare
    3273 tram o 23.000 autobus ecologici.






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    25 gennaio 2010

    20.0) Ah! La moda di far diventare eroi dei criminali!





    Ah! La moda di far diventare eroi dei criminali!

    Uno spaccia droga, si arricchisce come un porco, e rovina la mente e la vita di migliaia di giovani cretini.
    Lo prendono e lo sbattono in galera.
    Bene.
    Arriva un giornalista, si fa rilasciare un’intervista e lo convince a scrivere le sue memorie.
    Quello che fino a ieri non sapeva a malapena che leggere e scrivere, viene così trasformato in un personaggio di successo le cui interviste e apparizioni televisive nei salotti gossipari vengono contese a suon di migliaia di euro da giornali e televisioni.


    Uno è un fotografo e spia la vita intima di qualche personaggio famoso.
    Lo ricatta: distruggerà le foto solo in cambio di grosse somme di denaro.
    Molti pagano. Qualcuno si oppone, ed egli finisce in galera.
    Dopo 15 giorni lo lasciano andare.
    Ormai è un personaggio, e rilascia interviste e scrive libri di memoria che vanno a ruba.
    Ogni momento è in tv a parlare delle sue porcate e di quello che avrebbe ancora potuto fare se lo avessero lasciato continuare.
    E lo pagano, lo pagano, perché appaia in tutti i programmo e in tutti i telegiornali per dire sempre e in continuazione le stesse idiozie.
    Ormai è un eroe. Gli adolescenti gli chiedono autografi, e tengono la sua foto nello zainetto.

    Un altro spara al Papa e lo ferisce lievemente. Viene preso, processato e condannato a scontare l’ergastolo nella sua nazione di origine.
    Dopo 29 anni lo rimettono in libertà .
    Ormai è un farneticante. Dice di essere Gesù Cristo.
    Dice che vuole andare a convivere in Vaticano con il successore del Papa che ha ferito .
    Dice che rivelerà il terzo, il quarto e il quinto segreto di Fatima.
    Promette che scriverà un libro delle sue memorie. Che parlerà degli ante, dei fatti e dei misfatti da lui compiuti, in questa vita e nelle sue vite precedenti.
    Lo intervistano in mille. Fanno la coda davanti al suo albergo per intervistarlo.
    Lo invitano in tutte le televisioni del mondo.
    Lo coprono d’oro.
    Lo fanno diventare un eroe.
    Eppure non è altro che un povero demente bisognoso di cure psichiatriche , da far vivere tranquillo in qualche oasi di verde vicino al lago, che calma la mente.

    Ah! La moda di far diventare eroi dei criminali!
    La moda di non parlare mai degli atti di eroismo quotidiano delle persone normali.
    Solo il marciume, viene evidenziato ed eroizzato da questa povera società di merda in cui viviamo.

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    19 gennaio 2010

    16.0) Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti. Ma non mi sarà consentito.



    Certo che mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti.Ma non mi sarà consentito.


    Decine di migliaia di bambini orfani a Haiti, dopo il terremoto.
    Bisogna intervenire per dare loro affetto e serenità.
    Il destino che li attende, altrimenti, se gli va bene è una vita di sofferenze, di stenti, di orfanotrofi, fino all’età lavorativa e poi, arrangiarsi e barcamenarsi.

    Io sono stato in orfanotrofio dall’età dei sei anni fino ai diciotto, e so cosa vuol dire la mancanza di affetto, so cosa vuol dire l’essere trattati come dei numeri dagli assistenti, alcuni dei quali simpatici ma per lo più odiosi e privi di ogni umanità.
    Ecco, di fronte a questo immenso dramma mi piacerebbe versare nel mare della solidarietà il mio piccolo aiuto, la mia goccia per uno di questi piccoli orfani.

    Mi piacerebbe adottare un bambino di Haiti ed aiutarlo a diventare grande.
    Farlo studiare, insegnargli un mestiere.
    Farlo vivere qui da noi, trasmettergli i nostri valori: farlo diventare un bravo e onesto cittadino italiano di origini haitiane.
    Ma sono sicuro che non si può fare, che non mi permetteranno di farlo.

    Io ho ormai una certa età, sono nonno, e do una mano a mia figlia nel tirar grande il nipotino.
    Potrei fare altrettanto anche per un bambino di Haiti.
    Se ho ancora energie per uno, posso averle anche per due.
    Certamente, e sono il primo a capirlo, non sono più fisicamente in grado di perdere le notti per badare a un lattante ma, per seguire un bambino dall’età scolare in su, le energie, la voglia e la capacità fisica ancora ce le ho.

    Mi viene detto dagli amici: fai un’adozione a distanza.
    Sì certo, so cosa vuol dire.
    Negli ultimi quindici anni ho seguito le necessità economiche e la crescita. di una bambina del Malawi, attraverso l’adozione internazionale.
    Dietro un mio versamento annuale, le buone suore della missione di laggiù hanno costantemente seguito,curato, mantenuto e vestito questa mia figlia adottiva.
    Però quella bambina del Malawi, io non l’ho mai vista, se non in fotografia, non le ho mai sussurrato alle orecchie il mio amore di padre adottivo, non l’ho mai accarezzata, non l’ho mai portata a passeggio nei giardini.
    Tutto questo l’hanno fatto le buone suore per me.
    Ma io ora vorrei un intervento più diretto.

    Non sono d’accordo con chi afferma che adottando i bambini di Haiti, praticamente si mette in atto una nuova devastazione dell’isola, privandola, dopo i disastri del terremoto anche della speranza di un futuro che questi bambini rappresentano, perché essi sono la parte migliore, sono ciò che resta di Haiti e sono forse l’ultima chance perché questa Nazione possa rinascere.
    Portandoli via, adottandoli e trasferendoli in altri Paesi, praticamente non si fa che "rubare " a Haiti i suoi bimbi, il suo futuro. 


    E’ un ragionamento teorico che potrebbe anche stare in piedi, se non fosse che così facendo si gioca con la vita di decine di migliaia di bambini, condannandoli ad un avvenire di orfanotrofi, di solitudine, di mancanza d' affetto e forse anche di estrema miseria e povertà.
    Un avvenire senza speranza, in attesa di qualche nuova catastrofe per la loro isola, mentre invece, nel mondo, sono sicuro che decine di migliaia di persone, come me, ancora animate e sostenute da qualche energia fisica, riverserebbero sui bambini il loro amore e la loro umanità, per farne degli esseri, certamente lontani dalla loro patria, ma forse meno infelici.
    E non è detto che si debba per forza di cose far loro dimenticare il legame con la loro Patria. bensì è vero il contrario, che si cerchi cioè piuttosto di instillare in loro, un domani, resi uomini indipendenti, il desiderio di tornare ad Haiti, sui luoghi della loro infanzia, alla ricerca dei loro veri e sfortunati genitori.

    Io la vedo così, solo che così non la vedono gli assistenti sociali, e quindi questo mio non resterà che un pio desiderio irrealizzabile, ed è un vero peccato.

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    9 gennaio 2010

    7.0) Perché negli ospedali del Sud i medici sono così incompetenti?


    Perché negli ospedali del Sud i medici sono così incompetenti?






    Due recenti casi, entrambi nell’ospedale di Cosenza mettono in dubbio la preparazione professionale dei medici di quella istituzione pubblica e, per estensione, anche di tutte le altre istituzioni simili del Sud Italia.
    I due casi sono quello della bambina alla quale è stato ingessato il braccio sbagliato e quello di un bambino, morto perché gli era stata fatta una ingessatura troppo stretta, che ha impedito la normale circolazione del sangue.

    Come mai tutta questa incompetenza?
    Si sa che le università del Sud sfornano laureati a pieno regime, perché lì la gente campa sulle borse di studio e sui premi di studio conseguenti alle votazioni eccellenti , mentre la preparazione universitaria lascia molto a desiderare.

    Tutti noi abbiamo degli amici o dei conoscenti che, non riuscendo a superare degli esami nelle università del Nord, si iscrivono a quelle del Sud dove le possibilità di farcela, o di riffa o di raffa, sono maggiori.
    Inoltre è risaputo che i concorsi pubblici per entrare nelle graduatorie degli Ospedali in alcune regioni del meridione sono agevolati da clientelismi ed esborsi di denaro da effettuare alla malavita mafiosa locale.

    Il risultato è che un medico, che in un ospedale del Nord verrebbe invitato a darsi da fare come portantino o operatore ecologico per la raccolta della nettezza urbana, qui al Sud ha buone possibilità di fare una discreta carriera ospedaliera.


    Non è di alcuna importanza sapere che ne andrà di mezzo la vita di molte persone e di bambini, mamme o anziani in particolare.
    L’importante è che chi ha pagato la malavita per vincere un concorso ed entrare nell’azienda ospedaliera, possa operare tranquillamente e senza eccessivi controlli in quella struttura e magari, ottenenendo degli avanzamenti di carriera , possa fare fronte a richieste di pizzo sempre più onerose.

    Con questi dati di fatto, non dobbiamo meravigliarci se alcuni medici non distinguono neppure il braccio destro da quello sinistro.
    Dobbiamo piuttosto chiedere che le autorità nazionali diano disposizioni di controllare, ospedale per ospedale, i titoli di studio e le capacità operative di ogni medico e di ogni operatore sanitario, affinchè i capaci possano continuare a fare con coscienza il loro lavoro, e gli incapaci, i ladri, i collusi con la mafia e la 'ndrangheta vengano allontanati.

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