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20 aprile 2011

70.1) Critiche sciocche al Presidente della Repubblica.



 Ce la danno dietro al Colle.
Ce l'hanno su col  Colle,
perchè non approva sempre e subito  le loro  porcate. 

Eppure Napolitano è forse ormai rimasto l’unico uomo politico che ragiona in Italia.
Viva il Presidente della Repubblica.
Meno male che c'è lui alla Presidenza dell'Italia.
Altro che criticarlo in continuazione.
Noi italiani lo vorremmo  invece Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio in contemporanea. 

Via dal governo gli attuali  combina-guai e i politici  incompetenti 
capaci solo di feste , festini  e bunga bunga.

E chissà che senza di loro e con una guida saggia
finalmente l’Italia risorga.

Buona Pasqua, Presidente.



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12 marzo 2010

44.0) La Repubblica delle banane

La Repubblica delle banane
(definizione di frate Antonio da Bergamo))

Nella repubblica delle banane gli scimmioni, i potenti, i governanti, i prepotenti, possono prendere quante banane vogliono, mentre le scimmiette, il popolo, si devono accontentare di raccogliere da terra quelle marce scartate dagli scimmioni.
Lì vige la legge del prepotente.



 

La Repubblica delle banane
(da Wikipedia)
La Repubblica delle banane è un' espressione dispregiativa che generalmente sta a indicare una nazione, politicamente instabile, e governata da un'oligarchia ricca e corrotta……

Il termine è entrato nel vocabolario di tutti i giorni per indicare genericamente un regime dittatoriale e instabile, dove le consultazioni elettorali sono pilotate, la corruzione è ampiamente diffusa ….

Per estensione il termine è occasionalmente usato per definire governi dove un leader forte concede vantaggi ad amici e sostenitori senza grande considerazione delle leggi e mettendo alla porta coloro che non l'hanno votato…..

Il termine viene anche usato in termini satirici per identificare la Repubblica Italiana, a causa dell'incapacità del governo e delle istituzioni pubbliche nel risolvere i problemi dei cittadini.

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  • 9 marzo 2010

    41.0) L’unica soluzione sensata al pasticcio italiano

    L’unica soluzione sensata al pasticcio italiano


    E adesso come se ne esce dal pasticcio che il PDL si è autocombinato, dimenticando di presentarsi in tempo utile e con firme non sospette alle elezioni amministrative?

    Dopo aver fatto pressioni perché il Presidente della Repubblica avesse a firmare in fretta e nottetempo, come un criminale, il decreto autogol interpretativo che riammetteva in lizza le liste del Lazio e della Lombardia scartate dai giudici, ora, visto che tutto ciò non ha prodotto la sanatoria sperata, non rimane al governo che un’unica strada costituzionalmente ineccepibile, e cioè quella delle dimissioni.

    In tal caso il Buon Napolitano avrebbe la possibilità di indire entro tre mesi , e cioè in giugno, in contemporanea, sia le elezioni politiche che quelle amministrative, e con ciò il caso sarebbe risolto, senza stravolgimenti della Costituzione né approvazione di leggi o leggine o de-cretini a favore di una sola parte politica.
    La democrazia sarebbe salva e la parola passerebbe al popolo che nelle urne darà il suo responso.

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  • 21 luglio 2009

    310) Adesso anche il Presidente della Repubblica fa l’offeso e a sua volta offende.




    Adesso anche il Presidente della Repubblica fa l’offeso e a sua volta offende. Sarà colpa di questo pazzo clima di luglio con le sue vampate di caldo e i devastanti temporali.

    Ieri il Presidente della repubblica se ne è venuto fuori con una frase che da lui non ci saremmo mai aspettati. "Chi mi critica non conosce la Costituzione ".
    Vale a dire, che chi ha manifestato dei dubbi sul suo comportamento istituzionale è un ignorante, perchè ignora i compiti che la Costituzione ha affidato allo stesso Presidente.
    Ora, dire a dei politici navigati e ad eminenti studiosi della Costituzione che essi sono degli ignoranti, cioè che ignorano la materia oggetto dei loro studi , è una frase sicuramente poco elegante e il nostro Presidente della Repubblica se la poteva risparmiare.

    Meglio, molto meglio avrebbe fatto se avesse detto che nella fattispecie della promulgazione della legge sulla sicurezza, egli aveva apposto la sua firma solo dopo aver lungamente valutato e ponderato i pro e i contro di un eventuale rifiuto, dopo aver preso in esame diverse soluzioni e di essere addivenuto a quella presa tra molti dubbi e perplessità di coscienza.
    Se avesse detto così avrebbe di colpo spazzato via le critiche a lui rivolte e avrebbe ancora una volta dimostrato la sua signorilità comportamentale.
    Invece egli, stranamente approfittando, dall’alto del suo scranno presidenziale, dell' autorità che il popolo sovrano gli ha conferito, ha preferito questa volta mostrarsi insofferente ad ogni pur lecita critica, ed anzi rifiutatandola in toto e dando dell’ignorante a coloro che l’ avevano esternata.

    Non si è trattato certamente del comportamento solito del nostro Presidente, il quale finora si era sempre signorilmente dimostrato molto attento sia alla forma che alle parole usate nei suoi interventi.

    Io penso che su questa anomalia comportamentale abbia avuto qualche ruolo ed abbia fortemente inciso il caldo torrido di questa prima parte del mese di luglio, che si è alternato a devastanti temporali con grandinate e alluvioni un po’ dovunque, e che ha forse scombussolato anche le nostre energie mentali.

    Forse il Presidente della Repubblica ha bisogno di un periodo di riposo, come tutti noi del resto, ed è bene che almeno lui, che può, se lo prenda e riposi in pace (per un bel mesetto, non di più,intendiamoci).





    Poi, sicuramente rinfrancato e con l’ausilio di un clima settembrino meno altalenante nei suoi umori, egli potrà riprendere con la consueta signorilità ed amabilità il suo delicato ruolo istituzionale.
    Glielo auguriamo e ce lo auguriamo.

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