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4 aprile 2013

27.3) Si spacca il Movimento 5 stelle?


 Si spacca il Movimento 5 stelle?






Voci infondate danno ormai per certo  che a guidare la scissione all’interno del Movimento 5 Stelle sia proprio la Lombardi, l’ antipatica capogruppo del Senato.

Stufa di  essere additata come  la servile  nullità femminile del Movimento, sta capeggiando una fronda di 20 senatori   intenzionati a costituire un gruppo autonomo  deciso a dare  battaglia a Grillo a causa della sua  ostinazione nel voler negare un’ alleanza di  governo con Bersani.


La Lombardi cerca così di tenere alta l’attenzione su di sé, diventando improvvisamente il personaggio catalizzatore della formazione del nuovo governo, con l’intento di  ottenere per sé  un posto  da ministra ,o meglio ancora  la  designazione  a far parte di una ristretta rosa di nomi  eccellenti  tra i quali scegliere  il nuovo Presidente della Repubblica.


- Se una donna deve essere -  fa capire la nouvelle  suffragetta ai suoi seguaci -  perché  non io,  in contrapposizione alla Bonino e alla Cancellieri?


In fondo, uscendo dal movimento col mio gruppo di 20 senatori   abbiamo favorito la riappacificazione   popolare e la risoluzione di un problema  quasi insolubile per l’Italia e quindi  mi aspetto un po’ di riconoscenza da  questo Parlamento.


Bersani potrà cosi, alleandosi con  noi con Scelta civica  di Monti  e altri due  Valle d'Aosta e Italiani all'Esteroottenere una maggioranza di 164  senatori contro  i 151 del Pdl- Lega e M5S-e  governare con tranquillità per i prossimi 5 anni, col mio ausilio e appoggio dal Quirinale che certamente non gli farò mancare. 


E brava la Lombardi!
 Sembrava un mezza addormentata, pallidina e antipaticuccia, e invece  guarda te che grinta   che ha tirato fuori.

Ma d’altronde, a ben pensarci, questi sono i miracoli che fa  l' aspirazione al potere , capace di rendere leoni anche le pecorelle più  tarde del gregge. 


P.S.
La notizia è talmente infondata  che mi pare perfino inverosimile.
Ma chissà, mai dire mai....


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30 marzo 2013

26.3) Napolitano nomini sé stesso a capo del governo

Napolitano nomini sé stesso a capo del governo.

Non resta che una soluzione.
Di fronte ai veti incrociati di PD, PDL, Grillo e grillini,  Monti e scelta civica  gli uni contro gli altri armati  per impedire la formazione di un nuovo governo, non si vede altra strada che  un atto di imperio di Napolitano.
Egli in questo momento non può sciogliere le Camere perché è alla fine del suo mandato e allora alcuni  gli propongono di dimettersi per favorire la nomina di un nuovo Presidente della Repubblica   che, con il pieno dei poteri a lui conferiti , possa   mandare a casa questo Parlamento uscito dalle recenti elezioni, e rimandarci tutti a votare entro il 15 giugno.
Ma in questo modo le cose non cambierebbero gran che, in quanto  probabilmente gli elettori italiani non farebbero altro che confermare il loro voto di febbraio e allora saremmo daccapo.
L’unica soluzione, anche se un po’ azzardata, è che Napolitano nomini sé stesso capo del governo  in via provvisoria, con una durata limitata e per fare solo alcune cose.
ISTITUZIONI
- Abolizione del rimborso elettorale ai partiti.
- Diminuzione del numero dei parlamentari  a 100 per la camera e 100 per il Senato con max   due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica ed eliminazione per essi  di ogni privilegio particolare, tra cui  il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo-
- Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
- Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
- Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
- Nuova legge elettorale  con sbarramento al 10% per i partiti in modo da far esistere solo due partiti o due coalizioni e con  un premio di maggioranza del 52%  per il partito o la coalizione  che ha raccolto più voti, per far sì  che  possa governare il Parlamento ed anche che  a causa di defezioni, assenze, malattie e altro,  l’opposizione ogni tanto, possa  mettere i bastoni tra le ruote e far approvare dei suoi provvedimenti.
- Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati dopo almeno due gradi di giudizio-
 - Abolizione delle province
ECONOMIA
- Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche
- Allineamento delle tariffe di  benzina, energia, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei
-Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
- Abolizione di qualsiasi commissione bancaria su prelievi, versamenti  o pagamenti con carte di credito o  bancomat
 - Riduzione delle spese militari
- Rimborso immediato  dei debiti dello Stato verso le aziende sue creditrici
- Sostegno alla scuola pubblica  e alle famiglie in difficoltà
- Permettere ai comuni virtuosi lo sblocco delle proprie  risorse  per  l’erogazione di servizi  ai cittadini

- DIMINUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO (attualmente di 2000 miliardi ) CON LA CREAZIONE   DI UN FONDO D’INVESTIMENTO (Fondo Italia o altro nome ) al quale lo Stato italiano e le pubbliche amministrazioni dovranno conferire i propri immobili, le proprie partecipazioni azionarie e i propri diritti demaniali.
Le quote di questo Fondo  saranno  scambiate con gli attuali titoli di stato, eventualmente a condizioni di favore per i detentori di titoli pubblici, e lo scambio, quindi, genererebbe una immediata riduzione del debito pubblico di 500- 600 milardi di euro. (Io ti do una  quota parte di proprietà del Colosseo e tu mi restituisci  i Bot che hai in mano.)
La gestione di questo Fondo Italia verrà affidata a una o più società di amministrazione internazionali, con il  compito di valorizzare i beni confluiti nel Fondo, ovviamente a vantaggio e beneficio dei detentori delle quote del Fondo stesso.
Per chi è già possessore di titoli pubblici, la soluzione proposta gli darebbe tutta una serie di vantaggi e cioè la quota parte di possesso diretto dei beni  demaniali dello Stato italiano ed un immediato beneficio economico, venendo premiato  con prezzi di favore  al momento dello scambio tra quote del fondo e i titoli di stato posseduti, e successivamente dai proventi della valorizzazione del patrimonio ben  gestito da  manager  internazionali di indiscussa professionalità.

L’unico governo che può attuare questi provvedimenti che l’Italia intera  chiede è  un governo diretto da Giorgio Napolitano, cioè l’attuale Capo dello Stato, che pur con la sua veneranda età  ha dimostrato di avere più cervello ed energia di tanti giovani  politici rampanti  con le idee bizzarre o  di regime.

Speriamo che Napolitano raccolga questo appello che l’Italia intera gli rivolge dal fondo del cuore. e che incarichi sè stesso di formare il nuovo governo.


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28 marzo 2013

25.3) Auto blu e auto aziendali.


Auto blu e auto aziendali





E’ la solita storia.
Le cose basta chiamarle con un altro nome e tutto è risolto. La cosceienza è a posto.
 Con dei referendum, tempo fa, il popolo italiano ha deciso di abolire  il ministero dell’agricoltura.

Allora i politici   lo hanno chiamato ministero per le politiche agricole.


In altra occasione gli italiani  hanno abolito il finanziamento dei partiti attraverso soldi pubblici.

Da allora i politici  lo chiamano  rimborso elettorale


Adesso è nato   un nuovo partito  che ha tra i suoi venti  punti programmatici  anche  il non uso delle auto blu e addirittura la loro abolizione. E' una questione di principio e  vi aderiscono i nuovi puritani , i nuovi  fautori  della politica.

Si chiamano 5 stelle e hanno preso  un sacco di voti alle elezioni e mese scorso.

Bene!  Che però siano coerenti, è il minimo che si chiede loro.


E difatti, non hanno ancora quasi cominciato la loro avventura politica  che   da sale che erano sono diventati già insipidi.

Uno di loro, in Sicilia,  si fa  scarrozzare  su e giù, di qua e di  là, su un’ auto blu.

Glielo fanno osservare,  gli dicono che  sta contravvenendo ad uno dei famosi venti principi a cui ha prestato giuramento sul web.


Ma no, - dice lui- non è un’ auto blu. È un’auto aziendale……


Si certo,  dell’azienda Italia. E pagata da tutti noi.



Si narra che  nel vangelo stia scritto: “ Se il sale diventa insipido, a nient’atro serve che a essere gettato via e calpestato”.

Attento, movimento 5 stelle, non hai ancora cominciato e già le tue regole,  i tuoi principi traballano e tu rischi di diventare insipido perchè francamente, predicare bene e razzolare male è un copione già visto e rivisto ed ha ormai stufato.





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27 marzo 2013

23.3) Che delusione Grillo e i grillini!



Che delusione Grillo e i grillini!


Vogliono tutto e subito.

Hanno un programma in venti punti  e vogliono che si realizzi interamente  ora, subito.

Ma non hanno la maggioranza del parlamento e quindi  non lo possono fare. Anche loro hanno bisogno che i loro provvedimenti vengano approvati dagli altri partiti. E’ la regola della democrazia parlamentare.

C’è un Presidente del Consiglio incaricato che propone loro  di realizzare almeno 8 dei loro 20 punti, ma essi rifiutano. O tutti  venti o niente.

Ma si può? Se io  vivo e dormo in strada perché non ho una casa,  ed ho  nella mia testa  il sogno di  possedere  prima o poi una villa da 500 mila euro, con parco e giardino annessi,  se qualcuno, per cominciare mi offre di andare a vivere in una casa popolare di tre stanze più bagno e servizi,  forse che rifiuto?

Per cominciare a realizzare il mio sogno,  accetto e poi, man mano cercherò di ingrandirmi, di  arrivare dalla casa popolare al villone agognato.

I grillini invece,  vedono che la casa Italia va a fuoco, vedono che senza governo non  si può stare, eppure invece di prender la canna dell’acqua e contribuire  anche loro a spegnere le fiamme, continuano a dire e a  gridare sul web  che non sono stati loro a provocare l’incendio, e che quindi  se tutto brucia  la colpa non è loro.

Non si accorgono, i tapini, che già le fiamme  stanno per lambire anche i loro vestiti  e che se  tutto brucia, anche loro  faranno la stessa fine.

Santo Iddio, cosa ci vuole a capire che  è meglio cominciare a realizzare, in comunione con altri parttiti,   otto punti del loro programma  invece che niente e che i restanti dodici punti , se ci si tira tutti fuori dal burrone, poi sarà un gioco da ragazzi realizzarli con l’aiuto e il consenso di tutto un popolo, ormai rivitalizzato anche grazie alla loro partecipazione a un governo  capace finalmente di   governare  con onestà equità e  impegno.

Invece, no. Un governo così non s’ha da fare.  Crepi  Sansone con tutti i Filistei.

E l’Italia, grazie anche alla loro  ostinazione negativa  farà la fine di Cipro e della Grecia.

Ma allora, che li avranno votati a fare i  milioni di Italiani che speravano  di ottenere tramite loro un buon governo formato da gente meno spocchiosa e superba del  Professor Monti e dei suoi ministri tecnici del cavolo?   Se lo chiedano un pò,il buon  Grillo e i suoi  grillini e  poi agiscano per il bene del Paese, anche se  non potranno fare tutto e subito quello che sognano di fare.






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1 marzo 2013

12.3) Verso un nuovo governo Monti per fare solo alcune cose



Verso un nuovo governo Monti per fare solo alcune cose






Ci avviamo verso un nuovo governo Monti, sostenuto da PD e PDL con l’opposizione dei soli grillini, sia alla Camera che al Senato?


E’ questa la possibilità più concreta per riuscire a fare un nuovo governo, dopo i risultati elettorali  appena sfornati .


Ci si accorderà su  qualche   progetto da attuare immediatamente, quali la riforma della legge  elettorale  e la revisione della costituzione per quanto riguarda  l’apparato politico, provinciale e regionale,   la diminuzione delle aliquote dell’Imu,  il sostegno bancario alle imprese , la parziale detassazione del lavoro e il  quoziente familiare   per quanto riguarda  il fisco.


Tutto questo dovrebbe durare  al massimo un anno, poi si farà una nuova  tornata elettorale, con la segreta speranza che  nel frattempo sia stata riassorbita  la protesta dei grillini  e che il movimento 5 stelle non ottenga più tanti voti favorevoli.


Successivamente, con  risultati elettorali più normali, si vedrà cosa fare.


Nel frattempo Monti  avrà sedato la sua sete di potere,  standosene ancora in sella al governo per un altro anno.


E’ una bella prospettiva?

Mah!, forse però non è la peggiore.



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