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13 giugno 2014

54.4) Povero Corradino Mineo, Renzi ti ha fatto la bua, quanto devi soffrire!

Povero Corradino  Mineo, ti hanno fatto la bua, quanto devi soffrire!




Il  Mineo faceva parte  fino a ieri della Commissione Affari Costituzionali del Senato, ma  il governo lo ha allontanato dal suo incarico perché  portava avanti delle sue idee personali invece di quelle decise dalla maggioranza del partito.

Dice  l'art. 72. Della costituzione che ogni disegno di legge, presentato ad una Camera   venga esaminato da una commissione e successivamente dalla Camera stessa, che lo deve approvare  articolo per articolo e con votazione finale.

Le Commissioni Parlamentari sono perciò  organi collegiali ristretti che rispecchiano le proporzioni numeriche dei gruppi parlamentari, e  si possono immaginare, dunque, come piccole assemblee che riproducono “in scala” la Camera e il Senato.

Ogni commissione è molto importante per il buon funzionamento del Parlamento, perché  di solito  è specializzata su un ristretto insieme di argomenti, su cui (almeno in teoria) ha maggiori possibilità di analisi e intervento rispetto all’ insieme di  tutti i parlamentari raccolti indistintamente in aula.
 La commissione analizza gli articoli dei disegni di legge, propone e vota modifiche, integrazioni e soluzioni per migliorarli prima del loro passaggio in aula.

La linea che nella pratica stanno seguendo i partiti maggiori è  in sostanza  quella di  non procedere  alla costituzione delle Commissioni fino a quando non ci sia un governo, così da individuare in Parlamento la maggioranza che lo sostiene e muoversi di conseguenza. 
Agendo in questo modo le presidenze delle varie commissioni possono  essere “calibrate” sulla composizione numerica  della maggioranza e delle opposizioni,  consentendo a tutti i partiti di essere rappresentati.

L’allontanamento di Corradino Mineo dalla Commissione Affari costituzionali del Senato che si sta occupando delle riforme,  è dovuto al fatto che  il  Mineo, ex direttore di Rai News 24, da tempo manifestava la sua contrarietà sia  al cosiddetto Italicum, la nuova legge elettorale il cui impianto era stato concordato fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, sia alla riforma del Senato.

Il suo voto nella commissione Affari Costituzionali poteva essere decisivo e questo ha influito sul suo allontanamento,  in quanto in quella commissione c’è un solo voto di scarto tra maggioranza e opposizione, e una critica radicale come la sua poneva l' alternativa tra il fare e il non fare le riforme.

Questa mossa  del governo  non è piaciuta a quella parte del Pd che fa capo alla minoranza di Pippo Civati che parla di «epurazione delle idee non ortodosse e non allineate con quelle del Capo», e perciò  tredici senatori  dissidenti si sono autosospesi  dal partito e chiedono «chiarimenti».

 La presa di posizione dei 13  crea un bel problema per  il Pd, e non potrà essere ignorata da Renzi e dal gruppo dirigente del partito, anche perché da un punto di vista numerico la situazione rischia di complicarsi.  
Infatti la maggioranza governativa  al Senato è di 161 (il plenum è composto dai 315 membri più cinque senatori a vita); lo scorso 25 febbraio;il governo Renzi ottenne la fiducia con 169 «sì». Qualora i 13 «ribelli» decidessero di mettersi di traverso , il premier avrebbe la certezza di soli 156 voti, cinque in meno della soglia di maggioranza.
Purtroppo molti parlamentari  che si rispecchiano tra le minoranze nel Pd, non hanno ancora capito che, stando al governo, il partito è il luogo di confronto delle idee,  ma lì, dopo il confronto, devono necessariamente  essere  assunte delle decisioni
nell'interesse del Paese e perciò  nelle aule parlamentari ci si deve sforzare di esprimere una posizione unica, quella della maggioranza del partito,  che ha deciso la linea.


Il  Mineo  stesso  adesso dice che  è tutto un equivoco perché: “ Non ho mai posto un veto - ha precisato -, io voglio una nuova  legge elettorale  e la riforma  del Senato quanto Renzi.
Solo che le vorrei migliorare un po’. È assurdo quindi  che mi si accusi  e mi si sostituisca."

Sta però il  fatto che tra di noi, nel nostro gruppo di discussione al bar  in attesa della partita dei Mondiali,   ci  sembra che la sostituzione del Mineo non sia stata  altro che la conseguenza logica e ineccepibile  del suo modo dissidente  di partecipare  alla commisione Affari Costituzionali del Senato, dove egli praticamente  contrastava, avversava  e criticava   la posizione del partito che egli stesso rappresentava  in quella commissione.


Assodato che non si può sempre tenere il piede in due scarpe, se  le idee del Pd al Mineo stanno strette,  bene, che  si dimetta  dal partito o che  almeno  non lo rappresenti   in Commissione.
 Faccia le sue critiche nelle riunioni della Direzione del partito, e poi, una volta che questo abbia assunto una decisione a maggioranza,   quella decisione   venga  da lui per primo come da  da tutti gli altri   rispettata e portata avanti.



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28 maggio 2014

47.4) Per politici e giornalisti la matematica è un’opinione.


Per politici e giornalisti la matematica è un’opinione.




I dati elettorali diffusi in questi giorni mostrano una grave carenza  aritmetica nella mente dei politici e dei giornalisti.

Per fortuna che c’è il buon senso  della gente comune che è capace di rimettere i dati matematici i a posto.

Ma non si sono accorti questi  cervelloni benpensanti di politici e giornalisti che  la somma  dei voti   che ci stanno propinando   attraverso giornali e telegiornali  supera ampiamente il 100%?
Ma che razza di matematica frulla nelle loro testoline?

Ci hanno comunicato  questi dati e cioè che:
il Pd ha preso il 41% di voti;Il M5S  il 21%;Forza Italia  il 17% ;e tutti gli altri piccoli partiti messi insieme i il   22%.

Poi,  a tutto questo, che già fa  fa il 100%,  aggiungono  pure  la percentuale di chi non si è recato a votare , pari al 47%, e quindi  il risultato viene ad essere di  147%.

Secondo le menti ottenebrate di politici e giornalisti  quindi in  Italia  noi cittadini non siamo più solo  61 milioni, ma addirittura circa  90.



Ma mandateli di nuovo a scuola a studiare le tabelline, invece di  farli sedere lautamente pagati  in Parlamento o  nelle   redazioni dei giornali e Tv, questi incompetenti   aritmeticamente quasi analfabeti! 


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4 aprile 2013

27.3) Si spacca il Movimento 5 stelle?


 Si spacca il Movimento 5 stelle?






Voci infondate danno ormai per certo  che a guidare la scissione all’interno del Movimento 5 Stelle sia proprio la Lombardi, l’ antipatica capogruppo del Senato.

Stufa di  essere additata come  la servile  nullità femminile del Movimento, sta capeggiando una fronda di 20 senatori   intenzionati a costituire un gruppo autonomo  deciso a dare  battaglia a Grillo a causa della sua  ostinazione nel voler negare un’ alleanza di  governo con Bersani.


La Lombardi cerca così di tenere alta l’attenzione su di sé, diventando improvvisamente il personaggio catalizzatore della formazione del nuovo governo, con l’intento di  ottenere per sé  un posto  da ministra ,o meglio ancora  la  designazione  a far parte di una ristretta rosa di nomi  eccellenti  tra i quali scegliere  il nuovo Presidente della Repubblica.


- Se una donna deve essere -  fa capire la nouvelle  suffragetta ai suoi seguaci -  perché  non io,  in contrapposizione alla Bonino e alla Cancellieri?


In fondo, uscendo dal movimento col mio gruppo di 20 senatori   abbiamo favorito la riappacificazione   popolare e la risoluzione di un problema  quasi insolubile per l’Italia e quindi  mi aspetto un po’ di riconoscenza da  questo Parlamento.


Bersani potrà cosi, alleandosi con  noi con Scelta civica  di Monti  e altri due  Valle d'Aosta e Italiani all'Esteroottenere una maggioranza di 164  senatori contro  i 151 del Pdl- Lega e M5S-e  governare con tranquillità per i prossimi 5 anni, col mio ausilio e appoggio dal Quirinale che certamente non gli farò mancare. 


E brava la Lombardi!
 Sembrava un mezza addormentata, pallidina e antipaticuccia, e invece  guarda te che grinta   che ha tirato fuori.

Ma d’altronde, a ben pensarci, questi sono i miracoli che fa  l' aspirazione al potere , capace di rendere leoni anche le pecorelle più  tarde del gregge. 


P.S.
La notizia è talmente infondata  che mi pare perfino inverosimile.
Ma chissà, mai dire mai....


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28 marzo 2013

25.3) Auto blu e auto aziendali.


Auto blu e auto aziendali





E’ la solita storia.
Le cose basta chiamarle con un altro nome e tutto è risolto. La cosceienza è a posto.
 Con dei referendum, tempo fa, il popolo italiano ha deciso di abolire  il ministero dell’agricoltura.

Allora i politici   lo hanno chiamato ministero per le politiche agricole.


In altra occasione gli italiani  hanno abolito il finanziamento dei partiti attraverso soldi pubblici.

Da allora i politici  lo chiamano  rimborso elettorale


Adesso è nato   un nuovo partito  che ha tra i suoi venti  punti programmatici  anche  il non uso delle auto blu e addirittura la loro abolizione. E' una questione di principio e  vi aderiscono i nuovi puritani , i nuovi  fautori  della politica.

Si chiamano 5 stelle e hanno preso  un sacco di voti alle elezioni e mese scorso.

Bene!  Che però siano coerenti, è il minimo che si chiede loro.


E difatti, non hanno ancora quasi cominciato la loro avventura politica  che   da sale che erano sono diventati già insipidi.

Uno di loro, in Sicilia,  si fa  scarrozzare  su e giù, di qua e di  là, su un’ auto blu.

Glielo fanno osservare,  gli dicono che  sta contravvenendo ad uno dei famosi venti principi a cui ha prestato giuramento sul web.


Ma no, - dice lui- non è un’ auto blu. È un’auto aziendale……


Si certo,  dell’azienda Italia. E pagata da tutti noi.



Si narra che  nel vangelo stia scritto: “ Se il sale diventa insipido, a nient’atro serve che a essere gettato via e calpestato”.

Attento, movimento 5 stelle, non hai ancora cominciato e già le tue regole,  i tuoi principi traballano e tu rischi di diventare insipido perchè francamente, predicare bene e razzolare male è un copione già visto e rivisto ed ha ormai stufato.





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29 gennaio 2013

6.3) Monti adesso vuole strafare, ma inciampa..

Monti adesso vuole strafare, ma inciampa...

Lui vuole regolamentare tutto adesso, ci ha preso gusto.

Ha dato le dimissioni da capo del governo, ma vuole rimanere attaccato alla sedia del potere che evidentemente gli è piaciuta.

Per questo ha fondato una coalizione di partiti che lo rieleggano Presidente, perchè lui, meno di quello niente vuol fare. 

Poi si mette a parlare e a rilasciare interviste a tutti i giornali e a partecipare a tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive, a tutti i convegni possibili e immaginabili con lo scopo di riuscire a  tornare a fare il Presidente del Consiglio.
 Ma egli, che parla, parla e parla, e dice cose a proposito e a sproposito, ecco che alla fine inciampa sulla scuola. 

Lui che aveva il compito di cercare di ridurre il debito pubblico dello Stato italiano, e non c'è riuscito perchè invece di ridurlo lo ha aumentato, adesso in compenso vuole diminuire le vacanze degli studenti italiani aumentando i loro giorni di scuola, ma non sapendo più ormai quel che dice non si è accorto che mettersi curvi sui banchi di scuola ad agosto in certe regioni d'Italia è una tortura bella e buona. 

Inoltre con questa bella idea del menga, così facendo mette in crisi ancora di più l'industria vacanziera  e quella del turismo con quanto ad esso collegato, che seppur con sacrifici stavano cercando di restare a galla in questa difficilissima crisi economica. 

Succederà così che in Italia le vacanze ad agosto le potranno fare solo i ragazzotti tedeschi, mentre i loro coetanei italiani suderanno sui banchi di scuola  sotto il solleone a studiare matematica e quisquilie simili. 

E bravo il buon Monti.
E provare a parlare un pò di meno e raccontare meno castronerie, no?


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21 dicembre 2012

99.2) Un Paese piccino piccino picciò

Un Paese piccino piccino picciò



Alfano vieni qui. Alfano vai di là
Alfano io mi ritiro,  prendi tu il partito

Alfano fai le primarie
 No non fare le primarie
Alfano fai cadere il governo Monti: lo vedi che non governa bene.

Alfano hai fatto male e far cadere il governo Monti.
Alfano, torno io a dirigere il partito, perché  tu non sei stato all’altezza.

No, Alfano,  non dirigerò io il partito
Il partito lo offro a Monti  che ha governato bene il paese.
Se  viene Monti io mi faccio da parte.
Se Monti non vuole il mio partito,  tornerò io.

Alfano, su ,dai,  protesta, fai storie perchè si voti al più presto.
Ma caro Alfano, il 17 febbraio è troppo presto per  votare, è meglio rimandare di qualche tempo.

Alfano, qui,  Alfano là, Alfano su. Alfano giù….
 Se non diventa matto quest’uomo è proprio perché è un grand’ uomo.
Eppure, eppure  i grandi uomini  sono grandi proprio perché non si lasciano comandare a bacchetta dai burattinai di turno,  che un giorno  dirigono il tuo filo di quà e un giorno invece di là.

I grandi uomini non  si lasciano usare come dei pagliacci.
I grandi uomini  mandano a quel paese i  burattinai.

Solo quando Alfano avrà mandato a farsi benedire  Berlusconi,  le sue giravolte  e le sue stramberie,  solo allora egli diventerà un politico  degno di questo nome altrimenti rimarrà una persona piccina piccina picciò.


Cosi come l’Italia.
Solo quando gli italiani avranno mandato a quel paese  Berlusconi e le sue arie da salvatore della patria,  non votandolo più ma  mandandolo definitivanemte in pensione, solo allora l’Italia  smetterà di essere un Paese piccino piccino picciò e tornerà ad essere una grande Nazione.


Quanto  al pensionato  miliardario Berlusconi,  adesso che è di nuovo fidanzato,  invece di   limitarsi a guardare la sua bella e a toccarsi, come è logico alla sua veneranda età, libero da ogni ossessione politica potrà dedicarsi  al suo nuovo amore  gettando in esso tutte le energie fisiche che gli sono rimaste e che forse forse  ha ancora in cartuccia.
Se la goda, se la spassi  e  soprattutto ci lasci in pace.






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5 ottobre 2012

83.2) Berlusconi torna in pista con un nuovo partito. Ahimè noi!

Berlusconi torna in pista con un nuovo partito. 
Ahimè noi!




Finora si era detto , ogni volta che Berlusconi, decideva di rompere gli indugi e mettersi in politica, che egli “ tornava in campo”.
Ma visti i risultati dei suoi governi e il discredito che essi hanno gettato sull’Italia intera facendola diventare lo zimbello d’Europa, ora che egli ha deciso di rimettersi in politica con un partito nuovo di zecca, è meglio dire che egli “torna in pista”.
Perché la politica, con lui di mezzo, diventa un circo equestre pieno di battute e battutacce, di giochini di equilibrismo di potere e di buffoni dediti alla compravendita di personaggi (stavo per dire animali) da inserire nel nuovo partito.
Inoltre, proprio come nel circo ci sono le cose più stravaganti e bizzarre, così egli è di diritto un degno rappresentante di questo forma di spettacolo. Perché, ahimè noi cittadini che saremo di nuovo alla mercè e ai capricci di tal personaggio, Berlusconi è un fenomeno umano molto bizzarro.
Egli infatti è l’unico uomo al mondo che invecchiando aumenta di statura. Così capitava che per stare al passo con la statura fisica degli altri Presidenti politici mondiali, egli quando era Capo del governo, si faceva aumentare dal suo calzolaio ogni anno l’altezza del tacco delle scarpe che calzava.
E quindi se a 60 anni egli, lontano dalla politica, era alto di suo 160 cm., nelle foto che lo ritraevano in posa con gli altri politici  a 70 anni ,  di cm. (miracolo!) ne veniva a misurare 170.
E se adesso ( Dio non voglia!) con questo nuovo partito torna a governarci, con l’età che ha, cioè 75 anni, la sua statura dovrà, per stare al passo, diventare di almeno 175 cm.

Berlusconi, che feomeno bizzarro!: -con l’età gli altri uomini si incurvano e rimpiccioliscono, , egli invece si alza, si erge e si ringalluzzisce, come un pavone secco e trombato che voglia ancora mostrare tutta la bellezza della sua coda, non accorgendosi che essa, ridotta com’è dall’usura, consta di poche piume e fa ormai pena.



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15 luglio 2012

66.2) Due vecchi trombati della politica che d’estate vanno in tilt!



Due vecchi trombati della politica che d’estate vanno in tilt!



Berlusconi vuol tornare in campo e fondare un nuovo partito con un nuovo simbolo: (pare che sarà un aquilone tricolore).
Anzi no.
Mi correggo.
Il nome sarà Forza Italia e il simbolo sarà quello vecchio, con allegata la vecchia canzonicina orecchiabile

Eppure bisognerà che qualcuno si decida e dica "basta" , a questo vecchio trombato della politica italiana!
Il suo modo strampalato di governare e i troppi anni in cui ha comandato ci hanno già fatto tanto di quel male a noi italiani, che la sola prospettiva di vedercelo di nuovo tra i piedi a molti di noi ci fa venire da vomitare!

Ed anche un altro vecchio catorcio trombato, il Senatur Bossi, sembra che anche a lui quest’estate sia venuta la smania di tornare in politica.
Sobillato dalla Rosi Mauro, dal sen. Castelli, dal governatore piemontese Cota e dai nostalgici del "Cerchio Magico" pare che l’idea del Senatur sia di forrmare un nuovo partito che, con il nome di Bossi nel simbolo e a capo potrebbe puntare al 2-3% dei voti del Nord, il che è troppo poco per sperare in un avvenire radioso , ma è abbastanza, con i rimborsi elettorali, per sistemare per anni i famigli più fedeli e gli ex cerchisti , se si presenta in alleanza col Berlusconi.
E siccome la moglie del Bossi di cognome fa Marrone, ecco così anche subito trovato il nuovo riferimento cromatico del nuovo partito, ovvero la Lega marrone, in alternativa alla lega di Maroni

Basta camicie verdi, d'ora innanzi maglie di color cacca, per i nostalgici secessionisti in attesa di finanziamenti elettorali per tirare avanti.
Ah! Che fantasia! E’ propria di di gente bacata e corrotta nell’animo e nel cervello.


La speranza degli italiani è che Berlusconi e Bossi, per tutta l’estate (ma anche dopo) se ne stessero in canottiera a casa loro, spaparanzati su delle belle sdraio vicino alla piscina, e ogni tanto si passassero una bella pezza imbevuta di acqua fresca sul quelle loro testoline , foriere di tante ideee strampalate e dannose per noi italiani
E chissa che rinfrescandosi il cervello, questi due non imparino a godersi la vita e a lasciarci perdere, che gli italiani hanno altro di meglio da fare che rimpiangere due tromboni stonati e ormai accantonati in qualche scatolone in garage.


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29 aprile 2012

47.2) Nascono nuovi partiti.


Nascono nuovi partiti.


A Firenze hanno dato vita al movimento "ALBA".
Casini ha appena fondato il suo “Partito della Nazione”e Berlusconi ha in mente di cambiare nome e finalità al PDL.
Le finalità che il Cavaliere ha in mente per il suo nuovo partito sono:
- Rincuorare i deboli.
- Abolire i passanti
- Avvincere i caustici
- Avvalorare gli scettici-
Per raggiungere questi nobili scopi il nome sarà "BOH!" mentre l’inno è ancora da definire.

Auguriamo tanta- felicità a questi nuovi parti della fantasia della attuale classe politica, sperando che nessuno li voti mai e che facciano al più presto la fine della Lega che, mentre accusava gli altri di latrocinio, si depredava da sé stessa al suo interno.

I demagoghi in Italia non sono i demagoghi di cui Napolitano blatera a vanvera, ma sono gli stessi partiti e il governo attuale, che si credono, tartassando i deboli e inchinandosi ai ricchi, di evitare che la gente li cacci via a pedate.
Ma il loro destino è già segnato: di nuovi partiti o di cambiamenti di nome la gente ne ha piene le scatole.


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3 marzo 2012

28.2) Saper governare vuol dire......!

La Corea del Nord ha deciso di fermare gli insediamenti nucleari in cambio di cibo e aiuti economici per la sua popolazione.




Invece di buttar soldi nel programmare test nucleari e costruire e lanciare missili a lungo raggio, le autorità coreane avrebbero fatto meglio a fare investimenti in agricoltura.
Saper governare vuol dire fare gli interessi del popolo, non quelli personali o del partito di appartenenza..
Ma questo noi italiani ormai l’abbiamo capito, a nostre spese, purtroppo.


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22 gennaio 2012

10.2) Di scilipoti ce ne sono tanti!

Di scilipoti ce ne sono tanti!



Gli scilpoti, le persone cioè dedite al cambiamento di partito, i voltagabbana di professione,  le persone banderuole pronte a vendersi per un piatto di lenticchie , in Italia sono tanti.
Praticamente in ogni località ce n'è uno.

Dalle parti del territorio bergamasco ad esempio lo scilipoti di turno si chiama on. sen. Valerio Carrara.

Costui ha girato tanti di quei partiti,  ne ha cambiati così tanti che attualmente non sa più in quale partito stia militando.

In questo periodo egli ,con dei seguaci di Formigoni  come l'on. Marcello Raimondi e l'on. Marco Pagnoncelli sta dandosi da fare per organizzare il congresso regionale lombardo del Pdl.

E solo adesso che è ormai  quasi tutto pronto (il congresso si dovrebbe fare dal 12 febbraio prossimo), qualcuno ha fatto notare al Carrara  come e qualmente egli non possa organizzare un bel niente dentro il Pdl , perché di questo partito  non ha in tasca  la tessera.
Egli non risulta essere  un militante del partito.

- Come sarebbe che non ho mai preso la tessera del Pdl? -, cade dalle nuvole il buon on. sen. Valerio Carrara.
E si mette, agitatissimo, a frugare nel suo borsello.

Dal quale spuntano fuori le tessere di partito
1) dell’Italia dei Valori,
2) di Forza Italia,
3) del gruppo misto, in quanto esponente unico del Movimento Territorio Lombardo,
4) del Fli di Fini
5) e di Coessione Nazionale cioè gli ex Responsabili fondati da Scilipoti.

Ma di di tessere del Pdl neanche l'ombra.
E allora cosa vuoi organizzare tu di congressi del Pdl se non sei nemmeno iscritto a quel partito?
Perbacco, egli ha girato così tanti partiti, ha fatto talmente tante volte il banderuola, si è venduto talmente tante volte per un piatto di lenticchie o per una sedia di sottosegretario del sottosegretario, che il particolare gli era sfuggito.
- Perbacco, e adesso, che faccio io adesso?-
Egli non può più ormai rinunciare alle prebende a ai favori che il buon Formigoni gli ha promesso dandogli l’incarico di far parte del trio organizzatore del congresso.
Sono cifre a cinque  zeri. E' impensabile il rinunciarvi.
- E va beh!, facciamo così, la prendo adesso la tessera del Pdl.,- fa lui conciliante.
Eh no caro, ormai il tempo è scaduto: le iscrizioni al partito si sono chiuse nell’ottobre del 2011.
E allora come si fa? Cosa organizzo adesso io?
Ma guarda caro, per una volta tanto vedi di organizzare  un pò la tua vita, datti da fare per capire cosa vuoi fare da grande, con chi vuoi stare, e una volta fatta la tua scelta, agisci finalmente di conseguenza, e mantieniti fermo nella rotta scelta.

Ma per l'on. sen. Valerio Carrara questa è la cosa più difficile della sua vita politica.
Questa scelta non la farà mai.  Non è in grado di farla.

Chi è nato banderuola va, per definizione, dietro al mutare del vento, non può stare fermo e fisso nella stessa direzione.

Scilipoti insegna. E sono tanti gli scilipoti in Italia.
Noi vi abbiamo presentato lo scilipoti bergamasco. 
Altri lo faranno per altre zone.


Ps. - Certo che il buon Formigoni , incaricando il Carrara di preparare il congresso del Pdl,  ha dimostrato di non sapere  nè conoscere  chi sia iscritto  al suo partito,e non parlo di   persone qualunque come me, ma neanche quelli che bazzicano per il Parlamento.
E questo modo di condurre le cose con tanta  leggerezza e malaccortezza, al mio paese si chiama faciloneria , pressapochismo.
E di faciloneria e pressapochismo abbiamo avuto proprio in questi giorni un esempio lampante  con la vicenda della nave Costa Concordia.


Che Dio ce la mandi buona allora   e ci tenga al riparo da comandanti  alla  Schettino così, o da governatori  di regione alla  Formigoni sempliciotti  così!


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17 giugno 2011

110.1) Napoletani d'Italia e simpatizzanti uniamoci.

Ieri in Consiglio dei Ministri la Lega ha votato contro la ripulitura della città di Napoli dalla monnezza.


Ebbene, napoletani di ogni parte d’Italia, perchè per ritorsione non tappezziamo di scritte, slogan e cartelli antileghisti le sezioni territoriali della Lega?
Il loro odio contro il Sud è ormai proverbiale.
Rispondiamogli pan per focaccia.

Facciamogli vedere che i napoletani non amano essere presi per i fondelli da nessuno, tantomeno dai "bauscia" del nord.
Mettiamogli un pò di fuochino simbolico  sotto il sedere a questi leghisti.

I ministri leghisti alcuni mesi fa mandarono l’esercito a ripulire Napoli.
Adesso lo usino per tenere puliti i muri delle loro sezioni di partito.

Napoletani d’Italia uniamoci  e compatti  tappezziamo di slogan di protesta le pareti leghiste.



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8 giugno 2011

100.1) Spunti e riflessioni 11


Ad Avetrana il Sindaco chiude la strada di accesso a casa Misseri












Berlusconi dopo il disastro elettorale  apre a un rinnovamento  democratico nel partito.

E si sceglie, dopo estenuanti  discussioni e litigi con sè stesso,  il dopo di lui.


Ma cribbio, che volete da me?
E d'altronde la scelta era quasi scontata, essendo gli altri papabili al livello di Scaiola, Gasparri, Capezzone, Lupi, Cicchitto, La Russa e  Santanchè.
Popolo della libertà, tenetevi Alfano!... Tiè!!


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1 giugno 2011

93.1) Ragazzi, Berlusconi è in crisi. Che Letizia !

Ragazzi, Berlusconi è in crisi. Che Letizia !

La creatura politica di Berlusconi, il PDL, non è un vero partito, ma una corte.
Lì chi più lecca, più avanza in graduatoria.
Ecco perché prosperano e diventano celebri personaggi del calibro di Lupi, Capezzone, Gelmini, Alfano etc. etc.
Gente che ti dice quanto siano belli gli abiti del re, e quanta grazia vi sia nel suo incedere reale, non distinguendo più, per mero interesse personale che in realtà il re è nudo, è vecchio e fa anche un pò schifo.
Perché nel Pdl non sono le capacità politiche e le competenze a far da termometro ad una carriera politica legata ad un consenso dal basso, bensì è la benedizione dall’alto quello che ti porta su su in cielo.
Più sei nelle grazie del Capo, e più conti nel partito.
Ma adesso, dopo questa batosta elettorale, il Capo è in crisi ed egli stesso non sa più su chi dei suoi fare affidamento, perché finalmente vede nella sua corte solo una manica di maneggioni e di incompetenti , capaci solo di leccare e di adorare.
Ne consegue che lo stesso PDL, lo stesso concetto di berlusconismo sta andando in crisi.
Ragazzi, tanto per stare in tema milanese morattiano : il berlusconismo è in crisi? ..... “ che Letizia!!!”


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13 maggio 2011

81.1) Gli avverbi della Lega Nord.

Gli avverbi della Lega Nord.



Berlusconi deve cominciare davvero a temere per la futura sorte del suo governo, se dopo le elezioni amministrative la Lega Nord metterà davvero in atto i distinguo che alcuni esponenti del Carroccio stanno esternando in questi giorni.

A proposito del condono edilizio che Berlusconi ha promesso ai cittadini napoletani, il ministro Calderoli ha richiamato il Premier al dovere di collegialità:
Quantomeno  dovrà discuterne con noi”, ha detto lapidario con poche ma significative parole l’esponente leghista.

Non è la prima volta che la Lega si smarca dal leader della coalizione governativa.
“Il governo, lo sosteniamo, almeno finchè  possiamo”, ha detto qualche giorno fa Bossi.
Queste due prese di distanza da Berlusconi, arrivano dopo che si era appena ricomposta la fortissima divaricazione sulla Libia che aveva fatto trascorrere diversi brutti quarti d’ora al governo, e dopo le perplessità leghiste che si erano manifestate nel momento di ricandidare a Milano la Moratti.

A quanto pare il Senatur e i suoi stanno prendendo le distanze da Berlusconi.

Forse sentono che qualcosa di sgradito alla coalizione sta per accadere?

Non temono certo per il loro partito, perché sono convinti che la Lega comunque avrà un buon risultato elettorale.
Essi fiutano piuttosto che per l’alleato le urne possano portare  deludenti notizie.

E  con questo loro proverbiale fiuto Bossi e la Lega hanno  finora   dimostrato di saper cavalcare gli eventi.


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