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16 aprile 2011

68.1) Chi di "fora dai ball" ferisce, di "fora dai ball" perisce.

Chi di "fora dai ball"ferisce, di "fora dai ball" perisce.



Alcuni esponenti del governo italiano hanno dichiarato:
Niente aiuti agli immigrati.
Semplicemente devono andare 
fora dai ball.

L’Europa, al governo italiano 
che chiede aiuto contro gli immigrati:
Niente aiuti all’Italia.
fora dai ball.



                                   
Chi di "fora dai ball"ferisce, 
di "fora dai ball" perisce.




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11 gennaio 2010

8.0) Ribellarsi alle ingiustizie.Ecco quanto ci hanno insegnato i nostri fratelli immigrati di Rosarno.


Ribellarsi alle ingiustizie.Ecco quanto ci hanno insegnato i nostri fratelli immigrati di Rosarno.




Gli immigrati, regolari o irregolari che fossero, di Rosarno, di fronte al cumulo di ingiustizie che dovevano sopportare, ad un certo punto si sono ribellati e hanno messo a ferro e fuoco i beni di quella società che li taglieggiava come schiavi, con orari di lavoro esagerati e buste paga insignificanti, oltre alle varie angherie che la loro condizione di neri comportava.
Ci hanno insegnato che a tutto deve esserci un limite, e che la sopportazione non è infinita.

Magari anche gli abitanti delle cinque regioni del sud in mano alla camorra, alla ‘ndrangheta e alla mafia, si ribellassero come hanno fatto i nostri fratelli immigrati, e mettessero a ferro e fuoco i beni dei mafiosi e dei malavitosi!.
Saremmo di fronte ad un atto di civiltà che per ora appare solo come un sogno.

Eppure, non c’è bisogno di mettersi a rischiare la vita o la propria incolumità fisica: basterebbe che ogni cittadino del sud utilizzasse il suo telefonino per denunciare alla finanza, ai carabinieri, alla polizia chi sta commettendo un reato o un ingiustizia, invece di continuare a vivere , lamentandosi dell’assenza dello stato, in completa omertà e facendo finta di non vedere.

Gli abitanti del sud, devono imparare la lezione: basta con l’illegalità e la corruzione, che stanno strozzando come un cappio l’economia delle loro regioni, e non permettono ai loro figli di trovare uno sbocco lavorativo se non arruolandosi nelle file dalla mafia.

Naturalmente lo Stato centrale deve fare la sua parte.
Il ministro Maroni, invece di inviare 800 militari a Milano a spalare la neve, lasci che la neve se la spalino i milanesi, e mandi invece 800 militari in ogni città e in ogni grosso comune del sud per difendere i negozianti, i cittadini, le persone oneste dal ricatto, dalle richieste di pizzo e dalle estorsioni dei malavitosi.
E se 800 non bastano, ne mandi ancora di più, invece di tenerli nelle caserme a grattarsi.


Lo Stato controlli che tutte le attività lavorative avvengano alla luce del sole e combatta il lavoro in nero, e soprattutto la smetta di essere colluso con la mafia e fare accordi con essa.
Mandi in galera i malavitosi e lì ce li tenga.
Anche lo Stato centrale impari la lezione di civiltà che ci hanno dato i nostri fratelli immigrati di Rosarno: metta a ferro e fuoco , una volta per tutte la mafia e le mafiosità.
E compia finalmente un atto di civiltà liberando così dal cappio gli abitanti delle cinque regioni meridionali ostaggio della malavita.

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23 maggio 2009

251) Via i mafiosi dall’Italia, respingiamoli nel deserto libico


Il deserto di Gheddafi, ovvero il respingimento dei mafiosi, che tanto piacerebbe agli italiani.


Italia e Libia hanno recentemente trovato un accordo sul rimpatrio degli immigrati che cercano di sbarcare a Lampedusa.
Le motovedette italiane respingeranno i barconi carichi di disperati e li faranno rientrare nelle acque territoriali libiche, dove la guardia costiera di quel Paese li prenderà in consegna, fino a farli sbarcare a terra.


Da qui in avanti la sorte di questi sfortunati è avvolta dal più profondo mistero.
Si narra che vengano trasportati con dei camion militari in qualche oasi del deserto libico e lì lasciati alla mercè dei mercanti di schiavi che agiscono impunemente in quella zona.


Le giovani donne entreranno a far parte dell’harem di qualche riccone locale, mentre gli uomini, previa sodomizzazione , verranno tenuti in schiavitù e adibiti ai lavori agricoli sotto temperature da canicola .


Ebbene, gli italiani a seguito di questi scellerati accordi , avranno sulle loro spalle la responsabilità della sorte di tanti esseri umani mandati al massacro e ad una vita ignobile.















Per mitigare un poco questa responsabilità morale, nel 17° anniversario della morte del giudice Falcone, e della sua scorta per mano della mafia, il deputato on. XXX, del gruppo misto, ha presentato al Parlamento italiano una proposta di legge formata da un solo articolo, che così recita:
"Il governo italiano faccia accordi con il governo libico affinché la Guardia costiera di quel Paese prenda in consegna le persone condannate in Italia per reati di mafia , e le trasporti nelle oasi del deserto libico con obbligo di consegna gratuita ai mercanti di schiavi, e si mettano in atto tutti gli accorgimenti necessari per prevenire od impedire qualsiasi tentativo di fuga".


Bravo on. XXX, speriamo che ti facciano presto santo.

Questi sono i respingimenti che gli italiani vogliono.

Via i mafiosi dall’Italia, respingiamoli nel deserto libico, e facciamo in modo che, previa sodomizzazione, vengano adibiti in stato di schiavitù ai lavori agricoli per la bonifica di quelle terre desertiche.

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