Come cambia (in meglio) il mondo!!!
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5 dicembre 2011
6 novembre 2009
422) Vespa, il trans di Belusconi?
Vespa, il trans di Belusconi?
Da che mondo è mondo i segreti dell’alcova rivelano molto di più di quello che all’apparenza accade nelle vicende umane.
Le testimonianze di vita rivelate durante gli incontri intimi sono la verità vera.
E com’è che Bruno Vespa riesce sempre ad ottenere ciò che centinaia di giornalisti si sforzano invano di ricevere, e cioè le risposte alle loro domande?
Sono mesi e mesi che l’Italia intera attende 10 risposte dal premier Berlusconi, il quale se ne è sempre svicolato con vari pretesti, ed ora immancabilmente, con l’uscita del suo nuovo libro, il buon Vespone se ne viene tranquillamente fuori ad elencarle puntigliosamente in vari capitoli.
Come ha ottenuto queste risposte? Come ha potuto venire in possesso di tali confidenze?
Non c’è che una spiegazione. Evidentemente nel corso di alcune (o molte )sedute (o sdraiate )intimistiche nel suo, (nei loro) gabinetto (gabinetti).
In questo periodo in cui in Italia non si parla che di trans, vuoi vedere che il buon Vespone è diventato il trans di Berlusconi? Ha scavalcato nelle simpatie intime del cavaliere il buon Fede,il caustico Feltri, il nonsadiniente Giordano, il velenoso Belpietro e tutta una marea di Escort?
Il Vespa ha ammaliato col suo pungiglione pieno di miele e veleno il buon Cavaliere, al quale non può più neppure essere rivolta l’accusa di tradimento coniugale, in quanto la sua consorte di sua spontanea volontà lo ha abbandonato, lasciandogli il campo libero per le sue attività etero, gay o transessuali.
E il buon Vespone, con in tasca il nuovo contratto Rai da un milione e mezzo all’anno se ne è subito approfittato, zompando di prepotenza addosso al Cavaliere e strappandogli nell’intimità quello che più a lui preme, uno scoop giornalistico.
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22 aprile 2009
227) Ci sia risparmiata la sceneggiata del "Premier partigiano"!


25 aprile- Anniversario della Liberazione e Memoria della Resistenza!
25 April - Anniversary of the Liberation and Memory of the Resistance!
Berlusconi non ha mai partecipato alle commemorazioni del 25 aprile, perchè non le sentiva sue.
Libero di farlo, e opinione da rispettare.
Allora ci faccia cosa gradita: quest'anno, come per gli altri anni, si astenga in tale data dallo scendere in campo.
Il 25 aprile non ricorda agli italiani solo la Liberazione, ma anche la Resistenza, periodo reso sacro dal sacrificio della vita di migliaia e migliaia di italiani partigiani e civili.
Non sentiamo proprio il bisogno che quest'anno, con tutto quello che già ci è successo , il 25 aprile venga rovinato con la sceneggiata del "Premier" che dichiara, per calcolo elettorale, di avere sempre avuto recondite simpatie "Partigiane".Cavaliere, ci consenta: lasci perdere!
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19 aprile 2009
226) E tu, di che partito è la tua cravatta?
E tu, di che partito è la tua cravatta?
And you, of what party is it your tie?

I leghisti, in genere, per farsi riconoscere come tali, indossano un indumento di colore verde, chi la camicia, chi un foulard, chi la cravatta verde.

Gli ex comunisti, o coloro che hanno simpatie spiccatamente di sinistra, come gli on. Diliberto e Bertinotti, fanno sovente sfoggio di una cravatta rossa.

Gli appartenenti ai partiti moderatamente riformisti e socialdemocratici, come il P.D. ed i Dipietristi, sovente indossano una cravatta regimental, a righe.

Attualmente la più diffusa nel mondo politico italiano è la cravatta a pallini bianchi su sfondo blu, stile “Marinella, che deve il suo nome al fatto che Berlusconi ne abbia acquistate a centinaia dalla omonima sartoria di Napoli, per sé e per farne dono ai suoi amici e ai suoi intimi.
L’indossare quindi una cravatta stile Marinella, è diventato, per chi la indossa dimostrazione di intimità ed amicizia con Berlusconi.
Ecco allora tutti ad indossare cravatte blu con pallini bianchi, deputati e senatori facenti parte dell’entourage che bazzica attorno all’attuale presidente del Consiglio, nonché parlamentari sconosciuti e giornalisti lecchini, tutti presi dalla voglia di mostrare al popolo la propria posizione di amicizia e vicinanza al premier attuale.


Gli unici che non attribuiscono un particolare significato politico al colore della cravatta, sono Adriano Galliani e Gianfranco Fini.
Probabilmente per motivi scaramantici, forse perché il primo affare della sua vita economica, o la sua prima conquista femminile sono avvenuti con lui che indossava una cravatta gialla, il Patron del Milan e della rete di ripetitori delle telecomunicazioni fa sempre sfoggio di una cravatta gialla.
Idem per l’on. Fini, che la indossa sempre di colore rosa.
Si può stare certi che, se l’on Fini dovesse essere scelto come successore di Berlusconi, di cravatte blu con pallini bianchi stile Marinella non sentiremmo più parlare per un pezzo, ma ci troveremmo di fronte a un gran numero di uomini politici con una cravatta di colore rosa.


And you, of what party is it your tie?

I leghisti, in genere, per farsi riconoscere come tali, indossano un indumento di colore verde, chi la camicia, chi un foulard, chi la cravatta verde.

Gli ex comunisti, o coloro che hanno simpatie spiccatamente di sinistra, come gli on. Diliberto e Bertinotti, fanno sovente sfoggio di una cravatta rossa.
Gli appartenenti ai partiti moderatamente riformisti e socialdemocratici, come il P.D. ed i Dipietristi, sovente indossano una cravatta regimental, a righe.

Attualmente la più diffusa nel mondo politico italiano è la cravatta a pallini bianchi su sfondo blu, stile “Marinella, che deve il suo nome al fatto che Berlusconi ne abbia acquistate a centinaia dalla omonima sartoria di Napoli, per sé e per farne dono ai suoi amici e ai suoi intimi.
L’indossare quindi una cravatta stile Marinella, è diventato, per chi la indossa dimostrazione di intimità ed amicizia con Berlusconi.
Ecco allora tutti ad indossare cravatte blu con pallini bianchi, deputati e senatori facenti parte dell’entourage che bazzica attorno all’attuale presidente del Consiglio, nonché parlamentari sconosciuti e giornalisti lecchini, tutti presi dalla voglia di mostrare al popolo la propria posizione di amicizia e vicinanza al premier attuale.

Gli unici che non attribuiscono un particolare significato politico al colore della cravatta, sono Adriano Galliani e Gianfranco Fini.
Probabilmente per motivi scaramantici, forse perché il primo affare della sua vita economica, o la sua prima conquista femminile sono avvenuti con lui che indossava una cravatta gialla, il Patron del Milan e della rete di ripetitori delle telecomunicazioni fa sempre sfoggio di una cravatta gialla.
Idem per l’on. Fini, che la indossa sempre di colore rosa.
Si può stare certi che, se l’on Fini dovesse essere scelto come successore di Berlusconi, di cravatte blu con pallini bianchi stile Marinella non sentiremmo più parlare per un pezzo, ma ci troveremmo di fronte a un gran numero di uomini politici con una cravatta di colore rosa.
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