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18 luglio 2014

64.4) C'è Renzi dietro l'assoluzione di Berlusconi.

Berlusconi assolto per merito di Renzi.




E’ finita!
 E’ finita finalmente la vicenda di Berlusconi e Ruby, della Minetti e della telefonata in questura a Milano, 
 Tutti assolti.
 I sette anni di carcere del primo processo , spariti nel nulla.
 Il fatto non sussiste.
 Non c’è stata mai prostituzione minorile, non c’è stato mai alcun tentativo di imporre la propria volontà di Presidente del Consiglio su quei i poveri cristi di funzionari della questura di Milano.
Ruby non è mai stata con Berlusconi e Berlusconi non è mai stato con Ruby.
I due  si sono sempre visti da lontano, forse si sono reciprocamente fatti gli occhiolini dolci  ma questo non è reato.
 Capovolgimento totale di tutta la faccenda, se pure è mai esistita una qualche faccenda.
 Addirittura applausi di Berlusconi ai magistrati: mai visto giudici così bravi e intelligenti e soprattutto così giusti.
Ah! che bella sentenza!

 Ma come è stato possibile tutto ciò?

 Semplice: al governo in questo momento c’ è Renzi e per fare le riforme che egli ha in mente , c’è bisogno dell’ aiuto, della collaborazione, e dell’appoggio di Forza Italia, tanto più che i grillini un giorno sono sul melo e un altro sul pero, una volta ti dicono si e l’altra no, e non sono perciò ancora affidabili.

I giudici sono insindacabili  e incorruttibili per definizione e quindi  non si sono certamente lasciati suggerire la sentenza da chicchessia, ma essendo essi stessi cittadini di questo Paese in rovina e in sfacelo, probabilmente non hanno voluto infierire con una sentenza di condanna sul destino infame di questa nostra Nazione e hanno con lungimiranza additato alla società civile e politica una soluzione di pacificazione nazionale.


 Berlusconi ne è stato il principale beneficiario, ma anche Renzi e il suo governo potranno ora godere di un periodo di tranquillità che forse potrà andare anche a beneficio di tutti noi cittadini normali che facciamo una vita normale.


 Se effettivamente le cose sono andate così, allora anche noi uniamoci a brindare con Berlusconi alla lungimiranza,  alla  bravura e alla finalmente giusta giustizia dei giudici meneghini.



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17 luglio 2014

63.4) La Mogherini, chi???

La Mogherini, chi???



Che pretese che ha Renzi!

Vuole imporre  la sua pupilla Mogherini a Ministro degli esteri della Unione Europea. anche contro  la volontà  degli altri Paesi membri.
Su 28 Nazioni ,  la nostra attuale ministra degli esteri, in carica da ben  4 o 5 mesi,  è conosciuta solo da Renzi e si può addirittura  arrivare a dire che neppure gli italiani  sanno di averla al governo.

Ma che curriculum può mostrare  questa  nostra candidata italiana?
Nessuno, se non che probabilmente è stata compagna di studi universitari di Renzi, e questo  sembra  ben poco  agli occhi dei rappresentanti delle 28 nazioni della Comunità Europea,  per ambire al titolo di  Ministro degli esteri dell'Unione.
Sarebbe come se ciascuno di noi,  una volta che  sia riuscito  a diventare Presidente del Consiglio,  si portasse al governo  i suoi vecchi compagni della 5° C del Vittorio Emanuele II della città  dove ha fatto gli studi.
E magari  sono probabilmente anche  anche brave persone, e  forse potrebbero    diventare  dei competenti ministri, ma  agli occhi degli altri Paesi europei non sono nessuno.

Perchè non hanno esperienza.

La Mogherini in questi giorni ha tentato di porsi come mediatrice nel conflitto in Palestina tra Hamas e Israele, a quanto pare con scarsissimi risultati, se è vero come è vero che   la tregua o le tregue che si  sussseguono, non durano più di qualche mezza giornata o di qualche ora.

E' inutile a questo punto   prendersela con i Paesi europei dell'Unione e fare gli offesi e dire che non capiscono niente.


 Se proprio si voleva avere un ministro degli Esteri   europeo proveniente  dall'Italia, a loro andava proposto  un nome come quello di   Massimo D'Alema o di  Enrico Letta o  di Emma Bonino, cioè persone già ben conosciute e allora si che le probabilità sarebbero state maggiori.


Il bello è che risulta che glielo abbiano  anche detto al Renzi di  puntare su uno di questi  nomi ma lui, chissà perché si è intestardito sul nome della sua pupilla ottenendo così un netto rifiuto.


Che il  40% dei voti che ha preso alle elezioni europee gli abbia dato alla testa?

Speriamo di no,  perché noi italiani vogliamo, almeno per una volta, essere finalmente  governati da persone responsabili che sanno quello che fanno  e  vanno avanti per la loro  strada,  già di per sè  stretta e  piena di difficoltà, senza   inciampare in  ostacoli  da sè stessi creati, e senza indulgere in  personalismi o  favoritismi. 





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25 giugno 2014

59.4) Tutta colpa di Grillo!

Tutta colpa di Grillo!




Se Grillo si fosse da subito alleato col PD di Letta e Renzi, invece di tenere i suoi parlamentari in freezer a far niente,  adesso  non saremmo qui a parlare di una legge che abolisce/non abolisce il Senato e di una proposta di legge elettorale  se possibile peggiore del Porcellum.

E forse forse,( ma guarda un pò cosa mi vien da dire) l’Italia non sarebbe uscita dai Mondiali e Prandelli sarebbe ancora l’allenatore della nazionale  (mentre di Abete e delle sue  100 volte annunciate  dimissioni non ce ne frega niente).

Ah! Grillo, Grillo,  quanto male ci hai fatto!

Ma adesso pentiti, e  tu e Renzi insieme,  riprenderemo il cammino  verso una felice libertà svincolata da Alfano  Casini e Berlusconi.



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14 giugno 2014

55.4) Se vuoi offendere qualcuno, chiamalo col tuo nome!

handicap

Quando vuoi offendere qualcuno, chiamalo col tuo nome!




Un senatore  che è appena stato esautorato da una commissione parlamentare perché svolgeva l’incarico  con     criteri  personalistici invece  di seguire le direttive del partito, ha  detto che il  presidente Renzi, cioè colui che  l’ha defenestrato, è un personaggio  autoritario e autistico.

Forse sull’autoritario ha ragione, ma sull’altro aggettivo invece no,  perché se se  si volevano  trovare parole che iniziassero  con il suffisso  “auto”,  invece che autistico  avrebbe potuto dire  “automobilistico,  autonomistico,  autostoppista, autolesionista,  autoadesivo, autobiografico, autoaccessorio, autoarticolato etc. etc.”, che sarebbe stato lo stesso,  tanto  è sballato    e stupido   l’accostamento  tra i due aggettivi usati.

Perché di tutto Renzi può essere accusato, cioè di essere  antipatico,    di essere superbo, di parlare troppo, di fare promesse a vanvera,  di apparire  troppo in tv, etc, etc. , ma di essere  autistico proprio no,  e chi lo accusa di questo  lo fa solo perché  si crede di essere un  intellettuale snob  (cioè di quelli che parlano  solo perché hanno la bocca).

Che vuol dire infatti “ autistico”?

L'autismo è il peggiore degli handicap, perché pur accompagnandosi ad un aspetto fisico normale è un handicap grave che coinvolge diverse funzioni cerebrali e perdura per tutta la vita. 

Inoltre le persone autistiche possono presentare problemi di comportamento.
L'autismo è talvolta associato a disturbi neurologici aspecifici, come l'epilessia, o specifici, come la sclerosi tuberosa, la sindrome di Rett o la sindrome di Down.

Le persone  autistiche  spesso non rispondono al loro nome, evitano lo sguardo e appaiono inconsapevoli dei sentimenti altrui e della realtà che li circonda.
 Hanno  difficoltà a stare con gli altri , hanno problemi visivi o di sordità,  difficoltà di apprendimento, incoscienza per i pericoli reali, riluttanza al cambiamento, mancanza del sorriso e della mimica .

Hanno inoltre una grande iperattività fisica, ed è di  questo  forse che il senatore   intellettuale da strapazzo che ha usato quell'aggettivo , accusa Renzi ed è come se gli avesse voluto dire di starsene un po’ più tranquillo, e di non badare proprio a tutto, anche ai minimi particolari  e perciò anche ai personaggi minimi e poco importanti come lui che nella Commissione del Senato  se ne stava facendo gli affari propri portando avanti  degli interventi personalistici  in contrasto con le direttive partitiche.  

Però  usare un aggettivo di malattia per offendere   una persona,  non è indice di grande intelligenza da parte di chi lo usa, perché  è offensivo per  quelle povere persone che senza  loro colpa  stanno portando sulla pelle propria  e dei loro familiari le stimmate  di una disabilità e di un handicap  devastanti.

Quindi, d’ora in avanti,  quando  tu vuoi offendere qualcuno, chiamalo  semplicemente con il tuo nome e puoi star certo  che è come se  tu stessi caricando sulle spalle del malcapitato tuo nemico le peggiori  caratteristiche che un essere umano possa avere, ma soprattutto lascia stare i malati che hanno già  le loro tribolazioni.
Non usare i nomi delle malattie come se fossero delle offese, usa piuttosto il tuo nome e cognome quando vuoi configurare i più grossi vizi che si possano immaginare, che è meglio.



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13 giugno 2014

54.4) Povero Corradino Mineo, Renzi ti ha fatto la bua, quanto devi soffrire!

Povero Corradino  Mineo, ti hanno fatto la bua, quanto devi soffrire!




Il  Mineo faceva parte  fino a ieri della Commissione Affari Costituzionali del Senato, ma  il governo lo ha allontanato dal suo incarico perché  portava avanti delle sue idee personali invece di quelle decise dalla maggioranza del partito.

Dice  l'art. 72. Della costituzione che ogni disegno di legge, presentato ad una Camera   venga esaminato da una commissione e successivamente dalla Camera stessa, che lo deve approvare  articolo per articolo e con votazione finale.

Le Commissioni Parlamentari sono perciò  organi collegiali ristretti che rispecchiano le proporzioni numeriche dei gruppi parlamentari, e  si possono immaginare, dunque, come piccole assemblee che riproducono “in scala” la Camera e il Senato.

Ogni commissione è molto importante per il buon funzionamento del Parlamento, perché  di solito  è specializzata su un ristretto insieme di argomenti, su cui (almeno in teoria) ha maggiori possibilità di analisi e intervento rispetto all’ insieme di  tutti i parlamentari raccolti indistintamente in aula.
 La commissione analizza gli articoli dei disegni di legge, propone e vota modifiche, integrazioni e soluzioni per migliorarli prima del loro passaggio in aula.

La linea che nella pratica stanno seguendo i partiti maggiori è  in sostanza  quella di  non procedere  alla costituzione delle Commissioni fino a quando non ci sia un governo, così da individuare in Parlamento la maggioranza che lo sostiene e muoversi di conseguenza. 
Agendo in questo modo le presidenze delle varie commissioni possono  essere “calibrate” sulla composizione numerica  della maggioranza e delle opposizioni,  consentendo a tutti i partiti di essere rappresentati.

L’allontanamento di Corradino Mineo dalla Commissione Affari costituzionali del Senato che si sta occupando delle riforme,  è dovuto al fatto che  il  Mineo, ex direttore di Rai News 24, da tempo manifestava la sua contrarietà sia  al cosiddetto Italicum, la nuova legge elettorale il cui impianto era stato concordato fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, sia alla riforma del Senato.

Il suo voto nella commissione Affari Costituzionali poteva essere decisivo e questo ha influito sul suo allontanamento,  in quanto in quella commissione c’è un solo voto di scarto tra maggioranza e opposizione, e una critica radicale come la sua poneva l' alternativa tra il fare e il non fare le riforme.

Questa mossa  del governo  non è piaciuta a quella parte del Pd che fa capo alla minoranza di Pippo Civati che parla di «epurazione delle idee non ortodosse e non allineate con quelle del Capo», e perciò  tredici senatori  dissidenti si sono autosospesi  dal partito e chiedono «chiarimenti».

 La presa di posizione dei 13  crea un bel problema per  il Pd, e non potrà essere ignorata da Renzi e dal gruppo dirigente del partito, anche perché da un punto di vista numerico la situazione rischia di complicarsi.  
Infatti la maggioranza governativa  al Senato è di 161 (il plenum è composto dai 315 membri più cinque senatori a vita); lo scorso 25 febbraio;il governo Renzi ottenne la fiducia con 169 «sì». Qualora i 13 «ribelli» decidessero di mettersi di traverso , il premier avrebbe la certezza di soli 156 voti, cinque in meno della soglia di maggioranza.
Purtroppo molti parlamentari  che si rispecchiano tra le minoranze nel Pd, non hanno ancora capito che, stando al governo, il partito è il luogo di confronto delle idee,  ma lì, dopo il confronto, devono necessariamente  essere  assunte delle decisioni
nell'interesse del Paese e perciò  nelle aule parlamentari ci si deve sforzare di esprimere una posizione unica, quella della maggioranza del partito,  che ha deciso la linea.


Il  Mineo  stesso  adesso dice che  è tutto un equivoco perché: “ Non ho mai posto un veto - ha precisato -, io voglio una nuova  legge elettorale  e la riforma  del Senato quanto Renzi.
Solo che le vorrei migliorare un po’. È assurdo quindi  che mi si accusi  e mi si sostituisca."

Sta però il  fatto che tra di noi, nel nostro gruppo di discussione al bar  in attesa della partita dei Mondiali,   ci  sembra che la sostituzione del Mineo non sia stata  altro che la conseguenza logica e ineccepibile  del suo modo dissidente  di partecipare  alla commisione Affari Costituzionali del Senato, dove egli praticamente  contrastava, avversava  e criticava   la posizione del partito che egli stesso rappresentava  in quella commissione.


Assodato che non si può sempre tenere il piede in due scarpe, se  le idee del Pd al Mineo stanno strette,  bene, che  si dimetta  dal partito o che  almeno  non lo rappresenti   in Commissione.
 Faccia le sue critiche nelle riunioni della Direzione del partito, e poi, una volta che questo abbia assunto una decisione a maggioranza,   quella decisione   venga  da lui per primo come da  da tutti gli altri   rispettata e portata avanti.



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10 giugno 2014

51.4) Su e giù dal carro del vincitore.

Su e giù dal carro del vincitore.


Dopo la vittoria alle europee, tutti a lodare Renzi, tutti a cercare di salire sul carro del vincitore.
Poi ieri,  dopo i ballottaggi, tutti a dar la colpa a Renzi, a dire che il suo ciclo è finito, qualcuno vuol già scendere dal suo carro.
Non si rendono conto che con  la sconfitta di Livorno Renzi c’entra come i cavoli a merenda,  essendo essa  frutto degli scandali del Mose, dell’Expo etc. in cui sono coinvolti anche esponenti del PD.

Inoltre, nel caso di Livorno, la vittoria quasi certa del candidato Pd, visti i risultati di due domeniche prima, ha convinto molti a disertare il seggio elettorale in favore di una gita fuori-porta al mare.
Comunque, per qualche città persa come Livorno e Perugia,   altre il PD ne ha conquistate, come ad esempio  Pescara, Pavia, Cremona, Bergamo, Verbania e Biella.

Il caso inverso  a quello di Renzi  è capitato invece a Grillo.
Dopo essere stato pesantemente insultato, visti i risultati delle europee, da molti che lo consideravano ormai in via di estinzione con un fuggi fuggi  generale dal Movimento   5 Stelle, oggi che un suo candidato  ha vinto a Livorno, sono tutti lì a riabilitarlo e a  tesserne le lodi  di chiaroveggenza politica.

Aveva proprio ragione quello statista che  ammoniva che lo sport preferito dagli italiani non è il calcio, bensì l'agilità  nel salire sul carro del vincitore appena le cose si mettono  bene, e quella di scenderne altrettanto velocemente non appena su quel carro  inizia  a  tirare aria di burrasca. 



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28 ottobre 2013

80.3) Elogio del sistema proporzionale.

Elogio del sistema proporzionale.



Poiché Renzi dice “ mai più il proporzionale”a noi invece viene spontaneo   dire  “sempre e solo il proporzionale.”
Perché col proporzionale   tanti voti hai ricevuto e tanti  parlamentari  hai.

Col maggioritario basta che tu abbia avuto un solo voto in più degli altri partiti  e ottieni un numero spropositato di deputati e senatori.

Il proporzionale  è meglio perché rispetta la volontà degli elettori.
Il maggioritario no,  il maggioritario non è giusto.

 Se gli elettori avessero voluto darti la maggioranza   ti avrebbero dato più voti.
Se non lo hanno fatto è perché  il popolo, nella sua infinita saggezza, ha ritenuto    che  tu non  meriti di governare da solo, ma che per governare tu ti debba alleare con altri partiti.

Fare una legge che assegni  un cospicuo premio di maggioranza a chi ottiene anche un solo voto in più degli altri, è un abuso  che   stravolge la volontà degli elettori e dà dei meriti a chi non ne ha ricevuti.

Negli anni cinquanta   un tal progetto di legge fu chiamato “Legge truffa”.

Per i fautori del maggioritario in teoria questo sistema    dovrebbe garantire maggior governabilità, e una  maggior durata dei governi nel tempo, ma se prendiamo in considerazione gli ultimi anni  ci accorgiamo che in pratica non è  stato così.
  I governi risultanti da elezioni  col premio di maggioranza sono durati   tal e quale come i governi  basati sulla legge proporzionale.
Forse che  sono stati  stati meno litigiosi? No, tutt'altro.

E allora perché questo accanimento nel volere a tutti i costi  imporre il sistema maggioritario?
Ma perché è più comodo   avere un numero spropositato di   parlamentari rispetto  ai voti ottenuti perché così puoi fare le leggi  che vuoi , non fa niente se stupide o cattive o ingiuste o "ad personam"  perché tanto   l’opposizione non ha i numeri per bocciartele.

Il proporzionale invece, ti obbliga a confrontarti con  gli altri partiti, a mediare tra i tuoi e i loro programmi,  a discutere, forse anche a perdere del tempo , ma in compenso poi le leggi così  elaborate, proprio perché   contemplano   punti di vista diversi saranno  abbastanza  giuste e comunque non   faranno  prevalere   il punto di vista  di  pochi prepotenti contro  i desideri della massa  popolare.

E allora diciamoglielo a Renzi:  guarda che  sbagli  a non volere  più il proporzionale,  lascia che a volere il maggioritario siano  quei ducetti che devono   portare avanti i loro inconfessabili  interessi privati  e proprio per questo non ne vogliono sapere di confrontarsi con gli altri.

 Chi ha intenzioni  e programmi seri e onesti non deve aver paura di  portare avanti le proprie idee, e di sottoporle eventualmente al vaglio degli elettori, senza  ricorrere a  scorciatoie di premi di maggioranza  spropositati   o  di leggi truffa .


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