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12 febbraio 2013

10.3) Che cosa ci sta dietro le dimissioni del Papa?

Che cosa ci sta dietro le dimissioni del Papa? 



Con il nostro gruppo di amici al bar ci siamo ritrovati a parlare delle dimissioni del Papa. 
-Adesso perfino il Papa non vuole più fare il Papa-, comincia uno. - 
Ma no, - ma non vedi che è tutta una manovra della cricca dei cardinali che lo hanno sempre avuto in antipatia?- fa un altro. 
La verità è che c’è tutto un complotto : prima la pedofilia dei preti, e gli scandali della Banca vaticana e della Compagnia delle Opere, poi il corvo che fotocopia documenti riservati del Papa, e prima ancora la massoneria, con la vicenda della povera ragazza Orlandi che si dice fosse la figlia di un alto prelato, etc. etc. 

Ci sono da sempre trame oscure in Vaticano e siccome questo Papa voleva fare pulizia senza riguardo per nessuno, così hanno deciso di farlo dimettere obbligandolo a ritirarsi in un convento di clausura all’interno del Vaticano, che guarda caso già da alcuni mesi era stato svuotato delle monache che lo occupavano ed era in fase di restauro per ricavarne appartamenti per l’ ex Papa. 
E via di questo passo. 
Ognuno di noi ha la sua teoria , anzi la sua verità vera su questa vicenda.

In realtà nessuno di noi sa niente, ed allora appena fà il suo ingresso nel bar dell’oratorio il nostro amico Frate Antonio da Bergamo, gli saltiamo tutti addosso con le nostre domande, perché essendo un prete, siamo convinti che egli debba essere al corrente di tutto ciò che accade in Vaticano.
 Il nostro povero amico si smarca e con modestia ci fa sapere il suo parere sull’argonento: 
- Ma quale complotto e quale massoneria del menga- ci dice. 
 La verità è molto più semplice. 
Questo papa ha ormai 86 anni e tra qualche settimana lo aspettano al varco le cerimonie e le celebrazioni della settimana santa e della Pasqua, con ritiri spirituali,  con discorsi,  vie Crucis, messe solenni diurne e notturne, veglie di preghiera e chi più ne ha più ne metta.
 Ma non potete considerare, voi miscredenti che brontolate se una messa dura più di mezz’ora o uscite di chiesa per fumarvi una sigaretta se una predica più di cinque minuti, che una persona di 86 anni possa trovare fisicamente insopportabili  tutte queste lunghissime cerimonie e, magari oberato da problemi alla prostata o da qualche disturbo intestinale possa non farcela più a reggere e a mostrarsi sempre disinvolto e su di giri? 

Voi che se doveste fare un viaggio di 12 ore in aereo per recarvi in Brasile , poi non vi basterebbe una giornata di sonno per ritemprarvi le forze, non riuscite proprio a considerare che Il Papa invece, appena giunto all’aeroporto non ha un momento di relax, tra strette di mano ad autorità e personaggi sconosciuti, bagni di folla ai lati della strada da salutare e cerimonie religiose lunghissime  e discorsi e prediche senza interruzione di sorta,  e poi pranzi e interviste televisive, sempre sorridente e disponibile, anche se il suo desiderio sarebbe quello di schiacciare un pisolino o recarsi in bagno per un bisognino urgente? 
Cosa credete, che sia una bella vita quella del Papa?
 Certo, non morirà di fame ma se uno vuole fare il Papa come si conviene è una vita stressante.
 E a 86 anni il fisico forse non ce la fa più.-

 -Ma se  il papa di prima, il buon Wojtyla, invece non aveva remore nel farsi vedere malato e bisognoso di cure !
Perché questo invece vuole smettere di fare il Papa e se ne vuole andare?

- Vedi caro, grazie e a Dio noi non siamo fatti tutti allo stesso modo. 
C’è chi tollera di farsi compatire, perché dice che la malattia è uno stato normale della vita, ma c’è pure quello che gli dà fastidio essere compatito e un tedesco che ha sempre avuto il culto dell’efficienza fisica, evidentemente non sopporta di essere visto piagnucoloso e pieno di disturbi fisici e magari col passare degli anni anche mentali. 

Vedi, la mia stessa santa mamma, che aveva dedicato la sua vita a curare gli altri, quando da anziana ha avuto lei stessa  bisogno di cure e di assistenza continua, se ne vergognava e si è lasciata vincere dallo sconforto  e in poco tempo se n’è andata, mentre una zia, sua sorella, invece diceva senza alcuna vergogna:   - “Ai miei figli gli ho pulito il sedere fino alla maggiore età, e adesso è giusto che siano loro a pulire  me ”. 

Ognuno di noi è fatto a suo modo ed evidentemente questo Papa, a differenza dell’altro, non sopporta l’idea di essere piagnucolato e compatito, e quindi ha preferito ritirarsi e andarsene, diciamo così, in pensione.

E poi è stato coerente: Lui aveva fatto approvare la legge che un vescovo a 75 anni si deve dimettere  e Lui, che è ufficialmente il vescovo di Roma anche se con qualche anno in più doveva dare l'esempio.-

 Beh! dobbiamo dire che tutti noi del gruppo del bar abbiamo trovato più convincenti le parole di Frate Antonio rispetto a quelle vaghe e complottistiche che prima avevamo considerato come verità.
 E’ proprio vero. quando non si sanno le cose ci si immagina chissà che cosa, ed invece la realtà è molto più semplice anche se e alle volte meno prosaica.


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31 maggio 2012

60.2) Ma si può?


Ma si può?



Se io critico lo Stato della Siria per la sua politica dittatoriale, nessuno mai si sognerà di dirmi che io sono anti musulmano.

Se invece critico la politica dello Stato di Israele, subito sarò qualificato come anti ebreo e nazista.

Se critico le ricchezze dello Stato del Vaticano, io verrò indicato come peccatore incallito e anti cristiano.

Ma si può?

La soluzione sta forse nel non criticare mai nessuno e vivere così in pace?

Ma si può abdicare alle proprie idee perchè qualcuno fa sempre l'offeso?

No, non si può.




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7 dicembre 2011

191.1) Alcuni errori del governo Monti, ma c’è anche un evviva

Alcuni errori del governo Monti, ma c’è anche un evviva


1°) errore- Che errore esentare il Vaticano dalla nuova Imu ( ex Ici) !!!
Il governo Monti è per sua definizione e per la sua composizione un governo tecnico e quindi deve portare avanti dei principi generali, cioè validi per tutti e in ogni situazione.
Tassare le case e le proprietà immobiliari è uno di questi , e quindi chi le possiede in linea di principio, deve essere tassato.
Il Vaticano dice che i suoi immobili hanno un uso sociale (e questo è anche vero per molti di essi), ma qui si sta tassando la proprietà e non l’uso che ne viene fatto.
Allora, se proprio vogliamo trovare delle scuse per essere esentati dal pagamento della tassa, potremmo anche dire che chi sta pagando il mutuo della casa, fintanto che non ha finito di pagare le rate, non è il vero proprietario dell’immobile (che rimane la banca che ha concesso il mutuo e che nel  caso peggiore farà pignorare  l'immobile).Ma si fa finta di niente e conviene di più tassare quello che non è ancora proprietario.
Saranno poi nuovi governi, quelli successivi a questo che ha stabilito i principi generali, a considerare e stabilire  caso per caso, le eccezioni per motivi politici e di convenienza  sociale o per non scontentare il proprio elettorato di riferimento.
2°) errore - Un governo che tassa, piangendo, chi percepisce una pensione attorno ai mille euro netti al mese, e poi non sospende o non  annulla  le spese preventivate per  l’acquisto di numerosi e costosissimi aerei , elicotteri e corazzate militari, non è credibile proprio nel principio di equità sociale cui dice di ispirarsi.
Con il ricavato di tali doverosi risparmi su spese militari perfettamente inutili, essendosi dichiarata l’Italia una Nazione che ripudia la guerra, si sarebbero potute esentare dalle tasse probabilmente le pensioni fino a duemila euro netti al mese,  evitando così non solo le lacrime alla ministro Fornero, ma pure quelle dei pensionati più miseri. 
3°) errore - Il governo precedente aveva fatto rientrare i capitali dall’estero da parte dei grandi evasori, multandoli solo per il 5% e garantendo loro una sorta di mancata tassazione futura.
Ora il governo Monti, ritenendo iniqua tale promessa, ha approvato un aggravio di tassa dell’ 1, 5% portando così la tassazione totale sui capitali rientrati al 6, 50%.
La tassazione rimane comunque iniqua se si valuta che i cittadini normali per ogni acquisto o spesa che fanno, vengono tassati con l’Iva di almeno il 20%.
Siccome il governo parla di equità come principio ispiratore del suo agire, avrebbe dovuto, a questi capitali rientrati,   apportare un aggravio di tassa del 15%, uniformando il prelievo totale  almeno all’Iva .
I soldi maggiormente introitati avrebbero potuto trovare destinazioni ben più degne che rimanere nel portafoglio dei ricchi evasori .
Certamente costoro avrebbero intentato cause milionarie e dall’esito incerto allo Stato , ma un governo di tecnici, svincolato dagli interessi della politica , avrebbe dovuto comunque stabilire il principio valido una volta per tutte che le tasse o si pagano o si va in galera. 
4°) errore - IL governo dice che dal settembre 2012 potrebbe aumentare l’Iva di almeno due punti, portandola dall’attuale 21 al 23%.
Questo, per i tempi di stagnazione dei consumi che stiamo vivendo,  è sicuramente un grave errore in quanto la gente verrà indotta a spendere sempre di meno, trovando sempre più caro il prezzo dei prodotti, ed è un errore che i nostri tecnici al governo, tutti  emeriti professori , non avrebbero dovuto compiere.
Di aumentare l’Iva sarebbe stato capace perfino il governo Berlusconi- Lega , e difatti  negli ultimi tempi lo aveva  già parzialmente fatto.
Da degli studiosi di economia ci si aspettava qualcosa di meglio o qualche provvedimento un pò più più intelligente.

-Un evviva invece al governo  per la promessa di istituire il reato penale per coloro che dal 1 gennaio 2012 evaderanno le tasse, a patto però di trovare pene alternative al carcere perché qui si rischia di mandare in galera metà della popolazione italiana e le carceri, ahimè, sono già strapiene.


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25 marzo 2011

55.1) Il nucleare dei vescovi.

L’Energia del futuro
Il nucleare dei vescovi.
Mi è capitato in mano in questi giorni un opuscolo stampato nel dicembnre 2010. (...solo  tre mesi fa) edito da Enel e Soc. Sviluppo Nucleare Italia e intitolato "Energia per il futuro", che decanta le proprietà miracolistiche dell’energia nucleare, e riporta all’interno delle sue paginette i pareri entusiastici del Vaticano e dello stesso Benedetto XVI.

A pag. 3 si legge questa stupefacente dichiarazione del Cardinale Renato Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della pace:

“Assicurata la sicurezza degli impianti e dei depositi,
regolati in maniera severa la produzione, la distribuzione e il commercio di energia nucleare,
mi sembra vi siano in Italia i presupposti per una politica energetica “integrata”,
che contempli, quindi,
accanto a forme di energia pulita,
anche il nucleare”.

Di fronte a siffatte dichiarazioni, come si suol dire. la domanda sorge spontanea:
"Ma perché i preti non si limitano a parlare di Dio e del Vangelo?"

Adesso, a quanto pare, ne abbiamo anche uno esperto in energia nucleare.

Se questo cardinale, quando parla del Vangelo lo fa in modo così supponente , generico e inappropriato, c’è da farsi venire dei dubbi sulla religione che ci viene inculcata.

Anche per questo esimio Prelato vale la regola aurea:
“Parla di ciò che sai e taci dell’altro.”
Ed anche
“ un buon tacer non fu mai scritto”

Il silenzio, ah! il silenzio ogni tanto, ci aiuterebbe a disperdere le parole di fumo che aleggiano davanti ai nostri occhi dettate da un sapere superbietto  di cui non abbiamo proprio bisogno.

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    20 dicembre 2009

    450) Ma che pretese che ha la Chiesa cattolica. Vuole fare santo Pio XII senza chiedere il permesso agli ebrei! Questa è prepotenza pura.

    Ma che pretese che ha la Chiesa cattolica. Vuole fare santo Pio XII senza chiedere il permesso agli ebrei! Questa è prepotenza pura.


    In questi giorni le gerarchie della Chiesa cattolica hanno fatto sapere che è a buon punto il processo di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II ( Papa Wojtyla) e quello di Pio XII ( Papa Eugenio Pacelli).
    Apriti cielo!
    Il governo israeliano ha vivacemente protestato con quello del Vaticano perché sulla beatificazione di Pio XII gli ebrei avrebbero molte cose da dire , molte critiche da esternare, e quindi questa beatificazione non s’ha da fare.
    Gli israeliani contestano il fatto che Papa Pacelli nel suo pontificato sia dia dato da fare solo per salvare migliaia di ebrei italiani aprendo loro le porte del Vaticano affinchè sfuggissero alla persecuzione degli alleati fascisto- tedeschi che li volevano deportare nei campi di concentramento germanici.

    Egli è ai loro occhi colpevole di non averli salvati tutti, gli ebrei del mondo, come avrebbe dovuto fare un buon Papa che ha adesso anche la pretesa di diventare santo.

    Questo mite uomo investito del governo della Chiesa cattolica nei momenti più bui dell’umanità dell’epoca moderna, avrebbe dovuto, agli occhi degli attuali governanti israeliani, e dei rabbini ebrei prendere una pistola e andare di persona in Germania ad ammazzare con le proprie mani Hitler, per far terminare le angherie e le persecuzioni contro gli ebrei.

    Così non ha fatto, ha scelto un’altra strada per opporsi al nazifascismo, una strada fatta di ammonizioni verbali e di scomuniche contro i prepotenti e i guerrafondai, non ha fatto quello che gli israeliani oggi vorrebbero che avesse fatto, e allora non deve diventare un santo.
    Per dirla con l'odiata terminologia tedesca:“santificazione kaputt!”

    Questo ha sentenziato il governo di Israele, e si ricordi bene la Chiesa cattolica, che d’ora innanzi, ogni minima decisione, sia liturgica che pastorale o politica che essa volesse intraprendere dovrà passare prima sotto il vaglio delle autorità israeliane, che altrimenti si potrebbero incazzare.

    E siccome un eventuale incazzatura di Israele, che possiede con il consenso del mondo, la bomba atomica,e un attrezzato e super tecnologico esercito sempre in stato di allerta, può essere deleteria per il mondo e per il Vaticano stesso, è bene si sappia che è meglio non far innervosire gli israeliani con pretese di beatificazioni e di santificazioni non da loro autorizzate, perché poi l’eventuale inizio di uno stato di belligeranza non dovrà essere imputato ad Israele, bensì alla testardaggine di chi lo ha fatto incazzare con queste pretese.

    Il Vaticano e il mondo si ricordino che un ebreo incazzato ha molte e secolari ingiustizie da ripianare e milioni di morti da vendicare, e si ricordino anche che il perdono non fa parte della religione ebraica!

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    11 ottobre 2008

    52) Troppo comodo oggi parlar male di Pio XII










    Troppo comodo oggi parlar male di Pio XII








    I soliti intellettualoidi ebrei che si credono i figli prediletti di Dio, ma che predicano e seminano odio verso tutto e verso tutti quelli che non riconoscono loro questo diritto di primogenitura, hanno ripreso in questi giorni una campagna denigratoria verso il Papa Pio XII°.
    Lo si accusa, oggi, di non aver protetto abbastanza gli ebrei nel corso del suo pontificato, che si svolse in un’epoca tra due guerre mondiali, caratterizzata dai totalitarismi fascista, nazista, e comunista, che egli condannò con alcune encicliche.
    Alla morte di Pio XII le persone che condivisero quegli avvenimenti e quegli anni terribili, manifestarono riconoscenza a questo Papa che si era impegnato a salvare non solo gli ebrei, ma tutti i perseguitati senza alcuna distinzione di religione, etnia, nazionalità o appartenenza politica, mettendo a loro disposizione il territorio del Vaticano per ospitare più profughi possibile.
    Elogi e ringraziamenti per l’opera svolta a favore in particolar modo degli ebrei furono manifestati inoltre dal rabbino capo di Roma, e dal rabbino capo di Israele.
    Il futuro premier di Israele, Golda Meir, scrisse che “ durante il terrore, la deportazione e il martirio nazista che ha colpito il nostro popolo, la voce del Pontefice si levò alta a favore delle vittime.”


    E oggi, invece, questi pseudo intellettuali che non hanno vissuto quegli avvenimenti, ma che hanno solo scartabellato su alcuni documenti, dimenticano tutto questo e accusano il Papa di non aver fatto abbastanza per gli ebrei.
    E che poteva fare di più, se non protestare a voce alta, attraverso le encicliche o i radiomessaggi trasmessi addirittura in lingua tedesca affinché venissero direttamente compresi dalla popolazione germanica?
    Non poteva certo contrastare o fermare la potenza di Hitler e di Mussolini con le truppe vaticane.

    Certo che voi ebrei avete un modo tutto vostro per rendervi antipatici.
    Prendetene atto.

  • leggi anche il post 20) che palle gli ebrei




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    8 ottobre 2008

    48) I soldi e il Vaticano





    I soldi e il Vaticano

    Il Papa ci ammonisce che i soldi prima o poi svaniscono, che la ricchezza è effimera, ed è portatrice di infelicità e disperazione, come è dimostrato in questi giorni di crisi economica universale.
    I soldi non devono contare più di tanto nella nostra vita, perché prima o poi svaniscono, le borse crollano, le azioni e i titoli diventano carta straccia.
    I valori fondamentali della vita sono infatti quelli spirituali: la giustizia, l’amore verso il prossimo, la carità intesa non come elemosina ma come aiuto concreto agli altri in necessità.

    Questa doverosa presa di posizione a favore dei valori spirituali, è certamente una scelta coraggiosa da parte della massima Autorità Morale del nostro mondo ed è bene che venga accolta e seguita da tutti.
    C’è però una stonatura in questo richiamo morale.
    Peccato infatti che questi benedetti soldi, il Vaticano se li tenga ben stretti e nascosti sia nello Ior, (la sua banca, che di fatto amministra diversi miliardi di euro per manovre non sempre del tutto chiare o chiarite), sia investiti in importanti banche americane, attraverso il possesso di centinaia di milioni di dollari di titoli Usa.
    Un cenno a parte merita lo sterminato patrimonio immobiliare dal valore inestimabile, esente in quasi in tutto il mondo da imposte o da gravami fiscali per la sua dichiarata utilizzazione sociale.
    Le opere d’arte poi, di proprietà vaticana, sono di fatto valutabili a una cifra incalcolabile.

    Il Papa ci dice che quello che conta è solo la parola di Dio.
    E allora perché la Chiesa possiede tutte questo ben di Dio? (o di Mammona come alcuni dicono?).

    Se ne deduce che i soldi e le ricchezze, al Vaticano gli interessano, eccome.

    Il Vaticano non ci pensa neppure lontanamente a vendere anche solo una parte di questa immensa ricchezza così ostentata e scandalosa, per devolverne gli introiti in opere di carità o in aiuti sociali a popolazioni indigenti.
    Semmai questo è quanto viene consigliato di fare ai fedeli, è la via che viene indicata al gregge di seguire, ma che non necessariamente deve essere percorsa anche dal pastore o dai pastori.

    Per costoro valgono regole e strade diverse.
    Fatte di soldi e di ricchezze.
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