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25 settembre 2011

164.1) Promessa a Padre Livio di radio Maria.

Promessa a Padre Livio di radio Maria.





Ogni tanto ascolto Radio Maria.
Qui un certo Padre Livio dice che ormai molti cristiani si sono creati una loro propria religione particolare e personale e quindi, poiché non seguono più gli insegnamenti della Chiesa cattolica, perderanno certamente la loro anima.
Queste persone, egli afferma nel suo integralismo religioso, si sono messe in testa che “non è stato Dio a creare l’uomo , ma è l’uomo che ha creato Dio”.
La superbia di queste persone è tale che esse andranno a ingrossare le fila del Maligno.

Anch’io , che pur mi credo creatura di Dio  e non arrivo a formulare certe azzardate teorie, sarò purtroppo di certo tra le persone dannate, perché seguo ormai una mia religione particolare privata, ritenendo che la religione cattolica, per come ci viene attualmente, predicata, ci mostri un Dio ingiusto, un Dio creatore di tutti che però fa delle preferenze e delle ingiustizie tra gli uomini.
Ad esempio, chissà poi perché ci viene insegnato che Egli abbia voluto privilegiare il popolo ebreo, concedendogli tutto il suo aiuto e la sua benevolenza, lasciando andare in malora tutti gli altri popoli e facendo in modo che essi venissero sconfitti e sterminati dall’avidità di espansione dei sui protetti.
Del suo popolo prediletto.

Io, che sono certamente limitato nel mio modo di ragionare, riesco tuttavia a capire senza tanti sforzi mentali che, se ho messo al mondo dieci figli , tutti uguali per me devono essere e non devo privilegiarne uno a scapito degli altri.
Altrimenti non sarei un padre giusto.
La Chiesa cattolica, mostrandoci un Dio che fa privilegi tra le sue creature, ci mostra perciò un Dio ingiusto.
Il che non è vero.
E’la Chiesa a sbagliare presentandocelo così.
Essa ci predica una religione basata su concetti umani di migliaia di anni fa, quando si pensava che Dio fosse un’ Entità potente, capricciosa e lunatica che si divertiva sadicamente a martoriare l’umanità e quanto aveva creato.
Purtroppo la Chiesa, rifacendosi a questi ragionamenti antichi, sembra quasi comportarsi come se il suo fondatore Gesù Cristo non fosse mai esistito.

Continuando a metterci sotto gli occhi l’Antico testamento, essa ci mostra ancora oggi un Dio irascibile e scontento, mentre Gesù è venuto sulla terra per portare , in sostituzione di quello antico , un nuovo messaggio, il Vangelo, la nuova Buona Notizia, basata sul concetto che Dio è invece un Padre buono e premuroso verso tutte le sue creature.
E’ sbagliato, ci dice Gesù, continuare a pensare a Dio come un vecchio irascibile e pieno di rancore che fa preferenze tra i suoi figli.
E’ invece giusto raffigurarlo come è da Lui descritto il Padre della parabola del Figliol prodigo, e cioè un Padre attento e premuroso, pieno di felicità se i suoi figli sono felici e triste per loro se sono sbandati.
Con la venuta di Cristo l’Antico testamento è stato abolito, è stato superato.
Non deve più essere tramandato se non per tenere in vita la conoscenza storica dell’esistenza di un popolo che si credeva più bravo e più prediletto da Dio rispetto agli altri.

La Chiesa poi non si accorge di continuare a presentarci la religione sulla falsariga del Vecchio testamento, cioè come un insieme di divieti: -" Non fare questo, non fare quello" -mentre invece il suo fondatore Gesù Cristo, ci ha comandato di seguire solo due comandamenti, ed entrambi in positivo, non al negativo.
- “Ama Dio e" ,per dimostrare che lo ami davvero, -“ ama il prossimo”.
Dai da mangiare agli affamati, visita i carcerati, rivesti gli ignudi, soccorri gli orfani e le vedove.
Insomma datti da fare. Dai il tuo contributo per rendere il mondo più giusto.
Non limitarti a evitare il male, impegnati a compiere il bene.
Dio, che è Padre nostro buono e premuroso, non vuole più sacrifici basati sul sangue e l’orrore, ma desidera che gli uomini lo preghino non più da luoghi di culto faraonici , splendenti d’oro e pietre preziose ma dall’interno del loro cuore.

Quindi la vera Chiesa, quella fondata da Gesù Cristo, sulla forte schiena di quel roccioso marinaio Cefa, chiamato da allora per questo roccia, pietra, Pietro non deve basare la trasmissione dei suoi insegnamenti sulla liturgia ,cioè sulla celebrazione di riti misteriosi e quasi magici, dal significato oscuro e solo per iniziati, o sulla ritualità di certi gesti da compiere sempre nello stesso modo e con certe modalità, altrimenti non valgono, come invece accade oggi.
Oggi la gente non vuole più la celebrazione di un culto solenne e formale ma sostanzialmente vuoto, bensì vuole seguire una religione del cuore, cioè basata sui sentimenti genuini e semplici dell’anima.
Inoltre la vera chiesa di Cristo non si mette in testa di vedere peccati dappertutto come fanno Padre Livio e i gesuiti, per i quali non c’è azione, dalla più elementare, come il mangiare,  alla più complicata, che gli uomini compiano senza peccare.
La vera chiesa di Cristo guarda le intenzioni del cuore, non il comportamento.

Mi insegnava mia madre che se uno alla domenica sta dando assistenza a un malato e non può recarsi a messa, quello stare accanto al malato è la sua messa ed è più ben accetta a Dio che non l’andare fisicamente in Chiesa a curiosare e parlare di gossip con altre persone, magari malignando sui comportamenti del prossimo.

Io chiedo che la Chiesa cattolica torni a predicarci una religione attiva, una religione che non mi faccia sentire figlio poco apprezzato da Dio rispetto ad altri figli di popoli più prediletti.

Al termine dei miei giorni poi vorrò essere giudicato da quel Dio, Padre buono e premuroso rivelatoci da Gesù, per quello che ho fatto usando la ragione che mi ha dato, e non per la teatralità di quei riti magici o di quei bla bla di formulette ripetitive di preghiere che volutamente mi sono rifiutato di seguire.

Perchè è proprio questo che mi fa stare lontano da questa Chiesa, e cioè il fatto che essa ormai dia più importanza alla liturgia, cioè al rispetto quasi maniacale e alla ripetizione di certe formulette di preghiera e di certi suoi riti sacri e quasi magici, piuttosto che alla diffusione del messaggio di amore e di carità sociale che ha predicato il suo fondatore Gesù Cristo.

La Chiesa si è ormai scordata che se mai c’è stato al mondo Uno che non rispettava le regole questi era proprio Gesù.
In tempi in cui al sabato le uniche azioni che si potevano lecitamente fare erano la pipì e la popò mentre tutto il resto era proibito, i suoi discepoli raccoglievano spighe di grano anche al sabato per sfamarsi ed Egli, anche al sabato, compiva miracoli proprio per dimostrare che di queste proibizioni della liturgia umana occorreva non tenerne conto.

Ah! Se la Chiesa ritornerà a seguire le orme di Cristo, io, caro Padre Livio di radio Maria,  te lo prometto,  ritornerò nella Chiesa.


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    20 dicembre 2009

    450) Ma che pretese che ha la Chiesa cattolica. Vuole fare santo Pio XII senza chiedere il permesso agli ebrei! Questa è prepotenza pura.

    Ma che pretese che ha la Chiesa cattolica. Vuole fare santo Pio XII senza chiedere il permesso agli ebrei! Questa è prepotenza pura.


    In questi giorni le gerarchie della Chiesa cattolica hanno fatto sapere che è a buon punto il processo di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II ( Papa Wojtyla) e quello di Pio XII ( Papa Eugenio Pacelli).
    Apriti cielo!
    Il governo israeliano ha vivacemente protestato con quello del Vaticano perché sulla beatificazione di Pio XII gli ebrei avrebbero molte cose da dire , molte critiche da esternare, e quindi questa beatificazione non s’ha da fare.
    Gli israeliani contestano il fatto che Papa Pacelli nel suo pontificato sia dia dato da fare solo per salvare migliaia di ebrei italiani aprendo loro le porte del Vaticano affinchè sfuggissero alla persecuzione degli alleati fascisto- tedeschi che li volevano deportare nei campi di concentramento germanici.

    Egli è ai loro occhi colpevole di non averli salvati tutti, gli ebrei del mondo, come avrebbe dovuto fare un buon Papa che ha adesso anche la pretesa di diventare santo.

    Questo mite uomo investito del governo della Chiesa cattolica nei momenti più bui dell’umanità dell’epoca moderna, avrebbe dovuto, agli occhi degli attuali governanti israeliani, e dei rabbini ebrei prendere una pistola e andare di persona in Germania ad ammazzare con le proprie mani Hitler, per far terminare le angherie e le persecuzioni contro gli ebrei.

    Così non ha fatto, ha scelto un’altra strada per opporsi al nazifascismo, una strada fatta di ammonizioni verbali e di scomuniche contro i prepotenti e i guerrafondai, non ha fatto quello che gli israeliani oggi vorrebbero che avesse fatto, e allora non deve diventare un santo.
    Per dirla con l'odiata terminologia tedesca:“santificazione kaputt!”

    Questo ha sentenziato il governo di Israele, e si ricordi bene la Chiesa cattolica, che d’ora innanzi, ogni minima decisione, sia liturgica che pastorale o politica che essa volesse intraprendere dovrà passare prima sotto il vaglio delle autorità israeliane, che altrimenti si potrebbero incazzare.

    E siccome un eventuale incazzatura di Israele, che possiede con il consenso del mondo, la bomba atomica,e un attrezzato e super tecnologico esercito sempre in stato di allerta, può essere deleteria per il mondo e per il Vaticano stesso, è bene si sappia che è meglio non far innervosire gli israeliani con pretese di beatificazioni e di santificazioni non da loro autorizzate, perché poi l’eventuale inizio di uno stato di belligeranza non dovrà essere imputato ad Israele, bensì alla testardaggine di chi lo ha fatto incazzare con queste pretese.

    Il Vaticano e il mondo si ricordino che un ebreo incazzato ha molte e secolari ingiustizie da ripianare e milioni di morti da vendicare, e si ricordino anche che il perdono non fa parte della religione ebraica!

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    5 dicembre 2009

    440) Crocifisso e tolleranza religiosa.


    Il cristianesimo è oggi l'unica religione che può essere, senza grandi conseguenze, denigrata e disprezzata.







    Provate a dire a un musulmano di convertirsi al Cristianesimo.
    Non lo farà mai in modo esplicito, perché rischia la vita.
    Prima o poi lo ammazzeranno.
    Persino abbracciare usi e costumi dei ragazzi occidentali è costato la vita ad alcune ragazze musulmane in Italia, ammazzate dai loro stessi genitori che non tolleravano l’abbandono di certe usanze religiose da parte delle loro figlie.
    Alcuni benpensanti si scagliano contro il Crocifisso perché purtroppo quella croce per millenni è stata usata non come simbolo di amore ma di violenza e di oppressione, è stata roteata come un simbolo di atrocità di morte.
    Eppure, chiediamoci, oggi cosa c'entra il crocefisso con gli errori e le atrocità della Chiesa e del suo apparato di potere?
    Il Crocifisso ci parla di un uomo sofferente sulla croce che chiede perdono a Dio per i peccati del mondo e si offre come vittima, nel salvifico martirio, con l’intento di far desistere Dio dalla sua ira verso gli uomini.
    Dobbiamo imparare a vedere il valore estetico del simbolo senza lasciarci impressionare dalle sofferenze umane inflitte in suo nome nei secoli bui da eserciti di sciagurati che invece di amore e pace seminavano terrore e morte, esattamente così come possiamo ammirare l'imponenza delle piramidi senza che veniamo disgustati dal pensiero e dalla constatazione del sudore, del sangue e della morte degli schiavi che le hanno edificate.
    Il Crocifisso e', oggi più che mai, un richiamo alla solidarietà umana, alla pace, alla lotta contro la povertà, all' eguaglianza, alla tolleranza e un monito contro la provvisorietà e la caducità del benessere materiale. Si potrebbe dire che e' uno splendido messaggio socialista, solidarista, laico e umanitario.
    Esso andrebbe esposto non solo in tutti i luoghi pubblici, ma ancor di più negli aeroporti, nelle stazioni e ai valichi di frontiera con sotto la scritta: "In questo Paese si cerca di richiamarsi al messaggio universale del Cristo".
    Questo simbolo, questo oggetto appeso ad una parete non incide direttamente sulla libertà delle persone, e non violenta i nostri corpi, per lo meno non quanto un velo che invece nasconde ed esclude.
    Ricordiamoci che pur in mezzo a tutti i suoi difetti e incongruità, la Chiesa cattolica, in nome dei valori rappresentati dal crocifisso, non impicca i peccatori, e nemmeno chiede alle autorità civili di farlo, e accoglie sempre i "peccatori" nel suo seno, pregando che la benedizione celeste scenda su di loro e li purifichi.
    Certamente non è sempre stato così nei secoli bui del passato, ma oggi il messaggio che ci deriva dall’esposizione del crocifisso è un messaggio universalmente, indiscutibilmente e inoppugnabilmente riconosciuto come un messaggio di pace, di sacrificio, di sofferenza, di solidarietà verso gli altri, di rinuncia ai beni terreni, di amore verso tutti, anche, e soprattutto verso i "nemici “.
    Che poi questo messaggio sia stato "tradito" da coloro che ad esso si ispiravano non diminuisce il significato universale del messaggio stesso.




    Qualsiasi individuo sulla terra, che voglia dare alla sua esistenza un valore anche religioso, si "deve"riconoscere in questi valori trasmessi dal messaggio del Cristo inchiodato sulla croce.
    Poi può continuare ad essere mussulmano o ebreo o buddista.
    Il messaggio della Croce può solo arricchire la sua esperienza religiosa, non certo offenderla o irritarla.
    Altrimenti sarebbe un cristiano, un musulmano, un ebreo, un buddista integralista, che vede solo quello che gli dicono di vedere e usa la religione come arma politica non per andare d’accordo con gli altri ma per renderli schiavi.
    E questa visione fondamentalista del mondo sarà la nostra rovina, una volta che si siano abbandonati i valori universali del Crocifisso, perché ci vuole poco a immaginare nel futuro ronde di incappucciati beoti che vanno a stanare casa per casa gli infedeli, a qualsiasi religione appartengano.

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    26 novembre 2009

    433) Per non passare da anti-ebrei stiamo perdonando tutto ad Israele.


    Per non passare da anti-ebrei stiamo perdonando tutto ad Israele.

    Lo stato di Israele, per bocca del suo Primo Ministro, in questi giorni ha ribadito di voler continuare a costruire villaggi e colonie sul territorio palestinese.
    Il governo palestinese ha perciò minacciato di interrompere i colloqui di pace che si stavano svolgendo per ricercare una soluzione di compromesso all’annosa questione della vivibilità e della convivenza tra i due popoli della zona.
    Apriti cielo! gli israeliani invece di ammettere che il comportamento dei palestinesi è più che legittimo ed è la logica reazione ad un atto di prepotenza israeliano, subito a dire che ecco, i palestinesi cercano ogni minimo pretesto per non arrivare alla pace.
    Invece i palestinesi dicono semplicemente che ogni Stato deve stare all’interno dei suoi confini, e che non intavoleranno colloqui di pace con chi non segue questa regola elementare.

    Israele che da sempre questo principio basilare non lo vuole accettare, tuttavia vuole passare anche da vittima e perciò gioca la carta del razzismo anti ebraico per chiunque osi criticare la sua politica.
    Infatti quello che puntualmente succede e che desta meraviglia è che nelle diplomazie occidentali, per non subire questo ricatto da parte degli israeliani che griderebbero subito di essere di nuovo vittime di un razzismo anti ebraico, nessuno si sogna di far presente ad Israele l’incongruenza del suo comportamento.
    Ma anzi quello che fa Israele viene subito giustificato ed addirittura perdonato.
    Si ha paura a dire al governo israeliano che anch’esso deve attenersi alle leggi del diritto internazionale e che esternare questo concetto non è razzismo anti ebraico, ma è semplicemente il dovere di ogni Stato.

    Il razzismo anti ebreo è un’ altra cosa ed ogni cittadino del mondo non può che dispiacersi che sia avvenuto e che abbia fatto i milioni di vittime che ha fatto.

    Ma criticare con fondate ragioni la politica dello stato di Israele è una cosa che non può essere confusa con l’anti ebraismo, o il razzismo.
    E', e rimane, semplicemente una critica allo stato di Israele, cosi come del resto si è sempre potuta criticare la politica degli Usa di Bush o di Obama o quella dell’Iran o di qualsiasi altro Stato, senza essere tacciati di razzismo o di volontà di nuovo genocidio.

    Israele non ci speculi più sopra, accetti le critiche, e si metta a rispettare esso per primo le regole della diplomazia internazionale.
    Se ne stia nei confini che gli sono stati assegnati dalle deliberazioni delle Nazioni Unite, si comporti pacificamente verso i suoi vicini e la smetta di fare la vittima, perché non c’è niente di più odioso e ridicolo di un pugile che piagnucolando si lamenti di essere stato malmenato da un bambino.

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  • 7 marzo 2009

    192) Gli Ebrei. Il loro e il nostro razzismo. L'identità ebraica.




    Gli Ebrei. Il loro e il nostro razzismo. L'identità ebraica.
    The Hebrews. Theirs and our racism. The Jewish identity.





    Il razzismo degli ebrei.

    Un padre che fa preferenze nei confronti dei suoi figli, non è un buon padre, e neppure un padre giusto. Egli deve amare i figli nello stesso modo e con la stessa intensità; poi, è vero, un figlio gli darà più soddisfazioni di un altro, ma non per questo egli deve discriminarli nel suo cuore.
    Un Dio che preferisce un popolo rispetto a tutti gli altri popoli della terra, non è un buon Dio e neppure un Dio giusto.
    Il Dio in cui il mondo crede, con qualsiasi nome venga chiamato, Dio, Jahvè, Allah etc. è un Dio di giustizia, e possiamo stare certi che Egli ama con la stessa intensità sia un bimbo che vive nel Darfur , quanto un bimbo che vive a Gerusalemme.

    Questo lo sanno bene anche gli Ebrei, i quali tuttavia continuano a tramandarsi la convinzione di essere il popolo preferito da Dio, il popolo eletto. Tutti gli altri, il resto delle genti, i Gentili come dicono loro, sono masse di persone che Dio non si sa perchè abbia creato, forse solo per fare da zerbini ai loro piedi, a compensazione degli antichi periodi di schiavitù narrati nell’Antico Testamento.
    L’altezzosità degli Ebrei si basa su questa frase della Torà (=Pentateuco, i primi 5 libri della Bibbia): " Voi sarete per me un reame di sacerdoti, una gente consacrata, i sacerdoti dell'umanità”

    Questo atteggiamento di orgogliosa superbia degli Ebrei nei confronti del resto del mondo, questo considerare gli altri dall’alto in basso, forti della loro elezione a figli prediletti di Dio, è a mio modo di vedere una forma subdola di razzismo.
    Questa continua puzza sotto il naso che gli Ebrei hanno nei confronti delle altre genti, si, diciamolo pure, è razzismo.
    Considerare gli altri meno degni di te nella parentela con Dio, è razzismo. Razzismo religioso, se vogliamo, ma sempre razzismo.
    Essi ci tengono, eccome, alla loro diversità!
    Non si usa forse dire: il tale è un ebreo italiano, l’altro è un ebreo polacco, il terzo è un ebreo olandese etc.etc. invece di dire il tale è un italiano, l’altro è un polacco etc.?
    Non si dice mai, il tale è un cattolico italiano, l’altro è un protestante polacco, oppure è un ateo olandese; si dice il tale è un italiano, l’altro è un polacco, il terzo è un olandese.
    Perché questa distinzione, perché questo rimarcare la parola ebreo?
    La verità è che gli ebrei ci tengono ad essere ben distinti dal resto della società nella quale vivono, essi si credono al di sopra di essa, non vogliono essere confusi con essa.
    “Voi sarete per me un reame di sacerdoti, una gente consacrata, i sacerdoti dell'umanità”.
    Essi, in qualsiasi parte del mondo vivano , si ritengono ancora oggi persone e popolo prediletto da Dio. Gli altri, i gentili, il resto del mondo che non è ebreo, sono dei mentecatti, delle persone inferiori a loro.


    L'identità ebraica

    Gli ebrei non sono una razza.
    La legge ebraica, stabilisce che gli Ebrei, da 3300 anni ,si sposino solo fra di loro, non per motivi particolari , ma per mantenere l'identita' religiosa.
    Gli ebrei quindi hanno mantenuto una mappa genetica ebraica,confermata da recenti studi sul DNA.
    Se come definizione di " razza" s'intende che una persona abbia delle caratteristiche fisiche esterne ...allora gli ebrei non sono una razza: ad esempio l'ebreo dalla Germania e' biondo , e l'ebreo dello Yemen e' molto scuro. Esistono Ebrei dalla pelle gialla ed occhi a mandorla, in Cina e anche in Giappone

    Essere Ebreo significa appartenere alla "stirpe" di David, primo Re israelita della tradizione ebraica.
    Quando si dice ebreo,si suole generalmente indicare persone che professano la relativa religione.
    E’ possibile essere ebreo , secondo la legge ebraica solo in 2 casi :
    1- essere figlio di madre ebrea
    2-aver accettato la religione ebraica , ed essere stati accettati dal Comitato rabbinico, il quale accetta la conversione, spesso solo dopo molti anni di dura preparazione, ed e' una cosa che è accaduta rarissimamente.


    Un pò di storia – la diaspora


    Nel 70 d.C. il secondo tempio di Gerusalemme venne distrutto dalle legioni romane guidate da Tito. Da allora ebbe inizio la diaspora. Gli ebrei furono costretti a lasciare la loro terra e, stabilendosi in tutta la zona del Mediterraneo, diventarono cittadini dell'Impero Romano
    Quando il Cristianesimo diventò religione di stato iniziarono i guai: man mano che il potere della Chiesa cresceva, più aspra diveniva la discriminazione nei confronti degli Ebrei. L' antisemitismo ha visto la luce proprio all'epoca, con l'accusa di deicidio mossa dalla Chiesa all'intero popolo d'Israele.
    Gli Ebrei, con la loro mania di tenersi ben distinti dal resto della popolazione delle Nazioni in cui vivevano, sono stati costretti per due millenni a vivere ai margini: sono stati rinchiusi nei ghetti, sbeffeggiati, costretti a indossare ridicoli cappelli colorati, a portare ben in evidenza una Stella di Davide gialla; dalla Penisola Iberica fino alla Russia hanno subito persecuzioni; è stato loro impedito di possedere beni immobili, di esercitare professioni, se non quella di prestare danaro conquistandosi così anche la fama di usurai.



    Un pò di storia – in Italia
    Sin dal Medioevo in Italia gli Ebrei hanno sempre dovuto convivere e allacciare rapporti con una popolazione in maggioranza cristiana. In quel periodo, infatti, gli Ebrei italiani assumono un ruolo ben preciso all’interno della società cristiana, ovvero quello di prestatori di denaro.
    Essi sono stati sospinti verso questa attività perché era l’unica a non esser loro interdetta dalla legislazione ecclesiastica del tempo. Il prestare denaro darà origine allo stereotipo dell’ebreo usuraio, che si trasformerà poi in pregiudizio e sarà una delle giustificazioni dell’antisemitismo di matrice religiosa. Per i cristiani, del tempo, che vedono nell'Ebreo il deicida da convertire con la forza e con il terrore della tortura, la pratica del l’usura è peccato e quindi gli ebrei sono stati ritenuti per natura dei peccatori.
    A partire dalla seconda metà del XIX secolo si assiste ad un cambiamento. Dall’antisemitismo storico di matrice religiosa, si passa a quello moderno, laico, che vede nell'Ebreo l'oppositore politico (carbonaro o reazionario a seconda dei punti di vista) anche se per l'Unità Nazionale, molti di loro hanno sacrificato la vita nei Moti Risorgimentali. Il terreno è pronto per le teorie naziste e fasciste e la successiva eliminazione fisica dei nemici della Patria. Questo processo è visibile anche nelle opere di alcuni scrittori italiani che descrivono l’'Ebreo come personaggio che agisce nell’ombra e ordina , trama e compie azioni turpi, misfatti e nefandezze.
    La propaganda antisemita orchestrata dal Regime fascista iniziò nel 1936, e accumunò gli ebrei agli omossessuali e agli oppositori politici.



    Un pò di storia - in America

    Quella degli ebrei in America è una lunga storia fatta di conflitti tra integrazione nella nuova società e difesa dell'identità tradizionale. All'interno dello stesso gruppo ebreo, esistono molteplici tendenze che, a volte, vanno in direzioni opposte, verso l'assimilazione completa, verso un compromesso tra la propria cultura e la società circostante o verso accentuati tradizionalismi.
    Le immigrazioni ebraiche negli Stati Uniti iniziarono nel 1654 e hanno reso singolare il rapporto degli ebrei con New York, la città che ospita attualmente la più grande comunità ebraica del mondo. Naturalmente tra la generazione degli immigrati e quella dei loro figli e nipoti si sono succedute notevoli differenze nello stile di vita (il quartiere di abitazione, la religione, la filantropia e l'istruzione) e nei modi diversi di conciliare i problemi dell'identità etnica ebraica iniziale con i tentativi di integrazione col resto della società americana
    Le politiche statunitensi hanno tentato di risolvere la questione dell'integrazione degli immigrati garantendo agli Ebrei la possibilità di conservare la loro specificità culturale ebraica.



    La religione ebraica
    gli Ebrei sono stati considerati un popolo che fonda le basi del suo vivere su una sua propria e specifica religione immutata da millenni, anche se divisa al suo interno da correnti di Ebrei ortodossi , riformati, conservatori, liberali, progressisti.
    Si calcola che oggi gli ebrei sparsi nel mondo siano circa 13 milioni e sono concentrati soprattutto nello Stato d'Israele (circa 4.500.000), negli Stati Uniti d'America (5.500.000), in Europa (2 milioni, compresi i paesi dell'ex Unione Sovietica) e nei paesi del Sudamerica (Argentina e Brasile ).
    I principali testi sacri ebraici sono:
    1. la Bibbia, per la sola parte che i cristiani chiamano "Antico Testamento".
    2. la Mishnà (= ripetizione) testo del II secolo che è servito, una volta cominciata la diaspora, a mettere per scritto tutta la tradizione orale perchè non andasse perduta. Autore: Rabbi Yehudah ha-Nasi.
    3. il Talmùd (= studio, insegnamento) testo del VI secolo. Opera vastissima. Raccolta di discussioni sulla Mishnà.

    La religione ebraica non impone alcun modo particolare di vestire nella vita quotidiana, però tutti noi abbiamo visto quegli Ebrei che indossano vestiti neri abbinati a strani cappelli e che portano lunghe basette a ricciolo.
    Si tratta di una setta di persone pacifiche che dedicano gran parte del loro tempo allo studio delle Scritture e alla solidarietà.. Essi parlano un dialetto tedesco ritenendo l'Ebraico lingua sacra da non profanare nell'uso quotidiano. A loro parere, lo Stato d'Israele non dovrebbe neppure esistere, in quanto gli Ebrei non dovrebbero occuparsi di faccende degradanti come la politica, l'amministrazione, la difesa. Gli appartenenti a questa setta sono esentati dal servizio militare e li si protegge come una specie delicata a rischio d'estinzione.

    vedi
    anche Unione Comunità Ebraiche Italiane


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    6 marzo 2009

    190) Lobby ebraiche



    Tenteranno di farti tacere.
    Tenteranno di screditarti.
    Perché a te non è permesso di criticare Israele












    L'Italia si ritira dalla Conferenza dell'Onu Durban II, perchè qualcuno ha parlato male di Israele.
    Ullallà. Neanche se avessero parlato male dell'Italia!
    Di tutto si può discutere, tranne che muovere critiche a Israele.
    E pensare che Israele ne dà al mondo di motivi per parlargli contro.
    Ma le lobby ebraiche che evidentemente comandano anche in Italia hanno imposto al nostro ministro degli Esteri di fare l'offeso e ritirarsi dalla Conferenza.
    Noi del bar però ci rifiutiamo di assoggettarci a tali lobby e condividiamo quasi tutti i giudizi su Israele espressi in tale conferenza.
    Condividiamo " la profonda preoccupazione per le discriminazioni razziali compiute da Israele contro i palestinesi e i siriani nel Golan occupato".
    Condividiamo l'accusa ad Israele di "blocco economico, gravi restrizioni di movimento sia per le merci che per le persone, e chiusura arbitraria dei territori palestinesi occupati"
    Su altri giudizi, quali l'accusa ad Israele di "applicare la tortura,di attuare crimini contro l'umanità e di essere una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale", siamo del parere che se ne possa discutere con serenità; parlando si può sempre trovare una onorevole via di mezzo, invece di ritirarsi facendo gli offesi lasciando così il campo libero agli estremismi.
    A questo punto il padrone del bar ci ha gentilmente chiesto di abbassare i toni ed eventualmente proseguire la discussione fuori da lì, perchè, dice di bar ne ha uno solo, e vorrebbe conservarselo intatto.
    Mah!, forse la paura del potere immenso che hanno le lobby ebraiche, ha cominciato a fare capolino nella sua testa.


    vedi articolo del Corriere della Sera

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    11 ottobre 2008

    52) Troppo comodo oggi parlar male di Pio XII










    Troppo comodo oggi parlar male di Pio XII








    I soliti intellettualoidi ebrei che si credono i figli prediletti di Dio, ma che predicano e seminano odio verso tutto e verso tutti quelli che non riconoscono loro questo diritto di primogenitura, hanno ripreso in questi giorni una campagna denigratoria verso il Papa Pio XII°.
    Lo si accusa, oggi, di non aver protetto abbastanza gli ebrei nel corso del suo pontificato, che si svolse in un’epoca tra due guerre mondiali, caratterizzata dai totalitarismi fascista, nazista, e comunista, che egli condannò con alcune encicliche.
    Alla morte di Pio XII le persone che condivisero quegli avvenimenti e quegli anni terribili, manifestarono riconoscenza a questo Papa che si era impegnato a salvare non solo gli ebrei, ma tutti i perseguitati senza alcuna distinzione di religione, etnia, nazionalità o appartenenza politica, mettendo a loro disposizione il territorio del Vaticano per ospitare più profughi possibile.
    Elogi e ringraziamenti per l’opera svolta a favore in particolar modo degli ebrei furono manifestati inoltre dal rabbino capo di Roma, e dal rabbino capo di Israele.
    Il futuro premier di Israele, Golda Meir, scrisse che “ durante il terrore, la deportazione e il martirio nazista che ha colpito il nostro popolo, la voce del Pontefice si levò alta a favore delle vittime.”


    E oggi, invece, questi pseudo intellettuali che non hanno vissuto quegli avvenimenti, ma che hanno solo scartabellato su alcuni documenti, dimenticano tutto questo e accusano il Papa di non aver fatto abbastanza per gli ebrei.
    E che poteva fare di più, se non protestare a voce alta, attraverso le encicliche o i radiomessaggi trasmessi addirittura in lingua tedesca affinché venissero direttamente compresi dalla popolazione germanica?
    Non poteva certo contrastare o fermare la potenza di Hitler e di Mussolini con le truppe vaticane.

    Certo che voi ebrei avete un modo tutto vostro per rendervi antipatici.
    Prendetene atto.

  • leggi anche il post 20) che palle gli ebrei




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    8 settembre 2008

    20) Che palle, gli ebrei




    Ragazzi,che palle questi ebrei!



    Almeno dieci volte all’anno veniamo informati dai giornali e telegiornali, che si stanno per celebrare delle giornate di ricordo e ricorrenza di alcuni avvenimenti che riguardano gli ebrei.
    E la giornata del ricordo della deportazione degli ebrei
    E la giornata dcella memoria in ricordo dell’Olocausto
    E la giornata in ricordo della Shoah
    E dello sterminio degli ebrei
    E del patriottismo degli ebrei
    E la giornata della cultura ebraica
    E quella della razzia dei beni degli ebrei
    E la diaspora ebraica.
    E l'Europa che deve dichiarare le sue radici ebraiche.
    E la ricorrenza della nascita di Israele
    E le guerre di Israele
    E le conquiste di Israele
    E l’anniversario della costruzione del muro in Israele.

    Che palle, ragazzi!
    Poi, tra l’altro, bisogna stare attenti a non dire qualcosa che suoni male alle loro orecchie perché ti aizzano contro una campagna di odio che non la finiscono più.
    Ne sa qualcosa in questi giorni il sig. Alemanno, attuale sindaco di Roma, che ha sbagliato un aggettivo in un discorso in occasione di una di queste ricorrenze degli ebrei, e… apriti cielo, cosa gliene hanno dette dietro, cosa gliene hanno fatte passare!
    La cosa più carina che gli hanno detto è che era un imbecille.


    Io ho grande rispetto per quello che hanno passato gli ebrei, li compatisco per quanto odio è stato loro riversato contro e per quanti milioni di morti hanno avuto, però, santo Iddio, sono cose successe il secolo scorso e quasi tutti coloro che hanno vissuto quegli avvenimenti se ne sono ormai andati.
    E poi , detto tra noi, non è che Israele, al presente, sia un modello di volontà di pacificazione universale.
    Le sue belle prepotenze le ha fatte e le sta facendo,con i suoi insediamenti in terra di Palestina, con la costruzione del muro , con lo sfruttamento delle sorgenti idriche sulle alture del Golan in territorio siriano.

    Credo che UNA ricorrenza dei patimenti degli ebrei vada fatta e celebrata anche in pompa magna, ma una sola, non dieci.
    Altrimenti, ragazzi,gli ebrei che palle!


  • vai al post 53) troppo comodo oggi parlare male di Pio XII°





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