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15 maggio 2011

83.1) Date di Maggio


Date di maggio



Il 9 maggio di tanti anni fa sono nato io.

Il 20 maggio 1989  Claudia è tornata in cielo.

Il 19 maggio dell’anno dopo il papà di Claudia è tornato in cielo.




 

Il 19 maggio 2008 un angelo è sceso tra noi dal cielo, e tra pochi giorni compirà tre anni.

Si chiama Fabio e ci ha fatto tornare la voglia di vivere. 

Date di maggio.
Date tristi e felici.
Felici e tristi.
Ma  adesso più felici che tristi.

Grazie Signore.








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24 marzo 2010

52.0) Berlusconi quà, Berlusconi là, mannaggia, che rottura!

Berlusconi quà, Berlusconi là,
Mannaggia, che rompimento!



I giornali non parlano che di Berlusconi
La televisione non parla che di Berlusconi.
Al bar non si parla che di Berlusconi.
Mia suocera non fa altro che parlare bene di Berlusconi.

E basta!
Non se ne può più!
Finiamola di mettere Berlusconi al centro della nostra vita.

Ci sono altri mille argomenti di cui interessarsi e di cui parlare.

Ci sono argomenti belli.
Ei in arrivo la primavera.
Forse a breve avrò un colloquio per un posto di lavoro.
Qualcuno di noi sta per diventare mamma o papà.
Tra qualche mese le vacanze.
Io mi sono fatto l’amante.

Ci sono argomenti brutti.
Il precariato di mia figlia forse non terminerà mai.
La busta paga da mesi non arriva più in casa mia.
L’inquinamento atmosferico è alle stelle.
In Italia non funziona più niente, tranne la mafia e il festival di Sanremo.
Mia moglie si è fatta l’amante.

Ci sono argomenti misti.
L’Inter sta per perdere lo scudetto?
La mia auto ha bisogno di una visita urgente dal meccanico.
Io mi sono fatto l’amante, alla faccia di quella cornutaccia di mia moglie.
Mia moglie si è fatta l’amante, e mi sta facendo cornuto, mannaggia a me.


Volendo, ce ne sono di cose di cui parlare.
Lasciamo allora che Berlusconi se ne vada a quel paese, lui e tutti i suoi impicci giudiziari.
E noi ,ragazzi, finalmente ,parliamo d’altro, dai che è meglio.


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8 novembre 2009

424) I love u, dad






I love u
I love u, dad
oh yay!
Happy Bday papi!
all the best wishes for u
i am happy now
i know i know. u missed me
I am, I will be always your child
='D



Ti voglio bene,  ti voglio bene papà
oh sì, sì!
Buon compleanno, papi!
tutti i migliori auguri per te.
Adesso io sono felice.
Lo so, lo so che non ci sei più.
Ma io sono e sarò sempre il tuo bambino
= 'D

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5 novembre 2009

421) La parabola del primo omicidio nella storia umana.

La parabola del primo omicidio nella storia umana.

Adamo ed Eva, cacciati dall’Eden, misero al mondo due figli: Caino e Abele.
Caino era agricoltore.
Abele faceva il pastore.
Il povero contadino Caino sudava come un cammello mentre arava la terra.
Abele si abbronzava al sole mentre pascolava le capre e le greggi.

Il Creatore chiese ad entrambi i fratelli di offrirgli un sacrificio, ed essi d’amore e d’accordo decisero di offrire un sacrificio al loro Creatore. perché erano grandemente ripieni di timore e di paura e non volevano di certo contrariare quel Dio che, secondo la Genesi, aveva appena condannato a morte l’intera umanità costituita per il momento da papà, mamma e loro due fratelli.

Costruirono allora sopra un rialzo di terra un altare ammassando l’una sopra l’altra alcune grosse pietre lisce e piatte.
Caino, dopo aver lavorato mesi e mesi a dissodare e seminare la terra, tutto felice ed entusiasta porta in dono a Dio sull’altare le primizie del suo lavoro: ortaggi e frutta.
Abele, sbadigliando di noia tra un abbronzatura e l’altra, prende un piccolo agnellino appena nato, e lo sgozza sull’altare offrendolo a Dio. Avrebbe potuto offrirgli un bel montone grasso e grosso ma era troppa fatica per Abele catturarlo e sgozzarlo. Con un agnellino se la cavava con poco.
Purtroppo per noi in quel periodo il Creatore non era ancora diventato il Dio dell’amore e del perdono come viene descritto da Gesù nel nuovo Testamento. Il Dio di quei tempi aveva una particolare predilezione per lo spargimento di sangue e lo evidenzierà ancor di più e meglio nei successivi libri della Bibbia.
Per questo motivo il Creatore decise di accettare con più gradimento l’agnellino scannato da Abele piuttosto che la frutta e gli ortaggi di Caino e quindi snobbò la verdura di costui.
Il quale Caino, deluso e amareggiato per il rifiuto, si incazzò come solo un contadino sa fare.
«Ma come? – Caino pensò– ci hai scacciati dal Paradiso Terrestre perché papà e mamma ti hanno fregato una mela e adesso che io te ne porto un cesto pieno, insieme a primizie d’ogni genere … ti metti a fare il difficile e rifiuti il mio dono?
Hai preferito accettare con più gradimento il sangue di un povero agnellino sgozzato sull’altare da quello sfaticato e nullafacente di mio fratello Abele che per giunta porta le pecore a pascolare nei campi seminati e coltivati da me, dove l’erbetta è più gustosa per il loro palato?
Allora è proprio vero quello che papà Adamo mi raccontava nelle lunghe notti d’inverno e cioè che Tu hai condannato l’umanità a crepare e soffrire solo perché la cosa ti divertiva, e non per la famosa mela rubata!»

A questo punto, Caino, incazzato come una bestia, si alzò ed andò ad ammazzare suo fratello.


==
Ma scusate, il Signore, non poteva accettare entrambi i doni fattigli dai due fratelli?
Certo che no! Altrimenti come avrebbe potuto seminare zizzania tra i due?
In seguito mandò suo Figlio sulla terra a dire che la zizzania la seminavano gli altri.
Comunque, al Creatore fece schifo l’offerta vegetale di Caino e la rifiutò.
Questo atteggiamento di Dio si potrebbe chiamare : “Istigazione a delinquere?". E infatti più tardi Gesù , insegnandoci a pregare, per correggere un po’ il tiro, ci farà dire: "Padre nostro, non indurci in tentazione", non metterci in condizione di compiere il male .
In ogni caso, il primo omicidio della storia umana fu provocato da una disputa religiosa.
Niente da fare, l’uomo da che esiste, fa la guerra al suo prossimo in nome di Dio , un Dio che fin dagli albori dell’umanità dimostrò di divertirsi a veder colare il sangue.
Se non fosse stato così Egli avrebbe scelto il sacrificio incruento di Caino, o per lo meno avrebbe accettato di buon grado anche quello.


racconto liberamente tratto da Le radici della follia



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