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7 luglio 2011

123.1) Al diavolo l'invidia!

Al diavolo l'invidia!



A volte, 
quando sono triste e arrabbiato, 
mi viene da invidiare gli altri.

Penso che c’è gente che sta meglio di me, 
che è più fortunata di me, 
che ha più salute di me, 
che ha più soldi di me, 
che se la spassa e se la gode 
tra una vacanza e l’altra, 
mentre io….

Ho incontrato un uomo grasso e grosso, 
in carrozzella,
l’altro giorno,
che faceva fatica ad attraversare la strada.
L’ho aiutato per non più di dieci secondi 
e nel salutarmi costui ha esclamato:
Beato lei, che ha la salute .

Cavoli, 
mi sono detto, 
c’è qualcuno che mi invidia!
E allora cosa sono queste tristezze
nell’invidiare chi sta meglio di me?

 














Cavoli, 
pensa, mi sono detto,
che c’è sempre qualcuno che sta peggio di te. 

E allora, su con la vita!
E l’invidia lasciala agli invidiosi.


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8 agosto 2010

138.0) I ricordi del Trofio: 6) le vacanze estive

Le più belle vacanze estive della mia vita di adolescente le ho passate al Trofio.

Durante l’estate il Trofo, diciamo così, chiudeva, e i ragazzi se ne tornavano a casa dal termine della scuola fino all’inizio del nuovo anno scolastico.
Non tutti, però, perché alcuni di noi non avevano una vera famiglia dove andare oppure perchè i nostri genitori erano troppo poveri per potersi permettere assenze dal lavoro e quindi non sarebbero stati in grado di badare a noi durante il periodo estivo.
Così un gruppo di noi, in genere una dozzina, anche d’estate se ne stava al Trofio.

Le nostre erano giornate di ozio e di giochi.
Anzitutto ci si alzava alle sette invece che alle sei e un quarto, e dopo la messa, avevamo a nostra disposizione un’intera giornata, senza assistenti a controllarci, per poter leggere qualche libro preso dalla biblioteca, oppure i giornalini a fumetti, giocare a carte o a calcio nei cortili.
Gli unici orari da rispettare erano quelli per il pranzo e la cena e per un pisolino dopo pranzo.


Mi ricordo che verso il mese di agosto ogni anno arrivava al Trofio un camion Leoncino OM carico di angurie che venivano scaricate all’ombra in un angolo di un campetto vicino al campo sportivo grande.
Quelle angurie erano un regalo di qualche agricoltore per noi ragazzi del Trofio, e ogni giorno, verso le quattro del pomeriggio facevamo merenda con una mezza anguria oppure con una intera per i più affamati, rosicchiando obbligatoriamente assieme ad esse dei pezzi di pane raffermo che le suore ci distribuivano e che noi, per fare più presto ad ingoiarlo inzuppavamo d’acqua sotto il rubinetto.
In pochi giorni quella montagna di angurie si riduceva immancabilmente a un mucchietto, che poi marciva perché non avevamo più la forza di mangiarle.

Le giornate erano oziose, ma passavano con piacere.

Mi ricordo che un anno mia mamma mi disse che mi avrebbe fatto trascorrere a casa le vacanze estive , ma io la supplicai piangendo di lasciarmi lì al Trofio insieme ai miei amici estivi.
Essa quasi si offese, ma poi capì che io, a casa mia , essendo in collegio tutto l’anno, non avevo amici e avrei trascorso un' estate da solitario e infelice, e mi lasciò trascorrere anche quella volta le vacanze estive al Trofio.

Don Marco

  • il Ciùe
  • La suora dei calzini
  • assistenti bravi e meno bravi
  • il Don Minghì.
  • il Don Foca
  • Don Enrico
  • 11 luglio 2010

    117.0) Povero me! In vacanza ho perso…la fede!

    Povero me! In vacanza ho perso…la fede!

    Vi capita mai di perdere qualcosa in vacanza?
    A me è capitato.
    Ho perso …la fede!
    Nel senso di anello, di vera da portare all’anulare sinistro a testimonianza del mio impegno matrimoniale .
    L’ho persa il 1 luglio di quest’anno.
    Ne sono certo perché il 30 giugno , essendo il mio anniversario di matrimonio. mi ricordo di averla osservata e rigirata sul dito, notando come essa risaltasse sull’abbronzatura della mano e come luccicasse in modo nuovo forse a causa dello sfregolio della sabbia della spiaggia.
    Mi ricordi di averla anche allentata un poco e forse questo è bastato perché il giorno dopo, durante il bagno in mare mi si sfilasse dal dito.
    L’ho cercata in lungo e in largo, sulla spiaggia e nel mare, ma senza esito, naturalmente.
    Non si dice forse, è come cercare un ago nel pagliaio, per affermare che una cosa è impossibile da realizzare, che è senza via d’uscita?



    Immaginatevi quindi voi il sottoscritto intento a cercare un anello matrimoniale in mezzo al mare o sulla spiaggia dove centinaia di altre persone in quei momenti stanno trascorrendo le loro ferie.
    Ho dovuto rinunciarvi, e quindi adesso mi trovo … senza fede.

    Colpa mia, della mia dabbenaggine, perché avrei dovuto capirlo che in spiaggia o nel mare la vera mi si sarebbe potuta sfilare dal dito e quindi avrei dovuto con un pò più di accortezza lasciarla in camera, nella valigia o in qualche altro posto sicuro.
    Essendo poi io vedovo, mi rincresce ancora di più perché è uno dei pochi ricordi che mi rimanevamo di mia moglie.

    Pazienza.
    Rimedierò acquistando una nuova vera con le stesse scritte che aveva quella originale , e mi illuderò di non averla mai persa.
    Mia moglie dal cielo mi scuserà per la mia dabbenaggine.


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    24 marzo 2010

    52.0) Berlusconi quà, Berlusconi là, mannaggia, che rottura!

    Berlusconi quà, Berlusconi là,
    Mannaggia, che rompimento!



    I giornali non parlano che di Berlusconi
    La televisione non parla che di Berlusconi.
    Al bar non si parla che di Berlusconi.
    Mia suocera non fa altro che parlare bene di Berlusconi.

    E basta!
    Non se ne può più!
    Finiamola di mettere Berlusconi al centro della nostra vita.

    Ci sono altri mille argomenti di cui interessarsi e di cui parlare.

    Ci sono argomenti belli.
    Ei in arrivo la primavera.
    Forse a breve avrò un colloquio per un posto di lavoro.
    Qualcuno di noi sta per diventare mamma o papà.
    Tra qualche mese le vacanze.
    Io mi sono fatto l’amante.

    Ci sono argomenti brutti.
    Il precariato di mia figlia forse non terminerà mai.
    La busta paga da mesi non arriva più in casa mia.
    L’inquinamento atmosferico è alle stelle.
    In Italia non funziona più niente, tranne la mafia e il festival di Sanremo.
    Mia moglie si è fatta l’amante.

    Ci sono argomenti misti.
    L’Inter sta per perdere lo scudetto?
    La mia auto ha bisogno di una visita urgente dal meccanico.
    Io mi sono fatto l’amante, alla faccia di quella cornutaccia di mia moglie.
    Mia moglie si è fatta l’amante, e mi sta facendo cornuto, mannaggia a me.


    Volendo, ce ne sono di cose di cui parlare.
    Lasciamo allora che Berlusconi se ne vada a quel paese, lui e tutti i suoi impicci giudiziari.
    E noi ,ragazzi, finalmente ,parliamo d’altro, dai che è meglio.


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    25 agosto 2009

    346) Che fastidio la spocchiosa superbia dei partecipanti al meeting di Rimini.




    Che fastidio la spocchiosa superbia dei partecipanti al meeting di Rimini.

    La terra di Romagna, con le sue spiagge infinite, con il mare che degrada lentamente e permette la balneazione di grandi e piccini, degli amanti del nuoto e dei principianti, e soprattutto con le migliaia di alberghi e pensioni di ogni tipologia e prezzo, è ormai da sempre presa d’assalto dai turisti in estate.

    Specialmente nel mese di agosto quando le aziende e le fabbriche sono chiuse, si riversano in particolar modo nella città di Rimini centinaia di migliaia di persone e di villeggianti.
    Il turismo è diventato vocazione per Rimini, tanto da essere ormai denominata la "città divertimentificio".
    Infatti, oltre alle bellezze della città ,del mare e delle spiagge, i villeggianti possono usufruire di diverse discoteche e di luoghi di passeggio che richiamano le persone per lo shopping e il divertimento serale e notturno.
    A Rimini proprio non ci si annoia, semmai è la mancanza di quel sano relax silenzioso e tranquillo che può dare fastidio.
    E d’altronde la gente arriva qui dopo un anno di lavoro o di studio per ritemprarsi e divertirsi , rifuggendo dai soliti pensieri e dalle preoccupazioni del bilancio familiare e delle ristrettezze economiche, che vengono archiviate e rimandate a dopo le vacanze.
    A Rimini si viene d’estate per divertirsi, per socializzare e per stare insieme in un mix di sana allegria, fatta anche di rumorosità pacchiana e plebea.

    Nella stessa zona e nel mese più rumoroso e caldo nel quale centinaia di migliaia di persone si accalcano negli alberghi e sulle spiagge per celebrare il rito festaiolo delle vacanze, per ritemprare il proprio fisico e dare un calcio per qualche giorno ai pensieri e alle preoccupazioni economiche, è da ormai 30 anni che si svolge a Rimini anche il Meeting dell'amicizia tra i popoli.

    E’ certamente un’iniziativa encomiabile, voluta direttamente dal fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione don Giussani, quella di riunirsi in migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo per discutere di problemi specifici e cercare e proporre delle soluzioni.

    L’autorevolezza dei temi trattati e la partecipazione di personaggi famosi, di scienziati, scrittori, filosofi, di politici e di alte autorità religiose, fanno del Meeting di Rimini un’occasione intellettuale cui è doveroso partecipare per uno che ci tenga ad apparire e a far parlare di sé.
    Sono discussioni e riunioni a livello di elite universitaria ed intellettualoide, anche un poco spocchiosa.
    Ad esempio, oggi 25 agosto 2009,martedì, è intervenuto al meeting il successore di Don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione , don Julián Carrón ed ha trattato un argomento in tema con lo slogan di quest’anno , che è "La conoscenza è sempre un avvenimento".
    Don Carron ha illustrato con la consueta bravura e competenza le lettere di san Paolo, intrattenendo le migliaia di partecipanti sui principi e i rischi di un’errata lettura ed interpretazione di tali lettere paoline.
    Solo conoscendole e studiandole alla perfezione in ogni loro recondito significato, si potranno poi portare gli insegnamenti in esse contenuti al popolo cristiano assetato di sapere.

    L’alto livello intellettuale degli interventi del Meeting, ha richiamato anche la presenza di giornalisti che hanno presentato i loro servizi intervistando alcune delle persone convenute alla manifestazione.
    Ebbene, la risposta di un personaggio anche televisivamente noto, è stata quella di far rimarcare come a Rimini, in agosto, non si debba solo parlare di vacanze , di mare e di divertimenti, ma si possano pure affrontare discussioni su San Paolo e sulle implicazioni sociali e culturali delle sue lettere e del suo insegnamento.
    E’ un modo come un altro per dire, meno brutalmente di quanto sto facendo, che grazie a Dio, in agosto, a Rimini, col caldo, non c’è solo il popolino che fa festa e rumore sulle spiagge e nelle discoteche, ma esiste anche una elite di persone, di cui lui , l’intervistato fa parte, che sa ancora dedicare un pò del proprio tempo e delle proprie energie per discettare su San Paolo e sui sommi problemi metafisici.
    Il popolino se ne ricordi,se vuole veramente essere governato da persone serie, quando sarà il momento del voto, che lui nell'agosto 2009, a Rimini, col caldo, invece che sulla spiafggia o in discotecase ne stava lì in un congresso a parlare di san Paolo.

    Forse a quel politico davvero non interessano le spiagge o le discoteche o lo shopping serale riminense, ed era veramente attirato dalla discussione su San Paolo, ma l'averlo fatto rimarcare così platealmente in una intervista televisiva, per diversificarsi dal popolino, è stato un atto di spocchiosa e fastidiosa superbia.
    E chissà quanti altri, e non lo sapremo mai perchè non sono stati intervistati, lì al Meeting di Rimini ragionano allo stesso modo.
    Così la penso io e se c'è qualcosa che mi irrita è proprio la superbia intellettualoide di certe persone che ti dicono:-Guardate che io non sono come gli altri. Io...,io...-.
    Come non sei come gli altri? Forse che tu non sudi, e non hai gli stessi bisogni fisiologici che abbiamo noi?
    E che sei? un canguro? No, sei solo uno come noi, che però si crede un canguro.

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    14 agosto 2009

    336) L’inutilità dei caselli autostradali intermedi.




    L’inutilità dei caselli autostradali intermedi.

    In questi giorni di grande traffico a causa della la gente che va o torna dalle vacanze, per chi viaggia sulle autostrade una cosa balza agli occhi: la perfetta inutilità dei caselli autostradali intermedi.
    Essi sono fonte di rallentamenti, di code, di ingorghi, a volte anche di tamponamenti e andrebbero aboliti.
    Chiunque dovrebbe poter entrare in autostrada, prendere il biglietto e viaggiare... viaggiare, fino al momento dell'uscita dall'autostrada. Solo a questo punto deve trovarsi di fronte il casello per poter effettuare il pagamento del pedaggio dovuto.


    Ci sarebbe poi anche molto da dire sulla esosità di queste tariffe, e sulla vita da cani del personale addetto alla riscossione del pedaggio costretto, in uno spazio angusto e ristretto, a sorbirsi sia l’inquinamento acustico sia quello dai gas di scarico, ma lasciamo stare e torniamo ai nostri caselli intermedi.


    Non ha senso ogni un certo numero di km, trovarsi improvvisamente di fronte a un casello intermedio, solo perché il tratto di autostrada fin qui percorso è di proprietà della tal società concessionaria , e quello da qui in avanti di un'altra società! E siccome ognuno ha il diritto di riscuotere il pedaggio per la propria parte di competenza, tu, viaggiatore di merda, ogni tanto vieni fermato, incolonnato e messo in pericolo di tamponamenti, per pagare il pedaggio dovuto.


    Ma è proprio così difficile, per le società concessionarie dei vari tratti autostradali, mettersi d’accordo nel lasciar viaggiare le persone e le merci, senza tanti caselli intermedi?
    Attraverso la lettura del casello di entrata e di uscita, con dei software che già esistono, gli impiegati di ogni società, standosene comodamente seduti nei loro uffici, sono in grado di determinare la quota di pedaggio di competenza di ogni concessionaria per ogni autoveicolo transitato, senza interruzioni o forzati incolonnamenti dei viaggiatori.
    Forza, datevi da fare! Semplificateci la vita, dai!


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