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18 settembre 2009

373) Vivere la religione quasi fosse un macigno sulle nostre spalle.




Vivere la religione quasi fosse un macigno sulle nostre spalle.

Ancora nei primordi dell’umanità l’uomo scopre, attraverso i fenomeni e le forze della natura, di cui egli ignora le leggi, la presenza della divinità, e sviluppa attraverso certi rituali e certi comportamenti pratici un rapporto con questo Qualcuno che egli ha capito essergli superiore.
Nasce così la religione naturale, fatta di sentimento e gusto dell’Infinito, che stabilisce una dipendenza dell’uomo da una Realtà misteriosa totalmente al di fuori di lui e un legame che unisce l’uomo a Dio.
Nascono le prime pratiche religiose connesse al rapporto con l’Essere soprannaturale: la venerazione del Divino, i sacrifici rituali, il culto dei morti.
La religione primitiva è un sentimento di rispetto e di fede ispirato dal senso del divino che si ritrova in ogni singola persona, e che differisce da individuo ad individuo.
Molte saranno poi le religioni che l’uomo svilupperà lungo i secoli, considerando esse un insieme di vari elementi, quali la dottrina, le preghiere, i riti, i racconti, le abitudini, le credenze, le regole di comportamento, le cerimonie e la liturgia che caratterizzano una specifica religione e che sono trasmessi di generazione in generazione.
La religione è anche portatrice di una certa visione del mondo che stabilisce ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ed è basata su una dottrina che spiega il rapporto dell’uomo con tutto ciò che sta di là della realtà materiale, ovvero con la sfera ultraterrena.
Purtroppo ogni religione si ritiene depositaria degli insegnamenti divini e unica portatrice della Verità. Questo atteggiamento genera incomprensioni e diffidenze verso altri popoli e crea il presupposto di conflitti e guerre contro chi professa altre religioni.
Ma le guerre e le contrapposizioni avvengono e sono sempre avvenute anche per altri motivi che non siano quelli religiosi. Infatti sono innumerevoli le volte nel corso dei secoli nelle quali, in nome di miti sostitutivi quali il potere, il denaro, il successo, il partito, la scienza, sono state violate le regole della pacifica convivenza tra le Nazioni e sono state massacrate intere popolazioni.

La sete di Dio, il bisogno di Dio, cioè la religione intesa nel senso primordiale, dovrebbe essere intesa come un aiuto all’uomo per vivere meglio la propria vita, al fine di incanalarla verso obiettivi non solo terreni ma anche spirituali e ultraterreni.
La religione è una marcia in più che l'uomo religioso ha rispetto all'ateo.
Ogni religione proprio per fare in modo che gli uomini camminino su vie diritte, dignitose e pacifiche per la comunità e la convivenza sociale, insegna l’ubbidienza, il sacrificio personale, l’umiltà, la rassegnazione, ed indica nell’osservanza o mancata osservanza di queste regole imposte dalla Divinità, la meritata felicità o il giusto castigo nell’al di là.

A volte le persone si identificano pienamente con la dottrina e i dogmi di una determinata religione, ed altre volte invece seguono maggiormente i riti, la tradizione e le usanze interpretando il tutto in maniera personale e cervellotica, e creandosi una propria religione privata, che di quella ufficiale conserva solo il nome esteriore.

In questo modo col passare dei secoli, si è spesse volte travisato il perché di singole norme o di singole usanze, e se ne è perso il vero significato interiore.
Ad esempio, per i musulmani i divieti di bere alcolici o di mangiare carne di maiale erano legati alle condizioni di vita di certe popolazioni nomadi dell’Arabia, dove il caldo, la poca igiene e la mancanza di efficaci metodi di conservazione del cibo potevano portare a conseguenze di malattie catastrofiche per la popolazione.
Oggigiorno, per un musulmano trapiantato in Europa questi motivi di divieto , a ben vedere non esistono più ed eppure, rimanendo molto diffusa l’ignoranza sul perché di certe norme religiose, i divieti sono ancora praticati e seguiti .
Il mese di Ramadan, nel quale è vietato mangiare e bere lungo la giornata, era stato voluto dal Messaggero della volontà divina, come un atto di penitenza e di omaggio all’Essere creatore.
Ma un conto era per le popolazioni dell’epoca starsene tutto il giorno a oziare sotto una tenda al riparo dal sole in attesa della abbondante cena serale, un conto è per un musulmano che lavora in Europa con la schiena ricurva sotto una serra a 50 o 60 gradi di temperatura a raccogliere pomodori o insalata, starsene tutto il giorno senza poter bere una goccia d’acqua.

Qui la religione è vissuta non come una marcia in più per l’uomo, ma come una maledizione, come se un macigno di enormi proporzioni fosse stato posato sulle nostre spalle per renderci la vita sempre più complicata.
Di una religione così, che ci chiede dei sacrifici senza senso e senza un perché, proprio non ne abbiamo bisogno.
Non la vogliamo una religione così.
Non è più un elevare la mente a Dio, ma è un elevare parolacce a Dio, per le condizioni inumane nelle quali ci costringe a vivere.
E invece non è Lui che ci impone queste regole assurde, ma siamo noi uomini, con la nostra interpretazione del cavolo che non va a vedere il motivo e il perché di una certa usanza, che ci facciamo del male da soli e poi imprechiamo contro la volontà divina.
Che non c’entra niente.


Sempre per stare nella religione musulmana, ma ci sarebbero esempi a bizzeffe anche in quella cattolico cristiana, l’aver predicato per millenni l’odio contro chi professa un’altra religione, e l’assoluta necessità di non derogare da certe usanze medioevali, impedisce alle ragazze di fede musulmana e magari nate in Italia da famiglie da decenni qui trapiantate , di studiare la lingua italiana e di frequentare o fidanzarsi con ragazzi italiani.
In questi ultimi mesi due fatti di sangue hanno tristemente fatto tornare alla ribalta questa concezione erronea e retrograda della stessa religione musulmana.
Due papà, due brave persone e sicuramente due bravi lavoratori, amanti e orgogliosi della propria famiglia , hanno preferito ammazzare in modo barbaro le loro figlie perché frequentavano o si erano fidanzate con ragazzi italiani di religione diversa dalla musulmana ed anche perché esse avrebbero voluto vivere non più con le ferree regole medievali della loro religione, ma avere gli stessi comportamenti delle loro amiche o colleghe di lavoro italiane.
Evidentemente questi padri di famiglia sono stati indottrinati a concepire la religione non come un modo per vivere meglio la propria vita e quella dei propri familiari, ma come un pesante macigno che una divinità che gode della sofferenza umana ha loro caricato sulle spalle per una vita infelice di qua e magari peggiore di là.

Ma santo Iddio, o Allah, o Maometto, o Buddha, o come diavolo lo volete chiamare, non era meglio se quei due padri di famiglia invece che così religiosi, fossero stati un po’ più atei?
Magari avessero vissuto la loro religione in modo un po’ più distaccato e un po’ più intelligente!
Oggi le loro figlie sarebbero ancora in vita, e loro, anziché in carcere, forse sarebbero a passeggio con dei nipotini.


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25 maggio 2009

253) Vecchiacci e minorenni. Niente di nuovo sotto il sole. Ci sono sempre stati, perché dunque tanta meraviglia questa volta?


Vecchiacci e minorenni. Niente di nuovo sotto il sole. Ci sono sempre stati, perché dunque tanta meraviglia questa volta?

Non a tutti fa piacere sentir parlare di sessualità degli anziani, anzi a molti l’argomento fa abbastanza schifo.
E tuttavia voglio oggi parlare di questo argomento, prendendola molto alla larga, e traendo spunto dal fatto che in questi giorni in Italia non si parla che di questo, e purtroppo in un modo molto ma molto malizioso.

Dunque, si fa un gran parlare delle frequentazioni e dell'interessamento di Berlusconi nei confronti di una ragazzina, fino a dieci giorni fa ancora minorenne, che lo chiama maliziosamente "papi".
Che la ragazzina in questione sia una persona in cerca di occasioni per procacciarsi fama e notorietà e con queste ottenere facilmente soldi e denaro per sbarcare il lunario ed approdare ad una vita facile e comoda sfruttando l’amicizia del nostro Presidente è una cosa che balza agli occhi in modo tanto evidente che non si capisce bene come abbia fatto un uomo navigato come lui a cadere così banalmente nel tranello.
Certo che se i suoi consiglieri sono del calibro di Emilio Fede, Vittorio Feltri e Mario Giordano, in trappole simili (forse da loro ad arte preparate, più che dall’opposizione incapace di finezze così subdole) ) cadrà molto spesso, perché costoro sono personaggi viscidi che baciano la terra che hai calpestato, ma nello stesso tempo sono pronti ad infilarti un pugnale nella schiena ( eufemismo) al primo presunto torto che credono di ricevere. Sono personaggi dei quali, sia detto per inciso, Berlusconi farebbe meglio a liberarsi quanto prima, magari pensionandoli o relegandoli in fantozziani sottoscala.

Non so se le accuse di Veronica Lario nei confronti del marito di frequentare minorenni siano vere oppure no, e d'altronde non è cosa che possa interessare agli italiani, sennonché giornali gossipari e motivi politici si sono ormai a tal punto impadroniti della notizia che tutti gli altri problemi italiani sono stati messi in secondo piano.

E tuttavia affermo che sono problemi familiari in cui è bene non entrare.

Qui voglio semplicemente prendere a pretesto la vicenda per fare delle considerazioni sul come sia abbastanza normale che una persona anziana venga cupidamente attirata verso la carne e la sfera sessuale dei giovinetti, e come sia altrettanto normale che costoro approfittino dell’occasione per mettere nei guai l’anziano oppure ottenere vantaggi da questa sua cupidigia.

Nella terza età la sessualità non cessa, contrariamente a quanto si riteneva fino a pochi decenni fa, ma evolve e si modifica rispetto a quella attuata negli anni della gioventù e della maturità.
Gli anziani in genere non rinunciano affatto alla sessualità all’interno del loro rapporto di coppia ed anzi il numero di rapporti sessuali, e più in generale la volontà di una di vita sessuale, negli anziani sembra maggiormente legata alla presenza di un partner giovane ed è in ogni modo un dato accertato che con l’aumentare dell’età gli uomini preferiscano partner sessuali sempre più giovani.
In oriente si crede che fare l’amore (forse è meglio dire “fare del sesso”) con persone vergini rinvigorisca e ritempri gli anziani che quindi cercano persone di ambo i sessi sempre più giovani, con i quali accoppiarsi.

E dunque perché ancora oggi ci meravigliamo se un potente diventa amico, papi, zio, nonno di una adolescente?
Ma gli anni della Storia sono forse trascorsi invano?
La Storia non è forse piena di narrazioni di persone anziane attirate dalla concupiscenza verso vergini o giovinetti?

I filosofi dell’antichità non avevano forse la consuetudine di avere rapporti sessuali con i loro discepoli più belli e giovani, anche contro la volontà di questi?

Ricordiamoci che la storia di Susanna e i vecchiacci concupiscenti è addirittura narrata nell’Antico Testamento.
Niente di nuovo sotto il sole.




P.S. = Che poi al mondo ci sia gente vigliacca, violenta, disperata, stupida e particolarmente frustrata che stupra o molesta minori non significa che sia l’attrazione stessa per i minori ad essere una malattia o un violento capriccio.
E’ questo non sapersi frenare o fermare nel desiderio sessuale verso persone sempre più giovani, come gli adolescenti o addirittura i bambini, che dà luogo al triste fenomeno della pedofilia.

Ma questi ragionamenti ci portano fuori dall'argomento che volevamo trattare.


vedi la storia di Susanna e i vecchiacci
altro brano su Susanna




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