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19 aprile 2012

44.2) Potrebbe essere un falso il dossier contro Maroni? Si certo.


Il falso dossier di Maroni contro se stesso.



Se io volessi fare un dossier contro Maroni per screditarlò agli occhi della pubblica opinione, vi pare logico che lo riempia di inesattezze e di stupiderie ?
No di certo.
Elencherei misfatti e prove, testimonianze, circostanze e scritti.
Lo inchioderei alle sue responsabilità, di fronte all’evidenza di quanto contenuto nel dossier.
Maroni non avrebbe scampo.

Invece ieri il buon Maroni si è fatto intervistare bello bello dalla televisione, per dichiarare che qualcuno gli ha mostrato un dossier contro di lui, e che questo dossier non lo preoccupa affatto perché è pieno di inesattezze e di stupidità.
Ad esempio vi si dichiara che egli è tuttora proprietario di uno yacth ormeggiato a Portorose in Slovenia, mentre la piccola barchetta che egli davvero possedeva tempo fa veniva ormeggiata nel porticciolo di Portorosa nelle isole Eolie.
E via di questo passo, di inesattezza in inesattezza.

Ma vi pare logico che uno che compila un dossier contro qualcuno lo infarcisca di tali dati incompleti , inventati o dubbi o inesatti?
No, non è possibile; un minimo di fatti veri uno ce li deve pur mettere , se vuole davvero essere preso sul serio.

E allora? O il dossier è stato fatto da un cretino, e quindi è materia non di polizia giudiziaria, ma di visita medica psichiatrica, oppure è tutto inventato e messo lì per intorbidare le acque.

O magari, ed è il dubbio che sorge di fronte a tanta insipienza, è stato creato apposta per farsi passare da vittima sacrificale di oscure macchinazioni interne al partito ed essere perciò di fatto legittimato ad agire con epurazioni e diventare così l’uomo forte al comando per poter effettuare
cambiamenti di rotta politici.


Maroni, Maroni volevi farti incoronare nuovo capo del tuo partito denunciando complotti inesistenti contro di te, ma hai fatto preparare un dossier troppo fasullo per essere creduto vero, e quindi il tuo piano di conquista del potere, anche agli occhi del leghista più imbranato è destinato a non essere creduto.

Dovevi fare le cose meglio: qualche prova di qualche tua marachella ( che certamente anche tu come tutti noi avrai sicuramente commesso) dovevi farla mettere nel dossier che hai ordinato contro di te.
Il dossier sarebbe stato più credibile.
Così invece è
tutto troppo falso, e sarai presto smascherato.



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19 settembre 2011

161.1) Belle frasi religiose.

Belle frasi religiose.

Non possono far male, i morti,
e perciò dopo molto tempo
si pensa di essi solo il bene.

Ho imparato a sopportare anche i rimorsi.

La mia fede mi fa certo di quel che credo, e credere in quel ch’è certo.

Il vero uomo religioso abita fuori del mondo, anche se il mondo abita in lui.

Di Dio gli uomini sono troppo compresi della Sua infinita lontananza, dimenticandosi sovente della Sua infinita vicinanza.

Noi uomini sulla terra, impariamo a volerci bene: in fin dei conti siamo tutti foglie del medesimo tronco.

Non bisogna mai leggere con occhi ciechi, ma aprire gli occhi alla verità.

Cercate le cose grandi e le piccole le avrete in dono, cercate le celesti e le terrene vi verranno in più.

Non facciamo come i vecchi, i quali diventano intolleranti d’ogni cosa che diverga dal loro modo di sentire.

Limiti e divieti di Dio:
Se per definizione Dio è Colui che è, Egli non può non essere.
E parimenti non può nascere, non può perire, non può mutare.
Dio inoltre non può sbagliare, non piò mentire, non può peccare, perché Egli non può, come dice San Paolo, negare sé stesso.
E non può non amare, dal momento che è amore
E non può volere l’ingiustizia, dal momento che è giustizia.
Dio, se è sapienza, non può non sapere.
Dio se è prescienza, non può non prevedere.
E inoltre (ascolta ancora quante altre cose Dio non può fare!) ,
se è volontà suprema, non può non volere
e se è onnipotenza, non può non potere.
Insomma,gli attributi di Dio possono diventare,
per chi abbia l’animo cattivo, 
tutt’a un tratto , altrettanti limiti e divieti.

Gli uomini , per come sono fatti dentro, hanno bisogno che Qualcuno dica loro la verità della verità. 
Ma per far ciò dovrebbero leggere i Vangeli in modo diverso.
Per iniziare una nuova vita religiosa, devono riprendere a leggerli con occhi rinfrescati, quasi che veramente li scoprissero per la prima volta.


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    14 giugno 2011

    106.1) La libertà è partecipazione

    Ieri al referendum hanno partecipato 
    il 57% deigli aventi diritto al voto.
    26 milioni e 850 mila persone.

    Partecipare significa essere o diventare liberi.




    La libertà
    Giorgio Gaber
    (1972)
    Vorrei essere libero, libero come un uomo.
    Vorrei essere libero come un uomo.
    Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
    e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
    sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
    incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche il volo di un moscone,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.
    Vorrei essere libero, libero come un uomo.
    Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
    e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
    che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
    e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche avere un’opinione,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche il volo di un moscone,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.
    Vorrei essere libero, libero come un uomo.
    Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
    e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
    con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
    e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche un gesto o un’invenzione,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche il volo di un moscone,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.


    Da "Dialogo tra un impegnato e un non so"



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    14 febbraio 2011

    24.1) Quest’uomo porta sfiga: speriamo non pronunci mai il mio nome!

    Quest’uomo porta sfiga: speriamo non pronunci mai il mio nome!



    Perchè, sapete,  vorrei scrivere ancora qualche post su questo blog.



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  • un'ondata anomala di pulizia morale ed economica...

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    6 febbraio 2011

    19.1) I problemi d’Italia.

    I problemi d’Italia.

    Noi italiani siamo un popolo pieno di problemi.



    Eppure pensiamo che un miliardario assatanato di sesso e accusato di prostituzione minorile ce li possa o voglia risolvere.

    E sì che nel secolo scorso per un ventennio un “uomo solo al comando” ce l’abbiamo già avuto e tutti noi sappiamo con quali disastrosi risultati.

    A quanto pare forse il vero problema italiano siamo noi italiani, con la nostra ripetitiva imbecillità.




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    14 dicembre 2009

    448) E’ sempre un gesto vile picchiare un vecchio di 75 anni.


    E’ sempre un gesto vile picchiare un vecchio di 75 anni.








    Anche se quest’uomo è uno che se le va a cercare, le antipatie, col suo comportamento da Padre Eterno e con la sua convinzione di essere al di sopra della legge, non esiste nessun motivo valido per giustificare l’aggressione a un uomo di 75 anni.
    Anche se lui è il Presidente del Consiglio in carica ed è osannato e vituperato da un italiano su due ed anche se è accusato delle nefandezze politiche più aberranti, nessuna giustificazione può esserci per un atto vigliacco di aggressione fisica.
    Perché ho paura che questa aggressione ci ricacci indietro ai tempi del fascismo, quando chi non la pensava come noi era automaticamente un nemico degno di essere bastonato o picchiato dalle squadracce di energumeni che passavano di porta in porta a fare prepotenze vigliacche.
    Ed ho anche paura che un clima di odio politico verso chi la pensa in modo diverso da noi , possa portare in breve tempo la democratica Italia a trasformarsi in una nuova ex Jugoslavia, dove la democrazia , le leggi e e la tolleranza verso il prossimo vennero distrutte e sostituite da una caccia all’uomo fino a sconfinare nella guerra civile che portò poi alla rovina e al disfacimento quella Nazione.

    Dicono si sia trattato del gesto di un folle.





    Speriamolo con tutto il cuore e speriamo pure che non nascano da adesso in avanti dei fenomeni di imitazione, perché a questo punto la vita e l’incolumità fisica di ogni uomo politico sarebbe a rischio.
    Bisogna che in Italia si torni a ragionare e a far politica con animo pacato e sereno, senza che nessuno inciti all’odio verso chi non la pensa come noi.
    Dobbiamo tornare ad essere una nazione civile, nella quale sia bello vivere.

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  • 15 novembre 2009

    427) Non mi piaceva più andare a messa. Forse adesso che aboliscono la stretta di mano ci tornerò.


    Non mi piaceva più andare a messa. Forse adesso che aboliscono la stretta di mano ci tornerò.

    La messa negli ultimi anni mi era venuta a noia.
    Questo celebrare in un modo così sciatto quella cosa così sublime e misteriosa che è la santa messa, mi faceva venire il latte alle ginocchia, come si suol dire, mi dava fastidio.
    Preferivo non andarci più. a messa, piuttosto che vederla trasformata in una pessima recita teatrale.
    Oggi poi non la chiamano nemmeno più " santa Messa"; oggi si dice "Messa comunitaria"; e già questo la fa sembrare, più che una celebrazione di un qualcosa che aiuta a sciogliere i drammi e le pulsioni individuali, , un invito per partecipare a un’ammucchiata in una mensa aziendale.
    Hanno tolto il latino dalla Messa perché dicevano che la gente non capiva quello che stava dicendo,(perché oggi invece si capisce!), sostituendolo con delle traduzioni in lingua parlata che fanno star male solo a sentirle.
    Prendete, ad esempio, l’ “Agnus Dei qui tollis peccata mundi “ (Agnello di Dio che porti su di te il peso dei peccati del mondo, Che ti sei gravato del peso dei peccati del mondo) tradotto con “ Agnello di Dio che togli i peccati del mondo" (avessero almeno detto “dal” mondo)!

    Come a dire che la gente per molti secoli, usando il latino, ha pregato Dio senza sapere quello che diceva, e quindi tutte queste preghiere sicuramente se ne erano andate bellamente in fumo.Ma grazie a Dio il nostro Creatore è molto più intelligente di tanti teologi moderni, e a Lui basta che uno gli si rivolga in preghiera con animo schietto e fiducioso per esaudirlo, anche se quello sta sbagliando il significato delle parole.


    Hanno sfrattato il canto gregoriano dalla Messa, e non c'era canto più religioso, religiosamente più puro di quello.
    Hanno sfrattato la grande musica. La grande musica ha portato a Dio più gente, che non tanti secoli di teologia.


    “La grande musica è quel vento misterioso che entra nell'uomo, 
    e lo invade, e lo muove come il vento muove il mare;
    e l'uomo piange o ride beato, si sente felice o triste, e non sa perché;
    e quella è la musica, la grande musica;
    e l'uomo poteva vedere la faccia di Dio,
    che nessuna descrizione della faccia di Dio è mai riuscita a fargli vedere.
    E la Chiesa cattolica,
    una volta considerata intelligente, anche troppo,
    ha buttato la sua grande musica fuori bordo; ai pesci. 
    Leonardo diceva che quando suonano le campane,
    nel suono delle campane l'uomo può mettere tutto quello che vuole; 
    le sue gioie, i suoi dolori, le sue speranze”
    (Vittorio G. Rossi)

    Adesso nella nuova Messa, la musica, la musica nuova e i canti che ne accompagnano la celebrazione sono di una sciatteria talmente evidente che quasi la gente si rifiuta di cantare, delegandone il compito a improvvisati gruppi di adolescenti cantori e suonatori dell’oratorio parrocchiale.

    Il colmo della sciatteria nella recita teatrale che si svolge oggi sull’altare , lo si raggiunge nella preghiera comunitaria , dove stuoli di bambini e bambine si passano di mano in mano un microfono per recitare ognuno di essi delle piccole invocazioni che il più delle volte, per il cattivo uso del microfono o per l’impreparazione del recitante, non vengono capite dai fedeli che partecipano alla messa ( e poi dicono che col latino non si capiva niente!)

    Quelli che hanno fatto la Messa nuova, hanno intuito che non bastava sfrattare il latino e secoli di musica sacra per dare più spiritualità alla Messa; ma bisognava inventarsi qualcosa di teatrale.
    Allora hanno inventato le strette di mano. E questa è la cosa più stupida che sia mai stata fatta in una chiesa cattolica. Ci sono persone pettegole che si voltano avanti e indietro per alcuni minuti alla ricerca di altre mani da stringere: non gli bastano quelle laterali.
    E che dire dell’intensità della stretta di mano? Sembra che alcuni siano convinti che più forte si stringe la mano al prossimo, più forte sia l’augurio di pace che costui riceve. Alcune persone per farti capire che vogliono davvero augurarti la pace, ti stritolano la mano. Altre, invece, a cui non gliene frega niente della tua pace, ti rifilano una mano talmente moscia e sudaticcia che ti fa schifo solo il venirne a contatto.
    Ultimamente poi, per aumentare la teatralità della celebrazione eucaristica, durante la recita del Padre Nostro, tutti si dovevano prendere per mano, formando così delle catene umane fino al termine della recita della preghiera, come i bambini che giocano a girotondo o un pò come si faceva ai miei tempi nelle balere di gioventù formando delle specie di trenini musicali.
    Per non essere coinvolto in queste gestualità teatrali io facevo in modo di arrivare sempre in ritardo e mi addossavo con la schiena al muro in fondo alla chiesa, rimanendo in piedi per tutta la messa, incurante dei posti vuoti nei banchi e rifiutando ostinatamente la sedia che qualche anima pia si dava da fare per offrirmi.
    Devo proprio dirlo: a me piace il teatro, ma il teatro in chiesa non mi è mai piaciuto.
    A dimostrazione del mio scarso senso religioso, ultimamente preferivo non andarci più a messa, piuttosto che vederla trasformata in una pessima recita teatrale.

    Ma il buon Dio vede e provvede! Le pecorelle smarrite se le va a riprendere!
    La diffusione dell’influenza A cambia le abitudini anche a messa e la Chiesa si dà nuove regole per cercare di evitare, o comunque limitare il più possibile le occasioni di contagio influenzale.



    Stringersi la mano è la principale forma di contatto che può esistere tra due persone, lo stringersi la mano aumenta il passaggio di germi da un individuo all’altro, così come oggi sono da evitare le effusioni di amicizia con il finto triplice bacio sulle guance.


    Ci si può dare dimostrazione di amicizia anche senza scambiarci questi gesti diventati ormai pericolosi per la diffusione della malattia.



    Oggi alcuni sacerdoti invitano a sostituire il tradizionale segno della stretta di mano di pace con un sorriso di pace tra i fedeli, altri con un inchino, ed altri ancora con un minuto di silenzio .
    Non mi piaceva più andare a messa. Forse adesso che aboliscono la stretta di mano ci tornerò.
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    18 settembre 2009

    373) Vivere la religione quasi fosse un macigno sulle nostre spalle.




    Vivere la religione quasi fosse un macigno sulle nostre spalle.

    Ancora nei primordi dell’umanità l’uomo scopre, attraverso i fenomeni e le forze della natura, di cui egli ignora le leggi, la presenza della divinità, e sviluppa attraverso certi rituali e certi comportamenti pratici un rapporto con questo Qualcuno che egli ha capito essergli superiore.
    Nasce così la religione naturale, fatta di sentimento e gusto dell’Infinito, che stabilisce una dipendenza dell’uomo da una Realtà misteriosa totalmente al di fuori di lui e un legame che unisce l’uomo a Dio.
    Nascono le prime pratiche religiose connesse al rapporto con l’Essere soprannaturale: la venerazione del Divino, i sacrifici rituali, il culto dei morti.
    La religione primitiva è un sentimento di rispetto e di fede ispirato dal senso del divino che si ritrova in ogni singola persona, e che differisce da individuo ad individuo.
    Molte saranno poi le religioni che l’uomo svilupperà lungo i secoli, considerando esse un insieme di vari elementi, quali la dottrina, le preghiere, i riti, i racconti, le abitudini, le credenze, le regole di comportamento, le cerimonie e la liturgia che caratterizzano una specifica religione e che sono trasmessi di generazione in generazione.
    La religione è anche portatrice di una certa visione del mondo che stabilisce ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ed è basata su una dottrina che spiega il rapporto dell’uomo con tutto ciò che sta di là della realtà materiale, ovvero con la sfera ultraterrena.
    Purtroppo ogni religione si ritiene depositaria degli insegnamenti divini e unica portatrice della Verità. Questo atteggiamento genera incomprensioni e diffidenze verso altri popoli e crea il presupposto di conflitti e guerre contro chi professa altre religioni.
    Ma le guerre e le contrapposizioni avvengono e sono sempre avvenute anche per altri motivi che non siano quelli religiosi. Infatti sono innumerevoli le volte nel corso dei secoli nelle quali, in nome di miti sostitutivi quali il potere, il denaro, il successo, il partito, la scienza, sono state violate le regole della pacifica convivenza tra le Nazioni e sono state massacrate intere popolazioni.

    La sete di Dio, il bisogno di Dio, cioè la religione intesa nel senso primordiale, dovrebbe essere intesa come un aiuto all’uomo per vivere meglio la propria vita, al fine di incanalarla verso obiettivi non solo terreni ma anche spirituali e ultraterreni.
    La religione è una marcia in più che l'uomo religioso ha rispetto all'ateo.
    Ogni religione proprio per fare in modo che gli uomini camminino su vie diritte, dignitose e pacifiche per la comunità e la convivenza sociale, insegna l’ubbidienza, il sacrificio personale, l’umiltà, la rassegnazione, ed indica nell’osservanza o mancata osservanza di queste regole imposte dalla Divinità, la meritata felicità o il giusto castigo nell’al di là.

    A volte le persone si identificano pienamente con la dottrina e i dogmi di una determinata religione, ed altre volte invece seguono maggiormente i riti, la tradizione e le usanze interpretando il tutto in maniera personale e cervellotica, e creandosi una propria religione privata, che di quella ufficiale conserva solo il nome esteriore.

    In questo modo col passare dei secoli, si è spesse volte travisato il perché di singole norme o di singole usanze, e se ne è perso il vero significato interiore.
    Ad esempio, per i musulmani i divieti di bere alcolici o di mangiare carne di maiale erano legati alle condizioni di vita di certe popolazioni nomadi dell’Arabia, dove il caldo, la poca igiene e la mancanza di efficaci metodi di conservazione del cibo potevano portare a conseguenze di malattie catastrofiche per la popolazione.
    Oggigiorno, per un musulmano trapiantato in Europa questi motivi di divieto , a ben vedere non esistono più ed eppure, rimanendo molto diffusa l’ignoranza sul perché di certe norme religiose, i divieti sono ancora praticati e seguiti .
    Il mese di Ramadan, nel quale è vietato mangiare e bere lungo la giornata, era stato voluto dal Messaggero della volontà divina, come un atto di penitenza e di omaggio all’Essere creatore.
    Ma un conto era per le popolazioni dell’epoca starsene tutto il giorno a oziare sotto una tenda al riparo dal sole in attesa della abbondante cena serale, un conto è per un musulmano che lavora in Europa con la schiena ricurva sotto una serra a 50 o 60 gradi di temperatura a raccogliere pomodori o insalata, starsene tutto il giorno senza poter bere una goccia d’acqua.

    Qui la religione è vissuta non come una marcia in più per l’uomo, ma come una maledizione, come se un macigno di enormi proporzioni fosse stato posato sulle nostre spalle per renderci la vita sempre più complicata.
    Di una religione così, che ci chiede dei sacrifici senza senso e senza un perché, proprio non ne abbiamo bisogno.
    Non la vogliamo una religione così.
    Non è più un elevare la mente a Dio, ma è un elevare parolacce a Dio, per le condizioni inumane nelle quali ci costringe a vivere.
    E invece non è Lui che ci impone queste regole assurde, ma siamo noi uomini, con la nostra interpretazione del cavolo che non va a vedere il motivo e il perché di una certa usanza, che ci facciamo del male da soli e poi imprechiamo contro la volontà divina.
    Che non c’entra niente.


    Sempre per stare nella religione musulmana, ma ci sarebbero esempi a bizzeffe anche in quella cattolico cristiana, l’aver predicato per millenni l’odio contro chi professa un’altra religione, e l’assoluta necessità di non derogare da certe usanze medioevali, impedisce alle ragazze di fede musulmana e magari nate in Italia da famiglie da decenni qui trapiantate , di studiare la lingua italiana e di frequentare o fidanzarsi con ragazzi italiani.
    In questi ultimi mesi due fatti di sangue hanno tristemente fatto tornare alla ribalta questa concezione erronea e retrograda della stessa religione musulmana.
    Due papà, due brave persone e sicuramente due bravi lavoratori, amanti e orgogliosi della propria famiglia , hanno preferito ammazzare in modo barbaro le loro figlie perché frequentavano o si erano fidanzate con ragazzi italiani di religione diversa dalla musulmana ed anche perché esse avrebbero voluto vivere non più con le ferree regole medievali della loro religione, ma avere gli stessi comportamenti delle loro amiche o colleghe di lavoro italiane.
    Evidentemente questi padri di famiglia sono stati indottrinati a concepire la religione non come un modo per vivere meglio la propria vita e quella dei propri familiari, ma come un pesante macigno che una divinità che gode della sofferenza umana ha loro caricato sulle spalle per una vita infelice di qua e magari peggiore di là.

    Ma santo Iddio, o Allah, o Maometto, o Buddha, o come diavolo lo volete chiamare, non era meglio se quei due padri di famiglia invece che così religiosi, fossero stati un po’ più atei?
    Magari avessero vissuto la loro religione in modo un po’ più distaccato e un po’ più intelligente!
    Oggi le loro figlie sarebbero ancora in vita, e loro, anziché in carcere, forse sarebbero a passeggio con dei nipotini.


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    11 settembre 2009

    362) 11 settembre 2001

    Radio Maria- ogni tanto vale la pena di ascoltarla


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    11 settembre 2001

    Otto anni fa, come oggi, il mondo è cambiato.
    E’ cambiato in peggio.
    Una cattiveria sconosciuta a noi che non abbiamo fatto l’ultima guerra mondiale, è entrata nel mondo e lo ha sconvolto.
    Il vedere quei due torracchioni simbolo del benessere e della potenza economica degli Stati Uniti crollare così miseramente in pochi secondi, in mezzo a nuvolaglie di polvere di cemento che ti pareva di respirarle anche stando davanti al televisore, è stato il segno che nel mondo stavano accadendo degli sconvolgimenti terribili che avrebbero cambiato gli uomini in peggio.

    E difatti, da allora la parola guerra e le immagini di guerra sono entrate nella nostra vita quotidiana. con l’invasione dell’Iraq, l’invio di truppe Onu in Afganistan ,le guerre infinite nel medio oriente tra Israele e Palestinesi, tutte cose, queste, che hanno da allora abituato le generazioni nate dopo la fine della seconda guerra mondiale alla normalità della visione di immagini televisive di guerra.

    Le ragioni dell’attentato alle Torri gemelle dell’ 11 settembre 2001, qualcuno nel mondo le esalta, qualcuno le biasima, ma il fatto è che da allora siamo tutti più cattivi ed insicuri, e sarebbe stato meglio se l'attentato non fosse mai avvenuto e le Torri fossero ancora lì a stagliarsi nel panorama dei grattacieli di New York, con le migliaia di vittime innocenti ancora intente alle loro normali occupazioni quotidiane.

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    16 agosto 2009

    339) L'evoluzione di Dio (c'è qualcosa che non quadra).



    L'evoluzione di Dio.
    Da Dio vendicativo e giustiziere, nei secoli si è trasformato in Padre che ama e perdona gli uomini.


    Quando ha creato l’uomo Dio sapeva che questi gli avrebbe disobbedito.
    E che, per ristabilire la giustizia Egli avrebbe dovuto condannare l’uomo a vivere una vita di difficoltà, di sacrifici e di rinunce.
    Ebbene, sapendo tutto ciò, perché lo ha creato ugualmente?.

    Dio forse gode delle sofferenze dell’uomo?
    Non poteva evitare di crearlo?

    Forse Dio, senza l’uomo che lo offende non sarebbe bastato a sé stesso?
    Gli serviva forse qualcosa o qualcuno che gli desse lo spunto per dimostrare la propria giustizia, la propria vendetta, oppure il proprio smisurato amore?

    E’ per questo che, nonostante tutto, Dio ha creato l’uomo?


    Adamo ed Eva offendono Dio ed è
    tutto sommato un'offesa ridicola
    fatta da due esseri sprovveduti che non sapevano quello che facevano.
    Ebbene, Dio che quasi sembra non aspettasse altro, li condanna per l’eternità a scontare la pena di vivere.


    Qui c’è qualcosa che non quadra.


    Gli uomini crocifiggono Gesù Cristo, il Figlio di Dio
    e non avrebbero potuto fare niente di più cattivo:
    uomini che tolgono la vita ad un altro uomo,
    addirittura, vogliono uccidere l' Uomo Dio!
    Ebbene,Gesù li perdona.

    C’è proprio qualcosa che non quadra.


    O Dio si è rammollito,
    oppure, toccando con mano e vivendo egli stesso le difficoltà del vivere quotidiano
    e la fragilità della carne,
    Dio si è fatto più umano.

    Ed allora su tutti i Suoi sentimenti, hanno prevalso in Lui l’Amore e il Perdono.
    Il Dio che noi oggi veneriamo non è più quell'Essere vendicativo e giustiziere dell'Antico Testamento, ma è un Padre che ama e perdona i suoi fragili figli umani.
    Adesso sì che tutto quadra.
    E l’uomo renda grazie a Dio, per avere un Padre così misericordioso.

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    29 maggio 2009

    254) Feltri e Giordano,giornalisti lecchini sempre più in basso





    Feltri e Giordano giornalisti lecchini sempre più in basso


    Franceschini ha indubbiamente detto una frase infelice quando ha detto, riferendosi a Berlusconi,accusato in questi giorni di equivoche frequentazioni di minorenni e impelagato in mezze reticenze e e in mezze verità: ” Fareste educare i vostri figli da un uomo così?”.
    Frase che voleva riecheggiare quella famosa di un candidato alle elezioni americane che diceva dell’avversario politico. “ Voi acquistereste una macchina usata da un uomo così?”

    Quando si scimmiottano gli americani, le cose in Italia non riescono bene.
    Franceschini quella frase se la poteva risparmiare, o poteva farsela formulare meglio dai suoi suggeritori di partito.

    la frase infelice di Franceschini


    I figli di Berlusconi hanno reagito in modo composto ed elegante, e Franceschini ha chiesto loro scusa per averli coinvolti nella diatriba politica.
    Forse farebbe meglio a scusarsi ancora, e per dieci giorni di fila, tanto è stata grande la sua gaffe.

    Alla indubbia eleganza e signorilità della reazione dei figli di Berlusconi, fanno da contrappeso i titoli delle prime pagine di oggi dei giornali filo-lecca-berlusconiani.
    Libero di Vittorio Feltri, accanto alla foto di Franceschini, titola in questo modo ” Fareste educare il vostro cane da un uomo così?"
    E lo stesso fa Il Giornale di Mario Giordano "Affidereste un partito ad un uomo così?".

    E’ proprio vero. E’ sempre stato così. Non c’è niente da fare: più si è piccoli e più ci si offende.
    Alle offese vere o presunte al monarca, fa sempre mostra di indignarsi di più il giullare rispetto alla composta indignazione dell’offeso.
    Perché il giullare, il buffone di corte, il leccapiedi, con questo suo scomposto modo di indignarsi, vuole dimostrare al re quanto gli sia affezionato, e quanto ogni offesa a lui lo colpisca e quindi lo faccia soffrire.
    Ma un re, un monarca intelligente non deve lasciarsi impressionare da queste scomposte manfrine giullaresche, ma le deve valutare per quello che sono, e con una pedata nel sedere deve ricacciare nel suo angolo il buffone di corte, e dedicarsi senza ulteriore perdita di tempo alle cose urgenti del suo governo.

    Caro Berlusconi, ti rinnoviamo l’invito a liberarti di questi giornalisti che fanno finta di indignarsi personalmente quando qualcuno ti attacca, ma che in realtà sono pronti a rivoltarsi contro di te con pugnalate nella schiena non appena un tuo giudizio o una tua frase nei loro confronti. verrà da essi mal interpretato.
    Mandali in pensione, mandali a lavorare in un sottoscala o scantinato fantozziano, tanto più in basso di così giornalisticamente non possono scendere.
    Ed a questi due, ti preghiamo, aggiungici pure anche l’ Emilio Fede, perché questi tre messi insieme, con il loro lecchismo ti fanno più danno che dieci giornalisti dell’opposizione.




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    18 aprile 2009