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26 marzo 2013

22.3) Il fiume più bello del mondo


Qui  siamo  nella Serra della Macarena, parco nazionale della  omonima regione,  nel dipartimento di Meta, in Colombia

Cristaux de Cano è il fiume “ più bello del mondo”, ed è anche chiamato “ il fiume  che diventa Paradiso”, oppure “ il luogo dove  l’arcobleno si trasforma in fiume” .
E’ un fiume  abbastanza corto,  con i suoi  soli 100 km. di lunghezza e  20 metri di  larghezza media, e perciò confrontato con gli altri fiumi del luogo  è   denominato  “ il piccolo fiume colorato”.
 Le cinque tonalità di colore che vengono riflesse dalle sue acque  sono dovute alla florescenza di una pianta fluviale chiamata  Macarenia  clavigera che, e quando il livello dell'acqua è al punto ottimale,fiorisce in mezzo ad alghe e muschio con colori vivaci, dando il caratteristico volto colorato  al fiume.
Le rocce  di materiale duro su cui scorre il fiume, scontrandosi con materiale più friabile,  generano piccoli pozzi circolari chiamati buche, dentro le quali  la leggera turbolenza dell'acqua crea un vortice che ruota insieme con il materiale rigido in sospensione, producendo effetti piacevoli a nuotator esperti ma prudenti.i Questo luogo, per la sua bellezza,  è stato dichiarato  patrimonio  dell’umanità
Il miglior momento dell’anno per visitare il fiume è durante l’estate, nel periodo da giugno a novembre, quando i colori sono più intensi  a causa delle abbondanti piogge  che gonfiano la portata d’acqua  del fiume.






























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31 maggio 2012

59.2) Quel merlo che zampettando attraversa la strada

Mi era capitato già altre volte di  trovarmi di fronte   a degli animali che attraversavano la strada  proprio mentre stavo arrivando con la mia auto.
Si era trattato  quasi sempre di gatti che   schizzavano veloci   come un lampo da un lato all’atro della strada con balzi prodigiosi  .
Un’altra volta, mi era capitato con un cane  mentre stavo  uscendo pian piano dallo scivolo del mio garage : me lo sono trovato davanti seduto in mezzo alla carreggiata  che mi guardava con due occhioni dolcissimi  senza spostarsi da quella pericolosa posizione, e solo quando con un colpo di clacson  l’ho rumorosamente richiamato alla realtà, si è pigramente alzato e lemme lemme  ha attraversato la strada mettendosi al sicuro sul marciapiedi, dove   osservandolo nello specchietto retrovisore, ho visto che si è di nuovo pigramente sdraiato.
Ma mai mi era capitato di trovarmi davanti i al muso della  macchina un uccellino  che  , sulle sue zampette,  attraversava la strada,
Sono stato colpito dalla calma olimpica di questo   esserino e  gli ho dedicato questo  articolo senza pretese.


Quel merlo che zampettando attraversa la strada.


Avete mai visto un merlo che attraversa la strada zampettando davanti alla vostra macchina proprio quando state arrivando?.
Io si.
Voi no?

Ma in che luogo inquinato siete andati ad abitare che lì non ci sono merli che attraversano la strada?
Comunque sia, il vederlo è uno spettacolo.
Notare questo cosino tutto nero col becco giallo che si mette a zampettare velocemente da un marciapiede all’altro della strada, impaurito dall’arrivo della vostra auto e una volta giunto al sicuro voltarsi a guardarvi negli occhi come a dire: - ma sei scemo? ma non avevi visto che stavo atrraversando? -

Si si caro merlo mio, ti avevo visto e ho anche ammirato il tuo veloce zampettio per metterti in salvo, e comunque mai e poi mai ti avrei investito :- avrai notato spero che ho ridotto a passo d’uomo l’andatura, proprio per agevolarti mentre ti osservavo felice dentro di me per questa insolita situazione che la Natura mi stava offrendo.

Ed ora che sei al sicuro dal traffico, caro merletto mio, vai,  vola e vai , supera siepi e giardini e torna al tuo nido a raccontare ai tuoi piccoli la strana avventura che ti è capitata: di quell’automobilista- cioè - che quasi ti voleva investire, anche se raccontandola così, sai  in cuor tuo di star dicendo una bugia.



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8 dicembre 2011

192.1) I pesci non si scontrano mai. Ecco quel che accade in fondo al mare.

Oggi mi va di fare un omaggio natalizio ai cinque lettori che mi seguono.

Sono rimasto attratto da questo filmato e lo voglio offrire loro  con i miei anticipati auguri di Natale.




La bellezza del creato è sempre sconvolgente.

Teniamoci stretta la Natura, non roviniamola con i nostri egoismi umani e con le catastrofi ambientali che ogni tanto poroduciamo.

clicca su questo link
Ecco quel che accade in fondo al mare.
e  goditi il filmato.

Qualcuno ha mai notato che  i pesci non si scontrano mai? Magari succedesse così anche tra noi esseri umani.



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26 marzo 2010

55.0) E’ primavera; che belli quei prati in fiore pieni di margheritine e Ugì de la Madona!

La primavera rinfranca il cuore

E’ primavera; che belli quei prati in fiore pieni di margheritine e Ugì de la Madona!





Gli "occhi della Madonna" mi riportano all'infanzia.

Crescevano sul prato dell'asilo del mio paese e mi sono sempre piaciuti così azzurri e teneri.

Indimenticabili...gli occhi della Madonna!

Ricordo ancora bene quando mi insegnarono a distinguere gli - occhi della Madonna -dal -myosotis, dal non ti scordar di me-.

Mi diceva il nonno: non ti puoi sbagliare perchè gli- ugì de la Madona - hanno solo 4 petali, mentre il - non ti scordar di me - ne ha 5.

Ma il nonno non solo quello mi diceva.
Mi insegnò a guardare ed ammirare tutti i tipi di prati in fiore.



Mi insegnò ad ammirare la bellezza della primavera , ed ancora oggi, mentro spiego al mio nipotino i colori e i nomi dei vari fiori, un senso di gioia mi prende il cuore alla vista di certi spettacoli della natura.


Mi si apre il cuore.


Mi si apre.






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18 settembre 2009

373) Vivere la religione quasi fosse un macigno sulle nostre spalle.




Vivere la religione quasi fosse un macigno sulle nostre spalle.

Ancora nei primordi dell’umanità l’uomo scopre, attraverso i fenomeni e le forze della natura, di cui egli ignora le leggi, la presenza della divinità, e sviluppa attraverso certi rituali e certi comportamenti pratici un rapporto con questo Qualcuno che egli ha capito essergli superiore.
Nasce così la religione naturale, fatta di sentimento e gusto dell’Infinito, che stabilisce una dipendenza dell’uomo da una Realtà misteriosa totalmente al di fuori di lui e un legame che unisce l’uomo a Dio.
Nascono le prime pratiche religiose connesse al rapporto con l’Essere soprannaturale: la venerazione del Divino, i sacrifici rituali, il culto dei morti.
La religione primitiva è un sentimento di rispetto e di fede ispirato dal senso del divino che si ritrova in ogni singola persona, e che differisce da individuo ad individuo.
Molte saranno poi le religioni che l’uomo svilupperà lungo i secoli, considerando esse un insieme di vari elementi, quali la dottrina, le preghiere, i riti, i racconti, le abitudini, le credenze, le regole di comportamento, le cerimonie e la liturgia che caratterizzano una specifica religione e che sono trasmessi di generazione in generazione.
La religione è anche portatrice di una certa visione del mondo che stabilisce ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ed è basata su una dottrina che spiega il rapporto dell’uomo con tutto ciò che sta di là della realtà materiale, ovvero con la sfera ultraterrena.
Purtroppo ogni religione si ritiene depositaria degli insegnamenti divini e unica portatrice della Verità. Questo atteggiamento genera incomprensioni e diffidenze verso altri popoli e crea il presupposto di conflitti e guerre contro chi professa altre religioni.
Ma le guerre e le contrapposizioni avvengono e sono sempre avvenute anche per altri motivi che non siano quelli religiosi. Infatti sono innumerevoli le volte nel corso dei secoli nelle quali, in nome di miti sostitutivi quali il potere, il denaro, il successo, il partito, la scienza, sono state violate le regole della pacifica convivenza tra le Nazioni e sono state massacrate intere popolazioni.

La sete di Dio, il bisogno di Dio, cioè la religione intesa nel senso primordiale, dovrebbe essere intesa come un aiuto all’uomo per vivere meglio la propria vita, al fine di incanalarla verso obiettivi non solo terreni ma anche spirituali e ultraterreni.
La religione è una marcia in più che l'uomo religioso ha rispetto all'ateo.
Ogni religione proprio per fare in modo che gli uomini camminino su vie diritte, dignitose e pacifiche per la comunità e la convivenza sociale, insegna l’ubbidienza, il sacrificio personale, l’umiltà, la rassegnazione, ed indica nell’osservanza o mancata osservanza di queste regole imposte dalla Divinità, la meritata felicità o il giusto castigo nell’al di là.

A volte le persone si identificano pienamente con la dottrina e i dogmi di una determinata religione, ed altre volte invece seguono maggiormente i riti, la tradizione e le usanze interpretando il tutto in maniera personale e cervellotica, e creandosi una propria religione privata, che di quella ufficiale conserva solo il nome esteriore.

In questo modo col passare dei secoli, si è spesse volte travisato il perché di singole norme o di singole usanze, e se ne è perso il vero significato interiore.
Ad esempio, per i musulmani i divieti di bere alcolici o di mangiare carne di maiale erano legati alle condizioni di vita di certe popolazioni nomadi dell’Arabia, dove il caldo, la poca igiene e la mancanza di efficaci metodi di conservazione del cibo potevano portare a conseguenze di malattie catastrofiche per la popolazione.
Oggigiorno, per un musulmano trapiantato in Europa questi motivi di divieto , a ben vedere non esistono più ed eppure, rimanendo molto diffusa l’ignoranza sul perché di certe norme religiose, i divieti sono ancora praticati e seguiti .
Il mese di Ramadan, nel quale è vietato mangiare e bere lungo la giornata, era stato voluto dal Messaggero della volontà divina, come un atto di penitenza e di omaggio all’Essere creatore.
Ma un conto era per le popolazioni dell’epoca starsene tutto il giorno a oziare sotto una tenda al riparo dal sole in attesa della abbondante cena serale, un conto è per un musulmano che lavora in Europa con la schiena ricurva sotto una serra a 50 o 60 gradi di temperatura a raccogliere pomodori o insalata, starsene tutto il giorno senza poter bere una goccia d’acqua.

Qui la religione è vissuta non come una marcia in più per l’uomo, ma come una maledizione, come se un macigno di enormi proporzioni fosse stato posato sulle nostre spalle per renderci la vita sempre più complicata.
Di una religione così, che ci chiede dei sacrifici senza senso e senza un perché, proprio non ne abbiamo bisogno.
Non la vogliamo una religione così.
Non è più un elevare la mente a Dio, ma è un elevare parolacce a Dio, per le condizioni inumane nelle quali ci costringe a vivere.
E invece non è Lui che ci impone queste regole assurde, ma siamo noi uomini, con la nostra interpretazione del cavolo che non va a vedere il motivo e il perché di una certa usanza, che ci facciamo del male da soli e poi imprechiamo contro la volontà divina.
Che non c’entra niente.


Sempre per stare nella religione musulmana, ma ci sarebbero esempi a bizzeffe anche in quella cattolico cristiana, l’aver predicato per millenni l’odio contro chi professa un’altra religione, e l’assoluta necessità di non derogare da certe usanze medioevali, impedisce alle ragazze di fede musulmana e magari nate in Italia da famiglie da decenni qui trapiantate , di studiare la lingua italiana e di frequentare o fidanzarsi con ragazzi italiani.
In questi ultimi mesi due fatti di sangue hanno tristemente fatto tornare alla ribalta questa concezione erronea e retrograda della stessa religione musulmana.
Due papà, due brave persone e sicuramente due bravi lavoratori, amanti e orgogliosi della propria famiglia , hanno preferito ammazzare in modo barbaro le loro figlie perché frequentavano o si erano fidanzate con ragazzi italiani di religione diversa dalla musulmana ed anche perché esse avrebbero voluto vivere non più con le ferree regole medievali della loro religione, ma avere gli stessi comportamenti delle loro amiche o colleghe di lavoro italiane.
Evidentemente questi padri di famiglia sono stati indottrinati a concepire la religione non come un modo per vivere meglio la propria vita e quella dei propri familiari, ma come un pesante macigno che una divinità che gode della sofferenza umana ha loro caricato sulle spalle per una vita infelice di qua e magari peggiore di là.

Ma santo Iddio, o Allah, o Maometto, o Buddha, o come diavolo lo volete chiamare, non era meglio se quei due padri di famiglia invece che così religiosi, fossero stati un po’ più atei?
Magari avessero vissuto la loro religione in modo un po’ più distaccato e un po’ più intelligente!
Oggi le loro figlie sarebbero ancora in vita, e loro, anziché in carcere, forse sarebbero a passeggio con dei nipotini.


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