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20 dicembre 2010

234.0) Un bel Daspo per i politici!

Un Daspo per i politici


Il Daspo è il divieto a certi tifosi turbolenti di accedere allo stadio.

Ora si vuole estendere il Daspo anche a chi abbia partecipato a cortei o manifestazioni di protesta sfociate in atti di violenza.

Ognuno di noi verrà schedato e passato al vaglio di una commissione di polizia appositamente creata.
Se risulterà che avremo fatto una pernacchia fuori luogo ci verrà impedito di uscire di casa in certi momenti e in certi orari decisi da questa commissione.
Altrimenti manganellate, botte da orbi e giorni di galera!

Qui si propone di estendere il Daspo anche ai politici nostrani che abbiano dimostrato di essere in parlamento non per le loro capacità, bensì per le loro affiliazioni alla mafia e alla malavita oppure che abbiamo dimostrato palese incapacità di svolgere il lavoro parlamentare a causa della loro imbecillità .
Ed anche al politico che si è venduto o ha cambiato casacca o partito un bel Daspo non gli farebbe male.
E pure ai parlamentari che hanno pendenze giudiziarie e nonostante ciò sono lì in Parlamento a farci la morale e a imporci leggi balorde.

Una bella schedatura fatta bene impedirebbe, quasi certamente al 90 per cento dei parlamentari attuali di partecipare alle sedute della Camera e del Senato.

Se Daspo deve essere che sia daspo per tutti!
Oltretutto favorirebbe un bel ricambio della classe politica attuale.



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28 marzo 2010

57.0) Quelli che si auto- spediscono dei proiettili per risalire nei sondaggi.

Quelli che si auto- spediscono dei proiettili per risalire nei sondaggi.



Alla vigilia delle elezioni ricevere una busta contenente un proiettile, per un partito o per un politico, è una cosa auspicabile, che ti fa risalire nei sondaggi.
Alla notizia, la gente è invogliata a dire:
- hai visto che odio contro quel tal partito, che odio contro quella tal parte politica?-
E tu vuoi che io voti per coloro che hanno l’abitudine di spedire proiettili dentro una lettera?-
- No, anche se quel politico non mi è particolarmente simpatico, questa volta lo voterò, proprio per far capire agli altri che la violenza non paga.
-Bisogna sempre stare vicini a quelli che subiscono minacce e attentati.-

Quindi non c’è niente di meglio che ricever una busta contenente un proiettile o dei volantini di minacce, per farti risalire nella considerazione della pubblica opinione e nelle classifiche dei sondaggi.

E allora, è proprio così stupida e bacata di mente l’opposizione a spedire tali lettere, o non saranno invece queste delle lettere auto-spedite?

Mah!, il dubbio è lecito , essendo i vantaggi per una parte e le conseguenze negative per l’altra tanto evidenti, e quando soprattutto il dubbio ormai non c’è più tempo per dissiparlo.

Se le lettere esplosive fossero arrivate ad inizio campagna elettorale, magari qualche indagine avrebbe consentito di stabilire il mittente.
Ma ormai si vota, e le lettere auto-spedite sono state gestite in modo da arrivare l’ultimo giorno prima delle elezioni.
E’ così che il carico di danno per una parte politica e quello di una risalita favorevole per l’altra si possono esplicare in tutte le loro conseguenze.

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  • 11 luglio 2009

    302) Ma che "esperti" del cavolo che abbiamo in Italia!


    Ma che "esperti" del cavolo che abbiamo in Italia!

    Lo stupratore seriale catturato a Roma, accusato di tre violenze sessuali e sospettato di averne tentate altre dodici, era stato processato nel 1995 per un reato analogo e rilasciato perché "incapace di intendere e di volere".

    L'identikit dello stupratore era, a detta degli esperti, quello di un uomo disadattato socialmente e dall'infanzia infelice trascorsa tra violenze sessuali subite nell'entourage familiare.
    Le forze dell'ordine erano invitate a scandagliare il mondo della prostituzione e della droga, nel quale certamente il colpevole si annidava.
    La persona arrestata, rea confessa, è invece un impiegato contabile di banca, è un dirigente di un circolo politico del PD, e si sta per laureare dottore in Giurisprudenza: e qualcuno anni addietro lo aveva giudicato incapace di intendere e di volere.
    Forse è ora che vengano nominati degli "esperti" un po’ più esperti di questi "esperti" del cavolo!

    E per fortuna che era un incapace, altrimenti a quest’ora avrebbe potuto stuprare mezza Italia.
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    15 marzo 2009

    201) Una brutta vicenda di violenza, aborti e scomunica



    Una brutta vicenda di violenza, aborti e scomunica.
    An ugly story of violence, abortions and excommunication.

    Siamo in Brasile. a Recife.
    Una ragazzina di nove anni (nove anni!)viene ripetutamente violentata dal patrigno e rimane incinta di due gemellini.
    La violenza su una donna, già grave di per sé, assume un grado di imbarbarimento ancora più deprecabile quando a subirla è una bambina, con l’aggravante della povertà e della situazione di degrado sociale in cui vive.
    A causa della giovanissima età e delle condizioni di salute precarie, la vita di questa puerpera bambina era in pericolo per la doppia gravidanza.
    Viene ricoverata in ospedale e l’equipe medica si trova di fronte a un vero dilemma: come agire in questi casi?
    La coscienza dei medici si ritrova sola con sé stessa nell’atto di dover decidere cosa sia meglio fare.

    Il medico deve risolvere il conflitto che si è creato nel suo animo, ma una decisione comunque deve essere presa, e il più in fretta possibile, e certamente nessuno affronta un dilemma di questo genere con disinvoltura.

    E’ ingiusto e offensivo il solo pensarlo.

    Occorre salvare la vita di questa ragazzina, bisogna rendere giustizia alla sua fragile persona, ridarle una dignitosa speranza e fiducia nel futuro, ben sapendo che così facendo si mettono a repentaglio le vite dei due gemellini concepiti.
    E’ certamente un caso morale tra i più delicati quello che l’equipe di medici sta per affrontare e la sofferta decisione va nella direzione di aiutare la ragazzina ad interrompere la gravidanza.

    Questa vicenda ha guadagnato le pagine dei giornali perchè’ l’arcivescovo di Recife si è affrettato a dichiarare la scomunica per i medici che hanno aiutato la ragazzina ad interrompere la gravidanza.
    Eppure erano ben altri coloro che avrebbero dovuto essere i destinatari della scomunica.
    La rabbia e il rancore che si miscelano nel nostro cuore quando accadono cose simili, andava indirizzata non verso i medici che hanno permesso a una ragazzina di tornare a vivere, ma a quanti nel degrado e nella mancanza spaventosa di sentimenti umani, nel buio più assoluto dell’anima, hanno ripetutamente abusato del corpo , della debolezza, e dell’ignoranza della ragazzina.
    Ma in che Dio crede questo vescovo?
    In un Dio che si compiace della morte di una giovanissima madre di nove anni e dei due gemellini che aveva nel suo grembo?
    In un Dio che avrebbe preferito la morte di tutti e tre questi esseri, invece della morte di solo due di essi?
    In un Dio che se la prende con i medici perché hanno prolungato la vita di una giovane madre?
    In un Dio che scomunica, cioè che non perdonerà mai più questi medici che hanno salvato una vita umana?
    Si ricordi il tal vescovo che di scomunica Gesù non ha mai fatto neppure il minimo cenno nel corso della sua predicazione.
    Egli era venuto per salvare tutti i peccatori, non per maledirne alcuni.
    La scomunica è un invenzione umana, attraverso cui la Chiesa dice che Dio non perdonerà mai chi ha commesso peccati di tale gravità da rientrare in una casistica redatta da alcuni teologi che poco hanno capito della parabola del Figliol Prodigo e della vastità e immensità del perdono di Dio.
    E comunque quale sarebbe il reato imperdonabile commesso da questi medici ?
    Quello di aver salvato la vita di una giovane madre di nove anni?

    Il tal vescovo farebbe bene a indirizzare meglio le sue scomuniche, anzi a non farne mai più alcun uso. Semmai scomunichi sè stesso, per l'incapacità teologica di cui ha dato prova.
    Prima di redigere scomuniche a vanvera, preghi lo Spirito Santo e confidi nel Suo aiuto e nei Suoi consigli.

    vedi la storia vera raccontata dai giornali


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    4 novembre 2008

    70) La violenza è dentro di noi





    La violenza è dentro di noi




    Prendete due bambini, magari due gemelli.
    Stessa età, stessa educazione, stesso ambiente sociale.
    Regalate ad ognuno di loro lo stesso giocattolo.
    Dopo qualche momento, nel quale ognuno di loro si sarà divertito col proprio, i due bambini cercheranno di rubarsi a vicenda il giocattolo dell’ altro.
    Il loro giocattolo non gli basta più.
    Vogliono quello dell’ altro anche se perfettamente uguale al proprio.

    Questo cosa vuol dire?
    Che la violenza è dentro di noi, è insita nei nostri cuori.
    Vuol dire che nel mondo non ci sarà mai pace,
    ci sarà sempre qualcuno che vuole imporsi sugli altri.

    E’ un brutto mondo quello in cui siamo stati messi a vivere.



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