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28 maggio 2014

47.4) Per politici e giornalisti la matematica è un’opinione.


Per politici e giornalisti la matematica è un’opinione.




I dati elettorali diffusi in questi giorni mostrano una grave carenza  aritmetica nella mente dei politici e dei giornalisti.

Per fortuna che c’è il buon senso  della gente comune che è capace di rimettere i dati matematici i a posto.

Ma non si sono accorti questi  cervelloni benpensanti di politici e giornalisti che  la somma  dei voti   che ci stanno propinando   attraverso giornali e telegiornali  supera ampiamente il 100%?
Ma che razza di matematica frulla nelle loro testoline?

Ci hanno comunicato  questi dati e cioè che:
il Pd ha preso il 41% di voti;Il M5S  il 21%;Forza Italia  il 17% ;e tutti gli altri piccoli partiti messi insieme i il   22%.

Poi,  a tutto questo, che già fa  fa il 100%,  aggiungono  pure  la percentuale di chi non si è recato a votare , pari al 47%, e quindi  il risultato viene ad essere di  147%.

Secondo le menti ottenebrate di politici e giornalisti  quindi in  Italia  noi cittadini non siamo più solo  61 milioni, ma addirittura circa  90.



Ma mandateli di nuovo a scuola a studiare le tabelline, invece di  farli sedere lautamente pagati  in Parlamento o  nelle   redazioni dei giornali e Tv, questi incompetenti   aritmeticamente quasi analfabeti! 


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11 dicembre 2011

195.1) Ho sognato della Casta all'inferno

 Ho sognato  della Casta all'inferno





Mentre tutti tirano la cinghia
e il governo tassa persino le pensioni dei poveri cristi
la casta politica non vuole ridursi lo stipendio
( e qui parliamo di stipendi da 17 mila euro lordi
su cui si innestano numerose indennità.)

Allora ho sognato
che i nostri politici
bruciavano tutti tra le fiamme dell’inferno,
e la gente batteva le mani
e gettava monetine
e qualcuno gridava Viva il duce
(e questo però è una cosa brutta).

I Casti
- cioè coloro che fan parte della casta-
prima di entrare nei palazzi del potere
erano davvero casti,
erano cioè brave e oneste persone,
ma un’aria malsana li ha rovinati
ed allora il desiderio della gente comune
è che adesso brucino tutti tra le fiamme
è che il buon Lucifero e le sue truppe si divertano a martoriarli.

Però se i nostri politici rinsaviscono e si riducono lo stipendio
non dico a livello dei suddetti  pensionati poveri cristi
ma degli altri parlamentari europei,
forse vuol dire che
dentro l’aria malsana delle stanze del potere
sta arrivando una ventata di fragranza e di onestà.






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23 luglio 2011

129.1) Tre ministri in una stanza.

Tre ministri in una stanza.
Alla presenza di Umberto Bossi e dei caporioni del Carroccio, oltre che della ministra Michela Brambilla,(che non c'entrava niente ma è come il prezzemolo: dove uomini maschi si riuniscono lei è lì immancabilmente con i suoi capelli rossi e le sue scollature), sono state inaugurate oggi alla Villa Reale di Monza le strombazzate sedi distaccate dei ministeri dell’Economia, delle Riforme e della Semplificazione.
In pratica degli sgabuzzini nudi e crudi con alle pareti i ritratti di Napolitano, Bossi e Alberto da Giussano.



Una pagliacciata, simbolo del degrado politico e istituzionale mai raggiunto nel’Italia repubblicana”.
E Bossi, a chi gli ha fatto osservare che a Roma dell’apertura dei nuovi uffici, non sono molto contenti, ha replicato: “Sono contenti al Nord”.
Evidentemnente Bossi ha perso il suo famoso fiuto su quanto pensa la “sua”gente del Nord.


A chi volete che interessi recarsi a Monza in una stanzetta disadorna con all’esterno le targhette di tre ministeri ( Economia, Semplificazione e Riforme) , a fare che , poi?
Chi ha bisogno di parlare coi politici continuerà a recarsi a Roma, dove può sperare di incontrare quello giusto, capace di ascoltarlo e magari risolvere i suoi problemi.
E poi a Monza, in quella stanzetta disadorna, i tre ministri, quando eventualmente dovessero incontrarsi, cosa faranno?
Alla faccia dei problemi dell’Italia, non potranno che starsene lì a tirar sera giocando magari  a tressette.
Il popolo leghista, voleva ben altro , che tre fannulloni a giocare a carte nei ministeri decentrati del Nord. 
Ma Bossi questo non l'ha ancora capito.


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13 giugno 2011

104.1) Chissà poi perchè i referendum sono inutili se e quando si perdono.

Chissà poi perchè i referendum sono inutili
se e quando si perdono.




Hanno vinto i si:
Ha vinto la volontà della gente
di togliere alcuni articoli
da quattro leggi truffaldine e pasticciate.
Evitando di pubblicizzare i referendum,
anzi tentando di boicottarli, oscurarli, sabotarli e nasconderli in ogni modo,
non si è fatto altro che ingenerare nella pubblica opinione
il sospetto che qualcosa di marcio sotto sotto vi fosse davvero
nel mantenere in vigore quelle leggi ,
e ciò non gradendo,
la maggioranza popolare ha reagito
esprimendo la propria voce
con una affluenza e una partecipazione massiccia al voto.

Ora da parte degli astensionisti dei referendum
non vi sono che alte grida e lamentazioni
per farci sapere che il popolo è stato ingannato,
ancora una volta ,
dai soliti maneggioni di sinistra senza Patria e senza Dio.

E’ un bel concetto di democrazia
per una maggioranza che continua a dire che governerà l’Italia per almeno altri due anni,
quello di non tenere in alcuna considerazione la volontà del popolo,
ed anzi di considerare gli italiani come un popolo bue
che vota non sapendo cosa vota.

Chissà poi perchè i referendum sono dichiarati inutili
se e quando si perdono....
Perché ancora una volta non si vuol capire
che la gente è stufa di una politica fatta di odio e menzogne?
E che sarebbe forse ora di mettersi a governare sul serio questo Paese
che ha bisogno come il pane di buoni e capaci governanti,
che si dedichino più al benessere del popolo
che a tutelare i loro interessi personali?
Forse, a furia di batoste,
si spera che la lezione gli attuali governanti l’abbiano capita.
Ed agiscano di conseguenza.
Mettendosi a governare finalmente come si deve.


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14 aprile 2011

67.1) Sparate (per ora verbali) di gente inutile e dannosa per l'Italia.



Quello che dice Bossi:
immigrati Fora dai ball.

Quello che dice Castelli:
purtroppo per ora
non si può sparare contro di loro,
ma prima o poi...

Quello che dice Speroni:
spariamogli addosso da subito.

Sono cazzate di gente inutile e dannosa per l'Italia.

Cacciamo loro Fora dai ball,
e subito anche.


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28 marzo 2010

57.0) Quelli che si auto- spediscono dei proiettili per risalire nei sondaggi.

Quelli che si auto- spediscono dei proiettili per risalire nei sondaggi.



Alla vigilia delle elezioni ricevere una busta contenente un proiettile, per un partito o per un politico, è una cosa auspicabile, che ti fa risalire nei sondaggi.
Alla notizia, la gente è invogliata a dire:
- hai visto che odio contro quel tal partito, che odio contro quella tal parte politica?-
E tu vuoi che io voti per coloro che hanno l’abitudine di spedire proiettili dentro una lettera?-
- No, anche se quel politico non mi è particolarmente simpatico, questa volta lo voterò, proprio per far capire agli altri che la violenza non paga.
-Bisogna sempre stare vicini a quelli che subiscono minacce e attentati.-

Quindi non c’è niente di meglio che ricever una busta contenente un proiettile o dei volantini di minacce, per farti risalire nella considerazione della pubblica opinione e nelle classifiche dei sondaggi.

E allora, è proprio così stupida e bacata di mente l’opposizione a spedire tali lettere, o non saranno invece queste delle lettere auto-spedite?

Mah!, il dubbio è lecito , essendo i vantaggi per una parte e le conseguenze negative per l’altra tanto evidenti, e quando soprattutto il dubbio ormai non c’è più tempo per dissiparlo.

Se le lettere esplosive fossero arrivate ad inizio campagna elettorale, magari qualche indagine avrebbe consentito di stabilire il mittente.
Ma ormai si vota, e le lettere auto-spedite sono state gestite in modo da arrivare l’ultimo giorno prima delle elezioni.
E’ così che il carico di danno per una parte politica e quello di una risalita favorevole per l’altra si possono esplicare in tutte le loro conseguenze.

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  • 8 marzo 2010

    40.0) L’arroganza del potere

    L’arroganza del potere



     "La burocrazia non può cancellare la democrazia".

    Quando ci sono le elezioni è giusto,che la gente possa e debba poter votare per chi vuole, ma se un partito si presenta alle elezioni consegnando la sua lista e il suo simbolo a tempi ormai scaduti, oppure infarciti di nomi e firme false ,è del pari giusto che la burocrazia, faccia il suo dovere respingendo tali pastrocchi .
    Ed è sintomo di assoluta arroganza del potere che poi il candidato governatore la cui lista non è stata accettata si metta a sbraitare , a minacciare ritorsioni e a insinuare il dubbio che altre liste siano state agevolatec, con frasi del tipo“Se cado io , con me viene giù il Pirellone” e “bisogna verificare anche tutte le firme delle altre liste".

    Che la burocrazia della legge elettorale venga fatta rispettare, è una norma del tutto lecita e del tutto corretta.
    Bisogna infatti rilevare come nelle precedenti elezioni molte liste elettorali siano state scartate in quanto le firme raccolte erano state presentate su fogli staccati, anche se vidimati dai notai.anziché sui previsti fogli a quattro facciate come indicato dal decreto burocratico.elettorale.
    Sono state piccole  ingenuità pagate a caro prezzo che hanno colpito ora l’uno ora l’altro delle liste presentatre dai partiti , perché la legge, fino ad ora, non ammetteva l’ignoranza, o i ritardi (o i pasticci).

    Alzi la mano chi di noi, al sentire del pasticcio combinato dal partito di maggioranza relativa in Lombardia e nel Lazio, non ha esclamato, con gioia o con biasimo a seconda delle proprie simpatie politiche , “Ma guarda un pò che razza di pasticcioni stupidotti e in malafede.. E dire che questi stanno governando l’ìItalia da diversi anni:ed ora si capisce perché le cose in Italia vanno come vanno”!

    Diaciamocelo francamente: “E se fossero stati gli altri, quelli dell’opposizione, i ciglioni comunisti, a combinare questo pasticcio, cosa sarebbe successo?”.
    Siamo proprio così sicuri che li avrebbero riammessi alle elezioni con un decreto interpretativo del governo, o non gli avrebbero invece riso dietro le spalle per anni e anni per l’ingenuità dimostrata?
    Ma il pasticcione in questo caso è stato il PDL e quindi, ora in avanti invece le gloriose macchine elettorali dei grandi partiti al governo potranno combinarne di tutti i i colori e in i tutte le salse, perché ci sarà sempre Qualcuno che vi porrà rimedio con un bel De-cretino, con la scusa che la burocrazia non può cancellare la democrazia., mentre invece è proprio vero il contrario, che cioè la burocrazia ha il pieno diritto di vietare di andare a votare per una manica di pasticcioni ,di incompetenti e di arroganti in malafede.

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  • 30 dicembre 2009

    456) il 2009 termina con le mutande esplosive

    il 2009 termina con le mutande esplosive
    Ma che bel 2009 che è stato!
    In Italia:
    Terremoti, alluvioni, disastri ferroviari, crisi economica, licenziamenti, fallimenti, attentati politici e religiosi.
    Nel mondo:
    Terremoti, alluvioni, disastri ferroviari, crisi economica, licenziamenti, fallimenti, attentati politici e religiosi.

    Meno male che il 2009 se ne va,e speriamo che l'anno nuovo ci porti meno rogne e un pò più di serenità.
    In questo disastro di fine anno c'è della gente che si metterà a festeggiare, a spendere e spandere soldi per dei riti festaioli insulsi e insensati.

    E' stato l'anno delle mutande esplosive?
    Ebbene, e allora facciamole esplodere, accompagnando l'uscita di scena del 2009 come degnamente si merita.
    Con delle belle e sonore e rumorose scoreggiate.


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    3 dicembre 2009

    437) Craxi docet.







    Craxi docet.




    Se un personaggio politico di prima grandezza è accusato di aver commesso dei reati, può indire migliaia di volte le elezioni anticipate ed essere eletto migliaia di volte a maggioranza bulgara, ma le accuse di reato rimangono lì e prima o poi egli dovrà presentarsi davanti ai giudici per cercare di smontarle e dimostrare così la propria innocenza o estraneità ai fatti contestatigli, perchè vincere in continuazione le elezioni ed essere nelle grazie della gente non gli dà automaticamente l’assoluzione o l’impunità.

    E gli elettori, prima o poi gli possono voltare le spalle e allora saran dolori, perché un popolo preso in giro per anni e anni poi non perdona.

    Meglio quindi, molto ma molto meglio, presentarsi davanti ai giudici fintanto che sei ancora nelle grazie della gente, e farsi passare per vittima innocente in caso di condanna, piuttosto che aspettare la futura ira popolare.
    Perché il popolo arrabbiato è una belva feroce che non ha pietà di niente e di nessuno.

    La vicenda di Craxi dovrebbe pur insegnare qualcosa.
    Sempre benvoluto, era all’apice della sua popolarità politica, quando la gente, accortasi di essere stata presa in giro e derubata per anni, gli si è rivoltata contro costringendolo, per evitare conseguenze più pesanti, ad andare in esilio e perfino morire in un Paese straniero.

    Craxi docet.

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  • 15 novembre 2009

    427) Non mi piaceva più andare a messa. Forse adesso che aboliscono la stretta di mano ci tornerò.


    Non mi piaceva più andare a messa. Forse adesso che aboliscono la stretta di mano ci tornerò.

    La messa negli ultimi anni mi era venuta a noia.
    Questo celebrare in un modo così sciatto quella cosa così sublime e misteriosa che è la santa messa, mi faceva venire il latte alle ginocchia, come si suol dire, mi dava fastidio.
    Preferivo non andarci più. a messa, piuttosto che vederla trasformata in una pessima recita teatrale.
    Oggi poi non la chiamano nemmeno più " santa Messa"; oggi si dice "Messa comunitaria"; e già questo la fa sembrare, più che una celebrazione di un qualcosa che aiuta a sciogliere i drammi e le pulsioni individuali, , un invito per partecipare a un’ammucchiata in una mensa aziendale.
    Hanno tolto il latino dalla Messa perché dicevano che la gente non capiva quello che stava dicendo,(perché oggi invece si capisce!), sostituendolo con delle traduzioni in lingua parlata che fanno star male solo a sentirle.
    Prendete, ad esempio, l’ “Agnus Dei qui tollis peccata mundi “ (Agnello di Dio che porti su di te il peso dei peccati del mondo, Che ti sei gravato del peso dei peccati del mondo) tradotto con “ Agnello di Dio che togli i peccati del mondo" (avessero almeno detto “dal” mondo)!

    Come a dire che la gente per molti secoli, usando il latino, ha pregato Dio senza sapere quello che diceva, e quindi tutte queste preghiere sicuramente se ne erano andate bellamente in fumo.Ma grazie a Dio il nostro Creatore è molto più intelligente di tanti teologi moderni, e a Lui basta che uno gli si rivolga in preghiera con animo schietto e fiducioso per esaudirlo, anche se quello sta sbagliando il significato delle parole.


    Hanno sfrattato il canto gregoriano dalla Messa, e non c'era canto più religioso, religiosamente più puro di quello.
    Hanno sfrattato la grande musica. La grande musica ha portato a Dio più gente, che non tanti secoli di teologia.


    “La grande musica è quel vento misterioso che entra nell'uomo, 
    e lo invade, e lo muove come il vento muove il mare;
    e l'uomo piange o ride beato, si sente felice o triste, e non sa perché;
    e quella è la musica, la grande musica;
    e l'uomo poteva vedere la faccia di Dio,
    che nessuna descrizione della faccia di Dio è mai riuscita a fargli vedere.
    E la Chiesa cattolica,
    una volta considerata intelligente, anche troppo,
    ha buttato la sua grande musica fuori bordo; ai pesci. 
    Leonardo diceva che quando suonano le campane,
    nel suono delle campane l'uomo può mettere tutto quello che vuole; 
    le sue gioie, i suoi dolori, le sue speranze”
    (Vittorio G. Rossi)

    Adesso nella nuova Messa, la musica, la musica nuova e i canti che ne accompagnano la celebrazione sono di una sciatteria talmente evidente che quasi la gente si rifiuta di cantare, delegandone il compito a improvvisati gruppi di adolescenti cantori e suonatori dell’oratorio parrocchiale.

    Il colmo della sciatteria nella recita teatrale che si svolge oggi sull’altare , lo si raggiunge nella preghiera comunitaria , dove stuoli di bambini e bambine si passano di mano in mano un microfono per recitare ognuno di essi delle piccole invocazioni che il più delle volte, per il cattivo uso del microfono o per l’impreparazione del recitante, non vengono capite dai fedeli che partecipano alla messa ( e poi dicono che col latino non si capiva niente!)

    Quelli che hanno fatto la Messa nuova, hanno intuito che non bastava sfrattare il latino e secoli di musica sacra per dare più spiritualità alla Messa; ma bisognava inventarsi qualcosa di teatrale.
    Allora hanno inventato le strette di mano. E questa è la cosa più stupida che sia mai stata fatta in una chiesa cattolica. Ci sono persone pettegole che si voltano avanti e indietro per alcuni minuti alla ricerca di altre mani da stringere: non gli bastano quelle laterali.
    E che dire dell’intensità della stretta di mano? Sembra che alcuni siano convinti che più forte si stringe la mano al prossimo, più forte sia l’augurio di pace che costui riceve. Alcune persone per farti capire che vogliono davvero augurarti la pace, ti stritolano la mano. Altre, invece, a cui non gliene frega niente della tua pace, ti rifilano una mano talmente moscia e sudaticcia che ti fa schifo solo il venirne a contatto.
    Ultimamente poi, per aumentare la teatralità della celebrazione eucaristica, durante la recita del Padre Nostro, tutti si dovevano prendere per mano, formando così delle catene umane fino al termine della recita della preghiera, come i bambini che giocano a girotondo o un pò come si faceva ai miei tempi nelle balere di gioventù formando delle specie di trenini musicali.
    Per non essere coinvolto in queste gestualità teatrali io facevo in modo di arrivare sempre in ritardo e mi addossavo con la schiena al muro in fondo alla chiesa, rimanendo in piedi per tutta la messa, incurante dei posti vuoti nei banchi e rifiutando ostinatamente la sedia che qualche anima pia si dava da fare per offrirmi.
    Devo proprio dirlo: a me piace il teatro, ma il teatro in chiesa non mi è mai piaciuto.
    A dimostrazione del mio scarso senso religioso, ultimamente preferivo non andarci più a messa, piuttosto che vederla trasformata in una pessima recita teatrale.

    Ma il buon Dio vede e provvede! Le pecorelle smarrite se le va a riprendere!
    La diffusione dell’influenza A cambia le abitudini anche a messa e la Chiesa si dà nuove regole per cercare di evitare, o comunque limitare il più possibile le occasioni di contagio influenzale.



    Stringersi la mano è la principale forma di contatto che può esistere tra due persone, lo stringersi la mano aumenta il passaggio di germi da un individuo all’altro, così come oggi sono da evitare le effusioni di amicizia con il finto triplice bacio sulle guance.


    Ci si può dare dimostrazione di amicizia anche senza scambiarci questi gesti diventati ormai pericolosi per la diffusione della malattia.



    Oggi alcuni sacerdoti invitano a sostituire il tradizionale segno della stretta di mano di pace con un sorriso di pace tra i fedeli, altri con un inchino, ed altri ancora con un minuto di silenzio .
    Non mi piaceva più andare a messa. Forse adesso che aboliscono la stretta di mano ci tornerò.
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    25 agosto 2009

    346) Che fastidio la spocchiosa superbia dei partecipanti al meeting di Rimini.




    Che fastidio la spocchiosa superbia dei partecipanti al meeting di Rimini.

    La terra di Romagna, con le sue spiagge infinite, con il mare che degrada lentamente e permette la balneazione di grandi e piccini, degli amanti del nuoto e dei principianti, e soprattutto con le migliaia di alberghi e pensioni di ogni tipologia e prezzo, è ormai da sempre presa d’assalto dai turisti in estate.

    Specialmente nel mese di agosto quando le aziende e le fabbriche sono chiuse, si riversano in particolar modo nella città di Rimini centinaia di migliaia di persone e di villeggianti.
    Il turismo è diventato vocazione per Rimini, tanto da essere ormai denominata la "città divertimentificio".
    Infatti, oltre alle bellezze della città ,del mare e delle spiagge, i villeggianti possono usufruire di diverse discoteche e di luoghi di passeggio che richiamano le persone per lo shopping e il divertimento serale e notturno.
    A Rimini proprio non ci si annoia, semmai è la mancanza di quel sano relax silenzioso e tranquillo che può dare fastidio.
    E d’altronde la gente arriva qui dopo un anno di lavoro o di studio per ritemprarsi e divertirsi , rifuggendo dai soliti pensieri e dalle preoccupazioni del bilancio familiare e delle ristrettezze economiche, che vengono archiviate e rimandate a dopo le vacanze.
    A Rimini si viene d’estate per divertirsi, per socializzare e per stare insieme in un mix di sana allegria, fatta anche di rumorosità pacchiana e plebea.

    Nella stessa zona e nel mese più rumoroso e caldo nel quale centinaia di migliaia di persone si accalcano negli alberghi e sulle spiagge per celebrare il rito festaiolo delle vacanze, per ritemprare il proprio fisico e dare un calcio per qualche giorno ai pensieri e alle preoccupazioni economiche, è da ormai 30 anni che si svolge a Rimini anche il Meeting dell'amicizia tra i popoli.

    E’ certamente un’iniziativa encomiabile, voluta direttamente dal fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione don Giussani, quella di riunirsi in migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo per discutere di problemi specifici e cercare e proporre delle soluzioni.

    L’autorevolezza dei temi trattati e la partecipazione di personaggi famosi, di scienziati, scrittori, filosofi, di politici e di alte autorità religiose, fanno del Meeting di Rimini un’occasione intellettuale cui è doveroso partecipare per uno che ci tenga ad apparire e a far parlare di sé.
    Sono discussioni e riunioni a livello di elite universitaria ed intellettualoide, anche un poco spocchiosa.
    Ad esempio, oggi 25 agosto 2009,martedì, è intervenuto al meeting il successore di Don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione , don Julián Carrón ed ha trattato un argomento in tema con lo slogan di quest’anno , che è "La conoscenza è sempre un avvenimento".
    Don Carron ha illustrato con la consueta bravura e competenza le lettere di san Paolo, intrattenendo le migliaia di partecipanti sui principi e i rischi di un’errata lettura ed interpretazione di tali lettere paoline.
    Solo conoscendole e studiandole alla perfezione in ogni loro recondito significato, si potranno poi portare gli insegnamenti in esse contenuti al popolo cristiano assetato di sapere.

    L’alto livello intellettuale degli interventi del Meeting, ha richiamato anche la presenza di giornalisti che hanno presentato i loro servizi intervistando alcune delle persone convenute alla manifestazione.
    Ebbene, la risposta di un personaggio anche televisivamente noto, è stata quella di far rimarcare come a Rimini, in agosto, non si debba solo parlare di vacanze , di mare e di divertimenti, ma si possano pure affrontare discussioni su San Paolo e sulle implicazioni sociali e culturali delle sue lettere e del suo insegnamento.
    E’ un modo come un altro per dire, meno brutalmente di quanto sto facendo, che grazie a Dio, in agosto, a Rimini, col caldo, non c’è solo il popolino che fa festa e rumore sulle spiagge e nelle discoteche, ma esiste anche una elite di persone, di cui lui , l’intervistato fa parte, che sa ancora dedicare un pò del proprio tempo e delle proprie energie per discettare su San Paolo e sui sommi problemi metafisici.
    Il popolino se ne ricordi,se vuole veramente essere governato da persone serie, quando sarà il momento del voto, che lui nell'agosto 2009, a Rimini, col caldo, invece che sulla spiafggia o in discotecase ne stava lì in un congresso a parlare di san Paolo.

    Forse a quel politico davvero non interessano le spiagge o le discoteche o lo shopping serale riminense, ed era veramente attirato dalla discussione su San Paolo, ma l'averlo fatto rimarcare così platealmente in una intervista televisiva, per diversificarsi dal popolino, è stato un atto di spocchiosa e fastidiosa superbia.
    E chissà quanti altri, e non lo sapremo mai perchè non sono stati intervistati, lì al Meeting di Rimini ragionano allo stesso modo.
    Così la penso io e se c'è qualcosa che mi irrita è proprio la superbia intellettualoide di certe persone che ti dicono:-Guardate che io non sono come gli altri. Io...,io...-.
    Come non sei come gli altri? Forse che tu non sudi, e non hai gli stessi bisogni fisiologici che abbiamo noi?
    E che sei? un canguro? No, sei solo uno come noi, che però si crede un canguro.

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    22 agosto 2009

    343) Il numero sei non esiste più.

    Non si riesce più a far uscire il 6 vincente al superenalotto.
    Siamo al punto che vngono in Italia schiere di turisti con voli aerei low cost per giocare la combinazione vincente.
    Ma il 6 non esce.
    Non gli basta avere raggiunto i 140 milioni di euro di montepremi.
    Il 6 non ne vuol sapere di uscire.
    Ed allora mi sono ricordato di un post letto tempo fa che diceva che il 6 non esiste più.
    L'ho ritrovato, quell'articolo, e lo ripropongo qui in questo blog.

    Udite, udite.

    Un equipe di scienziati yemeniti ha dimostrato la non-esistenza del numero sei.

    La notizia non giunge del tutto inaspettata in quanto già da tempo il mondo si interrogava sull'effettiva esistenza di diversi numeri, tra cui il tredici (che porterebbe fortuna) e il dodici sbarrato, che non passa mai.

    Ciononostante, l'intero sistema numerico internazionale verrà messo a dura prova, in quanto tutte le basi matematiche finora considerate corrette dovranno essere rimesse in discussione.

    Per la medesima ragione, si prevedono incalcolabili danni alle strutture elettroniche e informatiche, i cui sistemi dovranno essere prontamente aggiornati per scongiurare l'avvento di un nuovo e più temibile bug "Y2K" di proporzioni planetarie.

    Anche i programmi didattici nelle scuole dovranno essere modificati, per illustrare agli studenti come arrotondare correttamente le cifre di fronte ad inaspettati incontri con l'ex numero.

    Il problema più grave, tuttavia, sarà contenere i moti insurrezionali dei cittadini che avranno probabilmente luogo quando la gente si renderà conto della necessità di abolire "osteria numero sei? Parabon zibon zibon"

    l'originale di questo vecchio spassoso articolo dal blog nanistrani



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    14 agosto 2009

    336) L’inutilità dei caselli autostradali intermedi.




    L’inutilità dei caselli autostradali intermedi.

    In questi giorni di grande traffico a causa della la gente che va o torna dalle vacanze, per chi viaggia sulle autostrade una cosa balza agli occhi: la perfetta inutilità dei caselli autostradali intermedi.
    Essi sono fonte di rallentamenti, di code, di ingorghi, a volte anche di tamponamenti e andrebbero aboliti.
    Chiunque dovrebbe poter entrare in autostrada, prendere il biglietto e viaggiare... viaggiare, fino al momento dell'uscita dall'autostrada. Solo a questo punto deve trovarsi di fronte il casello per poter effettuare il pagamento del pedaggio dovuto.


    Ci sarebbe poi anche molto da dire sulla esosità di queste tariffe, e sulla vita da cani del personale addetto alla riscossione del pedaggio costretto, in uno spazio angusto e ristretto, a sorbirsi sia l’inquinamento acustico sia quello dai gas di scarico, ma lasciamo stare e torniamo ai nostri caselli intermedi.


    Non ha senso ogni un certo numero di km, trovarsi improvvisamente di fronte a un casello intermedio, solo perché il tratto di autostrada fin qui percorso è di proprietà della tal società concessionaria , e quello da qui in avanti di un'altra società! E siccome ognuno ha il diritto di riscuotere il pedaggio per la propria parte di competenza, tu, viaggiatore di merda, ogni tanto vieni fermato, incolonnato e messo in pericolo di tamponamenti, per pagare il pedaggio dovuto.


    Ma è proprio così difficile, per le società concessionarie dei vari tratti autostradali, mettersi d’accordo nel lasciar viaggiare le persone e le merci, senza tanti caselli intermedi?
    Attraverso la lettura del casello di entrata e di uscita, con dei software che già esistono, gli impiegati di ogni società, standosene comodamente seduti nei loro uffici, sono in grado di determinare la quota di pedaggio di competenza di ogni concessionaria per ogni autoveicolo transitato, senza interruzioni o forzati incolonnamenti dei viaggiatori.
    Forza, datevi da fare! Semplificateci la vita, dai!


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    10 agosto 2009

    330) E tu vuoi che mi preoccupi per un fetente in più?

    Gli esami clinici parlano chiaro: il nonno ha un adenocarcinoma all'esofago.
    Pensate che il nonno si sia disperato?
    A noi ce la spiega così:



    Un fetente in più che vuoi che mi preoccupi?

    A volte con i tumori bisogna conviverci.
    Molti tumori non sono subito operabili.
    Bisogna aggredirli lentamente, bisogna conviverci per anni e anni.


    Io ho convissuto con un sacco di gente orrenda
    e a volte pericolosa
    durante gli anni del lavoro,
    e tu vuoi che mi preoccupi
    adesso che sono in pensione,
    per un fetente in più?


    leggi qualche testimonianza

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    328) Le bandiere regionali, quella strana bandiera al Quirinale e l’inno di Mameli.

    Le bandiere regionali, quella strana bandiera al Quirinale e l’inno di Mameli.

    Alcune proposte della lega Nord in questi giorni fanno discutere l’opinione pubblica.
    L’esposizione della bandiera regionale accanto a quella tradizionale e la modifica di alcune parole dell’Inno di Mameli (che non è mai stato dichiarato inno ufficiale dell’Italia), vengono vissute da alcune parti politiche come segnali di una volontà secessionista.
    E tuttavia qualcosa bisognerà pure fare.

    Cominci il Quirinale ad abolire quella strana bandiera tricolore a triangoli che sventola assieme a quella tradizionale a bande verticali verde bianca e rossa.
    Se il Colle si può permettere lo sventolio di una bandiera diversa, perché la Lega Nord non può chiedere che accanto al tricolore tradizionale nazionale si affianchi una bandiera regionale?
    Come le si potrà dire di no, se l’esempio viene dal Colle?

    Diverso è invece il quesito sull’inno di Mameli si, inno di Mameli no.
    Forse è venuto il momento di indire un concorso poetico nazionale per cambiare le parole dell’inno, perché, a parte le parole “Fratelli d’Italia”, il resto è incomprensibile ai più.
    La musica potrebbe anche rimanere, ormai è entrata nel cuore della gente, ma, tanto per restare solo nella prima strofa che è la più conosciuta, di quel "schiava di Roma”, di quell’ "elmo di Scipio” e di quel "le porga la chioma”, non se ne può davvero più.
    Chi canta l’inno non sa cosa stia cantando, ripete le parole a memoria senza capirne il significato, perché ormai sono frasi fuori dal nostro tempo e dal contesto abituale.



    Un concorso poetico per rendere più attuali e più vicine al sentire popolare le parole dell’inno è ormai urgente ed auspicabile.
    Io non ho simpatie leghiste, ma non ci vedo nessuna volontà secessionista in queste richieste che ritengo anzi legittime.


    ascolta l'Inno di Mameli nella versione distribuita dalla Presidenza della Repubblica e cantato da Mario Del Monaco.- se lo si cantasse e suonasse sempre così a nessuno verrebbe mai in mente di volerlo cambiare


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    16 luglio 2009

    305) Razzismo comunale.





    Razzismo comunale.
    Nella nostra società c’è forse una persona più debole di un extracomunitario lontano dal suo Paese, dai suoi parenti, dalla sua cultura, dalla gente della sua stessa razza, e privo di qualsiasi tipo di lavoro perché nessuno gliene offre, che, volendo rimanere onesto, invece di spacciare droga o prostituirsi, espone su un banchetto improvvisato in una strada o su una spiaggia alcune mercanzie o schifezze varie che qualche ditta italiana ha prodotto e gli ha rifilato a poco prezzo?
    Costui è certamente un anello debole della società in cui viviamo.

    Le nostre autorità comunali, contro queste deboli persone mostrano i muscoli e hanno deciso, con l’ausilio delle forze dell’ordine (le quali avrebbero ben altri e più importanti compiti da svolgere per la nostra sicurezza), che oltre alla multa a costoro deve essere anche sequestrata la merce che hanno con sé, in quanto, trattandosi spesso di nullatenenti, ottenere il pagamento della multa potrebbe essere difficile.

    E brave, le nostre autorità: forti con i deboli, e deboli con i forti ed anche un po’ razziste.
    Ve la immaginate un’ordinanza nella quale sia previsto che ad un cittadino italiano e bianco che sta commettendo un reato, venga immediatamente sequestrato un oggetto che ha con sé (un orologio, un braccialetto, o altro), se si ritiene che costui potrebbe non essere in grado di pagare una multa nei termini di tempo previsti?
    No, vero? Non è neppure ipotizzabile un'ordinanza del genere.
    Invece nei confronti degli extracomunitari di cui sopra tutto ciò accade e quindi le nostre autorità stanno compiendo chiaramente atti di razzismo.





    Ci sarebbe poi anche da chiedersi (e difatti ce lo chiediamo), se sia più disonesto vendere a poco prezzo delle imitazioni pacchiane di borsette o profumi o capi di abbigliamento (che peraltro la gente , visto che le compra, mostra di gradire) o se il marcio non stia invece nei prezzi spropositati e folli attuati dalle Ditte che producono gli originali, prezzi che sono alla portata solo di una ristretta elite di persone non sempre del tutto in regola con il fisco?


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