Visualizzazione post con etichetta cuore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cuore. Mostra tutti i post

26 maggio 2011

90.1) Sciagurato governo Berlusconi- Lega: ci avete ridotto come la Grecia.


Sciagurato governo Berlusconi- Lega: ci avete ridotto come la Grecia.


A questo ormai siamo.
Le agenzie di rating internazionale ci declassano a livelli da Terzo mondo.
Come Pil siamo all’ultimo posto in Europa.
Di lavoro non ce n’è più: le aziende chiudono e gli industriali preferiscono speculare in Borsa.
I nostri giovani sono senza avvenire.
I cinquantenni sono considerati lavoratori obsoleti e vengono buttati sulla strada.
Tutto ormai viene prodotto in Cina.
Più nessuno assume operai italiani.
Ma i mutui son lì da pagare. 
Ma vivere bisogna pure cercare di vivere. 
L’istruzione dei figli costa e la scuola privata che questo sciagurato governo appoggia incondizionatamente applica tariffe da ricchi.
I risparmi delle famiglie si stanno assottigliando, e tra breve non ce ne sarà più per nessuno.
La ricchezza nascosta dell’Italia, quella formata da milioni di formichine risparmiose per garantire l’avvenire ai figli e ai nipoti, è agli sgoccioli. 
Le riforme epocali che questo Paese attende vengono rimandate a dopo quella della giustizia, che interessa una sola persona, una, in Italia.
La facessero almeno, e che non se ne parli più.
Ma non sono capaci di fare nemmeno quella.
Berlusconi parla, straparla, promette, minaccia, insulta ma neanche la riforma della giustizia, che tanto gli sta a cuore, è capace di fare.

I leghisti poi, te li raccomando: sono cagnolini al suo servizio, guidati da uno che quando non ha argomenti ti fa le pernacchie, ed ha nel suo staff una persona che chiama porcate le leggi che propone ed altri personaggi di simile caratura.
Hanno ottenuto, forse, il federalismo fiscale ma neppure loro sanno bene cosa sia e a cosa serva.

In Italia quelle poche persone fortunate che ancora hanno un posto di lavoro, lavorano fino a giugno per pagare le tasse allo Stato.
Abbiamo le pensioni e le buste paga più basse d’Europa,ma  le tasse sono le più alte.
Dice l’Inps che la metà dei pensionati italiani campa con 500 euro al mese.
In compenso abbiamo i politici più pagati del mondo, e forse i più ignoranti.

Si vanta, questo sciagurato governo, di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani con nuovi balzelli come hanno sempre fatto i governi di prima.
Lo Stato centrale forse no, ma bloccando i trasferimenti ai Comuni, si sono obbligati questi ultimi a trovare nuove risorse sulle spalle dei cittadini per far quadrare i conti.
E' cambiato solo l'Ente di riferimento autorizzato a metterci le mani in tasca.

I Comuni hanno ridotto tutti i servizi sociali, in particolar modo verso le categorie più deboli, hanno incrementato le multe , etc, etc. etc.
Eppure anche con tutto questo il Debito Pubblico continua a salire.
Si vede che non sanno bene neppure loro, a livello centrale, quanto,e come e dove spendono e spandono.
Qualcosa evidentemente sfugge dai loro conti.

E adesso per sistemare un po’ il Debito entro il 2014 si preannunciano nuove stangate fiscali da 46  miliardi all’anno, che i soliti tartassati dovranno pagare e i soliti noti eviteranno di pagare.
Perbacco, questo governo è talmente inefficiente che non sa neppure combattere l’evasione fiscale: basterebbe controllare gli acquirenti di costosi Suv e auto di grossa cilindrata, per ricavarne qualche soldo.
Ma costoro, guarda caso, sono gli elettori di riferimento di questo sciagurato governo, e guai a chi li tocca.
Sarà poi in seguito compito dei comunisti e dei loro elettori senza cervello cercare di sistemare le cose.
Perché gfli elettori di sinistra saranno anche senza cervello, ma vedono benissimo le cose da fare.
La prima di tutte è di assestare una bella pedata elettorale a questo governo, che se ne vada presto a casa.
Ma forse ormai è già troppo tardi.
Siamo già oggi, dagli analisti finanziari, considerati la nuova Grecia, e ben presto l’Italia del G8 non sarà che un ricordo del passato e questo grazie ai disastri combinati dallo sciagurato governo Berlusconi-Lega.


Altri articoli sull'argomento POLITICA

Home page


26 marzo 2010

55.0) E’ primavera; che belli quei prati in fiore pieni di margheritine e Ugì de la Madona!

La primavera rinfranca il cuore

E’ primavera; che belli quei prati in fiore pieni di margheritine e Ugì de la Madona!





Gli "occhi della Madonna" mi riportano all'infanzia.

Crescevano sul prato dell'asilo del mio paese e mi sono sempre piaciuti così azzurri e teneri.

Indimenticabili...gli occhi della Madonna!

Ricordo ancora bene quando mi insegnarono a distinguere gli - occhi della Madonna -dal -myosotis, dal non ti scordar di me-.

Mi diceva il nonno: non ti puoi sbagliare perchè gli- ugì de la Madona - hanno solo 4 petali, mentre il - non ti scordar di me - ne ha 5.

Ma il nonno non solo quello mi diceva.
Mi insegnò a guardare ed ammirare tutti i tipi di prati in fiore.



Mi insegnò ad ammirare la bellezza della primavera , ed ancora oggi, mentro spiego al mio nipotino i colori e i nomi dei vari fiori, un senso di gioia mi prende il cuore alla vista di certi spettacoli della natura.


Mi si apre il cuore.


Mi si apre.






altri articoli su : Casa Ambiente Ecologia

13 dicembre 2009

447) Ci vorrebbe un licenziatore di fannulloni e di incapaci in molti ospedali d’Italia

Ci vorrebbe un licenziatore di fannulloni e di incapaci in molti ospedali d’Italia

Una domenica pomeriggio dell' ottobre 2009.
Siamo al Pronto Soccorso dell'Ospedale di X, provincia di Y regione di Z.
Dietro il vetro della guardiola 4 infermieri fumano, ridono, scherzano e guardano la partita alla Tv.

Unici pazienti in attesa, io e il mio amico xx, immigrato di colore, in regola con i documenti, che ho trasportato con urgenza qui al pronto soccorso della città dove viviamo perchè ha avuto un improvviso e fortissimo attacco di tachicardia.
Purtroppo non è la prima volta che gli succede.

Lavorando nelle serre alla raccolta di pomodori o peperoni, il caldo torrido e umido, con il quale convive nelle dieci ore di lavoro quotidiano, gli ha minato il fisico e il suo cuore ne porta le conseguenze e comincia a cedere.

Un infermire ci guarda e :”Cos’ha? “ci chiede.
“E’ sotto un attacco di tachicardia”, dico io.
“Sedetevi lì, e aspettate il vostro turno.”
“Ma scusi, ma perchè dobbiamo aspettare se siamo gli unici pazienti?”
“Aspettate lì il vostro turno, vi ho detto, la tachicardia non è un codice da bollino rosso. Quando sarà il suo turno lo faremo passare”.
E se ne torna con gli altri a fumare a a guardare la partita.
La tachicardia, dal nervoso che mi ha preso, stava quasi per aggredire pure me, e già mi vedevo prendere una sedia e scagliarla contro la vetrata della guardiola, se uno sguardo paziente del mio amico, abituato evidentemente a subire in silenzio tali comportamenti nei confronti suoi o dei suoi connazionali, non mi avesse fatto desistere.
Ed anche perché mi ero accorto che le sedie erano tutte unite tra di loro a file e inchiodate per terra.
Eravamo lì nervosamente in attesa quando sono entrati al Pronto Soccorso due genitori con un bambino di neppure due anni in braccio.
Dopo qualche minuto di attesa il solito infermiere, che probabilmente era l’unico dotato di solerzia o forse era il responsabile del quartetto di fumatori dietro la vetrata, viene ad informarsi sui motivi del ricovero, ed appurato che solo di febbre a 39 gradi e mezzo si tratta, sentenzia che il caso non è da bollino rosso e quindi invita a sedersi e ad aspettare pazientemente il loro turno i malcapitati genitori.


Dopo più dei mezz’ora di attesa, probabilmente perchè era terminata nel frattempo la partita, è venuto il nostro turno e ci hanno fatto accomodare in uno studio medico, dove il mio amico è stato frettolosamente visitato e rimandato a casa con tante raccomandazioni perchè in futuro cercasse di evitare le occasioni per il ripetersi della tachicardia.

Usciti noi dallo studio del medico, finalmente sono stati invitati a farsi avanti i genitori del bambino con la febbre, e dallo sguardo del papà ho capito che l’incolumità del medico visitante sarebbe stata a rischio.

Questo episodio di malasanità, che probabilmente si ripete per ennesime volte nei Pronto Soccorso degli ospedali, mi ha convinto ancora di più che in Italia ci sia la necessità di una persona che si metta finalmente a licenziare i fannulloni , gli incompetenti e gli incapaci che pullulano nelle nostre strutture pubbliche.

Decine, centinaia, migliaia di Brunetta ci vorrebbero. Uno per ogni struttura pubblica.

E che cominicino la loro opera di disinfestazione dal Pronto soccorso dellOspedale di X, provincia di Y, regione di Z.dove, in barba a ogni regola, si fuma e si guarda la Tv infischiandosene dei diritti degli ammalati.

VOTA su OKnotizie.

scegli altri articoli su : Costume e Società

10 maggio 2009

244) Duemila e passa anni dopo Cristo, che cristiani siamo noi ?





Duemila e passa anni dopo Cristo, che cristiani siamo?
Two thousand and more years later Christ, that Christians we are?




Duemila e passa anni fa un certo Gesù detto il Cristo, l’Unto, l’Eletto, lo Scelto,
Gesù il Figlio di Dio,
dopo aver autorizzato Pietro a fondare una Chiesa per riunire in essa tutti quelli che avrebbero deciso di seguire i suoi insegnamenti,
lasciò come testamento ai suoi seguaci, l’impegno di osservare due soli comandamenti:
1°)"Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza"
2°) "E il secondo è questo: "Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questo".

La religione cristiana fondata da Gesù è dunque tutta qui.

In questi due nuovi comandamenti, Gesù ha riassunto magistralmente,
con poche parole,
tutte le tavole della legge e i famosi dieci comandamenti che Dio aveva consegnato agli israeliti attraverso Mosè
perché fossero per loro norma di comportamento morale e di vita pratica.

L'Apostolo san Paolo dice espressamente:
« Chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.
Infatti, il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
L'amore non fa nessun male al prossimo: l'amore è il pieno compimento della legge »

Per essere cristiani, dunque, bisogna seguire questi due comandamenti, amare Dio e amare il prossimo.

Noi che nel 2009 ci diciamo cristiani, ci comportiamo quindi veramente da cristiani,
o invece questo è per noi semplicemente un aggettivo
che ci è stato appiccicato addosso fin da piccoli,
quando siamo stati battezzati,
oppure semplicemente perché siamo nati in una Nazione cosiddetta cristiana?

Analizziamo un poco il nostro comportamento!


La regola del vivere cristiano, il segno della sua vitalità è quella di dover essere come un albero che porta molti frutti.
L’albero che secca, dice sempre Gesù, viene abbattuto, tagliato, e gettato nel fuoco.
Quindi i cristiani dovrebbero essere persone coraggiose, impegnate, veritiere, testimoni e diffusori di fede tra il prossimo.
Invece, la maggior parte di noi, non possiamo che vergognarci di noi stessi.
Siamo ignavi, passivi, neutrali, muti di fronte allo scempio che si fa della legge di Dio per applicare quella degli uomini.
Siamo diventati incapaci di indignarci e di protestare contro l’esaltazione del male,
contro il potere mediatico politico economico,
contro l’illegalità e l’immoralità,
contro la conquista di sempre più ampi consensi e di sempre più largo potere,
contro il disprezzo della vita, della donna, del matrimonio e della famiglia.
Siamo muti e silenziosi di fronte al plateale travisamento della verità,
ai nuovi idoli che hanno sostituito quelli pagani e che si chiamano opinione pubblica, sondaggi, consenso, veline, grandi fratelli e isole dei famosi,
di fronte alla domenica retrocessa da “giorno del Signore” a “giorno dei centri commerciali e degli autosaloni”.
Abbiamo perso il senso della moralità privata e pubblica,
in famiglia, sul posto di lavoro, e sui banchi di scuola.
Per il successo si sacrifica la moglie, la famiglia, l’amore.
Si esalta l’ipocrisia.
Si applaude l’arroganza dei potenti.
Ci si inchina ai prepotenti.
Si considera furbo chi evade il fisco,
chi corrompe e chi si lascia corrompere,
chi si arricchisce con disonestà.
Così la gente non sa più distinguere tra il lecito e l’illecito.
Così la criminalità è sempre più arrogante.
Così la crisi economica colpisce coloro che sono già poveri,
mette sul lastrico migliaia di lavoratori,
impoverisce milioni di famiglie.
Così aziende, banche, multinazionali e furbetti a vario titolo
“capitalizzano gli utili”, quando ci sono
e “socializzano le perdite”, che ci sono sempre.
Abbiamo perso il coraggio che aveva Gesù:
di fare il bene,
denunciare il male,
e indignarsi come quando cacciò a frustate i mercanti dal tempio.



Se ci diciamo cristiani, diamoci una mossa!
Decidiamo una volta per tutte cosa vogliamo essere: paurosi o coraggiosi, muti o loquaci, veritieri o menzogneri?


Se siamo paragonati agli alberi, vediamo di portare qualche frutto, non troppi, non si sa mai, ma almeno ogni tanto una mela un pò meno marcia del solito la potremmo produrre, o no?

Spunti da una conversazione con frate Antonio da Bergamo.
Scegli altri articoli tra gli argomenti della Sitemap.

altri articoli su : Religione

15 marzo 2009

201) Una brutta vicenda di violenza, aborti e scomunica



Una brutta vicenda di violenza, aborti e scomunica.
An ugly story of violence, abortions and excommunication.

Siamo in Brasile. a Recife.
Una ragazzina di nove anni (nove anni!)viene ripetutamente violentata dal patrigno e rimane incinta di due gemellini.
La violenza su una donna, già grave di per sé, assume un grado di imbarbarimento ancora più deprecabile quando a subirla è una bambina, con l’aggravante della povertà e della situazione di degrado sociale in cui vive.
A causa della giovanissima età e delle condizioni di salute precarie, la vita di questa puerpera bambina era in pericolo per la doppia gravidanza.
Viene ricoverata in ospedale e l’equipe medica si trova di fronte a un vero dilemma: come agire in questi casi?
La coscienza dei medici si ritrova sola con sé stessa nell’atto di dover decidere cosa sia meglio fare.

Il medico deve risolvere il conflitto che si è creato nel suo animo, ma una decisione comunque deve essere presa, e il più in fretta possibile, e certamente nessuno affronta un dilemma di questo genere con disinvoltura.

E’ ingiusto e offensivo il solo pensarlo.

Occorre salvare la vita di questa ragazzina, bisogna rendere giustizia alla sua fragile persona, ridarle una dignitosa speranza e fiducia nel futuro, ben sapendo che così facendo si mettono a repentaglio le vite dei due gemellini concepiti.
E’ certamente un caso morale tra i più delicati quello che l’equipe di medici sta per affrontare e la sofferta decisione va nella direzione di aiutare la ragazzina ad interrompere la gravidanza.

Questa vicenda ha guadagnato le pagine dei giornali perchè’ l’arcivescovo di Recife si è affrettato a dichiarare la scomunica per i medici che hanno aiutato la ragazzina ad interrompere la gravidanza.
Eppure erano ben altri coloro che avrebbero dovuto essere i destinatari della scomunica.
La rabbia e il rancore che si miscelano nel nostro cuore quando accadono cose simili, andava indirizzata non verso i medici che hanno permesso a una ragazzina di tornare a vivere, ma a quanti nel degrado e nella mancanza spaventosa di sentimenti umani, nel buio più assoluto dell’anima, hanno ripetutamente abusato del corpo , della debolezza, e dell’ignoranza della ragazzina.
Ma in che Dio crede questo vescovo?
In un Dio che si compiace della morte di una giovanissima madre di nove anni e dei due gemellini che aveva nel suo grembo?
In un Dio che avrebbe preferito la morte di tutti e tre questi esseri, invece della morte di solo due di essi?
In un Dio che se la prende con i medici perché hanno prolungato la vita di una giovane madre?
In un Dio che scomunica, cioè che non perdonerà mai più questi medici che hanno salvato una vita umana?
Si ricordi il tal vescovo che di scomunica Gesù non ha mai fatto neppure il minimo cenno nel corso della sua predicazione.
Egli era venuto per salvare tutti i peccatori, non per maledirne alcuni.
La scomunica è un invenzione umana, attraverso cui la Chiesa dice che Dio non perdonerà mai chi ha commesso peccati di tale gravità da rientrare in una casistica redatta da alcuni teologi che poco hanno capito della parabola del Figliol Prodigo e della vastità e immensità del perdono di Dio.
E comunque quale sarebbe il reato imperdonabile commesso da questi medici ?
Quello di aver salvato la vita di una giovane madre di nove anni?

Il tal vescovo farebbe bene a indirizzare meglio le sue scomuniche, anzi a non farne mai più alcun uso. Semmai scomunichi sè stesso, per l'incapacità teologica di cui ha dato prova.
Prima di redigere scomuniche a vanvera, preghi lo Spirito Santo e confidi nel Suo aiuto e nei Suoi consigli.

vedi la storia vera raccontata dai giornali


Scegli altri articoli tra gli argomenti della Sitemap.

altri articoli su : Religione

Image Hosted by ImageShack.us