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23 marzo 2013

21.3) Che figura di m.. il governo Monti (Bisogna mandarlo a casa al più presto)


Che figura di m.. il governo Monti  (...bisogna mandarlo  a casa al più presto)




 C’è bisogno di mettere in piedi al più presto un nuovo governo,  anche  se solo per mandare definitivamente a casa  l’attuale gruppo  di  professori e tecnici che ci fa fare delle figuracce in modo industriale davanti a tutto il mondo.



L’ultima in ordine di tempo  è quella di aver  voluto  mostrare  al mondo i muscoli  di una Italietta ormai  allo sfascio economico e morale,   facendosi garanti di fronte al mondo della sporca e balorda  intenzione  di voler  trattenere in Italia  i marò accusati di assassinio in barba agli accordi con l’India,   per poi calare improvvisamente le brache rimangiandosi la parola    in modo vergognoso di fronte alle prime giuste critiche , e rimandando questi due malcapitati militari   di fronte a una Corte di giustizia indiana ormai incarognita dal nostro comportamento e certamente non più disposta a giudicarli con imparzialità.



Poveracci, questi due soldati,  lasciati  perciò soli a marcire per chissà quanto tempo  in un carcere indiano per aver obbedito  a ordini   imbecilli dei loro superiori militari a causa  di  leggi  stupide  che prevedono  l’utilizzo di militari dell’esercito su navi mercantili,  e soprattutto per  l’incapacità dei nostri attuali governanti di  tutelarli di fronte alla giustizia internazionale.



N.B.- Se la legge prevede   l’utilizzo dell’esercito  per difendere le proprietà private  degli armatori mercantili  italiani,  perché  allora non  schierare i militari anche a difesa delle proprietà private dei gioiellieri,  delle industrie, delle banche, delle poste,  delle scuole e  perché no, anche a difesa delle proprietà fisiche delle   nostre belle ragazze che  vogliono recarsi in una sala da ballo dopo le ore venti e che hanno paura ad uscire da sole la sera?


Che diritti avranno mai  in più delle gente normale questi armatori di navi mercantili, per avere il privilegio di essere tutelati dall’esercito,  risparmiando così sull'utilizzo di guardie private?


La realtà è che  questa della scorta delle navi  è una legge ingiusta e stupida, fatta da un Parlamento che abbiamo  sconfessato,   che mette a repentaglio la vita dei nostri militari e il buon nome del nostro esercito, ed anche,  come si è visto,  la reputazione dell’Italia di fronte al mondo intero per colpa di governanti  pavidi, banderuole  e mangiaparola, che è ora di mandare a quel paese al più presto.
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5 settembre 2011

150.1) Lo scopo della manovra economica è quello di trovare 45,5 miliardi oppure di modificare l’art. 18?

Lo scopo della manovra economica è quello di trovare 45,5 miliardi oppure di modificare l’art. 18?





Cosa c’entra la modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori ( che vieta il licenziamento dei lavoratori dipendenti se non per giusta causa), con la manovra economica in atto che aveva lo scopo di raggranellare 45,5 miliardi di euro per ottenere il pareggio di bilancio dal 2013 in avanti?

Uno degli ultimi emendamenti allo studio, approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, riguarda i licenziamenti.
Con una deroga, che di fatto aggira l’articolo 18, si potrà licenziare, seppure con l’accordo dei sindacati.

Ora, chi mi sa dire, quanti miliardi di euro verranno raggranellati dal governo con la concessione ai datori di lavoro del diritto di licenziare i propri dipendenti come e quando vogliono?.
Vien da dire zero, e difatti cosa c’entra questa norma con il pareggio del bilancio dello stato, che la Commissione europea ha imposto all’Italia dal 2013 p.v.?
Il metter mano alla modifica di questo articolo è solo un pretesto per rimettere in discussione lo Statuto dei Lavoratori, cioè quella legge sociale che ha finora impedito in Italia l’insurrezione popolare della classe operaia contro i soprusi della classe padronale.

E allora, perché il governo, proprio nel momento della sua massima debolezza, ci riprova?
E’ questo un sintomo dello sbandamento mentale in cui è caduto questo governo che non vuole tassare i ricchi, e cerca di raschiare sul fondo del barile, perché oltre a cambiare ogni sei ore il testo della manovra, se la prende adesso senza alcuna necessità plausibile contro la classe sociale che, secondo i nostri politici, gode di più privilegi dopo quelli della loro casta. 

Difatti, i lavoratori dipendenti sono tutelati sul posto di lavoro: guai a licenziare i fannulloni, i sindacati combattono per loro, etc. etc. etc, mente gli industriali, poverini , devono vedersela con il rischio di impresa e diversi di loro anche con il rischio delle oscillazioni di borsa che gli mangia il capitale, e adesso anche con la tassazione al 20% del capital gain.

Poverini!.Oh come è brutto in Italia essere ricchi!.
Occorre quindi rendere difficile, per parità, la vita a quella parte di lavoratori che ha tutto garantito: posto di lavoro, bassi stipendi, ferie, tredicesima e forse quattordicesima mensilità, cassa integrazione, diritto di sciopero, etc,etc. etc.

Il ragionamento, dal punto di vista di un governo che ha come fine del suo agire la tutela dei redditi dei ricchi, ha una sua logica anche se perversa, occorre dirlo: ma che c’entra tutto questo con il proposito di trovare i soldi per il pareggio di Bilancio?

Quanti soldi farà entrare in cassa la modifica dell’art. 18?
Zero al quoto, , ma prima o dopo, questi privilegiati lavoratori dipendenti dovevano pure essere colpiti nei loro diritti e nelle loro sicurezze.
E allora tanto vale approfittare del varo di questa manovra economica per tanti versi sciagurata, per colpire questa categoria di parassiti sociali.
E i lavoratori si guardino bene dal protestare e scioperare.
Si mettano invece a lavorare di più e ad andare in pensione più tardi, perchè questa nostra benedetta Italia, governata dallo sfasciume di questi politici, ha bisogno di tirarsi fuori al più presto dal pantano in cui è stata da questi fatta cadere.



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28 agosto 2009

348) So io dove gli ficcherei le frecce tricolori, al Gheddafi.





So io dove gli ficcherei le frecce tricolori, al Gheddafi.




A fine mese il nostro Presidente del Consiglio Berlusconi si recherà in visita ufficiale in Libia, in occasione dei festeggiamenti che le autorità di quella nazione celebreranno per ricordare l’anniversario della fondazione della Repubblica islamica Libica.

Non saranno presenti altri capi di stato o di governo, forse più avveduti del nostro nel ricordarsi che la presa di potere di Gheddafi fu dovuta ad un colpo di Stato, e non a seguito di libere e democratiche elezioni.
Ed anche oggi, a distanza di quarant'anni, il capo libico è talmente amato dal suo popolo che deve ogni notte cambiare la tenda sotto cui riposare, per paura di attentati alla sua persona e al suo entourage.
Di fatto egli è un dittatore, succeduto con la forza ad un dittatore a lui precedente, ed è a capo di una delle nazioni che potrebbe essere tra le più ricche del mondo per i giacimenti petroliferi e le risorse naturali di cui è dotata, ma che ha invece una delle popolazioni in assoluto più povere della Terra, in quanto gli utili derivanti dalle ricchezze naturali vengono spartiti tra pochissime persone al potere.

Inoltre il dittatore Gheddafi , dopo aver sostenuto per anni il terrorismo internazionale, non eccelle certamente per la concessione dei diritti umani, civili e religiosi nei confronti del suo popolo che egli governa con la forza ed il terrore.

Nel deserto libico sono radunate in speciali campi di concentramento migliaia di persone disperate in cerca di una via di fuga dal terrore e dalle guerre del Corno d’Africa, lasciate alla mercè di schiavisti locali e di trafficanti di organi umani e di addetti alla prostituzione maschile e femminile.
In effetti, la maggior parte dei profughi che con barconi fatiscenti cercano vie di fuga verso l’Europa, e l’Italia in particolare, provengono dalle coste libiche.


Cosa ci sia da festeggiare, quindi, per il nostro Capo di governo , in Libia lo sa solo lui.
Ma forse nessuno lo ha messo sull’avviso che sia più avveduto soprassedere a questa visita, e, se egli volesse, anche nell’interesse degli italiani, è ancora in tempo a rinunciare, fingendo una malattia diplomatica.

L’esibizione della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori che accompagnerà la visita del nostro Presidente a Gheddafi, programmata per stupire le popolazioni e la mente bacata del dittatore libico, a questo punto potrebbe anch’essa essere annullata e di fatto sostituita con l’invio in Libia di una pattuglia di atleti arcieri, con il compito di indirizzare le frecce dei loro archi, debitamente tricolori, nel posto fisico di Gheddafi qui indicato: il suo sedere.
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pasta pastì pastù e scatarrà

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Si è
già parlato di Gheddafi in questi post: puoi rileggerli, se
ti va.


  • 170.0)Pensavano di sparare a dei clandestini. Che reato hanno commesso?




  • 163.0)Lo sconforto dei leghisti




  • 156.0) Ah, le amicizie! ah, le alleanze!




  • 155.0) tris e poker d'assi.




  • 154.0) Un' Europa di moschee . E la Lega?




  • 358) Incenso ed applausi fuori luogo






  • 348) So io dove gli ficcherei le frecce tricolori, al Gheddafi.




  • 277) Scoperto un focolaio di peste bubbonica in Libia.




  • 269)
    L'amicizia col beduino, il G8, Obama e i cavoli amari.




  • 268) Berlusconi e Gheddafi, forza,baciatevi sulla bocca! Che bella coppia!




  • 187) Impariamo a chiedere meno ai politici e vivremo meglio.



  • 16 giugno 2009

    274) Le donne intelligenti cambieranno in meglio il mondo (aneddoto)



    Le donne intelligenti cambieranno in meglio il mondo


    Ho letto questo aneddoto in un blog amico, e avendolo ritenuto degno di divulgazione, con tutte le cautele del caso e rispettando tutti i diritti di copyright, lo voglio qui riproporre per i fedelissimi del mio blog, ai quali forse potrebbe essere sfuggito.

    ""Donne che leggono
    Anche se non pratica del lago, una ragazza decide di uscire in barca.
    Accende il motore e si spinge ad una piccola distanza: spegne, butta l'ancora, e si mette a leggere un libro.
    Arriva un Guardia Pesca in barca. Si avvicina e le dice:
    "Buongiorno, signora. Cosa sta facendo?"

    "Sto leggendo un libro" risponde lei (pensando "non è ovvio?").
    "Lei si trova in una Zona di Pesca Vietata," le dice.
    "Mi dispiace, agente, ma non sto pescando. Sto leggendo".
    "Sì, ma ha tutta l'attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in
    qualsiasi momento. Devo portarla con me e fare rapporto".
    "Se lo fa, agente, dovrò denunciarla per molestia sessuale" dice la donna.
    "Ma se non l'ho nemmeno toccata!" dice la Guardia.
    "Questo è vero, ma possiede tutta l'attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento."
    "Le auguro buona giornata, signora" e la guardia se ne va.


    MORALE: Mai discutere con una donna che legge. E' probabile che sappia anche pensare.""




    L’originale si trova qui sul blog 31canzoni




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    9 maggio 2009

    243) Cari leghisti, siete capaci di essere duri solo con i deboli e adesso ci fate passare anche per razzisti!


    Cari leghisti, siete capaci di essere duri solo con i deboli e adesso ci fate passare anche per razzisti!

    Dear leaguers, are able of to be hard only with the weak and now make us also pass for racist!




    Mamma mia, che DUREZZA di carattere il nostro ministro Maroni!
    Da oggi li rimandiamo tutti indietro.
    Più nessuno sbarcherà in Italia clandestinamente.
    E fu così che tre barconi con a bordo 227 migranti disperati, non appena giunti in acque territoriali italiane furono rimandati indietro, e “riaccompaganati” in Libia, nei porti dai quali si presume siano partiti.

    Eran 227, e partiti carichi di speranze in una vita migliore, questi e tutti gli altri che li hanno preceduti, costretti a fuggire dalla loro patria a causa di guerre, persecuzioni, fame e mancanza di diritti.
    L’Italia era il loro punto di approdo, e l’Europa probabilmente la loro destinazione finale, in cerca di un lavoro e di un riscatto sociale dall’odio, dalla fame e dalla povertà.
    E cosa ti fa adesso l’Italia’?Sulla strada di questi disgraziati, si erge ora DURO il nostro ministro Maroni. Li ha sbattuti indietro senza alcuna considerazione per le motivazioni che li sospingono a fuggire dalla loro Patria, senza occuparsi della condizione in cui si troveranno una volta fatti sbarcare in Libia.
    Non essendo la Libia propriamente una “democrazia”, i migranti respinti dalla nostra DUREZZA rischiano di finire nelle famigerate carceri di Gheddafi, (dove i detenuti vivono in condizioni degradanti: fino a 50 persone per cella, e dove non è raro il ricorso alle torture e alle violenze sessuali, come denunciano invano da anni alcune organizzazioni umanitarie), o di venire deportati in campi di prigionia nel deserto, dove diventeranno merce per i trafficanti di schiavi che in quei posti ancora fanno affari d’oro. Oppure rischiano di essere rimandati nei loro Paesi di origine dai quali erano fuggiti in cerca di un destino migliore, e qui probabilmente saranno condannati a morte come disertori.

    Il nostro ministro Maroni si ritrova ad avere DURO,in questa circostanza oltre al carattere, anche un senso di trionfalismo e di incontrollata baldanza .

    Stia attento però a non cantare vittoria troppo presto!
    Perchè è facile ergersi a DURO quando c’è da andare a sbattere con delle navi militari contro tre barconi pieni di disgraziati inermi che certamente chissà quali danni e insidie avrebbero procurato alla nostra bella Italia.

    La DUREZZA che tanto lo rende euforico gli si trasformerà ben presto in un più coerente MOLLICCIUME non appena egli realizzerà nella sua mente quello che accadrà ai 227 esseri umani respinti, che non sarebbero mai diventati un problema per l’Italia (a fronte dei milioni di immigrati regolari o irregolari che già abbiamo) , ma che, come chi li preceduti negli anni, volevano semplicemente fuggire dal Sudan, dal Darfur, da dove c'è la guerra, e da altri Stati africani dove c’è la fame.

    Troppo comodo essere DURI con i deboli.

    La DUREZZA di un uomo la si misura dalla coerenza con la quale egli sa affrontare e risolvere i problemi, cercando di non crearne altri ben più gravi di quelli che cercava di risolvere. con il suo comportamento scriteriato.
    E qui difatti adesso contro l’Italia si parla a chiare lettere di RAZZISMO.
    Perché è evidente che i tre barconi sono stati respinti in quanto carichi di gente di altro colore rispetto alla razza bianca.
    Hanno forse analizzato le nostre Autorità caso per caso i motivi e le necessità di queste 227 persone sui tre barconi, o non hanno invece forse valutato il tutto da lontano, decidendo, lì in alto mare,o comodamente seduti in un ufficio del Ministero degli Interni, che non di esseri umani si trattava di effettuare il "respingimento" e il "riaccompagnamento" in Libia, ma semplicemente di persone dalla pelle nera?
    Diciamocelo francamente, se i tre barconi fossero stati carichi di emigranti di pelle bianca, o magari sventolanti bandierine della Svizzera, e quindi extracomunitari, il nostro DURO ministro li avrebbe fatti riaccompagnare in Libia nei porti da cui erano partiti, o non li avrebbe invece accolti a Lampedusa facendo stendere un tappeto rosso ai loro piedi?
    E così la DUREZZA del nostro ministro Maroni adesso avrà ottenuto agli Italiani la fama di essere un popolo razzista agli occhi di tutto il mondo.
    Forse era meglio se invece di essere un DURO, il nostro ministro fosse stato un pò più MOLLICCIONE.



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    3 maggio 2009

    235) Fiat, fermati lì. Non avere la fregola di strafare!



    Fiat, fermati lì. Non avere la fregola di strafare!

    Fiat, stopped there. Try not to overdo!


    La Chrysler è un'azienda produttrice di automobili, in amministrazione controllata.

    Questa è una procedura che cerca di evitare il fallimento di una società, anzi ha lo scopo di risolvere la crisi di un’azienda prevedendo che essa ottenga la cancellazione, lo scioglimento dei debiti e conservi tuttavia la proprietà dei beni e la possibilità di proseguire l’attività lavorativa.
    In pratica i creditori rinunciano ad incassare per il momento i loro crediti, accontentandosi di una promessa per il futuro.

    Nelle prossime settimane la vicenda verrà esaminata dal Tribunale statunitense, che dovrà valutare tutti i dettagli della procedura di amministrazione controllata, la liceità degli atti e il rispetto dei diritti dei creditori.

    Se la Corte bocciasse il piano, per la Chrysler ci sarà il fallimento: verranno licenziati tutti gli attuali 380 mila dipendenti, verranno venduti i beni della società per far fronte almeno in parte ai debiti, e qualcuno degli attuali amministratori finirà in galera.

    Se invece, come si spera, la Corte darà via libera, e se nessun creditore vi si opporrà, gli impianti e la tecnologia Chrysler saranno ceduti ad una nuova società che manterrà il posto di lavoro per 39 mila dipendenti.
    Di questa nuova società le associazioni sindacali statunitensi controlleranno da subito il 55%, e la Fiat, senza alcun esborso di denaro, otterrà il 20% del capitale, con la possibilità di salire in seguito fino al 35%, ed ottenere la quota di maggioranza entro il 2013.
    Bisogna riconoscerlo, è un'operazioner finanziaria magistrale!

    Questa alleanza tra le due aziende consentirà alla Chrysler di ampliare la gamma dei suoi prodotti con auto più piccole, economiche ed ecologiche, cioè con modelli attualmente lontani dagli stili di vita americani.
    Inoltre Chrysler potrà dare alla fabbrica torinese competenze nel settore delle grandi cilindrate ed in particolare nei Suv.

    In termini commerciali l’accordo consente a Fiat di entrare nel mercato americano con le vetture di qualità, tecnologia e design dei marchi Lancia e Alfa Romeo, leggende automobilistiche di tutto il mondo e oggetto dei desideri di molti americani.

    Il nuovo gruppo Fiat Chrysler potrebbe sfiorare la soglia dei cinque- sei milioni di auto prodotte annualmente,tra Europa e Usa, e dunque le premesse per un grande successo commerciale ci sono tutte.
    La storia però insegna a stemperare gli entusiasmi.
    In passato i grandi accordi tra case automobilistiche non hanno avuto vita facile.
    Riuscirà la Fiat dove altri hanno in precedenza fallito? Come reagirà il mercato mondiale dell’auto?

    Mentre è lecito porsi questi interrogativi, la casa torinese punta a rilevare da subito anche il marchio Opel, avendo però di fronte l’opposizione di molti politici tedeschi, in piena campagna elettorale per il rinnovo del loro Parlamento , quella dei sindacati tedeschi, nonché la concorrenza del gruppo austriaco canadese Mag na (si pronuncia Magk Na).

    Attualmente la Opel, di proprietà della General Motors, produce due milioni di vetture all’anno ed ha chiuso il 2008 con una perdita di due miliardi di euro.
    Per questo la Gm è disposta a venderla.

    Un eventuale accordo consentirebbe a Fiat di rafforzarsi anche sul mercato europeo e vorrebbe dire che essa entrerebbe a far parte di quell’elite dell' impero mondiale dell’automobile, diviso tra pochi colossi ( Europa, Usa, Giapppone, Cina Corea e India) pronti a guerreggiarsi tra loro.


    E sarà capace la Fiat di fronteggiare il conseguente dispendio di energie, soprattutto dal punto di vista finanziario?
    La sua attuale tecnologia è tra le più avanzate e innovative al mondo, ma i suoi dirigenti hanno calcolato bene tutte le difficili conseguenze che si dovranno affrontare?

    Speriamo in bene, però Fiat, attenta a non voler strafare.

    La storia insegna che gli imperi nascono, crescono e poi crollano, e le pedate nel sedere le ha sempre prese la povera gente.




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    27 febbraio 2009

    182) L’alba di ogni giornata




    Non sta scritto da nessuna parte che noi abbiamo il diritto vedere l’alba di ogni giornata fino al 2100.

    Se Qualcuno ce lo concede, è bene ringraziarLo, all’alba di ogni giornata che ci è concesso di vivere.

    Grazie, o mio Creatore, con qualsiasi nome Tu venga chiamato, per questa meravigliosa nuova giornata che mi doni.







    .
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    11 febbraio 2009

    159) Come mai i giudici non mi danno ragione? Semplice, perché non è capitato a loro di essere aggrediti in casa propria.




    Come mai i giudici non mi danno ragione? Semplice, perché non è capitato a loro di essere aggrediti in casa propria.
    why don't the judges agree with me? Simple, because it has not happened to them to be attacked to their house

    Tre sere fa, una sera qualsiasi del febbraio 2009.
    Siamo in casa, io, mia moglie e i miei due figli adolescenti.
    Siamo in pigiama, in sala e guardiamo il telegiornale.
    Improvvisamente la porta a vetri viene sfondata, entrano tre malviventi con le armi in pugno, mi prendono, picchiano mia moglie e i miei figli, gridano in un italiano stentato che vogliono i soldi, soldi, dare loro i soldi, altrimenti ammazzare tutti.
    Ci strappano le catenine dal collo, gli orologi, ci frugano per prenderci i telefonini, ci mettono le mani addosso.


    Tento di reagire, mi picchiano a sangue. Consegno la chiave della cassaforte a muro, la aprono, rubano e scappano.
    Con la forza della disperazione raggiungo il mobiletto dove tengo la mia pistola, ho il porto d’armi in regola per uso difensivo personale, sparo, sparo, sparo. Tre colpi ho sparato. Pim Pum Pam.
    Uno dei malviventi cade a terra, colpito a morte. Gli altri riescono a fuggire.
    Non è più una sera qualunque. Me la ricorderò per tutta la vita la sera del 7 febbraio 2009.
    In quella sera ho ucciso un uomo, un essere umano, un delinquente, un malvivente che si è introdotto a forza nella mia vita, minacciando la mia esistenza e quella dei miei familiari.
    Io non l’ho cercato, è stato lui, con i suoi complici, a tentare di violentare la mia vita, le mie abitudini, la mia privacy, di rubare i miei beni, è stato lui, con i suoi complici, a volersi introdurre nella mia esistenza, e a minacciare di morte me e i miei cari.

    Io ho solo reagito per difendermi.
    Se quella sera non fossero entrati con violenza in casa mia, io e i miei familiari, già in pigiama, qualche ora dopo ce ne saremmo andati a letto con la coscienza di aver trascorso un’altra serena giornata della nostra vita.

    Invece oggi io sono in carcere, accusato di omicidio colposo, per eccesso di difesa.
    E d'altronde, cosa potevo fare? Subire, subire e stare zitto?
    E’ uno strano Paese questo in cui viviamo, nel quale sembra vigere un razzismo al contrario: le nostre leggi danno l'impressione di tutelare maggiormente i diritti degli altri, a scapito degli italiani.

    Due delinquenti ancora liberi, forse intenti ad aggredire altre famiglie italiane, ed io che chiedevo soltanto di poter vedere in pace il mio telegiornale, di bermi una camomilla calda e di infilarmi sotto le coperte per il sonno del giusto, invece sono in carcere.

    Niente mi vieta di pensare che se questi avvenimenti fossero capitati alla famiglia del giudice che mi tiene in carcere, forse egli non si sarebbe incarcerato, ma si sarebbe autoassolto, come io del resto mi autoassolvo, e non mi ritengo responsabile di nessun omicidio.
    Ho ucciso, sì, ma solo per difendere me, la mia famiglia, i miei beni.
    Mi avessero lasciato in pace, sarebbe ancora vivo lui, fuori dal carcere io, e ci sarebbe un giudice con una sentenza ingiusta in meno sulla coscienza.

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