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2 settembre 2012

73.2) l'amicizia è.......


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Altri articoli sull'argomento PERSONALI

22 maggio 2012

57.2) Ho scoperto di essere un razzista.


Ho scoperto di essere un razzista

Un mio amico mi ha recentemente raccontato questa sua esperienza, e si vedeva che soffriva, nel raccontarla.

- Da qualche tempo frequento, su consiglio del medico che mi ha trovato delle stenosi, (restringimenti delle arterie nelle gambe) , la piscina comunale per fare in acqua un po’ di ginnastica adatta alla mia età.

Si chiama ginnastica dolce, e siamo una decina di persone di entrambi i sessi a frequentarne i corsi.

Ora succede che entrato in acqua, immancabilmente dopo qualche minuto mi scappa di fare plin plin ( come dice una pubblicità) e anche se sono appena andato in bagno l’impulso è troppo forte e non resisto.

Così la faccio e la cosa finisce lì perché penso che sia uno stimolo comune a tutti, come accade quando si fa il bagno nel mare o si è sotto la doccia.

Bene, ma è successo che l’altro giorno si sia aggregata a noi una donna africana, una donna di razza nera, più o meno della nostra età e probabilmente anch’essa bisognosa di fare ginnastica in piscina.

Come l’ho vista entrare in acqua una parte del mio cervello è andata in tilt.

-Non si metterà mica adesso a fare anche lei plin plin in acqua, vero? –

Al che, l’altra metà del mio cervello rispondeva: - E allora? non l’hai forse fatta anche tu? E non l’hanno forse fatta anche tutti gli altri che stanno frequentando il corso?-

-Si- rispondeva la parte marcia del mio cervello - ma loro ed io siamo degli esseri umani che semplicemente non abbiamo resistito allo stimolo, ma lei, lei ……. lei non è come noi, che saremo belli o brutti,giovani o vecchi, magri o grassi, ma che tuttavia non ci facciamo schifo tra di noi.

Questa donna qui, invece, con quella sua pelle così nera e unta …..!!! no, non è possibile che……!

- E se si fosse trattato di Naomi Campbell???- incalzava la parte sana

-Beh, lei sì, certo , ma le altre , le altre no, ti prego, non devono fare plin plin in acqua vicino a me!- ragionava così il mio cervello bacato , e a questo punto io, essendomi accorto che non seguivo più l’istruttore , con una scusa qualsiasi sono uscito dalla piscina .

Aveva vinto la parte razzistica che evidentemente c’è in me e che io fino ad allora ignoravo bellamente di possedere. –

Poveraccio, questo mio amico, mi ha fatto pena.

Ha scoperto il suo lato razzista e ci è rimasto male.

Io invece, che di essere razzista dentro di me un po’ lo sospettavo, perché tempo fa , pensando che i miei nipotini tra 20 o 30 anni probabilmente avrebbero messo su famiglia con uno o una di razza nera o asiatica, mi ritrovai ad esprimere dentro di me il desiderio di non esserci più quando la cosa sarebbe accaduta , ma di andarmene tranquillamente prima per non essere coinvolto nell’avvvenimento che il mio cerrvello non approvava.

Perciò non mi meravigliai più di tanto per lo sconcerto del mio amico, ma gli feci anzi capire che insomma, un po’ tutti, chi più chi meno ……e che l’importante è di non farlo diventare un’ossessione il nostro piccolo lato razzista , ma di accettarci così come siamo , pieni di buone e cattive azioni ma anche consapevoli dei lati oscuri della nostra mente.

Ed un’altra cosa gli dissi al mio amico, e cioè che io, visto l’andazzo che c’era in quella piscina comunale nella quale tutti facevano i porci bisognini loro, io in quella piscina quest’estate di certo non ci avrei messo piede.

E dico piede per non dire dell'altra altra parte del corpo.






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15 febbraio 2012

21.2) Povero me! Non ho ascoltato la predica folle di Celentano!

Povero me! Non ho ascoltato la predica folle di Celentano!
E adesso come farò a sopravvivere?





Mamma mia, cosa mi sono perso ieri sera!
Per scelta televisiva non assisto mai al festival di Sanremo.
Ma così facendo, Mio Dio, che cosa mi sono perso! 

Sono rimasto a quando lo ascoltavo per radio: dicevano il titolo della canzone, il nome del cantante e partiva la canzone.
Mi ricordo ancora di “Vorrei volare come volan le rondini”, “Una marcia in fa, una marcia in fa, una marcia per favor, per la figlia del dottor.”
E poi “ nel blu dipinto di blu” , “Tu sei romantica,” “Ma piove piove sul mio amor”.
La trasmissione era suddivisa, mi pare già allora, in tre serate, ma durava al massimo  un’oretta per sera.
Non c’erano predicatori folli allora.
iL presentatore diceva " Cari amici vicini e lontani",  il titolo della  canzone, il nome del cantante, del direttore d’orchestra ,  del coro e via con la canzone.

Oggi invece è tutto più complicato e dilatato nel tempo.
Adesso c’è spazio , tra una canzonetta e l’altra, per i predicatori folli e super pagati.
Le canzoni, lasciamole perdere, non le voglio  giudicare,  ma la predica.. sono stato folle anch'io a non ascoltarla.
Cosa deve fare adesso  uno che come me non ha assistito alla predica?
Spararsi? Demoralizzarsi? Demordere? 
Come si può riparare a tanta poca avvedutezza nell’aver saltato di proposito la predica del folle?
Un’idea sul contenuto già me la sono fatta leggendone  il resoconto sui giornali odierni, ma meglio se me la farò riassumere dal mio amico frate Antonio da Bergamo, che sicuramente ha assistito all’evento mediatico 
(anche perchè alla sera nel convento hanno poco o niente da fare).
E il buon frate, mi rassicura: - Stai tranquiillo, che se non hai ascoltato la predica di Celentano, non hai perso niente e puoi continuare tranquillamente a vivere nella ignoranza del suo contenuto predicatorio.
Tanto più che, è parsa a molti una predica preparata a tavolino a favore del settimanale Famiglia Cristiana e del quotidiano l’Avvenire.-
Ma come- dico io- ma se ha attaccato pesantemente questi due giornali?
Questo all’apparenza, - mi fa il buon frate amico – ma in realtà tu sai che parlando male di qualcuno o di qualcosa in televisione, poi questo qualcuno o questo qualcosa diventa di moda e nel nostro caso, questi giornali così pesantemente tirati in ballo aumenteranno per qualche tempo la tiratura.
Quindi rassicurati, non siamo di fronte a una stroncatura di Famiglia e dell’Avvenire, ma a una vera e propria campagna pubblicitaria occulta e ben mirata.
Quindi, il consiglio è di non approfondire ma di lasciar perdere Celentano e le sue prediche folli, e vedrai che vivrai meglio.
E se come sembra, stasera ne farà un’altra di predica, tu vai fuori a cena con gli amici, invece di star lì come un ebete incollato al televisore in attesa del messaggio salvifico.
Ed anzi, a cena invita pure me, che stasera la predica del folle la voglio saltare pure io.-

E allora, caro il mio Celentano, tu stasera e nei prossimi giorni fai pure le tue prediche folli, che tanto  io e il mio gruppo di amici abbiamo di meglio da fare, di fronte ad una tavola ben  imbandita, che starti ad ascoltare.


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3 agosto 2011

135.1) Processo breve e processo lungo.

Processo breve e processo lungo.

Molti tra i miei amici hanno votato per la Lega Nord o sono simpatizzanti di questo partito.
Tra di loro è ormai grande l’imbarazzo per le recenti scelte dei loro dirigenti nazionali di appoggiare sempre e comunque, in cambio di una fetta di potere, le sciagurate guerre personali di Berlusconi contro la magistratura.
I provvedimenti che più li fanno arrabbiare sono le recenti discussioni in Parlamento del processo breve e del processo lungo.
Proviamo a ragionarci sopra.


Processo breve


Una persona è sotto processo.
Non volendo rischiare di terminare il processo con una condanna, essa incarica i suoi avvocati di tirarla per le lunghe con ogni motivo e pretesto , facendo eccezioni e ricorsi su tutto e su tutti, in modo che i tre gradi del giudizio (primo grado, corte d’Appello e corte di Cassazione) non si riesca a contenerli nel breve lasso di tempo previsto dalla legge.
Se questo accade , il processo deve essere interrotto e la sentenza viene  emessa  con la formula di  “non potersi procedere per la prescrizione dei termini”.
Si badi bene: non è che l’imputato sia stato assolto, ma non si può più continuare a processarlo perché il processo è già durato anche troppo, oltre i limiti fissati dalla legge.
La proposta di legge sul processo breve, che è stata approvata finora solo dal Senato, prevede che i tre gradi di giudizio terminino con la sentenza definitiva al massimo entro 9 anni dall’inizio della causa.

Chi  sono le persone che saranno agevolate dal processo breve, cioè dalla fissazione di un limite di tempo breve entro cui emettere il giudizio di innocenza o colpevolezza?
Certamente le persone innocenti, che vedranno accertare in pochi anni la loro innocenza .
Ma anche, e qui sta il trucco, gli imputati consapevoli di aver commesso i reati per i quali sono sottoposti a giudizio.
Infatti, se costoro dispongono di agiatezze o ricchezze personali,  sono in grado di contrastare le accuse affidandosi ad un pool di avvocati difensori ben pagati e ben retribuiti, e quindi disposti a far allungare i tempi del processo con ricorsi, motivazioni , eccezioni e pretesti vari.
Tutto entro i confini della legge , naturalmente.
Solo che la si tira per le lunghe, in modo da ottenere alla fine una sentenza di “non potersi procedere per la prescrizione dei termini”.
Comodo, vero, per chi dispone di un mucchio di soldi?
Col processo breve, e certamente con un elevato esborso di denaro, il riccone eviterà sempre il carcere , mentre il piccolo delinquente di periferia, coi suoi avvocati di periferia, in poco tempo riceverà la sua bella condanna definitiva.


Processo lungo


Andata male l’idea del processo breve, che non è ancora stato approvato dai due rami del l Parlamento, le stesse persone ricche e consapevoli di aver commesso i reati, che cosa si inventano?
Si inventano un proposta di legge per la quale i processi diventeranno di una lungaggine infinita,  col rischio quindi di non arrivare mai alla sentenza definitiva del terzo grado di giudizio.
Si dà facoltà agli avvocati della difesa, di produrre e di portare nel processo tutti i testimoni che ritengono opportuno per allungare i tempi del processo e non farlo finire mai.
Se il processo non termina, è il presupposto di questa legge, la sentenza di condanna non può essere emessa.
Quindi, anche in questo caso gli unici che verranno processati e sanzionati con anni di galera sono i soliti piccoli delinquenti di periferia che non hanno capacità economiche per pagarsi il meglio degli avvocati esistenti sulla piazza.
Invece i ricchi disonesti, i potentati mafiosi o le lobby dalle rilevanti capacità economiche, tutti costoro non vedranno mai più terminare un processo a loro carico, e quindi, fin che il processo dura, la galera è evitata.
Anche in questo caso, come nel processo breve, chi ci guadagna è la categoria degli avvocati, che percepiranno, anno dopo anno, le loro belle e salate parcelle per la difesa dei loro ricchi e potenti clienti.
E la pacchia per gli avvocati, probabilmente non terminerà mai, e già si intravede come nelle università stiano tornando in auge le iscrizioni per la laurea in avvocatura, cioè nella professione che questa legge del processo lungo,  se sarà approvata. avrà fatto diventare quasi un lavoro a tempo indeterminato,  perché la causa processuale, quand’anche venisse a mancare l’imputato ( la vita termina per tutti), potrà poi proseguire negli anni su eventuale incarico degli eredi non disposti a tollerare una condanna, anche se postuma, per il loro benefattore ormai defunto..

Non c’è che dire, abbiamo un Parlamento che se le inventa proprio tutte pur di stabilire che “ i cittadini non sono uguali di fronte alla legge”.
Purtroppo  noi questi parlamentari, invece di mandarli a casa, li manteniamo e paghiamo loro stipendi da nababbi.

A questo punto anche  i miei amici leghisti hanno capito che per tenersi buono Berlusconi, e non rinunciare alle poltrone romane,  in Italia si sta arrivando , anche con il contributo del loro partito, a questa assurdità giuridica per cui ci saranno migliaia di persone che non riusciranno ad ottenere giustizia e saranno quindi vittime di un’ "ingiustizia legalizzata”, mentre i veri malfattori, ricchi e potenti, riusciranno sempre ad evitare la galera.


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9 gennaio 2010

7.0) Perché negli ospedali del Sud i medici sono così incompetenti?


Perché negli ospedali del Sud i medici sono così incompetenti?






Due recenti casi, entrambi nell’ospedale di Cosenza mettono in dubbio la preparazione professionale dei medici di quella istituzione pubblica e, per estensione, anche di tutte le altre istituzioni simili del Sud Italia.
I due casi sono quello della bambina alla quale è stato ingessato il braccio sbagliato e quello di un bambino, morto perché gli era stata fatta una ingessatura troppo stretta, che ha impedito la normale circolazione del sangue.

Come mai tutta questa incompetenza?
Si sa che le università del Sud sfornano laureati a pieno regime, perché lì la gente campa sulle borse di studio e sui premi di studio conseguenti alle votazioni eccellenti , mentre la preparazione universitaria lascia molto a desiderare.

Tutti noi abbiamo degli amici o dei conoscenti che, non riuscendo a superare degli esami nelle università del Nord, si iscrivono a quelle del Sud dove le possibilità di farcela, o di riffa o di raffa, sono maggiori.
Inoltre è risaputo che i concorsi pubblici per entrare nelle graduatorie degli Ospedali in alcune regioni del meridione sono agevolati da clientelismi ed esborsi di denaro da effettuare alla malavita mafiosa locale.

Il risultato è che un medico, che in un ospedale del Nord verrebbe invitato a darsi da fare come portantino o operatore ecologico per la raccolta della nettezza urbana, qui al Sud ha buone possibilità di fare una discreta carriera ospedaliera.


Non è di alcuna importanza sapere che ne andrà di mezzo la vita di molte persone e di bambini, mamme o anziani in particolare.
L’importante è che chi ha pagato la malavita per vincere un concorso ed entrare nell’azienda ospedaliera, possa operare tranquillamente e senza eccessivi controlli in quella struttura e magari, ottenenendo degli avanzamenti di carriera , possa fare fronte a richieste di pizzo sempre più onerose.

Con questi dati di fatto, non dobbiamo meravigliarci se alcuni medici non distinguono neppure il braccio destro da quello sinistro.
Dobbiamo piuttosto chiedere che le autorità nazionali diano disposizioni di controllare, ospedale per ospedale, i titoli di studio e le capacità operative di ogni medico e di ogni operatore sanitario, affinchè i capaci possano continuare a fare con coscienza il loro lavoro, e gli incapaci, i ladri, i collusi con la mafia e la 'ndrangheta vengano allontanati.

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22 novembre 2009

430) E chi te lo impedisce?

E chi te lo impedisce?
Vuoi fumare? Fuma, fuma!
Vuoi bere alcoolici? Bevi, bevi!
Vuoi drogarti? E drogati, impasticcati, fatti spappolare il cervello!








Della tua vita sei tu il responsabile.
Fanne quello che vuoi.
Chi te lo impedisce?
Però, detto tra amici, 

non sarebbe il caso di fare una vita più sana?
Con meno eccessi, magari la vita è anche più bella.

E ti puoi togliere ben altre soddisfazioni.




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16 settembre 2009

370) In Cina vietato ai piccioni volare in città, fino all’8 ottobre.

In Cina vietato ai piccioni volare in città, fino all’8 ottobre.

In Italia abbiamo avuto l’estate dei divieti dei sindaci.
Tanti divieti e anche bizzarri, ma purtroppo da rispettare per evitare multe salate.

C’è chi le ha contate (evidentemente c’è qualcuno che non ha niente da fare) e fa sapere che sono state ben 556 le ordinanze vietatorie emanate dai sindaci di tutta Italia. Si va dai costruttori di castelli di sabbia, ai masticatori di chewing gum e a chi passeggia in piazzetta con gli zoccoli.

Il più stupido di tali divieti è sicuramente lo stop ai bambini sulla spiaggia con secchiello e paletta perché: "anche fare buche che modificano in modo pericoloso la percorribilità a piedi della spiaggia diventa un gioco molesto".
(Evidentemente il Sindaco o un Assessore erano inciampati in una buca o in un castello di sabbia costruito da un bambino).
Nel centro di molte località passeggiare con gli zoccoli non è consentito, c’è il divieto di sedersi sulle panchine dopo le ventitré in più di tre persone mentre, sempre in tema di panchine guai ad appoggiarci i piedi sopra.
Vietati i fuochi d'artificio eccetto il sabato. Niente più bagno di notte in molte località balneari.
Ed ancora, non si può girare a petto nudo per le strade cittadine né bagnarsi nelle fontane o sedersi sul bordo delle fioriere, se non si abbiano meno di dodici anni o più di sessanta, perché in quel caso scatta l'immunità.
E’ vietato mangiare e sdraiarsi nelle aiuole comunali. Non si può mangiare davanti alle fontane del centro cittadino e neppure lo si può fare seduti sui gradini dei monumenti.

Gli artisti di strada non possono sostare nello stesso punto più di quindici minuti.
I ristoratori non possono avvicinare i turisti per invitarli a sedersi e consumare presso il loro punto di ristoro.
Vietato anche il classico gelato o spuntino di mezzanotte con contorno di chiacchere tra amici sul marciapiede, e per chi canta fino a 500 euro di multa.
Sulla spiaggia vietato l’ingresso ai cani, multe a chi accende dei falò, non si può cucinare dentro le cabine degli stabilimenti, e vita dura per anche per i fumatori, in quanto sono vietate le sigarette se non si è provvisti di adeguato portacenere.

Dar da mangiare ai piccioni costerà una multa salata, così come per un bacio in auto si dovranno sborsare 500 euro. E poi, addio ai massaggi sulla spiaggia, per"prevenire gli effetti pericolosi che possono essere generati dalla pratica di prestazioni estetiche o terapeutiche da parte di persone non diplomate".

La maggior parte di questa pletora di divieti, in parte ovvii e in parte strampalati, è del tutto inutile perché quasi mai essi vengono fatti rispettare, e sono serviti solamente, lungo l’estate, a dare una certa effimera notorietà locale al sindaco che li ha imposti.
Infatti, e sarebbe assurdo se non fosse così, nei vari comuni le Forze dell'ordine sono impegnate in faccende più serie che multare un bambino che fa un castello di sabbia in spiaggia, o che getta qualche briciola ai piccioni, e questo porta alla conseguenza che i controlli sono inesistenti e le multe, grazie a Dio, molto rare.

Siccome tuttavia oggigiorno viviamo in un villaggio globale, le imprese dei nostri sindaci non sono passate inosservate sulla rete di Internet ed hanno trovato dei degni emulatori, che addirittura sono stati capaci di superarli in idiozia.

Il governo cinese ha oggi, 16 settembre 2009, emanato un decreto entrato immediatamente in vigore, con il quale viene proibito ai piccioni di sorvolare le città cinesi fino all’8 ottobre prossimo.

Sono stati immessi nei cieli cinesi migliaia di uccelli della famiglia dei falchi, appositamente addestrati per anni, in località segrete, alla cattura dei piccioni ed al loro abbattimento in volo.

Non è dato capire perché dopo l’8 di ottobre ai piccioni superstiti sia di nuovo concessa la libertà di tornare a volare nei cieli delle città cinesi.
Forse si spera che i falchetti predatori abbiamo sterminato e decimato a tal punto le colonie dei piccioni, che ormai questi debbano essere quasi considerati una razza in estinzione e quindi da tutelare.
E’ proprio vero. La stupidità si diffonde più in fretta delle idee intelligenti.
La stupidità dei nostri sindaci ha fatto scuola
e ha trovato dei proseliti.
In grande stile.
Perché è ovvio, in Cina tutto è più grande che da noi.


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12 settembre 2009

365) Tutti con gli occhiali neri ai funerali di Mike.

Tutti con gli occhiali neri ai funerali di Mike.

Tutti con gli occhiali neri, i Vip, ai funerali di Mike, forse per farci sapere, durante le interviste o davanti allo schermo televisivo che li inquadrava, che avevano molto pianto e che quindi i loro occhi, ancora gonfi delle lacrime versate, per innato pudore era meglio tenerli nascosti.
Ci tenevano, e tanto, a farcelo sapere che avevano pianto.
Sembrava volessero dirci che più grandi erano gli occhialoni neri indossati, e più grande era stata l’amicizia e l’intimità con il presentatore defunto.
E questo era bene che gli spettatori sapessero.



L’unico che forse ha pianto davvero, che ha versato lacrime vere, perché aveva motivo per farlo, data la sua lunga amicizia con Mike, il notaio di tutte le sue trasmissioni, il “signor No” Lodovico Peregrini, lui gli occhiali neri non li aveva.
In questi giorni di dolore e durante i funerali, non li ha mai indossati.
Si è lasciato intervistare senza i canonici occhiali neri, ha guardato fisso, con gli occhi privi del riparo delle lenti affumicate, la telecamera che lo inquadrava, e se l’è potuto permettere perché lui pianto, aveva pianto davvero.

Non ha avuto bisogno di fingere, come tutti gli altri, che per avere gli occhi gonfi e lucidi in questi giorni hanno ecceduto col collirio.
Ma si sa, per Mike questo ed altro.

Tutti con gli occhiali neri ai funerali di Mike.
Chi invece per tutta la vita è stato suo amico per davvero, gli occhiali neri non gli è neanche venuto in mente di indossarli.

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Nelle gare con la vela i disabili trovano un motivo per vivere la Natura
e hanno dimostrato di essere all'altezza dei campioni

20 febbraio 2009

171) La personalità dei granchini




Personalità dei granchini
the Personality of the people been born under the sign of the crab.


I Granchini hanno una personalità interessante, ma in qualche modo enigmatica. sono alquanto riservati, ma ciò nonostante capaci di allegria e di amicizia. sono individualisti, retti, generosi, e leali verso gli amici e verso tutte le cause alle quali si interessano
Rappresentano il tipo di persona alla quale si può confidare un segreto, affidare un compito, una responsabilità, un lavoro importante
Raramente serbano rancore, ma non dimenticano mai un'offesa o un torto subito.
Le facoltà dell'immaginazione sono molto sviluppate in loro e li aiutano anche ad essere creativi. Ci sono momenti, , in cui, cavalcano la fantasia o sognano ad occhi aperti
A causa della loro natura sentimentale molto sensibile, ma riservata., non rivelano sempre le loro emozioni, ma spesso si comportano quasi con timidezza
Amano molto i bambini. In particolare l’amore delle donne per i figlioli ha radici profonde, ma devono guardarsi dal diventare troppo possessive nei loro confronti
.
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