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6 luglio 2011

122.1) Chi è stato?

Chi è stato?
Chi è stato? E' la domanda del giorno.


Tutti fanno finta di niente.
Tutti se ne lavano le mani.
Io? Ma scherzi, io non le faccio certe cose.
Eppure qualcuno ci ha provato a fare una leggina per il Padrone.
Qualcuno ha infilato tre righe di un codicillo  nel marasma della manovra da 47 miliardi di euro, in ultima pagina, tra le note e le didascalie, a metà tra il sommario e la dedica personalizzata.
Il nome dell’autore dell’opera è tuttora sconosciuto.
Tvemonti non ne sa nulla, era ad un corso di dizione.
Angelino Alfano, da buon siciliano, ha detto: inghia… nulla saccio.
Stesse identiche le  parole di La Russa… inghia sti siculi.
La Gelmini ha un alibi:(io non c’ero,  non son stata,
non potevo stare li, a quell’ora faccio sempre la pipì.)
Fitto era al doposcuola.
Sacconi a ripetizione di economia dal suo commercialista.
Scajola ha detto che se l’ha scritta lui, lo ha fatto a sua insaputa.
Brunetta oltre ai preparativi per il matrimonio con la sua  bella stangona. stava litigando un’altra volta con una precaria.
Insomma, nessuno si vuole assumere la responsabilità dell’imbroglio pro-premier.

E allora, dai,  confessiamolo.
Sono stato io.
Era una norma per salvare me stesso. 
E  le mie  magre finanze.
Io sono titolare di una ingiusta multa da pagare di 40 euri al comune dove risiedo, e dopo aver letto che la manovra mi aumentava il bollo per il deposito titoli che ho da dieci anni (ho comperato dei titoli a 15 e ora valgono 6), mi reintroduce  il ticket sulle prestazioni sanitarie e farmaceutiche, mi blocca la rivalutazione della pensione etc, etc. ho deciso di autodifendermi almeno dalla  ingiusta ( a parer mio)  multa che mi è capitata tra capo e collo.

Sono perciò nottetempo  entrato furtivo  nel sito  web di Tremonti ( per me entrare furtivo  nel sito di chiunque è un gioco da ragazzii) e ho aggiunto a pag. 105 queste righe di testo:
"Viene abolita la multa che il comune di (..omissis) ha comminato al sig. Titus Abramus, e si diffida lo stesso Comune di (..omissis) a dargliene altre in futuro, pena il trasferimento del primo cittadino  da  Sindaco  ad  addetto alla discarica comunale."
Fiero di me stesso,  ho stranamente poi letto l’indomani sui giornali che il mio codicillo era stato cambiato e le mie tre righe di testo erano diventate una norma "ad aziendam", la cosiddetta 'salva-Finivest', che aveva lo scopo  di  sospendere il risarcimento previsto nella sentenza del Lodo Mondadori.


Si vede che non sono l’unico ad entrare con facilità nel sito di Tremonti , ma che vi accedono persone con interessi da difendere ben maggiori dei miei.

Ed allora, forse è il caso che  quel tal sito web  lo si cripti meglio .
Io prometto di non entrarci da furtivo,  mai più.



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1 giugno 2011

94.1) La Corte di Cassazione ha ammesso il Referendum sul nucleare.

Oggi si è diffusa la notizia che la Corte di Cassazione ha ammesso il Referendum sul nucleare.
Il governo pensava di essere riuscito ad evitarlo, ma evidentemente questi sono tempi bui per chi ci governa.
Si passa da una sconfitta all'altra.

In Italia si è così riacceso il dibattito sul nucleare.
Poichè allo stato attuale il nucleare non è né sicuro né pulito, con il referendum del 12 giugno gli italiani stabiliranno se essere favorevoli o contrari a questo tipo di soluzione energetica.

Ma non ci sono altri modi per produrre energia? Ad esempio le cosiddette fonti rinnovabili?

Esse sarebbero la soluzione ideale ma in un Paese come l’Italia dove niente si rinnova e tutto è vecchio e statico anche le rinnovabili rischierebbero di non rinnovarsi più.
E allora cosa propone la scienza in alternativa alle centrali nucleari?
 
Per risolvere la cronica carenza energetica senza deturpare l’ambiente ci sarebbe una soluzione, anche se piuttosto originale.
Si potrebbero costruire delle centrali da alimentare non con l’uranio bensì con lo stronzio.
Lo stronzio è un elemento chimico diffusissimo in Italia, come è ampiamente dimostrato dall’infinito numero di stronziate giornaliere che vi si verificano.
Proprio per questo lo stronzio sarebbe una risorsa inesauribile che non solo consentirebbe all’ Italia di produrre energia ma addirittura di esportarla.
Inoltre, la sua ingente quantità è presente in ogni angolo del paese.
Dove ti giri e ti rigiri in Italia c’è lo stronzio.
E ciò risolverebbe anche il problema di individuare i luoghi adatti alle centrali.
Essendo lo stronzio presente ovunque ogni comune potrebbe costruirsi la propria centrale alimentata con lo stronzio locale dando vita, in questa maniera, al primo esempio mondiale di federalismo energetico: il federalismo stronziale.


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25 gennaio 2010

19.0) Che pavidi e interessati gli amministratori della città di Bergamo!

Che pavidi e interessati gli amministratori della città di Bergamo!


Le autorità comunali di Bergamo ieri, domenica 24 gennaio ,hanno stabilito il divieto di circolazione delle automobili vecchie di dieci anni per le strade della città.
Per combattere l'inquinamento atmosferico, hanno detto.
Ora, posto che l’inquinamento dell’aria è la risultante di quello prodotto sia dalle auto, che dal riscaldamento delle case, che dagli scarichi degli aerei in sorvolo a bassa quota sul cielo della città, molti cittadini avrebbero voluto sapere perché il divieto abbia riguardato solamente il fermo delle automobili vecchie e non anche il fermo degli aerei dall’aeroporto cittadino.
Il Comune e la Provincia possiedono quote di minoranza del capitale della società che gestisce l’aeroporto, ed allora forse è per questo che gli aerei non inquinano e non devono essare fermati, perché questa società deve guadagnare,e molto, altrimenti Comune e Provincia non ne traggono alcun beneficio economico.

Ma è proprio così intoccabile questa società proprietaria dell’ aeroporto, che le viene concesso di inquinare a tutto spiano, sia con gli scarichi che con il rumore dei decolli, degli atterraggi e dei sorvoli a bassa quota, la vita di una città che fino a vent’anni fa era considerata tranquilla e sonnolenta periferia di Milano, e che ora è diventata una rumorosa camera a gas?

Non è che il Comnune e la Provincia, enti che per loro natura dovrebbero curare la salute e il benessere dei cittadini che amministrano, non siano forse depositari di un conflitto di interessi, nel possedere quote del capitale di una società che inquina e rovina la vita a molte persone?

A cosa sia quindi servito il parziale fermo della automobili di ieri, è un fitto mistero, ma non si è lontani dal vero nel ritenere che sia servito solo a rompere le scatole alla parte più debole della popolazione, a coloro cioè che non possono permettersi, per motivi economici,di comperarsi un’auto o un suv nuovi.
Bel modo di governare la città: autorità comunali, e provinciali, forti con i deboli e deboli con i forti.
Come tutti, come sempre. 




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22 dicembre 2009

452) Su 19 inquilini eravamo solo in tre a spalare la neve. I soliti tre imbecilli.








Su 19 inquilini eravamo solo in tre a spalare la neve. I soliti tre imbecilli.



Il condominio dove abito è definito dalla legge un supercondominio, perché è composto da quattro palazzine vicine che hanno in comune i garages sotterranei, la recinzione sulla strada, e un unico ingresso che dà su un vialetto interno.

In queste palazzine ci abitano 19 famiglie.
Come ogni anno, quando nevica, c’è la necessità che qualcuno spali la neve sullo scivolo dei garages e nel vialetto interno.
Non si è mai trovato un accordo a livello di assemblea condominiale e lo sgombero della neve è lasciato alla buona volontà dei singoli.
Come ogni anno, a spalare la neve siamo sempre e solo noi tre, i soliti tre.
Forse che gli altri non hanno la pala per spalare la neve?
Può anche darsi, ma siccome le pale le vendono nei supermercati, se uno avesse voglia di darsi da fare, la può comperare, una volta per tutte nella vita,  e unirsi a noi tre.



E’ proprio comodo, equo e salutare trovarsi ogni anno, dopo una abbondante nevicata come quella di stanotte, lo scivolo e il vialetto pedonale interno bei puliti e sgombri da ogni traccia di neve o di ghiaccio.

Mentre spalavamo, noi tre soliti imbecilli, vedevamo ogni tanto scostarsi qualche tendina dalle finestre e il viso di qualche vicino di casa che ci osservava.
Io non sono un mago e non ho capacità divinatorie, e neppure i miei due colleghi spalatori, ma chiaramente avvertivamo e leggevamo su quei visi che ci spiavano da dietro il vetro delle finestre, al calduccio, il seguente pensiero: "Speriamo che questi tre imbecilli spalino via ben bene tutta la neve dallo scivolo perché tra un’ oretta devo uscire con la macchina e non vorrei che mi scivolasse via".
Questo, sono certo , ci dicevano, senza profferire verbo, i visi dei nostri coinquilini al calduccio.
Bene, nella vita si fa quel che si può, ognuno dà quel che può.
Io e gli altri due ci sentiamo, evidentemente, di dare ogni anno il nostro contributo di civiltà agli altri spalando per loro, e per noi, la neve.
Vorrà dire che quando uscirò dal garage con la macchina e, senza scivolare, mi porterò in strada, eleverò un ringraziamento a me stesso e agli altri due imbecilli che con me hanno spalato ben bene lo scivolo.
Degli altri, forse alcuni in cuor loro ci ringrazieranno, ma il grosso della pattuglia sicuramente non lo farà ed anzi esprimerà qualche critica sull’operato dei tre imbecilli spalatori che hanno lasciato qualche residuo di neve qua e là sullo scivolo, mettendo a repentaglio l’incolumità delle loro vetture.



Bene, anche quest’anno ho fatto il mio dovere di inquilino spalatore, ho riposto in cantina la pala e arrivederci alla prossima nevicata, sperando che nevichi in montagna per la gioia degli sciatori ma che in città, fino al prossimo inverno non nevichi più.

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16 settembre 2009

370) In Cina vietato ai piccioni volare in città, fino all’8 ottobre.

In Cina vietato ai piccioni volare in città, fino all’8 ottobre.

In Italia abbiamo avuto l’estate dei divieti dei sindaci.
Tanti divieti e anche bizzarri, ma purtroppo da rispettare per evitare multe salate.

C’è chi le ha contate (evidentemente c’è qualcuno che non ha niente da fare) e fa sapere che sono state ben 556 le ordinanze vietatorie emanate dai sindaci di tutta Italia. Si va dai costruttori di castelli di sabbia, ai masticatori di chewing gum e a chi passeggia in piazzetta con gli zoccoli.

Il più stupido di tali divieti è sicuramente lo stop ai bambini sulla spiaggia con secchiello e paletta perché: "anche fare buche che modificano in modo pericoloso la percorribilità a piedi della spiaggia diventa un gioco molesto".
(Evidentemente il Sindaco o un Assessore erano inciampati in una buca o in un castello di sabbia costruito da un bambino).
Nel centro di molte località passeggiare con gli zoccoli non è consentito, c’è il divieto di sedersi sulle panchine dopo le ventitré in più di tre persone mentre, sempre in tema di panchine guai ad appoggiarci i piedi sopra.
Vietati i fuochi d'artificio eccetto il sabato. Niente più bagno di notte in molte località balneari.
Ed ancora, non si può girare a petto nudo per le strade cittadine né bagnarsi nelle fontane o sedersi sul bordo delle fioriere, se non si abbiano meno di dodici anni o più di sessanta, perché in quel caso scatta l'immunità.
E’ vietato mangiare e sdraiarsi nelle aiuole comunali. Non si può mangiare davanti alle fontane del centro cittadino e neppure lo si può fare seduti sui gradini dei monumenti.

Gli artisti di strada non possono sostare nello stesso punto più di quindici minuti.
I ristoratori non possono avvicinare i turisti per invitarli a sedersi e consumare presso il loro punto di ristoro.
Vietato anche il classico gelato o spuntino di mezzanotte con contorno di chiacchere tra amici sul marciapiede, e per chi canta fino a 500 euro di multa.
Sulla spiaggia vietato l’ingresso ai cani, multe a chi accende dei falò, non si può cucinare dentro le cabine degli stabilimenti, e vita dura per anche per i fumatori, in quanto sono vietate le sigarette se non si è provvisti di adeguato portacenere.

Dar da mangiare ai piccioni costerà una multa salata, così come per un bacio in auto si dovranno sborsare 500 euro. E poi, addio ai massaggi sulla spiaggia, per"prevenire gli effetti pericolosi che possono essere generati dalla pratica di prestazioni estetiche o terapeutiche da parte di persone non diplomate".

La maggior parte di questa pletora di divieti, in parte ovvii e in parte strampalati, è del tutto inutile perché quasi mai essi vengono fatti rispettare, e sono serviti solamente, lungo l’estate, a dare una certa effimera notorietà locale al sindaco che li ha imposti.
Infatti, e sarebbe assurdo se non fosse così, nei vari comuni le Forze dell'ordine sono impegnate in faccende più serie che multare un bambino che fa un castello di sabbia in spiaggia, o che getta qualche briciola ai piccioni, e questo porta alla conseguenza che i controlli sono inesistenti e le multe, grazie a Dio, molto rare.

Siccome tuttavia oggigiorno viviamo in un villaggio globale, le imprese dei nostri sindaci non sono passate inosservate sulla rete di Internet ed hanno trovato dei degni emulatori, che addirittura sono stati capaci di superarli in idiozia.

Il governo cinese ha oggi, 16 settembre 2009, emanato un decreto entrato immediatamente in vigore, con il quale viene proibito ai piccioni di sorvolare le città cinesi fino all’8 ottobre prossimo.

Sono stati immessi nei cieli cinesi migliaia di uccelli della famiglia dei falchi, appositamente addestrati per anni, in località segrete, alla cattura dei piccioni ed al loro abbattimento in volo.

Non è dato capire perché dopo l’8 di ottobre ai piccioni superstiti sia di nuovo concessa la libertà di tornare a volare nei cieli delle città cinesi.
Forse si spera che i falchetti predatori abbiamo sterminato e decimato a tal punto le colonie dei piccioni, che ormai questi debbano essere quasi considerati una razza in estinzione e quindi da tutelare.
E’ proprio vero. La stupidità si diffonde più in fretta delle idee intelligenti.
La stupidità dei nostri sindaci ha fatto scuola
e ha trovato dei proseliti.
In grande stile.
Perché è ovvio, in Cina tutto è più grande che da noi.


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13 agosto 2009

334) L’arte moderna è provocazione, e arreca fama all’artista. Ma perché dobbiamo pagare noi?




L’arte moderna è provocazione, e arreca fama all’artista. Ma perché dobbiamo pagare noi?


Lo Studio dell’architetto Fabio Novembre ha proposto che a Milano per tutto il mese di agosto la via Montenapoleone, la via dei negozi di lusso sia trasformata in un’arteria ecologica, a forma di bosco urbano.
Nella via saranno “parcheggiate”, è il caso di dirlo, su tutta la sua lunghezza venti riproduzioni, a gradezza naturale, di altrettante scocche in vetroresina color mastice, di Fiat 500C trasformate in vasi da cui spuntano aceri, lecci e tigli.
Ogni auto-fioriera è dotata di ruote per il traino e di un sistema per lo scolo dell’acqua. Al loro interno 9 lecci, 5 ficus, 4 tigli, 1 acero e 1 carpino bianco: alberi con un'altezza di 4 metri per 2 e mezzo circa di chioma, il tutto mixato in modo da ottenere un forte impatto ornamentale.
Questo progetto, che farà discutere i milanesi, ma che soprattutto darà fama e lustro all’architetto ideatore, sarà sponsorizzato e sostenuto finanziariamente dal gruppo Fiat ( e ci voleva poco a immaginarlo), ma graverà anche sulle casse del Comune di Milano, e quindi dei cittadini, per 70 mila euro.
E qui cade a pennello l’interrogativo del titolo di questo post: perchè devono pagare i cittadini, ai quali magari non solo non piace il progetto ma forse ne sono anche infastiditi?

E di fastidio vero e proprio i cittadini milanesi dettero dimostrazione qualche anno fa, quando improvvisamente in una piazza un mattino i passanti videro le sagome di tre bambini impiccati ad un albero.
Lo choc fu tale che un signore si arrampicò sull’albero (e poi cadde ferendosi) per sciogliere il nodo scorsoio ai tre impiccati e solo allora si capì che non di bimbi veri si trattava, ma di tre manichini, di tre bambini fantoccio.
Era l'opera iperrealista di Maurizio Cattelan, un altro artista moderno che per autopromuoversi, reclamizzarsi, far parlare di sé, aveva partorito la trovata dei tre impiccati per smuovere la coscienza popolare, come se il nostro immaginario fosse talmente sazio, come se fossimo talmente assuefatti da non meravigliarci più di niente, essendo la nostra mente già ben nutrita dagli horror quotidiani che ci offre la realtà.
Ed anche questa provocazione artistica, respinta in toto dal semplice popolo milanese, ma approvata dalla intellighenzia, era stata serenamente finanziata dalla giunta comunale e da una fondazione di moda (chissà poi perchè).

Soldi pubblici per dare fama e lustro ad artisti che solo la nomenklatura apprezza.
Soldi pubblici che forse spesi in case popolari avrebbero fruttato di più e meglio.

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30 giugno 2009

289) I famosi "diti medi" dei due personaggi dal cognome che inizia per B



I famosi "diti medi" dei due personaggi dal cognome che inizia per B




Sui libri dei nostri pronipoti la memoria imperitura di questi due personaggi che oggi fanno la storia del nostro Paese sarà legata, più che a quanto da loro realizzato per il bene comune, a questi gestacci che sapevano fare con innata bravura.

Speriamo si scriva pure su quei libri, che essendo divenuta l’Italia nei primi anni duemila,lo zimbello d’Europa, moltissimi italiani non condividevano la gestualità e il modo di comportarsi di questi due, e si auguravano il loro veloce declino politico per risollevare la testa con dignità dal fango melmoso della cloaca dove essi avevano trascinato la Nazione.



I famosi due personaggi dal cognome che inizia per B.e i loro celebri "diti" in azione.





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16 febbraio 2009

165) Piste ciclabili inutilizzate

Piste ciclabili inutilizzate





Al mio paese hanno costruito diverse piste ciclabili. Praticamente in ogni pezzo di strada.
Ma nessuno le usa.

Sono sempre sporche, piene di ghiaia e di di sabbia trascinata dalle piogge.
Se uno vi transita la foratura è sicura.

A cosa serve una pista ciclabile
se i ciclisti non la usano?

Serve solo a restringere la carreggiata per il traffico abituale, con ancora maggior pericolo per le bici che vi transitano.


Alla domenica mattina, poi, avete mai visto i gruppi di cicloamatori transitare su una pista ciclabile?

Eppure sono state costruite per loro, per le bici, non certo per gli autobus o per i Tir.

Bisogna che il Comune obblighi i ciclisti a utilizzare le piste ciclabili, tenendole pulite, fermando e multando chi non le usa.


Siamo d'accordo che per il Comune ci sono cose ben più importanti: Asili nido, scuole, aiuti a famiglie in difficoltà o con disabili, etc.etc.





E tuttavia io sono dell'idea che se un' Autorità è attenta a risolvere i piccoli problemi, le piccole cose, all'occorrenza è in grado di fronteggiare anche le grandi evenienze.

Perchè è abituata vedere, a decidere e a risolvere.


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