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9 gennaio 2010

6.0) Se a me, negro, mi sparassero addosso perchè negro, io metterei a ferro e fuoco il paese dello sparatore.




Se a me negro mi sparassero addosso perchè negro, io metterei a ferro e fuoco il paese dello sparatore.





E’ successo che a Rosarno, un paese della Calabria dove la mafia e la 'ndrangheta la fanno da sempre da padroni, tre imbecilli razzisti abbiano sparato alcuni colpi con dei fucili da caccia caricati a pallini ad alcuni extracomunitari che gli stavano antipatici.
Non c’era nessun motivo contingente per sparare loro addosso.
Erano dei negri,e al piccolo cervello dei tre bastardi questo bastava.
Gli immigrati feriti e tutti gli altri come loro sono arrivati qua a Rosarno per lavorare nelle serre alla raccolta di pomodori e peperoni, e dopo aver lavorato come cani per almeno dieci ore al giorno, al chiuso di quelle serre dove la temperatura supera i 50 gradi, al termine di ogni giornata lavorativa pretendono pure di essere pagati e di ricevere la paga di 20-25 euro concordata al mattino.
Sono una razza inferiore, altro che con i listini paga, con le fucilate devono essere pagati.
Non gli va bene?
Se ne stiano a casa loro, in Africa, tra le loro guerre, nella loro miseria, nei loro villaggi, a morire di fame.
Invece vengono qua a lavorare e pretendono pure di essere pagati.
E poi di notte, ma avete mai visto come vivono e dove vivono?
Si riuniscono a decine tutti ammassati in case fatiscenti, in ruderi abbandonati, su materassi stesi per terra e lì trascorrono la sera e la notte in mezzo alla sporcizia , ai loro escrementi e a colonie di topi.
Nessuno di loro al mattino si fa la doccia e si lava i denti, ma così sporchi e puzzolenti sono lì in piazza già verso le quattro di mattina ad aspettare il caporale della mafia che li scelga e li invii a lavorare nelle serre.
Noi di Rosarno, e degli altri comuni vicini ormai invasi da questa gentaglia nera e puzolente, non ne possiamo più, non li sopportiamo più.
Qualcuno ha finalmente sparato loro addosso? Bene, l’avrei forse fatto anch’io, più prima che poi.

E guarda un pò, questi per reazione hanno chiamato a raccolta da ogni dove altri individui neri e sporchi come loro e adesso se ne vengono qua a mettere a ferro e fuoco il nostro paese, a spaccare le vetrine, a creare barricate per le strade, a gettare bottiglie incendiarie e sassi contro la nostra amata polizia.
Noi cittadini di Rosarno non siamo ormai più sicuri nemmeno a casa nostra, per colpa di questa gentaglia senza permessi di soggiorno, che pretende di essere trattata come fossero esseri civili, mentre invece non sono che degli scimmioni che fino a ieri si arrampicavano sulle piante di banano dell’Africa.
Il governo, il governo che finora è stato capace solo di sciogliere il Consiglio Comunale, perché accusato di essere infiltrato dalla mafia, ci difenda da quest’orda scatenata di extracomunitari impazziti, e metta in campo la nostra amata polizia a preservare i nostri beni e le nostre attività mafiose.

Adesso sono tutti lì a dire che non doveva succedere, che finora si è stati troppo tolleranti nei confronti degli extracomunitari, che bisogna fare leggi meno permissive , che la ragione e la tolleranza reciproca devono tornare ad essere rispettate, e forse è anche tutto vero.

Ma se a me, negro, dopo aver trascorso in un Paese straniero le mie giornate in mezzo all’indigenza e allo sfruttamento lavorativo (che posso anche sopportare perché per me è prioritario guadagnare qualche soldo da poter inviare a casa mia in Africa ai miei familiari che stanno crepando di fame) , ebbene, se a me negro, dicevo, un imbecille mi sparasse addosso solo perchè negro, io metterei a ferro e fuoco il paese dello sparatore.
Se poi gli imbecilli a sparare sono in tre, non solo il paese dello sparatore metterei a ferro e fuoco, ma pure i paese confinanti, perchè vorrebbe dire che l'imbecillità è diffusa in quei dintorni.
E il torto non starebbe certo dalla mia parte.

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16 settembre 2009

369) La riforma sanitaria in USA si scontra con le lobbies dei razzisti.


La riforma sanitaria in USA si scontra con le lobbies dei razzisti.




Obama sta proponendo la riforma sanitaria ai cittadini degli Stati Uniti.
A noi in Italia sembra una cosa da niente, perché noi la sanità pubblica, bene o male, ce l’abbiamo dal dopoguerra.

La riforma proposta, dice Obama, peserà sicuramente sul bilancio della Nazione, ma costerà meno di quanto siano costate le guerre in Irak e in Afganistan degli ultimi anni.

Ma le ricche lobbies statunitensi sono contrarie:
adesso anche i poveri e i negri si potranno curare dalle malattie.
Non c’è più giustizia.
In che mondo malvagio viviamo.
E per quanto riguarda i morti nelle due guerre citate da Obama, almeno i morti sono morti e non ci pensiamo più, mentre tutti questi poveracci ammalati che verranno guariti poi si ammaleranno di nuovo e così via, e bisognerà guarirli e ricoverarli in ospedale, con costi sanitari altissimi per la collettività.

E' meglio che si vada avanti così, senza la riforma proposta da Obama: chi si ammala, se non ha i soldi crepi pure, tanto era già un fallito nella vita.
Chi invece ha un conto in banca è giusto che i soldi li spenda per guarire dalle malattie e per mantenersi in perfetta salute.

Questo Obama cosa vuole?
Il comunismo, il collettivismo è finito persino nei paesi socialisti.
E adesso lui vuole portarcelo qui in America?

Meglio, molto meglio, se l’anno scorso, invece di un negro, avessimo votato per un Presidente bianco.
 
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DOLORES las bananas muy buenas

le banane DOLORES sono le migliori e sono le preferite dai calciatori

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12 settembre 2009

365) Tutti con gli occhiali neri ai funerali di Mike.

Tutti con gli occhiali neri ai funerali di Mike.

Tutti con gli occhiali neri, i Vip, ai funerali di Mike, forse per farci sapere, durante le interviste o davanti allo schermo televisivo che li inquadrava, che avevano molto pianto e che quindi i loro occhi, ancora gonfi delle lacrime versate, per innato pudore era meglio tenerli nascosti.
Ci tenevano, e tanto, a farcelo sapere che avevano pianto.
Sembrava volessero dirci che più grandi erano gli occhialoni neri indossati, e più grande era stata l’amicizia e l’intimità con il presentatore defunto.
E questo era bene che gli spettatori sapessero.



L’unico che forse ha pianto davvero, che ha versato lacrime vere, perché aveva motivo per farlo, data la sua lunga amicizia con Mike, il notaio di tutte le sue trasmissioni, il “signor No” Lodovico Peregrini, lui gli occhiali neri non li aveva.
In questi giorni di dolore e durante i funerali, non li ha mai indossati.
Si è lasciato intervistare senza i canonici occhiali neri, ha guardato fisso, con gli occhi privi del riparo delle lenti affumicate, la telecamera che lo inquadrava, e se l’è potuto permettere perché lui pianto, aveva pianto davvero.

Non ha avuto bisogno di fingere, come tutti gli altri, che per avere gli occhi gonfi e lucidi in questi giorni hanno ecceduto col collirio.
Ma si sa, per Mike questo ed altro.

Tutti con gli occhiali neri ai funerali di Mike.
Chi invece per tutta la vita è stato suo amico per davvero, gli occhiali neri non gli è neanche venuto in mente di indossarli.

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Nelle gare con la vela i disabili trovano un motivo per vivere la Natura
e hanno dimostrato di essere all'altezza dei campioni

4 ottobre 2008

44) Il razzismo del Sindaco




Il razzismo del Sindaco




Al mio paese, il sig Sindaco ha emesso un' ordinanza con la quale d’ora in avanti verranno multati gli extracomunitari che ti aiutano nel parcheggiare davanti all’ospedale, nel piazzale del mercato o in altri parcheggi a pagamento.
Succede che tu arrivi e ti metti a cercare un posto per parcheggiare.
Un extracomunitario ti vede e ti indica un posto libero.
Ti chiede quanto tempo ti vuoi fermare e si reca alla macchinetta che distribuisce a pagamento il biglietto del parcheggio.
Tu non hai ancora fatto in tempo a scendere dalla macchina che lui è già lì col biglietto di parcheggio in mano.
Gli rimborsi quanto ha pagato, e via, raccomandandogli di tenere d’occhio la tua vettura.

Quando hai terminato i tuoi impegni e stai per ripartire, ti accorgi che hai utilizzato meno del tempo previsto sul ticket del parcheggio (tempo che hai già pagato ), e allora consegni il biglietto all’extracomunitario che ti ha assistito nel parcheggio, affinché lo possa utilizzare per altre persone in cerca di un posto.

Il signor Sindaco del mio paese ha deciso che un extracomunitario che riceva da un automobilista lo scontrino di sosta prima di aver esaurito il tempo disponibile per il parcheggio, commette un gravissimo reato che sarà sanzionato con una multa da 200 a 500 euro.
E già fino a qui il provvedimento del signor Sindaco è una scemenza.
Ma la sua ordinanza continua con un’ulteriore sanzione contro queste persone.
Ragioniamo un poco.
Nella nostra società c’è forse una persona più debole di un extracomunitario che, volendo rimanere onesto, lontano dal suo Paese, dai suoi parenti, dalla sua cultura, dalla gente della sua stessa razza, e privo di qualsiasi tipo di lavoro perché nessuno gliene offre, si mette in un piazzale e offre i suoi servigi agli automobilisti italiani in difficoltà?
E’ certamente un anello debole della società in cui viviamo.
E allora, il signor Sindaco del mio paese, contro queste deboli persone mostra i muscoli e decide che, oltre alla multa, a costoro che in genere sono venditori ambulanti di schifezze varie, deve anche essere sequestrata la merce che hanno con sé, in quanto, trattandosi spesso di nullatenenti, ottenere il pagamento della multa potrebbe essere difficile.
E bravo, il signor Sindaco: forte con i deboli, e debole con i forti ed anche un po’ razzista.


Ma ve la immaginate un’ordinanza nella quale sia previsto a un cittadino italiano e bianco che stia commettendo un reato, il sequestro immediato di un oggetto che ha con sé, (un orologio, un braccialetto, o altro), se si ritiene che costui potrebbe non essere in grado di pagare una multa, nei termini di tempo previsti?

Con i bianchi questo non si fa:
con gli extracomunitari neri si fa, si fa.


E a casa mia si chiama razzismo.

  • leggi anche il post 9) Se la vittima fosse un parente del giudice.




  • leggi anche il post 28) venditori ambulanti extracomunitari

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